giovedì 30 marzo 2023

Reseda: "Guardiani delle foreste"

 


...vi scrivo come EcoIstituto RESEDA onlus, una piccola organizzazione che però ha avviato numerosi progetti innovativi in Africa e America latina.

Il nostro obiettivo è la creazione di progetti che uniscono la solidarietà con l’ecologia, questo ci ha portato ad avere relazioni con diversi popoli e associazioni locali con cui stiamo cercando di creare una rete di sostegno. In particolare i nostri rapporti ci legano con i popoli delle foreste congolesi e con quelli amazzonici, nonché con quelli delle zone aride del sahel e del sahara.

In questi giorni ospiteremo un rappresentante delle comunità indigene del Chocò (Colombia), sarà l’occasione per organizzare alcuni incontri e conoscere direttamente la realtà di lotta e resistenza delle popolazioni indigene che negli ultimi mesi hanno visto anche l’assassinio di alcuni loro componenti le guardie indigene.

Rimango a disposizione nel caso voleste organizzare un incontro presso la vostra sede tra il 2 e l’8 aprile 2023  in occasione di questo viaggio.

Roberto Salustri - Direttore Ecoistituto RESEDA onlus - Cell. 3400631104 - reseda@resedaweb.org    




mercoledì 29 marzo 2023

La disponibilità idrica è in costante diminuzione...

 


È decisamente un trend in calo quello registrato in Italia a livello di disponibilità di risorsa idrica, secondo l'analisi ISPRA.  

Nell’ultimo trentennio climatologico 1991–2020, con un valore che ammonta a più di 440 mm, la disponibilità di acqua diminuisce del 20% rispetto al valore di riferimento storico di 550 mm., circa 166 km 3 registrato tra il 1921–1950.

Anche le stime sul lungo periodo (1951–2021) evidenziano una riduzione significativa, circa il 16% in meno rispetto al valore annuo medio storico.

Questa riduzione, dovuta in gran parte agli impatti dei cambiamenti climatici, è da attribuire non solo alla diminuzione delle precipitazioni, ma anche all’incremento dell’evaporazione dagli specchi d’acqua e dalla traspirazione dalla vegetazione, per effetto dell’aumento delle temperature.
Sono le stime del BIGBANG, il modello idrologico realizzato dall’ISPRA che analizza la situazione idrologica dal 1951 al 2021 fornendo un quadro quantitativo e qualitativo delle acque in Italia.
Ancora in corso di valutazione l’anno 2022.

Le proiezioni climatiche future evidenziano, sia su scala globale che locale, possibili impatti dei cambiamenti climatici sul ciclo idrologico e sulla disponibilità di risorsa idrica, dal breve al lungo termine. Tale condizione non potrà mutare, se non saranno messe in campo efficaci azioni di riduzione delle pressioni antropiche, sia sul versante delle emissioni dei gas a effetto serra, sia su quello della gestione della risorsa idrica, in un’ottica di adattamento e sostenibilità dei relativi usi.

La siccità 2022, con un deficit di precipitazione, liquida e solida, e la persistenza di elevate temperature, ha di fatto ridotto la disponibilità di risorsa e le riserve idriche per i diversi usi (civile, agricolo, industriale) e per il sostentamento degli ecosistemi e dei servizi che essi erogano, evidenziando ancor più la necessità di affrontare le problematiche connesse alle pressioni antropiche. I nostri studi hanno già da tempo evidenziato un aumento statisticamente significativo della percentuale del territorio italiano soggetto a condizioni di siccità estrema su scala temporale annuale.

Le analisi sul bilancio idrico nazionale, condotte dall’Istituto in collaborazione con l’Istat, hanno inoltre evidenziato il ruolo significativo dei prelievi di acqua dai corpi idrici che, anche in anni non siccitosi e con larga disponibilità di acqua superiore alla norma, possono determinare condizioni di stress idrico. 



Fonte: http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2023/03/ispra-nellultimo-trentennio-diminuita-del-20-la-disponibilita-idrica-nazionale/

martedì 28 marzo 2023

Il tempo passa e non aspetta... forse è ora di "svegliarsi"?




Il 25 settembre 2022  si svolgevano le elezioni parlamentari.  (...) La chiamata alle urne, seppure nel suo piccolo, era una grande occasione per convogliare lo spirito molteplice di una moltitudine incredula, critica, inferocita, delusa. (...) I partiti e i movimenti (1) che si sono ritrovati davanti a detta opportunità, invece di raccoglierla, l’hanno fatta cadere.

