mercoledì 26 luglio 2017

La danza della natura... Bioregionalismo e spiritualità


La danza della natura... Bioregionalismo e spiritualità

I popoli arcaici, che si ispiravano al Mito dell’Origine eternamente attuale, interpretavano la vita e la morte quali aspetti inseparabili di un movimento che si ripete ininterrotto, pur senza mai ritornare all’identico. Tale concezione ciclica dell’esistenza si inabissò con l’emergere di una visione lineare, evolutiva, della vita: dal meno al più. Tuttavia essa non è del tutto sparita, giacché continua a vivere nella coscienza degli uomini che, non lasciandosi ingannare dai miraggi di una sedicente civiltà in preda all’illusione di un progresso od evoluzione illimitati, non si allontanano dai valori immutabili della Terra e del Cielo. Tra il 200 e il 1200 d.C. Tiruvalluvar, poeta del Tamil Nadu, scrisse: “Per quanto faccia, il mondo finisce sempre col tornare all’aratro perché l’agricoltura, benché faticosa, è la cosa essenziale” (“Tirukkural”, 1031).
Presso la Tradizione del Sanatana-dharma, la Via degli Avi, uno tra i due percorsi post mortem, vien detta Pitriyana; essa può essere riassunta nel modo che segue: il jiva (l’anima individuata) che sulla Terra abbia ottemperato al proprio dharma personale sale alla sfera della Luna, da dove, dopo aver beneficiato dei meriti accumulati, ritorna a questo mondo come pianta, animale o uomo. Si tratta di una Via che non disperde il jiva nella nescienza, ma nemmeno lo conduce alla Liberazione, poiché lo trattiene nell’ambito di nuovi stati di manifestazione individuati.
Il mondo della Luna (Candraloka) segna la distinzione tra gli stati superiori dell’Essere (non individuati) e quelli inferiori (individuati). La sfera della Luna ineriva quelli che presso il mondo ellenico venivano considerati i Piccoli Misteri. I Grandi Misteri riguardavano la Via del Sole (Devayana). Di ciò ci parla Apuleio nella sua celebre opera “L’asino d’oro”, in cui compare tra l’altro un bellissimo Inno alla Dea.
Il mondo storico, succeduto a quello mitico, ha però frainteso e deformato tale sapienza tradizionale, interpretandola nel senso che la terra-natura-donna va rigettata e capillarmente sfruttata se ci si vuole aprire alle esigenze di una perfettibilità illimitata: dall’ameba, all’anfibio, alla scimmia, all’uomo, al titano... al niente.
Nulla di più falso: soltanto se la Natura viene abbracciata, amata e compresa in quanto realtà inseparabile da noi stessi, essa ci permetterà di accedere agli stati sovraformali dell’Essere o, addirittura, al Risveglio nell’Ineffabile, da cui non c’è ricaduta cieca nella ruota del samsara.
Se ne evince un’enorme disponibilità a confrontarsi con la complessità delle interpretazioni dottrinali e con l’indefinita varietà delle forme. E dire che noi occidentali siamo andati in giro per il mondo per centinaia d’anni – e ancora lo stiamo facendo – ad esportare una civiltà che, nella pretesa di essere unica o, quanto meno, a tutte superiore, ha puntualmente lasciato dietro di sé una scia di distruzione, desolazione e morte.
Se è vero l’insegnamento secondo cui bisogna valutare dai frutti, che cosa ne dobbiamo dedurre? Probabilmente che dobbiamo tornare ad imparare i principi elementari della saggezza: l’Essere che anima questo individuo o che ispira questa lingua è lo stesso che anima la foglia, l’insetto, la stella e che suscita tutte le altre lingue. A livello formale vige la diversità ed una relativa gerarchia, dal punto di vista dell’Essenza, invece, Tutto è Uno.
Subramanyam

Immagine del post: "Dance of Nature" tratta da www.paintstudio.co.in

martedì 25 luglio 2017

Impatto dei flussi turistici sull'ambiente - Come affrontare il problema dell'incremento nella produzione di rifiuti solidi urbani. L'esempio della Toscana


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Il turismo è indiscutibilmente una risorsa economica importante per il nostro territorio  ma costituisce anche un’ulteriore fonte di pressione sull’ambiente urbano: aumento della produzione di rifiuti, del traffico e quindi delle emissioni acustiche e in atmosfera, dei reflui urbani da depurare e altro ancora.

Parlando di turismo sostenibile, occorre analizzare  i criteri per misurare l’impatto dei flussi turistici sull'ambiente; alcuni sono pensati proprio per valutare l’incidenza del turismo sulla produzione di rifiuti, come, ad esempio, il calcolo dei rifiuti totali prodotti in un mese che andrebbe effettuato tenendo conto del numero dei residenti ma anche dei flussi turistici registrati nello stesso mese (arrivi/presenze); molto utile sarebbe anche effettuare dei monitoraggi specifici sulla raccolta differenziata nella zone turistiche con indicatori ad hoc (ad es. monitoraggio lattine).

cassonetto organico

Il tema dei rifiuti e l’impatto del turismo sulla produzione degli stessi è al centro del progetto URBAN-WASTE (#UrbanEasteEU). Il progetto, finanziato dalla Commissione Europea nell'ambito del programma Horizon 2020, affronta proprio il tema dei rifiuti nelle città turistiche con l’obiettivo finale di supportare i decisori politici nella definizione di strategie efficaci ed innovative di gestione dei rifiuti, mirate a ridurne la produzione e migliorarne la gestione.

cassonetto urbano con rifiuti

La comunità di pratica sarà un luogo spontaneo e volontario di partecipazione che coinvolge cittadini ed attori locali che operano nel settore della gestione dei rifiuti, del turismo e dell'associazionismo locale.

Qualche proposta in Toscana  è già stata avanzata, si tratta di :
  • azioni di riduzione dello spreco alimentare: coinvolgimento di ristoranti e alberghi con servizi di ristorazione nella realizzazione di azioni specifiche (es. doggy bag, prezzi maggiorati per avanzi da servizi a buffet) da promuovere attraverso la campagna di comunicazione del progetto;
  • introduzione di un marchio per la prevenzione e corretta gestione dei rifiuti: coinvolgimento di strutture ricettive, pubblici esercizi e esercizi commerciali nella realizzazione di buone pratiche di prevenzione e gestione dei rifiuti, con attribuzione di specifico marchio da promuovere attraverso la campagna di comunicazione del progetto;
  • promozione del consumo di acqua di rete: pubblicizzazione dei fontanelli di acqua di rete, costituzione di una rete di bar che offrono gratuitamente il servizio di «riempimento borracce» con acqua di rete da promuovere attraverso la campagna di comunicazione del progetto;
  • campagne di comunicazione mirate ad affrontare alcune criticità specifiche (es. informazione delle maestranze di esercizi commerciali e pubblici esercizi sulla corretta raccolta dei rifiuti, sensibilizzazione di affittacamere ecc).
cassonetti raccolta differenziata

Le molteplici modalità di raccolta dei rifiuti attive sul territorio regionale possono spiazzare un turista itinerante, pertanto all’interno del progetto URBAN-WASTE non poteva mancare un’APP dedicata, tramite la quale i fruitori possono ottenere gratuitamente informazioni sulla modalità di raccolta rifiuti nel territorio che li accoglie, sulla localizzazione dei contenitori per la raccolta oppure sulle altre azioni di progetto (ad esempio, la localizzazione dei fontanelli di distribuzione dell’acqua).

