martedì 14 maggio 2013

...aspettando una calda calda estate... mentre i deserti avanzano!


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In attesa di una estate che anche quest'anno si preannuncia molto calda per tutto il bacino del Mediterraneo, dove lo scorso anno in alcune città del sud Italia si raggiunsero e si superarono i 40 gradi, diamo un'occhiata al resto del pianeta per scoprire se esistono altri luoghi dove le  estate è infuocata.

Non si fa fatica a credere che le prime posizioni siano occupate in particolare da aree pressoché desertiche del pianeta, per lo più comprese tra Asia e Africa
E con una tale concorrenza non possiamo meravigliarci se i nostri picchi estivi di 40° non siano inseriti nella top ten dei luoghi più caldi al mondo. In queste zone le atmosfere sono realmente roventi, tanto da renderle, nei casi più estremi, quasi inabitabili. Qui il caldo è un vero e proprio flagello, basti pensare che nel Deserto del Lut, in Iran, il primo classificato della graduatoria dei luoghi più torridi del pianeta, il termometro può raggiungere addirittura i 70°.

Non meglio va la situazione per il secondo classificato, lo stato australiano del  Queensalnd, infatti, misura temperature che toccano i 68,9°. Soltanto un paio più del luogo che precede. La medaglia di bronzo, infatti, è stata assegnata a Turpan in Cina con i suoi 66,7°. Scende un pochino di più la colonnina di mercurio per quanto riguarda i piazzamenti successivi. La città di El Azizia, in Libia, registra temperature fino a 58°. Il quinto posto è per la famosa Death Valley, in California, unico luogo statunitense in top ten con i suoi 57°.

Si torna in Libia per la sesta posizione dove, a Ghadames, si registrano temperature fino a 55°. Come a Kebili, in Tunisia, che occupa la settima posizione in graduatoria.
A seguire, in ottava posizione, Timbuctu,  nel Mali. Qui il termometro tocca i 54°. Quasi un altro parimerito con il nono piazzamento, ottenuto da Tirats Tsvi, in
Israele
che "vanta" temperature di 53,9°. 

A chiudere la classifica con "soli" 52,8° Wadi Halfa, una città araba del Sudan. Quindi se tra qualche mese torneremo su valori vicini o appena superiori ai 40°, non lamentiamoci troppo...consoliamoci pensando che per fortuna non ci troviamo nel deserto di Lut né a Timbuctu. 

Filippo Mariani - Accademia Kronos

lunedì 13 maggio 2013

Ancona 2 giugno 2013 - Nuova tappa dello "YOGA NOMADE", lo yoga itinerante.


Domenica 2 Giugno 2013, dalle 10 alle 19.30 (alle 13 pausa pranzo). Nuova tappa dello "YOGA NOMADE", lo yoga itinerante.

Questa edizione si svolgerà ad Ancona, presso la Country House L'Isola Che non C' è, in via Fonte Sappanico 146, bellissimo posto calato nel verde e nella natura.


Una festa dello yoga in cui vari insegnanti delle Marche espongono e danno la possibilità di provare diverse sfumature di questo antichissimo sapere.


Si concluderà la giornata con musica tradizionale indiana

La partecipazione è libera nei suoi orari ( si può partecipare a
qualsiasi orario delle lezioni e non obbligatoriamente a tutte) e l'ingresso è a libera offerta.


Sarà possibile pranzare al sacco o  con un buffet vegetariano costituito dalle delizie del posto direttamente coltivate e cucinate dalla famiglia che gestisce la country house. Per un migliore servizio è gradita la prenotazione del pranzo entro 3/4 giorni dalla data dell'evento al n: 071 8028066

Ci sarà un'area riservata in cui poter provare trattamenti olistici


Inoltre per chi viene dalla zona di Macerata e dintorni verrà
organizzato un pullman con partenza da Macerata che sarà possibile prenotare tramite Carlos:  339 8172276


Per la corriera dalla zona di Civitanova Marche Nieves: 338 2110662

Per info:

