martedì 30 dicembre 2025

Per un 2026 disarmista...

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Il 2025  è finito così, con il mondo diviso in due o tre parti che non si parlano quasi più. Anche se si parla molto di nuove tecnologie e di armi intelligenti, la realtà resta quella di sempre: uomini chiusi nelle trincee, nel fango delle pianure ucraine o tra le macerie di Gaza. Si attende una pace che non arriva, perché nessuno vuole cedere un pezzo di terra o rinunciare al proprio puntiglio.

A Oriente, il mare intorno a Taiwan è solcato da navi da guerra. Sembra che la politica sia diventata solo un calcolo di forze, una preparazione a un evento che tutti dicono di voler evitare ma che tutti alimentano. Si accumulano armi, si stringono patti per l'energia e per i minerali, come se la vita degli uomini dipendesse solo da queste materie inanimate.

In Europa i politici e i generali sono tornati a parlare con entusiasmo della guerra. Esortano i giovani a essere pronti al sacrificio, a morire per la patria, come se il tempo non avesse insegnato nulla. È una retorica vecchia, che sa di caserma e di un orgoglio maschile arcaico... (o di interessi finanziari ndr)

Eppure, si potrebbe fare diversamente. C'è un modo di stare al mondo che non cerca la distruzione dell'altro. È l'idea della nonviolenza, che molto femminismo ha fatto propria: la consapevolezza che le differenze fanno parte della vita, ma la guerra no. La guerra è solo una pratica antica e feroce. Rifiutarla significa cercare un'altra strada, l'unica che possa davvero dirsi civile, per affrontare il futuro che ci aspetta.

 

Auguri da parte dei Disarmisti esigenti per l'educazione alla nonviolenza e alla terrestrità!




lunedì 29 dicembre 2025

Salute. Prevenire piuttosto che curare...

 


Agli inizi del secolo scorso c'era 1 malato di cancro su 100, oggi ce n'è 1 su 3. (prof. Umberto Veronesi).

In base alle statistiche degli ultimi 50 anni il prof. Reiss fa delle previsioni per coloro che nascono dopo l’anno 2000:

-          il 40% delle persone saranno affette da diabete;
-          nel 2050, a tutti gli uomini sarà diagnosticato un tumore alla prostata;
-          nel 2060-70 a 65 anni molte persone non avranno più speranza di vita;
-          una donna su 4 avrà il tumore al seno;
-          nel 2020 la concentrazione di spermatozoi sarà diminuita e 1 coppia su 7 sarà obbligata 
            a ricorrere alla procreazione assistita;
-          nel 2050 ci sarà un bambino autistico su 3;
-          nel 2085 sarà azzerata la fertilità maschile.


La soluzione?

I benefici del  cibo biologico bioregionale

Uno studio condotto in 57 paesi su 286 aziende agricole biologiche  ha evidenziato un aumento della resa media del 65% dei prodotti bio rispetto a quelli convenzionali.
Le colture bio richiedono 1/10 di calorie da carburanti fossili rispetto a quelle convenzionali e assorbono il 25%  in meno di energia.
Secondo la Coldiretti gli alimenti di un pasto medio italiano percorrono 1900 km prima di arrivare sulle nostre tavole e spesso si consuma più energia di quanta se ne ricavata in termini di nutrimento.
Gli alimenti bio sono molto più ricchi di sostanze nutritive rispetto ai prodotti convenzionali, specialmente di ferro, magnesio, fosforo, vitamina C, polifenoli e antiossidanti.


Tra le varie componenti che entrano a far parte del vivere in sintonia con l’ambiente naturale e sociale secondo il bioregionalismo il rapporto uomo-animali è l’argomento a me più “congeniale”.

Sono veterinaria e mi occupo principalmente di allevamenti, allevamenti di animali tenuti per la produzione di alimenti di origine animale.

L’alimentazione, nell’ambito della RBI è sempre stato un argomento molto dibattuto e con opinioni diverse, come è giusto che sia: su questa Terra è impensabile che tutti abbiamo lo stesso sentire nei riguardi delle diverse componenti.

L'Italia è una terra di tradizioni contadine e di ricchezza di prodotti sia di origine vegetale che  animale: le eccellenze agricole sono fonte di guadagni, ancora, e di ricerca di sempre nuovi mercati, dato che, a causa della crisi economica e della concorrenza c’è la necessità di nuovi sbocchi commerciali. Siamo infatti, in questo settore in una situazione quasi di sovrapproduzione, almeno per quel che riguarda i prodotti tipici, dovuta alla necessità di ammortizzare i costi con un' incentivazione della spinta produttiva, tramite la meccanizzazione, la selezione di razze sempre più produttive, a scapito però di altri valori, come la robustezza, la resistenza alle malattie e la longevità degli animali.

