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mercoledì 5 settembre 2012

Spiritualità umana (laica) - Come si può capire l'eterno in un piccolo lasso di spazio tempo?

Rinascita - Dipinto di Franco Farina


Spesso ci arrovelliamo le cervella sulle sorti e l'andamento della nostra vita, della nostra comunità del nostro paese e pensiamo subito alla sorte, al destino fino poi arrivare anche a Dio per qualcuno.

La battaglia della natura umana in fondo si può sintetizzare in una lotta contro il fato.

Ma chi è questo fato oscuro che diventa benevolo o cattivo per una parte dell'umanità e cattivo per l'altra? La battaglia fin dalla nascita è quella di strappare tempo e certezza in una dimensione materiale che ci costringe a vivere in una finestra di tempo veramente ridicola se consideriamo i miliardi di anni che il nostro universo si porta con tanta facilità.

Un minuscolo spaziotempo concesso per vedere la dimensione materiale e poi forse tornare ad essere luce, se si è compresi di essere Dio. In questo tempo c'è una lotta di legami contro il tempo e contro la materia che distruggono la nostra energia la esauriscono in sessanta ottanta anni. La lotta non è tanto tra il bene ed il male ma su quanto siamo protagonisti di questa storia, su quanto riusciamo ad essere registi della nostra vita.

Il destino è di essere attori lo scegliamo giornalmente, sta a noi volere diventare registi. La bilancia della vita è quella di capire quanti eventi  della nostra esistenza sono stati effettivamente voluti  dalla nostra coscienza e quanti invece sono stati subiti.

La libertà non esiste già il solo fatto che un essere di luce debba per completare la sua perfezione passare per l'umiliazione della materia è duro da digerire per chi sente l'essenza dell'infinito. La libertà è solo una consapevolezza delle forze che ci tengono in equilibrio, ed il gioco della liberazione è proprio nell'avere il coraggio di sciogliere tutti i legami con lo spaziotempo, e solo quando avremmo sciolto l'ultimo laccio ci renderemo conto della nostra piccola mente.

Il Dio che è in noi cerca di esplodere ma l'errore del tempo non permette l'estrinsecazione dell'eternità, e la vera divinità sta proprio nell'umanizzazione della materialità.

L'universo segue delle regole sue che forse vanno verso il disordine universale, mente la piccola mente umana piena di se nell'ordine di un settemiliardesimo, tanti sono gli uomini e ancor cresceranno, vuole comprendere e mettere in ordine le cose pretendendo di dare le sue regole, che possono essere spazzate in un istante. Anche la macchina umana è un agglomerato di leggi biologiche fisiche e psicologiche che sono destinate ad autodistruggersi ed andare verso il disordine che noi chiamiamo morte.

Dove è l'essenza, dove è la logica in un governo illogico di un rimescolarsi di esperimenti ciclici e millenari che vanno verso il disordine. L'umanizzazione di un universo disordinato potrebbe essere la creazione di un Dio giusto che l'uomo vorrebbe andasse verso l'ordine universale.

L'esistenza di un dio è una rappresentazione di un essere che realmente è dentro noi  che cerca una sua approvazione nell'uomo sociale, al fine di renderlo sempre più vero in virtù della regia del nostro misero tempo, buona la prima, non ci sono repliche di cui dobbiamo gestire la nostra meravigliosa misera esistenza.

Giuseppe Turrisi

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Commento ricevuto:

D’accordo su tutto quanto hai meravigliosamente tratteggiato, meno che sulla conclusione (sempre che io l’abbia ben interpretata...)!
Noi viviamo più e più esistenze (consiglio a tutti la lettura dei bellissimi libri di BRIAN WEISS, psichiatra che tramite l’ipnosi regressiva è giunto a questa conclusione, magari iniziando da “MOLTE VITE, MOLTI MAESTRI”).
 
P.S.  Anche Gesù, nel VANGELO DI TOMMASO, parla in almeno 2 passaggi di “vite” e non di “vita”. Successivamente, intorno al 5° secolo d.C. un imperatore romano, con un Editto, ha bandito dalla appartenenza cattolica chi professava la metempsicosi...
 