La APP è basata sul concetto di «gamification»: i turisti che realizzano alcune azioni virtuose sulla prevenzione e corretta raccolta dei rifiuti ottengono dei punti che corrispondono a premi, ad esempio biglietti gratuiti su mezzi pubblici o di ingresso a musei, gadget, sconti in bar, ristoranti o strutture ricettive. Gli operatori del settore turismo (hotel, bar, ristoranti, b&b, musei ed altri interessati ad offrire premi) vengono pubblicizzati attraverso la APP.

lunedì 24 luglio 2017

Zeolite per amica - Buoni consigli per eliminare tossine, pesticidi, metalli pesanti e proteggersi dall'inquinamento... in modo naturale


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La zeolite è un minerale naturale di origine vulcanica che svolge una potente azione disintossicante nell’organismo. Utile per eliminare i pesticidi assunti con l’alimentazione, i metalli pesanti presenti nel cibo, nell’aria e nell’acqua, i radionuclidi che danneggiano la tiroide, i radicali liberi che favoriscono l’invecchiamento e lo ione ammonio che viene prodotto con l’attività fisica ed è responsabile dell’affaticamento (oltre ad essere tossico per il cervello).

Il suo utilizzo, come per l’argilla, è antichissimo dato che per migliaia di anni gli esseri umani e animali l’hanno consumata spontaneamente per ripristinare la salute.

Esistono 191 tipi diversi di zeolite che trovano un vasto impiego nell’industria alimentare, farmaceutica, chimica e agricola. La zeolite clinoptilolite è il particolare tipo di zeolite che ha i migliori effetti biologici per la salute umana e veterinaria. Si può richiedere presso le erboristerie o le farmacie, il costo a flacone varia intorno ai 20/25 euro.

La clinoptilolite ha una struttura cristallina costituita da due tetraedri di SiO4 ed AlO4 legati mediante ponti ossigeno che genera dei canali nei quali vengono attratti ed intrappolati la maggior parte dei metalli pesanti e tossine che incontra nel suo percorso.

Si stima che l’80% delle persone testate con il mineralogramma (ovvero l’analisi del capello) rivelano uno o più metalli pesanti in eccesso nell’organismo. Questo è dovuto alle ormai onnipresenti tossine che troviamo dappertutto, dai vestiti al cibo confezionato, alla frutta e verdura non biologiche, carne e latte convenzionali, all’acqua del rubinetto, vernici, materassi, cosmetici e prodotti per l’igiene.

Quindi se da una parte è importante porre attenzione alla proprie abitudini scegliendo per quanto possibile soluzioni naturali, dall’altra è praticamente impossibile evitare totalmente la fonte di questi contaminanti e perciò dobbiamo effettuare periodiche depurazioni, specialmente se viviamo in città o abbiamo una costituzione fisica delicata che tende ad accusare ed accumulare queste sostanze.

10 Benefici della zeolite clinoptilolite

Disintossicante. E’ stato dimostrato che la zeolite clinoptilolite è in grado di rimuovere i metalli pesanti(specialmente cadmio, piombo e arsenico), pesticidi, antibiotici e tossine. E’ ideale quindi per tutti i fumatori e per chi vive in zone dove l’acqua di rubinetto è a rischio. Infatti la maggior parte dei contaminanti sono cationi (ioni positivi) che vengono attirati e intrappolati dagli anioni del reticolo cristallino della zeolite. Queste sostanze tossiche vengono poi espulse tramite le feci senza affaticare i reni e il fegato. Questa è una caratteristica unica della zeolite dato che la maggior parte dei chelanti sfrutta le capacità emuntorie dell’organismo. Inoltre la zeolite non esaurisce gli elettroliti del corpo durante la sua disintossicazione ma anzi rilascia minerali.


2. Radiazioni. I giapponesi impiegarono la zeolite nelle vittime da radiazioni durante le esplosioni di Hiroshima e Nagasaki. I russi nel 1986, a Chernobyl, usarono tonnellate di zeolite per bonificare i terreni e le acque contaminate. Fu inserita anche nel cibo (come biscotti e cioccolate) da dare ai bambini colpiti dalle radiazioni per proteggerli dalle loro terribili conseguenze. La zeolite è in grado di assorbire i radionuclidi ed espellerli dal corpo. Un esempio è lo iodio radioattivo che si deposita nella tiroide e causa infiammazioni e danni alla ghiandola. Per questo dopo Chernobyl c’è stato un aumento esponenziale delle patologie tiroidee in Italia e nel nord Europa. E’ ottima anche da assumere prima e dopo i viaggi in aereo per eliminare gli effetti dei raggi cosmici a cui ci si espone, soprattutto nei viaggi intercontinentali.


3. Cancro. Uno studio ha dimostrato che la zeolite clinoptilolite “colpisce la proliferazione delle cellule tumorali in vitro e può agire come un adiuvante nella terapia del cancro“. Un altro studio ha confermato che la zeolite “clinoptilolite influenza la vitalità delle cellule, la divisione cellulare e la risposta cellulare allo stress che provoca l’effetto antiproliferativo e l’induzione dell’apoptosi in vitro. I risultati ottenuti hanno dimostrato che l’effetto biologico della zeolite clinoptilolite sull’inibizione della crescita delle cellule tumorali potrebbe essere una conseguenza delle caratteristiche di adsorbimento e scambio ionico che causano l’adsorbimento di alcuni componenti sierici mediante la clinoptilolite.”


4. Chemioterapia. Questo è il campo di applicazione oggi più applicato e studiato della zeolite. E’ spesso consigliata dagli oncologi ai pazienti per ridurre gli effetti nocivi dalla chemioterapia e radioterapia. Va assunta nei tempi e dosaggi consigliati dal proprio medico curante.


5. Bilancia il pH. La naturale basicità della zeolite le permette di tamponare l’acidità prodotta dalla fermentazione intestinale e dall’eccesso di acido cloridrico nello stomaco. Come effetto del consumo di zeolite si può osservare un innalzamento del pH delle urine.


