giovedì 2 agosto 2018

Verso la sesta estinzione di massa... e la fine della selvaticità (e non solo!)



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In questi giorni si fa un gran parlare delle tigri che corrono il rischio di estinzione, infatti da 30.000 esemplari nel 1900 oggi siamo scesi a poco più di 3.000 esemplari. Ma non è solo la tigre a preoccuparci, sono tutti gli animali del pianeta, a parte quelli opportunisti che riescono a convivere con la nostra civiltà. 

Ormai, purtroppo, è scontato che l’uomo, da quando è sulla Terra, abbia fatto più cose negative che positive sia per la vita degli animali che del pianeta in genere.  Recentemente  abbiamo fatto le condoglianze alle due ultime femmine di rinoceronte bianco, visto che “Sudan”, il nome dell’ultimo maschio della sottospecie di rinoceronti bianchi, era morto. 

Molteplici sono i motivi che ci stanno portando verso la sesta estinzione di massa, iniziando dagli animali, ma una in particolare è in parte ignorata: l’aumento della popolazione mondiale. 

La crescita demografica umana vuol dire più necessità di cibo, più terreni vergini da sfruttare e cementificare, più perdita di habitat naturali, più inquinamento ecc. Nel 1960 eravamo sulla Terra oltre 3 miliardi di individui e già si parlava dei limiti della Terra per sfamare tutti i suoi popoli, oggi a poco più di mezzo secolo siamo arrivati ad essere 7,6 miliardi di persone. 

Inevitabili, quindi, gli assalti verso gli ultimi habitat naturali dove vivono migliaia di specie animali. E allora? A questo punto, visto che entro il 2100 gli umani saranno più o meno 12 miliardi d’individui a pesare sul  pianeta, non vedo una soluzione per i nostri animali selvaggi, salvo l'istituzione  di tanti zoo, bioparchi e qualche riserva naturale.... 

Questa è la fine della selvaticità! 

Filippo Mariani 


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(Fonte: A.K. N. 31)

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