venerdì 6 luglio 2018

L'ecologia del silenzio... e lo sviluppo dell'intelligenza umana

"Nel silenzio tutto si manifesta" (Saul Arpino) - Foto di Gustavo Piccinini 

Solitamente l’immagine che si ha del rumore è legata alle attività lavorative, si pensa ad un martellar di lamiere, colpi d’ascia, motori che sibilano, traffico, ululati di sirene…. Solo a pensarci ci si sente infastiditi sia nell’olfatto che nell’udito! Ma è soprattutto il “rumore da divertimento” che è irritante e dannoso anche se viene considerato fonte di delizia e di esaltazione. Mi riferisco ovviamente ai decibel delle tiritere strombazzate dalle auto in corsa, fuoriuscenti dalle porte di localacci ambigui, dalle finestre delle case con televisioni accesi giorno e notte, dagli stereo dei venditori ambulanti, dalle cadenze hard rock di discoteche e club privati, etc.etc.

Quali sono le conseguenze sulla mente e sul corpo umano di queste cadenze emesse senza sosta? L’elettroencefalogramma evidenzia rallentamento dei ritmi, alterazioni dell’attività elettrica delle cellule nervose, riduzione dei riflessi e della memoria, eccitabilità e mancanza di risposte adeguate alle situazioni contingenti, anche alcune forme di cefalea possono essere collegate a traumi acustici. Il sottoporsi a rumori eccessivi porta a disturbi urinari e mestruali, fertilità e libido ne risentono anch’esse.

Le persone che vivono o lavorano in ambienti rumorosi sono le più soggette a fenomeni quali l’ipertensione o l’improvvisa elevazione della pressione sanguigna, a rischio sono soprattutto le persone soggette a problemi cardiocircolatori. Alcuni test di laboratorio hanno infatti dimostrato che se sottoposti ad un rumore di 90 decibel per 10 minuti i malati presentano evidenti alterazioni nell’elettrocardiogrammma.

Insomma il rumore in eccesso è puro veleno per l’uomo!

Il rumore di fondo al quale siamo esposti non dovrebbe superare i 60 decibel ma è un limiti ampiamente superato sia in Italia che all’estero. Tutto questo baccano oltre che portare ai disturbi sopra indicati ha anche altre disagevoli conseguenze: disabitua l’orecchio all’ascolto. Infatti l’inquinamento acustico ci porta ad ignorare (nel livello cosciente) quei suoni che il nostro udito non può sopportare, che è una sorta di sordità o distrazione psicologica. Oggi per combattere l’inferno del “baccano” si contrappone la semplice diminuzione (insonorizzazione) delle emissioni ma questo è un approccio meramente negativo.

Dobbiamo invece far sì che gli studi sull’acustica ambientale abbiano un valore positivo. Quali sono i suoni che intendiamo privilegiare, conservare, moltiplicare? Per capire questo discorso dobbiamo imparare a scegliere il rumore al quale sottoporci. Possiamo cominciare discriminando fra l’ascolto volontario della nostra melodia preferita ed il martellamento della musica indiretta. Questa presa di coscienza non ci potrà certo impedire l’ascolto della musica indiretta, spesso ammannitaci nelle forme più subdole come quando si va al supermercato o si ascoltano musiche strane su internet o televisioni (e dir si voglia), ma ci consentirà comunque di abituarci al distacco ed al discernimento in modo da non cadere vittime degli incantatori pubblicitari.

Infatti la sottomissione passiva (ignorante) alla musica indiretta è fonte di stravolgimento culturale e mutazione dei costumi (esattamente ciò che vuole la pubblicità..). Se restiamo vittime di questo influsso la musica, che è l’arte più vicina alla spirito (essendo nata proprio in funzione del nutrimento spirituale) ed orgoglio della nostra tradizione millenaria, smette di essere una cosa nata per “illuminare” la mente umana, allietando il nostro vivere, ma diventa fonte di confusione ed alienazione dalla vita (cosa tanto gradita a satana).

