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La vera sopravvivenza della nostra specie non è garantita dalle multinazionali che proseguono nella distruzione del patrimonio genetico delle essenze naturali, portata avanti con l’immissione degli OGM, bensì dalla conoscenza e conservazione dei valori nutritivi delle piante spontanee presenti in natura. La propagazione di questa conoscenza è quel che tentò di fare Linneo, il botanico che amava la natura.
L’analisi sistematica delle specie vegetali presenti nel mondo iniziò nella fredda Svezia nella metà del ‘700, dove Linneo e la schiera dei suoi discepoli si presero la briga di raccogliere informazioni sulle specie arboree, sistemando un catalogo botanico di tutto ciò che cresce sulla faccia della Terra. Potremmo dire che Linneo avviò la prima “banca del seme” egli era un ricercatore amante della natura e la sua opera era a vantaggio di tutta l’umanità. Oggi, strano a dirsi, l’onere della conservazione delle erbe commestibili ed officinali è passata dai ricercatori erboristici alle multinazionali (fra cui Monsanto e Syngenta, i due colossi del geneticamente modificato), infatti in un luogo freddo come la patria di Linneo, nell’isola di Spitzbergen nel mare di Barents, esse hanno costruito una mastodontica superbanca di tutte le sementi presenti nel mondo. Una banca scavata nel granito, con speciali aeratori, portelloni e muraglie in cemento armato a prova di bomba.
Forse ci si aspetta la fine del mondo? Oppure semplicemente si cerca attraverso i brevetti di appropriarsi dei diritti d’autore della vita sul pianeta? Non voglio però assumere un atteggiamento catastrofista, poiché di situazioni drammatiche il pianeta Terra ne ha vissute ben altre. Quello che conta è il mantenimento dell’intelligenza e della capacità di sopravvivenza e tale capacità, come abbiamo visto accadere nell’isola di Bikini, sede degli esperimenti nucleari francesi, ha una forza inimmaginabile. Infatti lì dove ci si aspettava la morte si è invece scoperto un ecosistema eccezionalmente vitale e prospero, soprattutto in “assenza” dell’uomo.
L’isola dei “pazzi stranamore” di Spitsbergen sarà come la torre di Babele, ne son certo, in quel fortilizio del “valore aggiunto” resterà solo un accumulo morto di informazioni. La capacità elaborativa della vita si farà beffe dell’arroganza “scientifica” e, malgrado l’apparente cecità, l’uomo non potrà distruggere la vita (di cui egli stesso è emanazione). E questo nonostante la sterile raccolta umana di informazioni, che ha preso il sopravvento sulla capacità di riscoprire giorno per giorno la freschezza della vita, alla fine la capacità di conservazione saprà “affermarsi”.
Lo vedo in quel che succede negli interstizi dell’asfalto, in mezzo alle immondizie, tra i veleni più pestilenziali di questa società opulenta e un po’ tonta… Eppure l’uomo è la somma di una complicata rete di complessi, psicosi, nevrosi, istinti, fissazioni e intuizioni. Ora pare che le multinazionali, le stesse che provvedono ad avvelenare e distruggere, vogliono conservare l’intero patrimonio genetico della terra?
Ma intanto vi ricordo il racconto “la Giara” in cui compare Titta dopo aver fatto riparare una grande giara crepata da un vasaio che era dovuto entrarvi dentro si rende conto che per far uscire il vasaio occorreva rompere di nuovo la giara? Sapete poi come le scimmie vengono prese in trappola? Si mette nella foresta una gabbietta inchiodata al suolo in cui è ben visibile un grosso frutto, la scimmia l’afferra con la mano ma poi non può più estrarla, se non lasciando il frutto, ma la sua avidità è talmente tanta che preferisce restar lì finché arriva l’ideatore della trappola e afferra la scimmia per la collottola….
Nessuna cosa viva è in grado di condurre in se stessa un’esistenza separata, distaccata, dal resto della vita. Attraverso la virtualizzazione si misura l’esistente sul piano dell’illusione, del glamour, della distorsione, dell’accumulo di conoscenze utilitaristiche, creando così confusione fra l’identità provvisoria e quella permanente. In sanscrito questo processo-trappola si chiama “aham vritti” ovvero proiezione speculativa dell’io che si identifica con le tendenze con cui viene in contatto. Ma in natura “ogni cosa ha il suo posto ed ogni posto ha la sua cosa” era il motto del nostro Linneo, stretto osservatore non interventista… ed il mio con lui.