Nel bioregionalismo si ricerca invece un legame del cibo con il territorio, si suppone che il cibo prodotto localmente e che non ha subito conservazione e trasporto sia più in sintonia con l’organismo che lo deve ricevere. Ovviamente c’è anche un aspetto “ecologico” in questo: i trasporti e la conservazione degli alimenti sono attività di per sé antiecologiche, comportano consumo o spreco di risorse combustibili fossili sia per il funzionamento degli autoveicoli che delle apparecchiature di refrigerazione.

Alla base del disequilibrio che secondo me si è creato nel settore dell’allevamento, soprattutto nelle zone a diffusione dell’allevamento intensivo come qui da noi, ci sono fattori economici: una volta, fino a 60 anni fa circa, un’azienda agricola era costituita da un appezzamento di terra su cui venivano coltivati diversi prodotti (e la rotazione delle colture era sempre applicata) e che allevava animali più che altro come integrazione dell’attività, come risorsa di concime e come integrazione all’alimentazione della famiglia o delle famiglie che vivevano nell’azienda.

Mangiare un po’ di carne solo una volta alla settimana o anche meno era una cosa normale, qualche uovo o frittata entrava anche questo nella dieta con parsimonia e solo nel periodo di deposizione naturale delle uova da parte delle galline. Spesso era presente nella azienda anche un porcile con uno o pochi maiali che venivano macellati in pieno inverno per farne salumi da consumare nel resto dell’anno.

Poi la carne diventò uno status symbol: mangiare carne era segno di ricchezza o perlomeno di essere benestanti, e quindi, con la ripresa economica del dopo-guerra aumentò la richiesta di cibi di origine animale, in primis della carne. I piccoli allevamenti annessi alle aziende agricole non furono più sufficienti a soddisfare le richieste e questo fece intravedere la possibilità di guadagni insperati e allora dai con gli allevamenti costituiti da un numero sempre maggiore di capi, sempre più meccanizzati, sempre più disumani, con animali selezionati a produrre sempre di più fino ad arrivare ad esempio a polli sempre più pesanti tanto che gli arti non riescono a sostenere il corpo o vacche sempre più produttive in latte tanto che dopo due parti sono già distrutte o per un verso o per l’altro (mastiti, ipofecondità, lesioni podali), tanto che sono da scartare, quando non muoiono o devono essere macellate in stalla.

Il sistema poi implode su se stesso in quanto la speranza di maggiori guadagni, ha fatto moltiplicare queste realtà con un aumento della produzione che per un po’ è stata in equilibrio con i consumi, e, seguendo le leggi del mercato, queste attività hanno consentito lauti guadagni, ma la concorrenza poi ha avuto il sopravvento e i ricavi dalla produzione hanno continuato a mantenersi sugli stessi livelli, mentre i costi tutti i fattori di produzione aumentavano (mangimi, manodopera), lasciando ai produttori margini sempre più risicati.

Caso tipico in cui al peggioramento della qualità della vita degli animali, sempre più sfruttati, ha corrisposto un peggioramento della qualità della vita dell’allevatore, costretto a lavorare sempre di più e sempre con minori soddisfazioni.

Nella RBI si è molto parlato di regime alimentare, alcuni esponenti vegetariani o vegani per motivi etici si battono per un abbandono totale e immediato del consumo di alimenti di origine animale, altri ritengono che un consumo moderato di prodotti di animali allevati rispettando il loro benessere sia possibile e auspicabile.

Personalmente non ritengo ci sia un modus che debba andare bene per tutti, ma sicuramente ritengo che dobbiamo tutti prendere coscienza che l’allevamento intensivo non è etico ed è antiecologico: in un mondo dove miliardi di persone muoiono di fame, continuare ad allevare animali consumando risorse che potrebbero nutrire direttamente il genere umano, non è più possibile; inoltre la sofferenza ingenerata in questi esseri viventi che hanno avuta la fortuna- sfortuna (destino) di vivere la loro esistenza su questa Terra assieme a noi non può più essere ignorata: non possiamo più ignorare di esserne responsabili, anche indirettamente, così come non possiamo più ignorare di essere, come specie, responsabili, della rovina in cui stiamo mandando il nostro pianeta con tutte le nostre attività, non mi riferisco ovviamente solo all’alimentazione, ma a tutti i settori del nostro vivere.


