venerdì 13 marzo 2026
Siamo nati a nostra insaputa...
giovedì 12 marzo 2026
Gerusalemme, 20 aprile 2026 - Cerimonia Commemorativa Congiunta Israeliano-Palestinese...
Nonostante il clima di forte tensione e incertezza in Asia occidentale, le organizzazioni Combatants for Peace e Parents Circle – Families Forum confermano lo svolgimento della 21ª Joint Memorial Ceremony, in programma il 20 aprile 2026 alle 20:30 (ora di Gerusalemme), 19:30 in Italia.
“La Joint Memorial Ceremony – organizzata da Combatants for Peace e dal Parents Circle Families Forum – è il più grande evento per la pace organizzato congiuntamente da israelianə e palestinesi nella storia. Offre un’opportunità unica a israelianə e palestinesi di piangere insieme e di restare unitə nel chiedere con forza la fine dell’occupazione e della violenza.
La cerimonia si svolge ogni anno alla vigilia di Yom Hazikaron (Giorno della Memoria israeliano). Nella cultura dominante israeliana, le cerimonie che più spesso vengono organizzate per onorare questa giornata tendono a rafforzare narrazioni culturali di dolore, vittimismo e mancanza di speranza. La Cerimonia commemorativa congiunta trasforma questa narrazione portando palestinesi alla commemorazione insieme a israelianə, per piangere fianco a fianco e mostrare un’altra possibile strada per il futuro.” (dal sito di Combatants for Peace).
La prima edizione della cerimonia, 21 anni fa, coinvolse circa 70 partecipanti; negli anni l’evento è cresciuto fino a riunire centinaia di persone in presenza e, grazie alla trasmissione online, centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo.
Anche in Italia sarà possibile organizzare proiezioni pubbliche della cerimonia nelle proprie comunità. I gruppi interessati possono registrare l’iniziativa compilando il modulo online: https://form.jotform.com/
mercoledì 11 marzo 2026
Le religioni sono forme pensiero utili al controllo sociale… solo l’auto-consapevolezza ecologica è vera spiritualità!
“Non esiste cosa nascosta che non sia manifesta”. (Detto Popolare)
Scriveva Bernardino del Boca: “Il messaggio divino d’amore e di fratellanza di Gesù Cristo, la filosofia del Buddha, la saggezza di Socrate, l’umiltà di Leonardo da Vinci, l’esempio dei santi, dei saggi e dei pensatori di tutte le epoche, non rappresentano la cultura. Sono come le stelle in cielo, luminose e lontane, spesso dimenticate. L’uomo dimentica di contemplare il cielo come dimentica di ascoltare la voce della saggezza”.
Il cristianesimo è nato come filosofia pacifista e “porgi l’altra guancia” ed “ama il prossimo tuo come te stesso” sono i detti principali del Vangelo di Gesù. La nonviolenza di Gandhi nasce egualmente da una profonda fede verso la considerazione che tutti siamo parte della stessa esistenza, uomini piante ed animali.
Contemporaneamente, nel rispetto dei vari elementi del creato, permane la coscienza che la terra, l’acqua, l’aria, etc. sono beni comuni che non debbono essere alienati all’uomo ed agli altri animali. Forse come non mai oggi sento che la attuazione di una proposizione ecologista profonda, disgiunta dal credo religioso, sarebbe oltremodo necessaria per garantire la continuità della civiltà umana.. per non parlare della sua sopravvivenza “bruta” (anche in considerazione dell’alienazione sempre più forte con i cicli naturali e l’avvelenamento dell’habitat).
La specie umana è in continua evoluzione e così dovremmo poter prendere coscienza che il nostro vivere si svolge in un contesto inscindibile. Di fatto è così… solo che dobbiamo capirlo e viverlo, prima a livello personale e poi a livello di comunità. Ognuno può e deve “comprendere” la necessità di riequilibrare il suo stile di vita non sentendosi però obbligato da una ideologia o da una spinta etica, la maturazione deve avvenire per auto-consapevolezza ecologica e fisiologica.
Capisco che questa condizione esistenziale richiede una maturazione individuale ed un riavvicinamento alla propria natura originale che non può essere il risultato di una “scelta” o di un “credo” … La vita al momento opportuno e con i modi che gli sono consoni condurrà l’uomo verso la sua natura originale..
