martedì 24 febbraio 2026

La terra di nullo...

 


...nella terra di nullo: come fa kanzon ad usare tutte quelle mani e tutti quegli occhi? come un uomo che nel mezzo della notte si sistema il cuscino dietro la testa.. mi sono appena svegliato e sto allungato sul divano davanti al fuoco del grande camino, ripensando al folletto fiorin fiorello amore bello che si è intrufolato in casa ieri sera impossessandosi della mia chitarra cantando: la casa si stufa ad averti per casa deputata presenza chiede un po di assenza mentre non ci siamo chiusa la porta una vita misteriosa la vive. eppure quando andiamo e veniamo lei ci tenta attrae trattiene per sentire lo spazio attraverso gli oggetti toccati, una presenza che tesse tutto assieme, la lasciamo a mettere in ordine le nostre cose. il viaggio è iniziato nel momento in cui peter brown nella sua cantina ha aperto i rubinetti delle botti per farmi assaggiare diversi tipi di vino e riempiendo infine il fiasco che avevo con me. 

Mi sono ritrovato essere vivente nella notte delle idee con l’obiettivo di ampliare la visione sul mondo e lo sguardo sul pianeta. con me artisti musicisti scienziati scrittori attorno a un grande tavolo rotondo, al centro funghetti aiuauasca vino birra te caffè kefir combutcia immaginando tutti di abbracciare un albero. il silenzio della linfa che scorre, la cortecciarugosa ossidata dalla luce e dall’ossigeno, odore di muschio anche se avrei voluto nascondermi nella sezione panorama nel magico mondo di nullo come il Cosmopolitano scalzo nell’impossibile labirinto di una sfera che ha il centro dappertutto e la circonferenza da nessuna parte che sostiene la necessità di pensare danzando in modo di non separare l’uno dall’altro il tempo e lo spazio. mancano solo i tamburi e le trombe; il dolce far niente. attraversando il paese delle colline di terra ho visto il sole che brilla alla fine della notte nelle quattro direzioni c’è chi scende c’è chi sale e c’è chi lava i piatti come me in questo momento nella circostanza la stanza circolare dove sentire l’essenza della circonferenza in trascendenza. se non io chi? se non ora quando? se non qui dove? ho sempre vissuto nei luoghi sognando di essere in altri luoghi… mi sono seduto e ho ascoltato le parole della terra e la luce del paese al vento che passa come frutti di un contadino sulla strada. 

La luna infeltrita nella quantità spaziale si è persa la chiusura del cerchio nella quotidianità fatta dell’arrangiarsi. finalmente il mare… il mare immenso strumento musicale, la parola vi giace insonne nel luogo dove più facilmente si raccolgono le emozioni: il tempo! col suono del mare ho aperto i chakra equilibrato il karma e purificato l’aura… di già di quò di là sotto sopra avanti e indietro in alto e in basso a destra e a sinistra in tutte le direzioni un mare di pietra e di pietre… dolmen menhir cromlech. i cerchi in pietra evocano l’antico culto del dio solare e rappresentano una mappa astronomica che identifica una datazione specifica che voleva essere lasciata incisa nella pietra. 

Il mito più ancestrale tramandato da generazioni nella popolazione che il cromlech era impiegato come luogo di guarigione. stando alle credenze basterebbe appoggiarsi alla pietra centrale del cerchio per sentire alleviati dolore e stanchezza e soprattutto per sentire tonificato il proprio corpo. sarebbe dovuto al fatto che queste monumenti di pietre erano costruiti sopra corsi d’acqua sotterranei e che il centro di tali cerchi si trovava in corrispondenza con il movimento dell’acqua unito a quello della terra creando una energia cosmo tellurica, un collegamento con le vibrazioni del piano psicofisico umano. gli anziani raccontano di una danza che veniva ripetuta nel cerchio chiamato luogo nascosto nel giorno del solstizio d’estate e d’inverno, al fine di guarire dalle malattie e di auspicare la fertilità della terra. 

