martedì 15 settembre 2026

Erbe spontanee funghi e bacche autunnali...

 


Percorso di riconoscimento, raccolta e cucina di  ERBE spontanee, FUNGHI e bacche d'autunno...

 

sabato 3 e domenica 4 ottobre 2026

con Alberto Bucci de La Nuova Selvaiana

Capezzano Pianore    (tra Viareggio e Camaiore LU)
 

La Farmacia Selvatica il meraviglioso mondo delle piante selvatiche, alimentari e curative

ERBE alimurgia alimentariCorso aperto a tutti, adatto anche alle famiglie
Si può partecipare alla singola giornata ma si consiglia la frequenza integrale

Sabato e domenica a pranzo, verranno servite gustose pietanze a base di ERBE spontanee e FUNGHI
 

Il corso consiste in una passeggiata durante la quale si riconosceranno le erbe selvatiche ad uso alimentare, piante officinali spontanee, funghi e bacche d'autunno.

funghi commestibili autunnoVerranno fornite informazioni sull'uso culinario e sulle proprietà erboristiche delle erbe e nozioni di etnobotanica, tradizioni alimentari, miti e leggende di alcune piante.

Gusteremo alcune preparazioni gastronomiche con le erbe e i funghi raccolti.

Nel pomeriggio del sabato e della domenica realizzeremo un erbario personale con disamina degli usi attuali e tradizionali.
 

E' consigliato abbigliamento e scarpe comode, coltellino, borsa in tela per contenere le erbe o cestino.

Verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

 

Informazioni ed iscrizioni
Gianna 349.4248355

info@1virgola618.it
www.1virgola618.it

domenica 13 settembre 2026

Raccontarsi vivendo in comunità...



Questa volta scriverò un semplice post. Ho avuto modo di accumulare visioni del mondo, impresse sulle mie guance dentro agli occhi, sono rimaste lì ad osservarmi per giorni. Come personaggi, mi chiedevano di essere visti da altri oltre che da me. Come spiriti incatenati nel mio mondo, silenti, rispettosi, erano giunti a me attraverso la mia naturale propensione al desiderio.  Attraverso loro io ho capito chi sono. Da me vengono vengono animali ed uomini e donne ed anime pacifiche tutte silenziose e rispettose ma tutte desiderose di operare prodigi. 

Mi chiedono di avere una vita. Mi chiedono di esistere. 
Ed io: +Amico tu esisti già non hai bisogno di me!
E loro -Anche tu amico mio, esisti, a prescindere dalla tua capacità di esserne consapevole… resisti alle forze del mondo esterno.
+Che cosa volete dire?
-Vogliamo dire che ognuno di noi ha un suo ruolo, il tuo è… Anche se compresso, anche se sarai messo in un luogo che non amerai, la tua natura sarà sempre quella di… (Non lo scrivo perché i miei fantasmi mi hanno detto che non c’è mai bisogno di spiegare agli altri ciò che si è! Se siamo costretti a farlo e perché non lo siamo compiutamente).
Perché non so se ve ne siete accorti ma tutt’intorno a noi c’è un’infinità di mondi e persone che premono perché il loro mondo sia il più forte, più vero del vostro. Siamo stati educati a sopraffare, ad indurre, a lottare con tenacia e determinazione per imporre … ma … per imporre cosa?

La cosa più sconvolgente è che siamo costretti a subire uno spettacolo indegno di essere visto e vissuto. Li vedi gli schieramenti di assatanati che sbraitano cose in contraddizione fra loro, che stanno in piedi solo per il loro sforzo continuo di farle stare su! Un lavoro macchinoso faticoso ed eroico di sostenere costruzioni. Quando quella costruzione è troppo assurda e chiaramente e palesemente dannosa “qualcuno o qualcosa" la fa crollare di colpo, colui o colei che la sosteneva cambia percezione e senza memoria si ritrova a sostenerne un’altra. 

Solitamente ognuno frequenta solo amici che abbiano le medesime costruzioni in mente. Insieme si aiutano ad edificare e a restaurare forme-pensiero. Si basa su questo la moda, l’economia, la politica, "financo" la religione. Puoi annusare gli schieramenti dall’odore…

Alcuni hanno un profumo delizioso di torta, altri odorano di incenso, altri ancora odorano di prodotti per la casa, alcuni odorano di chimico farmaceutico, potrei star qui un esistenza ad elencarli, ahahaha.

Tutti prima o poi si ammalano e muoiono.

