lunedì 23 marzo 2026
Il libro infinito, la favola nascosta...
domenica 22 marzo 2026
SENSIBILI ALLA SCOMPARSA DELLA CIVILTA' UMANA...
Le guerre che oggi assorbono la nostra attenzione e il nostro impegno non sono episodi isolati: sono micce che possono innescare una conflagrazione globale. Perché allora non riponiamo più fiducia — e più coerenza — nella nonviolenza? È una strategia razionale, un percorso di costruzione dal basso del “potere con”, sostenuto dalla forza di Eros, l’istinto stesso della vita che vuole continuare.
Più attori possiedono l'atomica, più aumenta la probabilità statistica di un incidente o di un errore di calcolo. Con tempi di reazione ridotti a pochi minuti, il rischio non è solo l'attacco intenzionale, ma il "falso allarme". In una regione ad alta tensione, un errore tecnico o un'interpretazione errata dei radar porterebbe all'Olocausto atomico prima ancora che la diplomazia possa alzare la cornetta.
Un'esplosione nucleare non seleziona i colpevoli: muta la chimica dell'intero ambiente, rendendo la "sicurezza" di un confine un concetto ridicolo di fronte alla nube radioattiva che non conosce nazioni.
La deterrenza atomica è una "promessa di omicidio-suicidio"
sabato 21 marzo 2026
Lavorare meno lavorare tutti..
oggi i ruoli della nostra Pubblica Amministrazione vengono affidati a persone scelte tramite particolari procedure che intendono selezionare i più idonei, tra i tanti che vorrebbero svolgerli, e che, una volta selezionate le persone ritenute tali, è uso assegnare ad esse l'incarico in questione per l'intera durata della loro vita;
considerato che:
i ruoli disponibili sono di numero ben inferiore rispetto a quello, non solo degli aspiranti, ma, cosa molto più importante, anche di coloro che sono ampiamente idonei e dotati dei requisiti richiesti;
la maggior parte delle persone idonee sono dimenticate dalle tecniche di selezione del personale oggi in uso, le quali mirano secondo un’antiquata convinzione a determinare un ipotetico ed inesistente vincitore lì dove è invece possibile determinare una rigogliosa rosa di persone abili ed aventi i giusti requisiti;
per i motivi dei due punti precedenti ciò che si assegna a quei pochi prescelti, in pratica, non è tanto un lavoro, bensì un vero e proprio privilegio in particolare rispetto agli altri che son rimasti ingiustamente esclusi e più in generale rispetto al resto della società;
tale privilegio è di origine del tutto ingiustificata, poichè, se riconosciamo la società, nella sua interezza, essere depositaria del diritto di usufruire dei pubblici beni e servizi, allo stesso modo dobbiamo riconoscerle, egualmente nella sua interezza, il diritto di equa partecipazione alla amministrazione, creazione ed offerta di tali beni e servizi;
un pubblico impiego non dovrebbe essere di proprietà esclusiva di alcuno (come invece di fatto avviene con l'assegnazione a vita ad un individuo ereditata dal fascismo e monarchia e sopravvissuta a queste fino ai nostri giorni) proprio per sua stessa origine e definizione di "Pubblico";
considerato ancora che:
la Costituzione afferma a chiare lettere, nel suo art. 3, che "... E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese ..."