Questo ritorno, questa coscienza di Sé nell’Esistenza universale, non è una esperienza particolare, non ha bisogno di nomi o di attributi, è semplice Riconoscersi in Ciò che è…
Paolo D’Arpini

I punti chiave del pensiero di Paolo D'Arpini:
Critica alle religioni/ideologie: Le ritiene strutture intellettuali o dogmatiche che separano l'uomo dalla propria essenza e dalla natura, funzionali a mantenere un ordine sociale gerarchico.
Auto-consapevolezza ecologica: È definita come la comprensione profonda di essere parte integrante dell'esistente, superando l'ego individuale (spiritualità laica).
Bioregionalismo: Il ritorno a una dimensione locale, vivendo in armonia con la "bioregione" (il territorio in cui si vive), riconoscendone l'anima e il senso di identità.
"Vivere senza dire io": Un approccio interiore che mira a spogliare l'individuo dalle costruzioni mentali dell'ego, per favorire una connessione autentica con il tutto.
In sintesi, per Paolo D'Arpini, la vera spiritualità è naturale, laica e legata alla terra, opposta a qualsiasi imposizione dogmatica o ideologica.
martedì 10 marzo 2026
ilmondotuttoattaccato
domenica 8 marzo 2026
4 aprile 2026, 77° anniversario della fondazione della NATO!
Il 6 marzo u.s. si è riunita l’assemblea plenaria del Coordinamento Nazionale No Nato per discutere del lancio del 4 aprile 2026 come giornata di mobilitazione nazionale contro le basi USA e NATO in Italia. I partecipanti hanno condiviso riflessioni e proposte rispetto alla fase attuale, caratterizzata da un più marcato allargamento della Terza guerra mondiale in cui il nostro Paese è sempre più coinvolto. La guerra infatti parte anche da qui: droni e aerei a sostegno dell’aggressione criminale di USA e sionisti contro la Repubblica Islamica dell’Iran partono da Sigonella e sono orientati dal MUOS e dalle antenne NRTF di Niscemi, munizioni e mezzi militari vengono mobilitati da Camp Darby.
In generale, c’è uno stato d’allerta su tutte le più importanti basi militari USA e NATO in Italia. Da Taranto è partito un contingente di marinai a bordo di una fregata militare “a difesa di Cipro”, quindi delle basi del Regno Unito e israeliane presenti sull’isola, e in generale il governo Meloni intende “difendere” le basi USA presenti in alcuni paesi dell’Asia Occidentale, basi che servono per l’aggressione alla Repubblica Islamica dell’Iran. Le basi USA e NATO in Italia sono l’emblema della sottomissione del nostro Paese agli imperialisti USA e allo stesso tempo lo strumento attraverso cui è possibile il coinvolgimento diretto del nostro Paese alla guerra mondiale in corso.
La mobilitazione nazionale del 4 aprile 2026, che sarà caratterizzata da iniziative locali (regionali dove possibile, oppure cittadine) di fronte alle installazioni militari USA e NATO o in luoghi simbolo del protettorato USA del nostro paese, vuole inserirsi nel percorso di mobilitazioni che dall’inizio dell’anno stanno attraversando e attraverseranno il paese: lo sciopero dei lavoratori portuali del Mediterraneo, promosso lo scorso 6 febbraio dall’USB in Italia e da un insieme di realtà sindacali di Grecia, Marocco, Paesi Baschi e Turchia; le assemblee nazionali promosse dal Coordinamento Nazionale No Nato il 31 gennaio a Milano e il 21 febbraio a Napoli; l’incontro Per realizzare un sogno comune promosso dall’area di Infoaut, che si è tenuto il 21-22 febbraio a Livorno; la giornata di mobilitazione studentesca del 5 marzo, contestualmente allo sciopero studentesco in Germania contro la coscrizione obbligatoria e le politiche di riarmo; la manifestazione nazionale a Roma del 14 marzo contro il governo Meloni e per il No sociale al referendum del 22-23 marzo; la mobilitazione a Trieste del prossimo 17 marzo, contro il progetto IMEC e il tentativo di rendere il porto di Trieste scalo militare per la NATO e i sionisti d’Israele; la mobilitazione nazionale del 28 marzo “Together” contro il governo Meloni promossa dall’area Stop Rearm Italia, appuntamento lanciato a seguito dell’assemblea “No Kings” del 24-25 gennaio scorso, per la quale il Coordinamento Nazionale No Nato costruirà uno spezzone in sinergia e combinazione con altre forze, reti, coordinamenti che vogliono condividere e portare in quella manifestazione la parola d’ordine della chiusura delle basi USA e NATO in Italia; i preparativi per la partenza della nuova Flotilla in primavera.