- Max  333 9979941

- Carlos  339 8172276

- Lucia  349 2682483

- Mario  333 4435361

- Phaedra  334 3295197

- Carlotta  338 4020816

- Nieves  338 2110662

domenica 12 maggio 2013

Fulmine tremendo ferisce 50 persone ed altre notizie ambientali dalla Germania


E' accaduto il pomeriggio del 9 maggio 2013. Poteva essere una strage, la prima nella storia procurata da un fulmine: uccidere centinaia di persona all'istante. Per fortuna la potentissima scarica elettrica ha toccato alberi e terreno e non persone. Tuttavia lo spostamento d'aria e scariche elettriche secondarie hanno mandato a gambe all'aria più di 50 persone che si erano radunate per la tradizionale "Festa del papà" a Dabel, nel Meclemburgo-Pomerania (zona nord-est della Germania).  Erano più di 500 le persone che si erano riunite per la tradizionale festa di maggio. Inizialmente il cielo era poco nuvoloso, poi improvvisamente si è coperto completamente e sono iniziati a cadere i primi fulmini, uno dei quali ha interessato la comunità dei " papà". Fortunatamente nessuno è rimasto folgorato in maniera seria,  sarebbero stati comunque almeno una cinquantina quelli rimasti contusi o ustionati per le conseguenze del fulmine e alla fase di panico immediatamente successiva alla caduta del fulmine. L'evento ha avuto molta eco in tutta la nazione tedesca, rimasta comprensibilmente sotto shock. Il fulmine si sarebbe scaricato improvvisamente fra gli alberi in prossimità di dove si teneva la manifestazione, colpendo anche una centralina elettrica. Subito dopo si è scatenato il panico. Per soccorrere i feriti sono dovuti accorrere due elicotteri e diverse ambulanze. Alcune delle persone ferite sono state ricoverate in gravi condizioni, ma non sarebbero in pericolo di vita. Quanto accaduto fa venire in mente quelle che sono le regole basilare per evitare danni da fulmini, fra cui quella di sostare in prossimità o sotto alberi ad alto fusto.

Mauro Meloni

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Clima, accordo sulla riduzione delle emissioni di gas serra entro il 2015. Ma per gli scienziati è ormai troppo tardi. Nel 2020 supereremo i fatidici 2° in più di temperatura terrestre

E' l'appello lanciato da Berlino dalla cancelliera tedesca Angela Merkel alla comunità internazionale riunita in occasione del Terzo Dialogo Mondiale sul Clima ( presenti 35 Paesi ) "Continuare non è un'opzione! " Ha esclamato la Merkel:  " Dobbiamo evitare di raggiungere i 2° di aumento della temperatura terrestre. Ecco perché  l'accordo deve essere siglato entro il 2015". Per gli scienziati tutti gli sforzi che vogliamo intraprendere oggi per evitare l'aumento di 2° gradi di temperatura terrestre, sono inutili. Anche se smettessimo improvvisamente di produrre gas serra in atmosfera, il trend è ormai inarrestabile, il danno è stato fatto e allora dobbiamo solo attendere gli effetti su tutto il pianeta!! Dall'ultimo summit di Rio si è previsto di raggiungere un accordo definitivo sul clima da parte di tutti i Paesi del mondo per il 2020. Troppo tardi ! Da qualche settimana abbiamo superato i 400 ppm di CO2 nell'atmosfera, limite questo che era ritenuto ultimo baluardo per fermare il trend di riscaldamento globale, ora dobbiamo aspettarci le inevitabili conseguenze.... 

sabato 11 maggio 2013

Vignola 22 e 23 giugno 2013 - Incontro Collettivo Ecologista - "Esserci per esserci"

Vignola: Piero Negroni e Maria Miani


Riscoperta della identità locale all'Incontro Collettivo Ecologista del solstizio estivo -  22 e 23 giugno 2013, Vignola (Mo): “Esserci per esserci”

 
Continua la tradizione delle celebrazioni solstiziali fatte combaciare con un momento di riflessione collettiva. L'associazione Agribio Emilia Romagna quest'anno ospita l'Incontro Collettivo Ecologista che si terrà a Vignola (Mo) dal 22 al 23 giugno 2013. La Rete Bioregionale Italiana, che promuove l'incontro, è lieta di partecipare ad un consesso in cui varie associazioni e gruppi, fra cui la stessa Agribio, Civiltà Contadina, European Consumers, Olis, CIR, Comunità ed Ecovillagi, etc. si trovano assieme per condividere le proprie esperienze di percorso nell'ambito del bioregionalismo, dell'ecologia profonda e della spiritualità della natura (o laica) e del ri-abitare la Terra in un modo gentile.

Probabilmente durante i grandi raduni di Stonhenge, attorno ai sacri sassi, succedeva la stessa cosa, i saggi del tempo si riunivano per raccontarsi avventure e scoperte e per nuovamente sancire l'appartenenza ad una cultura condivisa. Lo stesso avviene quest'anno a Vignola e la cosa bella è che la tavola rotonda del pomeriggio di sabato 22 giugno 2013 si terrà, nella Sala Teatrale Cantieri Cantelli, capiente e funzionale, che il Comune ha messo a disposizione per il meeting. Evidentemente un Comune virtuoso che condivide lo scopo del risveglio della “identità locale” di cui si andrà a parlare durante la riunione.

Avevo pensato ad una frase introduttiva: "Tutto quel che ci circonda e noi stessi siamo la stessa identica cosa, siamo immersi in noi stessi come acqua nell'acqua eppure continuiamo a comportarci come fossimo separati, disponendo di ciò che riteniamo "sia al di fuori di noi" come  fosse "altro" da noi. C'è una meraviglia più grande di questa?"