mettendo finalmente, realmente in atto tale partecipazione di tutti i lavoratori idonei all'organizzazione culturale, economica, politica e sociale del Paese si otterrebbero vari benefici concreti: un miglioramento della complessiva funzionalità del sistema, una più equa distribuzione della ricchezza, un manifesto senso di giustizia realizzata ed uno spirito di istintiva e fraterna collaborazione che si diffonderebbero sùbito all'interno della società;
permettendo una libera, effettiva e piena partecipazione dei Cittadini alle attività dello Stato quest'ultimo non sarebbe più separato dai primi, così com'è oggi, con tutte le iniquità, incomprensioni e conflitti che ne conseguono e che ci affliggono continuamente, ma si trasformerebbe finalmente in quella Repubblica che da svariati decenni attende di essere realizzata;
il Pubblico Impiego, una volta divenuto democratico, non sarebbe più soltanto una semplice occupazione e fonte di reddito per i cittadini, ma acquisterebbe giusta dignità divenendo anche scuola in cui apprendere e praticare i modi del vivere civile, realizzando così appieno le sue potenzialità di mezzo privilegiato di organizzazione statale;
inoltre, premesso che
il nostro assetto economico si è nel tempo fortemente squilibrato verso il settore privato, ed il suo abnorme peso e potere, accresciutisi a detrimento del settore pubblico, stanno generando una serie crescente di gravi problemi, cui è sempre più difficile fornire rimedio;
considerato che
tale forte squilibrio è derivato principalmente dall'attivo apporto di connivenze e corruzioni accumulatesi nei decenni di permanenza degli assunti a vita nella Pubblica Amministrazione, ed a seguito della passiva accettazione della popolazione italiana, disamoratasi di una PA non corrispondente alle necessità ed al preteso stato di democrazia del nostro Paese;
infine, considerato che
la società ricorre da tempo al solo approccio di conoscenza ed intervento di tipo focalizzato, settoriale, specialistico, dimenticando l'esistenza del complementare approccio sistemico, organico, prioritariamente necessario quando si ha a che fare con sistemi complessi come quelli biologici e sociali;
il sottoscritto Cittadino
richiama l'attenzione degli altri Cittadini della Repubblica sulla necessità di:
rendere effettivo l'appellativo di "pubblico" nel sistema del Pubblico Impiego, abolendo l'iniquo privilegio del ruolo assegnato a vita alla persona, in favore di una equa e sapiente ripartizione delle mansioni tra tutti coloro che desiderassero svolgerle e dimostrassero di possederne i requisiti necessari;
impegnarsi in un serio lavoro di riequilibrio del nostro assetto economico, riconducendo molte delle attività oggi private, a partire da quelle di fondamentale importanza per la società, all'interno del settore pubblico, fino al raggiungimento di una metà del peso economico dell'intero sistema;
realizzare l'ideale di un sistema sociale improntato alla partecipazione, quindi ad una maggiore concordia e funzionalità, garantendo un tempo di lavoro minimo ad ogni cittadino di questa Repubblica ed un reddito da cittadinanza;
attuare la partecipazione attraverso due differenti tipi di movimento: con l'ingresso delle persone in uno stesso ed in un diverso ambito di competenza; muovendosi le persone all'interno di una stessa branca specialistica, viene permesso l'apporto di un più nutrito ruolo di contributori e si previene la corruzione, muovendosi esse in ambiti diversi, si ottiene la condivisione dei saperi e l'avanzamento diffuso, oltre che una utilissima percezione organica dell'insieme. Entrambi i movimenti favoriscono l'apertura mentale e la capacità di comunicare, nonché il sorgere di un forte sentimento d'interesse collettivo.
Riconoscente per l'attenzione, ringrazia,
Danilo D'Antonio - Rete Bioregionale Italiana
civilmente, legalmente, pacificamente,
democratizziamo potere esecutivo e giudiziario:
venerdì 20 marzo 2026
Tenersi pronti al peggio talvolta conviene...
giovedì 19 marzo 2026
Viaggiare senza meta... e ritrovarsi al Polo Nord!
Michikusa è il vagabondare...
Ed ora la proposta di viaggio "Greenpeace":
Mentre la nostra attenzione è catturata da guerre e tensioni geopolitiche sempre più fuori controllo, un’altra partita si gioca lontano dai riflettori: quella per il controllo delle ultime grandi aree incontaminate del pianeta. Anche la Groenlandia e l’Artico sono sempre più nel mirino di governi e interessi economici che li vedono come territori strategici da sfruttare per le loro risorse minerarie.
Multinazionali senza scrupoli, rappresentate da politici come Trump, cercano petrolio e terre rare, anche al costo di devastare un ecosistema così prezioso.
Ma noi continuiamo a batterci, tutti i giorni, perché tengano lontane le loro mani sporche da questi ultimi luoghi incontaminati.
