lunedì 24 gennaio 2022

Reimpostare il canone alimentare in chiave bioregionale



La deriva sociale (ma più che sociale, da social network) è dietro l'angolo.

La popolazione mondiale pare sia in costante e preoccupante crescita, tanto che nei prossimi anni saremo costretti a diventare tutti vegetariani. Una notizia che è oro colato per gli animalisti (sia veri che d'accatto), mentre gli onnivori sono già alla gogna. Perché ovviamente è solo colpa loro se i cinesi e gli indiani, fra qualche anno, vorranno mettersi nel piatto una bistecca e farlo sempre più spesso, chiedendo al nostro pianeta più di quello che può dare.

L'uomo è frugivoro?


Rispetto ai nostri nonni consumiamo molta più carne, e questo è innegabile, soprattutto perché il costo della carne si è notevolmente abbassato. Ma a che prezzo? Lo spiega bene un'inchiesta di Report di qualche anno fa: "Carne per tutti", molto ben impostata perché mette al centro il benessere dell'animale anche in funzione della corretta alimentazione umana.

Non so se sarà necessario diventare tutti vegetariani, trovo difficile fare una stima di questo genere, nemmeno i dati sull'esplosione demografica sono così certi. Credo però che sia importante cominciare a fare una scelta di salute e di etica quando facciamo la spesa. Si potrebbe decidere di comprare meno carne, riscoprire molti sapori andati perduti, come legumi e cereali poco noti, pretendere che il pesce venga dalla costa più vicina (dove possibile) e non da un altro continente, reimparare la stagionalità dei vegetali.

Stralcio di un articolo di Laura Bonaventura





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