venerdì 20 settembre 2019

Bioregionalismo. L'etica della reciprocità e la piramide del potere gerarchico


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Caro Paolo, il tappeto disteso alla base della piramide contiene tutti noi,  e ognuno di noi con le sue ipotesi convenzionali, utili al bene dell'umanità. Ai piani superiori, fino al vertice, viene trasmesso il messaggio che tutto va bene e una voce, dice al piano successivo: "Tutto tranquillo si riuniscono per cose loro". Un modo per dire, come occorra farsi carico dell'interpretazione che  il potere dà alle ipotesi di cambiamento dei movimenti civili, ritenendoli un dato di fatto irrilevante, anche perché, nella peggiore delle ipotesi, è sufficientemente attrezzato per ritenere che possa essere controllato, dividendo il campo con l'elargizione di qualcosa, distogliendo in nuce l'insorgenza del pericolo dell'affermarsi di una coscienza collettiva.

Così il campo della realtà, qui da noi, sul pianeta Terra, è solo quello della Natura, mentre quello dell'uomo è solo artificiale e convenzionale e come tale, l'interpretazione della realtà nasce dall'accettazione o meno di convenzioni.

La piramide dimostra che la divisione del campo convenzionale, ignorando l'armonia proposta dalla Natura, è una divisione continua dell'umanità, che reagisce solo al pericolo e non al benessere.

Come fare per affermare una realtà convenzionale che rovesci la piramide? 

Logica vorrebbe che gli irrilevanti si unissero per interpretare la realtà delle convenzioni, ricostruendo l'unicum armonico che permetterebbe alla Natura e all'Umanità di vivere a casa nostra, anche perché non c'è una ragione al mondo che giustifichi la sofferenza di un essere umano, imposta per convenzioni.

E qui entrano in gioco l'assetto giuridico delle convenzioni (tra politica e neoliberismo), frutto dell'organizzazione sociale per Nazioni, governate da "accordi" a validità globale che, ai giorni nostri, sulle tecnologie digitali e sulla moneta, separano il campo della complessità della realtà, che sul piano naturale e delle convenzioni umane, si traducono in danni per la quasi totalità del genere umano.

Così, occorre interpretare la realtà convenzionale per poterne produrre altre, che siano armoniche con quella interpretazione, che include la protezione della natura e la sua biodiversità, l'unica casa comune effettiva che abbiamo, con l'obiettivo della mitigazione dei danni alla maggior parte dell'umanità, in attesa di una nuova era.

Si tratta, quindi, di costruire la casa comune che non c'è, per il bene dell'umanità, alla scala che ci appartiene.
Per farlo, il primo passo sarebbe convenire sull'ipotesi e il metodo di primo tempo, poi, sarebbe  semplice e immediato e rivolto a raccogliere attorno alla "coscienza collettiva", le adesioni coscienti degli irrilevanti, per costruire una "rilevanza" politica tra cittadini, convinti di partecipare all'ipotesi di lavoro per la costruzione della casa comune in armonia con la Natura.

Da qualche parte, potrebbe chiamarsi anche etica della reciprocità, per mantenere al "sistema" da realizzare, l'insieme degli Oggetti e degli Obiettivi per cui si costituisce una "irrilevanza", giusto per ribadire le convenzioni adottate dal potere costituito. La rilevanza etica, invece, costituisce l'ipotesi di lavoro comune, che contiene l'apporto programmatico delle cose da risolvere dal "sistema", cui gli "irrilevanti" dovranno mettere mano.

Potrebbe essere un'ipotesi di lavoro plausibile?