Prendere coscienza delle conseguenze del nostro modo di vivere è il primo passo per poter dare alla Terra una speranza di sopravvivenza a lungo termine cercando di fare in modo per quelle che sono le possibilità di ognuno di noi, di lasciare ai nostri figli e nipoti un mondo meno inquinato e più in armonia di quello di oggi. Ritornare ad un sistema di vita semplice, in cui i rapporti umani e la vita nella natura, immersi nel mondo umano, animale e vegetale, ci può dare tutto quello di cui abbiamo bisogno senza necessità di consumi superflui e sprechi che comportino un ulteriore deterioramento di quel paradiso che ci era stato donato e che noi, esseri umani, abbiamo rovinato per il nostro sconfinato egoismo.

Caterina Regazzi 

Risultati immagini per alimentazione bioregionale

Referente Rapporto Uomo Animali della Rete Bioregionale Italiana

domenica 28 dicembre 2025

Dubbi sulla figura storica di Gesù e di Maria...

 


Oltre a Confucio, Lao Tze, Siddhartha Gautama, Agostino, Giordano Bruno e tanti altri, secondo alcuni, è vissuto anche Gesù. Il dibattito e le ricerche sulla sua esistenza terrena hanno un lungo corso e potrebbero non avere fine. Ma...

 

 

Razionalismo bue

Indipendentemente dall’eventuale vita terrena del Cristo (messia), le sue presunte gesta miracolose, inintelligibili a mezzo della ragione, sono considerate dai fedeli picchi di autenticità della sua discendenza divina. Gesta storicizzate e vulgarizzate nella narrazione dei Vangeli, al fine di propagandare la fede tra le persone comuni, avvezze a far proprie e tramandare dicerie e leggende. 

Ma, come per tutte le narrazioni e tradizioni esoteriche, sono la simbologia, la metafora e l’allegoria che concedono di riconoscere in che termini in quelle narrazioni vi sia verità e, quindi, di renderne essoterico il messaggio.

Allora il Cristo, da figlio di Dio in senso stretto e in quanto tale razionalmente inconfezionabile, è semplicemente un’idea che, come tutte le sue sorelle, emerge alla superficie della coscienza in funzione dello stato intimo in cui si trova il suo generatore-portatore. Uno stato che può essere definito anche e meglio, emozionale, in quanto ogni emozione raduna a sé un mondo esaustivo che basta a se stesso ed è sempre convincente per colui che ne è preda. E anche uno stato o un’emozione che può rapire intere moltitudini costringendole di buon grado a vedere il mondo dalla medesima mira.

 

Cristo, un’idea

Cristo sarebbe quindi un’idea concepita dallo stato di amore. Una figura simbolica, virtualmente incarnata, per diffondere il potere evolutivo dell’amore incondizionato. Uno stato che contempla in sé la sanguigna consapevolezza della sofferenza di ogni uomo dell’umanità. Non solo, in esso è vivida l’impossibilità di liberazione dalle pene, garantita dal procedere umano fondato sul presunto libero arbitrio individuale.

 

Tutto, un’idea

Come qualunque realtà, fisica e metafisica, richieda un’idea che ne permetta il parto nel mondo ovvero l’avvento nella coscienza e, come qualunque idea, corrisponda a condizioni ed esigenze biografiche così, dalla consapevolezza del potere dell’amore incondizionato scaturiscono idee, prospettive e osservazioni e il mondo che essa permette.

 

Sentire, non sapere

L’amore incondizionato è il sentimento nel quale risiede il senso di appartenenza alla natura e al cosmo. Con esso, l’uomo esorcizza la sua velleitariza indipendenza e autonomia, quindi la presunta proprietà di se stessi, l’autoreferenziale dichiarazione di superiorità nei confronti delle altre specie e regni e sente l’altro come un se stesso in circostanza differente dalla propria. 

Un’appartenenza al creato tutt’altro che positivistica e scientifica, che non risuona per interesse egoico ma corale, fenomenologico, per nulla ideologico.

 

Una vita per tutti

Dunque, per intendere la prospettiva dell’amore incondizionato e ritrovarsi autori del cambiamento di se stessi e del mondo, sarebbe opportuno emanciparsi dalle fauci logico-razionali che si nutrono della nostra creatività, lasciandoci nella scodella solo le briciole per uno stentato autosostentamento che ci fa deridere tutto ciò che sta oltre il paddok della materia. Un’emancipazione necessaria per concepire il Cristo non come il figlio biologico di una Maria, che sarebbe fraudolentemente descritta come illibata, ma come simbolica continuità dell’unica vita che tutti anima e, dunque, che tutti coinvolge nella responsabilità del mondo. L’unione madre-figlio è perciò, nuovamente, una rappresentazione storica di una dimensione metafisica. Se la concezione del corpo fisico richiede l’inseminazione, quello spirituale richiede il sentimento. 

