mercoledì 15 agosto 2018

La Monsanto avvelena.... ma lo nega


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La Monsanto, multinazionale di biotecnologie agrarie, è stata condannata a pagare un risarcimento milionario a favore di un uomo che ha denunciato l’azienda affermando che un suo prodotto usato come erbicida ha contribuito a farlo ammalare di un tumore rivelatosi terminale. Lo ha stabilito un giudice di San Francisco ordinando il pagamento di 289 milioni di dollari in quanto l’azienda non avrebbe adeguatamente avvertito sui rischi nell’utilizzo del prodotto contenente glifosato, una sostanza già al centro di polemiche e dispute legali in quanto considerata nociva. 

La Monsanto respinge le accuse e ha già annunciato che farà appello. Dewayne Johnson, custode di siti scolastici nella zona di San Francisco, aveva utilizzato l’erbicida della Monsanto nel suo lavoro e aveva sviluppato un’eruzione cutanea nel 2014, all’età di 42 anni, con la successiva diagnosi di un linfoma non-Hodgkin. 

I legali della multinazionale sostengono da parte loro che quel tipo di linfoma impiega anni per manifestarsi e che quindi Johnson deve esserne stato affetto da prima del suo incarico nel distretto scolastico. Si tratta della prima denuncia che arriva in tribunale in cui si sostiene il legame fra il glifosato e una diagnosi di cancro. 

Fatto che la Monsanto contesta: “La giuria ha sbagliato”, ha reagito a caldo il vicepresidente dell’azienda. Esistono tuttavia fino a 5000 denunce negli Usa simili a quella al centro del caso di Dewayne Johnson che potrebbe quindi costituire un precedente importante con possibili centinaia nuove denunce contro la Monsanto, di base a St. Louis e recentemente acquistata dal conglomerato tedesco Bayer AG

 (Nel cuore, 13 agosto 2018).

martedì 14 agosto 2018

Sostenibilità ambientale - Senza pesticidi si può...


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Primo Comune in Italia ad aderire alla rete di Città libere da pesticidi, Occhiobello siederà al Parlamento europeo il 27 settembre 2018. L’occasione sarà una tavola rotonda organizzata da PAN Europe* in collaborazione con gli eurodeputati Nicola Caputo (commissione Ambiente), Eric Andrieu e Pavel Poc (commissione Pesticidi) per discutere di politiche europee, strategie locali e prospettive future.
Il Comune di Occhiobello, unica municipalità italiana invitata a parlare, aprirà la sessione sulle strategie locali e le buone pratiche dai Comuni europei.
La sostenibilità ambientale è un concetto ampio che Occhiobello ha cercato di rendere pratica quotidiana da diverso tempo. Il Comune, infatti, da tre anni ha concretizzato una progressiva riduzione nell’uso dei pesticidi nelle aree pubbliche introducendo anche un regolamento che disciplina l’uso di fitosanitari nelle aree private ed extra agricole.
pirodiserboIl diserbo del verde pubblico è oggi del tutto ecologico: diserbo a vapore, pirodiserbo e diserbo meccanico sono le tecniche che hanno sostituito l’utilizzo della chimica consentendo di eliminare completamente prodotti diserbanti e fitosanitari. Non solo, ispirandosi ai principi di Agenda Onu 2030 sullo sviluppo sostenibile, Occhiobello guarda all’ambiente ma anche all’inclusione sociale e alla crescita economica inserendo persone disoccupate e disagiate nelle attività di diserbo meccanico.
diserbo a vapore
Sempre in sintonia con gli obiettivi della sostenibilità, gli atti e le scelte amministrative sono andati di pari passo con l’impegno nel diffondere una coscienza ambientale fra i cittadini, coinvolti direttamente nella prevenzione domestica contro le zanzare. Una ‘lotta biologica’ ex ante in linea con la pluridecennale lotta integrata già avviata a cui si accompagna una pratica affidata al cittadino: a ciascun nucleo familiare è stato consegnato un prodotto polidimetilsiloxano, che consiste in un preparato liquido a base di silicone ecocompatibile da inserire nei tombini e nei sottovasi per impedire la proliferazione delle zanzare.
Una rivoluzione verde che ha dato i suoi frutti soprattutto in termini di partecipazione della cittadinanza, resa maggiormente responsabile e cosciente che la sostenibilità è un valore che si sviluppa a qualsiasi livello. I cittadini si sono fatti attenti osservatori dell’ambiente circostante contribuendo a segnalare focolai di infestazione su cui i tecnici comunali hanno potuto agire tempestivamente.
diserbo manualeLa strategia preventiva contro la proliferazione delle zanzare, ha compreso una mappatura e una classificazione del territorio per considerare il reale rischio di proliferazione (presenza di orti, vegetazione, tombini, ecc). Da maggio a settembre, inoltre, viene effettuato un monitoraggio sulla presenza della zanzare tramite 23 ovitrappole e tre trappole per la cattura tramite CO2 che hanno un valore predittivo sullo sviluppo di possibili infestazioni.
Il 27 settembre a Bruxelles, dunque, per voce del vicesindaco Davide Diegoli, Occhiobello presenterà un ampio percorso di politiche ambientali che stanno contribuendo a modificare l’approccio e le abitudini degli abitanti verso una pratica quotidiana di rispetto per un bene comune come l’ambiente.