Questo in parte è anche attestato scientificamente: la coscienza è come una musica definita “Shabda Brahman” che significa suono trascendentale o vibrazione sonora. Il Shabda Brahman (suono-coscienza) identifica l'universo come vibrazione primordiale, dove la coscienza suprema si manifesta attraverso il suono, come una musica sacra eterna. Questa vibrazione crea e sostiene la realtà, agendo come una risonanza sottile che riequilibra l'essere. le magiche vibrazioni nel mondo di nullo…

Ferdinando Renzetti



 

lunedì 23 febbraio 2026

Israele avvelena il Sud del Libano con il glifosato...

 


l caso sollevato dall’Unifil, la forza di pace dell’Onu presente nel Libano meridionale: "oltre ai danni ambientali, l’uso dell’erbicida espone la popolazione locale a un pesticida dagli effetti potenzialmente cancerogeni".

L’Idf, l’esercito israeliano, con gli aerei ha irrorato glifosato su campi coltivati e terreni destinati alla semina nel Sud del Libano. La notizia è stata diffusa da un comunicato stampa dell’Unifil, l’United nations interim force in Lebanon, la forza di pace dell’Onu, a cui partecipano anche un migliaio di militari italiani, da tempo ormai esposta al fuoco dell’Idf, l’esercito di Israele, durante le azioni contro le milizie di Hezbollah.

L’uso massiccio di glifosato, oltre alla funzione erbicida, provoca una rapida essiccazione della pianta e quindi non è escluso che l’esercito israeliano abbia impiegato il potente diserbante per “bruciare” le coltivazioni nel Sud del Libano.

Prima dei lanci di glifosato l’Idf, precisa Unifil, ha invitato le forze di peacekeeping di “tenersi a distanza e rimanere al riparo, costringendole ad annullare oltre una dozzina di attività”.

I militari Onu, aggiunge poi l’Unifil, “hanno supportato le forze armate libanesi nella raccolta di campioni da sottoporre a test di tossicità“.

Dalle analisi è risultato l’impiego di erbicidi a base di glifosato una sostanza, probabile cangerogena per la Iarc dell’Oms e capace di provocare diversi tipi di cancro nelle cavie da laboratorio, inquinante per l’ambiente e che espone la popolazione locale a conseguenze sulla loro salute.

“L’operazione – riporta l’Ansa – si è svolta in aree già in larga parte evacuate a causa delle ostilità tra Israele e Hezbollah, ma ancora attraversate da civili, allevatori e personale delle Nazioni Unite. Unifil ha riferito di esser stata informata da Israele delle operazioni per consentire al personale Onu di allontanarsi temporaneamente dalla zona interessata per alcune ore, senza che fossero forniti dettagli sulla natura dell’operazione”.

Molto dura la posizione espressa dalla forza di pace dell’Onu: “Questa attività (irrorazione con sostanze chimiche, ndr) è inaccettabile e contraria alla risoluzione 1701. Le azioni deliberate e pianificate dell’Idf non solo hanno limitato la capacità delle forze di peacekeeping di svolgere le attività previste dal loro mandato, ma hanno anche potenzialmente messo a rischio la loro salute e quella dei civili. Hanno inoltre sollevato preoccupazioni circa gli effetti di questa sostanza chimica sconosciuta sui terreni agricoli locali e su come ciò potrebbe influire sul ritorno dei civili alle loro case e ai loro mezzi di sussistenza a lungo termine. Non è la prima volta che le Idf lanciano sostanze chimiche sconosciute da aerei sul Libano. Continuiamo a ricordare alle Idf che i voli dei loro aerei verso il Libano violano la risoluzione 1701 e che qualsiasi attività che metta a rischio le forze di peacekeeping e i civili è motivo di seria preoccupazione. Invitiamo nuovamente le Idf – si conclude il comunicato – a cessare tutte queste attività e a collaborare con le forze di peacekeeping per sostenere la stabilità per cui tutti ci stiamo impegnando”

 Ettore Cera



Fonte: https://ilsalvagente.it/2026/02/12/israele-sparge-glifosato-nel-sud-del-libano-per-bruciare-le-coltivazioni/


domenica 22 febbraio 2026

Politicamente corretto... ma irresponsabile!?

