venerdì 14 agosto 2026

"Solve et coagula!" - Resoconto di un incontro di Compagni di Viaggio - Spilamberto, 9 agosto 2026...

 




Metti un tema difficile come la "Spiritualità laica”, il pomeriggio di una domenica d’agosto immersa nei 38° della Pianura Padana e un libro presentato nella sala del Circolo Paradosso e trenta persone che hanno sfidato l’afa per ascoltare il viaggio di una vita. Al centro dell’Incontro Paolo D’Arpini, 82 anni, una giovinezza tra Roma e Verona, e poi un viaggio in Africa tra mille difficoltà che lo ha spinto verso l’India, in cui ha scoperto un universo di dei e di idee a cui è rimasto vicino per tutta la vita.

“Sapete che volevo andare da quelle parti per smontare i miti sui guru e i loro miracoli? – ha esordito con ironia davanti a una platea incuriosita – Poi è successo che ho capito a cosa si riferivano quando parlavano di illuminazione". 

Da lì è cominciata una ricerca che non ho mai lasciato, alternando i lavori che mi servivano per vivere e raccogliere i soldi per andare in quel continente, ai mesi di soggiorno in un ashram o in un altro, incontrando persone sagge. In maniera diretta o indiretta sono diventati i miei maestri e le mie maestre. Ciascuno di loro mi ha insegnato qualcosa nella misura in cui sono stato capace di imparare qualcosa, senza fermarmi e senza lasciarmi chiudere in una sola religione perché altrimenti sarei rimasto ingabbiato in quei dogmi”, E infatti delle venticinque persone citate Paolo ha raccontato modalità di incontro e dialoghi intessuti di poche parole e molti silenzi.

Ogni scala di valori, in qualsiasi religione pare di capire, finisce per bastare in sé stessa e diventare a sua volta autoreferenziale, offrendo risposte per questo mondo o per quello ultraterreno.

Ed è proprio questo il nodo che Paolo ha cercato di sciogliere nel suo libro, “Compagni di viaggio”, dove racconta delle sue peregrinazioni e dei pellegrinaggi, degli sbagli e delle loro conseguenze. Senza atteggiarsi a guru lui stesso, etichetta che gli darebbe non poco fastidio, in poco più di 140 pagine questo ex giovane che non si è mai ingrigito ha condiviso con tutti la storia di un’esistenza basata sulla ricerca interiore.

L’accumulazione fine a sé stessa, di denaro o potere, gli è estranea e questa direttrice lo ha accompagnato anche nell’intensa vita associativa che ha sempre costruito in Italia, prima a Calcata, dove faceva sedere allo stesso tavolo buddisti e cattolici, sia a Treia nelle Marche dove vive ora.

“Sciogliere, dissolversi e aggregare” è il suo motto, che ha declinato a beneficio degli ascoltatori più volte, per descrivere il filo rosso di una vita fatta di curiosità intellettuale e meditazione, che unisce i poli opposti
di ogni vita.

Le domande finali sono state la misura di un’attenzione costruttiva, che ha messo insieme persone delle più varie provenienze culturali nel nome di una spiritualità senza dogmi. Un paradosso felice nel Circolo Paradosso, ovviamente...

Saverio Cioce



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