sabato 8 novembre 2025

Qualcuno ancora resiste ai vel-Eni...

 


Si è tenuta il 30 ottobre 2025 l’udienza – la terza – nell’ambito del processo intentato da Eni contro Michele Giuli, professore di storia e attivista di Ultima Generazione. Chiamato a testimoniare un responsabile di Eni che ha illustrato in aula i video, pubblicati sui social, oggetto della denuncia per diffamazione e istigazione a delinquere, denunce per cui Michele rischia fino a otto anni di carcere. Non sono emersi elementi nuovi rispetto a quelli già portati dalla multinazionale. La prossima udienza sarà il 9 febbraio 2026 e toccherà ai testimoni della difesa.

Rita, madre di Michele e anche lei insegnante, ha scritto una lettera aperta per invitare a contribuire alla raccolta fondi per le spese legali di Michele spiegando i motivi che hanno portato a questa causa:

Mi chiamo Rita e sono la madre di Michele. Scrivo queste parole con la tranquillità e la determinazione che chiunque può provare vedendo il proprio figlio schierarsi dalla parte giusta della storia. Michele, a differenza mia, non ha scelto la strada più facile: insegnare senza esporsi troppo, vivere una vita tranquilla, darsi a un volontariato che gratifica ma non ti espone. Quando spiega ai suoi studenti la storia della resistenza e l’autentica democrazia, non si limita alle parole: quei valori li vive. Il 17 aprile 2025 è iniziato il processo intentato da ENI contro Michele per diffamazione. La sua “colpa”? Aver riportato informazioni provenienti da inchieste pubbliche e documentazione ufficiale. Michele ha semplicemente detto quello che emerge dai documenti: ENI conosceva già dagli anni Settanta, attraverso i propri studi interni, le conseguenze devastanti dei combustibili fossili sul clima. Non era ancora evidente il collasso ecoclimatico, si iniziava a parlarne ma sembrava tutto molto lontano. Il processo contro Michele non è solo un attacco a lui: è un attacco al diritto di tutti noi di criticare chi ha il potere, di difendere il nostro futuro e quello delle generazioni che verranno. È un tentativo di silenziare la voce di chi denuncia ingiustizie documentate e verificabili. Ma soprattutto, oltre a Michele ci sono decine di persone che andranno incontro ad anni di processi per aver deciso di reagire alla cancellazione del loro futuro. Oggi abbiamo raccolto la cifra necessaria alla difesa di Michele. Di questo sono estremamente grata. Ma le altre? Chi difenderà le altre decine di persone che si sono esposte?

Le parole di Rita illustrano un sentimento condiviso: infatti la raccolta fondi ha superato la cifra richiesta. Michele non è solo e Eni, pur essendo un gigante, non è invincibile.

Cartella stampa relativa al processo Eni vs Giuli qui

Cartella stampa su tutte le azioni organizzate da dicembre 2021 qui

PROCESSI IN CORSO

  • Roma, 3 novembre ore 9.00, udienza dibattimentale per imbrattamento in via del Corso del 14 maggio 2024

  • Roma, 4 novembre, udienza predibattimentale per blocco a Muro Torto del 18 maggio 2024

  • Roma, 4 novembre ore 12.30, udienza predibattimentale per blocco della Salaria del 18 dicembre 2023

 

I NOSTRI CANALI

Aggiornamenti in tempo reale saranno disponibili sui nostri social e nel sito web:

Ultima Generazione è una coalizione di cittadini ed è membro del network A22.


 


Fonte: https://www.labottegadelbarbieri.org/chi-resiste-ai-vel-eni/

giovedì 6 novembre 2025

Produzione e distruzione del cibo...

 


Un terzo di tutto il cibo prodotto per il consumo umano viene perso o sprecato ogni anno, per un totale di circa 1,3 miliardi di tonnellate. Lo spreco non avviene solo nelle nostre case, ma lungo tutta la  catena del valore. Inizia nei campi, dove raccolti perfettamente commestibili vengono scartati per non aver raggiunto standard estetici imposti dal mercato. 

