domenica 22 febbraio 2026

Politicamente corretto... ma irresponsabile!?

 


Dall’epoca del senso della responsabilità per la comunità a quella dell’individualismo che l’ha rinnegata, seguendo l’arco punteggiato dai capisaldi musicali popolari principali.

[Articolo politicamente libero, contro la violenza censorio-impositiva del politicamente corretto. Astenersi genuflessi ideologicizzati. 

Rivendico il diritto d’essere come sono e di non avere alcun dovere di uccidere la mia biografia per legge o per maggioranza, o qualcuno si sente in diritto di pena di morte spirituale del politicamente non conforme? 

Dirò sempre nano, non diversamente alto, pompiere, spazzino handicappato, cieco, mai non sentente, almeno finché non la smetterete di chiamarmi fascista se non lo sono, progressista se non lo sono, putiniano e no vax anche se lo sono e con pieno diritto e nessun bisogno di etichette politicamente vergognose. Almeno finché non la smetterete di far sentire in colpa chi progressista non è, chi del progressismo ha paura come me].

 

 

Tra le grinfie del gattino, dalla malconcia matassa della storia spuntano molti capi di fili che al suo interno si aggrovigliano tra loro e a quelli in profondità. 

Ognuno rappresenta il percorso delle vicende umane, ognuno ne racconta una vena. Secondo il principio che tutto si tiene, ognuno si presta ad accompagnare chi lo vuole seguire, all’origine dello stato delle cose che spunta dal gomitolo scarmigliato.

 

Tutti i percorsi hanno riflessi reciproci. Non tutti sono penosi, incomprensibili, inaccettabili. Quelli che riguardano le arti sono piacevoli, ma non meno profondi ed eloquenti. 

In uno di questi, quello relativo alla vicenda musicale popolare, si può riconoscere il tramonto del valore sul quale erano state erette città, politiche, educazioni, con il quale si osservava il mattino e l’orizzonte. 

Era il valore del senso della comunità, della condivisione, della solidarietà, dell’onestà e del dono. Un valore sacro, grande come un mare, non puro né perfetto, ma che non temeva le blasfemie di senso contrario, certamente latenti e presenti al suo interno: bizze individualistiche che, come granelli di sabbia, erano assorbite ed esorcizzate dalla sua superiorità e, quindi, dalla sua tolleranza.

 

Gospel 

“Contrattura di God Spell, letteralmente Sillaba di Dio), in inglese, significa Vangelo, buona novella, "parola di Dio"”. (1)

 

Per quanto riguardasse soltanto le comunità dei negri, all’inizio era il Gospel. Suoni, voci e balli sempre di gruppo, sempre comunitari, di speranza, solidarietà e forze comune. Con i suoi tratti atavici che sanno d’Africa e di fede che realizzano resilienza, nel nostro excursus pop rappresenta il punto più elevato, lo zenit oltre il quale la luce del sentimento sociale ha iniziato il suo ridanciano declino verso il tramonto e il buio.

 

Blues

“Blues nasce dall'espressione "to have the blue devils" (letteralmente: avere i diavoli blu) col significato di "essere triste, agitato, depresso". L'espressione, attestata nella lingua inglese a partire dal XVII secolo, si riferiva in origine allo stato allucinatorio che segue alle crisi di astinenza da alcool”. (2)

 

Anche se l’epoca di nascita del Blues precede quella del Gospel, la sua dimensione popolare si afferma a partire dagli stessi anni di quest’ultimo, ma si estende enormemente di più nella cultura divenendo un radiante fulcro musicale per tutti i generi successivi fino al rock incluso.

Nelle sue note languide e rassegnate, il Blues esprime quel lato umano, noto a tutti gli uomini, nel quale perfino la solitudine trova un po’ di conforto. Solipsismo inconsapevole, quindi necessariamente orientato all’individualismo, in quanto vuoto delle istanze filosofiche che fanno di questa corrente di pensiero una voce occidentale utile all’educazione per formare uomini compiuti, ovvero consapevoli della propria responsabilità del mondo.