Responsabilità del mondo che è anche potere di alienazione dalla ruota karmica necessaria all’ascesa e quindi ad una rinascita pura, illibata. Un evento che la tradizione buddhista tramanda, anche con il Libro tibetano dei morti

 

Terra terra

Dunque, anche Maria non sarebbe niente più che una figura virtuale, ideata e sfruttata per diffondere la terrenità divina del messia. Una storicizzazione necessaria al volgo affinché lo potesse riconoscere come sodale degli ultimi bistrattati e vessati e perciò come guida. Quindi per seguirlo, divenire timorato, bigotto e manicheo propagatore del suo verbo a mezzo di rituali tanto meccanicamente ripetuti, quanto spiritualmente impotenti.

Una geniale trovata di un Marshall McLuhan ante litteram che ha concepito il Nuovo Testamento quale figlio dell’incontestato e autorevole Vecchio, per diffondere il messaggio cristiano e fare corpo e crociate in nome di un Cristo mai esistito, ideologicamente distorto.

 

L’idea incarnata

Nella storia umana, il messaggio contenuto nell’idea cristica non è un’esclusiva del cristianesimo. Di nuovo c’è soltanto la sua declinazione formale storico-geografica-culturale.

Un’idea che corrisponde alla consapevolezza del potere dell’amore, del bene, del bello e del conseguente benessere costantemente castrato dall’invasiva dimensione egoica. 

Un’idea sincretica e teosofica in quanto, man mano che l’uomo ne avverte il bisogno, cade sulle epoche della vita e sulle geografie della terra, per entrare nelle storie dei popoli vestita secondo usanze e costumi della circostanza. 

È l’idea di fondo di tutte le tradizioni sapienziali.

È l’idea universale, non caduca né corruttibile, per questo immacolata.

Un’idea comune a tutti che, liberi dal pensare, nel contemplare, la sentono nel corpo. 


Lorenzo Merlo



sabato 27 dicembre 2025

Denuncia per le sanzioni UE senza giudizio contro le persone fisiche... (bozza)

 


Ante Scriptum - Dopo che la UE ha deciso di irrogare sanzioni contro persone fisiche sgradite alle attuali cariche dell'Esecutivo UE, mi sembra indispensabile presentare una denuncia. Presentarla alla Procura presso il Tribunale di Roma nei confronti di Kallas e di Von der Leyen per concorso (solo nell'estorsione).
Ditemi cosa ne pensate e se pensate di aderire.
Livio

Bozza:
 
"Al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma
prot.dgsia.ddsc@gius Data della PEC
Data del PEC

FATTO
L'Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza della UE, Kaja Kallas, domiciliata per la carica a Bruxelles in uno dei Palazzi della UE, ha firmato oltre 50 "sanzioni" contro altrettante persone fisiche residenti nella UE o extra UE.

Le "sanzioni" che comportano un divieto di circolazione nel territorio dei Paesi aderenti alla UE e nel blocco dei conti correnti e delle carte di credito del sanzionato nei territori stessi, sono state adottate, a quanto è dato sapere, su voto conforme del Consiglio dell'UE da parte della Commissione, di cui è presidente Ursula Von Der Luyen, pure domiciliata per la carica a Bruxelles, in un palazzo della UE.

Ha impressionato che tra i destinatari delle sanzioni, ci fosse, tra gli altri, anche il col. Jacques Baud, cittadino svizzero, provvisoriamente domiciliato a Bruxelles, che si è trovato improvvisamente senza mezzi di sostentamento e di fatto recluso come fosse agli arresti domiciliari. La stessa sorte è toccata ad altri, oggetto della stessa "sanzione", tra cui una cittadina svizzera e nigeriana, anch'essa colta dalle sanzioni mentre era in Belgio e dunque con gli stessi effetti subiti dal col. Jacques Baud.  

Ha concorso al fatto, secondo quanto riportato, dal Fatto Quotidiano del 27 dicembre 2025, nell'articolo di Francesco Sylos Labini, a pag. 13, anche il Ministro Italiano o chi lo ha sostituito nella votazione detta.

