lunedì 27 febbraio 2017

Alberi. Capitozzatura dannosa - "Potare non significa mutilare"


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La capitozzatura è una “tecnica” di potatura degli alberi che consiste nel taglio indiscriminato di grossi rami, branche o del fusto stesso con il rilascio di monconi.

Numerosi studi scientifici e l’esperienza sul campo hanno confermato che la capitozzatura aumenta nel medio e lungo periodo la pericolosità dell’albero, indebolisce le piante e le rende irrimediabilmente più brutte.

Solitamente la capitozzatura viene eseguita per contenere le dimensioni di un albero, nell’errata convinzione che una riduzione drastica delle sue dimensioni ne riduca il pericolo. Si evidenzia poi che le piante in condizioni normali difficilmente sono pericolose solo perché alte o di grandi dimensioni.

Gli alberi possono avere un’elevata propensione al cedimento solo quando sono caratterizzate da lesioni, cavità, deformazioni od altri difetti rilevanti.

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La capitozzatura rende le piante pericolose poiché i rami generati dalle gemme avventizie, anche detti “succhioni”, sono molto lunghi e si caratterizzano per un’inserzione debole e superficiale dei tessuti: tali rami si possono quindi facilmente rompere.

Il taglio di sezioni di grosso diametro può causare inoltre la mancata o solo parziale cicatrizzazione della ferita di taglio favorendo ad esempio l’attacco di funghi cariogeni dei tessuti legnosi.

Ove necessario esistono metodi più indicati per limitare la crescita di un albero: fondamentale è impiegare piante di dimensioni idonee allo spazio in cui si mettono a dimora.

Nei casi in cui invece l’albero sia effettivamente in conflitto con i manufatti circostanti, sarebbe opportuno contenere le sue dimensioni con un corretto intervento di potatura ad esempio con tagli di ritorno, affidandosi a ditte qualificate e competenti in materia.

(Fonte: A.K. Informa)


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domenica 26 febbraio 2017

ET. La vita nell'universo esiste... Miti e leggende diventano realtà!



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Mi ricordo, quando mi trovavo ad Auroville in India nel Tamil Nadu, verso la fine del 1980, a discutere con grandi maestri indù sulla vita oltre il nostro sistema solare. Già allora si dava per scontata l’esistenza di vita senziente in ogni galassia. Già allora, prima che si parlasse della materia e dell’energia oscura, si conoscevano queste grandi forze dell’universo che i saggi orientali chiamano Prana. Non solo, ma si dava ( e si dà ) per scontato che il Big Bang del nostro universo non era un fatto a sé, ma una fase intermedia tra l’espansione e il restringimento dell’universo a seconda del respiro del dio creatore Brama. Infatti l’universo secondo la saggezza indù era definito il respiro di Brama. 


Guarda caso ora la scienza sta rivedendo la teoria del Big Bang pensando che il nostro universo ora si espande, ma poi ritornerà ad essere un atomo primevo per poi riesplodere e tornare ad espandersi, così all’infinito e, guarda caso, questo fenomeno ipotetico è stato chiamato il respiro di Dio. Mi ricordo ancora quando mi trovavo alla Rai di Saxa Rubra nel preparare una serie di Dossier sull’ipotetico contatto con ET, che l’astrofisica Margherita Hack, intervistata subito dopo la scoperta dei primi pianeti giganti extra solari, riconobbe l’arroganza della scienza che fino ad allora riteneva che il nostro sistema solare, con noi terrestri, fosse un unicum cosmico. 

Lo stesso Rubbia, sempre intervistato alla Rai per il dossier spaziale, affermava che il mondo scientifico cominciava a sostenere la tesi della vita come noi la conosciamo presente su altre galassie. Ora non ci sono più dubbi: esistono pianeti come il nostro situati in aree abitabili intorno alla propria stella, dove l’acqua è a livello liquido e dove esistono delle atmosfere. La recente scoperta di un sistema solare ( La cui stella, una nana rossa, battezzata Trappist-1, distante da noi 39 anni luce) che ha ben 7 pianeti rocciosi e tre orbitanti nella fascia abitabile, dimostra che non siamo più soli nell’universo. 

