martedì 12 dicembre 2017

Religioni e contese sociali, economiche e politiche - Tutte le guerre sono "irreligiose"


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Dopo le nazioni, il secondo male sono le religioni, perché hanno combattuto e ucciso per motivi che non interessano a nessuno.  Le religioni di origine semitica, come il giudaismo, il  cristianesimo e l'islam, furono  le prime  a inculcare nella mente della gente l'idea che  la guerra può essere "santa". E altri culti si sono poi accodati, massacrandosi a vicenda in nome di Dio.

Io affermo che la guerra in quanto tale è irreligiosa. Non possono esistere cose come una crociata, una jihad, una guerra santa! Se definite santa la guerra, cosa resta che possa essere definito profano? A chi interessa Dio, fatta eccezione per i preti?

Io non ho mai incontrato un uomo realmente interessato a Dio. Se gli offrite cinque dollari con una mano e con l'altra Dio, si prenderà i cinque dollari e dirà: “Dio è eterno, ne riparleremo più tardi. Per il momento mi sono più utili i cinque dollari”. Ma i preti lo trovano così interessante perché Dio è il loro business, e naturalmente vogliono ampliare il loro giro d'affari.

Le religioni hanno distrutto l'integrità dell'uomo. Lo hanno spezzato, non solo in parti, ma in parti che continuano a lottare tra di loro. In questo modo hanno reso schizofrenica l'umanità: hanno dato a ogni uomo una personalità dissociata. Ed è stato fatto in maniera molto furba e astuta: tramite la condanna del corpo e del sesso, facendo rivoltare l'individuo contro la sua stessa natura.

Tutte le religioni sono contrarie a ciò di cui l'uomo può godere. E' loro interesse mantenere l'uomo infelice, distruggere ogni sua possibilità di trovare pace, gioia e appagamento; di trovare il paradiso qui e ora. Per l'esistenza dell'“altro mondo” la tua infelicità è indispensabile. Ad esempio, se la tua sessualità è realmente soddisfatta, non hai bisogno di Dio, perché la tua vita è appagata; viceversa, se la tua sessualità viene condannata, repressa, distrutta, se ti fa sentire in colpa, Dio può continuare a vivere in eterno.

Osho

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