DIRITTO
Se il fatto si è determinato, come riportato dalla stampa, si sarebbe trattato di un uso distorto e inammissibile del potere economico del Consiglio e della Commissione della UE, applicato a persone singole per ragioni politiche e di censura della loro libera espressione e del pensiero, che non risulta nei Trattati, né in quello costitutivo , né in quello di funzionamento della UE, a meno di interpretazioni cavillose, per assurdo, il cui risultato sarebbe comunque in contraddizione con i principi fondamentali di libertà e democrazia delle istituzioni comunitarie e italiane. Ciò, che determinerebbe la inconsistenza e incompatibilità di quelle interpretazioni e cavilli con l'Ordinamento della UE e, per assurdo, con l'Ordinamento Italiano Costituzionale. 

Attentato contro la Costituzione dello Stato
Chiunque, con atti violenti, commette un fatto diretto e idoneo a mutare la Costituzione dello Stato o la forma di Governo, è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni.

Chiunque, con atti violenti, commette un fatto diretto e idoneo a mutare la Costituzione dello Stato o la forma di Governo, è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni.

La decisione di applicare "sanzioni" così violente da parte della UE a persone fisiche, la cui colpa, nella maggioranza dei casi, sarebbe quella di aver espresso opinioni critiche nei confronti della Commissione, del Parlamento e del Consiglio UE o delle loro politiche, o per aver espresso giudizi in ordine alla guerra del Donbass, che non condividono la russofobia e la promozione della guerra stessa, che si sono manifestate in diverse iniziative della UE, senza che i fatti addebitati ai sanzionati siano stati valutati da un giudice, a fronte di sanzioni che, come detto, incidono violentemente sulla vita del sanzionato, privandolo della libertà di circolazione e della disponibilità del patrimonio. costituisce un sovvertimento della natura democratica del nostro Paese, oltre che della UE, sopprimendo la distinzione tra i poteri dello Stato, Legislativo, Esecutivo e Giudiziario, attribuendo di fatto all'Esecutivo l'esercizio del Potere Giudiziario, in apparente violazione degli art. 24 e 25 Cost..

Si tratterebbe di un precedente gravissimo, per ottenere attraverso la riduzione o annullamento della capacità economica di un individuo la sua capitolazione morale e civile e la censura contro di lui per l'impossibilità da parte dei media e delle istituzioni culturali di accogliere e diffondere le sue opinioni, come effetto delle sanzioni stesse.

Tale condotta del Rappresentante Italiano che al Consiglio della UE avrebbe votato a favore dell'adozione delle "sanzioni" contro i privati, appare in contrasto con l'art. 283 - Attentato contro la Costituzione dello Stato, c.p., che recita:
" Chiunque, con atti violenti, commette un fatto diretto e idoneo a mutare la Costituzione dello Stato o la forma di Governo, è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni."

La violenza delle "sanzioni" disposte dalla UE è stata descritta; è la stessa, seppure di grado astrattamente minore, che tuttavia in concreto si potrebbe manifestare in casi particolari anche più dannosa, di quella messa in atto dalle autocrazie e, nella storia romana, dalle liste di proscrizione. Essa scardina la natura democratica dello Stato e dell'Unione, e costituisce un precedente pericolosissimo, proprio in vista della guerra che esponenti del Consiglio UE hanno pronosticato entro il 2029 e la stessa UE con il programmo finanziario in favore della industria bellica ha programmato dal 2030, con il programma "Europe Readiness".

Estorsione aggravata   
Sussiste anche un profilo di estorsione, ex art. 629 cp, nella auspicabile ipotesi che le "sanzioni" comminate dalla Commissione  su decisione del Consiglio dell'UE siano revocabili in caso di "abiura" o comunque non siano inasprite o continuate in caso di prosecuzione delle condotte sanzionate. In tal caso è evidente l'obiettivo dell'estorsione come interruzione del comportamento critico del sanzionato, non diversamente da come avveniva nel processo inquisitorio medievale. Le condizioni di procedibilità appaiono entrambe verificabili; sia il profilo del danno del sanzionato sia il sussistere del vantaggio del pubblico ufficiale e politico, che ha con il suo voto partecipato alla decisione di comminare le "sanzioni", così afflittive e senza processo; vantaggio che conseguirebbe dalla cessazione delle critiche per le sue politiche di guerra e di finanziamento della guerra, nonostante - ed in contrasto con - l'art. 11 Cost., nonché per l'assetto antidemocratico della UE, così favorito in contrasto con gli art. 1-4 e 42 Cost.. L'estorsione sarebbe aggravata, ai sensi dell'art. 628 c.p.,  perché la violenza si sarebbe realizzata ponendo la vittima nello stato di incapacità di volere o di agire, e perché  il fatto sarebbe commesso, almeno nel caso del col. Baud, nei confronti di persona ultrasessantacinquenne.  