Massimo Pietrangeli

sabato 14 luglio 2012

Nuove religioni: il dio denaro ed il sistema ecclesiastico chiamato mercato per l'uomo di ricambio con pezzi di ricambio in vendita

Allegoria di Vincenzo Toccaceli


La moneta industriale crea un mondo industriale, la moneta umana e sociale crea un mondo umano e sociale.  La moneta non può che essere nazionale, ogni formula diversa è una truffa più o meno sofisticata a danno del popolo e a beneficio del banchiere.  Il liberismo ha creato un mondo di disequilibri che riducono anche la quiete sociale che prima o dopo scoppia, chi gestrice e cavalca questa rivoluzione vince, e solitamente la gestisce sempre chi la crea e soprattutto chi conosce la natura umana, libera da superfetazioni intellettuali. 

Una moneta che non tiene più conto che viene coperta dal lavoro come è giusto (in parte) che sia (la magia del denaro- Schacht) e dell'induzione del valore (G. Auriti),  ma al contrario se non c'è il banchiere che presta moneta (con valore a priori)  non si può ne vivere, ne creare impresa, ne gestire uno stato, ne creare lavoro, ne pagare salari,ecc e tutto questo badate bene, perché fin dall'inizio "Dio" creò l'uomo la donna ed il banchiere (che possedeva il valore fin da principio).

Siamo alla follia, ma la vera follia non è l'accetazione di tuto questo da parte del popolo e sopratutto degli intellettuali persi nelle loro congetture di potere nel peggiore dei casi e nel migliore dei casi in qualche libro di una sperduta utlima biblioteca prima che bruci.

Questo sistema sta rastrellando il più possibile prima del grande disastro e nonostante il burrone è sempre più vicino nessuno si vuole ancora arrendere e nessuno vuol saltare dal Titanic. 

Soprattutto perché non sa nuotare nessuno, e poi perché ci sono gli squali in giro. Ma il divario sta diventando insostenibile ed i disordini sociali sono all'orizzonte, sopratutto quando si arriverà ad altezza pancia.

Quando i divari diventano oltremodo inaccettabili la rivolta diventa l'unica soluzione, ma qui non parliamo di rivolte coordina, pagate e gestite come quelle che conosciamo, ma di rivolte che arrivano dalla pancia delle persone. Infatti dove non arriva la moneta debito arriva la democrazia delle bombe. Un nazione non ha più la possibilità di essere tale, deve perdere la sua identità la sua cultura la sua storia, il suo radicamento al territorio. Tutti siamo uguali (per loro) ed in nome di questo nuovo oppio dei popoli l'uguaglianza, si commettono le peggiori atrocità.  

L'imposizione dell'uguaglianza, tu "devi" essere uguale all'altro, devi usare la stessa moneta, devi usare lo stesso farmaco, devi essere flessibile come l'altro, tu devi guardare gli stessi film degli altri, tu devi pensare le stesse cose, tu non devi dubitare, tu devi accettare il "Dio mercato" sovrano e per questo devi rinunciare alla sovranità della tua identità.

Tu sei solo un uomo di ricambio nel sistema, se servi bene se non servi non hai nessun diritto, poiché i tuo diritti dipendono solo ed esclusivamente  se puoi essere utile al sistema (e non il sistema utile all'uomo) se non se capace di avere un conto corrente, e di mantenerlo, sei fuori bilancio. Ci vogliono far credere che la moneta abbia un valore a se e chi c'è la (perché gliela lasciata il nonno) la può prestare chi invece nasce oggi con un nonno povero è destinato a farsela prestare da chi la detiene (come una pepita unica irrepetibile ed introvabile).

Nonostante ormai lo sanno tutti che molta parte del valore della moneta dipenda da un contratto esclusivamente fiduciario (vale solo perché io credo che valga) ci vogliono far credere che questa vale solo se la prendiamo in prestito da loro (come se la loro moneta fosse unica come una pepita).

L'unificazione monetaria europea senza l'unificazione politica e sopratutto con un euro (debito) in mano ai banchieri dove nessuna nazione può dire la sua è di fatto una partita di calcio senza arbitri, e vince non chi rispetta le regole, ma chi è più furbo. Il liberismo accoppiato alla moneta debito è una delle armi di distruzione di massa più potenti che siamo mai inventate. Un arma che punta tutto sulla tua "potenziale" libertà di "poter" far tutto in un mondo "iper-monetizzato" dove tutto si muove solo ed esclusivamente in funzione di quanti "interessi" può generare. Non ha caso la massa monetaria mondiale (M0+M1+M2+M3) è cinque volte superiore al prodotto mondiale (economia reale). L'illusione di fare denaro dal denaro (eppure la favola di Pinocchio sembra estremamente chiara).