Perché le convinzioni sono come un abito… descrivono una moda, magari un anima! MA NON L’ANIMA CHE LA CONTIENE.

Uhm, Bene! Ora si riparte. Non sono più invisibile, non è più il mio modo. 
Che nostalgia, giravo come il vento, mi palesavo a tratti ed ero leggero. 
Ma ne farò una ragione, sono più vecchio! Più pesante!

Inizia l’autunno maturano i frutti nascono le gemme…

Andrea Santini

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sabato 12 settembre 2026

Modelli archetipali e personalità umane...

 


Conoscenza degli uomini e del loro fare secondo una disciplina scientificamente approvata e secondo una scientisticamente radiata.


 

Come la psicologia ha nominato i caratteri delle personalità umane, qualcosa di simile è avvenuto in ambito astrologico. Come tutti gli uomini possono riconoscere la varietà di atteggiamenti nei confronti degli eventi della vita dei loro prossimi – nonché quelle degli animali a sangue caldo, in particolare domestici – così si può osservare come i vari tipi di caratteri facciano da sottofondo alle personalità.

 

In ambito psicologico si fa spesso riferimento al criterio detto Jung Type Indicator (JTI). La proposta junghiana sintetizza le personalità in quattro metatipi di base e altrettanti relativi al modo di relazionarsi alle vicende dell’esistenza. Dalla coniugazione tra natura di base (estroverso, introverso, giudicante, percettivo) e atteggiamento relazionale (sensazione, intuizione, pensiero, sentimento) emergono 16 metatipi di caratteri.

 

Riconoscere nel bailamme del comportamento di una persona il relativo profilo psicologico permette di accedere alle ragioni del suo fare, alle forme del suo mondo, alla visione del suo universo. Ciò implica l’emancipazione dalla prevaricazione del proprio giudizio, ghigliottina della conoscenza relazionale. 

 

In ambito astrologico si osserva una similitudine con quanto previsto dal JTI.

Fuoco, Acqua, Terra, Aria e sono i riferimenti dei quattro Elementi basilari, dalle quali emergono comportamenti e scelte. In ogni persona è prevalente lo spirito di uno dei quattro elementi. Spirito di facile identificazione, qui ridotto all’essenziale: a Terra corrisponde un genere concreto e pedestre, a Aria uno sognatore e instabile, a Acqua uno esplorativo e inaffidabile, a Fuoco uno determinato e prepotente. La diade degli opposti si orienterà facendo prevalere, occasione per occasione, la virtù o la vergogna in funzione di innumerevoli spinte circostanziali e morali.

 

Ogni psicologo e ogni astrologo tenderà a leggere il comportamento delle persone secondo le caratteristiche delle gerarchie delle relative tassonomie, aggiungendo via via interpretazioni sempre più puntuali. Le circostanze di educazione, aspettative, paura, stress, esaltazione e depressione per la psicologia, sono alcuni dei corpi energetici che affardellano e sospingono i comportamenti in una o altra direzione. 

 

Secondo la tassonomia astrologica, ognuno dei quattro elementi si esprime con tre sottocategorie dette Segni. All’elemento Terra fanno capo il segno del Toro, della Vergine e del Capricorno; all’Aria Gemelli, Bilancia, Acquario; all’Acqua Cancro, Scorpione, Pesci; al Fuoco Ariete, Leone, Sagittario.

Se ognuno dei quattro elementi esprime tre segni di natura corrispondente, si conta un totale di 12 segni zodiacali. 

 

Per continuare con la similitudine tra psicologia e astrologia, per quest’ultima, vanno ricordati gli Ascendenti e poi la simbologia dei Pianeti contemplati, la relazione tra questi e molto altro.

 

Per quanto cogliere la natura psicologica e astrologica di una persona sia di variabile difficoltà in funzione dello stato sentimentale ed emozionale del momento sia della persona che dell’analista e, per quanto sia tendenzialmente richiesta una dote percettivo-intuitiva, cioè di percezione energetica o capacità di ascolto delle frequenze più lunghe spesso nascoste dalla frenesia di miriadi di fibrillazioni, una volta colta la natura-matrice, le ragioni del comportamento delle persone tendono a divenire lapalissiane e prevedibili. 

