La consultazione è aperta a tutti: oltre alle istituzioni possono partecipare comitati, associazioni, tecnici e cittadini. Un’occasione che non possiamo perdere per portare dentro il percorso nazionale le conoscenze, le criticità e le proposte dei territori, al fine di ripristinare gli ecosistemi degradati.
Dal 23 aprile al 9 giugno 2026 è aperta sulla piattaforma ParteciPa la consultazione pubblica per contribuire alla redazione del Piano Nazionale di Ripristino della Natura.
È un passaggio importante: il Piano dovrà indicare come l’Italia intende dare attuazione al Regolamento europeo sul ripristino della natura, individuando obiettivi, priorità, misure, risorse, strumenti di monitoraggio e aree terrestri e marine da sottoporre a interventi di ripristino entro le scadenze del 2030, 2040 e 2050. La consultazione è promossa dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, in collaborazione con il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e con il supporto scientifico di ISPRA.
La piattaforma è accessibile a questo indirizzo.
Una consultazione aperta a cittadini, associazioni, enti e territori
La consultazione è aperta a tutti. Sono chiamati a partecipare cittadini, Regioni, Province autonome, Province, Comuni, Unioni di Comuni, Comunità montane, enti parco e aree protette, autorità pubbliche con competenze ambientali, università, enti di ricerca, associazioni, ONG, scuole e realtà impegnate nella tutela della natura, del verde, del paesaggio e dei territori.
Non si tratta quindi di un percorso riservato agli addetti ai lavori. Al contrario, la qualità del Piano dipenderà anche dalla capacità di raccogliere conoscenze diffuse, criticità locali, proposte concrete e segnalazioni provenienti dai territori.
Come partecipare
La piattaforma mette a disposizione diversi strumenti:
- un questionario generale, rivolto a tutti, anche a chi non ha una conoscenza tecnica del Regolamento;
- un questionario specifico, pensato per portatori di interesse e soggetti con competenze più approfondite;
- una scheda delle misure, rivolta in particolare a enti, università, associazioni e soggetti in possesso di dati utili, per proporre nuove misure da inserire nel Piano. La scheda compilata deve essere inviata al Ministero entro il 9 giugno 2026.
È inoltre possibile consultare i contenuti della bozza del Piano, articolata secondo il format europeo nelle parti A, B e C, visualizzare l’elenco delle misure già previste e accedere alle mappe disponibili.
Perché è importante esserci
Il Regolamento europeo sul ripristino della natura non riguarda solo aree protette o singoli interventi ambientali, ma mette al centro ecosistemi terrestri, fluviali, agricoli, forestali, urbani e marini, e pone obiettivi che avranno ricadute dirette sulle politiche pubbliche, sulla pianificazione territoriale, sulla gestione del suolo, del verde, delle acque e degli habitat.
Per questo il Forum nazionale Salviamo il Paesaggio invita comitati, associazioni, amministrazioni locali, tecnici e cittadini a partecipare alla consultazione, portando dentro il percorso nazionale le conoscenze, le criticità e le proposte che arrivano dai territori.
La partecipazione non deve ridursi a un adempimento formale.
Perché il Piano Nazionale di Ripristino sia davvero efficace, è necessario che i contributi raccolti siano resi accessibili, valutati in modo trasparente e realmente considerati nella redazione finale.
"SALVIAMO IL PAESAGGIO - DIFENDIAMO I TERRITORI"
www.salviamoilpaesaggio.it
Nessun commento:
Posta un commento