lunedì 15 giugno 2026

Roma. Eternit per sempre...?

 


Da Roma città eterna a Roma città ETERNIT: dopo l’euforia militarista del 2 giugno 2026, gli effetti della tromba d’aria del 3 giugno su una città già inquinata il giorno prima dalle “frecce tricolori” (carburanti , fumi di combustione nocivi e coloranti).

Quello che è accaduto a Roma necessita di un commento. Da oltre trenta anni sosteniamo, coerentemente con la comunità scientifica internazionale (intendiamo quella che fa riferimento alla EBS cioè alla medicina basata sulle evidenze e non al neonato codice “para-medico” della squadra mobile e della procura di Ravenna contro i medici che non sono allineati alle direttive del governo) che il cemento amianto è una importante problema di sanità pubblica. Le istituzioni però non ne vogliono sapere e i sindaci italiani rifiutano di adottare, in attesa della catatonia dei decisori politici parlamentari, di avviare una adeguata politica di censimento-monitoraggio-bonifica del cemento amianto presente nel territorio.

Nei quarant’anni precedenti alla legge 257/1992 – NORME DPER LA CESSAZIONE DELL’USO DELL’AMIANTO – sono stati collocati nel territorio italiano 2,5 miliardi di metri quadrati di cemento amianto ancora in gran parte da bonificare. Qualche linea guida regionale sottolinea che il momento attuale, a causa dei mutamenti climatici in corso, rende il quadro più pericoloso di qualche decennio fa. E’ vero: tuttavia già sapevamo che una “buona grandinata” può spappolare una tettoia in cemento amianto e anzi lo sapevamo quanto meno dagli anni trenta del secolo scorso. Fra l’altro i metereologi hanno stimato che il diametro dei chicchi di grandine è cresciuto e crescerà ancora nei prossimi decenni (hanno anche fatto una stima della crescita volumetrica ipotizzabile).

Grandine , trombe d’aria, tornado ecc. oggi intervengono su tettoie ben più vetuste e degradate di quanto non fossero nel momento in cui l’amianto è stato messo (teoricamente) fuorilegge.

Per il recente evento romano la sanità pubblica è mobilitata assieme al valido centro regionale amianto di Viterbo ma si tratta sempre di “interventi del giorno dopo” con i quali, come si suol dire, si va a “raccogliere col cucchiaino” i pezzi e gli sfridi di cemento amianto spappolato dagli eventi climatici. Le fonti di informazione garantiscono che sarà prestata grande attenzione alla bonifica, anche dell’amianto, nel territorio del Municipio Tre di Roma e che saranno fatti campionamenti ambientali.

Certamente chiederemo i risultati (numero, frequenza, metodo analitico ecc) e pur non dubitando della nota professionalità del centro di Viterbo, si tratta di campionamenti che, per vari fattori, possono non essere esaustivi. Dunque, come per la tragica questione degli omicidi sul lavoro, dobbiamo tornare sul tema e sulla necessità di intervenire il giorno prima e non il giorno dopo.

Il territorio va bonificato prima delle trombe d’aria: come? Aono decenni che sollecitiamo la adozione delle misure necessarie:

Ordinanza del sindaco nella sua veste di autorità sanitaria locale

L’ordinanza deve essere finalizzata al censimento (con obbligo di autonotifica alla Usl e al Comune); censimento dunque territoriale capillare del cemento amianto e dell’amianto friabile (se ne è ancora rimasto in giro)

Al censimento vanno associati simultaneamente monitoraggio e bonifica; la valutazione dello stato del cemento amianto deve essere fatta dal titolare dell’ immobile ma validata dalla sanità pubblica per evitare autocertificazioni superficiali

Alla valutazione deve far seguito senza indugio la bonifica: infatti una lastra di cemento amianto cede fibre già da pochi mesi dopo la prima esposizione alle intemperie e non ha nessun senso, se la valutazione è di condizione “discreta”, temporeggiare ancora per anni, in quanto il passare dalla condizione discreta al degrado massimo significa semplicemente che, nel frattempo, si sono disperse nell’ambiente milioni di fibre con la con la conseguenza di provocare quei mesoteliomi classificati non professionali ma “ambientali” (la patologia è la stessa ma lo Stato “risarcisce” – per modo di dire – con una sorta di «assegno funerario»; le vittime di questa inaudita discriminazione sono quasi sempre le donne

alle associazioni ambientaliste, ai sindacati dei lavoratori (OGGI PERALTRO RIUNITI A ROMA IN INIZIATIVE DI LOTTA) , al sindaco di Roma e al Municipio III, ripetiamo un appello-invito: Intervenire “il giorno prima” e non il giorno dopo.