(Fonte: Arpat)

lunedì 13 agosto 2018

Biodiversità vegetale e qualità "psichiche" delle piante bioregionali…

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In natura tutto segue uno schema di corrispondenze. Potremmo affermare che ogni forma vivente assume aspetti psicosomatici che corrispondono alle qualità incarnate. Questo fatto era noto sin dalla più remota antichità, all’uomo ed agli animali. Infatti confidando nella innata comprensione essi si curavano sentendo attrazione o repulsione per certe specifiche piante o alimenti. Questa naturale pre-conoscenza è stata alquanto offuscata dal momento che l’uomo ha preferito seguire un metodo limitatamente scientifico che, essendo imperfetto data la natura stessa dei mezzi utilizzati, nel corso del tempo ha impedito la continuità di questa innata pre-conoscenza.
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Pian piano l’uomo scientifico, per mezzo della sperimentazione empirica, ha tentato di ricostruire un sistema di conoscenza che però –tutto ritorna infine- oggi si scopre sempre più affine alla pre-conoscenza connaturata degli antichi. Il viaggio a ritroso verso la riscoperta di ciò che era ovvio inizia proprio contemporaneamente alla ricerca scientifico-medica. Una pietra miliare di questa riscoperta è la individuazione degli oligo-elementi le cui tracce sono presenti ovunque nel regno vegetale ed animale.
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Un’importante parte in questo processo di identificazione fu compiuto dal bolognese Meneghini che nel 1745, in pieno secolo dei Lumi, scoprì la presenza di ferro nel sangue umano. Poi nel 1775 Schelle individuò il manganese nelle ceneri vegetali e da allora la lista degli oligo-elementi non ha fatto altro che crescere. Nell’uomo ne sono stati individuati una ventina, essi risultano indispensabili all’equilibrio fisiologico ed ogni carenza in uno di questi comporta
manifestazioni patologiche più o meno gravi.
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“L’organismo appare come un tipo di oligarchia in cui un’enorme massa di elementi passivi è dominata da un piccolo numero di elementi catalizzatori” (Gabriel Bertrand). Gli oligo-elementi infatti presiedono agli indispensabili processi catalitici degli scambi di cui il nostro organismo è la sede permanente. Da ciò si può intuire l’importanza degli oligo-elementi nei fenomeni biologici avvalorata dalle funzioni vitaminiche ad essi collegati. Ma torniamo alla pre-conoscenza che ha consentito agli esseri viventi il mantenimento della struttura psicofisica in euritmia.
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E qui dobbiamo iniziare un discorso che avrebbe dell’eretico se volessimo ragionare solo in termini di analisi scientifica.
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Nell’antichità –sotto forma di proverbi e detti popolari- sono stati tramandati alcuni “segreti” sulle qualità delle piante, Purtroppo in Europa in seguito alla grande persecuzione legata all’oscurantismo molti di questi segreti e parecchi liberi pensatori finirono in cenere… Perciò molti “saperi” scomparvero o vennero travisati e contorti. Ciononostante in modi sotterranei restò la preveggenza, sia a livello istintuale sciamanico (come nel caso delle tribù primitive dell’Amazzonia che conoscono tutte le qualità delle loro piante) sia a livello di tradizioni popolari più o meno valide. In questo contesto si inserisce la classificazione delle piante e delle loro qualità sulla base del colore, del sapore e della forma…
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Questa descrizione psicosomatica –ad esempio- è tutt’ora eseguita nel sistema integrato cinese in cui psiche e natura sono considerate strettamente interconnesse. Questi stessi aspetti sono per altro utilissimi nell’individuazione delle carenze di oligo-elementi. Altrettanto valida è anche la macrobiotica giapponese ma tali conoscenze non scarseggiano nemmeno nella tradizione erboristica nostrana. Secondo la tradizione popolare la forma il colore ed anche
il sapore delle piante che spontaneamente crescono nella propria bioregione di appartenenza sono correlati ed interagiscono con gli organi cui esse corrispondono. Ad esempio la noce, che assomiglia al cervello umano, è correlata ed influisce positivamente con questo organo. Oppure la coda cavallina (che ricorda la coda dell’equino) è raccomandata per le carenze di minerali. Poi scopriamo che le foglie della polmonaria (somiglianti visivamente a questi organi) vengono raccomandate dai contadini come antiasmatico, oppure lo stramonio (una pianta psicotropa detta anche erba del diavolo) con i suoi fiori osceni e cavernosi è abbinato ai mali della psiche… Insomma tutto corrisponde al tutto e per essere in buona salute gli organi del corpo umano debbono mantenere un equilibrio funzionale interno e rapportarsi armonicamente gli uni con gli altri e perciò si dice che la forma, il colore ed il sapore delle piante rimandano all’organo sul quale agiscono.
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Nella tradizione cinese si fa un preciso riferimento ai colori ed agli organi. I cibi di colore verde sono collegati al fegato (legno), quelli di colore rosso agiscono sul cuore e sulla vista (fuoco), i gialli (terra) su stomaco, milza e pancreas, i bianchi (metallo) sui polmoni ed infine quelli blu scuro o nero (acqua) espletano un’azione sui reni. Ed anche i sapori hanno una forte influenza sulle funzioni fisiologiche. Il sapore acido è astringente quindi in grado di sciogliere i blocchi che ostruiscono la circolazione dei liquidi interni. Il dolce rilassa, armonizza e porta energia. Il piccante mobilizza l’energia, esteriorizza i liquidi ed è considerato ottimo contro le malattie da raffreddamento. Il salato è emolliente, scioglie noduli e masse.
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Questo è solo un piccolo input per approfondire la memoria spontanea di ciò che è sempre stato e sempre sarà. Quella conoscenza –o pre-conoscenza- che consente spontaneamente alla vita di procedere per il suo giusto verso. Termino con una definizione linguistica sul significato di “catalizzatore”. Secondo Polonovsky “i catalizzatori sono sostanze che con la loro semplice presenza, senza alcuna partecipazione attiva, causano reazione che senza di loro non si sarebbero prodotte..”