Certamente si può fare denaro dal denaro ma se questo è controllato da qualcuno significa che farai denaro solo quando e quando questo qualcuno vuole che tu lo faccia. ,In ogni caso tale denaro è destinato a saltare, poiché inevitabilmente crea voragini  con il sintema Ponzi, ossia qualcuno si arricchisce come i banchieri, mentre  molti, o meglio tutti gli altri pagano.

Facendo poi leva sulla "natura umana", debole e corruttibile, il banchiere non si toglie mai il suo guadagno (pizzo), ma riversa il "danno" di tale sistema-disastro, sul popolo il quale non sa scegliere da chi farsi governare, ed allora distruggiamo anche l'idea più alta della politica e soprattutto togliamo la voglia a questo uomo intercambiabile, "libero ed uguale" e sempre più uguale di partecipare attivamente alla politica. Tutto deve fare l'uomo pezzo di ricambio tranne interessarsi dei suoi interessi, non c'è ne bisogno.

L'uomo "reso uguale" non ha necessità di occuparsi di se c'è il sistema che sa cosa è giusto per lui (sopratutto il pareggio di bilancio). L'uomo "libero" di essere fotocopiato è uguale e in quanto uguale non ha necessità di avere aspirazioni ed identità diversa.

 L'uomo di ricambio è cresciuto per essere anche pezzi di ricambio, non deve pensare deve stare in silenzio deve solo ascoltare, per essere programmato ad essere uguale e sopratutto a non contestare il sistema che sta facendo di tutto per dargli la "libertà di essere uguale".

L'uomo uguale deve essere la stessa moneta, poiché liberamente c'è solo una moneta da utilizzare, l'uomo di ricambio deve essere libero dal posto fisso, perché l'uomo uguale deve essere intercambiabile con un altro più liberamente ricattabile perché magari ha più figli da sfamare.

L'uomo uguale di ricambio deve essere libero di poter essere curato male alla stessa maniera non potendosi appellare a nessun ente o rappresentante territoriale, in quanto se è un uomo uguale a tutti gli altri non c'è necessità di avere un riferimento a cui dare una responsabilità.

L'uomo uguale deve essere un consumatore libero di mangiare la cioccolata fatta con i surrogati, deve essere libero perché se è libero non lo difende più nessuno nei suoi diritti, infatti l'uomo intercambiabile deve essere libero da diritti. Non ci vuole molto a imporre l'uguaglianza e la libertà, basta convincere una sparuta limitata di politici che la moneta debito (euro) sia la soluzione e la libertà (dai diritti) arriva sicuramente.

La colpa del disastro non è mai del sistema debito (ci mancherebbe) ma solo di chi non sa governare, e come si potrebbe governare un economia che ti succhia almeno il 5% l'anno del PIL solo perché si usa l'euro, come se si volesse travasare una botte  in un'altra usando uno scolapasta.  

L'ignoranza (voluta) di come funzione l'emissione monetaria fa si che anche il politico diventa un pezzo di ricambio liberamente uguale (in mano al banchiere) non a caso destra centro e sinistra sono ultra allineati (salvo finte sceneggiate, per confondere qualche pollo).

Monti Mario sta eseguendo "il programma" in maniera ineccepibile, lui solo quello sa fare, (il programma del liberismo-moneta-debito) e lo sta facendo in maniera egregia ma chi è che lo sta sostenendo?

Gli uomini politici liberi ed uguali di ricambio, che ci rappresentano (facciamocene una ragione). Quanti di noi sono andati dai propri referenti politici che hanno votato in passato e gli hanno detto: "ma che cavolo stai facendo?" Pochissimi e allora cosa pretendiamo, siamo troppo liberi ed uguali per capire certe cose.

Giuseppe Turrisi 

giovedì 10 maggio 2012

Pensieri sull'uso delle religioni e sull'essenza dello spirito - Da Giuseppe Turrisi e Sara Laurencigh

Affari divini


Per rinascere bisogna morire  bisogna distruggere il tempio (delle nostre convinzioni , certezze, credenze, intelletti) e poi ricostruirlo il messaggio evangelico è chiarissimo.... la nostra fede non è: né la chiesa, né il papa (misero uomo come me e te), la sua infallibilità ed autorevolezza è un altro "tempio" che ci siamo (sono) costruiti per vedere ed avere al'esterno di noi un qualcosa di tangibile che "dimostrasse" la gloria,  il dio ebreo (vecchio testamento) non ha bisogno della gloria degli uomini, è già glorioso di suo, stranamente il dio dei cristiani/cattolici (che dovrebbe essere lo stesso) ha bisogno di continua gloria.... questa gloria serve  piuttosto agli uomini per crearsi un tempio (esterno e materiale ed un potere temporale) su cui credere perchè ha orribilmente paura di distruggere il tempio  che ha dentro...