Oggi nella società in cui tutto è consumo ed appropriazione materialistica anche la musica è una merce di cui “godere” senza ritegno sino alla nausea ed alla negazione dell’armonia. “Gli uomini, cosiddetti civilizzati, sono diventati feroci uditori ma in realtà non sanno più ascoltare! Usano il suono come una droga stordente dimenticando così di godere del significato e del valore di quanto viene ascoltato” (Walter Maioli, etnomusicologo).

Anche le culture aborigene sono minacciate dalla massificazione musicale in corso, la musica dolce e profonda dell’oriente, delle Americhe o d’Australia rischia di restare contaminata irrimediabilmente dall’ondata volgare di suoni elettronici e decadenti della musicaccia occidentale di taglio consumista. “E’ pur vero che le diverse civiltà possono crescere attraverso ibridazioni e contatti, ciò è sempre avvenuto in passato, ma dovrebbero poter continuare ad evolversi senza subire una colonizzazione assoluta e perciò inaccettabile” (Roman A. Vlad, musicista). Nell’ascolto non si tratta perciò di mettere in contrapposizione la musica elaborata, ricca di significati simbolici, con quella popolare e primitiva… piuttosto, ai vari livelli, di sottolineare la profonda e radicale differenza delle finalità fra un prodotto di consumo ed opere in cui la ricerca estetica continua ad essere portata avanti.

E qui torniamo al problema dell’inquinamento acustico… (e non solo nelle città, poiché ormai esso impera ovunque) per scoprire che mentre un pubblico sempre più vasto si sottopone, più o meno volontariamente, ai prodotti musicali di consumo, s’impone per “l’ascoltatore” di qualità un eccessivo sforzo discriminatorio e di pazienza per non restare coinvolto e sconvolto dal rumore della diffusione di massa.

Occorre evitare che la capacità melodica, che fece sognare l’uomo per millenni e che è ormai una componente emozionale della sua vita spirituale, cada vittima dei “petrolieri” musicali. La melodia, che ha il silenzio come base, non deve infatti soccombere ad un’era perversa e sordida frastornata da ogni rumore. Il rischio inverso, dicevo sopra, è l’assuefazione inconscia al frastuono e la perdita totale della capacità di ascolto.


E vorrei ora ricordare ai convalescenti desiderosi di cure melodiose un qualcosa che possiamo fare per recuperare l’amore per i suoni naturali. Quando ci rechiamo in campagna, sulla riva di un fiume, in qualsiasi ambito naturale, abituiamo l’orecchio al vuoto, spegniamo ogni brusio tecnologico, non parliamo, lasciamo che la natura trasmetta i suoi messaggi: il ronzio di un’ape sui fiori, il guizzo d’ala di un passero, un refolo di vento tra le foglie, il fruscio dei nostri passi sul sentiero… In tal modo sentiremo nascere dentro di noi una nuova armonia, che parte dal cuore…

Paolo D’Arpini


Referente P.R. Rete Bioregionale Italiana 

giovedì 5 luglio 2018

Terre dei Castelli. Ecosistema fluviale a rischio


Risultati immagini per Terre dei Castelli.  Ecosistema  fluviale a rischio

...i nostri fiumi, nelle Terre dei Castelli (Modena), sono in pessimo stato, nonostante ciò si continua pazzamente a spremerli. Sono ormai privi della loro naturale vita. Praticamente tutte le sorgenti principali sono captate, già alle quote più alte si preleva acqua per acquedotti grandi e piccoli, ma anche per fabbricare neve per le piste da sci. Le briglie impediscono le indispensabili transumanze dei pesci, le centraline idroelettriche completano l'opera di devastazione uccidendo pesci e togliendo energia all'acqua. 

Energia  necessaria   per l'ossigenazione, quindi indispensabile per l'autodepurazione dell'ambiente acquatico. Per l'interazione tra acque superficiali e le falde, anche le acque sotterranee vengono compromesse. In questi ultimi anni, in nome dell'ecologia, vengono ceduati i boschi del nostro appennino anziché trasformarli in boschi d'alto fusto come previsto da leggi regionali. In difesa di questi patrimoni insostituibili dovremmo chiedere ai sindaci, attraverso interrogazioni consiliari, di dare pareri negativi a queste opere. 

