Molti di noi, quando abbiamo ricevuto la notizia che Dina Alberizia era stata liberata dopo l’incubo della detenzione nelle carceri libiche, insieme agli altri volontari della missione umanitaria diretta a Gaza, abbiamo tirato un sospiro di sollievo e ci siamo detti “meno male”.
“Meno male” anche in senso letterale è la speranza nel buio di questi anni terribili. Che possa esserci meno male, questo ci auguriamo. Tanti di noi ammirano Dina, perché ha saputo fare un gesto coraggioso, passare dalle parole ai fatti. Io stesso tante volte ho pensato che vorrei imbarcarmi su una flotilla, ma poi non l’ho fatto. Chi mette la propria vita al servizio della pace e dell’umanità va rispettato, perché appartiene alla categoria dei giusti.
...Dina ci fa riflettere allargando l’orizzonte. Dina è tornata a camminare, il cammino cura le ferite, il cammino dà la forza di combattere per aiutare gli altri, noi camminiamo con lei...
Stralcio di un articolo tratto da "Il Cammino/327" - luca@camminoprofondo.it
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