martedì 23 giugno 2026

Trionda la Luna Gioconda...


Oggi voglio raccontarvi una “Storia”, anzi una “Psicostoria” come direbbe Saul Arpino. Quando i Romani invasero la Britannia impiegarono diversi secoli per assoggettare parte del territorio, infatti le tribù celtiche opponevano una forte resistenza. 

I Romani li avevano denominati come Picti, per il fatto che soprattutto in battaglia, si dipingevano le facce di blu, urlavano come pazzi ed erano cosi forti e  selvaggi che i romani stessi se ne spaventavano e a un certo punto stabilirono un limite estremo per proteggersi dai loro attacchi, costruendo il vallo di Adriano, una muraglia fortificata di 120 chilometri, dal mare d’Irlanda al mare del Nord. Una leggenda racconta che il gioco del calcio sia nato proprio presso i villaggi di queste tribù celtiche, talmente feroci che, dopo le battaglie, si divertivano a prendere a calci le teste tagliate dei nemici, soprattutto dei Romani.

Infatti, a livello inconscio, secondo alcuni studiosi, l’interesse per la palla che rotola deriva dal ricordo ancestrale di questa antica pratica usata per esorcizzare il timore dei nemici e della morte stessa durante le battaglie e anche schernire i nemici sconfitti. 

A proposito di calcio ho notato che il pallone dei mondiali che si stanno svolgendo in America del nord, denominato “Trionda” disegnato dai creativi di una famosa ditta di articoli sportivi, somiglia molto al “Triscele”, “Triskell” o “Triplice Dea”, che sarebbe proprio la Luna, anche se non so se volutamente ispirato a questo antico simbolo di origine celtica, oppure opera casuale della fantasia degli autori. Alla Luna crescente simbolo di nuova vita, corrisponde la dea greca Artemide, la Diana dei romani, sorella di Apollo e fiera cacciatrice, custode delle partorienti, delle giovani fino al matrimonio e della verginità. Collegata alla Luna piena è Selene protettrice delle donne sposate. Infine la Luna nuova, ovvero Ecate, è dea degli inferi e degli incantesimi. 

Come si vede la Triplice Dea tutela ogni aspetto della realtà, unendo metafore di vita, di morte e di rinascita. Anche nei precedenti mondiali del Qatar venne usato come simbolo, in quel caso più legato al Sole, di un “Analemma”, un otto irregolare, altro antico simbolo, studiato nell’antichità da astronomi Caldei Egiziani e probabilmente anche dai Celti. Sarebbe il disegno che si ottiene segnando l’ombra dei punti del sole durante l’anno, sempre alla stessa ora. L’Analemma veniva studiato per comprendere i movimenti più lenti del sole, soprattutto la precessione degli equinozi. Gli scriba predisposti facevano questo lavoro tutta la vita e i risultati delle osservazioni venivano trasmessi di generazione in generazione. 

Segnavano tutto il giorno e ogni giorno, la proiezione dell’ombra del Sole, soprattutto gli Egizi, degli enormi obelischi. Il disegno ottenuto veniva sovrapposto alla ruota dell’anno con i diversi incontri delle curve delle posizioni del Sole, che stabilivano le feste e le cerimonie pagane, poi diventate anche cristiane. Per sei mesi il tempo scrive con la luce tracciando nel cielo la calligrafia del Sole. Ogni alba lascia un segno lieve, ogni tramonto una memoria d’oro. Dal silenzio del solstizio d’inverno fino al respiro luminoso dell’estate, la Terra custodisce il passaggio delle stagioni. 

Quindici milioni di secondi raccolti in un solo sguardo, dove la pazienza diventa immagine e la luce racconta ciò che il tempo non sa dire. Tornando al calcio i tifosi inglesi cantano da tempo, durante questi eventi sportivi calcistici in coro: it’s coming on, the football is coming on… il gioco del calcio sta tornando a casa; anche se nonostante il desiderio, questa cosa non è ancora accaduta. Pare che il gioco del calcio moderno sia nato nelle periferie urbane delle città inglesi, tra le classi più popolari, giocando appunto la palla con i piedi, mentre le classi borghesi e aristocratiche si distinguevano praticando sport più nobili con le mani, il tennis, il rugby, la pallavolo. 

Per concludere voglio citare un brano di Italo Calvino tratto da  “Collezione di Sabbia”: Una sera, la Luna cammina per la strada portando se stessa nel taschino. Sul pendio le si è sciolto il laccio d’una scarpa. La Luna si china ad allacciare la scarpa e le cade di tasca la Luna, che si mette a rotolare veloce per la via asfaltata bagnata dalla pioggia improvvisa. La Luna corre dietro alla Luna, la distanza cresce, cresce per l’accelerazione di gravità della Luna che rotola. E la Luna perde se stessa nella nebbia azzurra giù in fondo al pendio. 

Questo fascino della duplicazione, proprio della immagine lunare, è probabilmente all’origine di una poesia di un poeta della prima avanguardia del novecento giapponese, Tafuro Inagachi. Anche in una traduzione parola per parola, questo poesia sembra lasciarci intuire, come in un riflesso appunto, qualcosa del suo scatto fantastico, si intitola “la Luna in tasca”. Mi piace usare questa immagine anche come metafora per descrivere più che la duplicazione dell’immagine, la triplicazione reale e non solo della dea, delle nazioni che ospitano i ventiseiesimi mondiali di calcio: Messico, Stati Uniti e Canada; la Luna Pallone Trionda che perde se stessa rotolando sui prati verdi dei campi di calcio, inseguendo un sogno ideale di pace e concordia tra popoli civiltà e nazioni...

A cura di Ferdinando Renzetti...



Nessun commento:

Posta un commento