venerdì 30 aprile 2021

La macchina del tempo... e le cadenze bioregionali



Ante scriptum:  Nell'antichità il sorgere e il tramontare delle Pleiadi segnavano le attività piu importanti delle genti di allora, come l'agricoltura, la pesca, la navigazione e la pastorizia. Infatti le due feste  di San Michele coincidevano perfettamente con le date delle due partenze della transumanza, l'otto maggio verso i pascoli estivi dei monti d'Abruzzo e il 29 settembre al contrario per i pascoli invernali verso la Puglia.  Ci sono delle ipotesi interessanti sul fatto che le due feste di San Michele coincidano suppergiù con il sorgere e il tramontare delle Pleiadi, potrebbero coincidere anche con le feste di Beltane e Samain, anche se probabilmente con la precessione e l'aggiustamento del calendario nelle varie epoche le date si sono spostate... 



La macchina del tempo


Il cosmo in quanto tale, era ciò che interessava ai nostri antenati. La loro vita, le loro credenze, i loro destini, tutto faceva parte di questa scenografia più grande. Proprio come l’ambiente del tempio era reso sacro da metafore dell’ordine cosmico, così anche intere città e i più importanti centri rituali erano allineati e organizzati in base alle osservazioni astronomiche. Ogni capitale sacra riaffermava il tempo dell’ordine cosmico, secondo la percezione dell’universo dei suoi costruttori. I principi che la società considerava i propri, che ne ordinavano la vita e rappresentavano i suoi aspetti più peculiari; erano mutuati dal cielo e incorporati nella planimetria urbana. 

E’ certamente possibile che a specifici membri di un gruppo sociale sia stata attribuita la funzione di osservare e ricordare le posizioni e i movimenti del sole, della luna, dei pianeti e delle stelle. In un arco di tempo di 10.000 anni gli antichi osservatori furono in grado di discernere lo spostamento secolare del grande giroscopio. Nella loro mente presero forma le simmetrie della macchina ed era davvero la macchina del tempo come la intende Platone: l’immagine mobile dell’eternità. La precessione assunse infatti una importanza preponderante: divenne il vasto disegno impenetrabile del fato stesso.

Supponiamo che ai nostri tempi si verificasse una grande distruzione su scala mondiale e che questa causasse il crollo completo della civiltà moderna. I nostri posteri ricomincerebbero certamente a costruire e a fare giardini. Allo stesso tempo a parlare del tempo passato, le storie e le leggende sui voli con gli aeroplani si tramanderebbero cosi, di generazione in generazione. Quando poi migliaia di anni dopo, i nostri discendenti avranno sviluppato una capacità sufficiente per scavare le tracce della nostra civiltà scopriranno che in passato ci sono state cose grandi, come l’empire state building, la statua della libertà… Allora penseranno forse, che queste strutture gigantesche erano in realtà templi dedicati a qualche dio, oppure luoghi di preghiera. Probabilmente pensando: poiché i nostri antenati erano primitivi, non possono aver costruito cose del genere. Probabilmente i costruttori venivano da un altro pianeta. In tempi molto antichi forse alcuni dei nostri antenati sono giunti da un altro pianeta. Ci sono teorie che affermano che gli uomini si sono sviluppati sulla terra. Altre teorie affermano che essi provenivano da altri pianeti, altre teorie ancora affermano che questi due gruppi si sono fusi, quello proveniente dallo spazio ha portato la conoscenza delle coltivazioni dei cereali e varie altre tecnologie, compreso l’uso del fuoco. In quel periodo avvennero grandi migrazioni interplanetarie. tutto ciò è accaduto nel periodo che è durato 800.000 anni. Le loro tecnologie si sono sparse qua e là e da qualche parte della nostra memoria, queste tecnologie esistono ancora. Nell’epoca moderna i fratelli Wright hanno costruito il loro modello di aeroplano, Edison la lampadina. Tuttavia senza la memoria, non è possibile fare queste invenzioni, queste creazioni. 

L’immaginazione è uguale alla memoria; 
la memoria è uguale all’immaginazione.

Stonehenge: alcuni sono d’accordo sull’idea che il monumento fosse stato costruito non solamente per predire eclissi e segnare i solstizi o gli equinozi, anche per poter decifrare il ciclo più grande di 25.800 anni nei cieli del nord.  