6. Allergia. La zeolite è in grado di ridurre i sintomi allergici. Infatti le allergie spesso possono essere innescate da un aumento del livello di tossine nel corpo, come ad esempio con la formaldeide e l’assimilazione eccessiva di pesticidi.


7. Antiossidante. La zeolite è ottima nell’eliminare i radicali liberi, molecole chimiche pericolose per le nostre cellule tanto da essere soprannominate “killer cellulari”, responsabili dell’insorgenza o dell’aggravamento di molte malattie come diabete, malattie cardiovascolari, tumori ed invecchiamento precoce.


8. Alzheimer. Uno studio dell’Università di Brescia su modello animale ha dimostrato che la zeolite clinoptilolite micronizzata è in grado di favorire la rimozione dello stress ossidativo e delle placche accumulate. Questi fenomeni sono considerati tra i principali eventi che portano all’invecchiamento e alle malattie neurodegenerative, e quindi la zeolite si pone come un potente adiuvante nel trattamento di queste patologie. I risultati hanno mostrato infatti la capacità della zeolite di aumentare l’attività endogena della superossido dismutasi (SOD) nell’ippocampo e una riduzione dei livelli amiloidi e del carico di placche rispetto al gruppo di controllo.


9. Alcol. La zeolite è ottima per eliminare i postumi dell’alcol e gli effetti negativi sul fegato.


10. Sport. Durante l’attività fisica intensa viene prodotta, oltre all’acido lattico che disturba la prestazione, anche ammoniaca che è tossica per il cervello ed è responsabile di molte delle crisi di fatica. La zeolite quando viene assunta rimuove l’ammoniaca inducendo una miglior resistenza allo sforzo con conseguente aumento delle prestazioni sia fisiche che mentali.

Controindicazioni

La zeolite è un minerale inerte ovvero che agisce in modo passivo come una sorta di spazzino. L’unico effetto indesiderato che può causare è stitichezza, data la sua tendenza ad assorbire i liquidi. Questo può essere evitato bevendo adeguatamente durante la giornata. Non va assunta vicino ai farmaci per evitare interazioni.

Modo d’uso

Si consiglia generalmente di assumere 1-2 compresse di zeolite clinoptiolite 3 volte al giorno a stomaco vuoto, 30 minuti prima dei pasti o 2 ore dopo il pasto. Deglutire una compressa per volta con abbondante acqua. Assumere lontano dai farmaci. - Generalmente si consiglia di fare un ciclo di zeolite ogni 6 mesi per avere una depurazione profonda e un mantenimento nel tempo.

Riccardo Lautizi

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(Fonte: A.K. Informa - Notiziario 28 del 2017)

domenica 23 luglio 2017

Desertificazione - Lago di Bracciano all'asciutto, per soddisfare la sete di Roma


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Il Lago di Bracciano sta sparendo. Si sta prosciugando giorno dopo giorno. Negli ultimi mesi, il livello delle acque si sta abbassando a vista d’occhio. L’allarme nei comuni che sorgono attorno al bacino idrico è da vera e propria emergenza. 

Sotto la lente c’è la responsabilità di ACEA ATO 2, incolpata dai comuni del comprensorio sabatino di utilizzare le acque del lago per alimentare gli acquedotti di Roma e di Civitavecchia. 

Acea, va ricordato, dal 1990 ha ottenuto concessione dal Ministero dei Lavori Pubblici per utilizzare il Lago come riserva idrica del Comune di Roma. Nel documento è riportata l’autorizzazione di prelevare una quantità minima di acqua fissata in 1.100 l/s, fino a un massimo “in casi eccezionali” di 5.000 l/s. Acea senza considerare la scarsità delle piogge continua a prelevare le acque anche con punte di 2.500 litri/secondo, in tali condizioni insostenibili per la sopravvivenza del lago. 

Qualche settimana fa ha avuto luogo una riunione tra il Consorzio del Lago di Bracciano ed Acea, incontro nel corso del quale Acea Ato 2 ha sottolineato di “rispettare in pieno le contrattualistiche della Concessione per la gestione del servizio idrico stipulato nel giugno 1990”, evidenziando che il Lago di Bracciano rappresenta per l’azienda capitolina “un bacino ed una risorsa da tutelare, non solo per i Comuni rivieraschi ma anche per Roma e per tutti i Comuni che rientrano nella competenza di Ato 2”. 

Nel frattempo i cittadini del territorio, preoccupati, hanno lanciato alle autorità competenti una petizione online “per fermare la captazione dell’acqua dal lago”. Si è mossa anche la Regione Lazio, che ha indetto una riunione tra i Comuni di Anguillara, Sabazia, Bracciano, Trevignano Romano, il Consorzio Lago di Bracciano, Il Parco Naturale di Bracciano e Martignano, il Sevizio Geologico e Difesa del suolo e Tutela acque, suolo e risorse idriche della Città metropolitana di Roma Capitale, il presidente di Acea Ato 2, il Dipartimento di Biologia Ambientale della Università la Sapienza e i Dirigenti delle aree Conservazione e tutela qualità dell’ambiente, Conservazione e Gestione del Patrimonio Naturale e Governance del Sistema delle AANNPP. 

Dalla riunione è emersa “la necessità comune di un’attività di monitoraggio unita ad una programmazione di interventi strutturali”. Intanto, il livello delle acque è sceso di altri 10 centimetri, da – 1,2 a – 1,3 metri.

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(Fonte: AK Informa n. 28 - 2017)

sabato 22 luglio 2017

Riciclare è bello (ed anche ecologico)