Ogni volta che mi ritorna in mente, mi ritrovo un po’ stranito. All’origine dello sbigottimento personale c’è una domanda tanto banale, quanto appunto sorprendente. Come mai dopo le elezioni, che gli antisistemici hanno pensato bene di condurre separatamente – invece di unirsi attorno al pensiero che avere seggi è meglio che non averli –, nulla è accaduto? Cioè – per abbreviarla –, come mai dopo l’esclusione assoluta dal parlamento non è partito un tentativo di radunare le forze di quella moltitudine insofferente, sull’orlo – almeno nei sentimenti di qualcuno – della guerra civile?

Le compagini politiche, organizzate per poter essere presenti nelle schede elettorali, avrebbero potuto ottenere qualche scrannico successo alle votazioni. A cose fatte, la somma delle loro individuali percentuali ottenute lo ha dimostrato.

Se l’accorpamento non è stato possibile, certamente ognuno avrà avuto le sue rispettabili ragioni. Tuttavia, c’erano argomenti e temi condivisi. Dunque, se l’unione di forze non è avvenuta, la questione è di tipo vanesio-egoico. Esattamente quella in scena sul teatro della politica (in nome del politicamente corretto la si potrebbe chiamare individualismo mascherato) ormai da lunga, pluridecennale, data.

Nessuno, preso da se stesso, magari “per il nostro bene” – come è facile sentici dire in campagna elettorale –, tirannicamente rapito dalla propria visione delle cose, non è in grado mai di utilizzare l’ascolto. Ovvero di non raccogliere quel tipo di informazioni basilari che viaggiano su onde lunghe e condivise, sempre nascoste da altre, fibrillanti, frenetiche, ossessive e disorientanti.

È sì una giustificazione. Ma meglio vederla in forma di critica e, volendo, anche di discredito. Come possono andare oltre le attuali sataniche modalità dell’individualismo mascherato, usando i medesimi criteri che vorrebbero sostituire?

Ma esprimevano altre idee, antisistemiche! Risposta accettabile, ma anche in questo caso meglio vederla come una o più di quelle frenetiche fibrillazioni ossessive citate. Chi vuole raccogliere accoglie, unisce, rinuncia. Chi vuole guidare ha vista lunga, traguarda oltre a ciò che la impedisce.

Quindi, perché a batosta conclamata nessuno della triplice separazione ha neppure tentato – e se lo ha fatto, pardon, ma io non l’ho visto – di mettersi a un tavolo? Di agire in funzione di radunare la moltitudine spiritualmente – e non solo – disperata? Spero che una possibile risposta non sia: “Troppo presto rispetto alla prossima tornata elettorale”. Ma che c’entra? Non è per noi, quelli che hanno le idee come voi, che esistete? Non ha senso per nessuno di voi radunarsi, studiare, produrre documenti, inchieste, critiche strutturali che vadano al di là degli slogan? Che creino relazione con la moltitudine? Non è per voi opportuno andare oltre i piccoli interventi, più simili ad azioni private, che di partito o movimento (individualismo mascherato)?

Perché nulla del genere è avvenuto? Perché ognuno – e ci metto anche le testate e i blog che hanno e stanno facendo un gran lavoro di controcultura – segue pacifico la propria linea? Sarei e – penso di possa dire – saremmo ansiosi di ascoltare le risposte dai più diretti destinatari di questo lamento, nonché di questa critica.

Ansioso, in quanto la sola risposta che da solo posso fornirmi richiama troppo la matrice individualista, che tutto sta demolendo. O che tutto ha già demolito? È una domanda, prima di essere una considerazione, un dubbio, un’ipotesi, una certezza.

Per buona parte di quella moltitudine, è da tempo il tempo di radunare i pensieri e le forze di chi non si capacita dei marosi della geopazzia, in cui il mondo non è che un barcone in balia dell’insipienza, a causa della quale sarà presto naufrago.

Non abbiamo più l’eros necessario per alzarci dal divano e scendere in piazza? Non serve a nulla scendere in piazza? Non serve nulla di nulla, con la comunicazione detenuta dai soli soddisfatti della situazione?