Come? Stiamo per organizzare una vera e propria spedizione nel cuore dell’Artico, con la nostra nave, un equipaggio di attivisti e attiviste, giornalisti, ricercatori e fotografi, per documentare, studiare e soprattutto proteggere una delle zone destinate alla devastazione per mano di aziende minerarie e fossili.
Sì, ci andiamo per essere i corpi, occhi e mani di milioni di persone che hanno a cuore il futuro del Pianeta. Aiutaci a partire...
Firmato: Greenpeace - <greenpeace.italia@act-it.
mercoledì 18 marzo 2026
Energia nucleare? No, meglio la riduzione della produzione energetica...
Consideriamo di realizzare un impianto di gassificazione rifiuti (Cogeneratore EIS) ogni 10.000 abitanti, cioè di media un piccolo paese o un quartiere di città, avremo in totale 50.000.000: 10.000 = 5.000 impianti.
- Critica all'Industrializzazione: D'Arpini contesta i grandi parchi fotovoltaici o eolici, spesso definiti "rinnovabili" ma, a suo avviso, dannosi per il paesaggio e l'ecosistema.
- Approccio Bioregionale: Sostiene la produzione di energia a livello locale e comunitario (micro-impianti) per soddisfare le esigenze locali senza impatti ambientali significativi.
- Risparmio come Produzione: La vera "produzione" energetica pulita è considerata il risparmio energetico e la riduzione dei consumi.
- Ecologia Profonda: La visione si inserisce nel contesto dell'ecologia profonda e del bioregionalismo, dove l'uomo vive in armonia con il proprio territorio, minimizzando lo sfruttamento delle risorse.
- "Finte" Rinnovabili: D'Arpini ha espresso critiche riguardo a modelli di produzione energetica che, seppur definiti "rinnovabili", vengono implementati con logiche industriali ed economiche predatorie.
martedì 17 marzo 2026
Vedo, vedo... stravedo... la fine di Trump!
"Conservatore: un politico innamorato dei mali già esistenti. Si contrappone al liberale che vuole sostituirli con altri"
Quanto durerà Trump? Dipende da una serie di situazioni e circostanza che si verranno a creare nel frattempo. Alcuni paventano una escalation militare in Iran (od in Ucraina, od a Formosa....) per far trovare la presidenza Trump nelle peste. Altri – più ottimisti – prevedono che Trump verrà ancora lasciato governare per un certo periodo di tempo, in modo da resettare la società americana nei suoi vecchi “ideali storici” (stile far west): questo in attesa del successivo salto in avanti (inspirazione – espirazione) in cui la finanza virtuale (Federal Reserve e Deep State) prenderà il controllo diretto della situazione (non che lo lascerebbe comunque mai, ma per un po’ è restato dietro le quinte).
Larry Johnson: Trump in crisi su tutti i fronti: https://www.youtube.com/watch?v=I8ymgrlFENk
Ray McGovern: la CIA contro Tucker Carlson?: https://www.youtube.com/watch?v=WYZXSVs486M
lunedì 16 marzo 2026
Mobilitazione contro la Nato e contro la guerra...
domenica 15 marzo 2026
Vota tu che voto io...
C’è qualcosa che non va.
Inorridisco davanti ai divanisti, che se solo avessero avuto il coraggio (ossimoro) avrebbero trucidato i – da loro inventati – novax e relative famiglie. E ugualmente davanti ai votatori, quelli del diritto-dovere delle urne, nelle cui penombre credono di porre il loro mattoncino sul muro della democrazia, quel concetto che uno dei tanti luoghi comuni ha elevato a totem, intorno al quale far girare i pensieri fino all’ignara sublimazione in dogma. “Sennò comandano gli altri”, taglia corto il votatore.
Se i votatori sostengono lo status quo, gli astensionisti non sono poi così meglio. Anche se si stanno bradipalmente allargando di numero, come esercenti ad una vetrina nei confronti di un centro commerciale, di fatto non hanno potere. Cani sciolti che, a volte, si accorpano in branchi. Il meglio dei quali, purtroppo, è molto simile ad un leone da tastiera sebbene avveduto e illuminante, apprezzato dai gregari lettori e pari lignaggio. Cani desolati o adirati ma sempre impotenti, che vagolano guaendo o abbaiando dal disgusto tra le maglie lasciate appositamente lasse dalla democrazia: ignorare assorbe gli urti più di uno scudo.