In un certo senso mi sono ispirato al pensiero di Roberto Marchesini, un  etologo emiliano, nato a Bologna, che è stato anche un ricercatore antesignano nell'ambito dell'ecologia del profondo, nonché un educatore che ha tentato in ogni modo di trasmettere l'amore per la natura. Egli così affermava: “...tutti a parole sono d'accordo nel definire l'ambiente, le altre specie, la biodiversità, le risorse naturali un bene prezioso tuttavia con grande difficoltà si riesce a tradurre questa coscienza in scelte concrete di eco-compatibilità. La difficoltà maggiore sta nel voler riconoscere un oppressore ed inquinatore che viene sempre da lontano, una alterità prepotente in cui il nemico da combattere è sempre l'altro”.

Insomma dobbiamo vivere l'ecologia nel quotidiano ed in noi stessi se vogliamo che venga attuata nel contesto sociale ed ambientale in cui ci troviamo. La bioregione è la nostra casa, anzi siamo noi stessi, non un luogo esterno a noi.. e parimenti lo è la comunità locale. Spesso non ci accorgiamo che le nostre belle intenzioni finiscono tutte nel bidone della spazzatura, magari differenziata, e che i nostri propositi amorosi e di solidarietà umana e con le altre specie si risolvono in un'offerta fatta al canile municipale od alle missioni in Africa. E chi vive assieme a noi qui? Il nostro vicino di casa? Il negro sulla panchina ai giardini pubblici? L'amico o l'amica che non ha amici? Gli animali del bosco che mangiamo al ristorante caratteristico? Gli alberi che accettiamo di tagliare perché ingombrano la carreggiata?

Sovente ci culliamo in una cultura fondata su modelli che disprezzano l'alterità naturale: dall'inconsapevole consumismo sino all'aggressività tecnologica di automobili, di strumenti, di protesi.....

Per divenir coscienti di tale alienazione la sera stessa della tavola rotonda ci rifugeremo in campagna, sull'aia della azienda agricola di Maria Miani, in Via dei Gelsi, dove attorno ad un fuoco potremo mangiare convivialmente un cibo semplice cucinato lì per lì in un forno a legna, partecipando anche ad un gioco di riconoscimento di noi stessi nei cinque elementi. 

L'indomani, il 23 giugno 2013, vigilia di San Giovanni, la messa in pratica continua in vari modi, dal battesimo con l'acqua santa alla camminata a piedi nudi nel campo a cercar erbe, e attraverso uno “sharing” di pareri sulla vita, senza calcoli gerarchici, in piena semplicità, ognuno parla con il bastone della parola in mano e nessuno lo interromperà... perché ognuno parla in cerchio, a rotazione.

La bellezza dei due giorni così trascorsi assieme è che tutto si svolge a livello di condivisione spontanea, in una sorta di anarchia funzionale. Anche le spese generali verranno ripagate volontariamente in forma di offerta nel cestino.

Chi vorrà accamparsi  per una notte sul terreno di Maria è pregato di venire munito di tenda propria; per gli altri, che vengono da lontano, abbiamo prenotato un centro yoga di Vignola in cui si potrà oltre che meditare durante le ore di riposo anche pernottare con sacco a pelo sui tatami.

Si raccomanda la massima pulizia e mantenimento dell'ordine.

 

Prego gli aspiranti partecipanti all'incontro di segnalare la propria presenza scrivendo a:  bioregionalismo.treia@gmail.com.

 

Cari saluti a tutti, Paolo D'Arpini

Referente P.R. Rete Bioregionale Italiana

http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/?r=28856



Scaletta (informativa) di servizio per l’Incontro Collettivo Ecologista del 22 e 23 giugno 2013 a Vignola (Mo)

 

Sabato 22 giugno 2013


Ore 15.30 - Appuntamento al Teatro Cantieri  Cantelli (al centro storico di Vignola) per preparazione sala. Chi vuole dare una mano è benvenuto

Ore 16 .30 Inizio tavola rotonda “Bioregionalismo, ecologia profonda e spiritualità laica per la riscoperta di una identità locale”.  Se qualcuno dispone di un registratore lo porti all’incontro. 