Il vero tempio di dio è il corpo dell'uomo (ed in parte lo dice la stessa chiesa) ma con il fraintendimento che  solo rimanendo attaccati alla fede  riuscirai a fare questo e lo potrai fare solo con la sua gerarchia in primis il papa ... Si ricorda che Gesù non ha mai fondato la chiesa.... tanto meno Pietro. Forse lo ha fatto san Paolo......   Certamente  Costantino l'ha "istituzionalizzata" architettura umana (tempio)... La frase "su questa pietra fonderai la mia chiesa.... è da intendersi su questa professione di fede non sulla persona di Pietro.

Il fraintendimento sta proprio nell'interpretazione "io sono la via la verità e la vita"..... ma ogni uno che la pronuncia è tale nella sua e per la sua escatologia..... questo è spiegato nei vangeli aprocrifi che chi poi ha scelto di dare una veste materiale alla chiesa ha scartato ed allora solo il cristo (esterno) diventa io sono la via la verità e la vita.... spazzando il cristo interno (che deve morire e risorgere) e poi dire IO SONO.... (contro tutti i tu devi ecc).

Le civiltà passano  e sono una inezia rispetto alla eternità.... tutti gli imperi cadono (persiano, egiziano, romano,ecc)  non dobbiamo avere paura è nella natura delle cose noi ci affidiamo (fidiamo) troppo della "civiltà" e poco di noi stessi... anche la (civiltà) cristiana e la cattolica (nemmeno 1/6 della popolazione mondiale) cadrà... essa segue le regole di tutte le altre comunità umane e spirituali.......

Giuseppe Turrisi
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Dio è l'artefice di ogni cosa, colui che sta all'origine del tutto.
Credo che un uomo non possa conoscere Dio nella sua totalità, sicuramente può imparare a conoscerlo attraverso la propria vita per come Lui può farsi conoscere rispettando la nostra esistenza.
Siamo creature divine ma Dio "è roba grossa".


Se una persona si mette a disposizione possono accadere tante cose, ma non è così semplice mettersi a disposizione e cmq sia non è mai una forzatura ma un atto d'amore.
Ci occupiamo di tante cose che per noi sono più o meno importanti, quando perdiamo l'interesse verso qualcosa la sostituiamo e così si procede.
Dedicarsi con amore alla propria vita, ciò che la riguarda, è importante per avere un posto "nel popolo con Dio". Siamo tutti bravi quando si tratta di parlare ma poi quando dobbiamo passare all'applicazione molto spesso ci si rende conto,se si è abbastanza sinceri, che il 90 % di ciò che si dice sono concetti compresi a livello intellettuale, in poche parole  dico una cosa ma se adeguatamente provocata ne faccio un altra.
Ma questo è un processo che riguarda tutti,perchè come specie dobbiamo acquisire un senso diverso della vita.

Sara Laurencigh

Tocco Divino

domenica 22 gennaio 2012

I vespri siciliani del 2012, narrati da un siciliano nel 2012 - Il movimento dei forconi, avanti ed indrè....

Sicilia gennaio 2012 - Le danze sono aperte

"...i tempi non sono ancora maturi... questi son tempi da 'spigolatrice di Sapri'..."
(Saul Arpino)

..........solitamente si dice che "chi segue gli altri non arriva mai primo" ma la cosa più grave un po' troppo italiana è che siamo li ad aspettare che gli altri facciano il primo passo per poi dire  "ah,  ecco te lo avevo detto, ah,  si poteva fare meglio, ah si poteva fare cosi, si poteva fare colà.." ecc.

Quando si ha un idea bisogna poi realizzarla l'ide-a-zione "dall'idea all'azione"  (il buon Ezra diceva che se un uomo non è disposto a dare la sua vita per un'idea o vale poco l'uomo o vale poco l'idea" spesso è sempre la seconda.... silurante). Potrebbe esserci una regia dietro il movimento dei forconi e dal nostro contatto ne abbiamo avuto mezza prova) ma per fare una casa non servono solo i muratori servono gli scavatori, e ferraioli, gli elettricisti, gli idraulici gli arredatori ecc. ecc.