In questa espressione del Blues si po' vedere l’avvio di un’attenzione verso la propria intima condizione e in questo senso un germe di abbandono del senso comune, nonostante il Blues sia originariamente stato la sola voce della comune penosa condizione di vita dell’intera comunità degli schiavi negri.

 

Jazz

“La parola jazz, originata da un vocabolo appartenente alla cultura tradizionale francese dal significato legato all'animazione, alla gioia di vivere. Altre fonti vorrebbero che la parola sia stata originata da un termine di origine africana con riferimenti alla sessualità”. (3)

 

Anche l’origine del Jazz precede quella del Gospel ma, come per il Blues è qui posta cronologicamente dopo e successiva al Blues stesso per la medesima ragione di successo popolare e di semantica culturale. 

Se il Blues avviava un egocentrismo prima assente, il Jazz, il cui primo connotato sta nella spaccatura della trama melodica che aveva vestito tutte le musiche umane fino a quel momento, aveva consapevolmente deragliato dalla tradizione, vedendo in ciò un atto creativo di qualità superiore, il cui picco è stato affermato e celebrato con l’avvento del Free Jazz. Una scelta che, nella nostra narrazione è facilmente abbinabile all’ontologia dell’individualismo, quale espressione che prende le distanze dalla tradizione e se ne mette alla pari se non sopra. In quanto atto di indipendenza e valorizzazione di se stesso diviene simbolica espressione del medesimo spirito dell’individualismo.

 

Rhythm and Blues

“Il termine "Rhythm and Blues" ha subito numerosi cambiamenti di significato. All'inizio degli anni '50, veniva spesso applicato ai dischi blues”. (4)

 

Questa nuova stagione musicale trasuda ancora tutta l’anima nera: la sofferenza ignorata e la speranza di riscatto sociale, la denuncia della ghettizzazione culturale. Anche in questo passo musicalmente evolutivo trova sede la perorazione della piccola luce nera in un mondo abbagliato da quella bianca. Ma è proprio con il Rhythm and Blues che si può osservare il compimento della contaminazione musicale e artistica tra le due culture. 

Non solo, le performance da palcoscenico hanno in questo genere il suo primo atto istrionico. Un momento particolare in quanto espressioni e valorizzazioni dell’importanza personale. Un motto di spirito, che la neonata televisione non solo sfrutta e lo moltiplica di valore, ma lo sparge nei salotti di tutte le case, travolgendo i pensieri e nutrendo le fantasie dei più giovani e l’irritazione dei loro vecchi. Inseminando l’immaginazione di idee balzane, mai prima sorte all’orizzonte noto della tradizione, base di sostegno dell’identità comunitaria.

 

Rock’n Roll

“Rock and roll (letteralmente "dondola e rotola")”. (5)

 

Il momento dell’avvento del Rock’n Roll corrisponde al tempo della conclamazione di consapevolezze mai prima così popolari. La critica al sistema sociale, i diritti individuali e la competitività, quale valore numero uno a sostegno del sogno americano, per quanto siano di natura estranea, nel crogiolo della tv fanno un pastone unico, strumentale all’aumento della distanza dall’epoca precedente, in cui la radio non era stata abbastanza per incrinare il solido piano sul quale era appoggiato il mondo. 

È l’epoca del potere deflagrante dell’immagine, pozione magica per costituire realtà apparenti senza che nessuno se ne accorga. 

È ora che si avviano le parabole delle cosiddette rock star, che diversamente dei divi del cinema – ancora per lo più espressione alla tradizione – aggiungono all’individuo un plusvalore prima visto con sospetto, quando non indesiderato perché socialmente sconveniente.

 

Rock

“Il rock è un genere della popular music sviluppatosi negli Stati Uniti e nel Regno Unito nel corso degli anni cinquanta e sessanta del XX secolo. Negli anni il termine rock è diventato un termine generico usato per indicare una grande varietà di sottogeneri musicali che si sono sviluppati nel corso del tempo. È un'evoluzione del rock and roll, un genere che attingeva direttamente dai generi blues e rhythm and blues derivati dalla musica afroamericana e dalla musica country”. (6)

 

Il Rock proruppe schemi e dimensione dell’ordine in corso. Avrebbe potuto tanto, in misura ridotta, anche senza la rampa di lancio della televisione. Basta aleggio di note, basta orchestre e basta educato allineamento. 