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E’ vero ormai che da un po’ di tempo siamo in crisi in svariati settori produttivi e per quanto riguarda i consumi di beni considerati superflui. Ma una cosa agli italiani non bisogna certo toglierla, la voglia di festeggiare, vuoi nel settore sportivo, così come per normali ricorrenze quali compleanni matrimoni e perché no anche onomastici.
In genere al festeggiato è d’obbligo, e di buon augurio portare un regalo per ricordare piacevolmente la ricorrenza. Ma se la festa finisce e ne rimarrà un lieto ricordo, magari con un video girato da amici e qualche foto da rivedere tutti insieme, dopo i festeggiamenti rimangono i regali. In genere la maggior parte graditi ed apprezzati, alcuni inutili e soprattutto molti superflui.
Cosa fare allora di pensieri che magari sono doppi o tripli perché già posseduti, o peggio ancora di oggetti che non ci piacciono o non stanno bene nell’arredamento della nostra casa? Niente paura nell’era di internet e siti del tipo di eBay o Subito tutto quello che è confezionato e spesso inutilizzato può diventare un affare quasi piacevole.
Si sa che fare un regalo ad un amico o amica può essere bello, quasi come farlo a se stessi, ma riciclarlo in certi casi può essere anche meglio, se non superiore alla prima aspettativa. Il dopo festa si da quindi appuntamento su internet con una serie di offerte speciali inserite dallo stesso utente, come privato cittadino.
Si stima che sulla rete sono prese presenti attualmente più di 8.000 annunci pubblicati. Nel precedente Natale trascorso circa il 44% dei regali ricevuti è già stato rivenduto on line portando un giro di affari di circa 790 milioni di euro.
Si pensa che in quest’anno la cifra potrebbe essere di certo superiore. Una miriade quindi di piccoli o grandi oggetti che vengono acquistati posti sulla rete, sperando anche che parenti ed amici di riferimento, non siano assidui frequentatori di vendite o acquisti on line riconoscendo così, non senza rammarico il loro dono rivenduto.
Ma esiste anche un altro modo più pratico e meno visibile per sbarazzarsi di oggetti che non sono di nostro gradimento. Attualmente in tutta Italia ci sono i mercatini della domenica, ma anche in svariati giorni della settimana dove è possibile recarsi e vendere direttamente o acquistare gli oggetti. Si va dal bene riciclato, quello che in precedenza ci è stato regalato, ma si parla anche di oggetti nuovi o quasi nuovi di cui vogliamo sbarazzarci o che non ci piace più avere in casa.
Ci sono in mostra suppellettili di un certo tipo, oggetti da collezione sino a lampade da tavolo, mobili antichi e magari anche bambole appartenute magari a parenti di una o due generazioni.
Ma proprio riguardo alla crescita del fenomeno del riciclo o dell’acquisto di oggetti nei mercati, ci viene spontaneo fare una considerazione ormai evidente agli occhi di tutti: Il mercato del dono prende così piede ormai in tutto il mondo, proprio in proporzione all’impoverimento generale della famiglia o del singolo individuo.
Si genera quindi lo stato di necessità, che ci fa passare sopra anche al senso di colpa che si ha pensando di vendere una cosa che magari ci è stata regala con il cuore. Quindi si può tranquillamente parlare di crisi riciclabile.
Ma metterci sempre il cuore anche quando decidiamo di vendere un oggetto che è stato a noi regalato può e deve essere visto anche in senso positivo.
Sì noi ci disfiamo di un oggetto che non ci piace, ma nello stesso tempo chi lo acquista al posto nostro, ne crea utilità se non piacere nell’acquistarlo.
Ed allora perché non sentirsi felici di aver fatto una cosa positiva, quasi alla pari di una buona azione? La crisi quindi c’è ma qualche volta genera anche pensieri e risvolti positivi. Bisogna crederci proprio come nel gioco di una partita di calcio e che la vittoria sia meritata per entrambi.
Rita De Angelis
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Mio commentino: 
"Che il riciclaggio sia utile soprattutto in tempi di crisi è una verità indiscutibile. Non ce la facciamo più nemmeno ad affrontare le spese correnti figurarsi se possiamo permetterci l'acquisto di regali... Rovistando negli angoli della casa, o in soffitta ed in cantina, si trovano migliaia di "regali vintage" -magari che si potrebbero far passare come oggetti d'arte retrò- ed il gioco è fatto! Da alcuni anni ho preso l'abitudine di fare così.. basta regali consumisti, solo regali ecologisti (di recupero). Caterina ed io abbiamo già predisposto gli oggetti, faremo dei bei pacchettini, regolarmente con carta da regalo riciclata, e quando andremo alle varie feste a cui siamo stati invitati abbiamo già pronti, od in mente, una bella serie di pacchetti colorati...” (Paolo D'Arpini)

venerdì 21 luglio 2017

Ospitalità bioregionale in Sicilia, facendo attenzione all'acqua....


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Ciao a tutte / tutti, sono Micòl e scrivo da Cassibile, 10 km da Siracusa.
Ad Agosto mi voglio allontanare per una decina di giorni per andare a trovare mia mamma a Roma ma ho bisogno che le mie piante siano annaffiate per sopravvivere al caldo. Mi piacerebbe dunque offrire la mia casa a chi ha voglia di visitare un posto diverso in cambio dell'accudimento delle piante.

- La data della mia assenza dipende dalla data del parto della donna che sto seguendo quindi molto aleatoria. La data prevista è 11 agosto 2017 ma ben sappiamo che è un numero che dovrebbe essere una finestra. Quindi last minute!

- la casa è in collina a circa 300 m. serve la macchina per muoversi. A circa 5km c'è il mare di Fontane bianche, spostandosi verso sud Noto, riserva di Vendicari. A 6 km dalla casa c'è l'ingresso per la riserva naturale di Cavagrande con relativi laghetti.

- ci sono due stanze con letto da una piazza e mezza da utilizzare.

- il terreno è 2500 mq e essendo semidesertico le piante sono pochine ma non c'è impianto per cui si va in giro con i secchi (quelle più vicino casa con il tubo)

- l'acqua a disposizione è solo quella recuperata con la pioggia per cui in genere io do acqua con quello che esce fuori dal lavaggio dei piatti o dei panni , a giro.Posso anche comprare un po' d'acqua perché non siate vincolati a questa versione e dare acqua apposta per perdere meno tempo.

- in ogni caso la mia riserva d'acqua a questo punto dell'anno è esigua (a meno che non piova ancora) per cui chiedo a chi viene o di usare moltissima cautela recuperando tutto ciò che si usa (col modello che dicevo prima secchio alle piante) o se volete essere più 'leggeri' vi chiedo di comprare dell'acqua per voi per non esaurire la mia riserva.In ogni caso chiedo che si tenga sott'occhio il livello dell'acqua nella cisterna affinché io tornando non trovi brutte sorprese.

- In casa c'è un bagno tradizionale ma per ovvi motivi io non lo uso preferendo la compost toilet esterna.Analogamente per la doccia (quella esterna bagna il limone). Se però qualcuno non ama questo metodo si può utilizzare il bagno con l'accordo che l'acqua che serve per scaricare non venga tolta alla mia riserva (se si vuole si può acquistare una cisterna di acqua per 50 euro e si va avanti un bel po').

Non mi vengono in mente altre info.  per cui magari scrivete a
 micoldelcastillo@hotmail.com se la cosa vi risuona e volete dei chiarimenti.

grazie assà e baci a spaglio

Micòl

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giovedì 20 luglio 2017

Terra cruda, libri che volano e neoruralità a Felicia


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Olà eccomi di ritorno dalle Calabrie  dopo la  costruzione di una casupola in mattoni di terra e paglia assieme ad Emilien (un ragazzo svizzero di 23 anni giunto a Felicia attraverso work away, studioso e appassionato di cinema e letteratura contemporanea).