Prosegue nelle fasi di stoccaggio e trasporto, a causa di infrastrutture inadeguate, e si amplifica nella trasformazione industriale e nella vendita al dettaglio.

Infine, culmina tra le mura domestiche, dove il cibo acquistato finisce troppo spesso nel bidone  dell’indifferenziato. L’impatto di questa inefficienza è devastante: lo spreco alimentare è responsabile di
circa l’8-10% delle emissioni globali di gas serra. Se fosse un Paese, sarebbe il terzo più grande emettitore al mondo, dopo Cina e Stati Uniti, consumerebbe invano un quarto di tutta l’acqua utilizzata in agricoltura e occuperebbe una superficie agricola grande quanto la Cina. 

È un’emorragia di risorse naturali, energia e lavoro, con un costo economico globale stimato in circa 1.000 miliardi di dollari all’anno. Un sistema che permette che tutto ciò accada mentre oltre 800 milioni di persone soffrono la fame non è solo inefficiente: è eticamente inaccettabile.

Prof. Luigi Campanella - Energy and life



mercoledì 5 novembre 2025

La Terra è un pianeta scuola per apprendere l'evoluzione...

 


Risultati immagini per L'inganno della realtà empirica vedi

È un pianeta-scuola in quanto tutte le anime non sono altro che frammenti dell'Uno che si incarnano qui per sperimentare l’autocoscienza – la sensazione di esserci – e sviluppare qualità sempre nuove. Detto in altre parole, l’anima usa il corpo materiale – una macchina biologica – per attirare intorno a sé persone e circostanze che le permettano di sviluppare sempre più amore, fino a quando un giorno non si sentirà “Uno con tutte le cose”.
Ma questo pianeta è anche una trappola, in quanto ognuno di noi, una volta incarnato sul piano materiale, smette di essere l’Uno onnicomprensivo e si identifica totalmente con una particolare macchina biologica, dimentica il suo scopo evolutivo e, soprattutto, comincia a credere che esista un mondo “là fuori” sul quale non ha alcun controllo e del quale è succube.
Credere che il mondo sia qualcosa di separato da noi e non esclusivamente una nostra proiezione, è la causa prima di tutte le paure che ci affliggono. Le nostre paure originano infatti dalla superstiziosa credenza che possa esistere un mondo esterno a noi, separato da noi, il quale può agire su di noi indipendentemente dal nostro volere. Questo criterio totalmente fasullo di rapportarsi alla realtà è stato inventato, divulgato e viene tuttora alimentato da una élite di uomini che governa il mondo nell’ombra.
Ognuno di noi crea, spesso inconsciamente, le situazioni e le persone che gli sono più utili per compiere il passo successivo sul suo cammino evolutivo. Le persone e le cose non sono fuori di noi, bensì dentro di noi. L’anima – la coscienza – letteralmente materializza dentro di sé solo ciò di cui ha bisogno. Nella misura in cui noi siamo identificati – addormentati – nel corpo, non siamo coscienti di stare creando il mondo e quindi subiamo le decisioni della nostra stessa anima come se non fossero nostre.
Solo il fatto di essere ancora troppo lontani dalla nostra essenza, ci fa apparire improvvisi e inaspettati gli eventi della vita. Mentre nella misura in cui sentiamo di essere anima, diveniamo anche coscienti di stare materializzando tutto ciò che ci accade, momento dopo momento. La conseguenza di questo nuovo atteggiamento è che svanisce ogni paura e diveniamo finalmente liberi.
L’élite che governa il mondo è costituita da individui estremamente intelligenti, raffinati conoscitori della psiche umana. Essi sanno bene che alimentando fra la popolazione la stupida superstizione che ci sia un mondo esterno alla coscienza capace di influenzare l’essere umano, questo rimarrà per sempre uno schiavo pieno di paura. Infatti non è un caso che la scienza, la religione, l’educazione, la politica, l’economia… siano tutte basate su questo paradigma conoscitivo: io e il mondo siamo due cose separate.
