martedì 30 novembre 2021

Memoria bioregionale del nostro "cuor contento"...

 


...fa freddo, è arrivato all'improvviso,  e l'ho visto mentre arrivava dal mare che cambiava colore, stavo pensando di fare il bagno invece all'improvviso la temperatura si è abbassata di parecchio. Le montagne si vedono innevate in lontananza, le foglie secche volano in giardino trasportate dal vento freddo, anche se in ritardo ieri ho finito di trapiantare le piantine nella nuova aiuola che avevo preparato nei giorni precedenti.

... ho appena letto che avere la testa fra le nuvole è comodissimo, permette di incontrare solo gente che sa volare.

Il doppio di sei è... siamo: le condivisioni danno un senso pure alla mia solitudine affettiva e sentimentale.

Sono stanco di tutte queste cose che si leggono sulla permacultura orti sinergici terra cruda yoga spiritualità mi sembra che tutti fanno le stesse cose e non ho piu voglia di fare niente che stare bene con me stesso, mi sembra che si faccia tutto per dimostrarlo agli altri in questi tempi di social anche io spesso cado nella trappola e tutti dimentichiamo la cosa fondamentale che è stare bene con noi stessi.

Durante l'estate solo in alcuni attimi ho vissuto questo stato di benessere assieme con altre persone che avevano il semplice piacere dello stare assieme solo per stare assieme senza la mente rivolta ad attivita del fare qualcosa.

Il periodo più bello è stato appunto la prima settimana a Gaia a Calanna, dove non c'era niente da fare oltre la libertà assoluta di parlare scambiare partecipare...

Un non fare che scalda l'anima e la nutre, sempre bisognerebbe curare più le relazioni che la materia però in alcuni casi bisogna trovare il giusto equilibrio. Sono super felice!


E mi si sto liberando!

A Gaia mi sono sentito privilegiato per tutti i doni ricevuti anche sociali di una appartenenza particolare a un gruppo per certi versi pure lontano da me che non avevo bambini con me. 

Bello e anche illusorio, bello in quel momento anche se le dinamiche che ci sono in quel luogo sono confuse non stabili, hanno funzionato perché eravamo tutti come in vacanza, pensando solo a cosa cucinare di buono coi bambini che giocavano tutto il giorno felici e i genitori liberi, un po' diverso dal rainbow, a tratti anche simile, con più comodità. Quella di Gaia resta un'esperienza unica per quel momento. un privilegio appunto, senza pensieri, con i bambini che si tenevano da soli, asini e cani compresi, un sacco di cibo buono, circondati da una natura fantastica...

Ferdinando Renzetti



lunedì 29 novembre 2021

PFAS, covid, vaccini... di tutta l'erba un fascio

 


Per i Pfas gli studi sono in collaborazione con la Northeastern University di Boston, la Michigan State University e le organizzazioni partner della comunità, il Silent Spring Institute. La Rutgers University sta studiando bambini e adulti che sono stati esposti a PFAS attraverso l’acqua potabile a Paulsboro e West Deptford nella contea di Gloucester, nel New Jersey. Oltre alla contea di Gloucester, lo studio esaminerà anche gli effetti sulla salute nella contea di Montgomery. L’Università dell’Arizona sta conducendo uno studio simile. Il professor  Philippe Grandjean  presso l’Università della Danimarca meridionale e l’Università di Harvard si è dichiarato “completamente shockato” dopo aver rilevato che i bambini esposti ai Pfas avevano una riduzione significativa degli anticorpi dei vaccini. Il rischio maggiore viene dai Pfas a catena corta: il C6O4. Clicca qui


Sulla base dei sempre più allarmati studi epidemiologici, l’Agenzia per la protezione dell’ambiente degli Stati Uniti (EPA) chiede di abbassare drasticamente i limiti di queste sostanze cancerogene e anti vaccini Covid,  attualmente fissati in 70 parti per trilione (ppt). L’Environmental Working Group chiede di andare molto al di sotto di 1-ppt. Meglio rifarsi a parti per quadrilione (ppq) piuttosto che a parti per trilione a parti per quadrilione (ppq: per il PFOA la dose di riferimento si traduce in 0,006-ppt. Meglio LIMITI ZERO come da noi sostenuto (e impegno  non mantenuto dall’ex ministro Costa). Clicca qui.

Rete Ambientalista



domenica 28 novembre 2021

L'energia da pulita a sporca. Dalla mitologia alla "riconversione ecologica"

 


Nella mitologia indiana è detto che un tempo le montagne potevano volare, erano dotate di ali e svolazzavano qui e lì sulla terra. Ma il Creatore avendo ricevuto le lamentele di vari esseri viventi che si vedevano continuamente schiacciati dalla massa di monti e monticelli, dispose che alle montagne cadessero le ali e da allora  esse non poterono più sollevarsi. Solo una montagna si salvò dall’ordinamento del Creatore, si tratta di una cima della catena  Vindhia che si inabissò nel mare e lì rimase ferma ed immobile nascosta, senza farsi notare da alcuno, finché non venne il tempo in cui il Dio Scimmia, Hanuman,  stava sorvolando l’oceano diretto a Sri Lanka alla ricerca di Sita, la sposa di Rama che era stata rapita dal demone Ravana,  ed allora la montagna emerse dagli abissi per offrire un appoggio ad Hanuman. Hanuman toccò la cima del monte, in segno di riconoscenza, ma non si fermò perché lo scopo del suo viaggio era troppo importante ed urgente… Comunque da allora le montagne si dice che siano state benedette dal Dio del Vento, di cui Hanuman era l’incarnazione sulla terra. E così esse sono sempre ventilate….