Che la buona vita sia con te. Giovanni Tomei  

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martedì 17 settembre 2019

Milano, 12 ottobre 2019 - Assemblea di Salviamo il Paesaggio

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Segnatevi la data e non prendete altri impegni: il nostro Forum ha definito data e luogo della sua prossima assemblea nazionale. Sarà sabato 12 ottobre 2019, a Milano presso Cascina Bellaria (via Cascina Bellaria 90).
Dalle 9,30 alle 18,00 potremo confrontarci per costruire il prossimo percorso comune, alla luce del buon lavoro “di semina” fatto in questi anni per raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati (e per il quale abbiamo deciso di costituire il Forum nazionale), ovvero il traguardo dell’approvazione in Parlamento di una norma nazionale per l’arresto del consumo di suolo e il riuso dei suoli urbanizzati.
La nostra elaborata legge continua ad essere in discussione al Senato (Commissioni congiunte Ambiente e Agricoltura), molti altri testi sono stati proposti – non certamente a caso… – dalle forze politiche per rendere più arduo l’iter, la Relatrice Nugnes è stata espulsa dal M5S e si è anche aggiunta la crisi di governo.
La nostra legge rischia di restare “al palo” e la nostra assemblea dovrà aiutarci a decidere come procedere: mettere in campo una campagna a sostegno della trasformazione della nostra Proposta di Legge in chiave di Iniziativa popolare? Incatenarci in migliaia davanti al Parlamento? Sviluppare azioni capillari in ogni Comune italiano? Scioperi della fame? Marcia (da ogni luogo) su Roma? Che altro?…
Oltre a questo tema, l’ordine del giorno dell’assemblea (in fase di definizione) dovrà occuparsi anche del rinnovo della nostra struttura operativa (ruoli, compiti, obiettivi e risorse) e dello sviluppo delle attività in chiave europea.
Insomma, sarà un’assemblea molto importante e a cui non saranno concesse assenze!
Questa la bozza dell’Ordine del Giorno:
  1. Aggiornamento su iter nostra Proposta di Legge e decisione su quale strategia adottare nel breve e medio periodo (raccolta firme? convegno nazionale tecnico-scientifico multidisciplinare? manifestazioni? altro?…). (Lo Balbo, Mortarino, Picciafuoco, Sandrone)
  2. Revisione dell’organizzazione del Forum, con una maggiore condivisione delle responsabilità operative distribuite tra un numero più ampio di persone (segreteria, comunicazione/rapporto con i media, redazione sito web e social network, Gruppi di Lavoro, rapporti con i comitati locali) e obiettivo di finanziamento annuale (forse sarebbe opportuno ipotizzare un rimborso/contributo per quelli che dedicano maggiori energie e tempo alle attività gestionali del Forum?). (Baratelli, Mancinelli, Mortarino)
  3. Sviluppo azioni sulla dimensione europea del suolo a sostegno delle attività del nostro Gruppo GSE-Gruppo Suolo Europa. (Catizzone)
  4. Azioni per sostenere la proposta di una legge nazionale per la corretta gestione degli alberi nelle città (http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2019/06/una-norma-per-gli-alberi/), per favorire la piena applicazione della Legge n° 10 del 14 gennaio 2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi” e per l’avvio di una campagna nazionale basata sull’esperienza di dieci comuni veneti che hanno deciso di donare alberi da mettere a dimora con l’obiettivo di averne in numero uguale a quello dei propri abitanti (http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2019/05/ridare-un-sorriso-alla-pianura-padana-con-una-semplice-ricetta-piantare-alberi/). (D’Achille, Mancinelli)
  5. Iniziative per stimolare la partecipazione e integrazione dei giovani all’interno del nostro Forum e/o offrire loro le basi didattiche e accademiche che rappresentano le nostre competenze in materia. (Bongioanni, Catizzone, Munafò)
  6. Varie ed eventuali.
(Tra parentesi i nomi degli “introduttori” di ciascun tema).
Chi volesse proporre temi da discutere e inserire nell’ordine del giorno, lo segnali a redazione@salviamoilpaesaggio.it
INFORMAZIONI LOGISTICHE:
Per raggiungere Cascina Bellaria con l’auto: Tangenziale Ovest di Milano -> Uscita 3 – Milano San Siro – fieramilanocity
PER DORMIRE:
Tutti pronti?…
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lunedì 16 settembre 2019

"La casa bioregionale e le quattro stagioni" di Ferdinando Renzetti


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C'è una tesi di scienze della comunicazione che analizza i processi dell auto-costruzione dove committente progettista ed artigiano partecipano assieme alla realizzazione dell oggetto che appunto si carica di valori emozionali, in senso orizzontale le difficoltà vengono affrontate di volta in volta man mano che si presentano.  Nella vecchia scuola i processi costruttivi si esplicavano a livello verticale nel senso che il committente delegava il progettista che a sua volta delegava l'artigiano dall'alto verso il basso.

Ne parla pure Fritjof Capra in l'eco-alfabeto dove alla vecchia didattica calata dall'alto dall'esterno in senso verticale propone una didattica orizzontale circolare che nasca spontaneamente all interno dell unita scolastica tra genitori bambini ragazzi e insegnanti per esempio un paio di anni fa mi hanno chiamato a facilitare la costruzione di una casupola in una scuola steineriana ecco i primi giorni ho raccontato storie poi abbiamo analizzato le terre in classe e siamo passati alla scoperta del senso del luogo all'esterno con nord sud freddo caldo est dove sorge il sole ovest dove tramonta e quindi la scoperta dei punti cardinali e ad ognuno abbiamo assegnato un colore poi abbiamo studiato appunto la via della luce cioè appunto guardando lardo del sole il lato più luminoso le correnti fresche e fredde quindi come proteggere e esporre la casupola nel modo miglior e infine la via delle acque cioè come tenerle lontane dall'abitazione con un tetto largo e spiovente e molto sporgente sul davanti come sorta di portico per ripararsi si perché fondamentalmente questa casupola è stata pensar come piccola aula per educazione ambientale dove dal grande vetro verso sud si possono guardare la luna e le stelle e altri moti cosmici fare bird watching fare clouds watching davanti alla finestra sulle sterno sempre verso sud un grande cestode rolla per far germinare i semi che poi venivano trapiantate nei vasetti all'interno anche rimessaggio attrezzi e riparo in caso di pioggia perché come dicevo l'ispirazione didattica era quella dell'asilo nel bosco quindi sostanzialmente gli alunni trascorrono all'aperto quasi tutta la giornata tra orto e campagna.