Così  il mondo diventa un idolo da adorare e temere. Questo è il paradigma della paura, della povertà, dell’insicurezza. Questo è il peccato dei peccati, che ha costretto l’uomo ad abbandonare il Paradiso Terrestre. Crediamo che nel mondo possano nascondersi sorprese e pericoli inaspettati, quando invece nel mondo incontriamo sempre e solo noi stessi. Tutto appare inaspettato agli occhi di chi non si conosce.
Nani psicologici prigionieri della loro stessa atterrita natura animale. Ecco in cosa si sono trasformati gli esseri umani. Come insetti strisciano sulla superficie del globo, attendendo il momento in cui un piede li schiaccerà mettendo fine alle loro sofferenze. Quanto in basso siamo scesi noi guerrieri divini e immortali?!
Facciamo un esempio. Un giorno dall’ufficio del personale della nostra azienda ci comunicano che siamo stati licenziati. Cosa proviamo?
Ognuno di noi reagisce con una manifestazione emotiva differente. Ognuno di noi reagisce secondo ciò che è. Qualcuno diventa aggressivo, un altro comincia a piangere, un altro è contento perché non vedeva l’ora di andarsene, un altro si sente perduto e tenta il suicidio… e così via.
Un atteggiamento unico però li accomuna tutti: tutti credono che il mondo si sia abbattuto su di loro dall’esterno. Chi di loro avrà il coraggio di pensare: “Io mi sono licenziato. Ho usato il mondo per licenziarmi. Affinché emergessero proprio le emozioni che mi stanno attraversando in questo momento”. Vi ho appena dato una chiave magica, usatela in ogni circostanza e presto aprirete la Porta, non serve altro.
Sono le nostre emozioni a plasmare il mondo, e non viceversa. La realtà è fatta di luce, lo hanno scoperto anche in fisica, e questa luce è facilmente malleabile da parte della nostra coscienza, proprio perché è dentro la nostra coscienza. Siamo guerrieri, Portatori della Fiamma, signori incontrastati della nostra realtà… e invece deleghiamo al mondo esterno il potere di decidere quando ci è concesso essere felici e quando no. Abbiamo eletto il mondo esterno a nostro Dio, lo adoriamo, lo temiamo e ci prostriamo ai suoi piedi, infognati nella superstizione e ormai privi di ogni dignità dell’Essere.
Credere alla materia è solo superstizione, perché il mondo è costituito solo di immagini. Le persone non esistono di per se stesse: i figli, i colleghi di lavoro, i partner… sono solo immagini che ci rimandano parti di noi che non vogliamo conoscere, non vogliamo affrontare, non vogliamo superare lo specchio.
Lamentarsi, accusare gli altri, gli eventi, del nostro star male, è come accusare la nostra immagine allo specchio… e arrabbiarsi con quella… e aver paura di essa. Abbiamo il terrore di venire licenziati, di restare senza denaro, di subire un’aggressione per strada, di venire derubati, di ammalarci, di essere abbandonati dal partner.  Siamo ipnotizzati da un fantomatico “mondo di fuori”. Crediamo che le disgrazie possano colpire “a caso”… non riusciamo a concepire un’Intelligenza Nascosta – la nostra – che crea gli eventi intorno a noi secondo le nostre necessità evolutive… e allora ci preoccupiamo di cosa potrebbe riservarci il mondo, quasi fosse una creatura divina onnipotente.
La nostra idolatria e la nostra superstizione vengono abilmente usate da chi governa il pianeta, per tenerci in uno stato di apprensione: crisi economica, immigrazione, terrorismo, pedofilia… Ma il mondo è solo uno stupido schermo privo di vita sul quale ognuno di noi proietta immagini di se stesso. In noi è la vita, e noi siamo i registi del film.
Questo è un Appello. Per gli anni che verranno servono guerrieri impavidi, uomini e donne, Portatori della Fiamma. La tromba del Giudizio è già squillata: uscite allo scoperto e radunatevi. Non sentite ardere la Fiamma nel petto mentre leggete queste parole? Il guerriero ha il vero potere, perché sa che il mondo non può fargli nulla di male, il guerriero sa che vivrà solo le crisi e le sfide che gli serviranno… che lui stesso andrà creando per autoiniziarsi. Pertanto non ha più paura del mondo, e un essere senza paura sfugge a ogni gabbia psicologica… diventa imprevedibile… pericoloso.
Salvatore Brizzi
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martedì 4 novembre 2025