Ore 19.30 Chiusura tavola rotonda e risistemazione della sala e trasferimento nell’azienda Agri.bio La Bifolca, in Via dei Gelsi  (Vignola)

Ore 20  Raccolta erbe aromatiche e iperico per preparazione acqua benedetta di San Giovanni

Ore 21   Aperitivo agricolo serale a cura delle cambusiere locali

Ore 22.30 Accensione del fuoco e danza rituale eco-pischica e salto del falò (le donne sono pregate di indossare gonne larghe  ed anche gli uomini è meglio se indossano un pareo)

Ore 23.30 Osservazione delle stelle e respirazione yoga guidata

 
 

Domenica 23 giugno 2013

Ore 9  Assembramento nell’azienda agricola La Bifolca e formazione del primo cerchio di condivisione col bastone della parola

Ore 12  Accensione del forno a legna e preparazione collettiva del pasto vegetariano: ognuno porta qualcosa e ognuno contribuisce come può

Ore  13 Picnic e disbrigo a sorte

Ore 14.30  Escursione al fiume con rito battesimale di San Giovanni ed esperimento di psicoecologia

Ore 16  Cerchio di condivisione col bastone della parola e conclusioni

Ore 18  Piccola recita edificante su modestia ed umiltà

Saluti per chi parte e continuazione della festa per chi resta con mostra di eccellenze contadine locali, musica a cura di Lanterna Magica e aperitivo agricolo


Durante la manifestazione verrà presentato il nuovo numero di Quaderni di Vita Bioregionale 2013, e alcuni libri sul tema dell’ecologia profonda, bioregionalismo e spiritualità laica. Le spese organizzative vengono coperte con offerte libere a cappello (esclusi gli aperitivi agricoli). Per il pernottamento è possibile campeggiare liberamente nel terreno della Bifolca, oppure con sacco a pelo in un centro yoga di Vignola (con rimborso spese). In caso di pioggia l’incontro si terrà comunque nel centro yoga summenzionato.


La manifestazione  si svolge con Patrocinio morale del Comune di Vignola  ed  è aperta a tutti coloro che si riconoscono nella carta degli intenti. http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/?r=28856

 

 

Per info e per comunicare la propria presenza:   bioregionalismo.treia@gmail.com – 333.6023090

venerdì 10 maggio 2013

La massoneria come religione e suoi rapporti con l'ebraismo sionista



La Massoneria come Religione.  E qui cito due autori piuttosto importanti: J.Evola e R. Guénon. Guénon espressamente massone, ha detto quanto c’era da dire sulla questione (VEDI: J.Evola: scritti sulla Massoneria, Ed. Settimo Sigillo, 1984 e René Guénon: Il risveglio della Tradizione Occidentale, a cura di Mariano Bizzarri. I testi guénoniani pubblicati in Atanòr ed Ignis, Ed. Atanòr, 2003.)
Partendo dall’esame del fenomeno da parte di questi due autori,che ne denunciano la DEVIAZIONE dalla “vera Tradizione”, si può capire che la Massoneria attuale è speculare al cristianesimo, nelle sue molteplici esplicazioni concrete. Ambedue religioni “rivelate”, c’è poco da dimostrare, ambedue VANTANO, nella sostanza, la stessa derivazione dalla RELIGIONE PRIMORDIALE, che proviene dal cuore dell’India, e ci giunge attraverso l’Egitto. Con maggiori o minori REMINISCENZE. Di fatto, il MITO della FUGA in EGITTO di Gesù neonato non è peregrino (Questo Gesù, fuggito in Egitto pressoché alla nascita, ricompare TRENTENNE, eccetto piccolissime varianti come quella della disputa al Tempio con i “saggi”, per svolgere la sua triennale predicazione.)
Tant’è che fu proprio nel settecento che venne sancito un accordo fra Chiesa cattolica e Massoneria nel nome della comune discendenza egiziana. ( Le due religioni egiziane.) TRACCE evidenti sono reperibili in Roma, pressoché ovunque, in monumenti, piazze, strade, edifici e chiese. Tale documentazione fu poi rafforzata da Napoleone, che vi portò moltissimi reperti egiziani, proprio per rinforzare questo “connubio”. Le due congreghe, almeno per quanto riguarda l’Italia, entrarono in competizione a causa della lotta per il controllo ideologico del processo di unificazione. La storia è conosciuta, ma pochi RIFLETTONO sul fatto che gli scrittori italiani che puntavano sull’unificazione nazionale erano TUTTI CATTOLICI, e che fu Pio IX a tentare per primo l’operazione. Di recente, il GOI ha presentato a Roma un testo molto illuminante, dedicato alla vita di Gioacchino Murat, massone dichiarato e capo della massoneria napoletana, che fece la prima dichiarazione ufficiale (editto di Ancona del 1812) sull’unificazione italiana. AUTORE di quel primissimo tracciato costituzionale si dice fosse Pellegrino Rossi, allora Professore di Diritto Costituzionale alla Sorbona.
Fu quel Pellegrino Rossi chiamato da Pio IX a capo del suo governo pre-costituzionale che fu assassinato nel 1849 dando con ciò origine alla Repubblica Romana, repressa nel sangue dai Francesi. Quindi, se esiste una Massoneria italiana laica ed anticlericale, ciò è dovuto essenzialmente a questo scontro storicamente concreto, e NON ad un qualcosa di intrinseco alla Massoneria.
Per quanto riguarda i rapporti fra massoneria ed Ebraismo, occorre tenere ben presenti i presupposti reciproci. 
Sull’argomento estraiamo una frase da ciascuno dei due libri in precedenza citati. J. Evola: …. Ma l’argomento più decisivo in proposito è che dovunque si tratti di un esoterismo e di un Simbolismo vero e proprio, ci si trova su di un piano virtualmente metafisico, ove concordano, nei loro principi fondamentali, tutte le tradizioni e dove il lato contingente e umano di ciascuna di esse non ha più che ben scarso pesa. Quell’ebraismo, che viene giustamente combattuto dal fronte delle rivoluzioni nazionali, non ha nulla a che fare con tale piano. il suo aspetto occulto è di tutt’altra natura….
Del resto, si è già fatto vedere che tutto ciò che nella Massoneria è esoterismo, quando non si riduca ad una morta sovrastruttura cerimoniale, ha subito un capovolgimento che ne ha distrutto o pervertito completamente il suo spirito originario. Nella Massoneria moderna quel che conta è soprattutto la sua ideologia politico-sociale e il pathos ad essa relativa.
René Guénon: (Trattando di Dante) “E’ pure in questa maniera che Dante presenta Gerusalemme come il “polo spirituale”, come abbiamo avuto occasione di spiegarlo; ma, quando si esce dal punto di vista propriamente ebraico, questo diviene soprattutto simbolico e non costituisce più una localizzazione in senso stretto della parola.”
NOTA: Se poi il movimento sionista, utilizzando tutti i mezzi propagandistici utilizzabili, ha preso come esempio anche tutti i simbolismi, specie in Dante per quanto riguarda il pieno Medioevo, è tutt’altra storia. Che andrebbe comunque affrontata, ma in un discorso dedicato alla falsificazione della storia e dei fatti, nell’ambito di un progetto di lavaggio del cervello e delle coscienze.
Giorgio Vitali

