giovedì 18 giugno 2026

27° Raduno Nazionale di RIVE - Alpe Pianello (Dumenza, VA)

 



Dal 22 al 26 luglio 2026 ci ritroveremo all'Ecovillaggio Alpe Pianello Ritiri e Ricerca Interiore, tra magnifici boschi con vista sul Lago Maggiore, per vivere cinque giorni di incontro, formazione, comunità e trasformazione.
Quest'anno il raduno ha un significato ancora più speciale: celebriamo i 30 anni della Rete Italiana Villaggi Ecologici!

 

"Tra Terra e Cielo, passando dal Cuore" è il tema che abbiamo scelto: sarà un viaggio
attraverso le diverse anime degli ecovillaggi e delle comunità intenzionali.
🌱Terra – dimensione ecologica
❤️Cuore – dimensione sociale
☁️Cielo – visione e futuro

 

COSA TROVERAI:
- workshop e laboratori esperienziali
- presentazioni di ecovillaggi e progetti di comunità
- incontri e scambi autentici
- cucina vegetale biologica e locale
- musica, festa e convivialità
- nuovi modi di vivere e abitare il mondo

 

PER TUTTA LA FAMIGLIA!
Sono previste attività dedicate a bambini/e e adolescenti, oltre a momenti intergenerazionali pensati per tutta la comunità.


👉 ISCRIVITI  qui
🌳 Tutte le info qui


Non è un festival.
Non è una vacanza.
È un luogo dove le idee diventano esperienze e le relazioni diventano possibilità.
Ti aspettiamo nel cerchio!




mercoledì 17 giugno 2026

Il mondo va a remengo…?


“Camminare senza che ci sia un cammino, rimboccarsi le maniche senza che ci siano braccia, sguainare la spada senza che ci sia una spada, menare le mani senza che ci sia un avversario”  -Tao Te Ching, LXIX

Gli avvenimenti sempre più frequenti e più tragici con cui ci confrontiamo oggigiorno vengono di volta in volta ascritti agli islamici, agli omofobi, ai cristiani fondamentalisti, ai sionisti, agli imperialisti e compagnia bella. Tutti costoro che si macchiano di tanto orribili delitti sono solo ottuse pedine su di una tenebrosa scacchiera retta da mani che non si vedono, gestita da menti molto lontane dal livello umano, la cui identità è smascherata da questo passo tratto da una delle scritture sacre dei popoli: “Poiché il nostro combattimento non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze della malvagità che sono nei luoghi celesti”.

Gli gnostici di un tempo parlavano di “Arconti”; nel film Matrix lo stesso comportamento è a carico delle macchine che hanno conquistato il mondo, ma la tattica è sempre quella:”divide et impera”. Far scagliare i popoli gli uni contro gli altri, i bianchi contro i neri, gli ebrei contro gli arabi, la destra contro la sinistra, gli interisti contro i milanisti, e così via. Questi conflitti generano un’enorme quantità di energia emozionale che ,pur scaricandosi a livello fisico in un grado di violenza sempre crescente, a livello “sottile” (cioè ultraterreno) invece va ad alimentare queste dinamiche estremamente deleterie che cavalcano il dualismo insito nella natura umana portandolo però a livelli di esasperazione. Sono forze il cui fine ultimo è cavare ogni goccia di vitalità all’uomo, per caricarsene come con delle batterie, come ben esemplificato in Matrix, una parabola la cui aderenza simbolica alla realtà è stata molto sottovalutata.

Gli esseri umani, ingenui perché generalmente non dotati della vista che va oltre la vista, cadono continuamente in questa trappola, vedendo il diavolo nella parte contrapposta, e credendosi di possedere la verità.Stoltamente,la loro azione non cambia mai nulla nel mondo, che continua,praticamente da sempre, la sua marcia verso l’annichilimento, sostenuto da questi “martiri della fede”, come da tifosi sfegatati a un torneo di calcetto e da politicanti che si lanciano frecce da un comizio all’altro. Tutti animati dalla stessa energia,come marionette appese a dei fili invisibili.I miti che parlano di due personaggi contrapposti insegnano: Caino e Abele, Osiride e Seth, Quetzalcoatl e Tetcatlipocha. Il problema è che per l’uomo moderno mito è sinonimo di “favola”

Non vediamo l’enorme massa sommersa dell’iceberg: scorgendone solo la punta,la sua fondamentale realtà ci è ignota, e scambiamo fischi per fiaschi, lucciole per lanterne,prendendoci in giro costantemente chiamando in gioco una “causa” più “legittima”dell’altra. Uno sviato senso di giustizia si prende gioco di noi, ci possiede, ci deraglia.

