giovedì 21 febbraio 2013

Roberto Anastagi: "Diario del primo mio viaggio in India"




Premessa: 
Buon giorno amici.  Finalmente ho terminato di rileggere il mio diario del primo viaggio in India, ho cercato di correggerlo il più possibile,  spero che cosi sia accettabile.
Se siete interessati a questo libro di viaggio, ve lo posso inviare come allegato di una e-mail, voi poi provvedete a farlo stampare e unire con la spirale di plastica. (R.A.) omroopa23@gmail.com



INTRODUZIONE

A 55 anni presi la decisione che dovevo assolutamente cambiare vita; già da diversi anni le cose erano andate sempre peggiorando e la mia vita era diventata una continua fonte di sofferenza.
Quindi chiusi tutti i miei rapporti personali e liquidai buona parte di quello che possedevo salvo un negozio commerciale che mi dava un discreto reddito.
Negli anni sessanta ero stato in India e avevo captato che quel miliardo e più di persone avevano una filosofia di vita che mi aveva attirato moltissimo, quindi da allora avevo sperato che ritornando li, non per pochi giorni, avrei potuto trovare le risposte di cui avevo assolutamente bisogno.
Così mi feci appositivamente costruire un camper 4X4 Iveco, che poi si dimostrò assolutamente inadeguato, per cui dopo tre anni me ne feci costruire, su mio disegno, uno molto più grosso, Mercedes 917 - 4X4.
Dal 1990 la mia sola casa diventò il camper e da allora per 17 anni ho vissuto in camper andando in tutti i continenti.
Per i primi sette anni ho viaggiato da solo poi mentre ero in Sud Africa ho conosciuto Reinette che è diventata mia moglie, dopo di che abbiamo viaggiato insieme per dieci anni.
Durante i primi cinque anni di questa nuova vita sono andato tre volte in India, dove sono rimasto complessivamente per più di due anni.
Sono stati dei viaggi alla scoperta della filosofia orientale che è nata circa 5000/7000 anni fa in India, ma soprattutto è stato un continuo viaggio dentro me stesso.

Il primo viaggio in India è stato molto duro, per la totale non conoscenza del percorso che dovevo fare dopo la Turchia, per le strade terribili, per le difficoltà di tutti generi, per le continue rotture del veicolo che non avevo ancora imparato come si dovevano riparare, per una popolazione sterminata che non mi dava un momento di tregua con la loro curiosità infantile, per un caldo spesso difficile da sopportare, per la tanta terribile povertà, per i lunghi periodi di vari mesi senza avere nessuno con cui parlare.
Ho dovuto imparare ad accettare persone molto diverse da me, che avevano abitudini che all’inizio mi sembravano inaccettabili, mi sono ritrovato immerso nella società indiana così diversa da quella europea.
Sono però state esperienze che sono tutte servite a farmi iniziare a scoprire ed accettare una realtà nuova che mi era sconosciuta.
Ho iniziato a capire che tutto quello che mi era stato insegnato, tutto quello in cui credevo, tutto quello che sapevo, doveva essere rivisto in prima persona.
Dovevo anche imparare a liberarmi dai condizionamenti, dovevo essere libero di scelta, dovevo imparare ad usare l’intelligenza intuitiva.
Tutto questo, poco alla volta mi ha fatto, diventare una persona diversa e anche grazie a Reinette ho finalmente conosciuto l’amore e la gratitudine di essere vivo.  

Questo diario è stato, a suo tempo, scritto a mano su due libroni (i lap top ancora non esistevano).
Quando mi fermavo per la notte, scrivevo ascoltando il mio piccolo registratore che tenevo accanto a me mentre guidavo e nel quale, momento per momento, avevo registrato durante la giornata, tutto quello che avevo fatto, visto di interessante, quello che avevo pensato e provato, descrivendo le persone che avevo incontrato, quello che avevo speso e i km. che avevo percorso.

Roberto Anastagi

3 commenti:

  1. Viaggio in India è un'esperienza straordinaria con la cultura viva e di non dimenticare mai posti, fortezze, palazzi e molto di più. Viaggia aggiungere valore alla nostra vita e ridurre le nostre sofferenze. Il diario di viaggio che hai condiviso qui è incredibile.

    Regards,
    Getsholidays.it

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  2. La visita al Hawa Mahal a Jaipur è un passo importante in un Tour del Rajasthan. Edificio L 'conosciuto anche come "Palazzo dei Venti" ha una architettura unica, costruito in arenaria rosa, con punti di riferimento caratteristici, è delicatamente scolpito in un alveare modello e sale ripida per cinque piani.

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  3. Per lunghe ore di Viaggio in India, si potrebbe essere richiedendo un po 'di cibo pronto da mangiare per l'energia in più. Se non sei comodi snack alimentari che si ottiene facilmente disponibili a ogni angolo della strada, quindi la sua sempre consigliabile per ottenere dalla vostra città natale come pacchetto per barrette di cioccolato, barrette proteiche, cereali o barre di frutta che si riempie in un attimo.

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