lunedì 5 luglio 2021

Bioregionalismo e "specismo"



Caro Paolo, grazie per i tuoi articoli sul bioregionalismo, ti trasmetto una traccia sul tema dello specismo che ho estrapolato dall'Ecomanifesto redatto in Green House in collaborazione con alcuni gruppi ecologisti sul web . La materia è solo introdotta e, come puoi leggere, non si entra neanche nel merito, limitandosi ad enunciare i concetti chiave e le due tendenze per così dire prevalenti. Questo un sunto del testo che ti invito a leggere (R.B.)

SPECISMO
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Potremmo dire che il naturalismo come lo intendiamo noi é semplicemente la lotta per vivere, il modo con cui uomini ed animali si adattano all'ambiente.
La perdita di questo rapporto nel corso dell'evoluzione della società é un processo inarrestabile che si è caratterizzato in modo diverso a seconda del contesto, ma che ha prodotto cambiamenti impressionanti, tal ché il pianeta è messo a rischio dai comportamenti e dalle trasformazioni derivanti dall'attività dell'uomo.
Chiamiamo tale perdita specismo, ovvero la pretesa superiorità della specie umana sull'universo.
Avverso lo specismo si sono sviluppate le tesi antispeciste di 1 generazione che lo approcciano preminentemente come fosse una categoria etica (Dunayer, Singer , così in 1 convegno italiano antispecista, Stefania Sarsini Firenze, dic.2011.) e di 2 generazione, che lo individuano preminentemente come categoria politica (Horkheimer ).

Una disamina storica dell’attenzione verso le specie viventi e della loro classificazione ci conduce fino ad Aristotele (primo autore a tentar una classificazione degli esseri viventi); mentre un antesignano di un approccio autocritico nei confronti della supremazia ‘di specie’ fu Mark Twain, animalista dichiarato, che sosteneva che l’uomo, essendo dotato del “senso morale”, è l’essere peggiore del creato.

Un approccio naturalistico o ecologico ed a-specista esamina e considera le diverse specie come differenziate in base ai caratteri distintivi; la coscienza naturalista o ecologica individua il proprio essere dentro la natura, nell'uguaglianza simbiotica o interdipendente tra tutti gli organismi viventi, catalogati secondo regni, classi, ordini, famiglie e specie da una scienza umana che studia la vita; con consapevolezza e sensibilità che le relazioni tra le specie viventi consentano il mantenimento dell'equilibrio tra sistemi ed ecosistemi e siano garanzia della sopravvivenza delle specie tutte, che adeguano le proprie funzioni e le proprie caratteristiche in un processo di continuo adattamento.
La rottura di questo equilibrio, attraverso la predominanza di una specie che ignora le leggi naturali per sopraffarne altre é un attentato all'integrità del ciclo biologico.
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SPERIMENTAZIONE
Un dispositivo che riproduce il funzionamento del corpo umano potrebbe rimpiazzare gli animali nelle sperimentazioni mediche. Questo è uno degli obiettivi di Donald Ingber, bioingegnere dell'Università di Harvard e fondatore del Wyss Institute di Boston, dove medici, biologi, ingegneri, industriali e perfino artisti lavorano da tre anni a progetti avvenieristici. Con ottimi risultati. ...tra l'altro, c'è la messa a punto di un congegno grande come una penna Usb, un chip che riproduce il polmone umano, compresa la capacità di respirare come se fosse vivo...Sperimentando sul piccolo congegno l'effetto di farmaci, tossine, o particolato inquinante, si possono osservare quelle reazioni fisiologiche, tipiche dell'uomo, che avvengono a livello extracellulare. Cosa che i test in vitro non riescono a fare. Motivo per cui, finora, è stato giustificato l'uso di cavie per la ricerca....dice Ingber "si sta finalmente riconoscendo che testare terapie mediche sugli animali è fuorviante, perché l'uomo è fatto in modo diverso ed ha reazioni differenti agli agenti esterni, farmaci compresi"







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