Pensare che con un sola squadra si riesca a fare tutto e nella totale convergenza è da ingenui (tanto è vero che nei cantieri nonostante ci siano i progetti  ci sono sempre dei problemi di esecuzione è nella natura umana).  L'uomo è un animale relazionale (poi data la tua professione lo sai perfettamente) queste relazioni ci illudiamo di fissarle e vincolarle con leggi e diritti che sono pura ideologia poiché l'uomo evolve, la comunità evolve la relazione evolve quindi anche le relazioni diventano necessariamente dinamiche.

Dietro i forconi ci sono i mafiosi? Ci sono gli inglesi? E' un movimento spontaneo? C'è Forza nuova? Ci sono tutti insieme?

La scienza della dietrologia cresce di giorno in giorno ma sopratutto liberiamoci dal mito che: se l'idea non è venuta o non è passata per la mia valutazione personale è sicuramente sbagliata" come al solito vincono "loro" nel fomentare divergenze e personalismi.

Personalmente credo che si deve avere l'intelligenza di cavalcare le singole circostanze a noi prossime anche non perfettamente allineate per poi ricondurle a nostro favore ed è il motivo per cui li abbiamo contattati due volte.... come al solito la sensazione è stata amara non tanto per l'ipotetica sponsorizzazione che ci stava dietro ma per l'ignoranza totale della fonte della crisi.....

Ora tolti i pseudo capetti-plagiatori noi si deve puntare alla base .... ma si deve capire che la base non viene da Marte o dalla Russia o da chissà dove... viene da cittadini italiani che per un motivo o l'altro hanno una storia politica religiosa culturale... se li cerchiamo tutti politicamente vergini lasciamo perdere..... per chi ha fatto marketing o il commerciale sa perfettamente che quando si va a vendere un prodotto ti capita spesso di trovare il cliente che ha già un suo fornitore che fai? Non ci parli lo stesso per convincerlo che il tuo prodotto è migliore per una serie di motivi? Sono processi banali se vuoi....

Se non comprendiamo prima noi che la mente umana anche in ordine alle idee, le convinzioni, gli stereotipi funziona allo stesso modo non si va da nessuna parte... l'avere ragione senza che l'altro sia messo in condizione di capire che hai ragione non frutta nessun risultato..... ma tutto questo si fa solo ed esclusivamente con la coltivazione delle relazioni che è il valore più alto che esista in un comunità comunque sia complessa.. l'induzione del valore (Auriti) prende valore  solo nella mutua relazione collettiva.... lo stesso marketing negli ultimi dieci ha cambiato completamente filosofia comprendendo il limite fisico del (saturazione)... non devo vendere e scappare... devo fidelizzare il cliente e trattarlo bene perché lui è il valore per la mia continuità economica....

Capisco anche che parlare di marketing e di ideali stride un poi ma ci dobbiamo convincere che ogni giorno ci vendono idee su come vivere su cosa pensare su cosa comprare, su cosa votare..... SIAMO PIU' PROGRAMMABILI DI QUANTO POSSIAMO PENSARE.... con l'illusione di essere liberi e il solo fatto di crederci liberi ci soddisfa.... per poi trovarci spiazzati quando dal mondo dello spettacolo in cui viviamo siamo spintonati giù nel mondo reale... e qualcuno si sveglia.

Per concludere, ogni circostanza fatta da uomini può e deve essere utili per l'obbiettivo..... Un amico ha citato un frase che mi è piaciuta tantissimo e che riporto "se ti convinci che non può essere fatto nulla per risolvere una questione, nulla sarà fatto".......

Giuseppe Turrisi 

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Commento di Cristina: "Secondo la mia personale opinione, e cìò che ci insegna la storia, sarebbe più opportuno arrivare a posizioni di "potere" politico e poi lavorare da lì. Difficile ottenere qualcosa (di grande) da azioni del genere, a meno che non scoppi una guerra civile. Riguardo lo scritto di Giuseppe, purtroppo (e a volte per fortuna) non sempre tutto è come appare. L'importante però è l'esserne CONSAPEVOLI, essere vigili, avere gli occhi bene aperti ed un buon quadro generale di "ciò che è" ed andare avanti con onore e pazienza per il proprio cammino...."

lunedì 16 gennaio 2012

Nord contro sud in guerra? Conviene... è un ottimo investimento! Ma dove la mettiamo Treia?...

Treia lontana, nel mezzo d'Italia....



