giovedì 20 agosto 2026

La Global Sumud Flotilla non si ferma...

 


Il 20 agosto 2026 una delegazione della Global Sumud Flotilla, composta da attiviste e attivisti, membri della comunità albanese della diaspora, divulgatori e persone appartenenti a realtà ecologiste, è salpata  dal porto di Brindisi, in Puglia, per raggiungere l’isola di Sazan, in Albania, dove  si uniscono alle proteste in corso sull’isola e sulla terraferma.

La scelta del porto di partenza non è casuale: in occasione del trentacinquesimo anniversario dagli accadimenti della Vlora, i figli dei superstiti di questa tragedia torneranno in Albania sulle barche della Flotilla, in supporto della protesta popolare.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione della Global Sumud Flotilla con i collettivi Mesdhe, Palestine e Lire, impegnati per i diritti dei migranti, contro la detenzione amministrativa e a sostegno della causa palestinese; le imbarcazioni su cui avverrà la spedizione sono state recuperate e messe a disposizione dopo essere state danneggiate e lasciate alla deriva dall’esercito israeliano in seguito alle intercettazioni avvenute durante l’ultima missione della Global Sumud Flotilla diretta a Gaza.

La spedizione mira a supportare la Rivoluzione dei Fenicotteri, la mobilitazione del popolo albanese che dal 16 maggio si oppone alla vendita dell’isola al fondo di investimento gestito da Jared Kushner, genero del presidente Trump, e alla irregolarità degli accordi infrastrutturali promossi dal governo di Edi Rama. L’iniziativa è parte di una mobilitazione più ampia contro l’espansione economica, finanziaria e politica dell’alleanza USA-Israele, esplicata nei progetti di controllo strategico del Mediterraneo e delle sue coste, come il tentativo di “acquisizione” dell’isola protetta di Sazan.

L’avanzata coloniale in Albania: il ruolo di Kushner e la risposta della Rivoluzione dei Fenicotteri
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Nel gennaio 2025 è stata approvata in via preliminare la cessione dell’isola ad Affinity Partners , la società di private equity fondata da Jared Kushner, per la realizzazione di un resort di lusso dal valore stimato di 1,4 miliardi di dollari, attraverso la controllata Atlantic Incubation Partners LLC. L’operazione è stata resa possibile dalla legge albanese 21/2024, che consente l’avvio di attività economiche e progetti edilizi di lusso in aree ecologicamente sensibili e protette.

Jared Kushner non è un semplice investitore: membro del “Board of Peace”, è il promotore della “Riviera di Gaza”, il piano presentato al World Economic Forum di Davos nel gennaio 2026 per la trasformazione della Striscia in un polo turistico e finanziario.
È il referente di Trump per le relazioni con l’Asia Sud-Occidentale, nonché suo importante sostenitore e finanziatore. Ha inoltre vantato i suoi rapporti politici e personali con Benjamin Netanyahu e mantiene stretti contatti strategici con l’American Israel Public Affairs Committee (AIPAC), coordinandosi su punti chiave della politica filoisraeliana già dalla prima presidenza di Trump.

Considerato l’architetto della storica normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra Israele e diverse nazioni arabe, i cosiddetti “Accordi di Abramo”, Kushner è oggi il volto di un’espansione neocoloniale che si muove su diversi fronti. Lo stesso attore economico coinvolto nel piano su Gaza risulta oggi protagonista dell’operazione immobiliare a Sazan, in una regione che riveste anche rilevanza energetica e commerciale per l’Europa e l’Occidente.
La risposta della popolazione albanese è esplosa il 16 maggio 2026, dopo che l’isola è stata circondata da filo spinato e le guardie del cantiere hanno aggredito un residente durante una protesta pacifica. La protesta si è estesa a livello nazionale, con il nome di Rivoluzione dei Fenicotteri e unisce le denunce della corruzione e delle irregolarità negli appalti pubblici legati a grandi opere infrastrutturali promosse dal governo di Edi Rama con le rivendicazioni ambientaliste legate all’area protetta.
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Sazan, un nodo strategico del Mediterraneo tra ecologia e geopolitica
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Sazan, situata nel Canale di Otranto a ridosso della laguna protetta di Vjosa-Narta, è da decenni uno dei nodi strategici del Mediterraneo, oggetto di ripetute occupazioni, anche da parte dell’Italia nel 1914 e nel 1939. La posizione dell’isola sul canale si intreccia con gli interessi energetici e le strategie di controllo delle rotte commerciali, come il progetto IMEC (India-Middle East-Europe Economic Corridor), il grande piano logistico e infrastrutturale lanciato al G20 di New Delhi nel settembre 2023, che vede in Trieste il polo strategico di collegamento con il Nord Europa. Proprio per Sazan passa il Trans Adriatic Pipeline (TAP), il gasdotto che parte dalla frontiera tra Turchia e Grecia e trasporta gas nel continente.

