venerdì 7 novembre 2014

Ecologia sociale ed intelligenza collettiva



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E' interessante notare, come effetto di post sull'intelligenza artificiale, come l'intelligenza in se e per se' sia una delle materie piu' soggetta a pregiudizi. Non tanto perche' sia dia per scontato che la specie umana sia intelligente (poi arriva Sarah Palin e avete dei dubbi) ma perche' si danno per scontate troppe cose, e alla fine quando si parla di "intelligenza artificiale" o meglio di "autocoscienza artificiale"  si finisce, hollywood o meno, per indicare un essere umano artificiale.

Il piu' grande dei pregiudizi riguardanti l'intelligenza e' che essa sia una qualita' delle persone. Esisterebbero, cioe', persone intelligenti. E anche se si va all'autocoscienza, le cose non cambiano: essa e' una qualita' della persona.

Onestamente, non ne sarei cosi' sicuro.
Chi tenta di definire l'intelligenza finisce col definirla come la capacita' dell'individuo di fare questo e quello, dove "questo e quello" spazia tra la capacita' di risolvere problemi, la capacita' di adattarsi all'ambiente, di trovare risposte che non stiano gia' nel patrimonio acquisito, ma alla fine, comunque la si definisca, la si definisce come qualita' di un individuo.


Questo e' il primo grosso pregiudizio.


E' vero che la specie umana ha mostrato una incredibile capacita' di adattarsi all'ambiente e di prosperarvi, ma non si trattava mai di individui. Le migrazioni di persone che provenienti dagli ambienti caldi hanno colonizzato l'Europa piu' fredda non erano composte da individui. Erano composti da gruppi: famiglie, tribu' che fossero, ma non erano mai singoli individui.


E cosi' c'e' la prima domanda: quando lasciamo un individuo senza alcuna istruzione da parte dei suoi pari da solo in un ambiente ostile, vediamo questa gamma di strabilianti soluzioni intelligenti? Lo vediamo produrre adattamenti, inventare tecnologie, o lo vediamo piuttosto precipitare a livello bestiale?
La risposta e' che , se togliamo la compagnia di altri esseri umani ad un singolo essere umano, sin dal primo giorno in cui e' fisicamente possibile, non otteniamo altro che una bestia. Se non si fossero mossi a gruppi, gli esseri umani non sarebbero riusciti a colonizzare un bel nulla, prova chiara che questa capacita' di adattamento non e' del singolo, ma del gruppo.

Certo, SE IL GRUPPO addestra un uomo a sopravvivere e gli fa  un corso di sopravvivenza avanzato, potra' fare questo e quello. Ma siamo al gruppo: chi produce la "capacita' di adattamento e' sempre il gruppo".

Possiamo andare alla famosa capacita' di risolvere problemi inediti, che somiglia piu' alla nostra idea di intelligenza, se non a quella di genialita'. E' mai apparsa in esseri umani singoli?

E' mai successo che lasciando un bambino da solo sin dalla tenera eta', potesse sviluppare un linguaggio, un pensiero astratto, inventare qualcosa? La risposta e' piuttosto deludente. Non conosciamo elementi di questo genere.

Sebbene tendiamo ad attribuire ai singoli "genii" come Leonardo le loro invenzioni, e alle grandi menti le loro creazioni, se poi andiamo a investigare scopriamo che hanno avuto determinati maestri, che sono cresciuti in particolari nazioni, diciamo prospere, diciamo elastiche verso la cultura, diciamo con discreti sistemi scolastici.

Non abbiamo notizie di persone geniali che siano cresciute in isolamento.

Non sto facendo il discorso "individuo contro societa", sto solo facendo notare come NON abbiamo NEMMENO UN CASO di invididui completamente isolati sin dalla tenera eta' che abbiano manifestato particolari doti di creativita', ingegno, ideazione, soluzione di problemi.