mercoledì 8 maggio 2013

Pensieri e poesie da leggere a Vignola, il 22 giugno 2013, alla Tavola Rotonda su bioregionalismo, ecologia profonda e spiritualità laica



Alla pioggia non si arrende,
al vento non si arrende,
alla neve e al caldo estivo non si arrende,
ha un fisico robusto.
Mai adirato,
non ha smanie,
sempre sereno e sorridente.
Ogni giorno mangia settanta grammi di riso integrale,
il miso e un po’ di verdura.
In tutti i casi
non bada a se stesso
per conoscere, capire
e non dimenticare.
Vive in una piccola capanna di paglia
all’ombra di un bosco di pini.
Se ad est c’è un bambino ammalato
va ad assisterlo,
se ad ovest c’è una madre stanca
va per portarle quei fasci di riso,
se a sud c’è un moribondo
va per dirgli di non avere paura,
se a nord c’è un litigio o un contenzioso
va a dire di lasciar perdere le cose insignificanti.
Quando è periodo di siccità piange,
quando è estate fredda cammina preoccupato.
Da tutti viene detto un sempliciotto,
non è mai lodato,
però non è nemmeno causa di sofferenza.
Io voglio diventare
una persona così.
(Miyazawa Kenji)

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..e qui presso l’antico crematorio si può udire l’eterno pianto:
oscuro, muto, grigio, orribile, incolore,
soffocato, inudibile, incomprensibile,
lo si sente nel cuore.
Non è come un pianto di tristezza.
Non ha alcuna sfumatura di dispiacere
né alcuno spasimo…
Nel mezzo di quel pianto sconosciuto s’innalza il canto di Kali!
Amo quell’Oscura Bellezza,
con i capelli arruffati, che seduce il mondo,
così io l’amo…
Quella nera amata risiede nel mio cuore!
(Avadhut)

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“Sì, è così, sempre più chiaro diventa. Vedo come quella “sinistra” quel deturpamento dello spirito nobile, quell’oscuro yin, tende a travolgere l’intelligenza e l’azione positiva, a volte autoreferenziale e non disponibile al dialogo futile, dello yang, della forza creatrice. Essa, forza oscura, l’altra parte della luce, si muove con estrema sottigliezza e subdolamente, ha un andamento mellifluo, si maschera da giustizia e da progresso. E’ la finanza amorfa che si oppone all’economia imprenditoriale, è l’astrazione e l’ideologia speculativa che trascina la concretezza e la capacità di risposta diretta in una diatriba di parole. E’ il femminismo osceno che porta in evidenza il corpo, cancellando allo stesso tempo la natura divina e prolifica del corpo, rendendo il corpo un campo del vizio e della trasgressione. E’ l’esuberanza religiosa di un papa che esibisce la compassione, si inchina davanti al carcerato e gli lava i piedi.. senza liberarlo anzi giustificando la sua pena ed il suo senso di colpa. Quante cose ho visto… ma non posso raccontarle tutte assieme né voglio… per non cadere nella trappola della “ragione”, nel meccanismo del “bene e del male”, nella direzione e separazione del “destra e sinistra”. Lascio le cose così appena accennate…”
(Paolo D’Arpini)