Credo che gli enti preposti e competenti per le opere debbano chiedere parere ai sindaci. I sindaci non debbono lasciare passare in tempo previsto per non far scattare il meccanismo del silenzio assenso. A mio parere, un sindaco dovrebbe sempre, in un modo o in un altro, esprimersi pubblicamente. Occorre trovare consiglieri comunali disposti a presentare interrogazioni... 

Federico Corsini - corsini.federico@alice.it

Risultati immagini per Terre dei Castelli.  Ecosistema  fluviale a rischio

mercoledì 4 luglio 2018

Gerfalco, dal 13 al 22 luglio 2018 - La Rete Scuola Familiare si riunisce




Anche quest’anno la Rete Scuola Familiare si ritrova in uno spazio e un tempo aperto a chiunque voglia esserci per condividere momenti di conoscenza, di sperimentazione e di dialogo dal 13 al 22 luglio 2018.

Ogni raduno al di là dello spazio in cui si svolge è un esperienza unica e irripetibile.

Ogni singola individualità lo influenza e in esso la relazione e l’apprendimento regnano sovrani.

Per venire al raduno è indispensabile dotarsi di desiderio di confronto, adattabilità, voglia di radicamento a stretto contatto con la Natura e di scoprire e scoprirsi. Ognuno è libero di proporre attività e cerchi.

Scuola familiare è apparecchiare la tavola con cibi buoni per il corpo e per la mente, per crescere, sperimentare, riflettere e elaborare nuovi stili di apprendimento e di relazione sia per i bambini che per gli adulti.

Quest’anno siamo ospiti dell’Associazione Rays  (tel: 327 126 6795)  al Podere Cavi n. 55, a Gerfalco (Gr), frazione comune di Montieri. Il 13 e il 14 luglio sono giorni di arrivo, accoglienza e preparazione.

    Come arrivare:
da Siena prendere per Massa Marittima\ Follonica, poi proseguire per Chiusdino\Montieri. Arrivati a Montieri troverete le indicazioni per Gerfalco. Appena arrivati al paesino noterete il cimitero sulla sinistra. Svoltate per il cimitero e proseguite dritti, seguendo le indicazioni Ass. Rays sulla casetta della posta, tenendovi sulla sinistra quando incrociate altri passi... C'è un km circa di sterrato e siete arrivati!

Organizzazione pratica:
ci sono dei lavori da ultimare, creazione di almeno 2 compost toilet nel bosco, fare legna per stufa, forno, fuochi organizzazione cucina e dispensa. Chi è disponibile nei giorni precedenti al Raduno si metta in contatto con Betta, 3472622932. asprigna@gmail.com
Una cosa importante per la buona riuscita del raduno è partecipare per tutta la sua durata (o almeno dalla domenica 15 al sabato 21). Chi potesse venire solo per pochi giorni è pregato di farlo nel week-end finale (il 21 e il 22). 

Risultati immagini per scuola familiare

Per informazioni: Betta 3472622932. asprigna@gmail.com

Ginevra, dal 30 ottobre al 1 novembre 2018 - Convegno su inquinamento atmosferico e salute