La situazione è ampia, molte forze sciamano, orientandoci di qua e di là come posidonie nella risacca. Ma dovrebbe essere un motivo in più per rimboccarsi le maniche, non per deporre le armi e darsi per vinti. Ma, se così fosse, arriveremo a tacere, a fuggire, a vaneggiare del tutto. Nessuna battaglia è vinta dall’eroe, l’eroe non esiste senza un plinto di popolo sul quale elevarlo.

Non ci sono i soldi? Dubito, ma può capitare. Ma, se invece così fosse, perché non avviare una campagna di autofinanziamento? Lo fanno diversi emeriti blog e testate web – anch’esse qui ringraziate, ma anche criticate – che vivono appunto di eros, di etica, di dolore, di volontà.

Il popolo somma dei tre schieramenti, unito a quello astensionista e a quello dei furono cani sciolti, dei manifestanti della pace, dei singoli visionari, merita di vedere un minimo frutto del suo scoordinato spingere in opposta direzione al sistema. E non si citi ora l’azione della procura di Bergamo che, spiritualmente parlando, in quanto opera del sistema stesso è un’offesa alla inerte moltitudine citata. Certo, possiamo condividerla e trarne soddisfazione, ma noi? Noi, che si fa? Che si è fatto, oltre a sperare, aspettare, criticare?

L’avvento del Great Reset è in essere. Stiamo morendo soffocati dall’incredulità di ciò che passa come progresso, di quanto ha già attecchito come tale nell’altra immensa moltitudine dei divanisti. 

Il culto della tecnologia, quello della digitalizzazione, l’affermazione dello scientismo, la cancellazione delle culture, l’imposizione dell’identità digitale, della corsa al vaccino, l’abbattimento delle identità comunitarie e individuali, la guerra per l’egemonia del capitalismo occidentale, la censura in nome della democrazia, le bombe in nome della pace, il controllo in nome della sicurezza, il razzismo antirusso come politica e il nazismo ucraino come insistenza, il tribunale infame che vuole perseguire Putin, la corsa ai diritti colorati, alla donna come industria di merce vivente, la repressione civile ucraina come espressione di uno stato democratico sono solo alcuni esempi di sinapsi premiate dal sistema.

Lorenzo Merlo




Note

  1. Italexit, Italia sovrana e popolare, Alternativa per l’Italia, facenti rispettivamente capo a Gianluigi Paragone, Francesco Toscano e Marco Rizzo, Mario Adinolfi e Simone Di Stefano.


lunedì 27 marzo 2023

ISDE: "Inquinamento e morte"

 


Il VI rapporto dello studio Sentieri sulla salute nelle aree di interesse nazionale per le bonifiche (Sin),  conferma uno stato di salute alterato per oltre 6,2 milioni di residenti nei 46 siti studiati. 

I 46 Sin (39 di interessa nazionale e 7 regionale) includono 316 comuni con una distribuzione della popolazione residente in prevalenza nel sud-isole (55,5 per cento), nel Nord-Est (20,3 per cento), nel Centro (12,6 per cento) e nel Nord-Ovest (12 per cento. 

Le stime globali danno un quadro d’insieme che evidenzia in queste popolazioni un eccesso di mortalità e di ospedalizzazione rispetto al resto della popolazione, e mostrano come nei siti con caratteristiche di contaminazione simili si producano effetti comparabili. 

ISDE Medici per l’Ambiente.










Fonte: https://www.isdenews.it/siti-inquinati-cosi-in-italia-si-muore-di-bonifiche-mancate/

domenica 26 marzo 2023

Idrogeno: un'alternativa possibile ai carburanti fossili?



Al dipartimento di Chimica della Sapienza, insieme ad EURISPES e all’associazione ambientalista Ecoitaliasolidale è  nato il progetto di organizzare un convegno legato a formule alternative all’uso dei combustibili fossili. Sono stati considerati studi e ricerche da quelli antichi ai più recenti, il tutto per valutare concretamente l’abbandono dei combustibili fossili a beneficio soprattutto dell’idrogeno. 


Studi recentissimi, che verranno esposti nel convegno che si terrà proprio all’Università La Sapienza di Roma l’8 giugno p.v., parlano anche dell’utilizzo di batteri, scoperti recentemente dagli scienziati australiani, che sono capaci di produrre direttamente l’idrogeno.