Come più avanti, in modalità più radicale e perfino politica, fecero il Punk e il Post-punk, il Rock strizzava la melodia entro pochi strumenti per farla gocciolare in note spesso erosive o dirompenti. 

Non serviva più la coppia per ballarlo, ognuno ne seguiva l’andatura in solitaria e poteva farlo senza alcuno schema da rispettare che non fosse il ritmo di base. Era la libertà di espressione individuale.

 

Pop

“Il termine popular music è un termine generico che si riferisce alla musica di gradimento generale nell'epoca moderna”. (7)

 

È il momento della rivoluzione, una fiamma che avvolge il mondo occidentale e ne cambia i costumi. Cercando di stringere l’essenza in una riga, si può o si deve necessariamente fare ricorso all’individuo. Le nuove generazioni non solo avevano spezzato la continuità delle tradizioni comunitarie, ma si sentivano ora in diritto di esprimersi via via più liberamente. 

Una sorta di emancipazione galoppava nelle anime portando con sé la certezza che si sarebbe potuto cambiare il mondo facendo ciò che piaceva loro o, quantomeno, senza più rinunciare a sé stessi. 

La minigonna era un segno della nuova libertà, mentre il capitalismo dal cuore umano alla Olivetti, affondava nell’avvio della liquefazione sociale.

Sebbene la colonna vertebrale del fenomeno raduni attorno a sé un corpo internazionale di popoli, arrivando clandestinamente a stravolgere anche alcune vite oltre cortina, circolava e cresceva in esso il germe dell’individualismo. Un ormone nato dalla progressiva sparizione di quello sociale, se non dell’idea socialista le cui reliquiose molecole digitali non avrebbero più avuto l’energia per divenire un’entità.

 

Dop Pop

Dop Pop non è un flusso musicale, ma un presuntuoso giochetto di parole inventate che vuole essere sufficientemente grande da contenere tutto ciò che si è succeduto, anche accavallandosi, sul palcoscenico della musica e, più in generale su quello della Cultura Pop (8). Vorrebbe dire Dopo il Pop.

Non è necessario tentare un elenco dei generi succedutosi dopo l’avvento del Pop, sarebbe estremamente lungo e per lo più inutile. Oltre che, per annotarlo servirebbe un super competente capace di mettere ordine tra i suoi colleghi che, del medesimo elenco, enumerano i generi secondo ordini, contaminazioni e sottogeneri difformi. Insomma tempo perso.

Nel Dop Pop, salvo dovute eccezioni, ovunque ci si giri e anche nel suo variegato calderone complessivo, incluso l’Hip Hop della protesta degli afroamericani – al suo culmine nel Trap – e pure i cantautori socialmente impegnati, si balla e si sballa in libertà individuale. 

Un fatto che purtroppo, e nonostante l’apparenza, sussiste anche nei rave. Aggregazioni in cui lo spirito di solidarietà, travestito e ingombrato da quello della tacita contestazione individuale, non ha trovato posto. Quindi festival che radunano insoddisfatti senza alcuna volontà di costituire il necessario per interventi politici. Emblematico segno della definitiva radicazione della weltanschauung individualista, che troviamo in cima al podio della cultura, premiato con la medaglia vuota del nichilismo. 

Allora la domanda è: che ce ne facciamo di un pieno di valori cangianti, ridanciani, di breve durata, effimeri, superficiali, edonistici, opulenti se non per una guerra tra stentati? Noi niente, ma loro tutto, o per il controllo di tutti. Non è questa, insieme al nichilismo, all’infelicità come comune condizione permanente, insieme all’individualismo, la risultante?

Forse è per via di questo panorama tetro-tecnologico per nulla distopico e del tutto reale che in certe culture extra-occidentali sussiste l’idea di tenere a freno il divertimento gratuito? 