L’isola è inoltre l’unico sito di nidificazione del fenicottero rosa in Albania e punto di passaggio per oltre 200 specie di uccelli migratori. Conserva circa 3.600 bunker risalenti all’epoca sovietica, testimonianza del suo passato di snodo strategico-militare. La sua trasformazione in un resort di lusso rappresenterebbe anche un disastro ecologico e una cancellazione della memoria storica.

Casi analoghi di estrattivismo e speculazione immobiliare si verificano anche sulle coste dell’Adriatico italiano, come il già contestato resort proposto da Four Season a Ostuni, ad opera della società Omnam Investment Group, guidata dall’imprenditore israeliano David Zisser. Il progetto prevede la realizzazione di un resort da 100 milioni di dollari in un’area naturale, progetto che ha suscitato l’opposizione di comitati cittadini e associazioni ambientaliste. L’obiettivo dell’iniziativa di GSF è quindi quello di connettere le coste e le lotte, moltiplicando la forza delle proteste.
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L’appello della Global Sumud Flotilla
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Non possiamo inoltre dimenticare la storia dei rapporti tra Italia e Albania, dalle due occupazioni militari del Novecento fino al recente protocollo Italia-Albania del 2023 per la gestione extraterritoriale di migranti nei centri di Shëngjin e Gjadër, quest’ultimo convertito nel 2025 nell’ennesimo disumano Centro per il Rimpatrio (CPR). Si delinea così un continuum di sfruttamento e controllo, che dalle coste albanesi si estende a quelle italiane, passando per gli interessi energetici e la complicità istituzionale.

La nostra storia è gravemente segnata da crimini ai danni del popolo albanese, come l’episodio della nave Vlora: l’8 agosto 1991, oltre 20.000 persone arrivarono in nave in cerca di asilo. Quella che avrebbe dovuto essere una richiesta di protezione umanitaria si trasformò in una delle pagine più vergognose della storia repubblicana italiana.
I passeggeri – uomini, donne, bambini – furono rinchiusi nello Stadio della Vittoria di Bari in condizioni disumane, senza cibo, senza acqua, senza assistenza sanitaria. Decine di persone morirono, altre furono colpite da malori e malattie. E quando il governo italiano decise di rispondere, lo fece con la più grande operazione di rimpatrio forzato della storia repubblicana: 17.000 persone furono deportate, rispedite in un’Albania sull’orlo del collasso, abbandonando ogni pretesa di umanità e rispetto del diritto d’asilo.

La Global Sumud Flotilla si mobilita ancora per denunciare l’espansione coloniale e il furto di terre a opera di Kushner e dei suoi alleati, che coniuga interessi economici, speculazione edilizia e controllo geopolitico del Mediterraneo. Siamo al fianco della Rivoluzione dei Fenicotteri e del popolo albanese e invitiamo tutte le realtà della società civile a sostenere questa battaglia.
(*) Tratto da Pressenza.

Dalla Vlora a Sazan: il programma della Global Sumud Flotilla a sostegno della Flamingo Revolution

La Puglia è di nuovo protagonista di una intera giornata di mobilitazione, a partire dalle ore 11, fatta di memoria, coscienza e solidarietà al fianco del popolo albanese


BRINDISI – Giovedì 20 agosto le barche della Global Sumud sono  partite da Brindisi verso Sazan. La Puglia è di nuovo protagonista di una intera giornata di mobilitazione, a partire dalle ore 11, fatta di memoria, coscienza e solidarietà al fianco del popolo albanese contro progetti di espansione neocoloniale che minacciano non solo il Mediterraneo, ma anche il territorio regionale.

La partenza delle imbarcazioni della Global Sumud è stata accompagnata da un’intensa giornata di mobilitazione che coinvolgerà la città di Brindisi. Artisti, intellettuali e attivisti come Tony La Piccirella e Yazan Issaa sostegno della Flamingo Revolution e del popolo albanese che inonda le piazze da più di settanta giorni.

La Puglia non è stata scelta a caso. La regione non solo è obiettivo per diversi attori e progetti economici, come il resort Four Seasons Costa Merlata finanziato dall’Omnam Investment Group, ma è anche il luogo dove trentacinque anni fa attraccò la nave Vlora. Oggi, la comunità pugliese si riunisce attorno alla diaspora albanese, per unirsi alla protesta popolare contro la cessione dell’isola protetta di Sazan a un fondo di investimento legato all’imprenditore Jared Kushner, genero dei Donald Trump.

Due sponde legate dalla stessa lotta, minacciate da progetti che escludono le comunità che le abitano da sempre. Per questo la partenza non è solo simbolica, ma è un atto profondamente solidale e politico. È un modo per chiarire il posizionamento delle comunità locali e porre con forza le domande giuste: chi decide il futuro di una terra? Chi ne determina l’accesso? Le comunità che la abitano o i grandi capitali che possono comprarla e trasformarla? È questo il filo rosso che unisce i popoli del Mediterraneo.

(Tratto da Brindisi Report).

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