Risultati immagini per Inquinamento atmosferico e salute
A fronte dei crescenti impatti sulla salute causati da condizioni meteorologiche estreme e da inquinamento atmosferico, l'Organizzazione meteorologica mondiale (WMO) e l'Organizzazione mondiale della sanità (WHO) hanno concordato di intensificare le azioni comuni.
Ogni anno, infatti, oltre 12 milioni di persone muoiono a causa dei rischi derivanti da inquinamento atmosferico, cattiva qualità dell’acqua, esposizione a sostanze chimiche invisibili. Inoltre, il clima che cambia sta esponendo la popolazione a condizioni meteorologiche sempre più estreme, tra cui tempeste, siccità e modelli mutevoli di malattie infettive. Molte malattie trasmesse come la malaria e la febbre dengue dipendono dalle precipitazioni e dalla temperatura.
Le due organizzazioni hanno quindi siglato un nuovo accordo di collaborazione su clima, ambiente e salute che le impegna ad accelerare le azioni per migliorare i risultati sanitari, concentrandosi sul rafforzamento della comprensione e gestione dei rischi per la salute associati a eventi meteorologici e climatici estremi  a lungo termine. Questo include un migliore accesso ed utilizzo di dati meteorologici e climatici per la valutazione del rischio, la pianificazione dell'adattamento e lo sviluppo di servizi su misura. Le previsioni stagionali sono ad esempio vitali per prevenire e gestire le malattie che dipendono dal clima.
L'accordo vuole dunque facilitare il coordinamento più stretto tra i servizi meteorologici, che monitorano e prevedono la qualità dell'aria, e le autorità sanitarie che si occupano dell'impatto dell'esposizione umana agli inquinanti.
Uno degli obiettivi principali è quello di promuovere politiche e pratiche che siano benefiche sia per la salute pubblica che per ridurre le emissioni di gas serra.
Il nuovo accordo è allineato all'agenda internazionale sullo sviluppo sostenibile, la riduzione del rischio di catastrofi e l'adattamento ai cambiamenti climatici. Dà particolare rilievo al raggiungimento delle popolazioni più vulnerabili nei paesi in via di sviluppo, nelle piccole isole in via di sviluppo e nelle aree urbane.
L’accordo ufficializza e formalizza decenni di collaborazione tra le due organizzazioni che hanno già un Ufficio comune per il clima e la salute.
Uno dei risultati più immediati della coalizione sarà la conferenza globale su inquinamento atmosferico e salute che si terrà a Ginevra dal 30 ottobre al 1 ° novembre 2018.

Risultati immagini per Inquinamento atmosferico e salute

(Fonte: Arpat)

martedì 3 luglio 2018

Nonviolenza ed ecologia profonda



Risultati immagini per Azione nonviolenta, 3 - 2018

E' uscito il numero 3-2018 (maggio-giugno) di "Azione nonviolenta", rivista del Movimento Nonviolento, fondata da Aldo Capitini nel 1964, bimestrale di formazione, informazione e dibattito sulle tematiche della nonviolenza in Italia e nel mondo.

Azione nonviolenta, 3 - 2018
(Anno 55, n. 627 - maggio-giugno)

Numero monografico su Ecologia e Nonviolenza
In questo numero:

Editoriale di Mao Valpiana: Nei saggi antichi miti cosmologici l’idea moderna di ecologia profonda.
Riannodare il legame ombelicale con la madre Terra e l'ecosistema, di Gabriella Falcicchio; Ecologia integrale e spiritualità ecologica, di Guidalberto Bormolini; Profughi e rifugiati ambientali: chi e quanti sono? chi li riconosce?, di Paola Moggi; L'ntreccio perverso: petrolio, energia, clima, di Vittorio Cogliatti Dezza; Morire d'inquinamento nelle case e città avvelenate, di Gianni Silvestrini; Tutelare i territori aggrediti dall'uomo, vittima e carnefice, di Ugo Leone; Riabilitare il campanile, l'autonomia, per tutelare l'ambiente, bene pubblico, di Simone Belci; Reinventare il benessere per essere felici con meno, di Wolfgang Sachs; Il mio programma per il Ministero dell'Ambiente, di Giorgio Nebbia; Gandhi e la società nonviolenta. Un'utopia contro il progresso, di Adriano Mariani.



Rubriche
Canzoni d'autore
Ci vuole orecchio, quello di Enzo Jannacci, di Enrico de Angelis.

In copertina: Gea, Gaia, Terra
In seconda di copertina: Sommario
In settima: Biani alla settima: Quelli economici no
In terza di copertina: Rinnovo abbonamento
In quarta di copertina: Francesco e gli uccelli migranti

Direzione e amministrazione: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. e fax 0458009803 (da lunedì a venerdì: ore 9-13 e 15-19)  an@nonviolenti.org  - www.azionenonviolenta.it

Per abbonarsi ad "Azione nonviolenta" inviare 32 euro sul ccp n. 18745455 intestato al Movimento
Nonviolento, via Spagna 8, 37123 Verona (Iban: IT 35 U 07601 11700 000018745455).