L’Unità fondamentale del cosmo però in tutto questo rimane invariata per chi ha “occhi per vedere e orecchie per udire” ed elevarsi al di sopra della melma degli ideali, dei partiti, delle cause perse e vinte.

Simon Smeraldo

 

martedì 16 giugno 2026

La fine di un mondo... e letterina di Buon Compleanno...



Ciao Paolo come stai? Ho visto che fra qualche giorno compisci 82 anni e festeggiate a contrada Moje di Treia, in un bel posto anche un po' quasi magico assai. 

Io stessi quasi sempre al paese di Guastamerola dove curo il giardino e ho allestito in una sala una piccola mostra con tutte le terre che ho riportato dai miei viaggi che fanno bella figura in grandi barattoli di vetro penso ci fosse un po' pure di quella di Treia.

Ormai non scrivessi più da tempo non perché avessi perso ispirazione in realtà pigro e scordato mi dedico con lentezza a ciò che mi fa stare bene nell'immediato.
 
Buon solstizio, buon compleanno!  Allegassi questa bella foto trovata sui social che mi ricorda l'autunno degli anni 70 quando andavo a scuola e attraversavo il ponte passavano ancora le pecore in transumanza e ci si ritrovava trovati e immersi nella storia millenaria di un popolo e di una regione poi misteriosamente tutto scomparso all'improvviso come se tutti avessero dimenticato chi fossero.
 
Ultimamente sono andato a una festa della transumanza e si celebrava l'umile pastore solo che delle pecore e del pastore c'erano solo le foto e un lontano ricordo, durante la discussione è venuta fuori la storia che ormai l'Abruzzo è il paese degli arrosticini e si macellano 700.000 settecentomila pecore all'anno per alimentare questa folle moda estiva e non solo. 

Il paradosso è che il patrimonio ovino regionale ammonta a circa meno di trecentomila pecore,  la lana non si produce più, e l'unica economia è appunto quella della trasformazione delle carni provenienti dall'estero, anche i formaggi non essendoci le pecore e il relativo latte non si sa come lo producono perché poi appunto se ne vende tanto.

Vabbè giusto per scambiare due chiacchiere e pareri vari...

Ferdinando Renzetti 



lunedì 15 giugno 2026

Roma. Eternit per sempre...?

 


Da Roma città eterna a Roma città ETERNIT: dopo l’euforia militarista del 2 giugno 2026, gli effetti della tromba d’aria del 3 giugno su una città già inquinata il giorno prima dalle “frecce tricolori” (carburanti , fumi di combustione nocivi e coloranti).

Quello che è accaduto a Roma necessita di un commento. Da oltre trenta anni sosteniamo, coerentemente con la comunità scientifica internazionale (intendiamo quella che fa riferimento alla EBS cioè alla medicina basata sulle evidenze e non al neonato codice “para-medico” della squadra mobile e della procura di Ravenna contro i medici che non sono allineati alle direttive del governo) che il cemento amianto è una importante problema di sanità pubblica. Le istituzioni però non ne vogliono sapere e i sindaci italiani rifiutano di adottare, in attesa della catatonia dei decisori politici parlamentari, di avviare una adeguata politica di censimento-monitoraggio-bonifica del cemento amianto presente nel territorio.

Nei quarant’anni precedenti alla legge 257/1992 – NORME DPER LA CESSAZIONE DELL’USO DELL’AMIANTO – sono stati collocati nel territorio italiano 2,5 miliardi di metri quadrati di cemento amianto ancora in gran parte da bonificare. Qualche linea guida regionale sottolinea che il momento attuale, a causa dei mutamenti climatici in corso, rende il quadro più pericoloso di qualche decennio fa. E’ vero: tuttavia già sapevamo che una “buona grandinata” può spappolare una tettoia in cemento amianto e anzi lo sapevamo quanto meno dagli anni trenta del secolo scorso. Fra l’altro i metereologi hanno stimato che il diametro dei chicchi di grandine è cresciuto e crescerà ancora nei prossimi decenni (hanno anche fatto una stima della crescita volumetrica ipotizzabile).

Grandine , trombe d’aria, tornado ecc. oggi intervengono su tettoie ben più vetuste e degradate di quanto non fossero nel momento in cui l’amianto è stato messo (teoricamente) fuorilegge.