Come tutti ricordiamo l’immagine del “day after” fu uno dei messaggi più chiari e più forti del movimento antinucleare (che sta per rinascere). EVITARE LA LOGICA DEL DAY AFTER RIGUARDA ANCHE L’AMIANTO.

Vito Totire 


«Rete Nazionale Lavoro Sicuro» oltrechè storico animatore dell’ AEA, l’ASSOCIAZIONE ESPOSTI AMIANTO E RISCHI PER LA SALUTE di Bologna.

 

domenica 14 giugno 2026

“Verso la riforma della legge 394/1991. La visione di Italia Nostra”



Si terrà mercoledì 17 giugno 2026, alle ore 10.00, presso la Sala del Refettorio della Biblioteca della Camera dei Deputati “Nilde Iotti”, in via del Seminario 76 a Roma, il convegno dal titolo “Verso la riforma della legge 394/1991. La visione di Italia Nostra”, promosso da Italia Nostra nell’ambito delle attività del Gruppo di lavoro “Parchi e Aree Protette”.

L’iniziativa intende contribuire al dibattito sulla revisione della legge quadro sulle aree protette, proponendo valori, idee e proposte per una normativa capace di rilanciare una gestione sostenibile, condivisa ed efficiente del sistema dei parchi e dei paesaggi italiani.

Il convegno nasce da un percorso di riflessione avviato circa un anno fa dal Gruppo di lavoro di Italia Nostra, composto da studiosi, esperti e operatori del settore, con l’obiettivo di sviluppare una visione aggiornata del paesaggio, considerato nella sua dimensione culturale, naturalistica ed ecologica.

I lavori del convegno

Ad aprire l’incontro saranno i saluti istituzionali dell’On. Giorgio Mulè, Vicepresidente della Camera dei Deputati, e del Prof. Edoardo Croci, Presidente nazionale di Italia Nostra.

Seguirà l’introduzione affidata all’Arch. Riccardo Picciafuoco, coordinatore del Gruppo di lavoro sui Parchi di Italia Nostra, che presenterà il documento di posizionamento dell’Associazione sulla riforma della legge 394/1991. Sono previsti quindi gli interventi istituzionali di rappresentanti parlamentari impegnati sul tema della riforma, tra cui l’On. Sergio Costa, il Sen. Michele Fina e il Sen. Gianni Rosa, firmatari di proposte di legge in materia. Il confronto proseguirà con i contributi di qualificati esperti e studiosi del settore: il Dott. Luca Santini, Presidente di Federparchi, il Prof. Riccardo Santolini, docente all’Università di Urbino e componente del Comitato Scientifico di Italia Nostra, e il Prof. Rossano Pazzagli, docente all’università del Molise

Nel corso dell’incontro saranno inoltre presentati casi virtuosi di gestione agriecologica, a testimonianza delle potenzialità innovative dei parchi come laboratori di sostenibilità.

Le conclusioni saranno affidate al Prof. Arch. Cesare Crova e alla Dott.ssa Maria Gioia Sforza, Consiglieri nazionali delegati di Italia Nostra.

Consulta il documento: Documento GdL Parchi e Aree Protette

Un momento di confronto tra istituzioni e comunità scientifica

Il convegno si propone come uno spazio di dialogo tra istituzioni, comunità scientifica e portatori di interesse, con l’obiettivo di rilanciare il ruolo delle aree protette come strumenti fondamentali per la tutela del patrimonio ambientale e paesaggistico del Paese. Il confronto sarà articolato in interventi di carattere tecnico-scientifico e nella presentazione di buone pratiche, con particolare attenzione al ruolo dei parchi come laboratori di innovazione e sostenibilità.