 

Canzonette

Trattandosi di musica si può concludere che “Sono solo canzonette” come diceva Edoardo Bennato? Sì, perché foglie nel torrente. No, perché da intrattenimento sono passate ad essere riflesso della corrente che ha travolto l’empatia e ne ha disgregato gli ultimi argini. Sì, perché spartiti dello spirito del tempo, qui opportunamente descritto: https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-italiani_frustrati_cattivi_e_patetici_cosa_ci_sta_succedendo/45289_65063/

 

Lorenzo Merlo






Commentino aggiunto: "La critica secondo cui il "politicamente corretto" sia una forma di responsabilità sociale malintesa, o addirittura    irresponsabile, è al centro di un dibattito culturale e politico. Il politicamente corretto si concentra eccessivamente sulla forma piuttosto che sulla sostanza dei problemi, risultando ipocrita o superficiale..." (P.D'A.)


 

Note

1.     https://it.wikipedia.org/wiki/Gospel

2.     https://it.wikipedia.org/wiki/Blues

3.     https://it.wikipedia.org/wiki/Jazz

4.     https://it.wikipedia.org/wiki/Rhythm_and_blues

5.     https://it.wikipedia.org/wiki/Rock_and_roll

6.     https://it.wikipedia.org/wiki/Rock

7.     https://it.wikipedia.org/wiki/Musica_pop

8.     https://www.conoscenzealconfine.it/leggere-e-sentirsi-piccoli-piccoli/

 

 

sabato 21 febbraio 2026

Treia, 25 e 26 aprile 2026 - Festa dei Precursori...

 


Come ogni anno celebriamo l'inaugurazione del Circolo Vegetariano VV.TT. avvenuta il 25 aprile 1984 a Calcata. Dal 2010 il sodalizio si è trasferito a Treia, nelle Marche, e qui si terrà la ricorrenza,  il 25 e 26 aprile 2026.   

Gli argomenti trattati vertono sulle tematiche a noi congeniali: bioregionalismo, ecologia profonda e  spiritualità laica.

Da alcuni anni l’evento si svolge in collaborazione  con l’associazione di volontariato Auser Treia ed  altre realtà locali in sintonia.

Il pomeriggio del  25 aprile 2026, alle ore 17.30, è prevista  una sessione di canti spirituali indiani con accompagnamento di vari  strumenti per bhajan a cui seguirà la distribuzione del "prasad" da ognuno portato (per partecipare la prenotazione è obbligatoria).  

Il 26 aprile  2026  raggruppamento alle ore 9.30 presso la sede Auser Treia (Via Lanzi 18)  per poi recarsi all'azienda agricola biologica "Albero che cammina" di Schito (in località Chiesanuova di Treia)  per  una escursione erboristica a cui segue un cerchio di condivisione su temi salutistici ed olistici, con interventi  di: Gigliola Rosciani, contadina biologica; Umberto Rocchi, profumi e salute; Barbara Rossetti, insegnante yoga; Paolo D'Arpini, alimentazione bioregionale; Caterina Regazzi, veterinaria; Donatello Coppari, antivivisezionista LAV; Daniela Saltari, danza terapia; Nunzio Cocco,  Tai Chi e dijiritù; Sabrina Girotti, danza della Terra; Michele Meomartino, la farmacia casalinga,  ...ed altri operatori che si uniranno. 

Per info e prenotazioni:   circolovegetariano@gmail.com 

Tel.  0733/216293 - 333.6023090



Canti sacri durante la Festa dei Precursori al Circolo Vegetariano VV.TT. di  alcuni anni fa: https://www.youtube.com/watch?v=fRMBLz8VIJ0&list=RDfRMBLz8VIJ0&start_radio=1








venerdì 20 febbraio 2026

Gaza. "Se questa è una tregua..."

 


 Oltre 600 persone palestinesi uccise negli attacchi israeliani dall’inizio del cessate il fuoco: questa sarebbe una tregua?


Nella Striscia di Gaza le persone continuano a morire a causa degli attacchi israeliani, nonostante il cessate il fuoco in corso. Dal 9 ottobre 2025 al 10 febbraio 2026, Israele ha violato l'accordo di cessate il fuoco almeno 1.620 volte, con attacchi aerei, artiglieria e sparatorie dirette.