Paolo D’Arpini

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domenica 12 agosto 2018

Roma. Dibattito sulle spiagge fluviali urbane...

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Ferve, in questi giorni, il dibattito sulla così detta (nella cartellonistica su Ponte Marconi apposta da Roma Capitale).  Viene più volte evocato l’Ufficio Speciale Tevere di Roma Capitale, che però, stando a https://www.comune.roma.it/web/it/articolazioneuffici.page, non esiste (non ha Direttore, non ha struttura, non ha recapiti). Prima dell’apertura (non vi è stata inaugurazione), in tempi per così dire “non sospetti”, così si esprimeva il comune presidente di Consorzio Tiberina e Associazione Amici del Tevere (Consorziato): http://www.europeanaffairs.it/roma/2018/07/29/roma-il-fiume-tevere-una-risorsada-tutelare-e-proteggere-questa-la-missione-di-amici-del-tevere/. Esagerate le ironie di cui a https://roma.corriere.it/foto-gallery/cronaca/18_agosto_07/spiaggiatiberis-versione-estiva-spelacchio-web-l-ironia-romani-6769e2a0-9a27-11e8-b29efbb2c6c2bbaf.shtml? Non sta a noi dirlo. 

Due opinioni autorevoli, su facebook, da rappresentanti di importanti Soggetti che hanno firmato il Contratto di Fiume del Tevere a Roma di cui a https://www.comune.roma.it/web/it/municipio-iprogetti.page?contentId=PRG134159. Anna Vincenzoni, Assessora del Municipio I° Centro Storico di Roma Capitale con deleghe – fra le altre – ad Ambiente e Decoro Urbano: Mi ero ripromessa di non scrivere nulla su Tiberis, ma è più forte di me. 

