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venerdì 20 gennaio 2012

Programma per l’Incontro Collettivo Ecologista – Solstizio Estivo – Aprilia (Latina) – 22, 23 e 24 giugno 2012

Alea iacta est


"Aprilia o morte!" (Saul Arpino)

Cari amici,

ecco, con le ultime indicazioni sul percorso ricevute da Benito, e le osservazioni di Riccardo e i consigli di Stefano, di Caterina e di qualcun altro, abbiamo redatto questo programma di massima, con alcune note generali sui temi trattati, per l’Incontro Collettivo Ecologista del solstizio estivo 2012. Grazie per l’attenzione (e per l’aiuto che vorrete dare nella divulgazione)!

Temi trattati, indirizzi comportamentali e programma per l’Incontro Collettivo Ecologista del Solstizio estivo – Aprilia (Latina) dal 22 al 24 giugno 2012

Ante Scriptum

Note introduttive sul Bioregionalismo, sull’Ecologia Profonda, sulla Biospiritualità, sull’Economia Partecipativa, sulla Biopolitica…. ed altro ancora.

Il bioregionalismo è una forma attuativa dell’ecologia profonda. Nel senso che l’ecologia profonda analizza il funzionamento delle componenti vitali e geomorfologiche ed il bioregionalismo riconosce gli ambiti territoriali in cui tali componenti si manifestano.

Per fare un esempio concreto: il funzionamento generale dell’organismo vivente viene compreso attraverso il riconoscimento e lo studio delle sue funzioni vitali e dei modi in cui tali funzioni si manifestano ed il bioregionalismo individua gli organi specifici che provvedono a tale funzionamento e le correlazioni fra l’organismo e l’insieme degli organi che lo compongono, descrivendone le caratteristiche e la loro compartecipazione al funzionamento globale. Per cui non c’è assolutamente alcuna differenza fra ecologia profonda e bioregionalismo, sono solo due modi, due approfondimenti, per comprendere e descrivere l’evento vita.

Abbiamo inserito come terzo elemento componente “l’osservatore”, cioè l’Intelligenza Coscienza che anima il processo conoscitivo. Ovvero la capacità osservativa e lo stimolo di ricerca e comprensione della vita che analizza se stessa. Anche questo processo di auto-conoscenza, ovviamente, è parte integrante del processo individuativo svolto nell’ecologia profonda e nel bioregionalismo. A volte questa intelligenza intrinseca nella vita è anche detta “Biospiritualità” – E cosa si intende per biospiritualità? Biospiritualità è l’espressione, l’odore sottile, il messaggio intrinseco, che traspira dalla materia tutta. Il sentimento di costante presenza indivisa.. la consapevolezza dell’inscindibilità della vita, riconoscibile in ogni sua forma e componente, partendo dal “soggetto” percepiente. La conoscenza “suprema” significa essere consapevoli che tutto quel che “è” lo è in quanto tale. Perché l’esistente è uno, non può esserci “altro”…

Altro aspetto importante del discorso è quello della Solidarietà al Tutto (anziché Umana) per far trasparire una visione meno antropocentrica e più rivolta al rispetto dell’Uno e Molteplice che ci circonda ed in cui siamo. Il termine più appropriato per noi sarebbe Cooperazione Attiva, quindi cooperare alla maniera del fare o dell’agire cioè del concludere e arrivare a soluzioni e propositività negli intenti, orientati sempre verso l’alto, cioè lo Spirito.

Nel discorso dell’ecologia va incluso anche quello della Biopolitica per trasmettere un messaggio che la Politica deve essere inserita sempre in Bios cioè nella Vita, che è un qualcosa che non appartiene solo all’uomo. E poi l’Economia Partecipativa, poiché l’economia deve tornare ad essere a misura delle cose reali e non dei mercati subliminali di borse e speculatori e noi dobbiamo tornare a ridiventare fruitori attivi (ecco il senso di Partecipazione) di questo mezzo di scambio che è nostro (per es. reddito di cittadinanza di auritiana memoria).