 


Dall’epoca del senso della responsabilità per la comunità a quella dell’individualismo che l’ha rinnegata, seguendo l’arco punteggiato dai capisaldi musicali popolari principali.

[Articolo politicamente libero, contro la violenza censorio-impositiva del politicamente corretto. Astenersi genuflessi ideologicizzati. 

Rivendico il diritto d’essere come sono e di non avere alcun dovere di uccidere la mia biografia per legge o per maggioranza, o qualcuno si sente in diritto di pena di morte spirituale del politicamente non conforme? 

Dirò sempre nano, non diversamente alto, pompiere, spazzino handicappato, cieco, mai non sentente, almeno finché non la smetterete di chiamarmi fascista se non lo sono, progressista se non lo sono, putiniano e no vax anche se lo sono e con pieno diritto e nessun bisogno di etichette politicamente vergognose. Almeno finché non la smetterete di far sentire in colpa chi progressista non è, chi del progressismo ha paura come me].

 

 

Tra le grinfie del gattino, dalla malconcia matassa della storia spuntano molti capi di fili che al suo interno si aggrovigliano tra loro e a quelli in profondità. 

Ognuno rappresenta il percorso delle vicende umane, ognuno ne racconta una vena. Secondo il principio che tutto si tiene, ognuno si presta ad accompagnare chi lo vuole seguire, all’origine dello stato delle cose che spunta dal gomitolo scarmigliato.

 

Tutti i percorsi hanno riflessi reciproci. Non tutti sono penosi, incomprensibili, inaccettabili. Quelli che riguardano le arti sono piacevoli, ma non meno profondi ed eloquenti. 

In uno di questi, quello relativo alla vicenda musicale popolare, si può riconoscere il tramonto del valore sul quale erano state erette città, politiche, educazioni, con il quale si osservava il mattino e l’orizzonte. 

Era il valore del senso della comunità, della condivisione, della solidarietà, dell’onestà e del dono. Un valore sacro, grande come un mare, non puro né perfetto, ma che non temeva le blasfemie di senso contrario, certamente latenti e presenti al suo interno: bizze individualistiche che, come granelli di sabbia, erano assorbite ed esorcizzate dalla sua superiorità e, quindi, dalla sua tolleranza.

 

Gospel 

“Contrattura di God Spell, letteralmente Sillaba di Dio), in inglese, significa Vangelo, buona novella, "parola di Dio"”. (1)

 

Per quanto riguardasse soltanto le comunità dei negri, all’inizio era il Gospel. Suoni, voci e balli sempre di gruppo, sempre comunitari, di speranza, solidarietà e forze comune. Con i suoi tratti atavici che sanno d’Africa e di fede che realizzano resilienza, nel nostro excursus pop rappresenta il punto più elevato, lo zenit oltre il quale la luce del sentimento sociale ha iniziato il suo ridanciano declino verso il tramonto e il buio.

 

Blues

“Blues nasce dall'espressione "to have the blue devils" (letteralmente: avere i diavoli blu) col significato di "essere triste, agitato, depresso". L'espressione, attestata nella lingua inglese a partire dal XVII secolo, si riferiva in origine allo stato allucinatorio che segue alle crisi di astinenza da alcool”. (2)

 

Anche se l’epoca di nascita del Blues precede quella del Gospel, la sua dimensione popolare si afferma a partire dagli stessi anni di quest’ultimo, ma si estende enormemente di più nella cultura divenendo un radiante fulcro musicale per tutti i generi successivi fino al rock incluso.

Nelle sue note languide e rassegnate, il Blues esprime quel lato umano, noto a tutti gli uomini, nel quale perfino la solitudine trova un po’ di conforto. Solipsismo inconsapevole, quindi necessariamente orientato all’individualismo, in quanto vuoto delle istanze filosofiche che fanno di questa corrente di pensiero una voce occidentale utile all’educazione per formare uomini compiuti, ovvero consapevoli della propria responsabilità del mondo.

