Il 20 agosto 2026 una delegazione della Global Sumud Flotilla, composta da attiviste e attivisti, membri della comunità albanese della diaspora, divulgatori e persone appartenenti a realtà ecologiste, è salpata dal porto di Brindisi, in Puglia, per raggiungere l’isola di Sazan, in Albania, dove si uniscono alle proteste in corso sull’isola e sulla terraferma.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione della Global Sumud Flotilla con i collettivi Mesdhe, Palestine e Lire, impegnati per i diritti dei migranti, contro la detenzione amministrativa e a sostegno della causa palestinese; le imbarcazioni su cui avverrà la spedizione sono state recuperate e messe a disposizione dopo essere state danneggiate e lasciate alla deriva dall’esercito israeliano in seguito alle intercettazioni avvenute durante l’ultima missione della Global Sumud Flotilla diretta a Gaza.
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Nel gennaio 2025 è stata approvata in via preliminare la cessione dell’isola ad Affinity Partners , la società di private equity fondata da Jared Kushner, per la realizzazione di un resort di lusso dal valore stimato di 1,4 miliardi di dollari, attraverso la controllata Atlantic Incubation Partners LLC. L’operazione è stata resa possibile dalla legge albanese 21/2024, che consente l’avvio di attività economiche e progetti edilizi di lusso in aree ecologicamente sensibili e protette.
Considerato l’architetto della storica normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra Israele e diverse nazioni arabe, i cosiddetti “Accordi di Abramo”, Kushner è oggi il volto di un’espansione neocoloniale che si muove su diversi fronti. Lo stesso attore economico coinvolto nel piano su Gaza risulta oggi protagonista dell’operazione immobiliare a Sazan, in una regione che riveste anche rilevanza energetica e commerciale per l’Europa e l’Occidente.
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Non possiamo inoltre dimenticare la storia dei rapporti tra Italia e Albania, dalle due occupazioni militari del Novecento fino al recente protocollo Italia-Albania del 2023 per la gestione extraterritoriale di migranti nei centri di Shëngjin e Gjadër, quest’ultimo convertito nel 2025 nell’ennesimo disumano Centro per il Rimpatrio (CPR). Si delinea così un continuum di sfruttamento e controllo, che dalle coste albanesi si estende a quelle italiane, passando per gli interessi energetici e la complicità istituzionale.
I passeggeri – uomini, donne, bambini – furono rinchiusi nello Stadio della Vittoria di Bari in condizioni disumane, senza cibo, senza acqua, senza assistenza sanitaria. Decine di persone morirono, altre furono colpite da malori e malattie. E quando il governo italiano decise di rispondere, lo fece con la più grande operazione di rimpatrio forzato della storia repubblicana: 17.000 persone furono deportate, rispedite in un’Albania sull’orlo del collasso, abbandonando ogni pretesa di umanità e rispetto del diritto d’asilo.
Dalla Vlora a Sazan: il programma della Global Sumud Flotilla a sostegno della Flamingo Revolution
La Puglia è di nuovo protagonista di una intera giornata di mobilitazione, a partire dalle ore 11, fatta di memoria, coscienza e solidarietà al fianco del popolo albanese

BRINDISI – Giovedì 20 agosto le barche della Global Sumud sono partite da Brindisi verso Sazan. La Puglia è di nuovo protagonista di una intera giornata di mobilitazione, a partire dalle ore 11, fatta di memoria, coscienza e solidarietà al fianco del popolo albanese contro progetti di espansione neocoloniale che minacciano non solo il Mediterraneo, ma anche il territorio regionale.
La partenza delle imbarcazioni della Global Sumud è stata accompagnata da un’intensa giornata di mobilitazione che coinvolgerà la città di Brindisi. Artisti, intellettuali e attivisti come Tony La Piccirella e Yazan Issaa sostegno della Flamingo Revolution e del popolo albanese che inonda le piazze da più di settanta giorni.
La Puglia non è stata scelta a caso. La regione non solo è obiettivo per diversi attori e progetti economici, come il resort Four Seasons Costa Merlata finanziato dall’Omnam Investment Group, ma è anche il luogo dove trentacinque anni fa attraccò la nave Vlora. Oggi, la comunità pugliese si riunisce attorno alla diaspora albanese, per unirsi alla protesta popolare contro la cessione dell’isola protetta di Sazan a un fondo di investimento legato all’imprenditore Jared Kushner, genero dei Donald Trump.
Due sponde legate dalla stessa lotta, minacciate da progetti che escludono le comunità che le abitano da sempre. Per questo la partenza non è solo simbolica, ma è un atto profondamente solidale e politico. È un modo per chiarire il posizionamento delle comunità locali e porre con forza le domande giuste: chi decide il futuro di una terra? Chi ne determina l’accesso? Le comunità che la abitano o i grandi capitali che possono comprarla e trasformarla? È questo il filo rosso che unisce i popoli del Mediterraneo.
(Tratto da Brindisi Report).