Ma ora vediamo che le conseguenze di questa benedizione viene utilizzata da foschi speculatori che riempiono i sacri monti di pale eoliche per rubare il vento e produrre energia che servirà a creare rumori molesti, luci artificiali  offuscanti le stelle, movimenti di macchinari inquinanti, etc.  Che tutto ciò  sia dovuto alla vendetta di Ravana, il demone della ricchezza rubata, che vuole rifarsi per l’omaggio rivolto al  Dio del Vento da parte delle montagne...?

Infatti oggi assistiamo al destino crudele dei nostri monti aggrediti dai piloni selvaggi dell’eolico pesante…. 

Continuando così lo scempio ci ritroveremo con quasi tutte le montagne massacrate dalle eoliche, come stiamo assistendo ai campi (prima coltivati o utilizzati a pascolo) ricoperti dal fotovoltaico a terra, senza contare il paventato ritorno delle centrali nucleari  che alcuni politici nostrani, sostenitori del "governissimo" del banchiere Draghi, vorrebbero rimettere  in attività, senza contare  che  l'Italia è già costretta a sotterrare  le scorie  radioattive dei  paesi UE  nuclearisti, oltre a quelle sotterrate abusivamente da mafiosi e camorristi (che in tutti e tre questi affari energetici ci guadagnano).

Le centrali idroelettriche, invece, le uniche fonti pulite di energia, sono o abbandonate o vendute dall’Enel a società straniere da cui poi noi ricompriamo  l’energia a caro prezzo. Un inciso, sino al dopoguerra la totalità della produzione elettrica in Italia era originata dalle centrali idroelettriche, ed era sufficiente al bisogno nazionale, poi sopraggiunse il consumismo, l'allevamento industriale, i macchinari domestici, ecc. ed il fabbisogno energetico salì alle stelle. Oggi è arrivato alle galassie.

Ma nessun politico, né tantomeno il ministro della "riconversione ecologica" del summenzionato "governissimo",  si interessa di queste cose. La riconversione ecologica viaggia sull'etere non sulla terra.  In realtà  l’Italia  sta già producendo molta più energia di quella che ci  serve! Chi ci guadagna? Le società energetiche, di certo, non noi poveri  cittadini che vediamo soltanto peggiorare la nostra qualità della vita. In molte piccole comunità, poi, l’eolico selvaggio o il fotovoltaico a terra stanno precludendo ogni possibilità di sviluppo turistico ed agricolo basato sulle peculiarità del posto, per cui ci si può immaginare il destino di quelli che ci abitano e lo sviluppo che vi sarà promosso (cemento e inquinamento, ecc.). Senza contare il rischio di ritorno di centrali nucleari sull’uscio di casa.

Soluzione? Diminuzione del consumo in tutti i sensi, sia energetico che delle risorse collegate alla produzione energetica, ma anche delle risorse per la produzione dei beni di consumo, spesso inutili, che comportano un costante spreco energetico. Con ciò non si vuole negare il diritto di avere la lampadina dentro casa e tornare alle candele (che tra l'altro nella fase attuale sarebbero addirittura più inquinanti) ma di considerare con maggiore discriminazione l'uso di elettricità realmente necessario alla nostra vita. Forse potremmo scoprire  che il bisogno reale è di molto inferiore all'attuale consumo. 

Ma questo è un discorso che richiederebbe non un semplice articoletto come questo ma una presa di coscienza collettiva sul consumismo, sull'inquinamento planetario e sullo sfruttamento del mondo animale e vegetale.  

Paolo D'Arpini


bioregionalismo.treia@gmail.com





sabato 27 novembre 2021

Il silenzio degli ignavi mentre la democrazia diventa dittatura



In Italia la parola dittatura è scappata non solo dal dizionario ma anche dai libri di storia. E si è diffusa come un virus nei più diversi ambienti della nostra società.

Viene chiamata 𝗱𝗶𝘁𝘁𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮 𝘀𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝗮 quando, per fare gli interessi di alcune multinazionali, si nascondono le cure e si ingigantisce la paura di una epidemia per terrorizzare una popolazione e poi forzarla a dei vaccini (pericolosi e non sperimentati).

Viene chiamata 𝗱𝗶𝘁𝘁𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 quando per favorire le stesse multinazionali si violano uno dopo l'altro i valori della nostra Costituzione, compiendo discriminazioni nei confronti di crescenti categorie di cittadini.

Viene chiamata 𝗱𝗶𝘁𝘁𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮𝗹 𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲𝗰𝘁 quando si forma un pensiero unico subdolo e totalitario che impedisce e nasconde ogni naturale esercizio della critica.

Viene chiamata 𝗱𝗶𝘁𝘁𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗮𝗺𝗯𝗶𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲 quando ci si rende conto che l'intera economia e le principali sfere di decisioni politiche sono esercitate da persone che non hanno alcun rispetto per i diritti della natura. Anche quando le stesse parlano falsamente e ipocritamente di Transizione Ecologica.