Enrico Del Vescovo,  consigliere nazionale di ITALIA NOSTRA aps.



sabato 13 giugno 2026

Poco più o poco meno...

 


Si sente nell’aria. E se in molti lo sentono allora avviene.

 

Ci siamo! Quanto manchi, poco o poco più di poco, non conta. La garrota fascista del progressismo è stata stretta un giro di troppo intorno allo spirito della gente. Un’entità quest’ultima che non distingue nazioni né popoli. Un’entità spontanea adesa come in un nido d’api intorno alle medesime pene, una delle quali, forse tra le più determinanti sta nella sottrazione di prospettive e, di conseguenza, nella liquefazione dell’identità, sola struttura idonea a perseguirle. Uno stato esistenziale che si è lentamente costituito e allargato sotto l’egida di un solo comandamento: il domani sarà peggio dell’oggi.

 

Nel mortaio delle politiche progressiste-liberiste – leggi il mondo in mano al capitalismo finanziario e digitale, ovvero in mano ai privati – la gente comune è ripetutamente colpita dalla comunicazione necessaria a ridurla in poltiglia, buona per tutte le bruschette dei salotti dove vengono servite insieme ai bottoni rossi che segnano la rotta del mondo.

 

Nonostante lo strapotere di lobby, potentati finanziari, digitali e di controllo, queste corporazioni, richiamate e alla bisogna coese da un’esaltazione babelesca, non sono ancora riuscite a imbambolare tutti. Ma sono riusciti ad esacerbarne il sentimento nei confronti di istituzioni e politiche, più esattamente, nei confronti di tutto ciò che dovrebbe essere con loro e che, invece, si è dimostrato contro di loro. Troppo lungamente.

 

Due recenti episodi lontani nella geografia, nella cultura, nella religione, storia, costumi e nella causa, al momento possono essere presi a dimostrazione del significato spirituale della perdita di identità e prospettiva che vive la gente e del potere reificatorio che implica. Si tratta nel primo caso dell’acquisto dell’isola albanese di Sazan da parte di Kushner e relativa protesta spontanea popolare. Nel secondo, di quanto avvenuto a Belfast, in Irlanda del Nord, in merito all’attacco indiscriminato all’arma bianca di un immigrato nei confronti di un giovane locale che rimarrà menomato nel corpo e nel cuore e relativa sollevazione spontanea e popolare.

 

Reazioni di genti lontane tra loro, che il medesimo sentimento, alla faccia della distanza fisica, in un istante senza tempo, raduna in un solo corpo. Ma quelle genti, non sono due, una albanese e l’altra britannica, sono molte, sono tutte. Tutte offese, ferite, disilluse, esasperate e in ragione di ciò allineate come tessere di un domino che non attendono altro che il momento di rovinare appena accese dall’emozione infiammata della tessera vicina.

 

Una sequela di reazioni divenute emotive, cioè senza più controllo da parte di chi le compie né possibilità di gestione da parte delle istituzioni. Significa, a poco o poco più di poco, guerre civili. Un’eventualità che alcune organizzazioni cavalcheranno e che altre potrebbero trattenere entro la legalità, per avvicendarsi in una dinamica elettorale colma di promesse sedanti. 


Organizzazioni partitiche e extra-partitiche che mi rifiuto di dire di destra, preferendo dire in grande misura generate e fomentate dalle politiche a sfascio, europee e italiane di questi ultimi decenni, politiche inseminate a partire da Prodi (panacea dell’Euro), da Ciampi (svendita dell’Italia) e congrega che, tra un flûte e un glencairn sul ponte di comando del panfilo dei corsari chiamato Britannia, hanno svenduto l’anima dell’Italia e degli italiani.

 

In questo secondo caso molti, la maggioranza di quelle genti, penso, aderirebbe a salire sui “nuovi” carri vannacciani. Allora la domanda è: potranno i neo-cocchieri, sospinti sulla serpa dalla politica vessatoria, far fronte al sistema o ne verranno anch’essi ingoiati e digeriti, lasciando le genti senza più preghiere a rovistare nelle rovine, colpevolizzate di populismo, di novax, di terrapiattismo, d’essere la “feccia” e dell’intero disastro politico-esistenziale, senza mai nessuno che avesse seriamente chiesto loro “come state”? Senza mai nessuno che avesse detto loro in faccia “preferiamo dedicarci alle minoranze e ai loro diritti civili, piuttosto che stare dietro a voi”.