Per il recente evento romano la sanità pubblica è mobilitata assieme al valido centro regionale amianto di Viterbo ma si tratta sempre di “interventi del giorno dopo” con i quali, come si suol dire, si va a “raccogliere col cucchiaino” i pezzi e gli sfridi di cemento amianto spappolato dagli eventi climatici. Le fonti di informazione garantiscono che sarà prestata grande attenzione alla bonifica, anche dell’amianto, nel territorio del Municipio Tre di Roma e che saranno fatti campionamenti ambientali.

Certamente chiederemo i risultati (numero, frequenza, metodo analitico ecc) e pur non dubitando della nota professionalità del centro di Viterbo, si tratta di campionamenti che, per vari fattori, possono non essere esaustivi. Dunque, come per la tragica questione degli omicidi sul lavoro, dobbiamo tornare sul tema e sulla necessità di intervenire il giorno prima e non il giorno dopo.

Il territorio va bonificato prima delle trombe d’aria: come? Aono decenni che sollecitiamo la adozione delle misure necessarie:

Ordinanza del sindaco nella sua veste di autorità sanitaria locale

L’ordinanza deve essere finalizzata al censimento (con obbligo di autonotifica alla Usl e al Comune); censimento dunque territoriale capillare del cemento amianto e dell’amianto friabile (se ne è ancora rimasto in giro)

Al censimento vanno associati simultaneamente monitoraggio e bonifica; la valutazione dello stato del cemento amianto deve essere fatta dal titolare dell’ immobile ma validata dalla sanità pubblica per evitare autocertificazioni superficiali

Alla valutazione deve far seguito senza indugio la bonifica: infatti una lastra di cemento amianto cede fibre già da pochi mesi dopo la prima esposizione alle intemperie e non ha nessun senso, se la valutazione è di condizione “discreta”, temporeggiare ancora per anni, in quanto il passare dalla condizione discreta al degrado massimo significa semplicemente che, nel frattempo, si sono disperse nell’ambiente milioni di fibre con la con la conseguenza di provocare quei mesoteliomi classificati non professionali ma “ambientali” (la patologia è la stessa ma lo Stato “risarcisce” – per modo di dire – con una sorta di «assegno funerario»; le vittime di questa inaudita discriminazione sono quasi sempre le donne

alle associazioni ambientaliste, ai sindacati dei lavoratori (OGGI PERALTRO RIUNITI A ROMA IN INIZIATIVE DI LOTTA) , al sindaco di Roma e al Municipio III, ripetiamo un appello-invito: Intervenire “il giorno prima” e non il giorno dopo.

Come tutti ricordiamo l’immagine del “day after” fu uno dei messaggi più chiari e più forti del movimento antinucleare (che sta per rinascere). EVITARE LA LOGICA DEL DAY AFTER RIGUARDA ANCHE L’AMIANTO.

Vito Totire 


«Rete Nazionale Lavoro Sicuro» oltrechè storico animatore dell’ AEA, l’ASSOCIAZIONE ESPOSTI AMIANTO E RISCHI PER LA SALUTE di Bologna.

 

domenica 14 giugno 2026

“Verso la riforma della legge 394/1991. La visione di Italia Nostra”



Si terrà mercoledì 17 giugno 2026, alle ore 10.00, presso la Sala del Refettorio della Biblioteca della Camera dei Deputati “Nilde Iotti”, in via del Seminario 76 a Roma, il convegno dal titolo “Verso la riforma della legge 394/1991. La visione di Italia Nostra”, promosso da Italia Nostra nell’ambito delle attività del Gruppo di lavoro “Parchi e Aree Protette”.

L’iniziativa intende contribuire al dibattito sulla revisione della legge quadro sulle aree protette, proponendo valori, idee e proposte per una normativa capace di rilanciare una gestione sostenibile, condivisa ed efficiente del sistema dei parchi e dei paesaggi italiani.

Il convegno nasce da un percorso di riflessione avviato circa un anno fa dal Gruppo di lavoro di Italia Nostra, composto da studiosi, esperti e operatori del settore, con l’obiettivo di sviluppare una visione aggiornata del paesaggio, considerato nella sua dimensione culturale, naturalistica ed ecologica.

I lavori del convegno

Ad aprire l’incontro saranno i saluti istituzionali dell’On. Giorgio Mulè, Vicepresidente della Camera dei Deputati, e del Prof. Edoardo Croci, Presidente nazionale di Italia Nostra.