Viene chiamata 𝗱𝗶𝘁𝘁𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗺𝗲𝗱𝗶𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮 quando ci si rende conto della quasi totale funzione manipolativa e non informativa di Tv e giornali, quasi sempre di proprietà di alcune multinazionali.

Viene chiamata 𝗱𝗶𝘁𝘁𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗗𝗲𝗲𝗽 𝗦𝘁𝗮𝘁𝗲 quando ci si rende conto che si ha a che fare sempre con lo stesso ristretto gruppo di proprietari di multinazionali che tra loro si scambiano le quote di tutte le principali aziende petrolifere, del nucleare, delle armi, dei farmaci, dell'agro-alimentare, del web e dei social, della finanza e dell'informazione.

Infine viene chiamata 𝗗𝗶𝘁𝘁𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗦𝘁𝘂𝗽𝗶𝗱𝗮𝗴𝗴𝗶𝗻𝗲 quando si vede che tante persone normali, che non sono tra l'altro neanche mercenari di queste multinazionali sono incapaci di scorgere l'inganno generale e continuano a pensare di essere democratici e di stare in una democrazia liberale, fornendo così l'alibi ai burattinai delle multinazionali, intellettuali e giornalisti corrotti e politici degenerati.

Sarebbe davvero bello riportare la parola dittatura nei dizionari e nei libri di storia ma perché questo avvenga occorre innanzitutto che parecchi si liberino della dittatura della stupidaggine.

Per essere davvero liberi dalla dittatura della Stupidaggine, si dovrebbe anche intanto sconfiggere la dittatura mediatica, sconfitta la quale diventano evidenti e sono portate alla luce del sole. le dittature ambientali economiche e politiche, infiltratesi anche nelle ideologie del politicamente corretto.

Tutto questo potrebbe un giorno portare alla sconfitta della dittatura del Deep State occidentale, un potere transnazionale che ha esteso il suo dominio sul pianeta attraverso la globalizzazione del dominio scientista, tecnocratico e finanziario.

E non si dovrebbe dimenticare che di ogni cosa esiste il chi, il quando. il come e il dove.
Occorre allora, per ristabilire verità e giustizia, essere capaci di individuare gli autori dei misfatti, sfuggire agli schemi e alle teorizzazioni astratte e rintracciare sia le cause reali che i responsabili diretti e indiretti di ogni delitto.

Ed è per aiutare a fare questo, che quando gli esseri umani sono vittime della truffa e dell'inganno, le parole con coraggio escono dai dizionari e dai libri di storia per portare nuova coscienza sulla realtà e permettere di individuare gli errori ed i delitti.

Infine è per non permettere che questo avvenga, che alle parole viene inflitta la pena del lockdown tramite la trappola delle ideologie del politicamente corretto.

Per far ciò si impone quindi alle parole di restare chiuse nei dizionari e non turbare la confortante illusione della vita agiata di una Falsa Democrazia e di Una Falsa Coscienza.

Di una Falsa Informazione e di una Falsa Politica, di una Falsa Transizione Ecologica come di una Falsa Economia.

Cosa però impossibile da fare veramente. Perché, anche se vaccinate più di una volta, le parole una volta pronunciate dai dizionari e dai libri di storia sfuggono alla censura e si diffondono per l'aria e mutano, come un virus ma meglio di un virus, in 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝘁𝗮̀.


Maurizio Di Gregorio

Treia. Maurizio Di Gregorio al centro (prima del covid)

venerdì 26 novembre 2021

"Uso terapeutico dell’Energia Orgonica" a cura di Francesco D'Ingiullo



Buongiorno, completiamo il ciclo di incontri con una proposta in presenza in provincia di Chieti, mia città natale, di domande e risposte sull'uso terapeutico dell'energia orgonica. Di seguito tutte le informazioni.

E aggiungo la mia disponibilità a fare incontri in altri luoghi per parlare di:
- scoperta dell'energia orgonica da parte di Wilhelm Reich;
- invenzione e successivi sviluppi dei dispositivi orgonici nonché l'adattamento che è stato necessario per lavorare sui canali energetici della MTC (accumulatore, coperta, cinturone, dorbuster)
- integrazione della medicina orgonica e della Medicina Tradizionale Cinese
- il lavoro psico-corporeo con i dispositivi orgonici;
- sperimentazione di una regolazione energetica con gli stessi dispositivi.

L’uso terapeutico dell’Energia Orgonica - Domande e risposte 12 dicembre 2021, h 17, Francavilla (Ch)

L’incontro è gratuito.
Prenotazione obbligatoria mandando un messaggio al:
+39 329 80 64 297 oppure compilando il seguente formulario
https://forms.gle/zv82aeCQ2smZvnaC8

Francesco D'Ingiullo














P.S. Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti: figliodelnibbio@gmail.com
Di seguito le informazioni della culminazione di questa serie di incontri di cui due sono stati online e visualizzabili ai link indicati. Link alla prima conferenza: https://youtu.be/oem9SY_IZdc
Link alla seconda conferenza: https://youtu.be/ckzGZ4UqPvI

giovedì 25 novembre 2021

Agroecologia bioregionale. Utimo avviso di Giuseppe Altieri

 


E' necessario finanziare la riconversione all'Agricoltura Biologica  Bioregionale e il passaggio  ulteriore   all'Agroecologia e non chi usa pesticidi e  allevamenti industriali. 