Concorso nel reato di estorsione aggravata 
Il concorso nel reato di estorsione aggravata si determina, secondo giurisprudenza, in presenza del correo del requisito soggettivo della volontà di determinare l'estorsione:  Cassazione penale, Sez. 1^, sentenza n. 27413/2025, udienza dell’11 luglio 2025, deposito del 25 luglio 2025, ha ribadito che, ai fini dell’integrazione del concorso di persone nel reato di estorsione, è sufficiente la coscienza e volontà di contribuire, con il proprio comportamento, al raggiungimento dello scopo perseguito da colui che esercita la pretesa illecita (Sez. 2, n. 6824 del 18/01/2017, Rv. 269117-01).  

Nel caso di specie, la coscienza e la volontà di contribuire di Ursula Von der Leyen e di Kaja Callas, appaiono lampanti e dovrebbe essere avviata la procedura per la incolpazione, ancorché con l'osservanza delle guarentigie, eventualmente assentite dalle Istituzioni della UE, per il ruolo da loro svolto. 
Con osservanza,

Livio Giuliani - Rete Movimento Ecologista Italiano


venerdì 26 dicembre 2025

Mestre, 4 gennaio 2026: "Festa ecologista per l'anno nuovo!"

 


A Mestre si terrà una "Festa dell'Anno Nuovo 2026" ecologista il 4 gennaio 2026 alle 15:00, organizzata dall'Ecoistituto del Veneto Alex Langer presso il Centro Cittaperta in Via Col Moschin 20, come annuncio dal loro bimestrale "TERA e AQUA". Sarà un evento per accogliere il nuovo anno con spirito ecologico e solidale, in linea con le iniziative dell'associazione. 


Programma: 

Domenica 4 gennaio 2026,  ore 15

FESTA DELL’ANNO NUOVO 2026

Al Centro CittAperta in via Col Moschin 20, Mestre

(a 400 m. dalla stazione FS, traversa di via Sernaglia)


SPETTACOLO  MESTRE. STORIE DI UNA GRANDE CITTÀ

Tratto dall’omonimo recentissimo libro di  Michele Boato

Letture dell’autore con Sonia de Savorgnani

Musiche e canzoni di Luisa Pasinetti, Sergio Renier e Monica Giori

Proiezioni a cura di Dario Busetto

 

PREMIO MESTRE COMUNITÀ

Il premio, istituito quest’anno, viene attribuito a due persone, una donna e un uomo, che in questi anni, con la loro attività, hanno concretamente migliorato la qualità della vita nella città.

I nomi e i premi verranno resi noti solo durante la Festa dell’Anno nuovo.

 

Premiazioni del CONCORSO ICU-Laura Conti per Tesi di Laurea

su temi di ecologia ed economia sostenibile.

Anche quest’anno, il più antico e prestigioso Concorso italiano per tesi universitarie vede superare il centinaio di partecipanti da tutta Italia.

Oltre ai primi tre Premi, sono previste una serie di importanti Segnalazioni.

 

Nella sala viene esposto un centinaio di volumi di letteratura e saggistica, provenienti da RiLibrisede della Fondazione ICU- Istituto Consumatori e Utenti,  acquistabili con una piccola offerta.

Inoltre si raccolgono gli abbonamenti a Tera e Aqua e Gaia

Ti aspettiamo  (se vuoi porta qualche dolcetto)...

Michele Boato e compagni



giovedì 25 dicembre 2025

Alexander Langer. Una memoria...

 


“Non abbiate fretta. Non credete che solo correndo si possa arrivare. In questo tempo che ci spinge al rumore, alla velocità, alla conquista, io vi invito a sostare. A coltivare il dubbio, a praticare l’ascolto, a custodire il fragile. È tempo di essere piccoli, non per rinunciare, ma per scegliere. Piccoli per non dominare, ma per appartenere. 

Non cercate la forza che impone, ma quella che sostiene. 

La dolcezza non è resa, ma resistenza. La lentezza non è pigrizia, ma profondità. E la profondità, oggi più che mai, è rivoluzionaria. Cercate l’indefinito, là dove le cose non sono subito chiare, nette, pronte a essere consumate. È lì che abita la possibilità di un mondo condiviso, dove nessuno ha l’ultima parola e tutti possono dire qualcosa. 

Vi chiedo questo: abbiate il coraggio dell’autolimitazione, della sobrietà, della gratuità. Non come sacrificio, ma come atto di liberazione. Come un fiore che sboccia senza chiedere nulla in cambio. E scegliete, sempre, la pace.