Dalle immagini che vedo è veramente brutta, ma la cosa peggiore è che si propone gratuitamente lo squallore a chi non ha alternative rispetto a una caldissima estate a casa. E’ facile dire “io non ci andrei mai” mentre ci avviamo verso lo stabilimento balneare vicino alla nostra casa al mare. Un mio professore universitario diceva che potevi essere un genio ma che determinati percorsi erano possibili solo se “sei in grado di conciliare il pranzo con la cena”. Così la spiaggia sul Tevere: vengono mostrate le foto del cibo, ma vengono proposti piatti sbeccati, vecchi e vuoti a chi, non sapendo come conciliare il pranzo con la cena, si ritiene, con arroganza e presunzione, non sia neanche in grado di apprezzare la bellezza. Comunque vada, pienone o flop totale, sarà comunque un fallimento. Antonino Saggio, Professore Ordinario del DiAP – Dipartimento di Architettura e Progetto dell’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma (Consorziato): 

Si chiama “Tiberis la Spiaggia di Roma”, un titolo risibile per il progetto della attuale giunta romana a Ponte Marconi. È stata nominata del tutto fuori luogo l’operazione dei lungo Senna. Ma è come paragonare una squadra efficiente e coordinata in grado di trasformare l’immagine e la sostanza di una estesa porzione di spazio pubblico con chi opera maldestramente senza uomini e soprattutto senza idee e senza neanche un progetto minimamente ragionevole. Leggete [……] sull’esperienza parigina e capirete non solo gli esiti abissalmente diversi, ma anche il processo che viene messo in moto: un processo in cui intellettuali artisti architetti associazioni cittadini e amministrazione si muovono sinergicamente e creano il campo di scelte per la trasformazione. Dallo stesso Professor Saggio, promotore del progetto “Tevere Cavo” (https://abouteverecavo.blogspot.com/), due interessanti segnalazioni: - il lavoro di Livia Cavallo, Giusy Rubino e Silvia Di Marco, che da una parte analizzano in dettaglio proprio la situazione dei lungo Senna, poi fanno una puntuale ricognizione nella zona del lungotevere della Vittoria e infine propongono tre micro progetti (http://www.arc1.uniroma1.it/saggio/Didattica/Tesidilaurea/CavalloDiCristinaRubino/index. htm), - il lavoro di Michela Carla Falcone su una strategia di riappropriazione ludica di micro spazi sul Tevere (http://www.arc1.uniroma1.it/saggio/DIDATTICA/Tesidilaurea/Falcone/index.htm). A Firenze, per esempio, qualcosa che ricorda gli antichi “polverini” romani, pensando alla tradizione piuttosto che all’innovazione: http://www.easylivingfirenze.it/spiaggia-sull-arno/ 

Anticipiamo fin d’ora che in Autunno avvieremo un processo di raccolta di idee e proposte su un’area sul Tevere a Roma chiesta in Concessione dall’Associazione Amici del Tevere, attraverso l’abituale “progettazione partecipativa” già sperimentata. 

La redazione del Consorzio Tiberina - redazione@unpontesultevere.com

sabato 11 agosto 2018

L'uomo naturale... secondo Osho


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Le conseguenze della vita moderna e la possibilità di recuperare la naturale espressione dell’uomo.

Nell’età contemporanea, l’uomo ha perso la connessione con la natura e le qualità innate dell’energia maschile e femminile attraverso cui arricchire ed espandere gli orizzonti esistenziali.
L’uomo moderno ha perso i benefici derivanti dalla naturale fratellanza tra gli uomini.
Un incontro tra gli uomini può essere l’occasione per portare consapevolezza sui vecchi pregiudizi e permettere la transizione dalla competizione alla collaborazione, dall’isolamento all’amicizia, dal ripiegamento su se stessi alla condivisione, dalla chiusura al fluire e alla creatività, dalla solitudine alla pienezza e, infine, alla meditazione.