Tutto questo fa pensare, perche' normalmente l'intelligenza e' considerata attributo di una singola persona. Mentre che so, "socialmente avanzato" e' considerato un attributo , che so , di una intera nazione, cioe' di un gruppo.

Nessuno direbbe ad un tizio "lui e' socialmente avanzato" senza doverlo osservare in compagnia di altri, mentre ha senso dire "e' intelligente". Mentre si puo' dire che una nazione sia molto avanzata socialmente.

Esiste la seria possibilita' che NESSUNO sia "intelligente". Che nessun essere umano lo sia. Nel senso che "intelligenza" non e' un attributo del singolo, ma di un gruppo.

Non voglio confondere condizioni necessarie e condizioni sufficienti, ma d'altro canto, NON esiste NEMMENO UN esempio di essere umano che , senza nessun contributo intellettuale del gruppo di appartenenza, riesca a mostrare un qualche barlume di "intelligenza", per non parlare di "genio".

Questo e' un problema forte, ed e' il motivo per cui quando leggo libri che parlano di intelligenza come di una proprieta' dei singoli individui, personalmente mi stanco subito. Non abbiamo MAI visto singoli individui dare prove misurabili di intelligenza senza il contributo di altri.

LA gente parla di genio italiano che emigra , come se l'intelligenza fosse qualcosa che uno porta via, una specie di seme che germoglia lontano, dove trova il terreno. Ma abbiamo mai visto un seme germogliare DA SOLO, senza altri attorno? No.

Tutti i "cervelli" sono cresciuti con altri, hanno imparato a parlare da altri, hanno imparato a pensare dagli altri.

Non esistono prove di PERSONE intelligenti. Esistono GRUPPI intelligenti.Il fatto che poi sia il singolo a brillare non e' altro che divisione dei compiti.

Sono stati i gruppi umani a dare prova di incredibile capacita' di adattamento, non i singoli . Ci sono particolari gruppi umani, e non altri , dietro al progresso, alla scienza e alla cultura e non singole persone.

E nei pochi casi di bambini cresciuti - porhi per fortuna - abbandonati a se' stessi, non si e' visto sviluppare nemmeno il minimo di "scintilla" di intelligenza. Non erano "sotto la media", non erano "ignoranti", erano semplicemente fermi a zero. Scimmie.


Anche la storia dell'autocoscienza e' abbastanza divertente. Sappiamo che una persona lasciata in privazione sensoriale non mantiene a lungo la sanita' mentale. Tutti coloro cresciuti in completa solitudine tendono a dare segni di squilibrio. Le persone isolate per qualche tempo vi raccontano di dove abbiano trovato la forza. Perche' occorre forza, dunque e' un'impresa, rimanere davvero soli molto a lungo.

In queste condizioni, come si fa a dire che l'autocoscienza stessa sia una dote dell'individuo e non del gruppo?

Certo, il fatto che si manifesti in un individuo fa pensare che sia una dote SUA, e l'individuo la mantiene anche se viene separato dal gruppo per un pochino, ma qui stiamo andando a parlare di funzionalita'. Apparentemente il fabbro lavora con le mani, ma in realta' usa il cervello. Se un individuo sta fermo e l'unica parte che agisce e', per dire, la coppia di mani , diremo che scrivere e' un'attivita' da attribuire alle mani?

Cosi', il fatto che ad essere intelligenti in un gruppo siano alcuni, e' per forza sintomo del fatto che l'intelligenza e' individuale?  Dopotutto, sembra sempre questione di divisione dei compiti.

La mia personale impressione e' che una volta costruita l'intelligenza, gli esseri umani che compongono un gruppo possono mantenerla per molto tempo. Ma a costruire l'intelligenza e' il gruppo; l'essere singolo la conserva in dote - ma non tutti i membri del gruppo allo stesso modo - e la conserva per qualche tempo se cessa completamente  di essere parte di un gruppo.

Questo e' cio' che si osserva "a scatola chiusa": adattamento, soluzione di problemi, creativita', genialita', chiamatela come volete, ma sono sempre apparse nei gruppi umani, non nei singoli.