Per quanto insospettabile, il gradiente di accomodamento dei votatori ha le doti per raggiungere le vette più elevate dell’appiattimento. Secondo il gergo pugilistico, sono degli incassatori. Una dote apparentemente da perdente ma incredibilmente da vincente. L’incassatore infatti pur prendendone di più di chi incassatore non è, a differenza di quest’ultimo resta in piedi e vince lo scontro.
Dice il votatore al putiniano, novax, brigatista, complottista, terrapiattista (poi PNBCT): “Mi sa che presti ancora orecchio alle chiacchiere. Oltre a qualche esercitazione congiunta, nei fatti l’ingresso dell’Ucraina nella Nato era lontana anni luce. O eri al corrente di una data certa nella quale sarebbe stata invitata a farne parte? Infine, almeno stando alle statistiche ufficiali, il conflitto in Donbass andava già spegnendosi prima dell’invasione russa.
Secondo il votatore, la pastora Paola White Cain non ha fatto niente di male, ha pregato insieme ad altri per il suo presidente. E poi – aggiunge il votatore – la storia che gli statunitensi siano in missione per conto di Dio è solo uno slogan, esattamente come lo era il draghesco “Non ti vaccini, ti ammali, muori”. Tutte questioni a cui non dare retta, conclude il votatore.
. Sulle lobby ebraiche.
Votatore: Lobby ebraiche? Ma fammi il piacere. Di lobby se ne formano e se ne disgregano in continuazione. Se ce n’è anche di ebraiche, è normale.
Inutile, anzi, sconveniente citarne il potere, non puoi essere che un cialtrone complottista antioccidentale. Almeno come Moni Ovadia che, in merito all’accoglienza riservata a Netanyahu da parte del Congresso americano, ricorda si tratti di congreghe in cui sono presenti anche donatori cristiani e una percentuale considerevole di evangelici, capaci di incidere sui media e sulle campagne elettorali e dunque sull’establishment.
. Rassegna genuflessi.
– PNBCT: Vedrai che quando Trump passerà a trovare i cagnolini italiani, saranno tutti in rassegna a stringergli la mano.
. I buoni.
“Senza vaccino saremmo morti tutti o ci sarebbe ancora l’epidemia”, cantano in coro i votatori. “I novax, dovevano essere rinchiusi e vaccinati a forza”.
. I giusti.
È giusto o irrilevante sanzionare con censure e divieti di partecipazioni ad atleti, artisti e professionisti russi e bielorussi.
. Le doti.
Il votatore ha doti sorprendenti. In qualunque momento può saltar fuori a chiederti quali sarebbero le fuffe propagandistiche messe in circolazione dai giornalacci. Vuole proprio che gliele elenchi una ad una. Sarebbe facile soddisfare la sua curiosità, basterebbe passare in edicola e mettergli davanti le prime pagine dei giornalacci, ma non lo è affatto: non puoi chiedere alla rondine “com’è l’aria oggi”. “Aria? Quale aria?” risponderebbe. E giustamente.
Il votatore, che conosce alla perfezione le ragioni di Putin (non si sa se va di pari passo con quelle della cultura sciita-iraniana) chiede al PNBCT: “Le ritieni adeguate a giustificare quanto ha fatto in Ucraina?”.
. Ignaro manipolatore della manipolazione.
Quando fai presente al votatore che “Putin è morente”, che “Ha finito i missili”, che “L’economia russa è al collasso”, che “Punta a Lisbona”, che “I russi usano i chip delle lavatrici per far funzionare le armi elettroniche” e molti eccetera della medesima risma, non fa una piega. Serafico replica che si è trattato di analisi errate, assolutamente non deliberate manipolazioni dei giornalacci contro Putin, per fomentare il sostegno all’Ucraina.
. Impressionante.