Seguirà l’introduzione affidata all’Arch. Riccardo Picciafuoco, coordinatore del Gruppo di lavoro sui Parchi di Italia Nostra, che presenterà il documento di posizionamento dell’Associazione sulla riforma della legge 394/1991. Sono previsti quindi gli interventi istituzionali di rappresentanti parlamentari impegnati sul tema della riforma, tra cui l’On. Sergio Costa, il Sen. Michele Fina e il Sen. Gianni Rosa, firmatari di proposte di legge in materia. Il confronto proseguirà con i contributi di qualificati esperti e studiosi del settore: il Dott. Luca Santini, Presidente di Federparchi, il Prof. Riccardo Santolini, docente all’Università di Urbino e componente del Comitato Scientifico di Italia Nostra, e il Prof. Rossano Pazzagli, docente all’università del Molise

Nel corso dell’incontro saranno inoltre presentati casi virtuosi di gestione agriecologica, a testimonianza delle potenzialità innovative dei parchi come laboratori di sostenibilità.

Le conclusioni saranno affidate al Prof. Arch. Cesare Crova e alla Dott.ssa Maria Gioia Sforza, Consiglieri nazionali delegati di Italia Nostra.

Consulta il documento: Documento GdL Parchi e Aree Protette

Un momento di confronto tra istituzioni e comunità scientifica

Il convegno si propone come uno spazio di dialogo tra istituzioni, comunità scientifica e portatori di interesse, con l’obiettivo di rilanciare il ruolo delle aree protette come strumenti fondamentali per la tutela del patrimonio ambientale e paesaggistico del Paese. Il confronto sarà articolato in interventi di carattere tecnico-scientifico e nella presentazione di buone pratiche, con particolare attenzione al ruolo dei parchi come laboratori di innovazione e sostenibilità.

Enrico Del Vescovo,  consigliere nazionale di ITALIA NOSTRA aps.



sabato 13 giugno 2026

Poco più o poco meno...

 


Si sente nell’aria. E se in molti lo sentono allora avviene.

 

Ci siamo! Quanto manchi, poco o poco più di poco, non conta. La garrota fascista del progressismo è stata stretta un giro di troppo intorno allo spirito della gente. Un’entità quest’ultima che non distingue nazioni né popoli. Un’entità spontanea adesa come in un nido d’api intorno alle medesime pene, una delle quali, forse tra le più determinanti sta nella sottrazione di prospettive e, di conseguenza, nella liquefazione dell’identità, sola struttura idonea a perseguirle. Uno stato esistenziale che si è lentamente costituito e allargato sotto l’egida di un solo comandamento: il domani sarà peggio dell’oggi.

 

Nel mortaio delle politiche progressiste-liberiste – leggi il mondo in mano al capitalismo finanziario e digitale, ovvero in mano ai privati – la gente comune è ripetutamente colpita dalla comunicazione necessaria a ridurla in poltiglia, buona per tutte le bruschette dei salotti dove vengono servite insieme ai bottoni rossi che segnano la rotta del mondo.

 

Nonostante lo strapotere di lobby, potentati finanziari, digitali e di controllo, queste corporazioni, richiamate e alla bisogna coese da un’esaltazione babelesca, non sono ancora riuscite a imbambolare tutti. Ma sono riusciti ad esacerbarne il sentimento nei confronti di istituzioni e politiche, più esattamente, nei confronti di tutto ciò che dovrebbe essere con loro e che, invece, si è dimostrato contro di loro. Troppo lungamente.

 

Due recenti episodi lontani nella geografia, nella cultura, nella religione, storia, costumi e nella causa, al momento possono essere presi a dimostrazione del significato spirituale della perdita di identità e prospettiva che vive la gente e del potere reificatorio che implica. Si tratta nel primo caso dell’acquisto dell’isola albanese di Sazan da parte di Kushner e relativa protesta spontanea popolare. Nel secondo, di quanto avvenuto a Belfast, in Irlanda del Nord, in merito all’attacco indiscriminato all’arma bianca di un immigrato nei confronti di un giovane locale che rimarrà menomato nel corpo e nel cuore e relativa sollevazione spontanea e popolare.

 

Reazioni di genti lontane tra loro, che il medesimo sentimento, alla faccia della distanza fisica, in un istante senza tempo, raduna in un solo corpo. Ma quelle genti, non sono due, una albanese e l’altra britannica, sono molte, sono tutte. Tutte offese, ferite, disilluse, esasperate e in ragione di ciò allineate come tessere di un domino che non attendono altro che il momento di rovinare appena accese dall’emozione infiammata della tessera vicina.