Negli ultimi giorni del laboratorio c’e’ stato un forte temporale e i libri di Emilien si sono tutti bagnati nella tenda, così  ha impiegato un pomeriggio intero a cospargere tutte le pagine bagnate con la crusca per farle asciugare all'aria per poi lasciare tutti i libri aperti esposti nella grande stanza comune. La mattina quando mi sono svegliato ho sentito grande vocio e un chiacchiericcio silenzioso e quando ho aperto gli occhi ho visto la stanza piena di frasi parole e lettere che volavano libere.  E' stato un gran lavoro riacchiapparle tutte con un retino da farfalle e rimetterle nei libri una  per una…

Ferdinando Renzetti

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Relazione di Emilien

Felicia,  il posto mi piace molto. sono due parti: Felicia superiore, sulla cima d’una collina, e Felicia inferiore, ai piedi della stessa collina. mi piace sedermi a Felicia Superiore per guardare la vista sul mare, la campagna, il paese e sentire il rumore del paesaggio. A Felicia superiore e Felicia inferiore vive una comunità di “neo rurali” ( per citare il mio amico Ferdinando). Gente che ha deciso di vivere fuori “Babel”, in una relazione rispettosa con la natura, gli uomini, le donne, gli animali, e i bimbi. Durante il mio soggiorno a Felicia c’era anche uno strano, passionato del Regno di Napoli. Quando lo ascolto, ho quasi nostalgia del epoca pregaribaldiana.


 [il cantiere] Che mi piace sul cantiere? Le pietre, evidentemente. Prendere delle pietre con la pala, metterle nella cariola e poi discendere la cariola di pietre sul cantiere. Mi piace la tranquillità delle pietre, il loro modo di essere millenarie, intrigante e misterioso. 

[la neo ruralita] La prima volta che ho sentito la parola neo ruralita’ ( sulla bocca, o surprisa, di Ferdinando) ho creduto che lui parlava del neo-realismo. Che non e’ addirittura la stessa cosa. Comunque, quando penso alla neo ruralità, diversi immagini mi vengono in testa. Giovani laureati che, constatando che il mondo del lavoro non e’ dedicato allo sboccio e al benessere dell individuo, decidono di lasciare la citta’ per la campagna dove sperano riuscire a reinventare un arte di vivere più prossimo dei loro valori. Quando penso ai neo rurali, vedo Rebecca e Rocco viaggiando su due asini nelle montagne Calabresi. Quando penso alla neoruralita, penso , non so perché’, al film More di Barbet Schroeder, nell quale un giovane laureato tedesco, dopo aver finito gli suoi studi, se ne va a Parigi, dove incontra una ragazza con cui parte per Ibiza, dove passano le loro giornate a fumare e a prendere delle droghe. C’e nessuno rapporto ( almeno io lo credo) tra More e il movimento della neoruralità, ma nel film di Barbet Schroder c’e’ un senso di libertà pieno e tragico che mi fa pensare alla libertà a la quale aspirano, penso, certi neo rurali (od almeno io se era un neo rurale). Quando penso alla neoruralità, penso a una scena di Bianca di Nanni Moretti, nella quale un professore di storsi parla della sua gioventù, nello anni 70, e d’un estate durante il quale, doppi una manifestazione a Reggio d’Emilia, lui e’ partito con una ragazza in Sicilia, dove danno riscoperto “il mare, il sole, il corpo, l’amore”. 

Felicia superiore - 2017  E. G. (Emilien Gur *)

mercoledì 19 luglio 2017

Tolè (Valsamoggia), dal 28 al 30 luglio 2017 - Seminario: "Per un’economia della gratitudine"


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Tolè (Valsamoggia)

Presentazione del seminario  "Per un’economia della gratitudine". 

Qual è il significato dell'economia moderna e del denaro? Rispondere a questa domanda è della massima importanza per riuscire ad appropriarsi della conoscenza che ci rende in grado di orientarci in modo sicuro nell'attuale situazione sociale caotica, portando una luce che sciolga l'incantesimo in cui siamo irretiti.

Ci sarà d'aiuto l'osservazione dei processi viventi della Natura, la grande maestra che può insegnarci come rendere vivente e concreto anche il denaro, liberandolo dalla prigionia della finanza e riportandolo nella piena disponibilità di ogni essere umano, al servizio dei bisogni e delle capacità umane. .... affinché in ogni scambio economico tra individui liberi possa risuonare un fraterno GRAZIE.

Sull’Appennino Emiliano a 600 mt di altezza, a 3 km. da TOLE’, dal 28 al 30 luglio 2017 è possibile partecipare a un seminario con tema "Per un’economia della gratitudine". 

Dal rapporto dell’uomo con la terra, la conoscenza ci porta oltre la crisi… a riveder le stelle il cui relatore è Stefano Freddo.

Programma delle giornate 

Venerdì, 28 luglio - INIZIO ore 16,30 PAUSA CENA ore 20,00 
Sabato, 29 luglio INIZIO ore 9,00 PAUSA PRANZO ore 12,00, riprende alle   ore 16,00, CENA ore 19,30 
Domenica, 30 luglio  INIZIO ore 9: - lettura del Vangelo - riflessioni - precisazioni. PRANZO ore 12,30 

Note organizzative Il luogo, dove è possibile passeggiare nel silenzio della natura, è situato in VIA DEL SEGATICCIO, 1972B - SAVIGNO VALSAMOGGIA (Bologna). Lo spazio offre ospitalità notturna ai partecipanti al contributo di € 10 (con corredo proprio di sacco a pelo, asciugamani e ciabatte): i posti letto sono limitati. Per chi usa la propria tenda da campeggio all’aperto, l’ospitalità notturna è gratuita. Colazione e pausa caffè giornaliere sono disponibili al contributo di € 5, pranzo € 5, cena € 5. Iscrizione al seminario € 5. Un libero apprezzamento per il relatore è ben accetto. 
Per prenotazioni-info 328 2755979

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martedì 18 luglio 2017

Un gatto per amico... da diecimila anni fa!


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Sono nostri amici inseparabili da secoli e secoli e, con il loro fisico, ci ricordano felini ben più selvaggi e non addomesticabili. Com'è possibile, allora, che in un corpo dalle sembianze tanto aggressive si nascondano animali che con l'uomo vanno d'accordo (quasi) da sempre? Una nuova ricerca scientifica basata sull'analisi del DNA lo ha scoperto.


Secondo quanto appurato dalla genetista Eva-Maria Geigl dell'”Institut Jacques Monod“, che ha pubblicato i risultati sulla rivista di settore “Nature Ecoloogy and Evolution”, i gatti domestici sarebbero nati circa 10mila anni fa nel vicino Oriente e avrebbero fatto amicizia con gli agricoltori della Mezzaluna Fertile i quali avevano scoperto la loro utilità nel cacciare i topi dai loro campi. "Durante il Neolitico, in Medio-Oriente - ha detto il ricercatore Claudio Ottoni, presente nel team di studio della Geigl - i gatti si avvicinarono alla comunità agricole attratti dai topi che infestavano i loro granai".