A questo punto, pero', quando si costruiscono intelligenze artificiali, dobbiamo chiederci , nell'ipotesi di dover costruire la "singolarita'", se davvero sia un ente singolo. Perche' se l'intelligenza non fosse una qualita' delle persone ma dei gruppi, per ottenerne una artificiale non dovremmo costruire una singola macchina sofisticatissima, ma dovremmo costruirne un gruppo.

Un gruppo di macchine capace di:


Comunicare tra i membri del gruppo.
Dividere i compiti tra talenti diversi.
Conservare il patrimonio comune e tramandarlo.

Certo, non e' un problema tecnologico. Tra multithread, multitasking, concorrenza, rientranza, parallelismo, vettorialita', il mondo dell' IT non ha problemi a costruire comunita' di programmi anziche' programmi singoli. Il problema vero e' che non avremmo mai HAL9000.

Non lo avremo perche' se l'intelligenza e' una qualita' del gruppo, o HAL9000 e' un insieme di personalita' diverse che si dividono i compiti, e noi parliamo con un suo portavoce, con il governo del gruppo, col capo, col Re , o roba del genere, oppure considerare un singolo ente come intelligente puo' solo sviarci.

Sono pronto a scommettere che tutti i tentativi di produrre intelligenze artificiali intese come menti analoghe a quelle umane, se vengono orientati alla produzione di un singolo ente che e' "intelligente" , falliranno miseramente.

Se quel che penso e' vero, l'intelligenza e' una qualita' dei gruppi che si manifesta in una particolare zona del gruppo, cosi' come "fabbro" si manifesta molto nelle mani e nelle braccia, e quindi l'unico modo di produrre delle vere intelligenze artificiali, se per intelligenza intendiamo qualcosa riconoscibile come "simile" da un essere umano, non sia di progettare Skynet come singolo ente, ma come collettivita', come gruppo.

Ovviamente tutto questo complica le cose: se l'intelligenza e' una qualita' del gruppo ma non dei singoli, allora innanitutto diventa un problema politico. Poi diventa un problema sociale. Diventa un problema legato alla storia del gruppo stesso, alla sua evoluzione. Al rapporto tra il gruppo e l'ambiente. Ai rapporti tra i membri, il che complica ben bene le cose.

Ma una cosa e', a mio avviso, praticamente certa: semmai arrivera' una "singolarita'" nel senso che i transumanisti danno alla cosa, non sara' una macchina intelligente.

Perche' a quanto ne sappiamo, l'unico modo noto di costruire intelligenza e' costruire una societa'.

L'intelligenza monade, invece, e' una pura speculazione mai osservata sinora.

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(Fonte: http://www.keinpfusch.net/)

giovedì 6 novembre 2014

Orvieto, 21 e 22 novembre 2014 - Incontro Campagna Agricoltura Contadina (e proposta)

CAMPAGNA PER L'AGRICOLTURA CONTADINA - INCONTRO NAZIONALE



Giacché si è nella fase di confronto con i parlamentari, nei prossimi giorni saranno reinviati i testi a cui si è lavorato fino a questo momento e su cui sarà prioritario (nella giornata di sabato 22 novembre) discutere e aggiornarci, alla luce delle ultime osservazioni in merito portate dalle associazioni; dunque per utilizzare il tempo al meglio si presuppone che chi partecipa all'incontro abbia già letto e conosca il testo della proposta di legge.

Siete invitati ad Orvieto (TR), sul Monte Peglia, il 21 e 22 novembre 2014; per l’incontro nazionale della Campagna per l’agricoltura contadina. 

E' richiesta gentilmente la conferma della partecipazione entro sabato 15 novembre, così da
poter avvisare per tempo chi ci ospiterà; potete usare per questo l'indirizzo:
laspinosa@outlook.it - oppure uno di questi numeri: Sergio 3384665838, Barbara 3397256575 

Grazie se potete confermare il prima possibile. 