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Infatti assieme si era deciso di posizionare la casupola su una leggera pendenza tra l'ecosistema orto e l'ecosistema oliveto in una sorta di unione policolturale tra giochi e scoperte varie attorno alla casupola piccoli terrazzamenti con pallets e sedute in balle di paglia tale da permetterne l'uso come piccolo spazio per leggere fare lezioni all'aperto suonare riposarsi, nel frattempo i genitori e gli insegnanti facilitati dalla mia presenza si procacciavano i materiali per costruire legnami paglia sabbia e quanto altro come forme per fare i mattoni in terra e paglia biotrituratore una piccola impastatrice e bidoni e recipienti vari poi pale zappe secchi cazzuole, abbiamo scelto il luogo e l'organizzazione del piccolo cantiere ecco in una decina di giorni abbiamo fatto trecento mattoni con ragazzi bambini genitori insegnanti tutti hanno partecipato poi abbiamo montato il telaio in legno di castagno abbiamo tirato su le mura con un bravo genitore muratore soprannominato maestro giapponese Issamuri Alzacase e in una ventina di giorni la casina sciolina aula didattica rimessaggio attrezzi riparo per la pioggia e venuta su e quindi si caricata di quei valori emozionali dell'emotional design dove tutti hanno partecipato alla realizzazione dell'opera soprattutto i ragazzi e i bambini che hanno partecipato in modo diretto alla realizzazione della loro scuolina per l'asilo nel bosco.

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Così spesso quando dico che negli ultimi anni ho facilitato la costruzione di diverse scuole prima sono costretto a spiegare tutto questo perché poi quando vedono la piccola casupola molti pensano quale scuola pensando al concetto tradizionale di scuola, spero di essere riuscito a spiegare quel che volevo dire e l'affordance la danza delle opportunità è la danza tra il nostro corpo e quel che ci circonda le opportunità del movimento rapportate ai materiali del luogo terra paglia legno canne al clima alle sensazioni allenerai e alla creatività del gruppo non mi pare difficile che poi ci sia un termine che semplifichi tutto questo sono pure contento affordance se poi tu vuoi chiamarla amicizia fai pure...

Ferdinando Renzetti  - Bioregionalista abruzzese

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sabato 14 settembre 2019

Corrado Penna: "Esiste il malato, non la malattia..."


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Dichiarazione di non responsabilità (disclaimer). Quanto trovate scritto  nel link qui sotto  segnalato (*)  non costituisce in nessun caso una indicazione terapeutica. La lettura delle seguenti informazioni non può sostituire un processo di diagnosi e di valutazione accurata dello stato di salute da parte di uno o più medici di base o medici specialisti. Chi scrive è convinto che non esiste la malattia bensì il malato, ovvero che non esistono rimedi sempre uguali per la stessa malattia, ma percorsi di cura differenziati in base alle caratteristiche peculiari del singolo malato. Qui di seguito trovate semplicemente informazioni, in base alle quali potete rivolgervi presso un professionista qualificato (medico, odontoiatra, naturopata, nutrizionista, osteopata) avendo voi stessi, si spera, una maggior conoscenza di causa. Un paziente informato, secondo chi scrive, ha delle possibilità molto maggiori di guarigione, anche perché (è ben noto) due professionisti con la stessa specializzazione a volte danno della stessa sintomatologia (e delle stesse analisi di laboratorio) un’interpretazione differente, oppure a parità di interpretazione consigliano due percorsi terapeutici molto differenti.

L’estensore di questa sorta di protocollo non si prende alcuna responsabilità per eventuali effetti avversi di una qualsiasi terapia adottata senza un consulto ed una prescrizione medica, senza un professionista che segue il percorso terapeutico del paziente. Lo scopo di questo documento è quindi informativo e le informazioni in esso contenuto non vanno intese come consiglio medico o terapeutico. Qualsiasi terapia, anche la più apparentemente semplice e banale può comportare dei rischi; anche una semplice aspirina, è noto, può avere in taluni casi dei gravi effetti collaterali. Le terapie naturali cui qui si accenna possono avere degli “effetti collaterali” dovuti alla disintossicazione; guarire significa anche uccidere dei patogeni e/o dei parassiti e causare il rilascio di tutte le tossine in essi contenuti, con un temporaneo aggravamento di molti sintomi già presenti e la comparsa (temporanea) di sintomi nuovi. Nessuno può dire a priori quale sarà la risposta di una singola persona a questo processo e quanto ciò possa essere debilitante, per temporaneo che sia. 

Consultatevi quindi con medici di base, specialisti, biologi nutrizionisti prima di fare qualsiasi cambiamento dietetico particolarmente rilevante, di assumere integratori o di intraprendere un qualsiasi percorso curativo.

Per quanto sforzo abbia fatto l’autore nel cercare di appurare la verità, egli non può garantire in maniera assoluta della correttezza e della completezza di quanto qui scritto, e (lo ripeto) si tratta di un testo informativo; se volete provare a mettere ad utilizzare praticamente alcune delle informazioni in esso contenuto vi prendete la piena responsabilità delle vostre azioni. Se un uso improprio delle informazioni qui contenute, senza previo consulto con medico o altro professionista qualificato dovesse arrecarvi dei danni, l’autore non si assume di conseguenza alcuna responsabilità e non offre nessuna garanzia. Lo stesso dicasi per tutti i libri ed i siti internet citati.