L'obiettivo del 25% in biologico è semplicemente ridicolo e nel 2022 non si può più sostenere il reddito di chi inquina con pesticidi e allevamenti industriali, mentre si spendono altrettanti soldi "Agroclimatico-ambientali" per cercar di ripararne i danni... e 7 volte tanto in spesa sanitaria per patologie cronico-degenerative derivate e dissesto idrogeologico. Per non parlar della perdita di biodiversità e fertilità (umana e dei terreni, strettamente collegate) e del caos climatico conseguente. 
Se qualcuno vuoi continuare a inquinare non può aver diritto al sostegno del reddito, per incompatibilità costituzionale, prevalendo la tutela della salute e dell'ambiente sull'attività economica. Covid 19 docet ...o no?

No alle Politiche Agro-ambientali Schizofreniche. L'obiettivo del 25% in biologico è semplicemente ridicolo in Italia dove già il 20% dell'agricoltura è biologica e su almeno il 45% dei territori (montani e alto collinari) l'uso di pesticidi è irrisorio.

Occorre riconvertire tutta l'agricoltura industriale al biologico, integrando il sostegno al reddito con quelli del secondo pilastro PAC (Sviluppo Rurale), che paga misure agro-climatico-ambientali, per l'agricoltura biologica e per il benessere animale, assistenza e innovazione, conservazione della Biodiversità, ecc. Dando priorità ai giovani agricoltori e al recupero agroecologico delle terre abbandonate, se vogliamo ottenere risultati agro-climatico-ambientali apprezzabili e tutelare la salute ambientale e dei consumatori che non vogliono assumere pesticidi, medicinali e ogm, proteggendo il territorio dal dissesto idrogeologico.

In primis, condizionando il pagamento diretto agli agricoltori (sostegno al reddito) alla riconversione biologica delle produzioni. Non è più possibile sostenere l'inquinamento agro-zootecnico finanziando aziende a capo di bestiame o ad ettaro coltivato e poi spendere miliardi di € in pagamenti agroambientali per ridurre, marginalmente e in forma volontaria da parte degli agricoltori, i problemi creati proprio sostenendo allevamenti industriali e uso di pesticidi, in sostanza spendendo male e in modo incostituzionale i soldi delle nostre tasse.


Molto meglio è sostenere il reddito e far guadagnare di più agricoltori e allevatori biologici, finanziandone le tecniche agroecologiche più costose, attraverso i pagamenti dei mancati ricavi e maggiori costi, più un 30% per le azioni collettive di riconversione biologica territoriale, così come previsto dalle norme Europee conquistate nel 1992. Cui si sommano i pagamenti agroclimatico ambientali per impegni aggiuntivi "Agroecologici" a beneficio sociale e per il Benessere animale.

In un mercato che premia il made in Italy Biologico e l'Agroecologia.
E se qualcuno vuoi continuare a inquinare non può aver diritto al sostegno del reddito, per incompatibilità costituzionale, prevalendo la tutela della salute e dell'ambiente sull'attività economica. 

Covid 19 docet, ...o no?

Ora o mai più… il tempo è scaduto da almeno 30 anni… dall'inizio delle politica agroambientale europea, purtroppo sino ad oggi utilizzata per sostenere lo status quo, attraverso una pseudo-agricoltura integrata, a base di pesticidi chimici (che dovevano rappresentare l'eccezione) e uno pseudo-benessere animale, riservato per lo più alle aziende zootecniche industriali, senza nemmeno gli obblighi alimentari biologici e liberi da ogm, per gli animali. Con produzione di maree di liquami che hanno massacrato la Padania e non solo... emettendo Metano, Ossidi di Azoto, Ammoniaca, Nitrati, CO2, ecc... devastanti per il clima e l'ambiente. 

La tradizione Italica e Mediterranea naviga in acque tempestose, ma in ogni caso alla fine dell'Odissea si salverà… 
non è meglio far rotta diretta su Itaca?

Prima che gli interessi "stranieri" (e di chi stampa il denaro) abbattano l'ultima Bufala… per fare la Bufala di mozzarella con il latte in polvere cinese... Forse è meglio nutrirle del proprio territorio e non a mangimi ogm, certificando le mozzarelle biologiche. 

Per recuperare i sensi perduti della Vita: questo chiedono i cittadini europei.

Giuseppe Altieri, Agroecologo - Premio Internazionale Padre Pio alla Carriera




mercoledì 24 novembre 2021

Appello cristiano contro il "totalitarismo"

 


Il precipitare degli eventi verso le più estreme conseguenze del  totalitarismo sanitario, anticamera di quello ecologista che sta per arrivare, sta creando una situazione sociale, in Italia ma anche all’estero, sempre più confusa, conflittuale, pericolosa, e anche violentemente repressiva.

 

Il lato positivo risiede nel fatto che un numero sempre crescente di persone ha capito o sta iniziando a capire, anche perché messo davanti ai drammatici esiti del vaccinismo di massa. E tra poco saremo tutti anche messi dinanzi agli esiti della cosiddetta “transizione ecologica” che ci attende, di cui già si intravedono i prodromi nell’aumento dei prezzi dei beni vitali e nell’inizio di penuria di materie prime.

 

Alla luce anche del tradimento sempre più palese di tutte le forze politiche, si organizzano, in Italia e all’Estero, grandi manifestazioni di popolo, resistenze nelle piazze, e nascono nuovi movimenti politici. Ma la confusione, sia organizzativa che operativa regna sovrana. Ed è facile cadere in trappole o in errore, specie per i cattolici.