In questa espressione del Blues si po' vedere l’avvio di un’attenzione verso la propria intima condizione e in questo senso un germe di abbandono del senso comune, nonostante il Blues sia originariamente stato la sola voce della comune penosa condizione di vita dell’intera comunità degli schiavi negri.

 

Jazz

“La parola jazz, originata da un vocabolo appartenente alla cultura tradizionale francese dal significato legato all'animazione, alla gioia di vivere. Altre fonti vorrebbero che la parola sia stata originata da un termine di origine africana con riferimenti alla sessualità”. (3)

 

Anche l’origine del Jazz precede quella del Gospel ma, come per il Blues è qui posta cronologicamente dopo e successiva al Blues stesso per la medesima ragione di successo popolare e di semantica culturale. 

Se il Blues avviava un egocentrismo prima assente, il Jazz, il cui primo connotato sta nella spaccatura della trama melodica che aveva vestito tutte le musiche umane fino a quel momento, aveva consapevolmente deragliato dalla tradizione, vedendo in ciò un atto creativo di qualità superiore, il cui picco è stato affermato e celebrato con l’avvento del Free Jazz. Una scelta che, nella nostra narrazione è facilmente abbinabile all’ontologia dell’individualismo, quale espressione che prende le distanze dalla tradizione e se ne mette alla pari se non sopra. In quanto atto di indipendenza e valorizzazione di se stesso diviene simbolica espressione del medesimo spirito dell’individualismo.

 

Rhythm and Blues

“Il termine "Rhythm and Blues" ha subito numerosi cambiamenti di significato. All'inizio degli anni '50, veniva spesso applicato ai dischi blues”. (4)

 

Questa nuova stagione musicale trasuda ancora tutta l’anima nera: la sofferenza ignorata e la speranza di riscatto sociale, la denuncia della ghettizzazione culturale. Anche in questo passo musicalmente evolutivo trova sede la perorazione della piccola luce nera in un mondo abbagliato da quella bianca. Ma è proprio con il Rhythm and Blues che si può osservare il compimento della contaminazione musicale e artistica tra le due culture. 

Non solo, le performance da palcoscenico hanno in questo genere il suo primo atto istrionico. Un momento particolare in quanto espressioni e valorizzazioni dell’importanza personale. Un motto di spirito, che la neonata televisione non solo sfrutta e lo moltiplica di valore, ma lo sparge nei salotti di tutte le case, travolgendo i pensieri e nutrendo le fantasie dei più giovani e l’irritazione dei loro vecchi. Inseminando l’immaginazione di idee balzane, mai prima sorte all’orizzonte noto della tradizione, base di sostegno dell’identità comunitaria.

 

Rock’n Roll

“Rock and roll (letteralmente "dondola e rotola")”. (5)

 

Il momento dell’avvento del Rock’n Roll corrisponde al tempo della conclamazione di consapevolezze mai prima così popolari. La critica al sistema sociale, i diritti individuali e la competitività, quale valore numero uno a sostegno del sogno americano, per quanto siano di natura estranea, nel crogiolo della tv fanno un pastone unico, strumentale all’aumento della distanza dall’epoca precedente, in cui la radio non era stata abbastanza per incrinare il solido piano sul quale era appoggiato il mondo. 

È l’epoca del potere deflagrante dell’immagine, pozione magica per costituire realtà apparenti senza che nessuno se ne accorga. 

È ora che si avviano le parabole delle cosiddette rock star, che diversamente dei divi del cinema – ancora per lo più espressione alla tradizione – aggiungono all’individuo un plusvalore prima visto con sospetto, quando non indesiderato perché socialmente sconveniente.

 

Rock

“Il rock è un genere della popular music sviluppatosi negli Stati Uniti e nel Regno Unito nel corso degli anni cinquanta e sessanta del XX secolo. Negli anni il termine rock è diventato un termine generico usato per indicare una grande varietà di sottogeneri musicali che si sono sviluppati nel corso del tempo. È un'evoluzione del rock and roll, un genere che attingeva direttamente dai generi blues e rhythm and blues derivati dalla musica afroamericana e dalla musica country”. (6)

 

Il Rock proruppe schemi e dimensione dell’ordine in corso. Avrebbe potuto tanto, in misura ridotta, anche senza la rampa di lancio della televisione. Basta aleggio di note, basta orchestre e basta educato allineamento. 