Cure naturali, fenomeni paranormali, miracoli, esoterismo, alchimia ieri ed oggi...

 


“Se tu considerassi con giudizio maturo in che modo opera a Natura, non avresti bisogno dei volumi di tanti Filosofi, perché, a mio giudizio, è meglio imparare proprio dalla Natura maestra piuttosto che dai discepoli” [Da: Il nuovo Lume chimico, di Il Cosmopolita.]

La definizione di Alchimia nella Piccola Enciclopedia Mondatori del 1951 è la seguente: “Pseudo scienza che aveva per scopo la ricerca di una sostanza capace di trasmutare in oro i metalli vili e di dare ali uomini l’ eterna giovinezza. Giustamente disprezzata dagli spiriti migliori, (Dante, Petrarca), diede però origine alla chimica moderna”.

Questa definizione è quanto mai significativa per due ordini di ragioni. La prima riguarda il livello culturale. Negli anni cinquanta, invero, malgrado la presenza di studi anche molto accurati sulla materia, che avevano percorso la fine dell’ottocento ( con l’esplodere della teosofia e lo sviluppo degli studi sulle scienze esoteriche ed iniziatiche ) e tutta la prima parte del novecento, con gli approfondimenti sulla materia di Guénon, Jung, Burkhardt, Eliade, Evola, Servadio e tanti altri, la cultura razionalista dominante non sapeva vedere oltre li aspetti puramente meccanicistici del fenomeno.

Oggi, dopo solo mezzo secolo di diffusione di conoscenze avanzate, e malgrado il predominio di un “pensiero unico” molto guardingo e sospettoso, nessuna persona di una certa cultura potrebbe accettare sull’ Alchimia una definizione tanto rozza e superficiale. Alternativamente, da parte clericale, l’Alchimia è a tutt’oggi collegata con l’astrologia, la magia e l’occultismo in una condanna che individua nell’attuale ritorno d’interesse per queste vie della conoscenza ( che in realtà mai hanno abbandonato il pensiero umano), l’invasione della “cosiddetta cultura dell’irrazionale”.

Si legge infatti, nell’editoriale della Civiltà Cattolica n.3223 del 6 ottobre 1984 che con cultura dell’irrazionale…”…Si designa un insieme di dottrine e di pratiche abbastanza diverse tra loro quali sono l’astrologia, la chiromanzia, la numerologia, la magia, lo spiritismo, l’esoterismo, l’occultismo, ma accomunate dal carattere dell’irrazionalità. Vogliamo qui studiare l’estensione ed i tratti più notevoli di questo fenomeno, chiedendoci quali sono i motivi della sua esplosione, le esigenze ed i bisogni cui risponde, ed i problemi che pone alla fede cristiana. E’ noto, del resto, che il cristianesimo ha sempre dovuto lottare fin dall’inizio contro le dottrine e le pratiche divinatorie, magiche e spiritiche”.