Ognuno di questi appuntamenti deve rafforzarsi l’un l’altro e favorire la convergenza, il coordinamento e il rafforzamento degli organismi che lottano per fermare la Terza guerra mondiale e i suoi promotori, gli imperialisti USA e NATO. La guerra mondiale coinvolge ogni giorno sempre più settori della società. Non è vero che non c’è sensibilità verso questo tema: quello che manca sono i riferimenti organizzativi che promuovono una politica unitaria di lotta e mobilitazione e raccolgano ogni persona di buona volontà e preoccupata per la situazione in cui versa il paese e il mondo. Mobilitiamoci quindi. Facciamo del 4 aprile una giornata di mobilitazione e lotta per la chiusura della basi USA e NATO in Italia. Ogni territorio con i suoi organismi definirà i propri obiettivi, alla luce delle proprie forze e necessità.
Le iniziative già fissate sono:
- Ghedi (BS), 4 aprile, mobilitazione ai cancelli dell’aeroporto militare (riunione organizzativa on line il 12.03, per info scrivere a coordinamentonazionalenonato@
- Bologna, 4 aprile, presidio presso il giardino dei Pioppi, ore 16.00, nel quartiere di Borgo Panigale, zona residenziale in cui passa il NIPS, l’oleodotto della NATO che rifornisce i principali aeroporti militari del nord Italia;
- Roma, riunione martedì 10 aprile alle ore 21.00 in via Calpurnio Fiamma 136;
- Napoli, assemblea pubblica prevista per il 20 marzo (luogo e orario da definire) per costruire il corteo regionale del 4 aprile.
Altre iniziative e mobilitazioni sono in corso di definizione. Chiediamo ad ogni organismo che vuole aderire e partecipare alla giornata di mobilitazione, anche organizzando un semplice flash mob o banchetto informativo, di scrivere e segnalare l’iniziativa a coordinamentonazionalenonato@
Nessuna base arma e soldato per le guerre di USA, sionisti e UE!
Fuori le basi USA e NATO dall’Italia, fuori l’Italia dalla NATO!
sabato 7 marzo 2026
C'è o non c'è? D'io potrebbe esserci...
" Dire «esiste» significa reificare. Dire «non esiste» significa affermare il nulla. Perciò il sapiente rifugge allo stesso modo dal dire «esiste» e «non esiste»".
Nāgāejuna,
In certe circostanze, il linguaggio logico-razionale può descrivere la verità e anche comunicarla ai relativi adepti e pure a disinteressati purché in grado di intellegere le affermazioni che si succedono. Si tratta di situazioni chiuse entro il movimento e l’ordinamento di pochi elementi, come per esempio per i concetti di ortodromia, di lossodromia, dell’accensione di un’auto, prima ruotando la chiave poi premendo un bottone, della tecnologia necessaria alla realizzazione di un raggio laser, delle regole entro le quali esiste il gioco degli scacchi. In questo genere di contesti delimitati l’attenzione degli interessati converge su una base nota e condivisa, (nella quale, tra l’altro, viene ad esistere il sentimento e il pensiero della libertà). È questa la condicio sine qua non affinché parta il razzo della comunicazione e della, attraverso questa, replicazione.
Dunque, se nei campi chiusi il dialogo, tra pari competenti o pari interessati, ha la sua ragione d’essere e trova il suo regno, in quelli aperti, il dialogo non ha potere. Anche se gli interlocutori si trovano davanti a versioni opposte delle proprie verità, il nocciolo identitario, sensibile alle emozioni, resta indenne alla dialettica intellettuale.
Il vissuto, il linguaggio e le sue accezioni, le esigenze, i timori e le pretese individuali tendono ad impedire la posa dell’attenzione su una base condivisa. Tutti hanno esperito equivoci sorprendenti nella loro imprevedibilità. Tutti seguitiamo al basimento nonostante la certezza d’essere stati chiari e inequivocabili.