Come più avanti, in modalità più radicale e perfino politica, fecero il Punk e il Post-punk, il Rock strizzava la melodia entro pochi strumenti per farla gocciolare in note spesso erosive o dirompenti. 

Non serviva più la coppia per ballarlo, ognuno ne seguiva l’andatura in solitaria e poteva farlo senza alcuno schema da rispettare che non fosse il ritmo di base. Era la libertà di espressione individuale.

 

Pop

“Il termine popular music è un termine generico che si riferisce alla musica di gradimento generale nell'epoca moderna”. (7)

 

È il momento della rivoluzione, una fiamma che avvolge il mondo occidentale e ne cambia i costumi. Cercando di stringere l’essenza in una riga, si può o si deve necessariamente fare ricorso all’individuo. Le nuove generazioni non solo avevano spezzato la continuità delle tradizioni comunitarie, ma si sentivano ora in diritto di esprimersi via via più liberamente. 

Una sorta di emancipazione galoppava nelle anime portando con sé la certezza che si sarebbe potuto cambiare il mondo facendo ciò che piaceva loro o, quantomeno, senza più rinunciare a sé stessi. 

La minigonna era un segno della nuova libertà, mentre il capitalismo dal cuore umano alla Olivetti, affondava nell’avvio della liquefazione sociale.

Sebbene la colonna vertebrale del fenomeno raduni attorno a sé un corpo internazionale di popoli, arrivando clandestinamente a stravolgere anche alcune vite oltre cortina, circolava e cresceva in esso il germe dell’individualismo. Un ormone nato dalla progressiva sparizione di quello sociale, se non dell’idea socialista le cui reliquiose molecole digitali non avrebbero più avuto l’energia per divenire un’entità.

 

Dop Pop

Dop Pop non è un flusso musicale, ma un presuntuoso giochetto di parole inventate che vuole essere sufficientemente grande da contenere tutto ciò che si è succeduto, anche accavallandosi, sul palcoscenico della musica e, più in generale su quello della Cultura Pop (8). Vorrebbe dire Dopo il Pop.

Non è necessario tentare un elenco dei generi succedutosi dopo l’avvento del Pop, sarebbe estremamente lungo e per lo più inutile. Oltre che, per annotarlo servirebbe un super competente capace di mettere ordine tra i suoi colleghi che, del medesimo elenco, enumerano i generi secondo ordini, contaminazioni e sottogeneri difformi. Insomma tempo perso.

Nel Dop Pop, salvo dovute eccezioni, ovunque ci si giri e anche nel suo variegato calderone complessivo, incluso l’Hip Hop della protesta degli afroamericani – al suo culmine nel Trap – e pure i cantautori socialmente impegnati, si balla e si sballa in libertà individuale. 

Un fatto che purtroppo, e nonostante l’apparenza, sussiste anche nei rave. Aggregazioni in cui lo spirito di solidarietà, travestito e ingombrato da quello della tacita contestazione individuale, non ha trovato posto. Quindi festival che radunano insoddisfatti senza alcuna volontà di costituire il necessario per interventi politici. Emblematico segno della definitiva radicazione della weltanschauung individualista, che troviamo in cima al podio della cultura, premiato con la medaglia vuota del nichilismo. 

Allora la domanda è: che ce ne facciamo di un pieno di valori cangianti, ridanciani, di breve durata, effimeri, superficiali, edonistici, opulenti se non per una guerra tra stentati? Noi niente, ma loro tutto, o per il controllo di tutti. Non è questa, insieme al nichilismo, all’infelicità come comune condizione permanente, insieme all’individualismo, la risultante?

Forse è per via di questo panorama tetro-tecnologico per nulla distopico e del tutto reale che in certe culture extra-occidentali sussiste l’idea di tenere a freno il divertimento gratuito? 