L’aspetto più importante di tutta la giornata dedicata al convegno sarà senz’altro l’incontro tra imprenditori e scienziati. I quali hanno interesse a partecipare ad una eventuale “rivoluzione verde”.

Previsti come relatori i proff. Luigi Campanella, precursore della chimica verde in Europa, Ezio Gagliardi, biochimico che studia la via biologica per la produzione dell’ idrogeno, Vincenzo Naso, direttore del CRPS, nonché uno dei maggiori esperti internazionali nella produzione e utilizzazione dell’idrogeno per uso civile, Riccardo Valentini, membro dell’IPCC e uno tra i maggiori esperti internazionali sulla funzione delle foreste per gli equilibri climatici e a seguire altri esperti e tecnici anche della SNAM.

Il convegno ha anche lo scopo di rassicurare il Ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, che ha recentemente parlato in Parlamento, del rischio delle batterie elettriche.   Il convegno previsto per l’8 giugno alla Sapienza, sarà propedeutico per un successivo confronto con le Istituzioni politiche nel prossimo mese di Settembre.

Tutto ciò è quanto dichiarano in una nota da Ennio La Malfa,  fra i padri fondatori dell’ambientalismo nazionale,  e  da Piergiorgio Benvenuti, Presidente Nazionale di Ecoitaliasolidale.




Per info: – Ecoitaliasolidale2020@gmail.com

sabato 25 marzo 2023

Disboscamenti e sbancamenti sulle colline del prosecco...

 


...non c’è siccità che tenga! La monocoltura del prosecco DOCG avanza alla grande con disboscamenti e sbancamenti di intere colline UNESCO a favore di nuovi vigneti e insediamenti, in questo caso da est a ovest della collina proprio sopra all’abitato di Refrontolo...

 

LE COLLINE UNESCO DOCG PROSECCO

Oramai  i nuovi feudatari, che “gestiscono alberghi di lusso e appartamenti a Venezia”, acquistano intere colline e possono fare le cose alla grande soprattutto perchè l’area UNESCO delle colline del prosecco è fuori controllo, dopo che in fase di certificazione è stata eliminata la 15^ raccomandazione di controllo, richiesta dalle procedure UNESCO.


La raccomandazione recitava :

“Garantire che tutti i principali progetti che potrebbero avere un impatto sulla proprietà siano comunicati al Centro del patrimonio mondiale in linea con l'articolo 172 degli Orientamenti operativi per l'attuazione della Convenzione del patrimonio mondiale;”

Eliminare  la 15^ raccomandazione nel Rapporto dell’UNESCO di Parigi (documento “whc19-43com-8B-Add”) deresponsabilizza l’UNESCO di Parigi e impedisce di fatto il controllo dei tempi, dei costi, della qualità delle altre 14 raccomandazioni indicate dalla Commissione ICOMOS UNESCO e offre invece una grande  opportunità a chi vuole agire indisturbato a disboscare, sbancare ed edificare.

 

LA LEGGE REGIONALE VENETA  SULL’ALBERGO DIFFUSO

La Regione Veneto, solo due settimane dopo la certificazione UNESCO Colline del Prosecco Conegliano/Valdobbiadene,  ottenuta a Baku il 7.7.2019, ha approvato  in Consiglio regionale  una legge, la nr.29 del 25.07.2019, che propone per il Veneto il “...riutilizzo di strutture in zona agricola per finalità di locazione turistica o per finalità di classificazione come dipendenza di albergo diffuso”  senza modifiche di destinazione d’uso e di nuove tasse.

 

IL FUTURO

Non condividiamo l’entusiasmo dell’Amministrazione comunale di Refrontolo per questo intervento privato che interessa 20 ettari di terreno con strutture turistiche di altissima qualità circondate da un’azienda agricola monocolturale di vigneti.

Da un lato la monocoltura della vite avrà  bisogno di grosse quantità di acqua per nebulizzare i pesticidi e per bagnare i vigneti e d’altro canto le strutture turistiche prevedono l’allestimento di parecchi appartamenti negli edifici esistenti, di sei o sette casette in legno sulla collina e inoltre di una Spa e di due piscine.

Anche il Presidente Zaia poco tempo fa ha annunciato i rischi di razionamento dell’acqua per ovviare all’incalzante e annosa siccità.

Il notevole aumento delle presenze turistiche, da lui più volte auspicato, sommerà i consumi d’acqua a quelli agricoli proprio nei mesi critici più caldi.