La nostra esperienza nei gruppi sull’espressione dell’energia.  
Negli anni, lavorando nei nostri workshop con centinaia di persone in paesi diversi e perseguendo il nostro personale processo di trasformazione interiore per diventare… uomini, ci siamo resi conto che l’espressione e la concezione di cosa realmente significhi intraprendere un percorso di crescita in questa direzione, sono spesso distorte e profondamente condizionate.
Ciò che abbiamo osservato negli uomini che hanno preso parte ai nostri workshop, è la mancanza di radicamento; si trattava, spesso, di uomini completamente disconnessi dalle proprie emozioni, persi nelle dinamiche di relazione con le donne o in una competizione infinita con gli altri uomini. Solitamente isolati, depressi, stressati e totalmente immersi nella loro mente e nelle aspettative create dalla società. 
In alcuni casi ci siamo imbattuti in un altro tipo di uomo, troppo legato alla madre e caratterizzato dal fatto di avere con lei un “legame fusionale negativo”.
In questo caso, l’uomo manifesta la propria energia in maniera più pacata, a volte in modo molto immaturo: l’eterno Peter Pan. Si tratta di un uomo più emotivo, sognatore. È delicato, romantico, ha paura dell’intensità dell’energia maschile, è sensibile e introverso. Di fatto, o non è in contatto con la sua mascolinità o è in conflitto inconscio con essa.
Tanto per cominciare, è importante riconoscere e accettare che siamo chi siamo, in questo momento. E che ci troviamo in un processo di scoperta del potenziale nascosto di cui siamo tutti portatori.
Possiamo essere grati del fatto che, adesso, abbiamo l’opportunità di osservare la nostra vita e affrontare un processo di trasformazione basato su auto-esplorazione e alchimia interiore.
Abbiamo anche osservato che nella terapia di gruppo dove, secondo la visione di Osho, l’obiettivo è eliminare gli ostacoli alla meditazione, la qualità straordinaria che un gruppo di uomini è in grado di manifestare diventa molto chiara, così come le opportunità di agevolare l’auto-esplorazione e scendere in profondità nel rilassamento.
Il sostegno primordiale che gli uomini sono in grado di offrirsi a vicenda, nel tentativo di riconnettersi alla loro energia e alla spontanea espressione di sé, è una forza della natura di impareggiabile bellezza.

Un nuovo approccio
Seguendo la visione di Osho dell’Uomo Nuovo e integrando anche concetti di Gustav Jung, Wilhelm Reich, Peter Levine e di scuole come lo Sciamanesimo, il Developmental Trauma, lo Psicodramma, il Dialogo Transomatico, il Respiro e altre terapie orientate al corpo, abbiamo creato un sistema in cui, nell’ambiente protetto di un workshop residenziale, gli uomini hanno l’opportunità di riscoprire l’espressione naturale dell’energia maschile...

Fonte: Osho Times n. 249

venerdì 10 agosto 2018

Camminare, l'arte del vivere bioregionale...



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"Non so mai molto bene dove una strada mi porterà né se mi porterà da qualche parte. In compenso, so con certezza da cosa mi distoglierà: da un assopimento che non è una forma di saggezza, dalla rassegnazione, dal ripiegamento su di me.”


Camminare è la prima attività praticata dall’uomo da quando è sulla terra. Camminare per cercare cibo, camminare per cercare riparo, un ambiente o un clima migliore. Camminava in gruppo familiare o di tribù o da solo. Camminare è una pratica innata nell’uomo, una pratica potente e flessibile che permette di raggiungere, oggi come 100.000 anni fa, luoghi inaccessibili usando uno qualunque degli strumenti di locomozione che la tecnologia mette a disposizione. Con nessuna moto, bici o altro veicolo puoi volta per volta salire ripidi pendii, percorrere creste affilate, scendere stretti canaloni, percorrere greti di torrenti o salire un albero.

Solo a piedi puoi scendere in grotte, attraversare una fitta boscaglia, guadare fiumi o saltare un crepaccio. Puoi percorrere lunghe distanze con poca spesa e basso consumo di energia. In questa epoca delle macchine camminare è divenuta un’arte del vivere. Camminare è tornare alle nostre origini e riscoprire una salute primordiale.

Camminare è salute
Pensate ai vostri piedi, toccateli. La struttura ossea occupa la parte superiore del piede. Sotto c’è la polpa. Un’ampia massa densamente vascolarizzata.
Cosa succede quando si cammina?
Questa massa vascolarizzata viene, alternativamente nei due piedi, compressa e rilassata. Il sangue venoso viene spinto in alto, quello arterioso aspirato in basso. I piedi in cammino sono due potenti pompe che affiancano e aiutano il lavoro della pompa principale, il cuore. Camminare aiuta la circolazione sanguigna, previene vene varicose ed arteriosclerosi. E’ consigliato a chi ha problemi di cuore, compreso chi ha subito operazioni e porta by-pass.

