Il Comitato per la Protezione dei Boschi dei Colli Albani convoca una manifestazione aperta a tutti/e coloro vogliano far sentire la propria voce a difesa del territorio dei Castelli Romani, messo in svendita sotto tutti i punti di vista: disboscamento, prosciugamento delle falde idriche, crisi dei laghi, cementificazione, progetti di turistificazione impattanti e inceneritore.
L'Ente Parco Regionale dei Castelli Romani in questi anni ha, a nostro avviso, timbrato l'intimbrabile, vidimato qualsiasi scelleratezza, prescritto ai beneficiari delle richieste ad esso inoltrate attenuazioni degli interventi mai verificate. Gli esiti di questi atti li vediamo ogni giorno.
Inoltre, continua a negarci atti e dati che dovrebbero essere di pubblico dominio, come quelli che riguardano gli studi sugli impatti ambientali del "taglio ceduo", perseverando nel concedere nulla osta: il 95% dei boschi viene considerato tagliabile, ma si tratta di un patrimonio ambientale, faunistico, paesaggistico, storico, culturale e a basso impatto turistico che andrebbe conservato.
Al lago di Nemi, dove c'è stata una colata di cemento quasi in riva per un progetto di "Sport Lineare" finanziato dalla Città Metropolitana tramite fondi PNRR, ci era stato detto dal massimo responsabile dei Guardiaparco che c'era un'indagine in corso e che avremmo saputo gli esiti.
Ma è stata l'ennesima presa in giro, nulla si è più saputo e ad oggi non risulta nessun nulla osta del Parco in Conferenza dei Servizi per lo "scempio" avvenuto vicino al Museo delle Navi, con costi astronomici pagati dalla collettività.
Sulla questione delle acque dei due laghi e delle falde idriche in generale, il Direttore ha deciso di non perseguire la via nel sostenere la dichiarazione di "disastro ambientale" (o un altro simile provvedimento): decine di migliaia di appartamenti per la speculazione edilizia e ingenti prelievi di ACEA direttamente dai bacini lacustri , le reti-colabrodo sono le cause principali di tutto ciò.
Anzi, si viene a sapere senza che lo stesso Parco ha dato un nulla osta per il progetto di potenziamento della condotta del pozzo Sforza-Cesarini che preleva direttamente dal lago Albano a patto però che ACEA, ottenga la concessione.
Tradotto: per decenni ACEA ha prelevato milioni di metri cubi di acqua (circa 20 cm di livello ogni anno) ma non aveva e non ha pagato nessuna concessione. Roba da non credere.
Il Parco avrebbe dovuto negare alla luce di tutto ciò qualsiasi parere favorevole, senza dare l'ennesima prescrizione che probabilmente finirà nel nulla, coi lavori già iniziati.
Il Parco dovrebbe fissare un limite ambientale al livello idrometrico delle acque dei due laghi, già sotto di quasi 8 metri rispetti agli anni '80. Così come fece l'Ente Parco di Bracciano.
Il Parco dovrebbe eseguire studi e pubblicarli , in riferimento al catastrofico taglio ceduo effettuato anche in aree ultraprotette e che noi chiamiamo disboscamento.
Invece continua ad approvare le richieste di taglio di fine turno, tipo quella che ha distrutto la via Francigena in più punti, l'Ippovia costata oltre 200.000 euro di soldi pubblici, la zona di via Rocca Priora lo scorso anno e tutto il versante velletrano dell'Artemisio.
I sentieri questa estate si sono trasformati in vie desertificate a causa della mancata copertura degli alberi e sembrava di camminare su delle dune arse dal sole in cerca di qualche oasi.
Invitiamo veramente tutte e tutti a partecipare, anche per chiedere all'Ente Parco di esprimesri fermamente contro il progetto di inceneritore che vede la stessa ACEA tra i protagonisti negativi.
Se le alte sfere dell'Ente non vogliono tutelare il Parco, come previsto dallo Statuto fondativo, possono trovare altre poltrone su cui sedersi comodamente, meglio per tutti se quelle di casa loro.
Non possiamo fermarci, non vogliamo mollare di un centimetro, specie ora che sta per ricominciare l'ennesima stagione silvana che porterà tra i boschi decine e decine di ruspe, trattori, benne, TIR e cingolati a completare il lavoro delle motoseghe su centinaia di migliaia di alberi: ogni anno ne spariscono circa 200.000 solo qui ai Castelli!
Fino a quando tutto ciò non avrà fine, saremo nelle piazze, nelle assemblee e nelle lotte che da sempre caratterizzano questo "nostro" territorio, contro chi per le proprie speculazioni economiche è disposto a devastarlo senza farsi troppi problemi.
Per una moratoria dei tagli boschivi
Per l'aumento dei vincoli e delle tutele con il passaggio a Parco Nazionale
Per impedire che il Parco continui a dare nulla osta a progetti impattanti
Per la dichiarazione di "disastro ambientale" inerente la questione idrica dei due laghi
Per avere risposte e dati finora negati.
Per farci sentire, per cambiare lo stato di cose presenti prima che sia davvero troppo tardi, ci vediamo sabato 10 ottobre alle 10.00 ai Campi d'Annibale a Rocca di Papa, piazza G. Di Vittorio, da cui ci muoveremo una mezz'ora dopo verso l'Ente Parco, determinati e forti delle nostre ragioni contro chi proviene da una storia politica di negazionismo della crisi climatica.
Come siamo stati in piazza ad Albano nel partecipato corteo contro l'inceneritore di sabato scorso, domani (martedì 29 settembre) contesteremo ACEA e le altre multinazionali riunite nel Forum che si svolgerà all'EUR (manifestazione ore 16.00 dalla Metro B – EUR Fermi) mentre sabato 3 ottobre ancora nelle strade di Roma, dalle 10.00 a piazza della Repubblica, nuovo corteo contro l'ecomostro di S.Palomba.
Andiamo "a domicilio" a far presente che le scelte politiche e aziendali sullo sfruttamento dei Castelli Romani non sono per nulla gradite.
Comitato per la Protezione dei Boschi dei Colli Albani.
ITALIA NOSTRA CASTELLI ROMANI aderisce e sostiene la MANIFESTAZIONE e CORTEO previsto per SABATO 10 ottobre prossimo, ore 10:00, a Rocca di Papa, con partenza dai Campi di Annibale. La manifestazione è promossa dal Comitato Protezione Boschi dei Colli Albani a cui partecipiamo attivamente.
Vi aspettiamo numerosi.
Enrico Del Vescovo, info 3331135131.