Per fare alcuni esempi concreti di come qualcosa che faccia bene “quasi a tutti” possa anche causare danno a qualcuno: il magnesio, panacea universale, è controindicato in caso di disfunzione renale; la vitamina C se assunta assieme a integratori di calcio può causare calcoli renali, più in generale i pazienti con insufficienza renale devono stare attenti a integrarla; le rare persone che mancano dell’enzima “Glucosio-6-fosfato deidrogenasi” non possono utilizzare in maniera sicura la vitamina C, e nemmeno le persone che soffrono di ematocromatosi (eccesso di ferro nel sangue) perché tale vitamina aumenta la capacità di assorbire il ferro dal cibo ingerito; per un simile motivo i pazienti talassemici non possono assumere dosi rilevanti di vitamina C; il lugol non va assunto assieme alla trementina (lo si legge in un vecchio manuale della Merck, Merck's 1899 Manual of the Materia Medica) e va assunto con attenzione soprattutto in caso di ipertiroidismo.


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Corrado Penna Scienza Marcia  - scienza.marcia@katamail.com

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venerdì 13 settembre 2019

11 settembre 2001. Verità traballante e bugie sul filo del rasoio...


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Immaginate di salire in cima ai 400 metri delle torri gemelle e da lassù lasciar cadere un blocco di cemento; cadendo sarà frenato in modo trascurabile dalla resistenza dell’aria; immaginate di conteggiare il tempo necessario a che esso raggiunga il suolo. Scoprirete, cronometro alla mano, che la caduta, quasi libera, ha impiegato circa 10 secondi (nell’ipotesi di resistenza zero da parte dell’aria, la meccanica newtoniana ne prevede 9). Ci si rimane male quando si scopre che l’ultimo piano delle torri ha raggiunto il suolo in un tempo di pochissimo superiore a quei 10 secondi. In pratica l’ultimo piano, in seguito al collasso, ha raggiunto il suolo come se ad ostacolarne e rallentarne la caduta non ci fossero stati frapposti oltre 100 piani. In altre parole, la dinamica con cui l’ultimo piano ha raggiunto il suolo è stata praticamente analoga a quella di una caduta nel vuoto!

Eppure tutti abbiamo ancora negli occhi e nel cuore gli incendi, seguiti agli impatti violenti dei Boeing della American Airlines con le torri, la fiammata esplosiva iniziale e il denso fumo nero che dopo poco (circa un’ora) indicava l’esaurimento degli incendi a riprova del fatto che i piani al di sopra e al di sotto di quelli coinvolti da urto e fiamme dovevano necessariamente essere integri. In particolare, è del tutto lecito pensare, che la struttura portante in travi di acciaio temperato (47 piloni), al di sopra e al di sotto dei piani direttamente coinvolti, non interessata dalle fiamme, doveva essere rimasta indenne. Per di più l’acciaio fonde intorno ai 1500 gradi e l’incendio divampato in conseguenza dell’impatto che fece esplodere il kerosene (la benzina degli aerei) a detta dei tecnici può aver raggiunto, se si fosse svolto in condizioni ottimali, una temperatura massima di 800 gradi (1). A riprova, le testimonianze di coloro i quali, trovandosi agli ultimi piani dell’edificio, sono riusciti a salvarsi attraversando i piani direttamente coinvolti dalla collisione. Bastano queste poche considerazioni a mettere in dubbio la versione ufficiale che afferma che a causare il collasso, come a tutti ci è sembrato di constatare, fosse stata la collisione violenta con gli aerei e gli incendi che ne sono seguiti.

Per di più se vi provaste a fare una vostra personale indagine chiedendo quante torri furono abbattute l’11 settembre, potete star certi che la risposta più frequente, che vi sentirete dare, sarà due. La torre numero 7 (World Trade 7 – WT7), collassata con la stessa dinamica, in traiettoria verticale, con tempi di caduta libera, dopo essere stata inizialmente alla ribalta della cronaca è stata, infatti, praticamente rimossa dalla memoria collettiva. Si è fatto ossessivamente riferimento ai fatti dell’11 settembre menzionando esclusivamente le twin towers con il risultato che non se ne è più parlato del WT7, se non in ambienti di nicchia. Perché? Forse perché non era stata impattata da alcun aereo.

Qualcos’altro deve aver causato il collasso a cui il mondo intero ha assistito in diretta televisiva internazionale mentre le operazioni di soccorso erano in pieno svolgimento.

Ad occuparsi, negli anni, con studi specialistici dell’analisi dei fatti dell’11 settembre sono stati, in misura crescente, tecnici, esperti, ingegneri strutturisti, architetti, scienziati, che si adoperano per la ricerca e la riaffermazione della verità sui fatti dell’11 settembre, accumulando una montagna di studi e prove documentali (2) che mettono radicalmente e definitivamente all’angolo la versione ufficiale che il governo americano dell’epoca commissionò al NIST.

