mercoledì 30 dicembre 2020

Pandemia continua! Tenere alto il panico è il vero scopo...



Perché questa campagna di terrore, ci sarebbe da chiedersi? Perché, nel bel mezzo di una vera e propria pandemia, si dovrebbe incessantemente ricordare alla gente che la morte la segue passo a passo? Che da un momento all’altro il Virus, diffuso dappertutto da qualche super-spargitore passato fugacemente per la strada, potrebbe insinuarsi nel suo corpo – o, peggio ancora, che noi stessi, infetti ma non colpiti, potremmo silenziosamente contaminare una persona cara?

La risposta rapida è che non lo farebbero mai. In una vera pandemia, queste continue percosse mentali sarebbero superflue. Se fuori dalla mia porta infuriasse la peste nera, il governo saprebbe benissimo che non dovrebbe sborsare neanche un centesimo per convincermi a rimanere in casa; probabilmente dovrebbero pagarmi per farmi uscire.

Eppure, questo governo ha comprato la totalità dei media, spendendo milioni, con l’unico scopo, a quanto pare, di martellarci tutti con messaggi di imminente sventura. Invece di calmare le nostre paure con fatti e argomentazioni razionali, hanno ritenuto opportuno inondare l’etere con slogan appositamente studiati per tenere alto il panico, con bugiardi appelli alle emozioni, con dati pretestuosi sui decessi, camuffando intenzionalmente la differenza tra casi e infezioni, utilizzando un test PCR criminalmente inaffidabile e con grafici e modelli informatici (spazzatura in entrata, spazzatura in uscita) accuratamente selezionati per enfatizzare le peggiori eventualità possibili.  (Gillian Dymond)




Articolo completo: 

https://comedonchisciotte.org/perche-questa-campagna-di-terrore/



1 commento:

  1. Commento di A.D.: “Una via di uscita potrebbe essere quella di comportarsi come se nulla fosse. Vivere giorno per giorno continuando a fare progetti, ad amare, a piantare alberi, a investire sui propri figli e sulle proprie conoscenze, a comprare libri e -dove e quando si può- abbracciandosi e guardandosi in faccia. Senza più paura di vivere (e di morire) e senza perdere ore a cercare di capire i cervellotici decreti del sistema...”

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