Dal Medio Oriente, i gatti addomesticati si sarebbero poi diffusi ovunque, seguendo gli spostamenti delle comunità agricole. La ricerca mostra, però, che i gatti hanno stabilito un rapporto molto stretto con gli esseri umani anche in una seconda fase: in Egitto in epoca classica-romana, e anche in questo caso si sono spostati al seguito dei loro padroni, lungo le rotte commerciali.


"I gatti - ha rilevato Ottoni - hanno viaggiato lungo le principali rotte marittime (ma anche terrestri) umane, per esempio quelle che collegavano l'India con l'Egitto attraverso l'oceano Indiano in epoca romana e poi verso il Mediterraneo, o successivamente quelle vichinghe, visto che abbiamo gatti con Dna di origine egiziana in un sito Vichingo del Mar Baltico".


Lo studio ha riguardato l'analisi del DNA di circa 200 gatti vissuti anche 10mila anni fa (e scoperti in diversi siti archeologici) e anche di vere e proprie mummie di gatti che ora "riposano" nei sarcofagi egiziani. "L'analisi ci ha permesso di assegnare particolari linee genetiche presenti nei gatti domestici, ai loro luoghi di origine" ha ricordato poi Ottoni.

"Proprio riuscendo a stabilire i luoghi di origine delle linee di gatto domestico, lo studio ha permesso di stabilire che i gatti moderni discendono da due diverse popolazioni di gatto selvatico africano (Felis silvestris lybica).


Tuttavia - ha aggiunto - non è ancora chiaro se il gatto domestico egiziano discenda dai gatti importati dal Vicino Oriente o se in Egitto si sia verificata una separata e seconda domesticazione”. Lo studio ha anche scoperto che il gatto più comune nei tempi antichi era quello con il mantello a strisce, mentre i gatti maculati sono diventati comuni solo a partire dal Medioevo.

Conoscendo meglio la loro storia, da oggi, probabilmente, guarderemo i nostri gatti con un occhio diverso!



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Fonte: The Huffington Post

Fonte secondaria: AK Informa n. 27-2017




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Articolo collegato: 

http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2013/11/storie-di-gatti-anzi-storia-dei-miei.html

domenica 16 luglio 2017

Lega Anti Caccia: "Dichiarata incostituzionale la normativa sulla caccia in Veneto"





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Con sentenza n. 174, depositata il 13 luglio 2017, la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionali vari articoli della legge regionale del Veneto n. 18 del 27 giugno 2016.

La Consulta si è pronunciata dopo una richiesta di impugnazione, formulata dal Consiglio dei Ministri, anche a seguito di un dettagliato esposto formulato la scorsa estate dalla Lega per l’Abolizione della Caccia e da altre associazioni per la tutela della fauna selvatica, ritenendo fondati tutti i punti su cui erano stati sollevati forti dubbi di legittimità e di palese contrasto con la normativa ittico-venatoria nazionale.

Per effetto della sentenza 174/2017 della Corte Costituzionale cessano di avere efficacia quelle disposizioni regionali del Veneto che:

- prevedevano abbattimenti in periodi di divieto venatorio e in zone protette di specie faunistiche da controllare, senza la presenza obbligatoria di agenti di polizia provinciale, ma ricorrendo direttamente ai cacciatori;
- attribuivano la possibilità di cacciare in forma vagante anche ai cacciatori titolari della sola opzione per cacciare da appostamento;
- attribuivano la possibilità di cacciare in modalità da appostamento anche ai cacciatori autorizzati alla sola caccia in forma vagante; 
- prevedevano disposizioni illegittime per l’abbattimento dei cormorani, specie protetta a livello europeo (mancato esperimento di soluzioni alternative, mancato uso dell’atto amministrativo invece che della legge regionale);
- prevedevano il recupero di animali feriti a caccia, con uso di fucile e natante, quando la caccia sparando da barche è reato;
- prevedevano con legge-provvedimento regionale la possibilità di istituire campi di addestramento cani da caccia, con sparo di selvaggina per tutto l’anno e non solo in periodi limitati.

La LAC esprime soddisfazione per il parziale ripristino di uno standard minimo di legalità nella legislazione venatoria veneta, stigmatizzando comunque la consapevolezza con cui norme in palese contrasto con la normativa statale di settore continuano ad essere promulgate in un clima di sciatteria, incompetenza e clientelismo da una gran parte del Consiglio Regionale 

LAC, Ufficio stampa, 15 luglio 2017

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sabato 15 luglio 2017

Incendi nei Parchi - ENPA: "Mentre alberi ed animali bruciano, al Senato si discute una "riforma" contro la biodiversità bioregionale...."


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ENPA: INCENDI. L'EMERGENZA NON È SOLO AMBIENTALE, È ANCHE LEGISLATIVA 

Fermare la controriforma dei parchi che indebolisce le tutele per la biodiversità.

Le fiamme che in questi giorni stanno devastando il territorio italiano da nord a sud pongono con ancora più forza la questione della controriforma dei parchi naturali; dello smantellamento cioè di quel sistema di tutele previsto dalla legge 394/91 che per più di 25 anni ha permesso al nostro Paese di tutelare le sue riserve di biodiversità e che in queste settimane potrebbero andare in fumo ad opera del Senato. 

«Mentre l'Italia brucia, mentre il  parco nazionale del Vesuvio vede in cenere i suoi alberi, vede morire i suoi animali, vede svanire il suo paesaggio prezioso, la commissione Ambiente del Senato prosegue a tappe forzate la discussione della "riforma" delle aree protette; una legge pessima - spiega Annamaria Procacci responsabile biodiversità di Enpa nonché consigliera nazionale dell'associazione - che, se approvata, renderà il nostro patrimonio ancora più indifeso ed esposto ad ogni tipo di speculazione e di assalto. Non più Bene Comune, ma riserva di affari in nome di uno sviluppo  tutto localistico, piccolo e logoro».

E' dunque imperativo che, di fronte alla devastazione del nostro Paese, venga bloccato ogni tentativo di stravolgere l'attuale sistema di tutele. «Non può essere questa la risposta alla crisi ambientale che viviamo. Questo testo - prosegue Procacci - è stato scritto guardando al passato ed ad un futuro di bassissimo orizzonte: cos'altro si potrebbe dire dell'arretramento dello Stato nella gestione dei parchi nazionali? Della voluta mancanza dei requisiti di competenza scientifica per i vertici di ogni area protetta? Delle porte aperte alle "doppiette" con il pretesto della gestione della fauna? 