Ancora una volta si privilegeranno gli interessi economici dei nuovi feudatari e verranno trascurati i bisogni della popolazione residente e la tutela della sostenibilità ambientale.


Gianluigi Salvador - gianlu.cali@libero.it



venerdì 24 marzo 2023

"Il pacifismo utilitaristico è solo ipocrisia..." - Mini rassegna stampa del 23 marzo 2023



Alla Camera il match incrociato dei partiti 

Questo il titolo del pezzo de “Il Manifesto”, del 23 marzo 2023, a firma di Andrea Colombo, dedicato alla premier che comunica alla Camera, dopo il Senato, in vista del Consiglio europeo del 23 e 24 marzo.

Il giornalista osserva: “L’Ucraina è un nodo reale, il più intricato che ci sia oggi, ma è anche uno strumento da adoperare (per la contesa sulle nomine- ndr). Matteo Salvini la usa per tenere la premier sulla corda”. E questo si manifesta attraverso la simbologia dei ministri leghisti non presenti sul banco del governo.

Nell’evento però non è infondato vedere una certa insofferenza del partito di Salvini per la posizione espressa in Senato da Giorgia Meloni sull’invio di armi a Kiev.

(Già il 21 marzo al Senato il capogruppo leghista Massimiliano Romeo aveva frenato sulle armi a Kiev facendo riferimento a "rischi dalla corsa alle armi").

Al netto di questo teatrino sul vuoto, alla fine rattoppato, dei leghisti tra i banchi del governo, al momento del voto sulle risoluzioni non si è registrata nessuna sorpresa, col documento di maggioranza approvato senza problemi e quello del Terzo Polo di AZIONE+IV parzialmente sostenuto anche dal centro-destra (il documento si è votato per parti separate).

Ettore Rosati di IV: “Lei, signora Meloni, si può permettere la sua posizione netta perché c’è un pezzo di opposizione che condivide questa linea”.

Le opposizioni, come al Senato, si sono schierate in ordine sparso alla Camera. Ma con intenzioni presuntamente pungenti nelle loro accuse. Si è già citata la disponibilità di Calenda-Renzi a fare da sponda militarista. Ma anche il PD di Elly Schlein, che si è fatta notare per la sua assenza, si è buttato a giocare sulle crepe del centrodestra. Ricorda Enrico Borghi che “Meloni dice in aula che dobbiamo arrivare al 2 per cento delle spese militari sul PIL e il capogruppo della Lega Romeo dice l’opposto”.

Marianna Madia: “Tenga d’occhio i suoi alleati, noi faremo altrettanto dalla nostra parte”.

Ma è evidente che il PD su questo punto delle armi a Kiev sconta le difficoltà e l’imbarazzo della sua neosegretaria.

Commenta Andrea Colombo: “Scegliere (da parte della Schlein – ndr) di non parlare non è una gran bella figura. (La sua controfigura Madia-ndr) non spiega perché, essendo del tutto d’accordo, il PD non vota la parte della mozione di maggioranza sulla guerra, come fa invece il Terzo Polo. È un autogol e un passo falso da parte della nuova segretaria dem che di fatto ha lasciato ieri la bandiera di speaker dell’opposizione a un Conte in ottima forma”.

Ma come è possibile coprire con spiegazioni posticce una incoerenza palese, caro Colombo?

È il Fatto quotidiano che, come al solito, fa da cassa di risonanza all’intervento di Giuseppe Conte.

Titolo dell’articolo a firma di Luca De Carolis: “Conte attacca: L’Italia in guerra, la premier è una faccia di bronzo”.

Il 1° marzo 2022 il Parlamento approvò un decreto che autorizzava Draghi a inviare forniture militari all’Ucraina, ma con precisi limiti. Noi, 5 Stelle, non senza tormenti di coscienza, decidemmo di non abbandonare un Paese aggredito, nella convinzione che alle armi si affiancasse una forte iniziativa diplomatica. Ma oggi possiamo dire che quei limiti e quelle premesse sono stati traditi, prima da Draghi e adesso dal suo esecutivo, che è la brutta copia del governo Draghi”.

Conte insiste: “Ci state trascinando in guerra, per inseguire una vittoria militare sulla Russia”. Osserva De Carolis: sono parole rivolte anche al PD, che non cita.