Il votatore sul tema NATO-Ucraina non ha considerazioni critiche da esprimere. Trova giusto il supporto di intelligence, di armamenti e di personale e non trova inopportuno che volesse portare i suoi cannoni al confine russo.
. “Arrivano i nostri”. Sì, dappertutto.
Il votatore non fa una piega, mai, neppure quando gli mostri il lato oscuro della luna statunitense:
Se per caso scrivi un dato impreciso o sbagliato, il votatore prima te lo fa notare e poi lo cavalca per inficiare l’essenza del punto di vista che stai esprimendo. A lui non interessa la costellazione di crimini statali per comporre il puzzle e trovare la foto di chi comanda il mondo e come, preferisce accanirsi sulla data o il nome impreciso che hai detto o scritto.
Non dire al votatore che le guerre hanno motivi economici, non vorrai mica infangargli la purezza della ragione umanitaria? Non ha senso per lui che qualcuno, pur di vendere carri armati e armi d’ogni genere e prosperare, vada in giro a fare guerre in tutto il mondo per di accaparrarsi le fonti energetiche necessarie a sostenere la propria industria bellica.
. Lui lo sa e tu no.
Bisogna ammetterlo, il votatore non legge solo giornalacci. Sennò non avrebbe l’informazione che “gli accordi di Istanbul, non erano affatto a un passo dal porre termine alla guerra in Ucraina”. Resta “interessante” – come è solito dire con sarcasmo – come mai, nel merito, non faccia mai cenno a Boris Johnson.
Il votatore ha una passione che non può tenere segreta, sennò lo farebbe. Gli piace ripetere che “Spesso si bollano con ‘propaganda’ le narrazioni che non confermano la nostra lettura degli eventi o l’esito che riteniamo auspicabile”. Per poi chiosare con: “Confirmation bias”. (Gli piace citare il concetto in inglese, come fosse una novità. Saprà che si tratta della consapevolezza del pregiudizio – consapevole o occulto – che esiste da sempre o pensa sia un prodotto del progresso?).
“La nostra esperienza è indissolubilmente legata alla nostra struttura. [...] No possiamo separare la storia delle nostre azioni (biologiche e sociali) da come ci appare il mondo. [...] Lasciamo da parte l’abitudine di pensare che la nostra esperienza sia segnata da un marchio di indubitabilità, come se riflettesse un mondo assoluto. [...] Il fenomeno della conoscenza non può essere concepito come se esistessero ‘fatti’ od ‘oggetti’ esterni a noi che uno prende e si mette in testa”. (2)
Già, i fatti, quelli a cui la Gruber, replicando a Travaglio, diceva di attenersi mentre lo accusava di esprimere solo opinioni (3). Ma quali fatti? Quelle che la sua narrazione le faceva servizio ricordare? O anche gli accordi di Misk, con il cui rispetto da parte Nato-Occidente, il rischio di evitare la guerra si sarebbe alzato considerevolmente? E I fatti della Nuland? O le parole di questa: “Fuck the EU”, sono solo parole e non fatti?
. Recettore.
Il votatore avverte il pericolo iraniano. La sua antenna capta i tg e la sua argillosa immaginazione prende forma tra le mani dei vasai che legge: Corriere delle Fiabe “Teheran semina il caos”, da La Resprivata “Iran, il Golfo si infiamma”, da Il Tempio “L’Iran minaccia l’Europa”, da La Stamperia “La strategia del caos arma degli Ayatollah” e “Teheran minaccia l’Europa”. Ma non avverte niente di anomalo per il poco spazio dato alle bambine, alle maestre e al personale di Miab. Delle bombe sulle scuole non avverte il pericolo. Del doppio standard non si avvede e se si avvede riesce a dire l’impossibile: https://www.
. Data di nascita della storia: 24 febbraio 2022.
Secondo il votatore, “Ridurre la percezione del ‘pericolo russo’ a pura retorica mi sembra difficile da sostenere alla luce di ciò che è accaduto dopo il 24 febbraio 2022”.
Viene da domandarsi come si può non capire niente fino a questo punto. E viene da domandargli se non sarebbe stato meglio preoccuparsi della minaccia degli Stati Uniti da ben prima del 24 febbraio 2022. Tempo perso.