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Invochiamo l'intervento dello Stato in un'area vitale che non può essere lasciata alla mercé degli interessi localistici; chiediamo che ci si occupi di un territorio spesso senza controlli sufficienti, che oggi paga anche il prezzo dello smantellamento del Corpo Forestale e della Polizia Provinciale voluto dal governo Renzi, smantellamento da noi tante volte denunciato. Chiediamo soprattutto che si esca dall'emergenza legislativa della controriforma e si torni finalmente a parlare di una vera politica di tutela del territorio e della bidioversità».
E.N.P.A Ente Nazionale Protezione Animali
Ufficio Stampa
Michele Gualano, Giovanni Losavio
Cell. 347.4736946
ufficiostampa@enpa.org

venerdì 14 luglio 2017

Regione Marche - Pesaro non piace ai media di regime


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Siccome mi trovo negli Stati Uniti non ho avuto la fortuna di partecipare alla manifestazione dell’8 Luglio 2017  di Pesaro. Però ho fatto del mio meglio per seguirla e soprattutto mi sono dilettato (per modo di dire) a vedere quale coverage ne dessero i media italiani. Quindi ho tenuto sotto controllo un po’ tutti i quotidiani (da Repubblica al Corriere della Sera, dalla Stampa al Fatto passando per Libero, Il Resto del Carlino, Il Messaggero a altri ancora). Li ho tenuti sotto controllo i giorni precedenti la manifestazione, il giorno della manifestazione e i giorni successivi alla manifestazione. Niente di niente, un silenzio veramente assordante. 

In compenso sono state date altre notizie: si è scritto di Renzi che ha rimesso su il solito disco rotto e ha ripreso a dire le cose che ha sempre detto (il tutto senza un minimo scatto, non dico di orgoglio e dignità che sarebbe chiedere troppo, ma almeno di fantasia. Renzi, prova almeno a cambiare disco), poi notizie sui barconi di disperati che arrivano dall’Africa (tanto ormai ci abbiamo fatto il callo), poi qualcosa su Trump e sulla Merkel, altro ancora su qualcuno che uccide qualcun altro, e poi uno stillicidio di notizie insulse che fanno agonizzare più del caldo estivo. 

Vado a memoria: calciatori che vanno in vacanza con la morosa Bill Gates le cui previsioni sul futuro fatte 15 anni fa si sono avverate (per forza, lui non prevede il futuro ma lo crea, che è diverso). Per inciso, dato che si parla di vaccini, sappiate che Bill Gates è anche conosciuto come “il Vaccinatore seriale”, visto che con la sua fondazione vaccina in massa milioni di bimbi africani indebolendone il sistema immunitario. Poi chiaramente si continua a parlare di Vasco Rossi (son passati 10 giorni dal suo concerto), il figlio di Ernst di Hannover (che a dirla tutta non so neppure chi sia, ma mi pare di capire che si tratti di un principe) il quale sposa una stilista russa contro il volere del padre (il ragazzo ha 34 anni, non è un adolescente), e infine uno studio scientifico di non ricordo quale prestigiosa università che dice che “se non si odora il cibo, si ingrassa di meno e si bruciano più calorie”. Una notizia, quest’ultima veramente straordinaria e che potrebbe cambiare la nostra Vita in meglio addirittura più dei vaccini.

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Allora per farla breve è sufficiente dire due cose. La prima è che i media mi fanno semplicemente schifo. E la seconda, che si lega alla prima, è che i media fanno schifo ad un numero crescente di persone. La gente si sta svegliando e voi non lo avete capito. Continuate così, smascherate il vostro gioco, fate capire che siete in mano a quello stesso capitale finanziario che ha in mano le banche, le multinazionali, la politica, l’educazione scolastica, e, tra le altre cose, anche l’industria farmaceutica che vuole vaccinare a forza.

Ma vorrei tornare ai giornalisti di Sistema che scrivono pedissequamente quello che gli dicono di scrivere (o che non scrivono quello che gli dicono di non scrivere). 

Preso atto che questi non sono giornalisti ma pennivendoli prezzolati, voglio dedicare loro queste poche righe di Antonio Gramsci in una delle sue “Lettere dal carcere” suggerendogli, mentre le leggono, di mettersi una mano sulla coscienza: “Carissima Tania, io non sono mai stato un giornalista che vende la sua penna a chi gliela paga meglio e deve continuamente mentire, perché la menzogna entra nella sua qualifica professionale. Sono stato giornalista liberissimo, sempre di una sola opinione, e non ho mai dovuto nascondere le mie convinzioni per fare piacere a dei padroni”.

Ma mi rendo conto che quelli erano altri tempi e che Gramsci era un gigante mentre questi sono dei nani.


Andrea o Bizzo o anche Durante (perché no?)

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giovedì 13 luglio 2017

Avanzata dell'oscurantismo islamico... poche speranze per l'integrazione


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Avanza prepotentemente l'oscurantismo islamico in Europa. Quando, anni fa,  è iniziata l'immigrazione molti di noi, me compreso, erano certi che in un certo senso si sarebbe attuata la tanto decantata integrazione tra i popoli. Ma poi ci si è resi conto che ai seguaci di Allah per integrazione si intendeva e si intende solo che siano i cristiani di tutto il mondo e di altri credi religiosi a sottomettersi all’Islam.  Spesso in passato  mi trovavo per studi e lavoro in Africa e in Medio Oriente con colleghi seguaci di Maometto. Fuori degli impegni di lavoro, nei momenti di relax con alcuni colleghi islamici  mi dovevo sorbire le solite litanie: “ Il vero dio è Allah, tutti gli altri sono inesistenti e alla fine, comunque, tutti sarete costretti a diventare musulmani…” e poi ancora: “Cari europei prima vi invaderemo e poi vi domineremo….” ecc. ecc. 

A questi seguaci di Allah purtroppo non bastano le ultime scoperte scientifiche che dimostrano che non siamo più soli nell’Universo e che possono esistere altre civiltà più o meno evolute rispetto alle nostre, e, quindi, con un po’ di umiltà, essere disposti a rivedere “tutte le storie” tramandate e spesso artefatte da menti astute del passato riportate su testi ritenuti sacri. 

Non servirà neppure dimostrare le realtà inequivocabili che scienza e archeologia stanno ogni giorno scoprendo, presentandoci un passato diverso dell’umanità, ma loro, gli islamici, credono solo a quello scritto dopo la morte di Maometto da Zayd in Thabit e nulla più! (e neanche all’ipotesi avanzata recentemente da ricercatori inglesi che il Corano fosse già presente prima della nascita di Maometto). A questo punto, mi dispiace dirlo, ma penso che sia giunto il tempo di non illuderci più sulla questione integrazione, è giunto invece il momento di aprire gli occhi e guardare con serietà la realtà che abbiamo difronte Aspettare ancora nel miracolo "pace e integrazione” può essere fatale per tutta l’umanità non mussulmana. 