Ed ora alcune indicazioni generali per lo svolgimento dell’Incontro che si tiene al Solstizio estivo. Bisognerebbe che ognuno portasse cibo, preferibilmente vegetariano, da condividere nei tre giorni dell’assemblea, ed anche posate e piatti e canovacci personali, e che la vesseile e la cucina e la pulizia dei luoghi venisse fatta in modo democratico con la partecipazione di tutti.

Altro impegno è quello relativo alle tematiche ed agli interventi. Allora, tanto per iniziare ripetiamo lo scopo di questo Incontro Collettivo Ecologista, che è quello di creare un coordinamento efficace e di comune ausilio sulle iniziative portate avanti dai gruppi e dalle persone che in Italia si riconoscono nell’ecologia profonda, nel bioregionalismo, nella biospiritualità e nel riabitare la terra in modo gentile, armonico e solidale. Potremmo dire che lo scopo evidente è quello di definire i nodi di una Rete delle Reti degli operatori sensibili all’ambiente ed alla vita.

Quindi durante il convegno sono ben accette proposte operative, e descrizioni di progetti già avviati in chiave locale da tutti i partecipanti, insomma si parla di condivisione delle esperienze e di trasmissione delle stesse, se utili alla causa comune. La formazione di gruppi di lavoro specifici è auspicabile, per un successivo approfondimento sui temi di maggior interesse… Chiunque potrà partecipare ai gruppi di lavoro che ritiene più prossimi ai propri intendimenti e competenze. Per semplificare l’esposizione dei temi da affrontare ci siamo dati un indirizzo (già sperimentato in simili occasioni) di partecipazione diretta al dialogo in tempi stabiliti.

Per la prima sessione di sharing e proposte, ognuno è invitato a portare un suo intervento scritto in cui sintetizzare il proprio pensiero e proposta, in una lettura non superiore ai 10 minuti. Le letture avverranno a rotazione. Ovviamente ci sarà la presenza di un moderatore facilitatore scelto fra i presenti che consenta l’ordinato svolgimento degli interventi nei tempi stabiliti, e che restituisca la parola a chi vuole ribattere dopo il primo giro di condivisione. Scende la sera e si prepara quindi la cena, la sala, etc. dopo mangiato si potrà tenere una esibizione di talenti artistici per allietare i presenti, con canti, poesie, musica, etc.

Gli altri interventi durante le successive sessioni potranno essere fatti a braccio.

Tutti gli interventi scritti che preventivamente saranno stati inviati alla segreteria redazionale verranno riuniti in un dossier “Quaderni di Vita Bioregionale – edizione 2012” che sarà distribuito, come atti dell’Incontro, a tutti i partecipanti e ad altri interessati, in modo che possano tenerne memoria e divulgarne i contenuti.

Paolo D’Arpini, Riccardo Oliva, Benito Castorina

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Per adesioni all’incontro scrivere a:

saul.arpino@gmail.com
info@mementonatura.org
bcastorina@gmail.com

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Programma di massima:


Incontro Collettivo Ecologista Solstizio estivo 2012 – Tematiche: Ecologia profonda, Bioregionalismo, Biospiritualità, Alimentazione naturale, Cure naturali, Rapporto uomo natura animali, Ecologia sociale, Economia partecipativa, Solidarietà con il Tutto, Biopolitica, Risparmio energetico, Gestione ecologica delle risorse, etc.

Venerdì 22 giugno 2012: Campo del Vetiver, Via Savuto 38, Aprilia

Dalle h. 14.00 – Arrivo, sistemazione alloggi ed accoglienza. Benvenuto agli ospiti con degustazione dei prodotti del territorio e approccio al territorio “Aprilia comune rurale – Città della Terra”. Segue escursione al mare con rievocazione narrativa di Carna. (a cura di Memento Naturae)
h. 18.30 – Ritorno al Campo, preparazione della cena e riordino.
h. 20.00 – Pasto conviviale e riordino della sala.
h. 22.00 – Osservazione ad occhio nudo del cielo stellato con riconoscimento astri (a cura di Memento Naturae).
h. 23.00 – Sistemazione per la notte.