Una conoscenza che non corrisponde per nulla alla discriminazione della verità: ogni campo di gioco regolamentato ha la sua, la verità è nel discorso (Foucault), ma il luminare non lo vede e così, si meraviglia del relativismo e, lancia in resta, a petto in fuori scolpisce ottusità quali “la legge è uguale per tutti”.
Se il sapere, come il giudizio, è un bisturi separatore, la conoscenza, sinonimo dell’ammissione di tutte le parti, tende ad avvenire concependo il mondo non come un insieme di elementi ma come un solo organismo del quale siamo espressioni. Una conoscenza che ridicolizza il principio di una descrizione neutra della realtà, che allude alla sacralità della natura in quanto, come ogni cosa dell’identità fisica e psichica, non è sacrificabile alla stregua di un oggetto a noi estraneo e indipendente.
E se la faccenda sembra ridicola oppure troppo seria, comunque non pertinente a noi, si può aggiungere che, per trovarla invece interessante e totalmente necessaria, è sufficiente spogliarsi dal pastrano dell’orgoglio, dai paludamenti dell’importanza personale, dalla fantomatica struttura dell’io e divenire invulnerabili, proprio come il cosmo o Dio.
Ne sì ne no. Se la coscienza avviene nel mondo, il mondo non può che esserne la matrice. A questo punto sarebbe d’ordinanza constatare che Dio siamo noi.
venerdì 6 marzo 2026
Gli ebrei iraniani contro l'aggressione d'Israele e USA...
Al di là delle martellanti e “distrazioniste” campagne mediatiche, funzionali all’obiettivo della distruzione e annichilimento dello stato iraniano, qui documento la posizione e situazione delle varie e numerose minoranze religiose, che sono garantite e protette nella Costituzione del paese. Dalla comunità ebraica, ai cristiani, ai sunniti, agli armeni, agli assiri. Tutti i rappresentanti delle varie comunità, si sono espressi in modo chiaro e netto contro l’aggressione e per soluzioni diplomatiche di tutte le problematiche.
La religione ufficiale dell’Iran è l’Islam sciita secondo la Costituzione, ma la Repubblica islamica riconosce e protegge le minoranze religiose: dall’ebraismo, ai cristiani con le varie denominazioni, ai zoroastriani, che hanno rappresentanti anche nel parlamento, gli armeni, assiri, i sunniti, oltre a comunità più piccole ma riconosciute, come il mandaeismo, il yarsanismo, il buddismo, l’induismo.
La condizione fondamentale posta, è l’essere prima cittadini iraniani con diritti e doveri, e poi ciascuno segue le proprie credenze. Come era nella Repubblica araba siriana, prima che arrivassero gli jihadisti a portare la democrazia.
I diritti costituzionali di cui godono le minoranze religiose nel paese, sono sanciti e rispettati, avendo centinaia di luoghi di culto, sinagoghe, chiese e templi, dove possono praticare liberamente i loro rituali religiosi. Secondo varie statistiche i credenti sono: gli sciiti circa il 90%, i sunniti il 6%, il resto suddiviso tra le altre fedi. Va ricordato che in Iran è sempre vissuta la comunità ebraica più numerosa di tutti i paesi arabi.
La Costituzione stabilisce che “l’intromissione sulle singole credenze è proibita”, e che “nessuno può essere molestato o arrestato semplicemente per avere una certa credenza”, se rispettoso delle leggi.
La comunità ebraica iraniana condanna l'aggressione Usa-Israele e chiede una punizione
Il leader religioso ebraico Younes Hamami Lalehzar, presidente della comunità ebraica iraniana ha emesso una forte condanna dei recenti attacchi statunitensi e israeliani sul suo Paese, definendo l’azione “… un tradimento della fiducia, chiediamo che i due regimi siano ritenuti responsabili del loro comportamento criminale. Ancora una volta, l'America criminale, in cooperazione con il regime sionista, si è ulteriormente precipitata nel fango della caduta attraverso un attacco infido e incauto. Questo atto sarà condannato da tutte le nazioni libere e riceverà certamente una risposta decisiva e di forza delle Forze armate della Repubblica islamica dell'Iran, che faranno tutto il possibile per vendicare il sangue dei martiri iraniani… Il leader della rivoluzione islamica, l’ayatollah Seyyed Ali Khamenei, è stato assassinato con un assalto militare congiunto americano e israeliano a Teheran, con i negoziati sul nucleare in corso. La scomparsa dell'ayatollah Khamanei è una grande e irreparabile perdita per la nazione iraniana, ma ho fiducia che il popolo iraniano saprà salvaguardare il suo sangue, la sua guida e il suo percorso…In questo frangente difficile sottolineiamo la necessità di preservare l'unità, l'empatia e la fermezza riunite di tutti i livelli della nazione iraniana. Certifichiamo anche la nostra costante convinzione che, secondo le tradizioni divine e gli insegnamenti delle nostre religioni, il diritto alla fine trionferà sulla falsità, e l'onore e la gloria apparterranno finalmente alle nazioni resilienti, fedeli e in cerca di verità…", ha dichiarato il rabbino.