Abbonamento solo in formato elettronico, 20 euro




Mao Valpiana  - mao@nonviolenti.org

lunedì 2 luglio 2018

Tracce di Ecologia Profonda, nella visione di Arne Naess (ed altri) e l'auto-realizzazione in senso ecologico


Immagine correlata

Arne Naess e altri hanno proposto una raccolta di otto principi per caratterizzare il movimento della ecologia profonda come parte di un movimento ecologico generale. In molte nazioni occidentali i sostenitori dei principi della piattaforma provengono da religioni e retroterra filosofici differenti. 

Quello che li rende uniti è la visione a lungo termine di quello che è necessario fare per proteggere l’integrità delle comunità e dei valori ecologici della Terra. I sostenitori dei principi hanno una diversità di credenze fondamentali. Per “credenze fondamentali” intendiamo i loro terreni metafisico personale e religioso di base, per i loro valori, le azioni e il sostegno al movimento dell’ecologia profonda. Qui sotto vengono presentati i principi della piattaforma del movimento della ecologia profonda così come furono originariamente proposti da Arne Naess e George Sessions nel 1984 durante un viaggio turistico nella Valle della Morte in California. 

1. Il benessere e la prosperità della Vita umana e non umana sulla Terra hanno un valore proprio (sinonimi: valore intrinseco, valore inerente). Questi valori sono indipendenti dall’utilità che il mondo non umano ha per soddisfare gli scopi umani. 

2. La ricchezza e la diversità delle forme di vita contribuiscono alla realizzazione di questi valori e sono inoltre valori per se stessi. 

3. Gli uomini non hanno il diritto di ridurre questa ricchezza e diversità tranne che per soddisfare i bisogni umani vitali. 

4. La prosperità della vita e delle culture umane è compatibile con una sostanziale diminuzione della popolazione umana. La prosperità della vita non umana richiede tale diminuzione. 

5. L’attuale interferenza umana nei confronti del mondo non umano è eccessiva e la situazione sta rapidamente peggiorando. 

6. I comportamenti devono quindi essere modifcati. Questi comportamenti hanno influenza sulle strutture economiche, tecnologiche e ideologiche di base. La situazione risultante sarà profondamente differente da quella odierna. 

7. Il cambiamento ideologico è principalmente quello di apprezzare la qualità della vita (vivere in condizione di valore inerente) piuttosto che cercare un tenore di vita sempre più alto. Ci sarà una consapevolezza profonda della differenza tra il grande fisico (big) e il grande metafisico (great). 

8. Coloro i quali sottoscrivono i punti precedenti hanno l’obbligo di cercare, direttamente o indirettamente, di attuare i necessari cambiamenti. Chiunque sottoscriva questi otto principi è chiamato da Naess e da altri a diventare un sostenitore del movimento dell’ecologia profonda, non a diventare un ecologista profondo. 

Naess crede che la defnizione “ecologista profondo” sia troppo presuntuosa, mentre “ecologista superfciale” sia scortese. La parola “sostenitore” è più ghandiano e ricco per interpretazioni. Come già detto, Naess sottolinea che coloro i quali sostengono questi principi possono farlo partendo da un ampio spettro di vedute fondamentali differenti. Proprio come gli uccelli costruiscono differenti tipi di nidi nei differenti habitat, così le culture umane che hanno origine in luoghi ecologici con i propri valori inerenti sviluppano condizioni diverse di ordine pratico, sociale e tecnologico. 


Naess chiama la sua flosofa suprema Ecosofa T. Egli è infuenzato profondamente dal friluftsliv norvegese (un movimento per sperimentare la vita all’aperto, vedi Henderson, 1997), dalla non violenza ghandiana, dal buddismo Mahayana e dal panteismo spinoziano. T si riferisce a Tvergastein, il rifugio di montagna di Naess dove la maggior parte dell’Ecosofa T è stata elaborata. T si riferisce anche alla parola norvegese “interpretazione” (tolkning) che è centrale nella sua flosofa del linguaggio e della comunicazione. Una norma di base dell’Ecosofa di Naess è la Realizzazione del Sé! per tutti gli esseri. 

