Ho sognato di camminare lungo il viale della Stazione di Ronciglione. Tantissime persone, moltissimi bambini camminavano insieme a noi verso la stazione. Con mia moglie ed accanto la nipotina, poco avanti le mie figlie, anche se con il forte desiderio di giungere in tempo alla Stazione, camminavamo lentamente, respirando a pieni polmoni il profumo emanato dai grandi tigli, che fiancheggiano la strada. In lontananza già si scorgeva il piazzale della stazione pieno di gente. Bisognava affrettarsi per potere entrare nella stazione e trovare posto lungo il marciapiede per vedere giungere il treno dopo tanto tempo. Era il primo giorno, sulla piazza le meravigliose note musicali diffuse dalla banda cittadina, diretta magistralmente dal maestro Fernando De Santis. Poco accanto al gonfalone della Città di Ronciglione, il Sindaco Mario Mengoni con la fascia tricolore, sorridente, contornato dalle Autorità militari, dai volontari della Protezione civile, della Croce Rossa e della Pro loco. Festanti i rappresentanti del comitato per la riapertura della Ferrovia.
Stavo vivendo un momento stupendo. Il mio sogno è continuato e dal viale profumato dai tigli ci siamo fatti largo e siamo giunti in stazione. La gente ci lasciava passare e finalmente siamo entrati in stazione, tutta ripulita e addobbata per la festa, dall’ingresso principale che immette nella sala d’aspetto, abbiamo potuto riammirare gli stupendi affreschi sul soffitto, da sempre tutelati dal Ministero dei Beni culturali. Per la verità quelli di questa notte sono affreschi che hanno dovuto, come tutta la stazione, essere restaurati, dopo il colpevole abbandono e le vandalizzazioni subite. Anche la sala d’aspetto ora è divenuta più grande: è stata eliminata la parete che divideva la sala dall’ufficio movimento, con la piccola apertura adibita a biglietteria.
Ho chiesto ai miei famigliari se avessero piacere di fare un piccolo viaggio da Ronciglione a Capranica. Ho anche detto loro che finalmente avremmo potuto fare anche il viaggio un poco più lungo per giungere in 30 minuti a Civitavecchia, visitare il porto e le grandi navi di crociera, bagnarsi nell’acqua del mare, fare un bel pranzetto, seduti all’esterno in uno dei tanti ristoranti sul lungo mare, ammirando l’azzurro che in esso si rispecchia, le vele dei surfisti e in lontananza le navi. Hanno acconsentito di farlo nei prossimi giorni. Oggi si sarebbero accontentate di vedere il treno arrivare a Ronciglione.
Ho ricordato, per un attimo, i momenti passati nell’ufficio movimento quando ricevuta la comunicazione di essere stato assunto in ferrovia, avevo chiesto al gestore di allora di fornirmi qualche nozione sul movimento. Ricordo anche che la cosa non venne gradita dal capo gestore della stazione, che rimproverò il mio insegnante. Infatti non era ammessa per nessuna ragione l’ingresso di estranei nell’ufficio movimento.
Non so quanto il mio sogno sia effettivamente durato. So che questa notte, meglio dire questa mattina, ad occhi chiusi, ho richiamato dolci immagini, rimaste impresse nella mia mente.
Ho visto i miei trascorsi, qualsiasi cosa tutto della stazione, il personale che in essa si era succeduto. Ho visto il locale dove operava il dirigente unico, allora a Ronciglione, la fontanella di acqua potabile, nel piazzale accanto ai gabinetti.
Ho rivissuto le immagini di quando bambino mi piaceva trascorrere il mio tempo presso la stazione. Ho visto con chiarezza la persona che dal camion militare proveniente dal Centro Nucleare Batteriologico Chimico del lago di Vico, poneva sul carretto per portarle nel magazzino, quelle che ritenevo fossero bombe. Ho visto caricare una infinità di pacchi dal magazzino sui treni merci e pacchi meno voluminosi per brevi distanze anche sul bagaglietto dei treni viaggiatori.
Non sò come sia stato possibile, ma ho sentito nuovamente il profumo gradevole proveniente dal piccolo giardino, meravigliosamente curato dal manovale della stazione. Ho rivisto Ortenzi, il padre di miei amici contemporanei e dell’ultimo capostazione di Ronciglione, accarezzare i fiori dolcemente e mi è tornato alla mente il premio da lui ricevuto dalle FS, che a quei tempi era attenta alla cura delle stazioni e della loro bellezza.