Giacchè si è nella fase di confronto con i parlamentari, nei prossimi giorni saranno reinviati i
testi a cui si è lavorato fino a questo momento e su cui sarà prioritario (nella giornata di sabato
22 novembre) discutere e aggiornarci, alla luce delle ultime osservazioni in merito portate dalle
associazioni; dunque per utilizzare il tempo al meglio si presuppone che chi partecipa
all'incontro abbia già letto e conosca il testo della proposta di legge.

Considerazioni, contributi e proposte possono anche essere inviate anticipatamente a questo
indirizzo:  campagna@agricolturacontadina.org

I messaggi ricevuti verranno considerati in vista dell'incontro e ripresi in quella sede. 
Usate lo stesso indirizzo campagna@agricolturacontadina.org anche nel caso non possiate
proprio partecipare ma ugualmente abbiate da lasciare richieste o contributi scritti, di modo che
possano essere poi riportati all'incontro. 

In attesa di cortese riscontro, saluti e a presto. 
Il Coordinamento della Campagna contadina 
http://agricolturacontadina.org


.........................

Reiterazione nostra proposta:

Come già fatto presente in precedenti comunicazioni la nostra proposta riguardante  la detenzione di animali da allevare  è basata su un criterio ecologico, ovvero possono essere tenuti solo quegli animali  che possono vivere  con il pascolo libero (o fienagione) nel podere dell'agricoltore contadino, allo scopo di tener pulito il campo e produrre concime biologico. Piccoli animali da cortile  potranno essere parimenti allevati se nutriti con gli avanzi di casa o razzolamento all'aperto.  Da ciò se ne deduce che nel fondo agricolo contadino non potranno essere allevati animali per la cui nutrizione occorre approvvigionarsi al mercato.  In tal modo la presenza degli animali allevati rientra perfettamente nell'ecologia del fondo coltivato.   

Paolo D'Arpini - Rete Bioregionale Italiana

mercoledì 5 novembre 2014

Terra marsicana e memorie bioregionali d'Abruzzo




buongiorno saul, quando ero più giovane una mia fidanzata mi chiamava esau' da
esaurito... oggi la mia elica gira lenta anche la girandola colorata in
giardino e' ferma per mancanza di vento. nel frattempo ho raccolto i
topinambur, ne e' venuto fuori un ottimo risotto. ho seminato il grano e il
lino, domani fave agli e cipolle nell orticello sinergico. come dice un anziano
agricoltore: si ci sta lu sole e nin ci sta lu vend, mitt e ni sta pinza a nind
da frammenti di un discorso orticoltoso.

domenica mentre camminavo tra le vie inerbate di un borgo diroccato
della marsica, il paese e’ stato ricostruito a valle, ho incontrato un
anziano signore che spaccava la legna, mastro settimio che mi ha
invitato a bere un bicchiere di vino nella sua cantina, poco dopo e’
arrivato un suo amico

zi ughetto, entrambi vivono soli senza auto e patente. il discorso e’
caduto immediatamente sulle difficoltà a vivere lontano dal paese più
grande dove ci sono tutti i servizi. ci sono problemi per il dottore
le medicine il pane la spesa e cono costretti sempre a fare
affidamento su amici e parenti in caso di necessita. anche la chiesa
li aveva abbandonati, adesso hanno mandato un prete coreano che poco
conosce la lingua e usi e costumi del piccolo borgo. il discorso e’
andato sul forte senso di appartenenza il senso di comunità e della
protezione sociale vissuti un tempo da tutti gli abitanti. non viene
mai nessuno,per esempio un assistente sociale, a chiedere se hanno
bisogno di pane medicine e altro oppure semplicemente a chiedere come
stanno. si parla sempre di pil poco o mai della felicita media della
popolazione. in tempo di crisi, crisi economica e crisi di valori in
questi posti si trovano piccoli tesori di umanita.