Il templum è lo spazio divino e consacrato, disegnato nell’orizzonte e riportato in terra, cioè la costruzione che si edifica sul luogo in precedenza augurato e consacrato dagli aruspici sotto il rito dell’inaguratio

Pompei astronomica e orientata al sole. La città di Atena e di Apollo, di Diana e Venere, si racconta anche dalle linee, in apparenza silenti, dei suoi tanti orientamenti. Già all’inizi del secolo scorso si è indagato sull’orientamento urbano di Pompei e sul rapporto con gli orientamenti astronomici e il sole.

La chiesa ha oscurato i riti pagani dei solstizi. Nell’antichità, i solstizi venivano festeggiati ovunque dai popoli pagani, fin quando la religione cristiana, conscia della portata di queste cerimonie, si è premurata di incorporarne le date sovrapponendovi celebrazioni religiose. Così come il solstizio invernale è stato sostituito dal natale, quello d’estate è stato sostituito dalla festa di san Giovanni, il 24 giugno. Ancora una volta, quindi una festa originariamente pagana, diffusa in moltissime culture e basata sull’osservazione del moto solare, è stata fusa con la tradizione cristiana. Solstizio d’estate, poi farà buio prima. Quando il sole raggiunge il punto più settentrionale nel cielo, segna l’inizio della stagione estiva. Il 21 giugno cade il solstizio d’estate, il giorno in cui ci sono più ore di luce; ’solstizio’ significa sole stazionario: in quel momento astronomico il sole non si alza ne si abbassa rispetto all’equatore celeste. Il sole sembra fermarsi, sorgendo e tramontando sempre allo stesso punto fino al 24 giugno; per quello invernale il 25 dicembre. Quando ricomincia a muoversi, sorgendo gradualmente sempre più a sud sull’orizzonte; a nord per quello invernale.


Per poter comprendere in che modo i popoli antichi vedevano il mondo che li circondava, possiamo iniziare a osservare i fenomeni con i loro occhi. E’ necessaria una conoscenza specifica di ciascuna cultura, è anche indispensabile imparare che cosa ci sta nel cielo e in che modo si muove ciascun corpo celeste (…) strano e vero, intere città, regni e imperi sono stati fondati sull’osservazione e l’interpretazione di eventi naturali che si verificano sotto il nostro naso e sopra le nostre teste, senza che noi ce ne accorgiamo. 

Oggi la nostra civiltà ha scelto le macchine la medicina scientifica la felicità e l’astronomia non è compatibile con tutto questo. il trovare delle cattive ragioni a ciò che si crede, per effetto di altre cattive ragioni, questa è filosofia. Crediamo a ciò a cui siamo stati condizionati a credere. Un filosofo è un uomo che sogna meno cose di quante esistano sulla terra e in cielo. Noi vogliamo solo la poesia! La vita è breve e la conoscenza infinita e nessuno ha tempo per tutto, in pratica siamo di solito costretti a scegliere fra un esposizione indebitamente accorciata e… il nulla. Nella transizione dall’uno all’altro estremo può esserci un lungo intervallo, durante il quale un terzo, il più fortunato del genere umano, prende il meglio dal primo e dal secondo mondo, quello disorientato dal liberalismo e quello ordinatissimo della favola, nel quale l’efficienza perfetta non lascia spazio alla libertà e all’iniziativa personale.

Edifici e pietre orientati e allineati in rete sul territorio, connessione e allineamento.

C’è una misura delle cose: vi sono precisi confini, oltre i quali e prima dei quali non può sussistere il giusto. (Orazio)

Occorre che la legge sia breve in modo che l’inesperto possa comprenderla più facilmente. (Seneca)


Post Scriptum:  La precessione degli equinozi  nei calendari di lungo computo è un calcolo fondamentale e  nel calendario di lungo computo o anno platonico di 2.000 anni circa, l'anno zero nascita di Cristo corrisponde all'ingresso nella costellazione dei Pesci, per questo Cristo viene rappresentato anche col simbolo ipsos. Quel che non si sa è come facevano nell'antichità a calcolare con precisione la precessione degli equinozi vista la lentezza del movimento, un grado circa ogni settanta anni. La precessione degli equinozi è una storia lunga e non mi va tanto di scrivere perche ne ho parlato parecchio negli anni precedenti soprattutto con Giorgio de Santillana, che con i suoi studi ha rivoluzionato tutta la moderna antropologia e ha legato le formulazioni nell'antichità di miti e cosmologie varie proprio sulla precessione degli equinozi, soprattutto nei passaggi da una costellazione all'altra, durante il calendario di lungo computo.


Notizie a cura di Ferdinando Renzetti




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