 

Chi, per ragioni anagrafiche si sta perdendo lo spettacolo di psicopatologia che calca i teatri di tutto l’Occidente dal progressismo non potrà mai credere ai testimoni di quest’epoca nociva. Non potrà credere che la sinistra, dalla cultura alla politica, avesse tutto in mano, ora rischia di andare al rogo insieme a auto, case e cassonetti, sempre che il livello non si alzi. Avevano tutto e hanno creduto di poterlo mantenere svendendo l’anima delle genti all’economia, cioè buttando amare i lavoratori in cambio di un vestito da donna, tanto oggi anche un uomo può fare da madre.  Poco o poco più di poco!


Lorenzo Merlo




venerdì 12 giugno 2026

20 giugno 2026. Solstizio estivo a Moje di Treia...

 


Il 20 giugno 2026,  con l'intento di rilanciare la Campagna per l'Agricoltura Contadina, il Circolo di Promozione Sociale Auser Treia in collaborazione con la Rete Bioregionale Italiana e con il patrocinio morale del Comune di Treia, organizzano la Celebrazione del Solstizio Estivo ed il Collettivo Bioregionale Ecologista.

Al mattino, alle ore 10, appuntamento nella sede Auser Treia, in Via Lanzi 18,  dialogo deambulatorio con il bioregionalista Paolo D'Arpini. Prenotazione necessaria al 0733/216293.

Alle ore 18,  in località Moje di Treia 34,  sarà  presentata la brochure "Quaderni di vita bioregionale" con vari articoli sui temi trattati.  A seguire la dott.ssa Rosella Sbarbati Del Guerra presenta il suo libro "Nutrizione alchemica per tutti", conducendoci in un viaggio per scoprire l'energia sottile presente negli alimenti e nelle erbe officinali attraverso il prisma delle tradizioni antiche.
Alle ore 20 si tiene un pic-nic sul prato con il cibo e le bevande da ognuno portate.  Ingresso libero.

Lo scopo della manifestazione è quello  di  incentivare la lavorazione biologica ed estensiva dei piccoli appezzamenti, con sistemi naturali, quella che è stata definita da sempre “economia spicciola della realtà contadina”.  L’agricoltura contadina è l’unica che può garantire il mantenimento della biodiversità nell’habitat e la produzione di cibo idoneo ad una  dieta integrata e salutare.  

Come arrivare a Contrada Moje:  Da Treia imboccare la Strada Provinciale 128, all'altezza dell'Isola Ecologica prendere per Contrada Santa Maria in Paterno, dopo 300 mt. circa girare a destra in Contrada Moje.  

Per info e prenotazioni:  348.7255715

Treia vista da  Contrada Moje 



giovedì 11 giugno 2026

Roma. Applichiamo l'articolo 11 della Costituzione...

 


Assemblea nazionale, 4 luglio 2026 ore 14.30, Spin Time - Roma

Non dobbiamo aspettarci che siano Meloni, i suoi soci e gli affaristi della guerra ad attuare l'articolo 11 della Costituzione. Animiamo, sviluppiamo e rilanciamo un fronte di lotta per mettere in campo tutte le iniziative necessarie per attuarlo!

Qualche settimana fa avevamo annunciato la promozione di un’assemblea nazionale per il  20 giugno 2026 presso lo Spine Time. Ad oggi abbiamo diverse risposte di adesione ma visto l’importanza dei temi che vogliamo discutere abbiamo deciso di POSTICIPARE L’ASSEMBLEA A SABATO 4 LUGLIO, confermando luogo e orario (Spine Time, Via di Santa Croce in Gerusalemme, Roma, ore 14.30).

Non cambiano i temi che ci spingono a promuovere questa assemblea e che qui di seguito ribadiamo con forza. La decisione è conseguente a due opportunità che abbiamo deciso di cogliere per rendere l’assemblea nazionale uno strumento ulteriore di coordinamento delle forze e dei singoli che lottano contro la III Guerra Mondiale e che vogliono trovare la forza nell’unità, nel coordinamento.