negli ultimi anni l'unico settore che ha segnato un aumento del 5%
dell occupazione e’ proprio il settore agricolo. questi sono i posti
dove investire il futuro, ormai la meccanica e’ finita, ci vorrebbero
centinaia di persone per riattivare i campi coltivando antiche sementi
di mais otto file grano solina patate ceci fagioli, restaurare le
stalle abbandonate per allevare pecore con l'indotto di lana e
formaggi, restaurare le casette costruite dopo il terremoto del 1915
disabitate, da adibire ad albergo diffuso per un turismo consapevole.
abbiamo parlato della vita di un tempo, anche se difficoltosa tutto
era ben tenuto, campi ben coltivati pecore mucche, case e stalle ben
tenute, oggi girando per il paese si percepisce un senso di stanchezza
e disordine, erbacce bidoni pietre legna barattoli galline, alberi non
potati tutto nell incuria e nella mancanza di manutenzione. un tempo
qui veniva autoprodotto tutto cio di cui si aveva bisogno ora solo il
vino anche se luva viene acquistata fuori, ancora qualche gallina. un
maiale. qualcuno coltiva un po di solina mais patate e fagioli. gli
alberi di mele limoncella non più produttivi perché non curati. solo
in questo modo possiamo creare nuova occupazione riattivare il ciclo
di micro economia nella comunità locale e le buone pratiche per il
benessere psicofisico della nuova comunità tale da innalzare e
preservare la felicita media della popolazione.


per chi volesse rivivere la vita di un tempo in questi luoghi
consiglio il bellissimo film uomini e lupi del 1956 di giuseppe de
sanctus con ives montand e silvana mangano. prima del film il regista
e alcuni suoi collaboratori hanno fatto un viaggio in abruzzo, una
specie di ricerca antropologica, interviste per studiare storie
ambientazioni e paesi. il film che fa parte del filone del neorealismo
ha delle buone ricostruzioni di interni con oggetti e mobili
originali, ne e’ venuto fuori un grande film melodramma con una
stupenda colonna sonda, il film sembra ispirato al mondo della lirica
nel ritmo lento e continuo delle scene ad ampio raggio delle comparse
che si muovono sul retro. spaccato della vita sui monti in abruzzo
negli anni cinquanta


consiglio anche il bellissimo libro fontamara di ignazio silone nato
nella vicina pescina, ambientato negli anni trenta


in capo a tutti c e’ dio, padrone del cielo
questo ognuno lo sa
poi viene il principe di torlonia
padrone delle terre
poi vengono le guardie del principe
poi i cani delle guardie del principe
poi il nulla
poi ancora il nulla
poi ancora il nulla
poi vengono i cafoni
e si può dire che e’ finito
(fontamara)

Ferdinando Renzetti

martedì 4 novembre 2014

Buone Notizie: "L'Amore fa guarire!"

E’ vero, informare su ciò che non funziona è importante, ma la comunicazione non può essere basata esclusivamente sulle cattive notizie, come fanno, ad esempio, i “telemortali”, che portano nelle case dolore, allarmismo e disperazione.

La realtà non è sempre così nera, la società è in continua evoluzione e la maggior parte delle persone è migliore di quanto si pensi. Allora, per ristabilire gli equilibri, nasce questo spazio che intende dare voce a quanto di positivo accade nel mondo, ed essere un contenitore di avvenimenti che portano ottimismo, buonumore e speranza.

E’ scientificamente provato che le belle notizie fanno bene alla salute. Il sorriso attiva particolari zone del cervello che, tramite una rete di sinapsi, hanno l’effetto di rafforzare il sistema immunitario e fanno diminuire le sostanze chimiche legate allo stress e alla tensione muscolare.

Porre l’attenzione sui fatti positivi contribuisce al successo in ciò che si desidera cambiare e pare allunghi la vita di 7 anni. Quindi, perché aspettare? Cominciamo subito!