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Ruba a qualcuno la tua forsennata stanchezza
o gemma che trapassi il suono
col tuo respiro l’ombra che sta ferma
di fronte ad un porto di paura
quel trascendere il mito
come se fosse forzatamente azzurro
o chi senza abbandono
che non sanno che il pianto dei poeti
è solo canto.
Canto rubato al vecchio del portone
rubato al remo del rematore
alla ruota dell’ultimo carro
o pianto di ginestra
dove fioriva l’amatore immoto dalle turbe angosciose di declino
io sono l’acqua che si genuflette
davanti alla montagna del tuo amore.
Alda Merini

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“Supponete che una persona stia camminando al buio e che all’improvviso un cane cominci ad abbaiare rabbiosamente accanto a lui. Che accade? L’uomo accende la lampadina tascabile e si trova davanti un enorme serpente velenoso. Facendo attenzione può evitare le sue fauci velenose. In questo caso il cane dovrà essere considerato il suo guru oppure no? Si potrà certamente obiettare che il cane non ha abbaiato per rendere l’uomo cosciente, ma chi dà la Consapevo­lezza può presentarsi anche in forma di cane”
(Sri Anandamayi Ma)

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Scriveva Federico Nietzsche: “E’ col trionfo “ecumenico” cristiano (sventura dell’umanità, degli animali, del mondo) che si è realizzata una globale inversione dei valori. Tutto ciò che nel mondo pagano, tra i nostri padri contadini politeisti, era percepito in maniera retta, pulita, veritiera, si è velato e capovolto. Mai un antico avrebbe dato, per esempio, nome di “amore” all’odio o viceversa. La nera pretaglia sfruttatrice è proprio questo che impose, urbi et orbi. Così, per almeno mille anni essa torturò in nome del bene…”

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Il credere è statico, l’esperimentare è dinamico. Il credere è il risultato della memoria, l’esperimentare è il risultato di una azione. L’unica verità incontrovertibile è quella corroborata dalla propria esperienza personale… ma a meno che non si abbia una rivelazione diretta interiore affermare di credere in una religione è un esercizio mentale di volontà ed è privo di ogni sostanzialità. Cosa diversa, come detto sopra, nel caso di esperienza diretta o “realizzazione”. Ma siccome la “realizzazione” avviene nel Sé, possiamo tranquillamente affermare che la “verità intrinseca” è l’unica reale verità.. tutto il resto essendo semplice proiezione mentale” (Saul Arpino)

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Alcune brevi:
Ralph Waldo Emerson: La fiducia in se stessi è il principale segreto del successo…la quintessenza dell’eroismo.
Haneef Fatmi: L’intelligenza è quella facoltà del cervello grazie alla quale si percepisce l’ordine in una situazione precedentemente considerata disordinata.
Carl G. Jung: Riuscirete a vedere con chiarezza solo quando sarete in grado di guardare dentro il vostro cuore. Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia.
Thomas Carlyle: E’ un fatto matematico che se lascio cadere questo sassolino dalla mia mano il centro di gravità dell’Universo si altera.
Lewis Carroll: “Allora dovresti dire quello che pensi”, continuò la Lepre Marzolina. “Lo faccio sempre”, rispose Alice, “almeno penso quel che dico, che è la stessa cosa…no?” ”Non è la stessa cosa per niente! ” disse il Cappellaio, “Sarebbe come dire che…vedo ciò che mangio è la stessa cosa di  ..mangio ciò che vedo!”

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 "L’uomo è un essere naturale nella stessa misura in cui lo sono la pianta e l’animale.  Chi può negarlo, a parte il fantasticone cristiano, che ripone il suo onore più alto nell’ignorare le verità più evidenti, o nel sacrificarle per il bene della sua fede? Chi può strappare l’uomo dalla sua unità col mondo vegetale e animale? Chi può separare la storia culturale dell’umanità dalla storia culturale delle piante e degli animali? Chi può disconoscere che le piante e gli animali si modificano e si perfezionano con l’uomo come viceversa l’uomo con loro? Chi può gettare uno sgurdo anche solo fugace nelle mitologie e nelle religioni dei popoli senza scorgere sempre nella società degli dei e degli uomini animali e piante?" 
(LUDWIG FEUERBACH)