Ante scriptum

Qui si preconizza una catastrofe... roba da nulla, in fondo si tratta solo della terza guerra mondiale. Quant'è che se parla? Stiamo tutti in finestra aspettando per vedere se comincia in Iran, in Siria, in Ungheria.. o magari in Italia? Già,  magari in Italia, avete visto che in Sardegna stanno preparandosi al referendum per scindersi dall'oppressore italico? Avete notato che tra nord e sud si sta andando ai ferri corti, con la scusa della crisi economica,  rinfacciandosi colpe passate e presenti? Quest'anno stiamo ancora celebrando il 150° anniversario dell'Unità ma ho la sensazione che sia una celebrazione sul ciglio del burrone. 

Poi alla fine scopriamo  che la guerra ha sempre ragioni economiche, che il Regno di Sardegna -quello di Vittorio Emanuele di Savoia e del fido consigliere  Cavour- anch'esso era sul ciglio del burrone, per vari passaggi di mano in varie guerre (napoleoniche, di restaurazione, di confine, etc.) e di malagestione  e non sapeva più come riparare il bilancio in passivo mentre nei pressi c'era  un altro regno isolano, il Regno delle Due Sicilie, con l'oro che traboccava  dai forzieri, con una industrializzazione incipiente, con una flotta unica nel Mediterraneo, con una storia ed una cultura antica... e che dava fastidio.... dava fastidio all'Inghilterra, dava fastidio alla Francia e soprattutto c'era un "re fifone" (oggi si dice pacifista) che non se ne intendeva molto di guerre...  Ed il suo regno in più confinava con quello di un tal papa Pio IX, uno che andava predicando l'unità d'Italia (mungere una vacca grassa è meglio che mungerne 4  magre e c'è meno da mediare)... 

Insomma l'oro del Banco di Napoli riparò i debiti contratti dal monarca "baffone" verso ignoti banchieri e tutti vissero felici e contenti, con la scusa che la guerra aveva avuto una buona riuscita... l'Italia era una e l'economia finalmente se ne poteva avvantaggiare!  

Oggi, leggendo lo scritto sottostante del siciliano Giuseppe Turrisi, mi è venuto un dubbio... Nel caso si arrivarsse alla secessione nord/sud, dove passerà la Linea Gotica? Da che parte starà Treia... di qua o di là?

Paolo D'Arpini

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ALLA RICERCA DELLA VERGINITA' POLITICA MENTRE LA GUERRA E' ALLE PORTE

Mentre si sta preparando la terza guerra mondiale, poiché il popolo per necessita o per virtù si sta svegliando, ancora personaggi di varia estrazione, che ricercano la "verginità politica altrui" ed una "purezza democratica", che non esiste nemmeno sui libri di teoria, per poter fare una "rivoluzione onesta".

Ma ci torneremo dopo, prima bisogna dire che le guerre servono a cancellare le vere cause dello sfascio causato sempre dall'imperocrazia finanziaria e a scrivere le "favole della storia" che siamo obbligati ad imparare a memoria fin dalle elementari, come per esempio, che mille sciagurati su delle barche misero in ginocchio il più grosso regno del mediterraneo per (sentite! sentite!) "liberare" il sud dall'oppressione Borbonica, e siccome le favole rendono economicamente, in tutti i sensi, il copione/soggetto è stato ripresentato dopo la seconda guerra mondiale, riproponendo lo sbarco del "liberatori" e sempre dalla Sicilia, dove per mantenere l'economia dei soldati sul territorio italiano non usarono le lire, ma la "AM-lire" (Allied Military lire) coperte da metallo prezioso, preziosissimo (il piombo delle pistole americane), e quando si dice "a corso forzoso".

Ma tornado al'Homo sapiens sapiens purtroppo ha necessità di alienazione e ha bisogno delle favole per dormire la notte e distrarsi di giorno. La cosa folle e che crede più alle favole che alla verità, infatti l'imperocrazia finanziaria potrà godere di sonni tranquilli nei secoli, in quanto basta che il popolo "creda di essere in democrazia" non è necessario che lo sia veramente, non lo è mai stata. In ogni caso la rivolta è nell'aria, ma l'innesco non verrà dal popolo come si vuol far credere, al massimo questo si accoderà come sempre senza aver capito niente , ma dalle fasce borghesi, che l'imperocrazia finanziaria sta tentando e ci sta riuscendo, di schiacciare in basso e livellarla con il popolo miserabile.