Premesso che proprio quest’ultima frase è ampiamente contestabile, trattandosi di pratiche presenti a tutt’oggi nell’armamentario religioso corrente, anche se presentate con altri nomi, è doveroso comunque sottolineare quanto le pratiche arbitrariamente chiamate irrazionali costituiscano una modalità di conoscenza e penetrazione del reale che urta contro il sistema di amministrazione del sacro proprio delle forme clericali. Queste forme di conoscenza sono tornate prepotentemente alla ribalta attraverso le nuove conoscenze prodotte da mezzo secolo di intensa attività di ricerca in tutti i campi dello scibile. Dalla antropologia culturale, alla psicologia del profondo, alla geoarcheologia,  alle scienze matematiche, all’astronomia, all’esplorazione nell’infinitamente piccolo e nell’infinitamente grande, alle decifrazioni dei linguaggi della Natura, compresa l’interpretazione delle interpretazioni dei suoni, alla scoperta/invenzione del DNA con tutti i suoi risvolti impliciti. E’ evidente che tutte queste nuove acquisizioni costituiscono le basi di un movimento rivoluzionario di dimensioni globali e totalitarie, patrocinato anche dalla fisica quantistica e dalla sua prima conseguenza, la Sincronicità di Jung, Chopra e Pauli ( sintesi perfetta dell’incontro fra la chimico-fisica, la medicina e la psicologia del profondo, già preannunciato negli anni trenta nel campo medico, ma nell’ottica di una medicina olistica, da Alexis Carrell e da Nicola Pende, assieme loro allievi in una concezione biocostituzionale denominata NeoIppocratismo ) capace di scardinare il tacito accordo instaurato all’epoca del processo a Galileo, fra i propugnatori di una scienza sperimentale che rinuncia aprioristicamente alla metafisica ed i sostenitori di una concezione dualistica della realtà, secondo la quale la vita immateriale è di competenza esclusiva del Clero. Ad ulteriore chiarimento della questione, è necessario ricordare che questo tacito accordo fra gli inquisitori e l’inventore del metodo scientifico era stato preceduto per pochi anni dal rogo di Giordano Bruno, sostenitore, a ragione, dell’Unicità ed organicità dell’Universo.

Natura reale dell’Alchimia.  L’Alchimia non è protochimica. La segretezza apparente dei suoi simboli e dei suoi codici non è conseguenza di una repressione, come da sempre si crede. Infatti si tratta di un sistema comunicativo che non può arrivare a chiunque. D’altronde, anche oggi, i simboli della chimica profana possono essere compresi esclusivamente da coloro che l’hanno studiata per lunghissimi anni.

Il simbolismo è fine a se stesso. Il disegno alchemico è facilmente riconoscibile perché costituisce una forma artistica del tutto autonoma, come dimostra il MUTUS LIBER. Non è solo scienza occulta o solo ermetismo. E’ un pensiero autonomo che si tramanda dalla più profonda antichità, come è dimostrato da una storia filosofica del tutto parallela a quella della filosofia ufficiale.

Scrivono Jollivet e Castellot [ Storia della scienza alchimica]: <All’alba del XIX secolo, il materialismo trionfante, smarritosi per lì amore smodato dell’analisi, negò quest’alchimia alla quale torna questo stesso secolo, avido, nella sua decadenza, di misticismo e di sintesi. Le ricette chimiche fecero respingere l’equazioni ermetiche, si volle la Luce per tutti e si ottenne l’oscurità universale, giacché, sebbene il sole brilli per tutti, non può penetrare negli occhi dei ciechi. >

Scrive Maurice Aniane [ Note sull’Alchimia ]: “L’Alchimia, contrariamente a ciò che riferiscono gli storici delle scienze, non è mai stata, se non nei suoi aspetti decaduti, una chimica balbettante. Era una scienza sacramentale per la quale le apparenze materiali non avevano alcuna autonomia, ma rappresentavano solamente la condensazione di realtà psichiche e spirituali”.

L’Universo è Uno e lo spirito permea la materia.

A questo è giunto il moderno pensiero scientifico, confermando la Tradizione Alchemica. Lo Spirito che permea la materia si manifesta all’uomo in tutte le forme possibili. Infatti, se la Natura può essere dipinta, fotografata, scolpita o cantata in prosa ed in poesia, i numeri della Natura si possono trasformare in una cosa sola: in Musica. Basta compiere la semplice operazione di mettere in relazione ogni cifra, ogni proporzione, con i parametri numerici del Suono: l’altezza, la durata, l’intensità, il timbro, l’Armonia.  