L’Amore fa guarire

Bubba, un chihuahua cieco da un occhio, e il suo padrone, il 73enne James Wathen, dopo la separazione dovuta al ricovero in ospedale di quest’ultimo, hanno smesso di mangiare nello stesso periodo e hanno continuato a non farlo per circa un mese, finché, fortunatamente, i medici del Baptist Health Corbin, nel Kentucky, hanno deciso di infrangere le regole, che impediscono agli animali di entrare nella struttura ospedaliera, e li hanno fatti incontrare di nuovo. La loro felicità è stata immensa tanto che Mary-Ann Smyth, presidente del rifugio per animali Knox-Whitley ha dichiarato: "Quando James ha visto Bubba ha iniziato a piangere, mentre il cane non smetteva di fargli le feste. Entrambi, fa sapere l'associazione, sono così felici da migliorare le loro condizioni: questo è il potere dell'amore"

Daniela Rosellini



(Tratto da Notiziario A.K.)

lunedì 3 novembre 2014

“Il Cantico delle Api” - Uno spettacolo per dire no ai pesticidi




Domenica 26 ottobre, nella sala del Centro Polifunzionale di Vignole Borbera, in provincia di Alessandria, è andato in scena lo spettacolo “Il Cantico delle Api” (Dall’Agroindustria alla Biodiversità’), un viaggio di narrazione in musica, organizzato per sostenere gli apicoltori nella lotta contro nemici invisibili, ma moderni, intelligenti e letali.: i PESTICIDI.

Si è trattato di una forma di teatro "biologico", in cui le api hanno rappresentato i fili che legano il passato con il presente e il futuro e, ricalcando le orme dei quasi estinti cantastorie, "..trasportano parole d'amore da un fiore all'altro...." indicandoci, con la loro esemplarità, la strada per l'avvenire.


La nostra vita è direttamente dipendente, infatti, da quel "proletariato invisibile" costituito da piante, insetti, vermi, funghi, muffe, microrganismi, api, ecc…., che però vengono aggrediti e distrutti dalle continue e spropositate immissioni di pesticidi nell’ambiente. L’attuale moria delle api ne è il segnale più evidente ed è un problema dovuto ad un modo di coltivare che è cambiato, soprattutto negli ultimi trent'anni, e che riguarda tutti, per il ruolo fondamentale che le api rappresentano per la nostra stessa sopravvivenza. Ma, fortunatamente la coscienza collettiva sta cambiando, come dimostra questo spettacolo, che ha lo scopo di informare e di fare riflettere chi ancora non è su questa linea e non ha capito che: “Le nostre scelte hanno la capacità di determinare il futuro delle generazioni a venire e della vita di questo Pianeta”.

Redazione novionline@novionline.net Per maggiori informazioni: canticodelleapi@gmail.com

domenica 2 novembre 2014

Matera - Riconoscimento internazionale della bellezza


 

A proposito di Vita, non possiamo dimenticare che l’antica Matera, la città della Basilicata ignorata per anni e considerata la vergogna nazionale, era stata condannata dall’incuria, alla distruzione. E’ stata invece salvata da quei coraggiosi cittadini che hanno creduto ed operato per mantenerla in vita e, con 7 voti su 13, è stata appena nominata “Capitale europea della Cultura per il 2019”. Questa scelta rappresenta un riconoscimento alla bellezza del nostro patrimonio culturale e artistico ed è una grande vittoria ed una rivincita del Sud Italia.

L'impatto economico che l’operazione avrà sul territorio, è stato valutato intorno ai 30 milioni di euro e conferma ciò che Vittorio Sgarbi ha affermato, commentando la notizia: “L’Italia dello sviluppo industriale, dell’ILVA, di Bagnoli, è l’Italia di un mondo perduto e ignorante. Invece l’Italia vera è quella di Matera, un tempo considerata un luogo da evitare e che oggi, grazie proprio ai Sassi, diventa la prima capitale della Cultura Europea. Ciò vuol dire che abbiamo sbagliato il percorso di sviluppo. Abbiamo immaginato che dovessimo investire nell’industria, nel petrolio….. dovevamo investire nella bellezza! – “La bellezza dei luoghi è il simbolo dell’Italia, e Matera non poteva non vincere.”- “Questa vittoria, secondo me, è una cosa sacra e importante, non solo per Matera, ma per il ruolo simbolico che ha.”