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Sabato 23 Giugno 2012: Campo del Vetiver, Via Savuto 38, Aprilia

h. 7.30 – Sveglia, toilette personale e colazione
h. 9.30 – Inizio dell’Incontro. Seduti in Cerchio, a rotazione (con il bastone della parola) ognuno interviene con proprie proposte sui temi trattati e con narrazione di esperienze vissute. Tempo di lettura 10 minuti per ciascuno. Al termine ripetizione del giro di interventi per ulteriori approfondimenti.
h. 12.00 – Preparazione del pasto, consumazione e successivo riordino
Dalle h. 14.00 alle 15.00 – Riposo
h. 15.00 – Visita nel bosco circostante con riconoscimento erbe (a cura di Vivere con Gioia)
h.16.30 – Riprende il Cerchio di condivisione pareri e formazione di eventuali gruppi di lavoro, su specifici temi da portare avanti successivamente.
h. 18.30 – Break per tisana e preparazione del pasto.
h. 20.00 – Consumazione della cena e riordino
h. 21.30 – Attività ludiche collegiali. Canti, danze, poesie, espressioni corporee
h. 23.30 -Sistemazione per la notte

…..

Domenica 24 giugno 2012 – Campo del Vetiver, Via Savuto 38, Aprilia

h. 7.30 – Sveglia, toilette personale e colazione
h. 9.30 – Sessione finale di condivisione in cerchio e affinamento sui progetti
h. 11.30 – Preparazione del pasto, consumazione e sistemazione del luogo, pulizia generale, riordino, etc.
h. 15.30 – Discorso sulle proprietà del cibo, basate sui colori, sapori, forma ed odori (a cura del Circolo vegetariano VV.TT.)
h. 16.00 – Discorso sull’utilizzazione e proprietà del vetiver, la pianta dai mille usi e vantaggi (a cura di Benito Castorina)
h.17.00 – Conclusioni generali, riepilogo degli argomenti trattati e ultimi avvisi ai naviganti.

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Durante la manifestazione verrà distribuita la brochure “Incontro Collettivo Ecologista 2012 – Quaderni di vita bioregionale” con gli interventi pervenuti preventivamente (redazione a cura di Daniela Spurio – inviare testi a: europeanconsumers.tuscia@gmail.com)

Avvertenza: Non è richiesta una quota di partecipazione ma un’offerta volontaria per l’organizzazione sarà gradita. Ognuno è invitato a contribuire con cibi e bevande (possibilmente biologici vegetariani) e a partecipare alla conduzione generale, vesseille, pulizia, cucina, etc. Sono disponibili una dozzina di posti letto (con sacco a pelo proprio) riservati a donne, bambini ed anziani. Sono inoltre a disposizione due/tre dozzine di posti al coperto (con materassino e sacco a pelo proprio). E’ possibile campeggiare con tenda e camper senza problemi. La struttura che ci ospita dispone di servizi igienici e di cucina ed ha un salone per gli incontri.

Info. e contatti:

Informazioni Generali: Rete Bioregionale Italiana – circolo.vegetariano@libero.it – Tel. 0733/216293
Informazioni logistiche e sui programmi: Associazione Memento Naturae – info@mementonatura.org – Tel. 333-8902499

Informazioni per la permanenza ed accoglienza: Benito Castorina – bcastorina@gmail.com – Tel. 338.4603719

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Per giungere al luogo dell’incontro:

S. S. Pontina Km 44,300 da Roma – I Giardini del vetiver
Distributore Benzina Q8 Stazione Campo di Carne

Percorso principale:
1. SS Pontina direzione Roma – Aprilia, uscire al km 44,300 circa , poi girare direzione centro commerciale Aprilia2  rotonda  via della Riserva Nuova  via della Cogna  via Savuto (m.100 a dx dopo il distributore Q8)  continuare per via Savuto per circa km 2;
Altri percorsi:
2. chi viene dai Castelli Romani per altre vie;
3. chi viene dai Castelli Romani dalla Nettunense;
4. chi viene da Aprilia centro;
5. chi viene da Latina e dintorni: via Pontina uscita Campo di Carne  via del Genio Civile  via della Cogna  via Savuto (m.100 a dx dopo il distributore Q8)  continuare per via Savuto per circa km 2;
6. chi viene da Anzio e dintorni;
7. chi viene da Tor San Lorenzo.
8. per chi viene col treno che Parte da Roma Termini ogni ora, scende alla fermata Campo di Carne (la prima dopo la fermata Aprilia), e può chiamare per il servizio navetta gratuito della Impresa “Latium Vetiver” cell. 338.4603719.