 

E il governo Meloni ha deciso non solo di voltarsi dall’altra parte, evitando di sospendere gli accordi militari con Israele, ma ha anche scelto di partecipare come osservatore al “Board of Peace” del presidente statunitense Trump, nonostante la partecipazione a questo organismo violi la nostra Costituzione.

 

Alla vigilia della prima riunione del “Board of Peace” non abbiamo potuto restare in silenzio e, insieme a Greenpeace, abbiamo deciso di mostrare a chi non le vuole vedere le tremende immagini che arrivano dalla Striscia di Gaza, attraverso uno schermo che ha fatto il giro di Roma fermandosi davanti a Palazzo Chigi e alla Farnesina.


Amnesty International Italia





giovedì 19 febbraio 2026

Seduto quietamente senza fare niente...



Seduto quietamente senza fare niente FiordiFango libera la mente: presenza essenza spirito respiro; scienza coscienza conoscenza immanenza trascendenza consapevolezza illuminazione: il tempo porta la verità anche se a volte non la porta in tempo....
 
Pallinomedinamica:
la meditazione dinamica
con una pallina di terra.
 
La meditazione dinamica e la bioenergetica considerano l’uomo nella sua totalità: corpo e mente agiscono e interagiscono tra di loro, tramite la stimolazione sensoriale con una pallina di terra realizzata a mano si ottiene un profondo rilassamento psicofisico, un riequilibrio energetico degli organi interni e una maggiore consapevolezza dei propri limiti, anche nell’accettarli comprenderli e superarli; inoltre può portare in superficie blocchi psichici emotivi e vecchi timori riposti nella parte più profonda della mente. Anche lavorare con continuità con la terra cruda, usando il corpo, negli impasti i piedi e nella manipolazione le mani, rientra nella forma della meditazione dinamica e nella pratica bioenergetica. 
 
Nei laboratori con terra cruda oltre alla trasmutazione della materia, anzi delle materie: terra+paglia uniti dall’acqua che possono diventare oggetto forno muro casa scultura, si è coinvolti in un'esperienza emozionale sensoriale, la trasmutazione dell’essere che viene coinvolto nella sfera emotiva fisica e psichica.
 
Fisica: impastando con tutto il corpo lavorando con i piedi e con le mani si scaricano tensioni muscolari con il fango composto di terra e paglia che assorbe fluidamente i movimenti del corpo.
 
Psichica: durante le performances con la terra cruda lavoriamo molto sulla fiducia e sull’appartenenza a volte anche con esercizi specifici e quando facciamo parte del gruppo di lavoro ci sentiamo sicuri accolti e curati.
 
Emotiva: ci divertiamo, durante le fasi del laboratorio, con suoni danze poesie racconti musica parole yoga.
 
Per questo diciamo e ripetiamo che il processo è più importante del prodotto, perché durante il percorso si sviluppano i tre livelli d’intelligenza emotiva cognitiva e sociale. Durante il laboratorio si crea molta empatia nel gruppo e il cantiere armonico risuona alle giuste frequenze anche con esercizi di meditazione no mind e meditazione no dimension: grammelot, movement sound, gibberish. a livello bioenergetico il corpo riceve benessere psicofisico attraverso le varie connessioni nel grounding o radicamento o dell’earthing, a piedi nudi. 
 
Con il movimento fisico a piedi nudi sulla terra e sulla paglia rilassiamo e riequilibriamo l’energia elettromagnetica umana, del corpo che isolato dalla plastica delle scarpe si carica di energia positiva in eccesso: riequilibrio bioenergetico motore di vita per la natura psicofisica umana.