 

Se gli psicologi tengono sullo sfondo della pratica terapeutica le categorie JTI e altre di loro preferenza, mentre sono alla ricerca di moventi via via più puntuali e circostanziali che, lo sanno, possono anche contraddire il carattere fondamentale che ordina e filtra la visione del mondo della persona, così fanno gli astrologi di fronte all’interpretazione di un tema natale. E così fa pure ogni componente di una relazione. Lo fa la madre, lo fa il maestro, la fidanzata e l’amico, eccetera. In pratica, genetica psicologica o astrologica che sia e relativa epigenetica emergono dal pare del presente. Non solo, l’interpretatore sa che quelle espressioni non sono unidirezionali. Esse possono rivelare il cuore della persona tanto nella declinazione virtuosa, quanto in quella abietta.

 

Gli scettici nei confronti della psicologia e/o dell’astrologia hanno tutte le ragioni per esserlo. Entrambe le discipline sono spesso presentate e trattate superficialmente se non con sarcasmo e derisione, ma sono proprio questi che aprirebbero se stessi a concezioni del mondo e del prossimo se solo uscissero dal gruppo e si chiedessero: “Come mai ho dato per verità scontata quanto mi hanno sempre detto sull’astrologia?”

      Ma come, il discorso non valeva anche per la psicologia?

      Era uno scherzo. Della psicologia ti hanno sempre parlato bene e male dell’astrologia e ci hai creduto.

Sebbene una non sia più dell’altra, entrambe rivelano in funzione di chi guarda, della capacità di coniugare le tendenze di base, fino a alle declinazioni contestuali e relazionali del presente.


 

FATA

L’elemento Fuoco, passionale, intuitivo, dominio delle situazioni, annientamento e trasformazione dei contesti. Nonché violenza e sopraffazione.

L’Acqua, sentimentale, emotivo, mutevole, trasformativo, capacità di scoperta, occulta perseveranza. Nonché disponibilità alla millantazione e alla menzogna.

L’elemento Terra allude ad un atteggiamento orientato alla stabilità e alla concretezza materiale. Nonché ad ottusa cocciutaggine e pedestre replica del conosciuto, alla rigida strutturazione del reale.

L’Aria, mentale, volubilità, cambiamento di vita, inseguimento di sogni, viaggi, comunicazione empatica. Nonché inconcludenza e inaffidabilità.


Lorenzo Merlo




venerdì 11 settembre 2026

Il mito di Demetra e Persefone...

 

Il 23 settembre, con l’equinozio di autunno, giunge il momento in cui l’uomo tende a riflettere sulla sua condizione e sul suo destino.  Ed è ovvio che sia così infatti con l’autunno vediamo che la natura inizia a perdere la sua vitalità espressiva rivestendo però i colori più belli. Insomma come è detto nel Libro dei Mutamenti questa è la stagione  in cui si comincia a dar valore alle cose che sentiamo stanno sfuggendo. 


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Il mese di settembre inoltre è quello della raccolta degli ultimi frutti, quelli più dolci e più succosi ed i più adatti a rallegrare l’inverno: l’uva, i fichi, le more ed altre bacche, le noci, le nocelle… etc.

Il vino nell’antichità era considerato bevanda sacra e nobile, infatti anche il cristianesimo l’ha assunto come simbolo divino nella comunione. Ma la preparazione del vino inizia con la raccolta dell’uva e le cerimonie orgiastiche che l’accompagnano sono sempre state occasione di giubilo e magnificenza.

 Demetra/Persefone, la grande Dea, che in primavera sale dagli inferi per portare abbondanza e messi ed in autunno ridiscende sotto terra per conservare i semi…

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Ed il vino è l’ultimo suo dono, la consolazione per gli uomini costretti a sopportare l’inverno e le tenebre… Perciò con l’inizio dell’autunno comincia anche il percorso interiore e quindi il periodo è benedetto.

Il primo culto misterico europeo di cui ci parla la storia è quello eleusino, che si rifà al viaggio di Demetra (la dea greca della fertilità- un’immagine della Grande Madre, Cerere per i Romani) in cerca di sua figlia Persefone (Proserpina per i Romani), scomparsa nel mondo sotterraneo perché rapita da Ade, il dio degli Inferi. I “misteri” conducono l’adepto nel mondo delle tenebre, delle sue tenebre personali, affinché possa – se non comprenderle – accettarle e integrarle nel sé come strumento di trasformazione, proprio come noi accettiamo il fatto che per sei mesi l’anno (Autunno-Inverno) Demetra, ossia la natura, piange la figlia che deve rimanere sotto terra, e le messi non crescono; mentre quando Persefone, per sei mesi all’anno (Primavera-Estate), si ricongiunge con la madre sulla superficie della terra, ecco che Demetra fa festa e ritorna la vita alla natura.