. Più geniale dei geni.
Nonostante le politiche europee – così scellerate che neppure Samuel Beckett, Göethe, Chaplin e Shakespeare sono arrivati mettere in scena qualcosa le rappresentasse – per il votatore le decisioni strategiche prese da governi molto diversi tra loro sono il vero indice del pericolo russo: “Germania vara un aumento monstre della spesa per la difesa. La Polonia pure. Finlandia e Svezia chiedono di entrare nella Nato, cambiando una linea strategica durata decenni. I Paesi baltici hanno rafforzato ulteriormente la presenza Nato sul proprio territorio. L’Ue ha per la prima volta finanziato l’invio di armi a un Paese in guerra”.
Neppure un sospetto per il votatore che si tratti di decisioni drammatiche più che strategiche, e neppure si tratti di decisioni prese da altri, estranee al sentimento popolare, nei confronti di un nemico, non solo inesistente, ma col quale avremmo potuto continuare ad avere buone relazioni diplomatico-commerciali e ponte verso l’Asia. Inesistente finché non gli togli la terra sotto i piedi. Esattamente ciò che stanno facendo le scellerate politiche europee.
Se accenni ad Epstein, il votatore non lascia cadere l’occasione per esprimere il suo sdegno estetico e il suo giudizio morale, entrambi dal carattere capitale. Poi concatena la sua serie di parole per prendere le distanze da quel genere di persone, da quel tipo di situazioni.
“I governi decidono su prospettive, pericoli potenziali, alleanze, posizionamenti, su scala anche più ‘lunga’ della loro durata”. Se non fossero parole di un votatore dedicate al presente, penserei a qualche barzelletta della stirpe ci sono un inglese, un francese e un italiano...”.
Per il votatore “avere a cuore i russofoni residenti all’estero, per i paesi che li ospitano è sinonimo di alto rischio d’invasione russa”. “Cuore russofono” dice, non cuore russofono vessato. Al votatore, a volte, sfuggono i particolari.
Diversamente dal votatore della vulgata quello di lignaggio superiore ammette l’influenza delle lobby, tuttavia conclude che “è piuttosto irrealistico che dettino l’agenda delle cancellerie di mezza Europa”. Ma povero! Non vede e non sente quanto in merito ai ricatti economici, militari, di spionaggio con cui le cancellerie devono fare i conti e non si è accorto che la politica è una merce e che i mercati non sono degli stati ma dei privati. “Quali ricatti? Quali privati?” chiede sereno. Cosa mostrare al cieco? Cosa dire al sordo?
. Bmw über alles.
– Qual è il sinonimo di votatore? – Atlantista! –
– Perché crede alle ragioni umanitaristiche per le stragi continue di interi popoli”.
– Ma dai!
– Eh sì. Ha creduto all’antrace di Powell, ai talebani terroristi internazionali, alle bombe nucleari iraniane, agli intenti imperialisti della Russia. Il votatore ha la tessera della grande famiglia dell’esportazione della democrazia, della difesa dei diritti umani. È soddisfatto che qualcuno sfondi i confini di altre culture a favore della libertà delle donne. Per quelli non sfondati chiude un occhio per seguitare a fare il pieno alla sua Bmw.
– Allora è anche sicuro che il popolo iraniano, come prima avevano fatto quelli della Libia, dell’Iraq, dell’Afghanistan e così via, è felice delle bombe israelo-statunitensi?
– Senza dubbio alcuno. È sereno, perché gli esperti sapranno che fare. I giornalacci glielo hanno confermato più volte in più occasioni.
. C’è qualcosa che non va.
Il votatore applaude Starmer, Merz e Macron, il corifero trio ora in cima al podio dei vigliacchi che annuncia al mondo: “Riaffermiamo il nostro impegno per la stabilità regionale e la protezione dei civili”, risparmiandosi di citare l’attacco Usa-israeliano, ma senza dimenticare di ricordare l’aggressione iraniana alle basi americane del golfo. C’è qualcosa che non va.
. Dotta citazione.