Giorgia Meloni replica con delle domande da rivolgere a chi parla di pace “facendo propaganda sulla pelle di una popolazione sovrana”.

Quali sono le condizioni per aprire un tavolo di trattativa? Ritenete che si debbano rivedere i confini dell’Ucraina oppure no?

Condizioni non ce ne devono essere, a parte il cessate il fuoco delle parti belligeranti. È questa una convinzione dei pacifisti, almeno dei pacifisti “esigenti” (quelli del presidio in piazza dell’Esquilino), ma anche di una strana corrente di pensiero “trasversale” che si sta profilando.

Potremmo chiamarla del “pacifismo utilitaristico”.

La può esprimere, ad esempio, un convegno tenuto nei pressi di Montecitorio organizzato da “Avvocatura in missione”, che ha riunito uno schieramento trasversale – Romeo (Lega), Delrio (PD), Patuanelli (M5S), Gasparri (FI) e Alemanno - per ribadire l’esigenza di andare oltre la ricerca della soluzione armata.

Ne riferisce il quotidiano Avvenire in un articolo a firma di Alessia Guerrieri. Titolo: “Nasce il fronte trasversale che chiede una mozione per favorire la pace

L’idea è quella di una mozione parlamentare unica “che chieda al governo un’azione diplomatica forte a livello europeo, prima per il cessate il fuoco e poi per la fine definitiva della guerra, “costringendo” le parti a trattare”.

Ecco quanto Romeo “preoccupato” chiede alla premier Meloni: “approfittando di questo momento di stallo del conflitto, cerchiamo una via diplomatica per chiedere uno sforzo europeo almeno per la tregua”.

Graziano Del Rio: “Un anno fa era comprensibile inviare armi per sostenere il diritto alla resistenza. Ma ora è necessario che la grande assente – l’Europa – prenda la sua iniziativa di pace. Su questo tema deve esserci un dialogo trasversale”.

Patuanelli dei Cinque Stelle, propone gli stessi toni. “Oggi si deve lavorare per una tregua e poi fare sedere gli attori intorno a un tavolo”.  A suo parere, la fine dell’invio di armi può rappresentare l’unico elemento di discontinuità per iniziare a ragionare di pace”.

Maurizio Gasparri: “Va evitato che la Russia finisca nelle braccia della Cina. Spero si torni allo spirito di Pratica di Mare, cioè leali nel posizionamento, ma non ottusi nel ragionamento”.

Don Stefano Caprio: “Bisogna rimettere al centro l’idea di una trattativa di pace, magari utilizzando la via proposta dal Papa, con la Chiesa come mediatore”.

Gianni Alemanno, portavoce del Comitato “Fermare la guerra”: “Se l’Italia non agirà nel senso di chiedere il cessate il fuoco, offrendo la sospensione dell’invio di armi, il Comitato “Fermare la guerra” è pronto a raccogliere le firme e ad aderire al quesito referendario “ripudia la guerra”.

Il pacifismo si fa vivo con Milex che mostra la sua natura professionale e fa i suoi calcoli tecnici.

Luca Liverani intervista su Avvenire Francesco Vignarca: “Gli aiuti militari sono già costati all’Italia quasi un miliardo di euro”.

Articolo interessante per chi ricerca stime economiche da ragioniere dei conti pubblici. Ma da “persuasi”, attivisti guidati intelletto, passione e volontà concordanti, può e deve bastare la dichiarazione fornita all’inizio del 2023 dal ministro degli esteri Antonio Taviani: “L’aiuto che abbiamo dato all’Ucraina ammonta a circa 1 miliardo di euro di controvalore in armamenti

Il pacifismo esigente è raccontato, da Luca Liverani, sempre su Avvenire del 23 marzo, quando si riferisce del “presidio pacifista contro il decreto sulle armi a Kiev”.


Nota del Redattore - Inviare armi è utile solo a esasperare il conflitto  e danneggia il popolo ucraino, gettando benzina sul fuoco della guerra. Siamo contro l’escalation e per la difesa nonviolenta. L’Italia  dovrebbe ripudiare la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali, come dice l’articolo 11 della Costituzione. E papa Francesco ci ricorda che “non esistono guerre giuste”. Al presidio  del 23 marzo u.s. è stata annunciata la promozione di un referendum popolare contro l’invio di armi all’Ucraina, con una raccolta dopo Pasqua.

Alfonso Navarra  - Disarmisti Esigenti