Il sito, Architetti e Ingegneri per la verità sull’11 settembre (3), cui contribuiscono più di 3000 professionisti, impressiona per la mole e la qualità della documentazione raccolta, risultato di ricerche, testimonianze ed altro con una sezione di documenti accessibili anche in italiano (4).

La sezione italiana di A&E911TRUTH.org si apre con un invito:

«Il nostro materiale tradotto è costituito da articoli online, video, DVD e opuscoli stampabili. Si prega di condividere con altre persone – non solo amici e familiari, ma anche con i media, i legislatori, forze dell’ordine, tribunali, insegnanti, e, naturalmente, architetti, ingegneri e scienziati che vivono nel vostro paese e parlano la vostra lingua.
Insieme, faremo venire a galla la verità! Indipendentemente dal paese, cultura, partito politico, o lingua, tutti hanno diritto di avere accesso ai fatti scientifici che porteranno ad una vera indagine sul World Trade Center».

Non è più possibile accusare di complottismo chi si occupa di “11 settembre“ nel modo degli Architects & Engineers for 9/11 truth. Prova tuttavia ad insistere il CICAP, con il solito Paolo Attivissimo (5) che ha un bel da fare a classificare, quali produttori di bufale sull’11 settembre, personalità del mondo scientifico e accademico, tra i maggiori esperti al mondo nei settori coinvolti (4). Insistendo, svela, irrimediabilmente, tutta la sua strumentale pregiudizialità. Rimarrà emblematica la esilarante puntata della serie Ulisse. Il piacere della scoperta che Alberto Angela, anche lui collaboratore del CICAP, si prodigò a produrre e presentare al fine di ristabilire la “verità scientifica“ a beneficio del pubblico italiano.

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«La novità è che la più colossale delle bugie o se volete “fake news“ globali, che ha impedito l’evoluzione positiva dell’umanità, dopo la fine della prima guerra fredda e lo scioglimento dell’URSS, che ha letteralmente deviato il corso della storia, sarà finalmente sottoposta al vaglio di una gran Jury. Il merito è soprattutto dell’incessante lavoro del Movimento per la verità sull’11 settembre – AE911Truth e del Comitato degli avvocati che si formò quando diversi legali che avevano firmato la petizione AE911Truth iniziarono a lavorare insieme nel 2014. Una grande giuria federale ha ampi poteri per indagare sui presunti crimini e per produrre un atto d’accusa e il relativo procedimento giudiziario da parte del procuratore degli Stati Uniti. Quest’ultimo sarà, infatti, obbligato a fornire le prove raccolte ad una giuria. Se, malgrado l’obbligo, il procuratore non proseguisse in tal senso, i firmatari della petizione si riservano la possibilità di intentare un’azione per mandamus presso il tribunale federale. Un’azione mandamus, in caso di successo, costringerebbe il procuratore degli Stati Uniti ad adempiere al suo obbligo legale». Ad affermarlo è il direttore esecutivo del comitato degli avvocati, Mick Harrison.

Il movimento per la verità sull’undici settembre si avvale della collaborazione non solo di architetti, ingegneri e scienziati ma anche di piloti della US Air Force e di compagnie aeree commerciali, vigili del fuoco, che hanno riportato la testimonianza di numerose esplosioni che hanno interessato tutta la struttura delle torri compresi i piani interrati.


I familiari delle quasi 3000 vittime che non si rassegnano alla mistificazione della verità hanno, come era facile aspettarsi, sponsorizzato e contribuito alla nascita di queste organizzazioni. Le dichiarazioni di tutti questi soggetti non affermano mai in modo diretto che quegli attentati fossero stati autoinflitti e organizzati secondo interessi inconfessabili di un potere oscuro interno, un deep state (stato profondo), che si fosse mosso per soddisfare i propri interessi. Essi non formulano alcuna ipotesi su chi potesse essere responsabile dell’11 settembre. Si limitano a dichiarare come la versione ufficiale ovvero i rapporti del NIST: National Institute of Standards and Technology sia manifestamente sbagliata.

In sintesi, il Rapporto della Commissione sull’11 settembre è stato un colossale esercizio di copertura pertanto è necessario riaprire le indagini sul caso per scoprire la verità su quegli eventi.

Sono molti gli osservatori che fanno osservare come non si rifletta abbastanza sul fatto che la versione ufficiale, fornita da Washington, non risulta credibile perché essa implica un fallimento totale del sistema della sicurezza USA. È necessario, infatti, ammettere che un manipolo di terroristi sia riuscito a mettere in scacco CIA FBI e NSA DIA, ecc. per un totale di 16 agenzie di intelligence, dotate di imponenti risorse, in grado di spiare quotidianamente con a disposizione i più sofisticati strumenti disponibili, abitanti e strutture civili e militari su scala globale… Se pochi terroristi hanno potuto tanto allora durante il periodo della guerra fredda l’Unione Sovietica avrebbe potuto distruggere l’intero Occidente…

Una grande giuria di 23 membri, investita del potere di citazione, ascolterà testimonianze giurate, e le prove voluminose in totale contrasto con la versione ufficiale americana, elaborata dal NIST, che tuttavia rifiuta, ancora oggi, di rilasciare i dettagli della simulazione su cui avrebbe basato le sue tesi intorno alle cause dei crolli, ma soprattutto avrà il potere di condurre un’indagine approfondita che potrebbe tradursi in precise accuse contro persone sospette, obiettivo centrale su cui il Movimento per la verità sull’11 settembre ha lavorato per 18 anni.

