Il dibattito pubblico è intrappolato in una domanda sbagliata: Putin attaccherà la NATO? La risposta razionale è no. La Russia non ha capacità convenzionale per una guerra aperta con 32 Paesi.
La domanda giusta è un'altra: in questa fase di guerra ombra accettata e quotidiana è probabile che sia la NATO a passare per prima alla guerra aperta, per errore di valutazione, sopravvalutando la gravità di un atto ibrido e decidendo una sedicente ritorsione "proporzionata" che Mosca leggerà come atto di guerra esistenziale?
È lo scenario Kaliningrad. Un drone russo esplode a Lipsia, cavi tagliati nel Baltico, droni avvistati su aeroporto polacco. La UE chiede reazione. La nuova Theory of Victory NATO, presentata il 12 ottobre a Varsavia dal generale Grynkewich, dice: ...dopo aver bloccato l'incursione, annientiamo il C5ISRT nemico con sciami di droni e intelligenza artificiale. Kaliningrad è il C5ISRT perfetto: piccola, isolata, armata fino ai denti, simbolo. Isolarla via terra con chiusura del corridoio di Suwalki e via mare con blocco navale viene venduto come risposta difensiva, non invasione della Russia.
Ma Kaliningrad è Russia. Isolarla è assedio. Attaccarne radar e comandi è decapitazione. La risposta prevista è con ogni mezzo a disposizione, compreso quello nucleare...
Qui si innesta la seconda novità: la nuova Nuclear Posture Review USA, in approvazione con parti segretate entro fine 2026 (non sarà pubblica, come NSC-68 nel 1950). La sua logica, trapelata dal Bulletin of Atomic Scientist, è "damage limitation": dobbiamo poter distruggere le armi nemiche "before they are launched". Tradotto: il primo uso nucleare diventa scelta di efficienza militare, non extrema ratio politica. Se per neutralizzare Kaliningrad è più efficiente usare una B61-13 a bassa resa che perdere uno stormo di F-35, la dottrina lo consente come opzione al "lowest level of damage possible".
Siamo nel loop perfetto della guerra per incidente: guerra ombra -> errore di valutazione sulla gravità -> ritorsione NATO "limitata" su Kaliningrad -> lettura russa come attacco esistenziale -> minaccia nucleare tattica russa -> primo uso efficiente NATO teorizzato dalla NPR.
È la "normal accident" descritta da Charles Perrow: in sistemi complessi e strettamente accoppiati, la catastrofe non è anomalia ma prodotto dell'architettura.
Dentro lo stesso paradigma della deterrenza, però, esistono due versioni opposte.
La versione aggressiva e massimalista è quella attuale USA/NATO: deterrenza estesa, flessibile, integrata convenzionale-nucleare, Theory of Victory che promette vittoria rapida, NPR che banalizza il primo uso, missili Dark Eagle che arrivano a Mosca in 6 minuti. È deterrenza che cerca la superiorità a ogni gradino della scala per costringere l'avversario a non sfidarti mai. Ma così facendo deve rendere credibile che si userebbero davvero le armi a ogni gradino. E per essere credibile devi abbassare la soglia.
La versione minima e sufficiente è l'opposto: la forza tranquilla cinese. Poche armi, invulnerabili, in second strike, senza opzioni tattiche, senza bisogno di colpire per primo, con dottrina dichiarata di No First Use. Non si cerca di vincere la guerra nucleare, si cerca di rendere impossibile che inizi, perché si è consapevoli che finirebbe con l'essere sconfitti tutti. È la deterrenza che avevano in mente anche i padri del Trattato di Non Proliferazione: dissuasione come attesa, non come prontezza.
E qui anche come disarmisti dobbiamo convincerci di una verità scomoda ma essenziale. Non possiamo chiedere alle élite che oggi governano il mondo, cresciute nel paradigma della superiorità, un salto immediato al paradigma alternativo della sicurezza comune basata su cooperazione e disarmo previsto dall'articolo 1 del TPNW. Sarebbe velleitario.
Possiamo però chiedere un passo intermedio, realistico e giuridicamente solido, dentro la stessa grammatica della deterrenza: passare dalla versione aggressiva alla versione minima attraverso il No First Use universale.
La Cina, lo abbiamo accennato, è l'unica P5 che ha già il No First Use. Se i 98 Stati del TPNW, alla Conferenza di Revisione del 30 novembre - 4 dicembre a New York, proponessero a Pechino di farsi promotrice di un trattato P5 sul No First Use, forse sbloccheremmo una situazione che oggi appare in uno stallo irrisolvibile. Non sarebbe disarmo immediato, sarebbe disinnesco dell'errore. Se tutti si impegnano a non usare per primi, anche se Kaliningrad viene isolata per errore di valutazione favorito da una logica aggressiva, non sarebbe possibile trasformare un blocco in scusa nucleare. Si toglie la legittimità dottrinale al primo uso efficiente.