La prima opportunità di fare l’assemblea il 4 luglio è legata al fatto che saremo direttamente collegati con l'11ª Conferenza internazionale anti-imperialista e al contro vertice Nato organizzato dalla Piattaforma Antimperialista Mondiale in Turchia. La lotta contro la NATO è una lotta che riguarda noi in Italia ma che accomuna tutti i popoli sottoposti alla sua occupazione. Lo scambio d’esperienza tra tutti i popoli che lottano contro la NATO siamo certi che rafforzerà il contenuto dell’assemblea e la prospettiva della nostra lotta.

La seconda opportunità di fare l’assemblea il 4 luglio attiene al fatto che il mese di giugno è costellato di assemblee, iniziative di forze politiche e sindacali di cui condividiamo lo spirito di lotta contro le politiche di asservimento agli imperialisti USA-NATO e UE: in particolare ci riferiamo a quella promossa da Potere al Popolo il 14 giugno e quella da “Agorà” il 27 giugno. A entrambe parteciperemo e porteremo il nostro contributo e rilanceremo la assemblea del 4 luglio sull’attuazione dell’articolo 11 della Costituzione. Da sempre il nostro intento è quello di favorire la costruzione del fronte di lotta contro la guerra, nello spirito che ci contraddistingue: aggregare e coordinare quello che già si muove in un unico fronte di lotta.

La spirale della Terza guerra mondiale avanza e con essa il coinvolgimento del nostro paese e la complicità dell'Italia con i crimini di guerra di USA e sionisti. In maniera sempre più aperta e smaccata, l'articolo 11 della Costituzione italiana viene violato nello spirito e nella lettera dalle scelte politiche della classe dominante che vuole sempre più il nostro paese intruppato nella guerra. Non solo la difesa quindi, ma l'attuazione dell'articolo 11 della Costituzione sono una responsabilità che non può essere più elusa. Non è più sufficiente denunciare che le autorità del paese e il governo Meloni, più alacremente dei governi che lo hanno preceduto, viola l'articolo 11 della Costituzione: si tratta oggi di individuare le campagne, le iniziative e le attività che in maniera sempre più coordinata, facendo fronte comune, dobbiamo mettere in campo per valorizzare la ricchezza del movimento popolare contro la guerra che è vivo e vegeto nel paese e la sua iniziativa quotidiana dal basso. Si tratta oggi di passare dal concepirsi come soggetti che denunciano il cattivo presente e la spirale della guerra mondiale, al concepirsi come capaci di non dipendere dal governo Meloni per rendere effettiva l'attuazione di tutte quelle iniziative e attività che oggi servono a rendere concreta l'attuazione dell'articolo 11 della Costituzione.

In ogni città e provincia esistono esperienze di resistenza e lotta contro la guerra mondiale, variamente declinate, con capacità ed esperienza, con storia e legami con i settori popolari della società. Tutte queste esperienze sono significative e importanti, possono esserlo ancora di più se via via convergono verso l'obiettivo di attuare la lettera e lo spirito dell'articolo 11 della Costituzione, di farne pratica di lotta e mobilitazione, collante del fronte delle forze popolari necessario a cambiare il corso delle cose in senso alternativo alla guerra imperialista.

Dalla lotta contro la leva obbligatoria alla lotta contro le installazioni USA e NATO in Italia coperte dal segreto e dall'impunità, fino alla lotta contro il riarmo, la conversione bellica e per l'obiezione di coscienza nei luoghi di lavoro, dobbiamo operare affinché sempre di più i vari fronti di lotta confluiscano nel fare dell'obiettivo dell'attuazione dell'articolo 11 della Costituzione non solo un principio etico e morale da rivendicare al governo Meloni, ma un obiettivo pratico da conseguire che contribuisce a dare un nuovo, diverso, alternativo indirizzo politico del paese.

Invitiamo quindi a partecipare all'assemblea del 4 luglio 2026 a Roma, dando conferma di partecipazione ed eventuale richiesta di intervento scrivendo a coordinamentonazionalenonato@proton.me

Telegram: https://t.me/CoordNazNoNATO

Contatto mail: coordinamentonazionalenonato@proton.me




mercoledì 10 giugno 2026

Nichilismo, porta d'ingresso del satori...?




