Il rapporto con gli altri animali è andato radicalmente mutando nel corso degli ultimi 50 anni. Abbiamo da una parte gli animali da compagnia, protetti dalla legge come esseri umani (se non di più) e dall'altra gli animali da macello che non vengono nemmeno considerati come "esseri viventi" ma semplicemente come "merce".
Parliamo ora dei "pets". Ormai in Italia i cani, che sono oltre 20 milioni (senza contare quelli non registrati ed i randagi, almeno altrettanti e che vivono comunque a spese della società umana, nei canili), non potrebbero sopravvivere allo stato naturale. Se sono in vita e sono diventati così numerosi è solo perché vengono nutriti artificialmente dall’uomo che sfrutta forsennatamente a tale scopo anche le altre specie animali.
Stesso discorso vale per i gatti.
Ma potrebbe esistere un rapporto sano con le altre specie, la pastorizia può essere "umana"?
In passato anch’io ci ho provato ad allevare capre e pecore, per ricavarne un po’ di latte, ma ho imparato che tutti i maschi che nascono tocca farli fuori, se non li fai fuori tu e deleghi qualcun altro è lo stesso… e se anche li lasci lì nel gregge si crea una lotta interna fra maschi ed i più deboli (soprattutto quando sono molto giovani, soccombono.. Insomma fare il pastore non è proprio un’esperienza da vegetariani, infatti nella società matriarcale i pastori erano isolati e vivevano separatamente dalla comunità (che sostanzialmente si sosteneva coi frutti della terra)…
Ve la ricordate la storia simbolica di Caino ed Abele? In realtà Caino era il buono, che coltivava le messi, e Abele il cattivo che ammazzava gli animali. Negli archetipi rovesciati è accaduta la stessa cosa con il serpente che nella tradizione matristica era simbolo di saggezza mentre nella bibbia viene descritto come incarnazione del demonio. L’assurdo è che la sua colpa fu quella di trasmettere “la conoscenza del bene e del male” all’umanità… che invece evidentemente preferisce restare ebete e rinunciare alla sua vera natura frugivora (nel paradiso terrestre mangiavano solo i frutti della terra) ed è così diventata carnivora…. e ipocrita con il beneplacito della religione.
E parliamo ancora dell'ipocrisia, soprattutto di quelli che si cibano di carne e si giustificano identificandosi con i loro cani. Spesso ho ricevuto lettere in tal senso da persone che si definiscono "animaliste" e questo è un altro aspetto della stupidità e immedesimazione con l’animale al quale si vorrebbe assomigliare, perché il cane naturalmente è carnivoro mentre l’uomo non lo è…
In passato anch’io ci ho provato ad allevare capre e pecore, per ricavarne un po’ di latte, ma ho imparato che tutti i maschi che nascono tocca farli fuori, se non li fai fuori tu e deleghi qualcun altro è lo stesso… e se anche li lasci lì nel gregge si crea una lotta interna fra maschi ed i più deboli (soprattutto quando sono molto giovani, soccombono.. Insomma fare il pastore non è proprio un’esperienza da vegetariani, infatti nella società matriarcale i pastori erano isolati e vivevano separatamente dalla comunità (che sostanzialmente si sosteneva coi frutti della terra)…
Ve la ricordate la storia simbolica di Caino ed Abele? In realtà Caino era il buono, che coltivava le messi, e Abele il cattivo che ammazzava gli animali. Negli archetipi rovesciati è accaduta la stessa cosa con il serpente che nella tradizione matristica era simbolo di saggezza mentre nella bibbia viene descritto come incarnazione del demonio. L’assurdo è che la sua colpa fu quella di trasmettere “la conoscenza del bene e del male” all’umanità… che invece evidentemente preferisce restare ebete e rinunciare alla sua vera natura frugivora (nel paradiso terrestre mangiavano solo i frutti della terra) ed è così diventata carnivora…. e ipocrita con il beneplacito della religione.
E parliamo ancora dell'ipocrisia, soprattutto di quelli che si cibano di carne e si giustificano identificandosi con i loro cani. Spesso ho ricevuto lettere in tal senso da persone che si definiscono "animaliste" e questo è un altro aspetto della stupidità e immedesimazione con l’animale al quale si vorrebbe assomigliare, perché il cane naturalmente è carnivoro mentre l’uomo non lo è…
La fusione identitaria portata alle estreme conseguenze…. fa sì che si consenta di fare al cane, rimpinzandolo a tutte le ore di scatolette, quello che in natura non farebbe mai. Ad esempio il sistema di caccia dei lupi è di aggredire in branco e prelevare solo la vittima “sacrificata” dal gregge ed ogni pasto è intervallato da parecchie ore se non giorni.
Vediamo però che nella religione induista, che è tradizionalmente vegetariana, il cane viene considerato animale “impuro” e non esistono cani da compagnia…(perlomeno non esistevano perché anche lì ormai la imitazione occidentale ha rovesciato i valori) ma solo cani spazzini che vivono ai bordi del villaggio nutrendosi di rifiuti e di escrementi…. (mica di scatolette). Ma qui mi fermo non voglio offendere nessuno…
Paolo D’Arpini
Paolo D’Arpini
Paolo D'Arpini... un po' in ombra
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Scrive Anonimo Carnivoro a
commento dell'articolo: “Protesto
civilmente: non sta bene parlare di "stupidità" quando si
espongono le opinioni contrarie alle proprie. Non sta bene, a meno
che non si sia fanatici religiosi (quelli per i quali tutti gli altri
hanno torto a prescindere) che considerino l'"uomo" e
l'"animale cose distinte in barba alla scienza. La quale dice
anche che il nostro cugino scimpanzé, caccia; anzi: per via che
caccia anche altre scimmie, è pure cannibale; e pure che, agli
albori della nostra specie, l'ominide si è sviluppato anche grazie
alle proteine che si procurava con la caccia, ma soprattutto con gli
avanzi delle prede dei grossi carnivori. Il Mondo non è l'Eden: la
morte e la sofferenza vi sono indispensabili alla sopravvivenza; non
credo che il rispetto per i viventi sia nel fingere di non
appartenere a questo mondo (fingere insomma di non essere viventi, od
essere dèi): vi apparteniamo, che lo si voglia o no, e giornalmente
uccidiamo miliardi di vite minime, camminando, respirando, mettendo
panni in lavatrice (gli acari, nostri compagni di letto). Il rispetto
credo sia nel rifiuto della sofferenza inutile, in sistemi di
allevamento confortevoli per il bestiame e per un penso di
ringraziamento verso chi muore, fosse pure un batterio, perché
altri, noi compresi, si viva e si pensi. "Assassini Innocenti"
titolava un vecchio libro di Danilo Mainardi. Parlava di carnivori ed
onnivori africani africani. Parenti nostri. In ultimo: dare dello
stupido, non è nemmeno cortese, anzi: è molto violento; direi
brutalmente feroce. Sarà mica effetto del radicchio? (ho scherzato,
non scoprite le zanne, su)...”
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