Giordano Bruno lo aveva previsto e per questo messo al rogo. La scienza in particolare l’astronomia e l’archeologia, anno dopo anno ci offrono realtà che fino a poco fa appartenevano solo alla fantascienza. E allora c’è da vedere sotto una nuova luce gli antichi miti che parlano di esseri scesi dal cielo che ci hanno aiutato a progredire e che noi abbiamo sempre chiamato dei. 

Alcuni anni fa in un congresso astronomico organizzato dal Vaticano sul tema dell’ipotesi della vita nell’universo, un sacerdote scienziato affermò che “forse è venuto il momento di preparaci ad accogliere i fratelli dello spazio”. 

Lo scorso anno l’ex ministro della difesa del Canada, Paul Hellyer, in alcune interviste pubbliche dichiarò che gli ET sono da tempo sul nostro pianeta, simili a noi e, quindi, difficilmente identificabili. 

Questi esseri operano in centri segreti super blindati di cui molti grandi politici soprattutto USA, Russi, Inglesi e lo stesso Papa conoscono bene. Lo scopo di questi ET, secondo l’ex ministro Canadese, sarebbe quello di aiutarci contro un qualcosa di tremendo che sta per accadere al nostro pianeta. 

Di cosa si tratti non ci è dato sapere, tuttavia alcuni parlano dell’arrivo di un gigantesco pianeta esterno al nostro sistema che scompaginerà tutte le orbite dei pianeti solari, con effetti catastrofici soprattutto sul nostro. E allora, evviva! Abbiamo amici delle stelle che in caso di catastrofe planetaria sono pronti a salvarci, forse portandoci in altri pianeti con le caratteristiche del nostro…

Sarà così? Non ci resta che aspettare.

di Ennio La Malfa

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sabato 25 febbraio 2017

Bioregionalismo e popoli - I veneti


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Pochi Veneti sanno che… come civiltà la loro è più antica di quella
romana (Combatterono a fianco dei Troiani contro i Greci – descritti
nell’Iliade – “Roma” e gli “Etruschi” all’epoca non esistevano) .

Pochi Veneti sanno che… il famoso Villaggio della Bretagna che i
Romani non riuscivano a conquistare, era un villaggio Veneto (Giulio
Cesare – De bello gallico libro II).

Pochi Veneti sanno che… a scrivere la storia di Roma fu un Veneto, Tito Livio.

Pochi Veneti sanno che… la vittoria dei Romani contro Annibale fu per
merito dei soldati Veneti.

Pochi Veneti sanno che… i Veneti hanno salvato Roma per ben tre volte
– due volte contro i galli e la terza nella loro guerra civile

Pochi Veneti sanno che… che la prima nave con i cannoni ai lati
(Galeazza) fu una loro invenzione.

Pochi Veneti sanno che… che il simbolo “@” fu inventato da loro nel
XI° secolo per questioni commerciali.

Pochi Veneti sanno che… che a Treviso si trova il testo più antico al
mondo di algebra, “l’Abaco”.

Pochi Veneti sanno che… il gioco del calcio veniva praticato nel
territorio della Serenissima già dal XV° secolo e che esisteva un vero
e proprio campionato.

Pochi Veneti sanno che… il gioco del Tennis Veniva praticato nel
territorio della Serenissima già dal XV° secolo.

Pochi Veneti sanno che… i fratelli Zeno scoprirono l’America prima di
Colombo, e che quest’ultimo arrivò in America grazie ad una copia di
mappe Venete.

Pochi Veneti sanno che… Elena Cornaro nasce nel 1646 e fu’ la prima
donna laureata al Mondo.

Pochi Veneti sanno che… Il canale di Suez fu progettato da loro nel
XVII° secolo.

Pochi Veneti sanno che… la costituzione e la giustizia USA hanno
copiato le leggi della Serenissima – Benjamin Franklin si intrattenne
a Venezia per quasi un anno.

Pochi Veneti sanno che… il primo orologio a ingranaggi fu fatto a Padova.