venerdì 13 gennaio 2012

Produzione energetica da fonti pulite e rinnovabili..? Va bene… ma non con metodi che incentivano il meccanismo consumista ed industriale



Ancora una volta debbo ritornare sul tema della produzione energetica pulita….

Mi spiace doverlo fare perché stavolta debbo partire lancia in resta contro “le finte produzioni energetiche pulite”. In questo momento d’attesa sclerotica del picco del petrolio il sistema industriale e tecnologico spinge contemporaneamente verso processi “alternativi” che soddisfano invece l’esigenza della continua “crescita”…

Infatti anche con l'aiuto del governo monti l’industria pesante e la finanza continuino ad occupare ogni ambito di produzione energetica, anche quello delle rinnovabili. Vedasi il fiorire di mega torri eoliche nelle nostre campagne o la copertura di migliaia di ettari coltivabili con neri pannelli solari.

Bisogna smetterla -afferma il prof. Benito Castorina-  di identificare le rinnovabili col fotovoltaico che sta invadendo le campagne con milioni di mc. di cemento armato, acciaio, silicio, per la produzione dei quali bisogna bruciare quantità enormi di petrolio, scavare gli inerti dalle montagne, inquinare l’aria e surriscaldarla per un beneficio illusorio se consideriamo che su un metro quadro di superficie il sole scarica più di un kw di energia che viene totalmente utilizzata dalle piante, cosa che i pannelli solari si sognano…”

Poi va considerato il costo dello smaltimento successivo di questi impianti solari a terra… domani sarà un problema demolire e buttare in discarica questi pannelli per ripristinare i campi di grano e le vigne e gli aranceti che oggi sono fatti abbandonare perché non rendono al contadino quanto un impianto  fotovoltaico (grazie agli sproporzionati incentivi).

L’Italia paga milioni di euro per l’inquinamento da gas serra ed è importante riuscire a spostare l’attenzione sulle fonti rinnovabili veramente pulite ed accessibili, come potrebbe essere la produzione energetica da biomassa..  Ma non quella con combustibili liquidi, come l’olio di colza o l’olio di palma, che richiedono una lavorazione industriale e una  produzione agricola intensiva e inquinante.  La biomassa è preferibile da colture dedicate che abbiano anche usi collaterali e non il solo scopo di produrre combustibile.

Una biomassa che produca energia, etanolo biodiesel, biogas, syngas, carta, polimeri, mobili, medicine e chi più ne ha più ne metta, compreso l’eliminazione dei rifiuti, riciclaggio e tutte le cose che hanno senso per una fase transitoria nell’era del dopo petrolio.

E’ perciò assolutamente necessario che la produzione energetica non sia una scusa per continuare ad utilizzare metodi che vanno a nocumento dell’ambiente e della salute. Decrescere, decrescere e prendere coscienza della comune appartenenza all’evento vita… 

Paolo D’Arpini

Referente P.R. Rete Bioregionale Italiana
Presidente Circolo vegetariano VV.TT.
Via Mazzini, 27 – Treia (Macerata)
Tel. 0733/216293 