Il mistero del ciclo di vita e morte non è comprensibile razionalmente, ma se ne può penetrare l’essenza, riconducendola nell’ambito della sfera personale, entrando in sintonia con una percezione più profonda. Demetra – Persefone, spesso considerata una dea duale (e quindi avrebbe in un certo senso la stessa valenza) rappresenta sia la vita , nella sua veste di Demetra, che la morte, quando si cala nei panni di Persefone: perciò essa apre e chiude un ciclo. La vita, paradossalmente, origina la morte, come Persefone è figlia di Demetra, e anzi il suo alter ego. E’ quindi un tutt’uno.

Oggigiorno, come contraltare al trionfo del materialismo, si moltiplica il numero di chi cerca quelle risposte che può solo trovare dentro sé, ma il cammino non è più quello degli “aiuti” esteriori. Si tratta invece di un lavoro molto più riflessivo, un itinerario tutto interiore alla ricerca di se stessi. La conoscenza di sé porta necessariamente alla trasformazione del mondo.

Questo è il prossimo passo dell’evoluzione umana?

Paolo D’Arpini -  Rete Bioregionale Italiana 


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P.S. In concomitanza con l'equinozio d'autunno festeggiamo il compleanno di Caterina Regazzi, nata il 24 settembre del 1959...

Al sindaco di Ravenna non piacciono i pini...

 



La furia contro gli alberi a Ravenna continua: in abbattimento alberi pluridecennali sanissimi in via Cassino.

Continua la lotta agli alberi da parte di Comuni e di alcuni cittadini. Ancora siamo molto lontani dall’aver compreso sia la necessità di preservare gli alberi, che quella di non sostituirli con alberini che, se non muoiono prima, solo dopo una trentina di anni possono fornire parte dei servizi ecosistemici di un albero adulto.

Un cittadino sbigottito ci ha immediatamente contattato non appena letto che sono in abbattimento sette magnifici pini domestici lungo la via Cassino, zona Stadio a Ravenna.

Alberi bellissimi e in salute che pare non abbiano alcun problema, se non quello di trovarsi in mezzo a previsti lavori di sistemazione dei marciapiedi. Così infatti dice il provvedimento che autorizza il taglio. Pare una follia: per aggiustare un marciapiede la soluzione è abbattere tutto! E il Comune approva! Quando è noto che esistono sistemi collaudati ed economici che consentono di salvare pavimentazioni ed alberi. Alberi urbani che – lo ripetiamo- dovrebbero essere considerati alla stregua di un parametro per stabilire la classe di efficienza energetica di un immobile o di un

quartiere. E invece no, via tutto! Nessuno che rifletta sui costi sempre più salati per il

raffrescamento, e sui benefici per la salute umana che solo gli alberi adulti possono dare, con particolare riferimento alle proprietà balsamiche del pino domestico.

Tramite il consigliere Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna abbiamo richiesto un accesso atti urgente per comprendere come il Comune, pur parlando continuamente di forestazione urbana, politiche green, resilienza e altre amenità, abbia potuto autorizzare un nuovo disastro per il verde e per la nostra città.

Il gruppo di cittadini «Salviamo i pini a Lido di Savio e Ravenna



NOTA DELLA “BOTTEGA” del Barbieri

LE DUE IMMAGINI MOSTRANO GLI STESSI ALBERI.

NELLA PRIMA COME SONO DAVVERO,

NELLA SECONDA COME LI IMMAGINA IL SINDACO DI RAVENNA che, corre voce – ma per oggi non siamo in grado di confermare – da piccino rimase choccato per un film Disney.

giovedì 10 settembre 2026

Auto elettriche ed ecologia d'accatto...

 

"Auto elettrica? La continua crescita industriale e tecnologica, che sia spacciata per ecologica o meno inquinante, nasconde una fregatura di fondo..." (Paolo D'Arpini)


"Siamo sicuri che l'auto elettrica sia una soluzione, e il problema non sia invece il modello socioeconomico e faccia parte della coercizione e atomizzazione sociale del programma Smart Cities? Crediamo davvero nella "sincerità ecologista" del Green Deal UE/scandinavo e della AI di Musk e Palantir che li sottendono? 