 

Per questo abbiamo ritenuto opportuno, come Confederazione dei Triarii, offrire un documento pubblico... ContinuaIo ci sono appello antiglobalista - Confederazione Triarii



Massimo Viglionepresidente della Confederazione dei Triarii




martedì 23 novembre 2021

Il Grande Ovest che ci attende...

 


Se dobbiamo alla Rivoluzione francese l’avventura degli stati-nazione, ora assistiamo alla loro irrimediabile agonia. Dovremo all’epoca del Grande Ovest il tentativo di riforma del mondo. Se prima ci si era mossi motivati da energie culturali, ora si tratta di moventi economici e di controllo. Se prima l’individuo era attore primario della democrazia, ora è agente superfluo e sostituibile. Se prima l’umanesimo permeava il fare, ora è la tecnologia a dirci la via. Con il beneplacito di chi ancora crede in questo genere di progresso.

L’esigenza di riduzione della spesa pubblica ha assunto nel tempo la medesima forza che ha l’acqua alla gola. In quel tipo di situazione ci è imposto afferrare qualunque cosa galleggi pur di non annegare. Lo fa l’individuo e lo fa lo Stato. Così, sotto il capestro di una spesa pubblica via via più insostenibile a fronte di una resa di servizi intellettuali e materiali, di una inefficiente burocrazia pachidermica albergata in strutture fatiscenti, lo stato si è trovato obbligato ad afferrare la mano che gli veniva tesa. Era un buon affare. Avrebbe potuto recuperare la sua identità, sebbene falsificata e controllata, ma incredibilmente ancora credibile, agli occhi della maggioranza, opportunamente istruita dai media collusi e obbligatoriamente interessati a stare a galla per la medesima acqua alla gola. Un epilogo ineludibile dopo essersi venduti, dopo essersi preoccupati della nostra sensibilità per mostrare innocui video preceduti da offensiva, invadente, vergognosa pubblicità dei loro padroni. Così pure per i suoi funzionari e i suoi politici. Burocrati con la potenza di deviare il corso della politica e politici deviati dagli interessi di una miopia tanto inutile al sociale quanto indispensabile per stare a galla.

La mano tesa ce la porge il Big West. Un’entità latente, fondata sull’individualismo indelimitato e indelimitabile, che all’uopo si aggrega per interesse comune. La deriva economico-finanziaria della cultura occidentale, quella che avrebbe dovuto far piovere ricchezza fino alle lande estreme dei poveracci, ha spianato la strada a persone geniali che hanno saputo navigare tra le bonacce e le burrasche mai sotto il controllo della cosiddetta democrazia e delle sue leggi.

Società private, seconda generazione steroidizzata delle multinazionali, ora più forti di molti stati del mondo. Ora capaci di controllarne la politica. Sembra una boutade ma non lo è. Se il solo piano di riferimento è quello economico, se ora possono distribuire ricchezza, seppur in forma individualizzata e non sociale, tenere per il naso tutti quelli che vogliono la Ferrari in giardino non è difficile. Come potrebbe. Hanno più potenza dei Pil, destinata a crescere. Hanno la comunicazione, ponti sui quali fanno passare – leggi esistere – ciò che vogliono, magli ai quali solo una minoranza occasionalmente resiste. Disponiamo di schiere di idonei a dimostrarlo. Moltitudini in permanente libidine pur di avere qualcosa in più per sottrarsi alla miseria di un solo televisore, di una sola auto.

Ci si trova così davanti a parlamenti genuflessi, a governi piovuti dal cielo stellato in campo azzurro, a elezioni tendenti al facoltativo, a presidenti intra partes, a politiche economiche polarizzate, a politiche interne piuttosto energumene, a politiche estere allineate e coperte, a un’informazione da dimenticare... per non disperarsi, per non cadere nell’ossessiva, ridondante domanda che ognuno pone a se stesso: “Come hanno potuto? Come hanno potuto?”.

Come hanno potuto affermare con sicumera che il vaccino era sicuro salvo poi, obbligati dagli effetti collaterali e dalle morti, le poche che sono stati costretti ad ammettere, sostenere con altrettanta sicumera che “è logico, ogni farmaco ha le sue controindicazioni, anche l’aspirina”. Come è possibile che le autorità si siano ben guardate dall’intervenire a favore di libertà di parola censurate con risibili motivazioni dai governatori delle piattaforme, anche nei confronti di articoli o video innocui? Come hanno potuto sostenere la vigile attesa (della terapia intensiva) quando ci sono stati medici del mondo e anche nostri che affermavano, anzi, dimostravano, l’elevatissima percentuale di successo a mezzo dell’impiego di certi farmaci o altro di equipollente? Come possono vaccinare bambini, il cui rischio di malattia ha una percentuale zero con diversi altri zero dopo la virgola, per proteggere anziani vaccinati. Come hanno potuto mentire sul numero dei decessi da Covid? E come possono farlo sulla durata della pseudo immunità fornita dal protovaccino? Come possono obbligare le persone a vaccinarsi nonostante Ippocrate, la libertà di cure, la Costituzione? E come possono farlo per ragioni che sanitarie non sono? Come possono determinare la durata della tessera verde (perché chiamarla verde se non per imbambolare i più sprovveduti? Ma quanti si stima siano?) in modo contraddittorio con la presunta durata, comunque assai inferiore, dell’immunità da vaccino? Come chiamare “casi” chiunque sia positivo al tampone, su cui il suo stesso autore ha affermato non essere idoneo alla stima del contagio? Come possono gli uomini della democrazia, i nostri uomini, tradirci così tanto? Sanno che non reagiremo? Sanno di avere armi seduco-convincenti a prova di critica polistrumentale della gestione della falsa pandemia? Quanto siamo lontani dall’essere altezza della situazione? Quanto stiamo andando a finire nella tramoggia dalla quale usciremo ubbidienti pronti alla terza, quarta, quinta dose di vaccino e di qualunque altro serva per essere buoni cittadini, per lavorare, per non diventare d’emblée criminali? Quanto presto e quanto è vero che resteremo sotto i cingoli del carro che avanza sotto il vessillo del Grande Ovest?