Non come assenza di guerra, ma come tessitura quotidiana di legami. Non come tregua, ma come scelta di vita. La nonviolenza non è debolezza, è la più alta forma di forza. È dire no senza distruggere. È resistere senza odiare. È costruire ponti dove altri alzano muri. Rifiutate il riarmo, le spese folli in armi, le retoriche del nemico. Non lasciate che la paura vi spinga ad armare il futuro. 

Nessuna vera sicurezza nasce dall’intimidazione. Nessun domani si costruisce con le bombe. E se vi chiedono da che parte state, non abbiate paura di dire: dalla parte della vita che cresce lenta, fragile, profonda. Dalla parte dell’umano. 

Dalla parte della pace. […] 

Non abbiate paura della lentezza, né della solitudine che a volte accompagna chi cerca sentieri nuovi. Non tutto si concluderà oggi, né domani. Ma ogni gesto, ogni parola nonviolenta, ogni scelta sobria e giusta, è un seme. E i semi, anche se non li vediamo subito germogliare, fanno il loro lavoro. 

Abbiate cura. Degli altri, della terra, del tempo. Abbiate cura di ciò che cresce piano. E camminate. Non da soli, ma insieme. Più lentamente, più profondamente, più dolcemente”.

 Alexander Langer



mercoledì 24 dicembre 2025

Archeo etno botanica delle piante inebrianti...

 

Che sia monachesimo mai solitudine. Piante diverse incontrerai sul tuo cammino; alcune spinose, alcune giocose. Un solo sapore è tutto l'eterno ma, non basta. Vedrai di più! A volte non potrai rialzarti, dal pavimento dovrai combattere. Non è detto che andrà bene. Potrà andare peggio. Ringrazia. Se sei vivo ringrazia e ricorda che non è detto che tutto può accadere, non è detto che le cose andranno meglio. Ma se sei vivo ringrazia, ringrazia e combatti, prova a vedere.

Cerca il contrario di "dividere". Domandati: "chi fa la domanda ?"


Tante sofferenze, altrettanta perfezione, ciò che è UNO non ha nome.

Sei Tu! Uno e dai sensi diviso. Vedrai di più! Vedrai il velo sciogliersi. Vedrai che sei tu il sogno. E desto amerai. Amerai nella sofferenza e non, amerai il bello ed il brutto, amerai l'ira e la calma. Amerai senza scelta o preferenze, amerai senza nomi. Non per questo il corpo eviterà la sofferenza. Né la mente smetterà di mentire.

L'abbondanza non necessariamente giungerà in termini materiali ma TU AMERAI. Sarà la tua natura, non è detto che cambierai atteggiamento, che il carattere si snellisca ed abbellisca. Le cose faranno il loro corso e tu con esse. Morirà chi ami e chi ti ama dovrà soffrire la tua morte.

LA VITA È BELLISSIMA !
Chi ami è vissuto e nell'amore è eterno, chi ti ama ti porta in Dio. E non illuderti che non sei amato. Siamo cibo tenuto insieme dall'universo, quindi da Dio. Nessuno potrà darti prova di quanto sia più che eterno l'amore.


È in te, e te in lui, non si può avere prova della realtà. Chi può dire che il mondo è reale?


Ma combatti! Semina, annaffia, ricomincia.

Prega, un Dio antropomorfo e tutti gli Dei, amali. Medita, nel silenzio e in discoteca . Inebriati evitando prodotti chimici. Coltiva la lucidità evitando artefatti mentali. Sbaglia, sbaglia ancora è poi sbaglia di nuovo la vita è un errare, erranti arriviamo dal cielo per ....

.... Volando nelle lande dei sensi incontro l'amore che appaga la vita per farla continuare ....

Piante diverse ho incontrato sul mio cammino: alcune spinose, alcune giocose, oggi ne ho incontrata una solenne, solare, spinosa e giocosa. Non ha nomi anche se qualcuno la chiama San Pedro altri Cazzo di Dio. Il resoconto generale potrebbe essere questo scritto.

A volte amo tutto e tutti, poi mi rendo conto di essere ubriaco.


Prem Kiran


martedì 23 dicembre 2025

Askatasuna: ultimo atto...



Lo sgombero dell’Askatasuna - uno dei più antichi centri sociali italiani, promotore di innumerevoli iniziative anticapitaliste, e contro la repressione, le guerre della NATO e il genocidio sionista – ha avuto caratteristiche repressive che rispecchiano l’ideologia e i metodi di un partito sviluppatosi da una matrice di chiaro stampo vetero-fascista.
 
Provenienti dalla stessa matrice appaiono i successivi violenti attacchi e le cariche contro i cortei di protesta che hanno percorso le vie di Torino, e gli arresti di manifestanti.
 