Pochi Veneti sanno che… Salieri è Veneto.

Pochi Veneti sanno che… il pianoforte fu inventato a Vicenza nel XVIII° secolo.

Pochi Veneti sanno che… la parola più diffusa al modo, “ciao” è Veneta.

Pochi Veneti sanno che… “Schiavoni” erano dei soldati Dalmati e
Istriani a servizio dei Veneti.

Pochi Veneti sanno che… la Repubblica Veneta esisté per più di 1100 anni .

Pochi Veneti sanno che… l’Istria e la Dalmazia sono Venete, no italiane.

Pochi Veneti sanno che… Cipro si chiamava Famagosta, ed era Veneta.

Pochi Veneti sanno che… Pietroburgo fu fatta da due architetti Veneti.

Pochi Veneti sanno che… nel 1866 diventarono italiani con l’imbroglio
del referendum farsa.

Pochi Veneti sanno che… nel Congresso di Vienna del 1815 furono
svenduti all’Austria.

Pochi Veneti sanno che… che l’inizio dei lori mali fu la nascita del
nano corso chiamato Napoleone Bonaparte.

Pochi Veneti sanno che… che il primo stato al mondo ad abolire la
schiavitù, ufficialmente, fu la Serenissima nel XVI° secolo.

Pochi Veneti sanno che… la storia del “Fornaretto di Venezia” fu una
balla inventata dai Francesi nel 1797 per giustificare la guerra
contro la Repubblica Veneta.

Pochi Veneti sanno che… Galileo Galilei per scappare all’inquisizione
si rifugiò in Veneto.

Pochi Veneti sanno che… il Santo patrono è San Marco.

Pochi Veneti sanno che… la parola Veneto, vuol dire popolo mite.

Pochi Veneti sanno che… più grandi artisti del Barocco e Rinascimento
erano Veneti. (Tiziano, Palma il Vecchio, Giorgione, Canaletto,
Tintoretto, Bellini, Mantegna, Veronese, ci vuole un libro per
elencarli tutti)

Pochi Veneti sanno che… le campane suonano a mezzogiorno per la
vittoria dei Veneti contro i Turchi nella battaglia di Lepanto del 7
ottobre 1571, dove si fermò l’avanzata islamica verso l’Europa.

Pochi Veneti sanno che… il famoso “Galateo” fu scritto nell’abbazia di
San Eustachio del Montello a Treviso.

Pochi Veneti sanno che… hanno una vera cultura millenaria.

Massimo Formentin



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Mio commentino: 

Anca mi son veneto, da parte di madre (che si chiamava Giustina Tirabosco, originaria di Bagnoli di Sopra - Padova). Ed in veneto ho vissuto parecchi anni (prima a Trieste e poi a Verona) come cittadino di origine veneta non dimentico le mie origini, delle quali sono orgoglioso....”

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Articolo collegato: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/01/26/sant%E2%80%99antonio-da-padova-e-dintorni%E2%80%A6-spaccato-di-memorie-epistolari-nell%E2%80%99assurdita-delle-origini%E2%80%A6-con-dedica-amorosa-in-chiave-di-spiritualita-laica/
 

venerdì 24 febbraio 2017

Pesaro "Agrimarche", 25 febbraio 2017 - Conferenza su: Alimentazione, Agricoltura, Fertilità e Salute Ambientale, con Giuseppe Altieri


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Vi invitiamo a questa importante   Conferenza:  Pesaro, 25 febbraio 2017 -  h. 15: "Mangiacomeparli" - Alimentazione, Agricoltura, Fertilità e Salute Ambientale, con Giuseppe Altieri - Presso Agrimarche - Fiera Agricola  http://www.agrimarche.eu/


Al termine si terrà una Cena Biologica con i vini della Fattoria Federico Fazzuoli e altri vini delle Marche a cura dello Chef Biologico Pino Rainone, con esposizione di prodotti biologici del Centro Italia, selezione "Mangiacomeparli", 100% biologico, 100% libero da OGM e 100% coltivato in Italia

giovedì 23 febbraio 2017

Bologna, 4 marzo 2017 - Campi aperti e non caserme...