 

Canzonette

Trattandosi di musica si può concludere che “Sono solo canzonette” come diceva Edoardo Bennato? Sì, perché foglie nel torrente. No, perché da intrattenimento sono passate ad essere riflesso della corrente che ha travolto l’empatia e ne ha disgregato gli ultimi argini. Sì, perché spartiti dello spirito del tempo, qui opportunamente descritto: https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-italiani_frustrati_cattivi_e_patetici_cosa_ci_sta_succedendo/45289_65063/

 

Lorenzo Merlo






Commentino aggiunto: "La critica secondo cui il "politicamente corretto" sia una forma di responsabilità sociale malintesa, o addirittura    irresponsabile, è al centro di un dibattito culturale e politico. Il politicamente corretto si concentra eccessivamente sulla forma piuttosto che sulla sostanza dei problemi, risultando ipocrita o superficiale..." (P.D'A.)


 

Note

1.     https://it.wikipedia.org/wiki/Gospel

2.     https://it.wikipedia.org/wiki/Blues

3.     https://it.wikipedia.org/wiki/Jazz

4.     https://it.wikipedia.org/wiki/Rhythm_and_blues

5.     https://it.wikipedia.org/wiki/Rock_and_roll

6.     https://it.wikipedia.org/wiki/Rock

7.     https://it.wikipedia.org/wiki/Musica_pop

8.     https://www.conoscenzealconfine.it/leggere-e-sentirsi-piccoli-piccoli/

 

 

sabato 21 febbraio 2026

Treia, 25 e 26 aprile 2026 - Festa dei Precursori...

 


Come ogni anno celebriamo l'inaugurazione del Circolo Vegetariano VV.TT. avvenuta il 25 aprile 1984 a Calcata. Dal 2010 il sodalizio si è trasferito a Treia, nelle Marche, e qui si terrà la ricorrenza,  il 25 e 26 aprile 2026.   

Gli argomenti trattati vertono sulle tematiche a noi congeniali: bioregionalismo, ecologia profonda e  spiritualità laica.

Da alcuni anni l’evento si svolge in collaborazione  con l’associazione di volontariato Auser Treia ed  altre realtà locali in sintonia.

Il pomeriggio del  25 aprile 2026, alle ore 17.30, è prevista  una sessione di canti spirituali indiani con accompagnamento di vari  strumenti per bhajan a cui seguirà la distribuzione del "prasad" da ognuno portato (per partecipare la prenotazione è obbligatoria).  

Il 26 aprile  2026  raggruppamento alle ore 9.30 presso la sede Auser Treia (Via Lanzi 18)  per poi recarsi all'azienda agricola biologica "Albero che cammina" di Schito (in località Chiesanuova di Treia)  per  una escursione erboristica a cui segue un cerchio di condivisione su temi salutistici ed olistici, con interventi  di: Gigliola Rosciani, contadina biologica; Umberto Rocchi, profumi e salute; Barbara Rossetti, insegnante yoga; Paolo D'Arpini, alimentazione bioregionale; Caterina Regazzi, veterinaria; Donatello Coppari, antivivisezionista LAV; Daniela Saltari, danza terapia; Nunzio Cocco,  Tai Chi e dijiritù; Sabrina Girotti, danza della Terra; Michele Meomartino, la farmacia casalinga,  ...ed altri operatori che si uniranno. 

Per info e prenotazioni:   circolovegetariano@gmail.com 

Tel.  0733/216293 - 333.6023090



Canti sacri durante la Festa dei Precursori al Circolo Vegetariano VV.TT. di  alcuni anni fa: https://www.youtube.com/watch?v=fRMBLz8VIJ0&list=RDfRMBLz8VIJ0&start_radio=1








venerdì 20 febbraio 2026

Gaza. "Se questa è una tregua..."

 


 Oltre 600 persone palestinesi uccise negli attacchi israeliani dall’inizio del cessate il fuoco: questa sarebbe una tregua?