Giorgio Vitali, chimico e ricercatore olistico




lunedì 3 novembre 2025

Contrastare le spese militari facendo perno sulle obiezioni di coscienza...

 


Di cosa dovremmo maggiormente preoccuparci? il genocidio programmato della guerra nucleare!  Come disinnescarlo? Sblocchiamo i bisogni con la mobilitazione popolare! 

La sfida che si intende lanciare è così pensata: come si può sfruttare l'energia emotiva e l'attenzione generata da una crisi visibile (il "genocidio palestinese" dell'attuale mobilitazione "pacifista") per dirottarla verso una minaccia molto più grave, ma astratta e "invisibile": la deterrenza nucleare (il genocidio programmato)?

Il ponte di collegamento potrebbe essere  il concetto di responsabilità etica globale e l'uso del militarismo come radice comune.
La minaccia nucleare non è solo un evento catastrofico futuro ("genocidio programmato"), ma una realtà che impatta negativamente sulla vita quotidiana e sul benessere economico, sociale e ambientale di ogni cittadino, qui e ora.

La ricalibratura consiste allora  nel rendere visibile e tangibile l'influenza della logica della massima forza distruttiva sulla pelle della gente comune, ben oltre i test e l'energia "civile" che fa da supporto agli sviluppi militari.
Un quadro descrittivo che evidenzia come la deterrenza nucleare e la logica della potenza impattino la vita di tutti i giorni può partire dal seguente dato economico: la spesa e la logica necessarie a mantenere la deterrenza nucleare distorcono le priorità nazionali e globali, creando danni diretti e indiretti percepiti da tutti

Alfonso Navarra - Disarmisti Esigenti




domenica 2 novembre 2025

Il Gioco dello Spaziotempo...


Lo spaziotempo è un concetto mentale, quel che esiste sono i fenomeni. Lo spazio e il tempo sono relazioni d’ordine, prima ancora che metriche (come specificato anche da Einstein nella sua introduzione alla relatività).

Se non sono dati fenomeni ordinati o ordinabili che relazione osservabile c’è ? Si tratta dell’ordinamento dei fenomeni sulla base dei nostri movimenti.

Noi percepiamo fenomeni ordinati, e chiamiamo spaziotempo la loro collocazione in ordine, ma senza fenomeni non osserveremmo alcuna struttura.

Non puoi sapere se lo spaziotempo sia sorto col big bang o no, e chiedersi se siano esistiti fenomeni spaziotemporali precedenti oppure no è logicamente sensatissimo, ciò che manca sono osservazioni su cui ragionare.

Non conosciamo segnali osservati di cui possiamo dire “questo precede il big bang”, ma forse un giorno li troveremo, non possiamo saperlo ora.

Assumere che il tempo sia nato col big bang non è fisica, è una dichiarazione di fede, manca solo il nome per la n-sima religione.

D’altro canto una singolarità universale è una legittima ipotesi matematica ma non una osservabile, per impossibilità a priori di distinguervi osservatore ed osservato, con interazione tra i due.

Quindi è una tesi né verificabile né falsificabile.

La singolarità universale è come il punto euclideo, una idea mentale, non una osservazione e nemmeno una osservabile.

I “dati” fisici sono segnali dei nostri strumenti.
Senza segnali sui nostri strumenti (incluso il nostro corpo, di cui gli apparecchi artificiali sono estensione) e senza noi osservatori che li percepiamo potete spiegare che relazioni esistano tra fenomeni inosservati, e soprattutto nel caso di inosservabili a priori, come una singolarità universale ?

Il tempo non è lineare, perché sono i tempi (plurale) ad essere multilineari.


Non esiste ”Il tempo“ (non esiste un tempo universale, vedasi anche Landau, Teoria dei campi), esistono i tempi, tra i quali i tempi propri, perennemente tangenti alle linee degli eventi entro il quadrispazio. Ma anche quelli, in fisica delle particelle, sono una estrapolazione un po’equivoca.