 

Una sequela di reazioni divenute emotive, cioè senza più controllo da parte di chi le compie né possibilità di gestione da parte delle istituzioni. Significa, a poco o poco più di poco, guerre civili. Un’eventualità che alcune organizzazioni cavalcheranno e che altre potrebbero trattenere entro la legalità, per avvicendarsi in una dinamica elettorale colma di promesse sedanti. 


Organizzazioni partitiche e extra-partitiche che mi rifiuto di dire di destra, preferendo dire in grande misura generate e fomentate dalle politiche a sfascio, europee e italiane di questi ultimi decenni, politiche inseminate a partire da Prodi (panacea dell’Euro), da Ciampi (svendita dell’Italia) e congrega che, tra un flûte e un glencairn sul ponte di comando del panfilo dei corsari chiamato Britannia, hanno svenduto l’anima dell’Italia e degli italiani.

 

In questo secondo caso molti, la maggioranza di quelle genti, penso, aderirebbe a salire sui “nuovi” carri vannacciani. Allora la domanda è: potranno i neo-cocchieri, sospinti sulla serpa dalla politica vessatoria, far fronte al sistema o ne verranno anch’essi ingoiati e digeriti, lasciando le genti senza più preghiere a rovistare nelle rovine, colpevolizzate di populismo, di novax, di terrapiattismo, d’essere la “feccia” e dell’intero disastro politico-esistenziale, senza mai nessuno che avesse seriamente chiesto loro “come state”? Senza mai nessuno che avesse detto loro in faccia “preferiamo dedicarci alle minoranze e ai loro diritti civili, piuttosto che stare dietro a voi”.

 

Chi, per ragioni anagrafiche si sta perdendo lo spettacolo di psicopatologia che calca i teatri di tutto l’Occidente dal progressismo non potrà mai credere ai testimoni di quest’epoca nociva. Non potrà credere che la sinistra, dalla cultura alla politica, avesse tutto in mano, ora rischia di andare al rogo insieme a auto, case e cassonetti, sempre che il livello non si alzi. Avevano tutto e hanno creduto di poterlo mantenere svendendo l’anima delle genti all’economia, cioè buttando amare i lavoratori in cambio di un vestito da donna, tanto oggi anche un uomo può fare da madre.  Poco o poco più di poco!


Lorenzo Merlo




venerdì 12 giugno 2026

20 giugno 2026. Solstizio estivo a Moje di Treia...

 


Il 20 giugno 2026,  con l'intento di rilanciare la Campagna per l'Agricoltura Contadina, il Circolo di Promozione Sociale Auser Treia in collaborazione con la Rete Bioregionale Italiana e con il patrocinio morale del Comune di Treia, organizzano la Celebrazione del Solstizio Estivo ed il Collettivo Bioregionale Ecologista.

Al mattino, alle ore 10, appuntamento nella sede Auser Treia, in Via Lanzi 18,  dialogo deambulatorio con il bioregionalista Paolo D'Arpini. Prenotazione necessaria al 0733/216293.

Alle ore 18,  in località Moje di Treia 34,  sarà  presentata la brochure "Quaderni di vita bioregionale" con vari articoli sui temi trattati.  A seguire la dott.ssa Rosella Sbarbati Del Guerra presenta il suo libro "Nutrizione alchemica per tutti", conducendoci in un viaggio per scoprire l'energia sottile presente negli alimenti e nelle erbe officinali attraverso il prisma delle tradizioni antiche.
Alle ore 20 si tiene un pic-nic sul prato con il cibo e le bevande da ognuno portate.  Ingresso libero.

Lo scopo della manifestazione è quello  di  incentivare la lavorazione biologica ed estensiva dei piccoli appezzamenti, con sistemi naturali, quella che è stata definita da sempre “economia spicciola della realtà contadina”.  L’agricoltura contadina è l’unica che può garantire il mantenimento della biodiversità nell’habitat e la produzione di cibo idoneo ad una  dieta integrata e salutare.  

Come arrivare a Contrada Moje:  Da Treia imboccare la Strada Provinciale 128, all'altezza dell'Isola Ecologica prendere per Contrada Santa Maria in Paterno, dopo 300 mt. circa girare a destra in Contrada Moje.  

Per info e prenotazioni:  348.7255715

Treia vista da  Contrada Moje