Fiordifango - Ferdinando Renzetti da Pescara



 
 
Nota - Per potersi sollevare sino alle stelle, non basta vincere la forza di gravità. Occorre prima spezzare le catene che opprimono il lavoro, l’intelletto, l’animo umano!
 

mercoledì 18 febbraio 2026

Napoli, 21 febbraio 2026 - Coordinamento Nazionale No NATO

 


Il Coordinamento Nazionale No NATO annuncia la convocazione dell’Assemblea Nazionale dedicata alle regioni del centro-sud che si terrà il giorno 21 febbraio 2026 presso ex Asilo Filangieri Bene comune vico Giuseppe Maffei 4, Napoli, alle ore 14.30 . L’incontro rappresenta un momento fondamentale di confronto, condivisione e mobilitazione per tutte le realtà territoriali impegnate nella lotta contro le politiche di militarizzazione e l’adesione italiana alla NATO.

Il Coordinamento Nazionale No Nato lancia un appello a tutte le realtà impegnate nella lotta contro la Terza guerra mondiale in corso, la partecipazione attiva del nostro paese alla guerra, la militarizzazione dei territori. È ormai evidente la responsabilità dei gruppi imperialisti USA-NATO e UE nella promozione della guerra mondiale, con il sostegno al regime di Kiev, ai sionisti d’Israele e con l’aggressione al Venezuela in aperta violazione del diritto internazionale. Queste operazioni si traducono, sul piano interno, in tagli alle risorse pubbliche, aumento della repressione verso le avanguardie di lotta e occupazione militare delle scuole, università e spazi pubblici, impoverendo i territori e privando le comunità locali della loro sovranità.

La presenza di basi, caserme, antenne, poligoni di tiro, radar e depositi di munizioni, direttamente gestiti e collegati alla NATO e agli USA, rappresenta una vera e propria occupazione militare, politica e sociale, che prosciuga risorse, inquina e rende intere porzioni del paese appannaggio degli interessi guerrafondai e imperialisti.

L’assemblea sarà occasione per analizzare la situazione attuale, discutere strategie comuni e rafforzare il coordinamento tra comitati, associazioni, movimenti e singoli cittadini e alle che a diverso titolo si battono contro le logiche di guerra e l’occupazione militare del nostro paese. In un contesto internazionale sempre più teso, crediamo sia essenziale rilanciare la voce di chi chiede pace, autodeterminazione dei popoli e investimenti in diritti sociali invece che in armamenti.

Per questo, il Coordinamento invita tutte le organizzazioni, i comitati, le reti e i gruppi di lavoratori che lottano contro la guerra, la NATO e il riarmo a unirsi e condividere esperienze, contributi e proposte, con l’obiettivo di costruire una rete sempre più ampia e coordinata. Solo attraverso l’unità delle forze sarà possibile sviluppare una mobilitazione efficace, capace di liberare l’Italia dalla presenza delle basi militari USA e NATO e di spezzare le catene della collaborazione alle guerre di aggressione imperialista.

L’assemblea programmata sarà anche l’occasione per presentare il dossier, redatto dal Coordinamento Nazionale No Nato attraverso il lavoro di lotta e inchiesta dei diversi organismi territoriali, sulle installazioni militari USA e NATO presenti nel nostro paese, fornendo così strumenti di conoscenza e consapevolezza indispensabili per la prosecuzione della lotta. Ma questo dossier non rappresenta il punto di arrivo del nostro lavoro, bensì il punto di partenza, invitiamo tutti gli organismi ad utilizzare questo strumento come strumento militante e punto di partenza di una ricerca e di un approfondimento che solo l’indagine pratica delle diverse realtà presenti sui territori può mettere in campo.

Per adesioni, informazioni e dettagli sull’organizzazione dell’assemblea, è possibile contattare il Coordinamento Nazionale No NATO all’indirizzo email:  coordinamentonazionalenonato@proton.me




martedì 17 febbraio 2026

Barbalbero e l'otto volante verso l’infinito...