Sul silenzio italiano in merito alle decine di basi americane e sulle loro bombe nucleari sul nostro territorio non ha nulla da dire, anzi, le considera una fortuna, per quando la Russia ci attaccherà. Per arrivare a tali sublimi pensieri, non basta la fortuna di nascere geniali, serve studiare e lui sa su quali testi impegnarsi. Per questo è certo che per il genocidio di Gaza si è trattato di legittima difesa del popolo eletto da Dio. Un precedente importante che ha subito riesumato nei confronti dell’Iran, del quale non sa nulla, tranne che si tratta di un “paese canaglia”.
. Prendere e tralasciare.
Ma resta comunque geniale. Il votatore segue la vicenda della famiglia del bosco stracciata dalla legge italiana, senza naturalmente chiedersi se il diritto abbia un che d’umanamente indegno. Tralascia invece la questione Epstein tanto da non sospettare che l’amico Donald sia costretto a fare quanto sta facendo in cambio di un salvacondotto che lo sottragga alla gogna mondiale.
. Il migliore dei mondi possibili.
Il votatore non ha mai nulla da dire contro l’Occidente, contro i mercificati valori, contro la natura mortifera umana e naturale del capitalismo, che oltre a denaro per qualcuno produce rifiuti e malattie per tutti e ora anche alienazione digitale. È la verità. Se gliene accenni, la risposta è certa. “Vai tu a vivere in Russia, in Cina, in Asia”. Oppure, “Sei un luddista”.
. Secondo Andrea Zokh, e non solo.
“L'Occidente è uno stupratore seriale che accusa le vittime di averle provocate con i propri cattivi costumi, le violenta, e se poi non accolgono di buon grado lo stupro, le uccide. Pensare di essere nella posizione di fare le pulci agli Ayatollah o a chiunque altro è patetico. Qualunque tradizione spirituale, fosse pure il culto della dea Kalì, è meno spregevole di quella all'interno della quale ci è capitato di vivere”.
A questo punto vorrei vedere la faccia del votatore.
. Forse la vetta più alta.
Non c’è pace. Il votatore si batte per un voto allo status quo che gli viene da dentro. Come altrimenti spiegarsi il suo “inaudito” davanti all’attacco iraniano alle base americane nel Golfo?
. Ma questa non è la più bassa.
“Ma dai, che fai? Non divagare”, dice il sobrio votatore allo stupido complottista, “restiamo con i piedi per terra, anzi in acqua, guarda il Mediterraneo in fiamme, per colpa dell’Iran”.
Morale: al votatore puoi togliere la terra sotto i piedi che al massimo arriccia il naso, ma non quelle sotto le urne, “sennò – ripete – poi comandano gli altri”.
. Senza titolo, con molta tristezza.
Ecco, guarda il mondo, guarda dove ci hanno portato le sue urne, dove ci ha portato la sua democrazia. Sarebbe stato meglio avessero davvero vinto gli altri.
. Sull’onta votatoria.
Per chi desidera prolungare la surfata dell’onda – o onta? – votatoria: – https://
. Dalle vette gli orizzonti.
Questa la calda, accogliente catena di vette del votatore, che si estende ad occidente. Dalla cima di ognuna di esse se, invece di bearsi calcandole, si guardasse intorno e lontano, non scorgerebbe magnetiche e brumose vallate astensionistiche, ma profili di consapevolezza politica, per raggiungere i quali dovrà liberarsi dallo status quo del votatore, quel genere di sindrome che abitua al peggio. O stiamo andando sempre meglio?
– “Disfattista”, disse il votatore.
– “Perché guardi me”, rispose il complottista. “E non il fuochista?” Chiese.
– “Quale fuochista?” Domandò sorpreso il votatore.
.1 Giorgio Gaber, Anche per oggi non si vola, 1974-75.
.2 Humberto Maturana e Francisco Varela, L’albero della conoscenza. Le radici biologiche della conoscenza, Sesto San Giovanni (Mi), Mimesis, 2024, pp. 41, 42, 43.
. 3 https://www.youtube.com/
. 4 Skiantos, 1979, Kinotto, Ti rullo di cartoni.