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Carissime/i, come forse alcune/i sapranno il 4 marzo 2017  è stata indetta a Bologna una giornata di mobilitazione generale in difesa degli spazi autogestiti. Questo dopo l'annuncio dell'amministrazione comunale di non rinnovare la convenzione a XM24, lo spazio dove noi di CampiAperti abbiamo avviato il nostro percorso e dove ogni giovedì facciamo il nostro mercato più importante.

In conseguenza a questa scellerata decisione CampiAperti ha deciso di indire uno sciopero/serrata di tutti i mercati contadini da lunedì 27 a venerdì 3 marzo, come azione di lotta e sensibilizzazione della cittadinanza.


Sabato 4 marzo abbiamo previsto di fare un grande mercato che abbracci, fisicamente e simbolicamente, il luogo che abbiamo caro e che secondo il sindaco di Bologna dovrebbe diventare una caserma dei carabinieri.


Per questo vi scriviamo per invitarvi tutte/i, in particolare chi vive e lavora nelle regioni vicine a noi, a partecipare  alla giornata di lotta  e al mercato del 4 marzo con il proprio banco, che si terrà in via Fioravanti dalle 15 alle 19.

"Questa battaglia la vogliamo vincere!"
Baci e abbracci a tutte/i


Carlo

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per adesioni scrivete a info@campiaperti.org
per leggere comunicati e iniziative e aggiornamenti
www.campiaperti.org   

Tuscia. Difesa del territorio bioregionale: "No alle trivellazioni geotermiche nei monti Cimini..."


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Una piccola S.r.l. di Bolzano, con capitale sociale versato di 11.000 euro, è stata autorizzata dai ministeri competenti, ad effettuare una serie di prospezioni geologiche tra i comuni della Tuscia: Caprarola, Carbognano, Civita Castellana e Ronciglione. Si tratta di eseguire della trivellazioni del terreno fino a circa 3 Km di profondità.. 


Il problema sussiste nella scelta dei siti dove effettuare le perforazioni. 


Il complesso geologico dei Cimini consta di un suo delicato equilibrio bioregionale  interno, composto da camere magmatiche ormai vuote, da faglie al momento stabili, ma delicate e da molte falde acquifere.


Una violenta frantumazione delle rocce causata dalla trivellazione potrebbe liberare gas e altre sostanze tossiche intrappolate da millenni sotto terra e così, come accadde anni fa a Latera, creare dei disastri ambientali. 


Qualcuno ricorderà che negli anni a cavallo tra il 1980 e il 1990 l’ENEL e l’AGIP effettuarono una serie di perforazioni nella valle di Latera, vicino al laghetto vulcanico di Mezzano. Da quei pozzi purtroppo uscirono sostanze gassose tossiche imprigionate da millenni sotto terra, tra le quali: CO2, acido solfidrico, mercurio, boro e arsenico. Gli agricoltori della zona ricordano come questi gas, ricadendo sui campi, seccarono centinaia e centinaia di metri di terreno e uccisero decine di pecore. 


Non solo: il 22 luglio ’99 una nube tossica colpì addirittura Montefiascone e molte persone finirono in ospedale. A quel punto montò la protesta degli abitanti locali fino a bloccare definitivamente il progetto. L’ENEL e l’AGIP provarono a valutare tutta una serie di adeguamenti e di applicazioni tecnologiche per evitare che questi gas tossici finissero ancora per inquinare l’ambiente esterno, ma i costi per raggiungere tale scopo risultarono troppo eccessivi e, quindi, antieconomici. Pertanto nel 2002 l’impresa finì lì, con una nuova cattedrale nel deserto che oggi fa da testimone Ad una centrale geotermica fallita.