Riflessoterapia
Secondo la riflessoterapia alle varie zone sulla pianta del piede (calcagno, pianta, dita…) corrispondono gli organi del corpo: cuore, fegato, polmoni, ecc. Ogni passo è un massaggio tonificante e benefico a tutto il corpo.
Camminare è una attività fisica regolare che stimola e favorisce la respirazione, quindi l’attività dei polmoni ed il lento e regolare movimento della cassa toracica che a sua volta è un massaggio per tutti gli organi ivi contenuti. Oltre ai polmoni e al cuore il fegato, i reni, lo stomaco, l’intestino.
Respirare a pieni polmoni l’aria buona della montagna, del mare o della campagna significa pulizia del sangue attraverso l’assunzione del nostro cibo più sottile: l’ossigeno.

Ed infine camminare è meditare. Il ripetersi di un passo dopo l’altro è come recitare un mantra. Camminare aiuta a rilassare la mente, a lasciar scivolare i pensieri senza trattenerli, a far entrare nuovi pensieri e nuove idee, ad essere creativi.

Ma c’è di più
Camminare per un viaggio di più giorni significa cambiare ambiente familiare, casa, letto. I lettori di questo giornale sanno che alcune malattie gravi solo legate proprio alla casa, alla posizione del letto. Cambiare casa e letto ogni giorno significa non essere influenzati da particolari siti negativi. Cambiare cibo significa, anche in questo caso, abituare il corpo al cambiamento ed alla scoperta. Cambiare ambiente familiare e sociale significa sentirsi liberi da condizionamenti di carattere psicologico ed essere padroni di scelte consapevoli. Significa conoscere nuovi popoli e nuove culture.
Umanità diversa che solo incontrandola per strada, da vicino, si apprezza e si comprende che non è poi così diversa.

Maurizio Baldini - www.traterraecielo.it

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"Chi va a piedi non può essere fermato."
(Erri De Luca)


mercoledì 8 agosto 2018

Risorgi Marche...? Dubbi sull'invasione massiccia delle aree protette...



Si stanno moltiplicando la manifestazioni di massa - concerti e gare sportive - nelle Aree Protette, i siti meno adatti per farle. Chiedo il vostro apoggio su quanto scrivo per far pervenire il vostro dissenso alla Regione Marche. Questa, con l'ultima iniziativa ha fatto venire 70.000 persone (così mi si dice, se non di più) all'Abbazia di Roti nella Riserva Naturale Regionale del Monte San Vicino e del Canfaito. 
                                       
Risorgi Marche ha moltissimi pregi e due difetti strutturali.

A. Il Turismo. Si dice che è fato per una promozione turistica. Ma punta sui numeri, mentre non c’è bisogno di tanti turisti (e sempre di più) ma di Turisti Consapevoli (TC), possibilmente “residenti” a lungo (TCR). Il TCR soggiorna per più tempo, comprende le esigenze del territorio, le sposa in qualche modo, conosce la gente, si rende anche utile in diversi modi. Non vanno bene tantissimi Turisti Mordi e Fuggi (TMF). Non abbiamo bisogno di quantità ma di qualità. La Regione inoltre poteva stanziare pochi soldi (meno di 10.000 €) per far fare alle università marchigiane una diagnosi sulle conseguenze e sul grado di consapevolezza raggiunto dai frequentatori di questa bella iniziativa.


B. Le Aree Protette (AAPP). Sono fragili per definizione, con ridotti organici e poca o nulla sorveglianza (quelle regionali p.e.). Le AAPP sono state istituite prioritariamente per conservare le qualità ambientali. Le manifestazioni di massa sono per loro natura incompatibili con le finalità di un’AP. E ci sono molte aree di pregio, in Regione, adatte ad ospitare migliaia di appassionati, tra l’altro con costi (regionali) e fatiche (loro) inferiori.

Conclusione: nessuna manifestazione di massa in un’Area Protetta.

Mi auguro che i prossimi Risorgi Marche, ai quali auguro un lungo e felice futuro, tengano conto di queste problematiche.

Vorrei sentire la Vostra opinione su questo tema

Franco Perco 

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(Via Facebook)



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