 


Ante Scriptum:  Ebbene, lo confesso, tanti anni fa,  mi sono unito ad un gioco di ruolo organizzato da un amico fantasioso per far vivere l'avventura magica  del Signore degli Anelli ai ragazzetti di Calcata. La Valle del Treja sembrava il luogo più adatto per ricreare quell'atmosfera, un fiume rigoglioso, boschi e  forre, silenzio e nascondigli. Tra i partecipanti c'era anche mio figlio Felix, a cui toccò una bella parte,  mentre a me essendo il più "vecchio" del gruppo toccò la parte di Barbalbero. Conoscevo meglio di tutti gli altri giocatori quell'ambiente selvaggio e non mi fu difficile nascondermi ed all'improvviso fare un'imboscata nel campo degli  stregoni nemici. Sapevo di non poter "vincere" perché il  potere magico che era concesso al mio personaggio  non era sufficiente a sconfiggere "l'Oscuro Signore",  ma abbastanza da creare scompiglio nel campo "nemico". In fondo io ero l'unico adulto del gruppo e  così caddi prigioniero, non sarebbe stato giusto prevaricare quella combriccola di giovinetti solo perché ero il più "astuto"...

Ecco, vi ho raccontato questa storiella per introdurre il racconto di Fiordifango...

 

Barbalbero e l'otto volante verso l’infinito:
 
ora è sera e la pioggia rinfresca leggera i nostri pensieri annebbiati dal vino e da ore trascorse tra case e cortili a botte di spallata. sul camion la carica energetica è ancora forte. mi chiedo quale il senso e quale il limite da stabilire per abitare la cultura della sobrietà nella finitezza di queste terre lente a disciogliersi nel doppio messaggio della maschera pulcinella uomo albero nella spinta alla illimitatezza e alla dismisura la riscoperta della lentezza, la riscoperta del luogo e della dimensione dello spazio da un portellone aperto di un camion carico di entusiasmo e soprattutto la riscoperta della sobrietà per abitare il limite nel nuovo colore degli alberi, delle ginestre, dell’erba, delle nostre vite modulari bipartite nel tempo di 6/8 - 2/4. il camion è fermo! la vita scorre di nuovo lenta sulle nostre facce umide mentre l’organetto intona i primi colpi del groove lento e ieratico, siamo nella piccola cucina, il fuoco acceso, alle nostre teste la scenografica graticciata di canne piena di ventricine appese a stagionare, forse è questo il senso: la sobrietà la lentezza la conquista del luogo basata sulla più primordiale delle scritture quella del corpo umano nello spazio sul terreno attraverso la spallata otto volante verso l’infinito.
 
Sotto quella quercia, quella bella violoncella  è bella violetta,
beato  chi la odora.

 


Hoi che fresca Mariannina... 
 
Schiavi d’Abruzzo stazione climatica a 1168 metri s.l.m recita il cartello all’ingresso del paese. finalmente sono arrivato a Schiavi a contatto con il paese gli abitanti la sua cultura e le sue tradizioni: oggi è carnevale e giro per le vie del paese alla ricerca di non so bene cosa. la neve caduta nei giorni scorsi copre ancora i tetti e le strette strade, mentre cammino mi accompagnano lo scricchiolio dello strato di neve leggermente ghiacciato che calpesto con i miei passi e il suono continuo dello sgocciolio della neve che si sta sciogliendo, dalle grondaie dei tetti.

 

Ho come la sensazione di percorrere sentieri del cielo, sullo sfondo un primo strato dii nuvole copre le valli dove montagne e paesi escono come isole sospese nel mare di nebbia. un altro strato di nuvole sta più in alto nel cielo. ecco uno squarcio improvviso di luce e il sole illumina e accende l’atmosfera in un rimando continuo di luci e chiaroscuri tra la neve che mi circonda e lo strato delle nuvole. mi sento straniato tra questi scorci di luce e per cercare sicurezza e conforto mi imbuco nella piccola macelleria del paese.

 

Il senso di straniamento diventa ancora più forte anche se in un attimo vengo richiamato alla realtà dagli schiamazzi e dai suoni che provengono dall’esterno. sul selciato della piazza è fermo un camion, dal portellone di dietro iniziano a scendere al suono di campanacci organetti e trombette un gruppo di ragazzi mascherati. avevo dimenticato il motivo della mia visita: oggi è carnevale! chiedo subito se posso aggregarmi alla compagnia. mi viene da pensare a un film di Antonioni dove nella swinging london un gruppo di colorati mimi gira per la città su un camion introducendoci alla trama del film; ora siamo fermi in un bar…! sabato si è svolta la mascherata per le vie del paese mentre oggi il camion ci porta nelle nove contrade, anche casa per casa nella forma della questa rituale cerimoniale.