La voluminosa e dettagliata petizione presentata dalla Commissione degli avvocati chiede, tra l’altro, che sia riaperta una grande indagine sulle vere cause della distruzione del WTC 7 avvenuta nel pomeriggio senza che fosse stato colpito da aerei dovendosi escludere per essa la versione diffusa nell’immediato, e avallata nel seguito dai rapporti ufficiali statunitensi e i principali media, che hanno incolpato della distruzione delle tre torri, 19 dirottatori terroristi legati ad Al Qaeda.

La petizione afferma inoltre che:

«Il comitato degli avvocati ha esaminato le prove disponibili pertinenti e ha rigettato la affermazione ufficiale che siano da escludere prove sostanziali o convincenti di reati ancora da perseguire in relazione all’uso di esplosivi e / o incendiari pre-piantati l’11 / 9.» Afferma piuttosto che «ci sono prove conclusive che tali crimini federali siano stati commessi».

Nella petizione di 52 pagine, accompagnata da 57 oggetti , si sostiene che a causare il crollo delle tre torri, piuttosto che l’impatto di due aerei dirottati e i relativi incendi, sia stata la attivazione di dispositivi esplosivi preinstallati che hanno causato la demolizione controllata delle tre torri.

I crimini non perseguiti che si presume abbiano avuto luogo l’11 settembre sono il bombardamento di luoghi di uso pubblico, come vietato ai sensi dello statuto federale 18 U.S.C. § 2332f nonché la cospirazione e il favoreggiamento a sostegno di tale reato.

Forse non tutti sanno che il nostro Ferdinando Imposimato, presidente onorario della Corte suprema d’Italia, nel quindicesimo anniversario dell’11 settembre, insieme ad altri diversi testimoni esperti affiliati a AE911Truth ha testimoniato davanti a un gruppo di avvocati del comitato degli avvocati durante un simposio simposio di due giorni chiamato Justice In Focus presso la Cooper Union di New York City.Tali testimonianze costituiscono una parte significativa della petizione di 52 pagine e 57 oggetti archiviati all’esame del procuratore degli Stati Uniti. I video del simposio Justice In Focus possono essere visualizzati nella galleria video di AE911Truth. La summenzionata testimonianza di esperti è nel video intitolato ‘Sunday Morning Events‘, nonché nei video del Dr. Leroy Hulsey e del Dr. Graeme MacQueen.

La petizione può essere letta su LawyersComm Committeefor9-11Inquiry.org.

Con l’attentato dell’11 settembre, oltre all’omicidio di massa, si legittimò la forte restrizione ai diritti civili codificata nel Patriot Act del 2001 e si crearono i pretesti per avviare la guerra globale USA-NATO al terrorismo nella forma di guerra imperialista al mondo (paesi canaglia), in particolare a danno dell’Afghanistan e dell’Iraq che hanno subito l’uccisione di milioni di civili innocenti e lo smantellamento delle loro strutture statali.

L’11 settembre è stato il ‘nuovo Pearl Harbor’ che i neoconservatori hanno utilizzato per legittimare le loro guerre nel Medio Oriente e nel Nord Africa e per mettere in atto uno stato di polizia al proprio interno.

Tutto fa pensare che diciotto anni fa, abbiamo assistito al principale atto di costruzione, in video diretta internazionale, a reti globali unificate, del nemico che avrebbe degnamente sostituito l’Unione Sovietica e la sua visione del mondo. La guerra fredda e con essa il complesso militare industriale degli USA, si erano nutriti ed alimentati del timore suscitato dalla “minaccia proveniente dall’Est“. Lo sgretolamento dell’URSS aveva lasciato l’Occidente senza un nemico a legittimare il mostruoso complesso militare industriale USA-NATO ormai portatore di enormi interessi privati, che era cresciuto veloce e incontrastato come un cancro. Per continuare a investire nel complesso militare industriale americano (che comprende già 800 basi in 80 paesi) ci voleva una buona ragione, un nemico che apparisse temibile e sufficientemente minaccioso almeno quanto il primo.Gli USA sotto il dominio di quel deep state costituito dal dominio finanziario americano e dalla sua casta militare, che Eisenowher chiamava il complesso militare industriale e politico, si muovono in realtà contro la affermazione di un altro ordine mondiale che tende a tirarli giù dal piedistallo della posizione egemonico-imperiale che occupano dal dopoguerra.

Se tale tesi apparisse assai azzardata si tenga presente che oggi, i documenti strategici USA, dichiarano ufficialmente che la fase che individuava il nemico nell’estremismo terrorista islamico è pressoché esaurita.