Domanda idiota chiedersi come hanno potuto, purché invece dei puntini in forma di diversivi, si riconosca il disegno che, nel loro insieme, rappresentano. Hanno potuto perché hanno un progetto. Consideravano quanto accadeva solo per tenerne il governo. Landini abbracciato a Draghi, oltre che un dolore, ne è un buon emblema.

Ma la longa manus appartiene a gente perbene, intelligente, che ha studiato e sta lavorando per noi, anzi, di più, per il pianeta, con le sue menzogne in forma di sostenibilità, economia circolare, impatto zero e con le segrete politiche energetico-nucleari e sfacciate implementazioni di armi. Proprio questa intellighentzia, alla faccia di quanto hanno sostenuto le sprovvedute avanguardie della controcultura, ha avuto piena consapevolezza che la crescita infinita era filosofia buona per i babbei, che le risorse primarie si esauriranno, che l’inquinamento crescente era un problema per la terra, l’aria, l’acqua e l’uomo, che siamo troppi e in quantità sufficiente per impedire qualunque soluzione ai problemi che abbiamo generato. Problemi, il cui riflesso sociale è in attesa della scintilla giusta per coagularlo in un’esplosione. Meglio agire in fretta per prevenirlo.

Se le ordinarie politiche in mano alle democrazie non erano riuscite a produrre il necessario alla dimensione delle questioni improcrastinabili – esiziali anche singolarmente prese – giocoforza, la modalità del colpo di manus si ergeva sopra le altre. Quale altra azione concedeva di essere efficace per agire otto miliardi di persone, in particolare quelli più produttivi e collegati? Gli altri, erano da considerare carnea zavorra sacrificabile senza rischio di ritorsione.

A mezzo della pseudopandemia e dello pseudoambientalismo, cucinati con il megafono del terrore e della responsabilizzazione, non è stato difficile creare discordia sociale tra parigrado, ottenere ubbidienza dalla maggioranza, distrarre dalle questioni più importanti. In sostanza, diversivi affinché il passaggio di consegna dal capitalismo storico a quello ordoliberista, dalle politiche sovraniste prima maniera a quelle denazionalizzate, con tutto ciò che comporta per ogni singola persona dall’infanzia in là, restassero quanto più possibile sottotraccia, in attesa del momento giusto per l’agguato.

L’attenzione alla questione di demolizione della stabilità implicita nelle identità sessuali, famigliari, comunitarie, con l’immigrazione incondizionata tornava utile allo scopo. In particolare, a mezzo della seconda, si favorivano strategie per ridurre il costo del lavoro e il sentimento di comunità tanto locale, quanto nazionale. Ma anche impoverimento imposto da leggi (più tasse, più costi, meno diritti), lavoro precarizzato, disoccupazione retribuita da redditi di bromurizzazione.

Nel copione del grande spettacolo di cui non ci avvediamo, scambiandolo così per realtà, la digitalizzazione maniacale, a tappeto, per riduzione del costo del lavoro e capillarizzazione della sorveglianza, la velocità della rete, le nanotecnologie, i test sociali del vaccino e della tessera verde, partecipavano attivamente alla realizzazione del transito. Come in ogni crisi, sarebbe servita la manus ferma. Ed ecco gli idranti sui rosari. Ecco, da prevedere, una polizia sanitaria, una finanza autorizzata ad ispezionare ogni hard disk, una forestale pronta ad ammendare per una plastica dal finestrino.

Queste politiche, destinate a tenere a galla il barcone e i suoi Schettini, azzerano il valore della società civile, promuovono l’unilinguislimo – un espediente non secondario per enclavizzare i meno giovani i meno civilizzati – l’efficientismo e il presidenzialismo

La democrazia è una dimensione storica superata. Il Grande Ovest la sta sostituendo costi quel che costi, eventualmente anche miliardi di euro, no, anzi, di uomini.

Lorenzo Merlo 



lunedì 22 novembre 2021

TAV. La distruzione dell'habitat che passa come "sviluppo"



La classe di governo, nazionale e locale, anziché ribadire atteggiamenti fideistici sulle sorti “magnifiche e progressive” delle grandi opere, dovrebbe finalmente  riflettere e approfondire con obiettività sull’effettivo impatto che queste hanno sul territorio e sulla vita delle loro comunità.  Vedi ad esempio: "Enorme spreco idrico prodotto dagli scavi del TAV." (Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua)


Mentre il direttore di Repubblica afferma:  I no tav sono un’organizzazione violenta, quanto resta del terrorismo italiano degli anni settanta. Aggrediscono sistematicamente le istituzioni, la polizia, anche i giornali, minacciano giornalisti a Torino e la cosa forse più grave che sono in gran parte italiani che si nutrono anche di volontari che arrivano da Grecia Germania e a volte dalla Francia, quindi  sicuramente…” E poco dopo ha aggiunto: “Per un torinese ‘No Tav’ significa sicuramente terrorista metropolitano, chiunque vive a Torino ha questa accezione…“.