Paolo D’Arpini - Rete Bioregionale Italiana
Una settimana di ribellione per il 2 giugno: al centro democrazia e crisi ecoclimatica
Sarà il 2 giugno 2026, Festa della Repubblica, il momento culminante della nuova mobilitazione lanciata da Extinction Rebellion. Dal 29 maggio, il movimento porterà a Roma una settimana di presidi, parate e azioni nonviolente per denunciare la crisi democratica e climatica, all’interno di un percorso più ampio ribattezzato “Prima-vera Democrazia”. La scelta delle date è fortemente simbolica: nel 2026 ricorre l’80° anniversario del Referendum istituzionale che sancì la nascita della Repubblica. “Ottant’anni dopo, ci troviamo in un Paese che finanzia la guerra, distrugge la Terra e restringe i diritti”, dichiara Extinction Rebelllion “Torniamo nella capitale e invitiamo tutte e tutti a mobilitarsi: non c’è nulla da celebrare, ma tutto da riconquistare”.
Negli ultimi anni si stanno registrando a livello globale una riduzione della quantità e della qualità delle democrazie, un trend considerato preoccupante da numerosi osservatori internazionali. Anche in Italia, come in altri Paesi occidentali, emergono segnali di restrizione dei diritti democratici. Il monitoraggio di Civicus ha evidenziato un peggioramento dello spazio civico, con limitazioni crescenti al diritto di protesta e un rafforzamento degli strumenti di controllo e sorveglianza. In questo contesto si collocano anche recenti interventi legislativi, come i Decreti Sicurezza e il DDL Antisemitismo, contestati da associazioni, sindacati e organizzazioni per i diritti umani per il loro impatto sulla libertà di manifestazione. Politiche securitarie che hanno contribuito a posizionare l’Italia sotto Stati Uniti e Israele per stato di salute della democrazia nel Global Democracy Index di The Economist, rilasciato proprio qualche giorno fa.
“Difendere la democrazia significa esigere e riconquistare spazi reali di partecipazione, soprattutto sulle decisioni che riguardano la crisi ecoclimatica”, afferma il movimento. Una crisi che, secondo il rapporto dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale dello scorso marzo, sta già producendo effetti su ecosistemi, economie e società, con rischi crescenti per la sicurezza alimentare e la vivibilità di intere aree del pianeta. Il rapporto infatti certifica che gli ultimi 11 anni sono stati i più caldi mai registrati e sottolinea come gli oceani abbiano assorbito il 90 per cento di questo calore, causando sempre più fenomeni meteorologici estremi. Tra questi, i molteplici uragani Atlantici e Mediterranei che in gennaio e febbraio hanno devastato Portogallo, Spagna, Francia, Marocco e l’Italia insulare e meridionale, provocando decine di morti e miliardi di danni a abitazione e infrastrutture. “Ci troviamo di fronte a un governo sostenuto da una minoranza della popolazione, che porta avanti politiche climatiche, economiche e sociali con impatti devastanti senza un reale coinvolgimento dei cittadini”, prosegue Extinction Rebellion. “Decisioni che rispondono agli interessi di pochi miliardari e che annullano ogni spazio di dialogo con la cittadinanza, proprio mentre sarebbe urgente allargarli per affrontare una crisi che riguarda tutte e tutti”. Le politiche italiane restano infatti fortemente orientate verso il gas, nuove infrastrutture energetiche e grandi opere, una direzione incompatibile con la necessità di ridurre rapidamente le emissioni.
È proprio in risposta a questa urgenza che nasce il nuovo percorso di mobilitazione lanciato da Extinction Rebellion. Dopo la “Primavera Rumorosa” dello scorso anno – che aveva visto una settimana di occupazioni di diversi ministeri e di una sede della Leonardo dal 25 aprile al 1° maggio – il movimento rilancia con “Primavera Democrazia”. “Rompiamo l’indifferenza e trasformiamo l’indignazione diffusa in partecipazione concreta. Questa è una chiamata collettiva a difendere libertà e democrazia, in un mondo già sull’orlo del collasso ecologico” conclude Extinction Rebellion.
Fonti:
Extinction Rebellion, https://extinctionrebellion.it/primavera-2026/
Centro per i diritti umani, UniPD, https://unipd-centrodirittiumani.it/it/notizie/civicus-monitor-report-2025-in-italia-sono-a-rischio-le-liberta-democratiche