Il nemico odierno, dichiarato tale dai documenti del Pentagono (Providing for The Common Defence – nov 2018), contro cui sono previsti 5 scenari da casus belli globale entro il 2024 è individuato in due grandi paesi: la Cina e la Russia. Sono questi due paesi a minacciare la egemonia imperiale americana avendo concretamente reso possibile un mondo sempre più multipolare. Gli USA sembrano sorprendentemente consapevoli che in tale conflitto potrebbero «subire perdite inaccettabilmente elevate e una perdita di importanti beni capitali». Guerre tra eserciti in cui le vittime saranno sempre più le popolazioni civili.

La Cina ha capito da tempo di essere nel mirino. La sua corsa agli armamenti ha già raggiunto un quarto della spesa militare americana. La Russia, molto più europea che asiatica, forzata dalle politiche europee a stringersi nell’abbraccio con la Cina ha rimesso in piena efficienza e rinnovato a pieno ritmo il suo sistema militare. Il recente ritiro definitivo degli USA dal trattato INF, avallato dall’Ue, sugella l’aggressività crescente verso l’Est. Anche il documento «Nuclear Operations» del dipartimento della difesa degli USA non fa presagire nulla di buono poiché sdogana l’uso di armi nucleari a potenza ridotta declassandole ad armi convenzionali, utilizzabili, quindi, per la soluzione di impasse militari particolarmente difficili. D’altronde i più recenti rapporti strategici USA, appaiono in piena continuità con il Progetto per un nuovo secolo americano (PNAC – 1997).

La pianificazione della guerra nucleare contro Russia e Cina, in corso da più di un decennio, è oggi entrata nella sua fase operativa. È del 7 settembre la dichiarazione, riportata da News Front, del segretario alla Difesa americano (il capo del Pentagono) Mark Esper, che afferma, tra l’altro, che «gli Stati Uniti rafforzeranno la lotta contro Russia e Cina e solleciteranno l’Europa a pensarci per aggregarsi alla stessa lotta» e che «La politica estera russa continua a ignorare le norme internazionali», mentre vede il rischio di una «invasione russa» di un paese vicino (forse il Venezuela) e delle azioni di Mosca in Siria. Ha aggiunto, tra l’altro che «Russia e Cina vogliono distruggere l’ordine internazionale».

Portare alla luce del sole la verità nascosta è il primo atto necessario nella direzione della riaffermazione delle leggi della vita, oggi sotto attacco, a tutti i livelli. Con questo spirito è bene ricordare altri due 11 settembre che hanno segnato la storia del secolo passato. Quello del ’73, anno del colpo di Stato in Cile, che fu un evento della guerra fredda in corso allora, che vide l’assassinio del presidente S.Allende e la instaurazione del regime militare-liberista di Pinochet, ricordato di recente da un bella ricostruzione cinematografica di Nanni Moretti Santiago Italia, e quello del 1906, anno in cui nasce in Sud Africa il Satyagraha, il metodo di Gandhi per lottare per un mondo migliore senza violenza.

(1) Gli interessati possono consultare il rapporto Europhysics News ’15 anni dopo: sulla fisica dei crolli di grattacieli’. che ha contestato le tesi del governo USA secondo cui I grattacieli sarebbero crollati a causa del fuoco. I quattro coautori tra l’atro dimostrano come nessun altro grattacielo nella storia del mondo sia mai crollato a causa del fuoco. Gli autori mostrano come la dinamica fisica dei crolli sia perfettamente compatibile con la demolizione controllata. L’articolo è stato scaricato quasi 700.000 volte da agosto 2016 e ‘continua a raccogliere oltre 2.000 letture a settimana, mantenendolo in cima alle notizie Europhysics’ tra gli articoli più letti.

(2) ecco schematicamente un piccolissimo sottoinsieme delle problematiche contestate:


Analisi di laboratorio scientifico indipendente su campioni di polvere del WTC che mostrano la presenza di esplosivi e / o incendiari ad alta tecnologia sotto forma di termite o di termato. Analisi esperta di prove sismiche che si sono verificate esplosioni nelle torri del WTC l’11 settembre prima dell’impatto dell’aereo sulle torri del WTC e prima del crollo dell’edificio. Analisi tecnica delle prove video del crollo dell’edificio del WTC. I pompieri riferiscono di esplosioni e di aver visto ‘ferro fuso come in una fonderia’.

La petizione afferma che la presenza di ferro fuso richiederebbe temperature più elevate del combustibile a reazione e che i contenuti degli edifici potrebbero creare quando bruciati, ma coerenti con l’uso dell’esplosivo ad alta tecnologia E termite incendiaria o termate.
La presenza di microsfere di ferro precedentemente fuse, che sono state stabilite mediante analisi al microscopio elettronico di campioni di polvere del WTC, sia da parte di scienziati governativi che indipendenti, è un altro fenomeno che sarebbe scientificamente impossibile basandosi sulla combustione di carburante per jet e sui soli contenuti degli uffici.