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 "Lo Spirito, che nel minerale si manifesta come fissità materiale, nella pianta come forma e nell’animale come psiche, nell’uomo sorge come pensiero: al grado di pensiero tuttavia, esso non ha la potenza che esprime come impronta nel cristallo, come forma nella pianta, come psiche istintiva nell’animale, ma consegue un’identità con sé, sia pure inizialmente riflessa, in cui comincia ad esprimere direttamente se stesso come Io. Compito del pensiero è realizzare al proprio livello l’identità con sé a cui lo Spirito rinuncia ai livelli della Natura, per esprimersi come struttura psichica, vitale e minerale." (Massimo Scaligero)

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 "Le circostanze della vita si formano non solo in seguito ad azioni concrete, ma anche per effetto del carattere dei pensieri di una persona.  Se avete un atteggiamento ostile nei confronti del mondo,  esso vi risponderà allo stesso modo. Se siete abituati ad esprimere perennemente insoddisfazione, avrete sempre più motivi per farlo. Se nei vostri rapporti con la realtà predomina il negativismo, il mondo sicuramente vi mostrerà i peggiori lati di sè. Al contrario, un atteggiamento positivo cambierà in meglio la vostra vita nel modo più naturale.  L’uomo ottiene sempre quello che sceglie. Così è la realtà delle cose , che vi piaccia o no…." (VADIM ZELAND)

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“Il farsi incontro. Qui l’incontrarsi delle forze celesti e terrestri è di grande importanza poiché, nel momento in cui il terrestre compare, mentre il celeste è al suo culmine (riferito alla massima espansione solare), tutte le cose si dispiegano al massimo della loro consistenza corporea, e l’oscuro non può nuocere al chiaro. Da questo incontro ne nasce una grande fioritura,  questo è dunque un tempo di grande qualità ed influenza”. (Richard Wilhelm)

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Equilibrio
Come potrei non meravigliarmi,
di questo divino, inconfutabile talento artistico che è la vita,
si fatta di meravigliosi e instabili equilibrismi.
Come potrei non guardare il cielo che accarezza la terra,
e come sua sposa, la conduce all’altare.
Come potrei non notare,
il vasto e silente rito, osservato ogni giorno dal mare,
si incastrano perfetti automatismi, dai percorsi dolenti
mi conducono, verso la montagna regale che,
mentre scende perspicace fino al mare,
osserva la natura e tace.
Come potrei non rimirare la collina,
che come una regina recluta a se i ruscelli, freschi di vita gettano acqua all’ombra dei vigneti.
Come potrei non raccontarvi dell’insolito e bizzarro incontro con un filo d’erba, semplicemente gli feci spazio nel piazzale di cemento dopo averlo calpestato alla radice e lui contento morì
Dove l’equilibrio è precario, ci sono uomini e donne che credono di essere gli autori ed i fautori del libro della vita
illusione follia la vita non si crea, essa genera se stess 
la vita non è illusione, né rabbia, né rassegnazione,
è arte e meraviglia.
(Annamaria Gaglioli)

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Massime  brevi:
«Nessuno può essere reso completamente schiavo più di coloro che credono falsamente di essere liberi.» Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832)
Dire che uno Stato non non può perseguire i suoi scopi per mancanza di denaro è come dire che un ingegnere non può costruire le strade per mancanza di chilometri  (E. Pound) 
La politica è l’azzuffarsi dei cani sull’osso del potere gettato loro dai banchieri. I politici hanno una loro etica. Tutta loro. Ed è una tacca più sotto di quella di un maniaco sessuale. (Woody Allen)
Dobbiamo imparare a fare le cose difficili, come disse Gianni Rodari in una delle sue ultime poesie: parlare al sordo, mostrare la rosa al cieco, liberare gli schiavi che si credono liberi.” (Mario Lodi)

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“Si parla tanto, in questo periodo, di riscoperta della sacralità della natura, ma tutto ciò ha un nome: spiritualità naturale o laica! E cosa è quest’ultima se non la visione spirituale di tutti coloro che si sentono parte indivisa della natura e del cosmo? Correttamente parlando la spiritualità laica non è una religione, non un concetto né un credo, ma un moto che parte dalla coscienza per integrarsi nella natura e con se stessi, proprio come fecero i nostri antenati durante i festeggiamenti del solstizio estivo, la cerimonia che sancisce l’inizio dell’estate, della maturazione delle messi, delle fresche abluzioni e del vivere il momento presente”.  
(P. D’A.)

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Il canto delle foglie
Ascoltami ora, ascoltami bene, è un breve momento!
Le foglie che parlano… mosse dal vento.
Di loro puoi sentire i discorsi ed i lamenti.
Ma sono altri che comandano: “i venti”!
Però la foglia ricorda, quando è stanca,
si stacca dal suo ramo e più non parla.
Cade pian piano sulla terra
la forza che la spinge
è sempre quella: il vento.
Ma lui di lei ha bisogno perché,
coi suoi suoni, la foglia fa l’accompagnamento.
(Franco Tonnarini)




martedì 7 maggio 2013

Michele Meomartino: "...parole di troppo?"