Sono le dichiarazioni di Maurizio Molinari nel corso della trasmissione “Mezz’ora in più” andata in onda su RAI3 il 10 ottobre 2021. Venerdì 19 novembre 2021, al mattino,  verranno depositate al palazzo di giustizia di Torino le prime querele per diffamazione : sarà una pioggia di querele perché i notav accorreranno in tanti a Torino per trovare un posto in prima fila. In contemporanea un altro folto gruppo di notav depositerà altre querele alla caserma dei carabinieri di Susa. Ma sarà solo l’inizio perché seguiranno nei giorni successivi altre querele da parte di coloro che, come notav, si sentono diffamati da Molinari: che vivano in Val di Susa, a Torino o in qualsiasi altra città poco conta. Lo faranno  associazioni, singoli amministratori locali della valle, lo faranno molti singoli attivisti no tav e sostenitori del Movimento che si sentono diffamati per diverse ragioni. Gli avvocati hanno  predisposto un facsimile di querela e dettagliate istruzioni. Clicca qui  (Controsservatorio Valsusa)

domenica 21 novembre 2021

Continua la lotta dei contadini indiani contro le multinazionali agroindustriali appoggiate dal governo...



Prima, storica vittoria di un grande movimento, quello degli agricoltori indiani, che andrà studiato per le sue modalità (pacifiche), le sue dimensioni (oceaniche), la sua costanza (quotidiana), e un contesto interamente sfavorevole (la crisi sanitaria).

Una svolta epocale in India. Forse. 

Il Samyukt Kisan Morcha (Skm, Fronte unitario contadino), coordinamento di quaranta organizzazioni contadine, ha potuto annunciare che il 19 novembre 2021, «nel 358esimo giorno di una lotta che ha visto gli agricoltori uniti, perseveranti e pacifici per il ripristino della democrazia nel paese», si è verificata una «storica prima vittoria» per l’abrogazione di tre leggi – approvate in fretta nel 2020 –, che liberalizzavano il mercato agricolo a favore delle grandi imprese e a tutto scapito del mondo rurale. Infatti, a sorpresa, il primo ministro ha annunciato che le leggi in questione saranno cancellate.

All’annuncio ha fatto seguito l’esultanza composta dei contadini mobilitati dal 26  novembre 2020 alle porte di New Delhi (Singhu border). Una presenza di piazza oceanica e andata avanti senza sosta, con decine di migliaia di persone. In allegato alcune foto, ma è utile seguire su Twitter e YouTube il costante lavoro di documentazione svolto da Kisan Ekta Morcha, il gruppo comunicazione del movimento.

Nel silenzio del resto del mondo - in altre faccende affaccendato -, i contadini attivisti hanno sopportato il freddo, poi il caldo, gli assalti della polizia, in modo pacifico e organizzato, con le loro tende, le cucine da campo solidali, il presidio medico. Nel mese di gennaio 2021, decine di milioni di contadini sono scesi nelle strade indiane per lo sciopero nazionale di protesta (Bharat Bandh), riconvocato a settembre. Movimenti di donne, tribali, lavoratori e partiti di opposizione hanno offerto il loro appoggio. Centinaia di contadini hanno perso la vita in quest’anno, chi stremato dagli sforzi, chi ucciso. Ma nessuno è riuscito a fermare il movimento; nemmeno il tentativo da parte del governo di criminalizzare i partecipanti. Non sono riusciti nemmeno ad accusarli di diffondere

Giorni fa, il movimento agricolo internazionale La Via Campesina presente in oltre 80 paesi, aveva lanciato l’idea di celebrare l’anno di lotta, il 26 novembre, con eventi e prese di posizione: «E’ una mobilitazione storica, la più grande dei tempi recenti». «La lotta paga»,sintetizza l’Associazione rurale italiana (Ari), che di Via Campesina è membro: «Dopo un anno di mobilitazione ininterrotta, il governo.


Marinella Correggia







Nostra adesione:
#SaluteToIndiasFarmers. Dear peasant friends of India. Having been guests in the past (for years) in the rural village of Jillellamudi with Anasuya Devi Amma (in Andhra Pradesh), we support your legitimate struggle for life. Paolo D'Arpini and friends of the Italian Bioregional Network”

The author with Anasuya Devi Amma


sabato 20 novembre 2021

Democrazia, giustizia e libertà... esistono solo in chiave bioregionale

 


La Giustizia, nella sua totale inefficienza (voluta dal potere politico ovviamente) si prepara a diventare una fonte di  entrata aggiunta per gli “amministratori” che ci governano.. e lo vediamo già nel fatto che il cittadino per ottenere giustizia deve sobbarcarsi le spese di querele di parte… mentre –ad esempio- le multe,  le pene tributarie e le ammende (a favore degli “amministratori”) sono l’unica cosa che funzioni nella gestione della Giustizia. Questo sistema legislativo, farraginoso, petulante, burocratico e  iniquo è solo un  modo per spremere i cittadini  e mantenere il controllo dei potenti sulla società...