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Commento di Guido Dalla Casa: “L’energia ‘pulita’ non esiste, se prima non ci rendiamo veramente conto che la crescita economica è una terribile patologia della Terra.
Per quanto riguarda i dettagli, lasciando perdere lìolio di colza e tutte le altre amenità che si basano comunque sulla combustione.  L’eolico: consuma territorio, uccide esseri altamente senzienti, come gli uccelli, poi quelle pale non sono gradevoli. Bisogna limitarsi a qualche elica per estrarre acqua dal pozzo, o per i mulini a vento: i consumi devono restare sul posto.
Il fotovoltaico: i campi di pannelli consumano territorio, poi bisogna trasportare l’energia con una rete, strade e trasporti. Per avere le quantità richieste dalla crescita continua bisognerebbe ricoprire ben presto superfici immense, impensabili. Va bene, ma solo sui tetti.  Le centrali idroelettriche “grandi” sono anch’esse causa di problemi gravi: tolgono l’acqua per lunghi tratti, allagano bacini, consumano territorio. Restano i pannelli solari termici, e – per l’energia elettrica – qualche centralina mini-idro di potenza massima dell’ordine di 500-1000 kW con restituzione immediata dell’acqua e consumi sul posto…  guido1936@interfree.it


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Post scriptum

Ah, da non dimenticare, l'energia prodotta con il fotovoltaico a terra, come pure quella prodotta da impianti eolici, è minima e non è nemmeno canalizzata... dove lo è c'è la dispersione a farla da padrona.. Le terre fertili esposte a sud non sono coltivate per metterci i pannelli, i pannelli causano lo slavamento dei terreni e smottamenti, impediscono la crescita di erbe che trattengono il suolo, lo smaltimento dei panelli, una volta esaurita la capacità di raccogliemnto energetico, non va a carico di chi li costruisce bensì a nostro carico... La stessa cosa avvenne con l'amianto... e tra l'altro visto che molti pannelli solari contengono tellururo di cadmio e andando soggetti a spolveramento questo si disperderà nell'ambiente circostante e sarà un effetto amianto. Un vero disastro ambientale e di salute per l'uomo... Ma perchè  continuare a spiegare...  il fotovoltaico a terra e l'eolico pesante.... sono una truffa ed un inganno.  

In verità i pannelli solari potrebbero avere un uso solo nelle nuove costruzioni (sui tetti) o andando a sostituire le tettoie di amianto delle industrie (che sono ancora numerosissime, vedi ad esempio i capannoni della Barilla), per quanto riguarda l'eolico, va bene solo nel mini-eolico per la produzione energetica in case isolate.

Consumiamo troppa energia... stupidamente e senza ragione .... fino all'inizio anni '60 del secolo scorso l'approvvigionamento veniva dalle centrali idroelettriche e basta.. adesso i consumi sono centuplicati.. ma a quale scopo? Solo per luminarie pubblicitarie inutili, sprechi energetici, fare giorno quando è notte, frigoriferi, freezer, condizionatori, etc. etc. Dove basterebbe una lampadina, in casa, ce sono cinqanta e magari tutte accesse.. mentre uno se ne sta solo in una stanza... Ma che ve lo dico a fare...? Mi sa che certe cose le sapete già... Forse! O no?

Paolo D'Arpini

Incontro Collettivo Ecologista 2012... ed il piano strategico bioregionale, per la bonifica dell’ambiente e per il recupero della biodiversità..

Benito Castorina in una nicchia ad Aprilia 
 
 
 
Care, cari,
ecco qui un bell’intervento di Benito Castorina, socio del Circolo vegetariano VV.TT e responsabile per l’agricoltura naturale della Rete Bioregionale Italiana. Egli ci ospiterà, nel suo podere del vetiver di Aprilia, all’Incontro Collettivo Ecologista del solstizio estivo 2012.

Questo sarà un appuntamento estremamente importante per riportare in luce quegli aspetti dell’ecologia profonda, del bioregionalismo del riabitare la terra in modo gentile e solidale, che in questo momento storico sono di assoluta necessità per riportare ordine nella civiltà umana, in condizione di degrado profondo…
Ma intanto leggete il piano strategico elaborato da Benito (P.D’A):


Caro Paolo D’Arpini, sul Giornaletto di Saul mi fa piacere di trovare persone meravigliose che infondono serenità e simpatia, ma incontro anche coloro che non si rendono conto che tirando il fango sugli altri perlomeno si infangano la mano, altri che amano farsi del male come chi si lamenta dei cattivi italiani che nel 2008 hanno boicottato il “20 20 20”, cosa che non è.