La struttura geologica dei Cimini non si discosta molto da quella della caldera di Latera, per questo motivo Accademia Kronos e la Società Italiana dei Geologi per l’Ambiente (SIGEA), dicono no a questa nuova rischiosa avventura geologica. Anche il comune di Caprarola si è dichiarato contrario. Le motivazioni al no sono molte, prima tra tutte la sicurezza degli abitanti delle zone interessate dai pozzi di prospezione, poi il rischio reale di inquinare le falde acquifere o di abbassarle al punto, come nel caso di Civita Castellana, di interrompere l’erogazione dell’acqua sorgiva che affiora in località il Barco, tra i comuni di Ronciglione e Caprarola ed infine la minaccia che qualche consistente fuoriuscita di gas possa danneggiare o addirittura seccare vaste aree di suolo coperte dai noccioleti.


A fine mese i comuni interessati dovranno consegnare alla Regione Lazio le osservazioni che giustificano il no a queste perforazioni. A tal proposito sul sito web del comune di Caprarola si possono visionare e utilizzare le schede per dare i propri pareri al progetto. Nel frattempo Accademia Kronos e la SIGEA si stanno adoperando per sostenere scientificamente i comuni contrari a questo progetto.


Filippo Mariani  - Accademia Kronos


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mercoledì 22 febbraio 2017

Ecologia profonda è amore per la vita


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Ognuno vive la Vita con la sua sensibilità e seguendo quelle che, in quel momento sono le sue proprie tendenze, propensioni, affinità(si cambia nella vita, soprattutto a livello manifestativo, il Sé è sempre lo stesso in ogni tempo e in ogni luogo). Le esperienze di ognuno, se condivise, arricchiscono il genere umano nel suo complesso. Ognuno è tenuto, volendo, ad esprimere queste attitudini e propensioni, rispettando le propensioni altrui, anche se non condivise.
 
Come scrivevo l'altro giorno alla lista di ecologia profonda: "l'esempio e non le parole, per quanto profonde esse siano, è fondamentale per mostrare a chi ancora non se n'è accorto, che si può vivere bene (anzi, sicuramente meglio) rispettando la Natura, di cui noi siamo, ancora, una parte, che ci da tutto quel che ci necessita per vivere, a noi e ai nostri discendenti, purché la amiamo e la rispettiamo come desidereremmo essere amati noi.
 
Questa per me è l'ecologia profonda: amore per la vita, per la natura, per gli esseri viventi, solidarietà umana, ognuno secondo la propria natura e le proprie possibilità: una tendenza a.... nei limiti del possibile". 
In mezzo a queste tendenze ci possiamo mettere quello che, per ognuno di noi, è in sintonia con l'evoluzione della specie umana quale tutti noi che ci riteniamo "ecologisti" o "amanti della vita" ci auguriamo: ritrovare quell'armonia con la Natura (Dio, Dea Madre, Natura) che ci ha dato la vita.
 
Siamo 6 miliardi di esseri umani, viviamo in situazioni ambientali le più disparate sia dal punto di vista ambientale, sociale, economico, civile, storico, ma cos'é che ci accomuna? Non ci accomuna forse quella cosa che c'è quando siamo vivi e non c'é più quando siamo morti? Come la/lo vogliamo chiamare questa "cosa"? Io posso anche non chiamarla in nessun modo, ma so che c'é e quando sono da sola con me stessa, la sento dentro di me.
 
C'é chi la chiama spirito, chi la chiama anima, chi la chiama coscienza, chi la chiama Dio. Chi segue qualche religione la può chiamare col nome che quella religione le attribuisce, chi non segue nessuna religione in particolare, ma accetta tutte le forme di spiritualità, la può chiamare "spiritualità laica".
Io nel discorso dell'ecologia profonda ci vedo, per chi la sente, anche questo discorso.
 
Rifiutarlo vuol dire un po' come rifiutare che si parli dei problemi economici del mondo (e non parlo solo della crisi dell'euro, del dollaro e della finanza, ma anche dello sfruttamento dei paesi ricchi nei confronti di quelli del terzo mondo) o rifiutare di parlare della possibilità di seguire un'alimentazione naturale (sempre secondo le proprie tendenze e possibilità) fino ad arrivare al vegetarismo, al veganesimo, al crudismo, ecc. ecc.
 
L'era ecozoica è un'era a cui noi tutti aspiriamo e che cerchiamo con la pratica e con la teoria, di rappresentare.
 
Caterina Regazzi 

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