Ma parliamo ora  della “democrazia” che ha consentito questo stato di cose.  Forse  il fatto ultimo che ha sancito uno scollamento finale fra il popolo, che elegge  la sua rappresentanza parlamentare, e l’esercizio democratico,  è stata la Legge maggioritaria che abolisce il proporzionale e  che ha stabilito chi  sono i capibastone in grado di  nominare i deputati od i senatori, questo con l‘accordo di destra e sinistra.

Il potere  di  “indicazione” di chi ci governa  non è più, nemmeno nell’apparenza formale,  un fatto politico (o ideologico) ma è il risultato di  uno strapotere “altro” che copre tutto l’ambito sociale e culturale, essendo basato sulla capacità di “convincimento” delle masse,  sulla creazione di   umori  e sulla pubblicità elettorale,  saldamente in mano ai poteri economici e finanziari che hanno in mano Tv, giornali, radio, cinema, editoria, mode, etc.  ed ora anche il web.

Insomma la “democrazia della minoranza”, meglio chiamarla "oligarchia dei potenti"  è un dato di fatto, e questa minoranza è semplicemente quella che è “in grado” di gestire il potere, si tratta una minoranza astuta e speculativa, una minoranza che sa come spiegare al popolo ciò che deve essere fatto per il suo bene. E non è vero che questa stretta minoranza sia in disaccordo  al suo interno (ovvero che esistano fazioni avverse che spingono per una soluzione o per l’altra) e la prova è stata dimostrata negli ultimi anni di  Governo, e nell’avvicendarsi delle due compagini apparentemente opposte, con il fatto che le leggi promulgate   dal Centrodestra  vengono poi  fatte proprie e “migliorate” (in senso dispregiativo) dal Centrosinistra, e viceversa.  Sino ad arrivare all'attuale "governissimo" del banchiere Draghi e del "tutti dentro". La greppia è capiente!

Oggi assistiamo però al degrado sempre più forte della qualità di vita sul pianeta Terra, anzi c'è il rischio sempre più evidente che la vita umana possa scomparire, in seguito all'inquinamento, alla sovrappopolazione, alla sfruttamento cieco delle ultime risorse vitali, etc. etc. La vita è a rischio di sopravvivenza… e sapete chi  si candida a   modificare questo stato di cose? Paradossalmente sono gli stessi poteri che hanno condotto  sin’ora  l’umanità alla rovina… solo i potenti che stanno dietro alle quinte e che vivono anch’essi sul pianeta (e forse  hanno iniziato ad aver paura per la loro incolumità e discendenza)  che vorrebbero arrestare questo processo distruttivo diabolico… ma  per farlo devono essi stessi rinunciare a  voler ulteriormente determinare il futuro del mondo, poiché il loro metodo è viziato, dall’egoismo e dalla cecità dell’interesse privato…

Il dramma è che a forza di  indirizzare le masse questi potenti sono riusciti a creare un inebetimento generale, un abbassamento dell’intelligenza umana. 

Ed ora che fare? Semplice: “occorre circoscrivere l’incendio”  e rimboccarsi le maniche ripartendo da zero, dalla “democrazia diretta”… quella delle piccole comunità e delle bioregioni.  La “civiltà dei consumi”  è finita…  Andiamo verso la “civiltà dell’ecologia profonda”.

Paolo D’Arpini - Rete Bioregionale Italiana




venerdì 19 novembre 2021

Alejandro Jodorowsky: "Ricette per la felicità"



"Felicità è essere ogni giorno meno angosciati", alcuni consigli:

1. Quando dubiti se agire, tra fare e non fare, scegli di fare. Se sbaglierai, almeno ti sarai fatto un'esperienza

2. Ascolta di più l'intuito che la ragione; le parole forgiano la realtà, ma non sono la realtà.

3. Realizza un sogno di quando eri un bambino (per esempio giocare senza finalità)

4. Non c'è tranquillità migliore che cominciare ad essere ciò che si è. Non siamo al mondo per realizzare i sogni dei nostri genitori, ma i nostri sogni.

5. Oggi stesso smetti di criticare il tuo corpo. Accettalo com'è senza preoccuparti degli altri. Non ti amano perché sei bella, ma sei bella perché ti amano.

6. Una volta alla settimana insegna gratuitamente agli altri il poco o il tanto che sai. Ciò che dai agli altri lo dai a te stesso, mentre ciò che neghi, lo neghi a te stesso.

7. Cerca nel giornale tutti i giorni una buona notizia.

8. Se i tuoi genitori hanno abusato di te quando eri piccolo (gli abusi possono essere di tanti tipi, anche verbali), in un luogo neutrale spiega loro questi concetti: - Questo è ciò che mi avete fatto; - questo è ciò che ho sentito; - questo è ciò che oggi a causa di quello che è successo sto soffrendo; - e questa è la restituzione che chiedo. Il perdono senza restituzione non serve.

9. Anche se vivi con una famiglia numerosa, autorizzati ad avere un luogo dove nessuno può entrare senza il tuo permesso.

10. Smetti di definirti. Concediti tutte le possibilità di essere, cambia strada ogni volta che lo senti necessario.

 Alejandro Jodorowsky