Così non sentendomi un cattivo italiano ed essendo uno che apprezza persone come te che da perfetto cronista riporti quanto giunge sul tuo desk citando le fonti, consiglio al simpatico anonimo di eco-news di fare altrettanto per evitare che quanto scrive sia inteso come una sua idea, qualcosa di cui si fa responsabile, che in assenza di riferimenti si basa sul nulla.

Tanto scrivo non per spirito polemico ma per l’amore ed il rispetto che ho per il mio Paese, che già martoriato da situazioni esterne ed interne non abbisogna di critiche che non merita, in quanto in quell’anno (2008), se ricordo bene, il nostro Governo nella persona del Ministro Frattini e forse anche di Scajola, chiedeva di alleggerire quelle richieste per quelle strutture che avrebbero comportato la chiusura di settori industriali strategici o il licenziamento di lavoratori in assenza di una graduale applicazione degli accordi programmati.

Io sono abituato quando non sono d’accordo con una Legge a rispettarla, ma allo stesso tempo mi attivo per modificarla e ce la metto tutta!.

Ringrazio comunque l’anonimo (forse solo per me) perché mi ha spinto a fare due salti sulla rete, così comincio col leggere il file greehouse-gas[1].pdf , che ti allego, caro Paolo, dal titolo: Greenhouse gas reductions in Germany and the UK – Coincidence or policy induced?
Poi mi collego tramite il link: http://unfccc.int/meetings/bangkok_mar_2008/meeting/6318.php che come altri della serie, consente di portarsi sul sito delle Nazioni Unite, poi con le frecce avanti e indietro di accedere ai reports di tutte le conferenze sui cambiamenti climatici tenute negli anni.
Scorro in su e in giù, ripasso anno dopo anno le principali notizie e decisioni, poi torno a leggere il file greehouse-gas[1].pdf dal titolo: Greenhouse gas reductions in Germany and the UK – Coincidence or policy induced?


A questo punto vado sul sito WWW.Pv-magazine.com e trovo un’articolo del 9 agosto 2011, di John Stevens, Presidente della Luvata Appleton LLC, (http://www.pv-magazine.com/opinion-analysis/blogdetails/beitrag/why-wont-the-us-live-up-to-its-pv-potential_100003843/), il quale scrive, che l’industria del fotovoltaico negli anni 90 era dominata dai giapponesi e che poi si era spostata in Europa, in particolare in Germania, ed ammira quanto abbiano saputo giocare bene i mercati in Europa col discorso degli incentivi e il fotovoltaico sui tetti e gli piacerebbe se gli americani che poi sono quelli che hanno ceduto i brevetti sfornati dal MIT alle grosse industrie americale quali la First Solar, Inc. (FSLR), la Opel Solar, Inc. (Opel), ecc.e in Europa inizialmente ai tedeschi, seguissero la stessa strada….

A questo punto mi sovviene che il Governo Tedesco con l’emanazione della legge sulla energia rinnovabile, [( Erneuerbare-Energien-Gesets, (EEG)], entrata in vigore nel 2000 determinò per i tedeschi un risveglio delle forze, la scintilla iniziale di quel colossale sviluppo dell’industria per l’energia rinnovabile, che portò in seguito gli italiani a diventare i venditori dei prodotti tedeschi, sull’eco monotona di queste parole… mi addormento.

Mi addormento e sogno di essere a colloquio con Stevens il quale è convinto e nutre la speranza che gli americani capiscano che adottando sistemi come gli incentivi a favore di chi installa i pannelli fotovoltaici sui tetti e/o altri mezzi di persuasione, potrebbe verificarsi un’esplosione dell’industria del fotovoltaico e un recupero di immagine degli USA, colpevole di alimentare col carbone il 50% delle centrali elettriche, si potrebbe replicare il lancio incredibile verificatosi in Germania.
A questo punto gli dico che non capisco e lui si mette a ridere e si meraviglia perché non ho ancora capito che gli inglesi d’accordo con gli americani ed i tedeschi avevano fatto un piano strategico per risollevare le loro economie in crisi. Il piano consiste nello sfruttare il “perbenismo” di paesi come il Portogallo, l’Irlanda, la Grecia e la Spagna e la smania di protagonismo dell’Italia, come strumenti di persuasione per condurre una campagna di risanamento ambientale che partendo dall’Europa grazie all’effetto domino contamini tutto il mondo per la realizzazione degli obiettivi del protocollo di Kyoto: nasce così il piano industriale che poi diventerà l’obiettivo europeo espresso con la terna numerica 20 20 20.