La soluzione, difficilissima ma non impossibile (rivoluzione francese) sta nella unione di queste "corporazioni" di borghesi (fasce) che solitamente sono "caste" divise per interessi, mestieri, discendenze e sopratutto da "blindature intellettuali"  (sapientemente pianificate dall'imperocrazia finanziaria). Queste lobbies e fasce non si metteranno insieme poiché per la loro sopravvivenza hanno sempre dovuto compromettersi (dare/avere) con una fazione politica piuttosto che un'altra e quindi sono tutti con il peccato originale.

Le associazioni ed i movimenti spontanei (a ragione, ma purtroppo con la ragione non si ottiene niente) ricercano la "verginità politica" per poter fare una "rivoluzione onesta", mentre si svolge questa intensa ed infinita diatriba dialettica,  di epurazioni per cercare il più "onesto intellettualmente" e il più "vergine politicamente" con cui allearsi, (plagio mentale indotto sapientemente ad arte con la canzoncina delle caste "casta qui" e "casta lì", al fine di distrarre ed indirizzare la questione sui "costi interni" e già mai sugli interessi usurai da pagare ad ogni livello), il banchiere se la ride a crepa pelle.

Qui il tempo ormai è agli sgoccioli per il banchiere, o fa subito una guerra (diversi focolai già sono in caldo, Romania, Ungheria, Grecia, Egitto Siria, Iran, ecc) oppure dovrà vedersela con l'alleanza tra borghesi che turandosi il naso si alleeranno. Una guerra infatti, permette di cancellare tutte le riflessioni in atto, distrugge e distrae, poi ci sarà chi conta i morti (spesso sbagliando di molto il numero) e chi penserà a ricostruire con i meccanismi di prima e più stringenti di prima.

La seconda fase di ripresa naturalmente è la favola più grossa che esiste, ogni governo infatti (anche i precedenti) hanno pensato prima a mettere i conti a posto (?) cioè trovare più soldi possibili per pagare l'usuraio legalizzato, e poi se resta tempo e spazio vediamo cosa si può fare con le briciole che restano, "la crescita", nessuna crescita ci sarà, ne ci potrà mai essere, se non solo ridistribuire tra poveri (con le liberalizzazioni) quel che rimane.

Ma quale crescita ci potrà mai essere: senza investimenti, con l'aumento dei carburanti, con l'aumento del'iva, con l'aumento delle rendite catastali, con l'introduzione dell'IMU, con il taglio ai comuni, con le banche privilegiate che hanno avuto prestiti all'1% e non hanno riversato niente sulle imprese ansi, stanno chiedendo rientri forzati e abbassando fidi, ecc ecc la solita favola.  Le imprese continueranno a chiudere, si continueranno a perdere posti di lavoro, il disaggio sociale aumenterà, aumenteranno i suicidi ed i disordini.

A questo punto il vero potere (LORO) ci renderanno la vita ancora più difficile; la circolazione monetaria sarà praticamente bloccata, internet sarà boicottato, non circoleranno più i mezzi di trasporto, il prezzo del petrolio salirà al doppio se non al triplo, non saranno più importati materie prima ma sopratutto cibi e alimenti, ci saranno interruzioni di elettricità delle comunicazione e dell'acqua, ci sarà la corsa ai negozi che saranno svuotati anche con la "spesa sociale", aumenterà la criminalità a dismisura, ci sarà il coprifuoco, molti spariranno, gli ospedali cominceranno a mandare via le persone, molti non trovando più niente da mangiare se ne andranno nelle campagne e li partirà la rivoluzione.

L'Italia non saprà con chi allearsi ma data la sua indole sarà sicuramente il peggiore. Un po' di bombardamenti qua e la per due tre anni finché saranno finiti i finanziamenti e le munizioni accumulati nelle armerie,  a quel punto qualcuno deciderà un trattato di pace.

La storia verrà scritta  comunque dal vincitore, sempre con lo stesso soggetto, ci sarà un "liberatore" o una alleanza di liberatori, che si spartiranno la nuova Europa. La Russia avanzerà di nuovo verso l'Europa, l'America rivivrà la guerra di secessione, la Cina non si muoverà, ma userà il momento per triplicare l'invasione silenziosa ormai attuata da anni, l'Italia si dividerà in due e ci saranno due costituenti, una a Napoli e l'altra a Milano, ma non vi preoccupate, entrambe le costituenti saranno subdolamente finanziate ed infiltrate dai banchieri per ricominciare tutto da capo.

