venerdì 31 dicembre 2021

Bioregionalismo e l'econazionalismo insubre di Domà Nunch

 



"La strada dell'ecologia è una sola" (Saul Arpino)

Noi vogliamo far sì che sempre più persone aprano gli occhi sull'urgenza di salvaguardare la cultura e l’identità degli uomini, la natura e l’ambiente dalla cementificazione della terra e degli animi. In una parola, mettere il nostro ecosistema, ovvero il luogo del nostro essere cui non non dobbiamo più essere estranei, in posizione prioritaria. Ecco cos’è Domà Nunch: un progetto visionario, rivoluzionario, quasi sicuramente impossibile: restituire a noi stessi la coscienza di esistere, la consapevolezza di potere e dovere decidere del proprio destino.

Domà Nunch non è un partito, perché rifiuta le regole della politica parlamentare e del consenso frutto del compromesso. Non propone un'ideologia, ma idee che intendono rappresentare più fedelmente possibile i valori e gli interessi della Comunità in cui viviamo. Domà Nunch promuove quindi una prospettiva econazionalista, la quale non fa distinzione fra tutela dell’ambiente naturale e la cultura che in esso vive, ricordandone sempre l’interdipendenza. 

Gli econazionalisti rappresentano oggi la vitalità e la capacità innovativa di un popolo ingabbiato dalla ruggine delle istituzioni e dei loro servi: quelli che si arricchiscono facendo a pezzi le nostre campagne, o che trasformano i nostri figli e i nostri anziani in miseri e ignoranti consumatori. Dalla Terra nasce un popolo che è la sua Nazione. Tutto ciò che è generato dalla Terra è parte del suo Popolo, si tratti di uomini, animali o piante. Noi tutti siamo fratelli, la Nazione degli uomini come quella dei diversi animali e delle diverse piante, perché tutti partoriti dallo stesso utero, allattati dallo stesso latte. Tale è, dunque, il pensiero alla base dell’econazionalismo.

Ogni abitante d'Insubria ha il dovere di continuare a dare una speranza al proprio Popolo e alla propria Terra. Ciò è possibile facendo crescere la voce e le istanze di Domà Nunch. Ci rivolgiamo a persone di ogni categoria: anche a coloro che non si ritrovano più nelle posizioni contraddittorie dei partiti, soprattutto per ciò che concerne i temi di difesa comunitaria e culturale, o delle grandi organizzazioni sedicenti ambientaliste. 

Domà Nunch rifiuta i compromessi e i giri di parole: denuncia l'impossibilità di uno "sviluppo sostenibile", termine coniato per distrarci dai gravissimi problemi di fondo del nostro territorio, per i quali il limite è già stato abbondantemente superato: la sovrappopolazione, l'opprimente pressione fiscale che ci obbliga a consumare sempre più le nostre risorse, il consumo del territorio agricolo e naturale, la ridicolizzazione del nostro passato e delle tradizioni, nonché l'inutilità di una scuola che non permette ai nostri ragazzi di amare la nostra storia e il nostro ambiente. Questi sono solo alcuni dei fattori che stanno determinando l’annichilimento e l'anestetizzazione della nostra gente, ormai abituata solo al brutto, al traffico, al lavoro.

Domà Nunch
Moviment econazional de l'Insubria - info@domanunch.org





1 commento:

  1. Mio commentino: “L'analogia politica del sentire bioregionale è l'anarchia di Pëtr Alekseevič Kropotkin, la teoria che se il popolo viene lasciato a fare quel che gli viene spontaneo, seguendo la propria natura, un'armonia sociale -libera da ordinamenti e gestione piramidale- sorgerà da sé... (P.D'A.)”

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