Nell’orgia caotica di incontri mordi e fuggi, nella giungla delle notizie che occultano anziché informare, nella banalità di tanta indifferenza, nell’ansia di chi vive nell’incertezza per il suo futuro, sempre più rari sono i momenti in cui gli uomini e le donne si sottraggono al chiacchiericcio, spesso inutile, e si dispongono, aiutati dalla semplice e nuda osservazione, scevra da mode e da pregiudizi, a scandagliare la profonda complessità dell’essere.

Non una parola di troppo

In questa ricerca assume un’importanza rilevante l’uso delle parole nel tentativo di collocare questi grumi di sillabe, che sono appunto le parole, nel loro alveo rappresentativo, consapevoli della loro potenza evocativa, ma anche del loro limite, perché nessuno linguaggio, per quanto ricco e articolato, potrà mai avere la pretesa di esprimere l’universo dei segni.

Le parole sono solo una delle forme espressive del linguaggio, precisamente di quello verbale, la cui comprensione è affidata alla conoscenza del suo alfabeto. O meglio dei suoi alfabeti perché diverse sono le lingue. Ciò nonostante, l’uomo dovrebbe farne un uso corretto, consapevole e sobrio, non una parola di troppo, perché il ricorso alla parola non è scontato. Non è un semplice flatus vocis, ma potrebbe rivelarsi letale quando viene brandita come un’arma, come una pietra che viene scagliata per ferire, oppure è un guanto di velluto quando vorrebbe esprimere un sentimento nobile o celebrare le mille forme della bellezza.

Le parole sono suoni, canti, preghiere, immagini, emozioni, idee, magie… Con esse si possono comporre rime di altissima poesia o viceversa comunicare sentenze letali. Ma tutto promana dal cuore dell’uomo. Tra una frase e un’altra, tra un discorso e un semplice parlare, a volte, assume un valore inestimabile l’arte del tacere, di chi sa domare i suoi impulsi più viscerali e non asseconda talune curiosità, preferendo un più saggio ascolto. Ma anche il tacere, in tante circostanze, potrebbe denunciare reticenza e complicità per non dire vigliaccheria. Perché quando la misura è colma, di fronte a violenze inaudite e a gravi ingiustizie, imperdonabile sarebbe rimanere in silenzio.

Alcuni anni fa, di grande giovamento per la mia formazione personale fu la lettura di un libro di Lanza del Vasto, discepolo di Gandhi, che citando un’opera giovanile di Krishnamurti, scriveva: “Prima di parlare, domandatevi se quello che avete da dire è vero, è caritatevole, è opportuno”.
Qualche considerazione s’impone al nostro ragionamento sulle semplici e chiare parole del  celebre maestro di origine indiana.

Bisogna accertarsi sempre con più di uno scrupolo che le nostre parole non siano imprudenti. Chiediamoci se le nostre parole faranno del bene e servono il vero. La maggior parte delle volte si dicono cose non vere o dubbie, spesso ingiuste e offensive e non di rado inutili e prive di senso.
Chiediamoci se quello che dobbiamo dire è opportuno, cioè se il problema che vorremmo porre è risolvibile in quel momento o se piuttosto non crei turbamento e confusione fino a pregiudicare il suo buon esito.

Chiediamoci se il nostro interlocutore è preparato ad ascoltare o se la presenza di terzi in quella circostanza non ci suggerisca di rinviare in un momento più propizio la nostra comunicazione. Forse si può ancora aggiungere un’ altra riflessione sull’uso delle parole. Se il mio parlare è giusto, caritatevole e opportuno, siamo noi credibili nel fare quelle affermazioni? Sono coerenti i nostri atti con quello che la nostra bocca afferma?
Forse la perfetta coerenza è una virtù rarissima perché siamo perfettibili, ma la nostra credibilità, nonostante limiti e imperfezioni, è una condizione necessaria per non depotenziare la testimonianza.

Ognuno lavori su se stesso, si osservi e rifletta bene prima di parlare. Controllare la propria lingua, quando non è il frutto di un cinico calcolo di chi è aduso alla speculazione dell’utile, non è solo un segno di attenzione e di rispetto verso gli altri, ma è il sintomo di una volontà orientata al bene.

E infine un ultimo insegnamento sull’uso delle parole affinché il nostro parlare, come ci ricorda il vangelo, sia sempre “Si, si; no, no. Perché quello che vi è in più viene dal maligno”. Appunto, non una parola di troppo.

Michele Meomartino, presidente Olis



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Di questo e simili temi se ne parlerà durante l'Incontro Collettivo Ecologista  che si tiene a Vignola dal 22 al 23 giugno 2013:  http://www.aamterranuova.it/Convegni-e-conferenze/Ecologia-profonda-e-bioregionalismo-per-la-riscoperta-dell-identita-locale