Nella Striscia di Gaza le persone continuano a morire a causa degli attacchi israeliani, nonostante il cessate il fuoco in corso. Dal 9 ottobre 2025 al 10 febbraio 2026, Israele ha violato l'accordo di cessate il fuoco almeno 1.620 volte, con attacchi aerei, artiglieria e sparatorie dirette.

 

E il governo Meloni ha deciso non solo di voltarsi dall’altra parte, evitando di sospendere gli accordi militari con Israele, ma ha anche scelto di partecipare come osservatore al “Board of Peace” del presidente statunitense Trump, nonostante la partecipazione a questo organismo violi la nostra Costituzione.

 

Alla vigilia della prima riunione del “Board of Peace” non abbiamo potuto restare in silenzio e, insieme a Greenpeace, abbiamo deciso di mostrare a chi non le vuole vedere le tremende immagini che arrivano dalla Striscia di Gaza, attraverso uno schermo che ha fatto il giro di Roma fermandosi davanti a Palazzo Chigi e alla Farnesina.


Amnesty International Italia





giovedì 19 febbraio 2026

Seduto quietamente senza fare niente...



Seduto quietamente senza fare niente FiordiFango libera la mente: presenza essenza spirito respiro; scienza coscienza conoscenza immanenza trascendenza consapevolezza illuminazione: il tempo porta la verità anche se a volte non la porta in tempo....
 
Pallinomedinamica:
la meditazione dinamica
con una pallina di terra.
 
La meditazione dinamica e la bioenergetica considerano l’uomo nella sua totalità: corpo e mente agiscono e interagiscono tra di loro, tramite la stimolazione sensoriale con una pallina di terra realizzata a mano si ottiene un profondo rilassamento psicofisico, un riequilibrio energetico degli organi interni e una maggiore consapevolezza dei propri limiti, anche nell’accettarli comprenderli e superarli; inoltre può portare in superficie blocchi psichici emotivi e vecchi timori riposti nella parte più profonda della mente. Anche lavorare con continuità con la terra cruda, usando il corpo, negli impasti i piedi e nella manipolazione le mani, rientra nella forma della meditazione dinamica e nella pratica bioenergetica. 
 
Nei laboratori con terra cruda oltre alla trasmutazione della materia, anzi delle materie: terra+paglia uniti dall’acqua che possono diventare oggetto forno muro casa scultura, si è coinvolti in un'esperienza emozionale sensoriale, la trasmutazione dell’essere che viene coinvolto nella sfera emotiva fisica e psichica.
 
Fisica: impastando con tutto il corpo lavorando con i piedi e con le mani si scaricano tensioni muscolari con il fango composto di terra e paglia che assorbe fluidamente i movimenti del corpo.
 
Psichica: durante le performances con la terra cruda lavoriamo molto sulla fiducia e sull’appartenenza a volte anche con esercizi specifici e quando facciamo parte del gruppo di lavoro ci sentiamo sicuri accolti e curati.
 
Emotiva: ci divertiamo, durante le fasi del laboratorio, con suoni danze poesie racconti musica parole yoga.
 
Per questo diciamo e ripetiamo che il processo è più importante del prodotto, perché durante il percorso si sviluppano i tre livelli d’intelligenza emotiva cognitiva e sociale. Durante il laboratorio si crea molta empatia nel gruppo e il cantiere armonico risuona alle giuste frequenze anche con esercizi di meditazione no mind e meditazione no dimension: grammelot, movement sound, gibberish. a livello bioenergetico il corpo riceve benessere psicofisico attraverso le varie connessioni nel grounding o radicamento o dell’earthing, a piedi nudi. 
 
Con il movimento fisico a piedi nudi sulla terra e sulla paglia rilassiamo e riequilibriamo l’energia elettromagnetica umana, del corpo che isolato dalla plastica delle scarpe si carica di energia positiva in eccesso: riequilibrio bioenergetico motore di vita per la natura psicofisica umana.

Fiordifango - Ferdinando Renzetti da Pescara



 
 
Nota - Per potersi sollevare sino alle stelle, non basta vincere la forza di gravità. Occorre prima spezzare le catene che opprimono il lavoro, l’intelletto, l’animo umano!