Questi episodi sono ricollegabili ad altri episodi simili che si sono accentuati in tempi recenti e che testimoniano di un clima più accentuato di repressione del dissenso. Ricordo personalmente le cariche e gli idranti della Polizia a Piazza Verdi a Roma durante la prima importante manifestazione per la liberazione della Palestina dopo l’estate, ma potrebbero citarsi molti altri esempi.
 
Tuttavia sarebbe sbagliato attribuire questo clima solo alle velleità di un governo di destra. Pochi giorni prima, sempre a Torino, sono state ostacolate e censurate due iniziative contro il clima di guerra e di isteria russofoba che avevano visto entrambe come protagonista il Prof. Angelo d’Orsi.
 
Nel primo caso vi era stato un pesante intervento della vicepresidente del Parlamento Europeo, la nota ossessa guerrafondaia del PD Pina Picierno, con il supporto del solito pallone gonfiato Calenda. Nel secondo caso un convegno in un teatro già fittato per l’occasione, dove – oltre a D’Orsi – avrebbero dovuto parlare anche noti storici, giornalisti e intellettuali pacifisti, come Alessandro Barbero, Luciano Canfora, Travaglio, Odifreddi, Marc Innaro, insieme ad uomini di spettacolo come Moni Ovadia ed Enzo Jachetti - è stata impedita all’ultimo momento per la negazione dell’agibilità del teatro da parte dei responsabili.
 
In entrambi i casi non è stato estraneo l’intervento del sindaco di Torino, Lo Russo, altro esponente del PD.
 
Particolarmente grave appare il tentativo di repressione bipatizan nei confronti del movimento per la Palestina con le proposte convergenti dell’ex fascista Gasparri e Del Rio del PD che hanno proposto due leggi/capestro che estendono a dismisura l’abusato concetto di “Antisemitismo”.
 
Questo clima non è solo italiano, ma coinvolge quasi tutti i paesi della Unione Europea, il Regno Unito e gli Stati Uniti. Nel Regno Unito militanti per la Palestina e pacifisti che criticano il rilancio della guerra sostenuta dalla NATO in Ucraina sono detenuti con accuse gravissime di terrorismo. In Germania manifestazioni per la Palestina sono represse con feroci cariche di Polizia, In Francia viene incriminato chi propone il boicottaggio di Israele. La UE ha addirittura sanzionato il colonnello, ex importante esponente dei servizi segreti svizzeri, Jacques Baud, per aver criticato la guerra sostenuta dalla NATO in Ucraina. E non si tratta di un caso isolato.
 
In Italia anche la magistratura si pone al servizio delle narrazioni sioniste, incriminando e tenendo in prigione il palestinese Anan Yaeesh, reo di aver fatto parte di un gruppo di legittima resistenza contro l’occupazione illegale della Cisgiordania e accusato di terrorismo da Israele dopo che era riuscito a rifugiarsi in Italia. Durante il processo è stata presa in considerazione la dichiarazione di una funzionaria israeliana, mentre decine di testimonianze a favore (tra cui quella di Francesca Albanese) non sono state accettate.
 
Insieme ad Anan sono processati altri due ragazzi, Alì e Mansour, pur in assenza assoluta di prove specifiche, mentre altri ragazzi palestinesi residenti in Italia, come Mohammed, sono incriminati e arrestati. Molto grave è stata la richiesta di espulsione e l’arresto dell’Imam di Torino, reo solo di aver espresso un’opinione sui fatti del 7 ottobre che teneva conto del contesto di colonizzazione e oppressione in Palestina.
 
Insomma si può affermare che in Europa e nei paesi anglosassoni si è formato un blocco – formato sia da governi di destra come quello della Meloni, sia di presunta “sinistra” come quello del “laburista” Starmer, sia di “centro” come quello di Merz in Germania - che reprime e censura chi osa criticare l’atteggiamento guerrafondaio che ha come conseguenza la prosecuzione della guerra della NATO alla Russia, tramite la carne da macello ucraina. Contemporaneamente i paesi occidentali partecipano attivamente al genocidio in atto in Palestina fornendo continuamente armi, munizioni, appoggio diplomatico e finanziario ad Israele, alimentando contemporaneamente le illusioni della ormai irrealizzabile politica dei “due stati” e il fasullo “riconoscimento” di uno stato palestinese inesistente. Al movimento per la Libertà della Palestina e alle stesse organizzazioni palestinesi (escluse quelle collaborazioniste come l’ANP) è ormai chiaro che l’unica garanzia di un avvenire di libertà per i Palestinesi è la forza della Resistenza.
 
Vincenzo Brandi