Il nostro tempo proprio, una volta scelto un orologio solidale, è una osservabile, quello di una particella entro una rete di interazioni è una estrapolazione matematica un po’ scivolosa senza orologio solidale loro.

Non ha senso dire “all’inizio lo spazio era così piccolo (come il tempo) da dirlo appena nato “.
“piccolo” non equivale a “giovane”. Se guardi x piccolo non implica giovane, concetto che dipende dalla storia di x a partire dalla nascita.
Che, nel caso della ipotetica singolarità originale, non è osservata.

Possiamo estrapolare le nostre conoscenze su range anche inferiori a quelle di Planck, ma non sappiamo se il risultato sia vero o falso finchè non osserviamo cosa succede.

Anni fa estrapolando le loro conoscenze sulle dimensioni di uno o pochi Angstrom i fisici concludevano che gli atomi dovevano immediatamente collassare annichilendosi, tuttavia loro si rifiutavano di farlo, perché i fisici dovevano ancora scoprire qualcosa che allora non sapevano.

E a differenza dell’atomo di idrogeno una singolarità universale è per definizione inosservabile.

Sia tempo che spazio sono concetti sperimentali comparativi, richiedono differenze, e in una singolarità matematica non esistono differenze, altrimenti esisterebbero parti e non avremmo più una singolarità, che come il punto euclideo è un pensiero mentale, non una osservabile.

Un insieme di ipotesi inosservate, dunque, e anche inosservabili. Esulano dalla fisica.
Nessuno ha sotto gli occhi la singolarità universale, e, peggio, nessuno può averla.
Nonostante i teoremi di hawking-hartle.

Naturalmente si può spiegare la esistenza delle tracce residue, che però potrebbero essere sorte su un range molto piccolo ma non singolare: cosa ne sappiamo di cosa succede su range inferiori a quelli di Planck, ammesso che esistano ?
Niente, a tutt’oggi. Possiamo solo ipotizzare.

Nemmeno la relatività generale ci può fornire certezze, dove non vi siano conferme osservative: ci può dare idee, ma non certezze.

La realtà non si confina all’osservabile, ma la fisica sì. Non abbiamo modo di osservare tutto.   La fisica è un sottoinsieme di realtà.

A meno che uno supponga che i campi elettromagnetici e le interazioni nucleari non esistessero quando gli umani non se ne erano ancora accorti.

Vincenzo Zamboni

Marciando assieme per la Pace con la Rete Italiana Villaggi Ecologici



Camminando insieme, mano nella mano…  Il rosso del sangue si trasforma in passione per la giustizia. Cuore che batte per le nostre sorelle e fratelli di qualsiasi parte del mondo.

L'arancione è l’incanto di un tramonto, non più la luce delle esplosioni.  Connessi con la sua Bellezza lasciamo andare la violenza come una foglia appassita.

Giallo è il sole che nutre la vita, lo amiamo;  che pena invece il colore sbiadito del deserto interiore di chi brama nuovi armamenti.

Il verde triste delle divise è dimenticato per via della presenza di quello fresco degli alberi, le nostre mura di casa.

L'azzurro è un cielo limpido, senza macchine di morte a violarlo, che ci rimette in connessione con l'infinito.

Il viola è un fiore di cui ci accorgiamo per caso, era già lì, accanto a noi. Fa sbocciare sorrisi e abbracci: di nuovo l’amore dilaga, potente.

Così siamo andati avanti, trasformando i colori, da Perugia a Assisi, alzando l'arcobaleno.

A decine, dietro lo striscione RIVE dipinto dalle ragazze e dai ragazzi di Case Baco’, insieme ad altri ecovillaggi, soci sostenitori e i tanti della diaspora piumana.

Per molti la prima marcia, quello spezzone del corteo, con variegate presenze, è stato nell'insieme un gesto politico, comunitario, spirituale, di crescita individuale, identitaria, connessione, celebrazione e festa.

Majid - Rete Italiana Villaggi Ecologici