A testimonianza di quello che ho scritto leggete cosa sta combinando il Governo Turco. Un qualcosa che ci ha lasciati tutti di stucco….. La Turchia elimina Darwin. Il fatto è questo: il governo turco ha recentemente annunciato, attraverso il funzionario del Ministero dell’istruzione Alpaslan Durmuş, di voler eliminare la teoria dell’evoluzione di Darwin dai programmi delle scuole superiori a partire dal 2019. Una dichiarazione di intenzioni che sembra piuttosto concreta e che ha riscosso l’approvazione di Erdoğan. 

Filippo Mariani 

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(Fonte: AK Informa - N. 26 - 2017)

mercoledì 12 luglio 2017

Rifiuti Solidi Urbani - Decreto ministeriale per la tariffa puntuale, ovvero: "paghi per quello che getti" - Fatelo sapere ai sindaci...


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In vigore, dal 6 giugno 2017, il decreto ministeriale che definisce i criteri per determinare la tariffa puntuale del servizio di gestione dei rifiuti urbani ed assimilati

Da molti anni, ormai, in Europa ma anche nel nostro Paese si parla di tariffazione puntuale, ovvero di sistemi basati sul criterio "paghi per quello che getti", concreta attuazione del principio "chi inquina paga".
Ora con il decreto 20 maggio 2017, in vigore dal 6 giugno 2017, il Ministero dell'Ambiente e tutela del Territorio e del Mare, insieme al Ministero dell'Economia e delle Finanze, ha fissato i criteri a cui i Comuni dovranno attenersi nel definire ed applicare un sistema di tariffazione puntuale del servizio di gestione rifiuti urbani ed assimilati.
L'applicazione della tariffa puntuale comporta alcuni benefici:
  • equa determinazione dei costi per lo smaltimento dei rifiuti urbani prodotti
  • riduzione concreta della quantità di rifiuti
  • incremento della raccolta differenziata e compostaggio domestico
La misurazione, in peso o volume, puntuale, cioè legata ad un'utenza identificata (codice utenza), incide sulla determinazione della parte variabile della tariffa del servizio di gestione dei rifiuti urbani ed assimilati, mentre la parte fissa della stessa rimane invariata, definita in base a criteri quali i mq dell'abitazione, i numeri dei componenti il nucleo famigliare, copre i costi dei servizi svolti per la collettività (ad esempio lo spazzamento stradale).
In base al decreto, la misurazione puntuale della quantità di rifiuto avviene in modalità diretta e univoca, attraverso
  • idonei dispositivi elettronici di controllo integrati nel contenitore o nel sacco del rifiuto
  • idonee attrezzature installate in appositi punti di conferimento quali ad esempio i contenitori con limitatore volumetrico (calotta per inserimento del sacco del rifiuto).
I sistemi di misurazione puntuale devono consentire di:
  • identificare l'utenza che conferisce mediante un codice univocamente associato a tale utenza oppure attraverso l'identificazione dell'utente che effettua i conferimenti;
  • registrare il numero dei conferimenti attraverso la rilevazione delle esposizioni dei contenitori o dei sacchi oppure del conferimento diretto in contenitori ad apertura controllata a volume limitato o degli accessi nei centri comunali di raccolta effettuati da ciascuna utenza
  • misurare la quantità di rifiuti conferiti, attraverso metodi di pesatura diretta, con rilevazione del peso, o indiretta, mediante la rilevazione del volume dei rifiuti conferiti da ciascuna utenza e che può essere:
  1. effettuata a bordo dell'automezzo che svolge la raccolta, attraverso l'identificazione del contenitore o del sacco
  2. effettuata da un dispositivo in dotazione all'operatore addetto alla raccolta attraverso l'identificazione del contenitore o del sacco
  3. integrata nel contenitore adibito alla raccolta
  4. effettuata presso un centro di raccolta
Segnaliamo, infine, un labmeeting: "La tariffazione puntuale, uno strumento verso rifiuti zero, il quadro legislativo e regolamentare, le modalità applicative, le nuove modalità di raccolta e misurazione dei servizi", tenutosi durante l'evento "Fare i conti con l'ambiente", a metà maggio 2017 a Ravenna, in cui è stato approfondito il tema.

Tariffazione puntuale

(Fonte: Arpat)



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Mio articolo collegato: 

Treia - Obiettivo rifiuti zero, si può fare?


Risultati immagini per Treia - Obiettivo rifiuti zero,

Tempo addietro, in periodo elettorale per l'elezione del sindaco e della nuova amministrazione comunale di Treia, avevo fatto circolare una serie di richieste ai candidati,  proposte e progetti che vertevano sulla qualità della vita cittadina. In particolare  vorrei qui  ricordare l'ipotesi in prospettiva di andare verso l'opzione "rifiuti 0",  relativamente alle gestione,  raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani.


Le  indicazioni consigliate prevedevano:

- identificazione puntuale della tassa per ogni singolo utente, che pagherebbe quindi il quantitativo reale di rifiuto prodotto, premiando così i cittadini virtuosi;

- adesione all’osservatorio rifiuti 0 che ha il compito di monitorare costantemente il percorso verso “Rifiuti Zero”, indicando criticità e soluzioni per renderlo verificabile;

- realizzazione di un centro comunale per la riparazione e il riuso, dove beni durevoli e imballaggi possano essere re-immessi nei cicli di utilizzo ricorrendo, eventualmente, anche all’apporto di cooperative sociali e al mondo del volontariato;

- implementare nell’area esterna al centro abitato facente parte del comune di Treia,  sistemi di riutilizzo diretto dell'organico

- adoperarsi nei confronti degli Enti Competenti affinché i rifiuti residui prodotti sul territorio comunale non vengano avviati ad incenerimento o avviati tali e quali a discarica;

- prevedere un sistema di vendita dei rifiuti riciclati che contribuisca alla riduzione della tassazione a carico dei contribuenti.


- prevedere una ordinanza comunale per la diminuzione delle confezioni ingombranti sul territorio, con obbligo di restituzione alle ditte fornitrici degli involucri, nonché per la messa in commercio di prodotti confezionati in modo ecologico

Queste ed anche altre le proposte avanzate che però non hanno trovato sinora accoglienza adeguata.

Ritenendo che la soluzione del problema  della produzione e smaltimento dei rifiuti sia primario per la buona qualità della vita e dell'habitat della nostra città reitero le proposte, nella speranza che l'amministrazione  ne tenga  conto.
  

Paolo D'Arpini


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Raccolta porta a porta con microchip


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Pesatura  nei centri di raccolta