Testimonianza di video e testimonianze oculari dell’espulsione durante il crollo del WTC 1 e 2 di pesanti elementi di acciaio lateralmente dagli edifici che non sarebbero possibili da un crollo per gravità.

Analisi scientifiche, testimonianze oculari e rapporti governativi che confermano la solidificazione e la corrosione ad alta temperatura dell’acciaio trovato nelle macerie dopo il crollo delle torri del WTC e del WTC 7, un fenomeno non previsto in un incendio di carburante a reazione e un collasso per gravità ma coerente con l’uso di esplosivo ad alta temperatura.

Francesco Cappello

Comitato promotore della campagna NO GUERRA NO NATO


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(3) https://www.ae911truth.org
(4) https://www.ae911truth.org/languages/italian
(5) https://www.cicap.org/n/articolo.php?id=273451


Milano, 12 ottobre 2019 - Assemblea nazionale del Forum Salviamo il Paesaggio


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Segnatevi la data e non prendete altri impegni: il nostro Forum ha definito data e luogo della sua prossima assemblea nazionale. Sarà sabato 12 ottobre 2019 a Milano presso Cascina Bellaria (via Cascina Bellaria 90).

Dalle 9,30 alle 18,00 potremo confrontarci per costruire il prossimo percorso comune, alla luce del buon lavoro “di semina” fatto in questi anni per raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati (e per il quale abbiamo deciso di costituire il Forum nazionale), ovvero il traguardo dell’approvazione in Parlamento di una norma nazionale per l’arresto del consumo di suolo e il riuso dei suoli urbanizzati.

La nostra elaborata legge continua ad essere in discussione al Senato (Commissioni congiunte Ambiente e Agricoltura), molti altri testi sono stati proposti – non certamente a caso… – dalle forze politiche per rendere più arduo l’iter, la Relatrice Nugnes è stata espulsa dal M5S e si è anche aggiunta la crisi di governo.
La nostra legge rischia di restare “al palo” e la nostra assemblea dovrà aiutarci a decidere come procedere: mettere in campo una campagna a sostegno della trasformazione della nostra Proposta di Legge in chiave di Iniziativa popolare? Incatenarci in migliaia davanti al Parlamento? Sviluppare azioni capillari in ogni Comune italiano? Scioperi della fame? Marcia (da ogni luogo) su Roma? Che altro?…

Oltre a questo tema, l’ordine del giorno dell’assemblea prevede di occuparsi anche del rinnovo della nostra struttura operativa (ruoli, compiti, obiettivi e risorse), delle azioni necessarie per traslare il nostro lavoro a livello europeo e per sostenere norme nazionali e regolamenti locali a tutela del verde pubblico, di come collaborare con i giovani del Fridays For Future (che abbiamo invitato a partecipare attivamente alla nostra assemblea) per far sì che la tematica del suolo venga compresa tra i punti salienti delle loro iniziative a contrasto del cambiamento climatico.

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Insomma, sarà un’assemblea molto importante e a cui non saranno concesse assenze!

Questa la bozza dell’Ordine del Giorno (ancora non definitivo):

- Aggiornamento su iter nostra Proposta di Legge e decisione su quale strategia adottare nel breve e medio periodo (raccolta firme? convegno nazionale tecnico-scientifico multidisciplinare? manifestazioni? altro?…). (Lo Balbo, Mortarino, Picciafuoco, Sandrone)
  
Revisione dell’organizzazione del Forum, con una maggiore condivisione delle responsabilità operative distribuite tra un numero più ampio di persone (segreteria, comunicazione/rapporto con i media, redazione sito web e social network, Gruppi di Lavoro, rapporti con i comitati locali) e obiettivo di finanziamento annuale (forse sarebbe opportuno ipotizzare un rimborso/contributo per quelli che dedicano maggiori energie e tempo alle attività gestionali del Forum?). (Baratelli, Mancinelli, Mortarino)
  
- Sviluppo azioni sulla dimensione europea del suolo a sostegno delle attività del nostro Gruppo GSE-Gruppo Suolo Europa. (Catizzone)
  
- Azioni per sostenere la proposta di una legge nazionale per la corretta gestione degli alberi nelle città (http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2019/06/una-norma-per-gli-alberi/), per favorire la piena applicazione della Legge n° 10 del 14 gennaio 2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi“ e per l’avvio di una campagna nazionale basata sull’esperienza di dieci comuni veneti che hanno deciso di donare alberi da mettere a dimora con l’obiettivo di averne in numero uguale a quello dei propri abitanti (http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2019/05/ridare-un-sorriso-alla-pianura-padana-con-una-semplice-ricetta-piantare-alberi/). (D’Achille, Mancinelli)
  
- Iniziative per stimolare la partecipazione e integrazione dei giovani all’interno del nostro Forum e/o offrire loro le basi didattiche e accademiche che rappresentano le nostre competenze in materia. (Bongioanni, Catizzone, Munafò)
    


Necessario (per esigenze organizzative) segnalare la Vostra presenza a Milano il 12 ottobre a: redazione@salviamoilpaesaggio.it