La fretta e la globalizzazione sono i catalizzatori dell’operazione, l’una perché, guarda caso sul mercato ci sono pronti i pannelli solari, che non richiedono fatica e producono vantaggi economici a chi li commercia ma molto di più a chi li produce (la potente industria fotovoltaica tedesca formata da giganti come Ferrostaal, Stadtwerke Trier (SWT), Jung & Willenbacher (JUWI) , Siemens, ecc. l’altra spinge le piccole e medie imprese dei Paesi, che poi verranno unificati sotto l’acronimo PIGS, ad internazionalizzarsi e quindi indebitarsi e per poi fallire per aver seguito gli indirizzi dell’UE e dare così spazio alle multinazionali, alle multiproprietà, alle multi…portando danari ai mercati inglesi, americani e tedeschi alla corte dei quali si accodano da perfetti cortigiani i francesi per raccattare qualche briciola e fanno il gioco della Germania ridendo insieme e chiamando porci (pigs) i paesi di cui compreranno con pochi spiccioli siti archeologici, opere d’arte, ecc. tranne la democrazia perché gli è stata tolta da tempo.

A questo punto mi sveglio e sono felice di trovarmi in mezzo al mio vetiver e dal momento che non sono complottista mi faccio una risata per coprire la brutta sensazione provata. Appunto provata.

Non si può parlare di pace sin quando non ci saranno pari opportunità per i Popoli e non si potrà parlare di democrazia sin quando non ci saranno pari opportunità per le persone.

Più o meno in buona fede si manifesta per la pace e per la democrazia e ci si lava la coscienza mandando qualche spicciolo ai bimbi che muoiono di fame… uno … due… tre… le ONG, con la loro missione di raccolta di fondi, nel migliore dei casi, fanno la stessa funzione del prete che confessa e toglie i peccati.

Occorre un piano strategico a lungo termine, una presa di coscienza dello stato del pianeta e sulle condizioni dei suoi abitanti, comunque a tempo da determinare come si è fatto per la bonifica dell’ambiente e per il recupero della biodiversità, per superare l’attuale ipocrisia, per superare tutte le disuguaglianze, per inserire nel piano ogni essere ed ogni organismo vivente, nessuno escluso, trovando nell’unità, l’uscita, il successo.

Vogliamoci bene, un abbraccio, Benito Castorina

…………….

Di questo argomento se ne parlerà durante l’Incontro Collettivo Ecologista, previsto ad Aprilia (Latina) dal 22 al 24 giugno 2012 - Info: circolo.vegetariano@libero.it

giovedì 22 settembre 2011

Da Treia alla Padania.... Energia pulita? Più che altro una forma d'inquinamento visivo e di deturpazione ambientale

Controluce

Ancora una volta debbo ritornare sul tema della produzione energetica "pulita"….

Alcuni giorni fa mentre con Caterina facevamo un'ultima passeggiata per Treia, in procinto di partire per Spilamberto,  ci siamo affacciati alla balaustra della piazza del Comune, pe ammirare le dolci colline e la pianura che scende sino al mare... Sarà stato l'incipiente autunno, sarà stato che forse i pannelli aumentano.. ma abbiamo notato come le chiazze nere degli impianti fotovoltaici a terra sono sempre più presenti e invadenti.. Insomma la campagna diventa di plastica e veramente non si capisce bene perché...

Energia pulita? Sembra tutta una scusa per distruggere l'habitat con impianti industriali eolici e fotovoltaici installati nelle nostre belle campagne, quando potrebbero essre installati nelle zone industriali e rivestire i capannoni oppure lungo le autostrade dove almeno si affiancherebbero al degrado esistente senza  consumare nuovo territorio vergine....

Durante il viaggio, verso l'Emilia, ho notato ancora una volta come qui è lì le chiazze nere..  testimoniassero un'invasione senza pietà delle aree verdi.