 

Mi spiegano che la figura centrale del carnevale schiavese e lu mazzaron un pulcinella con un grosso copricapo lu cimirr a forma di cono ricoperto di colorati fiori di carta, infatti li stanno indossando. stiamo percorrendo le scoscese e strette vie delle contrade sul camion tra suoni lazzi e schiamazzi la situazione è carica di ebrezza ed entusiasmo: il portellone sul retro è aperto e si ha una dimensione spaziale unica con il paesaggio che scorre continuo tra un mare di ginestre e imponenti querce; siamo nella prima contrada, sulla piccole aje piazzette e cortili si susseguono musiche canti e balli soprattutto la spallata che viene eseguita e riproposta in ogni situazione. molte case sono vuote, i proprietari vivono nelle città e tornano l’estate.

 

In genere ci accolgono anziani e i pochi che hanno scelto di rimanere a vivere in paese. tutti sanno del nostro arrivo e troviamo già pronto il complimento di ottimi vini locali salumi fatti in casa, olive verdi conciate con peperoncino bucce d’arancia e finocchietto, olio pane rurale e dolci tipici. i vini i dolci e i formaggi hanno sapori e profumi diversi di casa in casa.

 

Mi sorprende il saper fare di questa gente per la socievolezza la disponibilità la mitezza dei modi e nei rapporti sociali sempre cordiale e gentile. si susseguono le contrade fino alla festa finale in un locale con cena di carnevale, naturalmente si suona e si balla, ancora saltarelli spallate e polche fiorate...
      

Ferdinando Renzetti 





lunedì 16 febbraio 2026

Roma. All'Hortus Urbis per imparare a curare un orto giardino...

 


Come prendersi cura di un orto-giardino
XVI Edizione

 
Corso per apprendere saperi teorici e pratici per realizzare un orto o un giardino e diffondere le tecniche di coltivazione orticole e ornamentali.
 
Argomenti

  • terreno questo sconosciuto

  • preparazione aiuole

  • La pianta

  • Consociazioni

  • Semine in vasetto e in pieno campo

  • Trapianti

  • Gestione delle piante, malattie e difesa dai parassiti

  • Raccolta

 
Calendario del corso:
- venerdì 27.2.2026 < 18 - 20 > TEORIA ON LINE 1
- sabato 28.2.2025 < 15 - 17 > PRATICA SUL CAMPO
 
- venerdì 20.3.2026 < 18 - 20 > TEORIA ON LINE 2
- sabato 21.3.2026 < 15 - 17 > PRATICA SUL CAMPO
 
- venerdì 10.4.2026 < 18 - 20 > TEORIA ON LINE 3
- sabato 11.4.2026 < 15 - 17 > PRATICA SUL CAMPO
 
- sabato 9.5.2026 < 15 - 17 > TEORIA SUL CAMPO 4 + PRATICA
 
- sabato 6.6.2026 < 15 - 17 > TEORIA SUL CAMPO 5 + PRATICA
 
- sabato 27.6.2026 < 15 - 17 > TEORIA SUL CAMPO 5 + PRATICA
 
Per le attività pratiche sul campo vi è inoltre la possibilità di partecipare ai lavori di giardinaggio all’orto per volontari.
 
Il corso è tenuto da Enrico Lazzari, agronomo amico dell'Hortus Urbis esperto di orticoltura naturale e verde ornamentale.

  • Sede: Hortus Urbis, via Appia Antica 42/50, Roma

  • Costo: donazione consigliata

  • Riservati 3 posti gratuiti per gli insegnanti, maestri degli asili, materne e della scuola primaria e secondaria.

  • Iscrizioni aperte fino ad esaurimento posti.


Informazioni supplementari:

  • L'area è dotata di parcheggio esterno

  • Le lezioni teoriche si terranno on line, i laboratori pratici nell'orto

  • Le attività potranno subire variazioni in relazione alle condizioni climatiche

Info e iscrizioni: hortus.zappataromana@gmail.com