Ho ricordato che, dopo essere stato avvisato telefonicamente della partenza del treno dalla stazione limitrofa, il mio insegnante, gestore in servizio, si precipitava a manovrare la chiusura del passaggi a livello.
Quando nella stazione avveniva l’incrocio dei treni, il primo treno entrava in stazione sul binario di corsa, mentre l’altro treno era fermo al segnale d’ingresso della stazione. Scendeva il capotreno prendeva la chiave comando e apriva il quadro delle chiavi per la movimentazione degli scambi, normalmente predisposti tutti per il binario di corsa, consegnava al manovratore la chiave idonea a predisporre lo scambio per l’ingresso dell’altro treno sul binario deviato. Mi sono tornate alla mente Immagini indelebili, piacevoli, della cordialità tra lavoratori. Ho ricordato il mio lavoro sui treni anche percorrenti la linea Orte Capranica, prima da conduttore e poi da capotreno. Ho ricordato le manovre per aggiungere carri al treno merci.
Ho ricordato il mio grande disappunto per la chiusura anche di questa parte della linea e l’inizio del mio impegno perché venisse riaperta all’esercizio.
Sono immagini di persone, di atti, che nella mia mente questa notte si sono piacevolmente rianimate.
Nella stazione di Ronciglione, è ora previsto un incrocio, non è più una linea a dirigenza unica, ma moderna con la dirigenza del servizio centralizzata. Sono sul marciapiede con i miei famigliari. Arriva il primo treno sul binario di corsa, proveniente da Civitavecchia-Capranica. Scendono molte persone: tutti i sindaci dei Comuni attraversati dalla linea e dei Comuni limitrofi interessati, scende il presidente di RFI e di Trenitalia, i responsabili compartimentali delle FS, il presidente e il direttore di Fondazione FS e il suo staff , il presidente della Giunta regionale, la vice presidente, il presidente del Consiglio regionale, i vice presidenti, l’assessore regionale ai trasporti, molti consiglieri regionali, i dirigenti nazionali e regionali del premio Euroferr, dell’Association Europeen des Cheminots, la coordinatrice della Alleanza Mobilità Dolce sen. Anna Donati, il presidente dell’Autorità portuale di Civitavecchia, il presidente e vice presidente dell’Interporto di Civitavecchia, gli associati all’Osservatorio regionale dei trasporti con il suo presidente Andrea Ricci e il vice presidente Gabriele Bariletti. Attraversano i binari ad attenderli il Sindaco di Ronciglione, tutti i consiglieri comunali e tanti cittadini. Poco dopo arriva il secondo treno sul secondo binario. Scendono altri Sindaci provenienti da Orte e dai paesi attraversati dalla linea, c’è anche il presidente della Provincia di Viterbo e i consiglieri, il presidente della provincia di Terni, l’assessore ai trasporti il sindaco di Terni, il presidente dell’Interporto Centro Italia di Orte.
Tutti, compresi moltissimi dirigenti aziende e industrie del comprensorio, ci siamo portati di fronte alla lapide fatta mettere dal comitato per la riapertura della ferrovia, con inciso il primo premio consegnato alla stazione di Ronciglione dal presidente del premio EUROFERR gen. Mario Pietrangeli, che è stata finalmente scoperta al suono dell’inno nazionale, che la banda cittadina ci ha regalato.
Dopo questa cerimonia, dalla stazione percorrendo circa 100 metri siamo andati ad ammirare il Ponte in ferro unico al mondo per la sua fattura, finalmente illuminato la notte, divenuto un’attrazione per turisti provenienti da tutto il mondo.
Al termine della visita tutte le autorità sono salite nuovamente sui treni. Chi per Orte e chi per Civitavecchia. Ad ogni stazione era prevista la sosta dei treni, accolti da una folla festante.
Ho avvertito che il mio sogno era terminato, quando mi sono accorto di piangere, forse lacrime di gioia. Difficilmente ricordo i miei sogni. Questa volta no. Ho visto scorrere nella mia mente sognante immagini così nitide, che le ritengo ancora vere.
Raimondo Chiricozzi
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