Giuseppe Turrisi

domenica 9 ottobre 2011

Giuseppe Turrisi: “Il limite del razionale ed il suo inevitabile ricorso nel discorso esplicativo della Spiritualità Laica...” - Con nota aggiunta di Paolo D'Arpini

Alla sorgente - Dipinto di Franco Farina


In risposta all'articolo sulla libertà dal dualismo nella spiritualità laica (http://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2011/10/liberta-dal-dualismo-nella-spiritualita.html). Interviene Giuseppe Turrisi, che scrive:

….la necessità di "ridurre e dare delle spiegazioni" sta proprio nel distacco che la lo spirito intelligente ha nel momento del concepimento una parte del tutto si contestualizza un un modulo storico. La singola parata ancestralmente sa di appartenere al tutto e quindi nelle condizioni ristrette dello spazio tempo tende in continuazione (ascesi) a ricongiungersi con lo spirito intelligente infinito di cui fa parte  e cui inevitabilmente tende. la razionalità è un piccolo strumento che la natura umana possiede per non incorrere nella follia della complessità da cui ha origine e a cui tende.

Dall'altra parte la razionalità è lo strumento più alto per governare le cose del mondo, ma di fatto questa razionalità è il suo limite. Il suo limite finché si pone il limite della spiegazione più tosto che quello della descrizione.

Sarebbe incomprensibile alla piccola natura della razionalità  umana  "spiegare" perché mai di una cosa che si dice non esista, per esempio dio, vi siano immense discussioni scritti in ogni era ed ogni popolo. infatti si entra nella sfera della pura descrizione scientifica (e non della spiegazione) per cui certi eventi sono certamente possibile ma razionalmente inspiegabili limite dello strumento  "ragione" che la mente umana possiede per accertare il proprio contesto e generare le proprie rappresentazioni, poiché poi succede che molte singole rappresentazioni coincidano in un ologramma comune  la comunità genera l'idea di una entità superiore a cui loro stessi appartengono ma che lo strumento della razionalità non riesce a misurare e spiegare.

A questo punto poi anche attraverso il linguaggio e la comunicazione,  altra sfera di secondo livello di rappresentazione (il primo è quello ideale il secondo e dare all'idea una immagine e poi un suono per riconoscerla e poi comunicarla) nasce una letteratura (spirituale) che renderà memoria a posteri di queste rappresentazioni soggettive che prenderanno poi la forma del "dio" specifico, nella relazione prima relazione circolare in cui il soggetto cerca la sua provenienza dall'infinito e la comunica al suo simile e quindi alla comunità, a sua a volta la comunità cresce il singolo individuo nella ricerca dell'infinito.

La comunità genera questa rappresentazione come cultura e come rito per affermare la propria ricerca d'infinito (seme dello spirito intelligente) ma allo stesso tempo questa rappresentazione (per millenni) genera la stessa comunità ed i singoli individui. Tutto questo rivestito di un linguaggio appropriato poi diventa ora questa religione  ora questa credenza ora questo culto.

Tale organizzazione intellettuale e sociale poi è diventato strumento di potere per gestire ogni sorta di cose (la storia è piena). Ma innegabile come indimostrabile rimane la ricerca dell'infinito di cui ne possediamo le caratteristiche ma non ne disponiamo le spiegazioni.
(Giuseppe Turrisi)

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Mia rispostina: “

Certamente, caro Giuseppe, non puoi fermarne l'odore... che si manifesta da sè.. come una "memoria" di quell'infinito (nel finito apparente...). La ragione cerca di descrivere questo aroma.. ma solo l'intuito può darci "conferma"  della sua reale natura. D'altronde tutto avviene nella Coscienza per mezzo della Coscienza.

In tal modo qualsiasi tentativo di "spiegazione" perde di valore essendo superata dalla successiva sovrimposizione... un'onda continuata, un flusso di pensieri che attirano attenzione ma di cui la vera sostanza è la semplice Consapevolezza.. Perciò non serve preoccuparsene...


Lo vedo..
Quel Giano bifronte
sorride e ghigna
attira l’attenzione con gli opposti.
E’ qui presente
davanti a me
lui in me come io in lui.
Siccome è doppio
bianco e nero
buono e cattivo
mi piace e non mi piace.
Lo vedo..
Come un pensiero
che sorge dagli umori
automaticamente consequenziale,
perché preoccuparsene ?


Paolo D'Arpini