Chi ha informazioni su eventi positivi ed ha piacere che vengano divulgate, può scrivere a: labuonanovellanews@gmail.com

sabato 1 novembre 2014

Comitatinrete Marche non entrano in politica....



Qualcuno mi ha chiesto perche' i Comitatinrete  Marche conducono costantemente vertenze, dall'ambiente, alla sanita', alle banche, in cui si individua la "parte pubblica (governo) come controparte e le istituzioni locali (regione, province e soprattutto comuni) come interlocutori e/o alleati od avversari (lasciamo a loro la scelta).

L'obiezione è che cosi' facendo danneggiamo i cittadini, dato che lo stato, in teoria, siamo noi. Aggiungono, questi interlocutori, che sarebbe forse piu' opportuno un atteggiamento piu' "pragmatico" e meno radicale, in una parola un atteggiamento "riformistico".

La risposta che diamo è che noi, i comitatinrete, non entriamo in "politica" e non amiano il "linguaggio politico", perche' fuorviante.
Ma la premessa terminologica è tutt'altro che decisiva. Non amiamo il linguaggio "politico", perche' amiamo il linguaggio dei diritti propri e non coercibili della persona umana.

La salute, la proprieta', l'imprenditorialita', il paesaggio sono diritti costituzionalmente rilevanti e fatti propri dalle normative e dai trattati fondanti dell'Unione Europea. Tali diritti trovano riscontro anche nello statuto fondante dell'Onu.

Ora se il governo, che esercita le funzioni di direzione dello stato, non è in grado di rispettare i diritti, allora non solo è necessario ma doveroso opporsi al governo che non ci consente l'esercizio fondamentale dei diritti umani.

Non importa il "colore" del governo, bensi' le sue decisioni.

Vi sarebbe da aggiungere una questione non secondaria. E' lecito parlare di Stato (nel caso quello italiano), quando lo stesso ha rinunciato da lustri alla prerogativa irrinunciabile di uno Stato, cioe' la sovranita' ?

E' ben noto a tutti che lo Stato italiano ha ceduto ad altri le caratteristiche ineludibili della sovranita' : difesa e moneta. Nel primo caso alla Nato, nel secondo alla BCE.
Quindi parlare di Governo (e relativo parlamento) rispetto ad uno stato che non è sovrano è quantomeno azzardato. Si dovrebbe parlare, piu' correttamente, di esecutori di decisioni che vengono prese altrove...

Vero è che gli "esecutori", in teoria, ce li scegliamo noi in "libere elezioni", ma sempre di "esecutori" trattasi e quindi il diritto al voto dei cittadini è quantomeno coartato in un quadro in cui non puo' svilupparsi in nessun modo, sembrerebbe, la sovranita' popolare, che sarebbe il risultato delle tante sovranita' individuali che si esprimono, convergono e/o divergono nell'attivita' "politica", compreso i momenti elettorali.
Quindi non è corretto dire che noi conduciamo una "guerra allo stato", ma è piu' corretto dire che noi conduciamo, su singole (grandi o piccole che esse siano) questioni una battaglia senza quartiere contro gli "esecutori" quando questi non sono in grado di rispettare i diritti dei cittadini.

Non solo questa lotta non è dannosa per i cittadini stessi, ma è l'unica che porta dei risultati reali e che ci permette di resistere con la nostra dignita' di uomini e donne di fronte all'avanzare di sistemi e proposte non solo liberticidi, ma perniciosi per la salute, per la proprieta', per l'imprenditoria, per la stessa economia del paese chiamato Italia.

Cittadini non sudditi

Adriano Mei


www.comitatinrete.it