Mi spiace doverlo fare ma ancora  una volta debbo partire lancia in resta contro “le finte produzioni energetiche pulite”. In questo momento d’attesa sclerotica del picco del petrolio ed in cui l’opzione nucleare -fortunatamente-  è spacciata assistiamo ad una spinta forsennata verso il sistema industriale e tecnologico  “alternativo” che soddisfa invece gli investimenti economici su una  produzione energetica "inquinamente"…

Vedasi il fiorire di mega torri eoliche nelle nostre campagne o la copertura di migliaia di ettari coltivabili con neri pannelli solari.

"Infatti bisogna smetterla -afferma il prof. Benito Castorina-  di identificare le rinnovabili col fotovoltaico che sta invadendo le campagne con milioni di mc. di cemento armato, acciaio, silicio, per la produzione dei quali bisogna bruciare quantità enormi di petrolio, scavare gli inerti dalle montagne, inquinare l’aria e surriscaldarla per un beneficio illusorio se consideriamo che su un metro quadro di superficie il sole scarica più di un kw di energia che viene totalmente utilizzata dalle piante, cosa che i pannelli solari si sognano…”

Poi va considerato il costo dello smaltimento successivo di questi impianti solari a terra… – conclude Castorina- domani sarà un problema demolire e buttare in discarica questi pannelli per ripristinare i campi di grano e le vigne e gli aranceti che oggi sono fatti abbandonare perché non rendono al contadino quanto un impianto  fotovoltaico (grazie agli sproporzionati incentivi)”

L’Italia paga milioni di euro per l’inquinamento da gas serra ed è importante riuscire a spostare l’attenzione sulle fonti rinnovabili veramente pulite ed accessibili, come potrebbe essere la produzione energetica da biomassa..  Ma non quella con combustibili liquidi, come l’olio di colza o l’olio di palma, che richiedono una lavorazione industriale e una  produzione agricola intensiva e inquinante.  La biomassa è preferibile da colture dedicate che abbiano anche usi collaterali e non il solo scopo di produrre combustibile. Una biomassa che produca energia, etanolo biodiesel, biogas, syngas, carta, polimeri, mobili, medicine e chi più ne ha più ne metta, compreso l’eliminazione dei rifiuti, riciclaggio e tutte le cose che hanno senso per una fase transitoria nell’era del dopo petrolio. Ad esempio le coltivazioni adatte potrebbero essere quelle della canapa e del vetiver.

Evidenzio qui l'opinione di un altro ecologista profondo, Guido Dalla Casa, che afferma: “L’energia ‘pulita’ non esiste, se prima non ci rendiamo veramente conto che la crescita economica è una terribile patologia della Terra.  L’eolico: consuma territorio, uccide esseri altamente senzienti, come gli uccelli, poi quelle pale non sono gradevoli. Bisogna limitarsi a qualche elica per estrarre acqua dal pozzo, o per i mulini a vento: i consumi devono restare sul posto.   Il fotovoltaico: i campi di pannelli consumano territorio, poi bisogna trasportare l’energia con una rete, strade e trasporti. Per avere le quantità richieste dalla crescita continua bisognerebbe ricoprire ben presto superfici immense, impensabili. Va bene, ma solo sui tetti.  Le centrali idroelettriche “grandi” sono anch’esse causa di problemi gravi: tolgono l’acqua per lunghi tratti, allagano bacini, consumano territorio. Restano i pannelli solari termici, e – per l’energia elettrica – qualche centralina mini-idro di potenza massima dell’ordine di 500-1000 kW con restituzione immediata dell’acqua e consumi sul posto…"

E’ perciò assolutamente necessario che la produzione energetica non sia una scusa per continuare ad utilizzare metodi che vanno a nocumento dell’ambiente e della salute. Decrescere, decrescere e prendere coscienza della comune appartenenza all’evento vita…  

Paolo D’Arpini

Referente P.R. Rete Bioregionale Italiana
Presidente Circolo vegetariano VV.TT.
Via Mazzini, 27 – Treia (Macerata)
Tel. 0733/216293