A gennaio, Hakham Younes Hamami Lalehzar, come rappresentante della comunità ebraica iraniana, per ribadire la fratellanza e l’unità delle componenti la società iraniana, ha presenziato alla conferenza di Teheran in onore del comandante della Forza Quds Qasem Soleimani, assassinato dagli USA il 3 gennaio 2020. Tra i partecipanti alla conferenza, dove Soleimani è stato descritto come un “simbolo di resistenza, coraggio e difensore degli oppressi”, hanno partecipato rappresentanti di varie organizzazioni come Hezbollah, Hamas e Jihad islamica, insieme a delegati di paesi come l'Iraq e lo Yemen.
Parlando con i media locali, Hamami ha detto: “Dal modo in cui i nemici del martire Soleimani lo hanno assassinato, e dalle recenti azioni dei nemici contro persone, donne e bambini innocenti, si può comprendere la nobile condotta del martire Soleimani. Il coraggio di Soleimani è andato oltre i confini dell’Iran. È vero che i nemici sono riusciti ad assassinarlo, ma la nostra convinzione è che una persona non si limita a questo mondo transitorio, e il posto migliore è per coloro che cadono sulla strada di Dio. I nemici hanno ucciso Haj Qasem, ma non hanno ucciso il suo modo di pensare. Questo pensiero si è radicato in tutta la società iraniana, nella regione e tra le nazioni”.
Anche Siyamak More Sedgh politico e medico ebreo iraniano, titolare del seggio parlamentare riservato alla minoranza ebraica nel Parlamento iraniano dal 2008 al 2020, anche presidente dell'istituzione benefica ebraica Dr. Sapir Hospital and Charity Center, definito "l'ebreo numero uno" dell'Iran, spesso critico e polemico su alcune posizioni espresse dalle autorità iraniane, ha preso posizione contro l’aggressione al proprio paese invitando all’unità e alla difesa del paese prima di tutto. Sedgh è conosciuto e rispettato in Iran, per un fatto che andò anche in TV. Egli è talmente legato alle proprie radici iraniane che quando sua moglie decise di emigrare negli Stati Uniti alla fine degli anni '90, lui scelse di rimanere in Iran dichiarando che “…non poteva immaginarsi di poter vivere al di fuori della sua natia cultura iraniana”.
Nonostante l’aggressione al Paese, gli ebrei iraniani hanno comunque celebrato, con l’autorizzazione del Ministero degli Interni, la festa di Purim, che nella tradizione ebraica celebra la salvezza del popolo ebraico dalla cospirazione di sterminio del malvagio Aman. È una delle festività ebraiche più gioiose, un "carnevale ebraico", che si celebra con letture della Meghillah, costumi, feste e doni, e ricorda come il destino possa essere ribaltato. Stante la situazione è stato celebrato con costumi sobri e con discrezione, all’interno delle sinagoghe e delle case in famiglia, solo per mantenere le tradizioni e la propria cultura e radici, mentre gli altri anni veniva festeggiato per le strade.
A cura di Enrico Vigna, marzo 2026
* Questa è la prima parte di una serie di articoli che documentano la voce dei credenti delle varie minoranze religiose locali. (Parte I: Gli Ebrei)
Articolo collegato:
Di seguito ampi stralci
del fondamentale saggio di Gilad Atzmon, «Purim special - from
Esther to AIPAC». Atzmon,
israeliano di nascita dove ha combattuto militarmente per Israele, ha
scelto oggi di vivere a Londra, da europeo e non da ebreo... -
Continua:
https://bioregionalismo.blogspot.com/2026/01/ebraicita-perduta-sheol-olocausto-e.html