Il nichilismo è una espressione del pensiero agnostico che, dal punto di vista intellettuale, merita il nostro rispetto e considerazione. Partire dal dubbio è sempre motivo di approfondimento. Infatti solo il chiedersi, il dubitare la sostanza di ogni asserzione, ci permette di ulteriormente scavare all’interno della nostra psiche. Questo è un buon esercizio e ci consente di giungere al limite estremo, quel punto magico, in bilico fra la mente e la non-mente, che nello zen chiamano la porta del “satori”. 

Trovarsi lì nel vuoto senza aver ancora stabilito la propria identità può essere pericoloso (e lo ha dimostrato lo stesso Nietzsche) eppure se non giungiamo a quel punto limite, o attraverso l’intelletto o attraverso la rottura degli schemi intellettivi, come possiamo avere l’esperienza del Sé?

Qualcuno si  chiede se la realizzazione del Sé possa essere definitiva e permanente. Ebbene, sì!  E non perché ci si arrivi attraverso un processo di “ricerca” (spirituale) ma solo perché l’esperienza del Sé è la sola e vera esperienza costante e permanente.. è la nostra vera natura ed è inalienabile.

Qualsiasi cosa appaia nella mente, qualsiasi pensiero, sensazione, desiderio, disperazione o vuoto.. appare per mezzo del substrato della coscienza, la coscienza è la costante, mentre i pensieri sono sovrimposti… 

Il momento che  "realizziamo" (il che significa "rendere reale") questo banale fatto automaticamente siamo quel che siamo sempre stati e che sempre saremo…

La logica a volte aiuta…  per farci comprendere che  non ci è possibile assolutamente sfuggire a questa coscienza che noi siamo. Anche la negazione di sé (nichilismo) avviene nella coscienza.

Paolo D'Arpini - Comitato per la Spiritualità Laica

martedì 9 giugno 2026

No, non siete pazzi... forse vi state solo svegliando!




In questo periodo un grande miracolo sta avvenendo nella vita di tante persone, il risveglio della
coscienza, per costoro la vita non sarà mai più la stessa. Uomini e donne si stanno riconnettendo con la propria anima, molti stanno soffrendo perché non si sentono più parte della società. 
Non sisentono compresi nel loro meraviglioso cambiamento evolutivo,
proverete un allontanamento da familiari amici, e tutto ciò che vi
circonda. Solitudine nella propria famiglia che inevitabilmente fa
fatica a comprendere i tuoi cambiamenti così radicali, questo è il
risultato di grossi cambiamenti interiori a livello di DNA e
coscienza, questo passerà. Voi sarete spazialmente cambiati e vi
sentirete come se steste camminando tra due mondi, poichè la vostra
consapevolezza transita nella nuova energia e il corpo talvolta rimane
indietro. Avrete una sensazione di solitudine anche in compagnia di
altre persone.

Sentire il bisogno di solitudine e di passare più tempo in mezzo alla
natura per aiutare la nuova energia a radicarsi, perdita di passione,
poco o nessun desiderio, questo fa parte del processo. Accettate
questo momento, questo passerà, è simile alla riprogrammazione di un
computer, avete bisogno di spegnere per un breve periodo, desiderio di
condividere conoscenza, saggezza, verità con gli altri. Incremento
della gnosi, capacità di comprendere i misteri nelle parole e
scritture. Distacco dai mezzi di comunicazione negativi, predilezione
per un'alimentazione più consapevole e naturale, maggiore tolleranza
verso il prossimo e le differenze. Desiderio profondo di libertà e
rifiuto totale di qualsiasi schema o programma sociale limitativo o
ingannevole, profonda consapevolezza dell'esistenza della vita in più
dimensioni e mondi. Consapevolezza che siamo tutti interconnessi e
siamo tutti l'uno, sappi che non sei solo ne pazzo, ma ci sono milioni
di persone nel mondo che condividono questo risveglio con te.

L'uomo è destinato a cambiare e il mondo con esso, o si cambia o tutto
si ripete.

La Verità ci Rende Liberi