Serve differenziare, altro che elettrico al 90%: l'inquinamento, se davvero è la prima causa di un opinabile cambiamento climatico, non viene certo dall'auto privata - casomai dalla sua produzione, specie proprio quella elettrica (più lo sfruttamento bieco di risorse non rinnovabili e di braccia affamate). Serve togliere il trasporto merci su gomma, andare al cabotaggio, alla ferrovia, all'interscambio, e di certo la mietitrebbia non la puoi fare elettrica. E considerare altre opzioni complementari. 

In Cina lo sanno e stanno provvedendo, il sistema energetico è misto e in evoluzione continua. 

E se "neutralità tecnologica" dice tutto o niente, se declinata come descritto sopra mi sta benissimo". 
 
Jure Eler


Un discorso sul quale riflettere...

Critica al modello industriale centralizzato: Negli  interventi espressi in varie occasioni  ho ripetutamente criticato  le forme di produzione energetica non sostenibili e ad alto impatto (come le centrali atomiche e i combustibili fossili), inserendole nel quadro di una società ossessionata dal profitto e dall'accumulo.

L'approccio bioregionale all'energia: Secondo il principio del bioregionalismo (nella visione della  Rete Bioregionale Italiana), ogni comunità locale dovrebbe tendere all'autosufficienza e al soddisfacimento dei propri bisogni — inclusi quelli energetici e alimentari — sfruttando unicamente le risorse rinnovabili e native del proprio territorio geografico e biologico, senza depredare l'ambiente.
 
Decrescita e riduzione dei consumi:  La vera "energia alternativa" parte dal cambiamento degli stili di vita individuali. Più che concentrarsi sulla produzione di nuova energia, dovremmo sostenere la necessità di abbattere i consumi superflui e l'inquinamento domestico, ripensando radicalmente le nostre abitudini quotidiane.

Paolo D'Arpini 




Articolo collegato: 

Autonomia energetica bioregionale:   https://www.lteconomy.it/bloglte/profilegrid_blogs/autonomia-energetica-bioregionale/


martedì 8 settembre 2026

11-12-13 settembre 2026: pazze e pazzi per la Piana fiorentina...

 


Marcia per invertire la rotta e riprenderci il territorioAd un anno dalla firma di quel Patto che affermava l’importanza di un progetto per la creazione di un Parco Agricolo della Piana Fiorentina, un atto decisivo e condiviso da 40 Associazioni.

Noi che abbiamo seguito passo dopo passo l’evolversi di questo importante progetto al fine di far vivere e rivivere il territorio.

Noi che crediamo fermamente alle necessità di vita per l’intera popolazione di questo territorio.

Noi che crediamo che un sorriso, un abbraccio o una stretta di mano siano valori importanti.

Noi che crediamo che il cibo prodotto dai nostri agricoltori sia un valore necessario da consolidare.

Noi che amiamo i verdi prati, gli alberi, il silenzio della campagna, noi che non vogliamo altro cemento e il rombo degli aerei sulle nostre teste nei luoghi della quotidianità.

Noi che crediamo che il territorio sia un bene prezioso che abbiamo avuto solo in prestito e che vogliamo salvaguardare anche negli angoli più nascosti.

Noi che crediamo in tutti questi valori abbiamo deciso di partire, passo dopo passo, con lentezza e decisione camminando per la Piana, portando la nostra conoscenza con amore e onestà.

Una marcia per incontrare le persone, per parlarci, per abbracciarle e per scoprire gli angoli più belli e nascosti.

Perché la nostra volontà è riprenderci il nostro territorio, che appartiene a coloro che ci vivono.

Un atto che non è solo  di protesta, ma anche di proposta.

Per questo facciamo appello a tutti, associazioni e singoli cittadini di unirsi a noi camminando assieme, anche solo idealmente.

Per questi motivi Vi chiediamo di condividere e partecipare a questa Marcia e a tutte le iniziative che seguiranno.

La marcia si svolgerà nei giorni 11-12 e 13 settembre 2026 seguendo un percorso ad anello.

Per segnalarci la vostra adesione, anche solo per un tratto o un giorno del percorso, vi preghiamo di  contattare il 379.1244626

Contiamo sulla vostra partecipazione.

I promotori

CIRCOLI LEGAMBIENTE DELLA PIANA
VAS – VITA AMBIENTE SALUTE
ITALIA NOSTRA

PRESIDIO NO AEROPORTO
GIARDINO DEI FENICOTTERI PIANA DI LECORE




Fonte notizia: Daniele Barbieri