Il Sé da realizzare per gli uomini non è il sé del proprio ego (s minuscola), ma il Sé più grande ecologico (S maiuscola). Questa distinzione sé/Sé ha delle affinità con il buddismo Mahayana. Naess dice che noi possiamo realizzare i nostri Sé ecologici in differenti modi. Il percorso da seguire di cui parla maggiormente è l’estensione dell’identifcazione. Egli presume che una persona sia integra ed abbia un sano ego così da evitare la possibilità che si manifesti il sé piccolo e la sua parte oscura. Naess tenta di esaminare questa sua visione totale partendo sola dalla norma: AutoRealizzazione!, Self-Realization! 

Per Auto-realizzazione si intende: “l’Auto-realizzazione di tutti gli esseri!” Il punto esclamativo viene usato per sottolineare che non si tratta di una semplice esposizione, ma che la frase dice qualcosa che deve essere fatto. Naess sente questa norma come la base della sua ecosofia di vita. 

Egli sprona gli altri a sviluppare le proprie ecosofe basate sulle proprie visioni supreme. L’Auto-realizzazione per gli uomini, dice, può essere raggiunta in una grande varietà di modi. Il suo metodo è quello di allargare il proprio senso di identifcazione verso un senso più ampio del Sé. Tutti gli uomini hanno questa capacità insita nella propria natura, come Naess e altri hanno osservato comparando le diverse culture. Noi tutti abbiamo la capacità di metterci in relazione con un senso molto più vasto del sé, che trascende l’ego, estendendo il nostro senso di identifcazione oltre il solito punto focale dell’ego e andando verso una sfera più ampia di interrelazioni. Altri scrittori che sostengono i principi della piattaforma del movimento ecologista profondo hanno criticato l’estensione della propria identificazione. 

Alan Drengson - Oregon State University

Risultati immagini per Alan Drengson ecosofia

(Tratto da: The Trumpeter: Journal of Ecosophy, Vol 14, No. 3, Summer 1997, pp. 110-111) 


..................................



Risultati immagini per riciclaggio della memoria recensione

domenica 1 luglio 2018

Spilamberto, 6 luglio 2018. Festa dell'Anima Gemella - All'insegna del bioregionalismo e della spiritualità laica



Spilamberto. Escursione al Fiume Panaro

Festa dell’incontro, fra l'ambiente e suoi abitanti, fra l’uomo e la natura, fra il femminile ed il maschile.  Un progetto semplice  per vivere valori diversi ricreando un tessuto sociale sul territorio. L’iniziativa per contrastare ed allontanare lo spettro dell’indifferenza viene presa  da alcune donne e uomini che si riconoscono nell’Umano.

Non mancheranno momenti giocosi, poesie d’amore, canti  e lo scambio di doni. Insomma,  andiamo alla ricerca dell’anima gemella… la quale non è altro che il riflesso di quel che accettiamo in noi stessi.

Questo rito  si svolge il 6 luglio 2018, giorno in cui si commemora Santa  Maria Goretti,    una occasione per  “rispecchiarsi in movimento” per trovare sinergie e humus per una vivibilità sociale ed ecologica. L’aprirsi all’altro  corrisponde veramente alla verità interna.  In questo processo ci sono gli elementi del bioregionalismo, della spiritualità laica e dell’ecologia profonda.

La manifestazione prevede una escursione al fiume Panaro, partenza alle ore 18.30  dall'ingresso del sentiero natura di Via Gibellini a Spilamberto. Al ritorno si terranno dei canti nella cave di Caterina con la distribuzione del Prasad da ognuno portato.

L'incontro sarà anche un'occasione per parlare dell'organizzazione del prossimo Guru Purnima (plenilunio) che si terrà il 28 luglio 2018 in collaborazione tra Luce di Stelle di Vignola  e Rete Bioregionale Italiana, con la partecipazione del solista anglo-indiano Upahar Ananand.


(P.D'A.)

Info: 




musicadistelle@libero.it 
Risultati immagini per upahar anand

Video di Upahar Anand:  https://www.youtube.com/watch?v=yAMXBz7TLdw