mercoledì 30 settembre 2020

"Ecosofia: la nuova saggezza. Per una spiritualità della Terra" di Raimon Panikkar - Recensione ed articolo di Francescco Pungitore



"Il secondo millennio sembra chiudersi all'insegna del pensiero ecologico, che ci ha fatto reimparare il senso dei nostri limiti. Eppure il movimento ecologico appare semplicemente come un primo passo verso una sapienza dell'abitare umano (ecosofia) che reintegri la dimensione del Divino, dell'umano e del cosmico. In questo testo Raimon Panikkar getta delle pietre di guado verso una nuova saggezza, le cui parole chiave potrebbero essere mistica, politica, pluralismo e secolarità sacra..." 



Ecosofia è il termine con il quale, nell'opera "Ecosofia: la nuova saggezza", Raimon Panikkar illustra e spiega “la saggezza di chi sa ascoltare la Terra e agire di conseguenza”. Filosofo e teologo, Raimon Panikkar è stato tra i principali studiosi del dialogo tra culture e religioni del XX secolo. L'analisi che emerge dai suoi scritti non è un banale modo più “radicale” di intendere l'ecologia, dunque. E' qualcosa di “radicalmente” diverso. E' un diverso modo di intendere la Terra: non più come habitat dell'umanità da utilizzare come mera fornitrice di materie prime. Come dimostra e rivela la drammatica crisi ecologica e alimentare che stiamo vivendo, la Terra non può essere considerata solo come un mero oggetto a disposizione dell'uomo. Essa è un che di vivente, è il corpo esterno dell'uomo stesso, è il suo spazio vitale. Noi siamo la Terra, di essa condividiamo i destini, non ci limitiamo a viverci sopra a nostro uso e consumo. Noi viviamo immersi in essa e, da sapienti, dobbiamo riconoscere e fare nostra la saggezza che ci arriva dalla Terra stessa. 


“L’Ecosofia non è la saggezza umana che si possa eventualmente ricavare dalla Terra, ma la saggezza che quest’ultima mostra all’uomo nel suo essere” scrive Paolo Calabrò su “Paginatre”. “È forse da pazzi - sottolinea Calabrò - immaginare che la Terra possa parlare all’uomo… o non lo è di più ignorarne il richiamo, mentre ci spingiamo a passi serrati verso la catastrofe ambientale e climatica?”. E il messaggio che, oggi, ci arriva è, più che altro, un invito. Un invito a recuperare quella simbiosi che, da sempre, ha reso possibile la vita di noi tutti. In che modo? Agendo con la Natura e non contro di essa. 


Traducendo in termini concreti: sviluppando la biodiversità ambientale, rendendo vitale la terra e aumentandone la fertilità; rispettando i cicli naturali e conducendo allevamenti biologici, assicurando agli animali condizioni di vita sane; creando sistemi sostenibili per la produzione agricola che rispettino l’ecosistema terrestre e invitando a considerare come un unico sistema il suolo e la vita che si sviluppa su di esso. Spiega Francesco Comina (Il cerchio di Panikkar - ed. Il Margine, 2011) che viviamo in un’epoca di “terricidio” (termine con cui Panikkar negli anni ‘80 ha stigmatizzato il nostro modo di trattare la terra che ci sostiene, fino a pagarne le conseguenze più terribili, in termini ad esempio di aumento del numero di cataclismi e di avvelenamento dell’acqua e del suolo). 


Ma non per questo è necessario abbandonarsi alla sindrome T.I.N.A. (There Is No Alternatives - non vi sono alternative): esistono altre possibilità, e la prima è l’Ecosofia. Qui sorge la domanda: cosa possiamo fare noi, come singoli? Come singoli consumatori già possiamo fare tanto. La scelta quotidiana che operiamo su ciò che decidiamo di portare a tavola è decisamente più potente di quello che possiamo fare in ogni altro campo. E' questa una prima via da seguire: modificare le nostre abitudini alimentari per cambiare l'impatto ambientale e sociale globale. E' stato pubblicato nell'aprile del 2008, sulla rivista scientifica Environmental Science and Technology, un articolo di due ricercatori della Carnegie Mellon University “Chilometri-cibo e relativo impatto sul clima delle scelte alimentari negli Stati Uniti”. Gli scienziati in questione spiegano che l'impatto dei singoli individui sull'ambiente e sul clima è dovuto a tre fattori principali: il cibo, l'energia usata in casa e i trasporti. 


Di questi tre fattori, quello del “cibo”, cioè di che cosa ciascuno sceglie di mangiare, è il più “potente”, perché è quello che in termini quantitativi ha il maggior impatto. Ha, inoltre, il maggior livello di scelta personale, perché sul che cosa mangiare il singolo consumatore ha pieno potere. E' una scelta valoriale alla quale noi attribuiamo i connotati etici che vogliamo. Infine, si può applicare già subito, non è a medio o lungo termine come possono esserlo altri aspetti che implicano cambiamenti nelle infrastrutture, nei beni disponibili, nella tecnologia usata. La visione ecosofica parte da qui, parte da noi, parte subito, da ogni singolo individuo.


Francesco Pungitore



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martedì 29 settembre 2020

Malnutrizione causa primaria di malattia



Un recente articolo della scuola spagnola di Vigo comparso sul Journal of the American College of Cardiology focalizza l'attenzione sul concetto di malnutrizione liberandolo definitivamente dalla confusione con sottonutrizione: anche una persona obesa può essere malnutrita. 


Lo studio ha utilizzato un campione di 5000 persone colpite da patologie cardiache (dall'angina all'infarto) arrivando alla conclusione che, indipendentemente dal peso oltre il 70% di esse risultavano malnutrite nel senso di fruitori di dieta alimentare non sana. Cosa si intenda per dieta sana emerge dalla stessa ricerca: legumi, verdure, carni bianche, pesce, cereali integrali, frutti a guscio, olio d'oliva ed anche un quadretto di cioccolata fondente ed un bicchiere di vino rosso. 


Lo studio approfondisce poi queste indicazioni suggerendo di optare per i pesci ricchi di omega-3 (tonno, salmone, trota), per noci e mandorle, per mirtilli, fragole e lamponi, fagioli e lenticchie, per ortaggi colorati. Per ognuna di queste classi vengono indicati i motivi del suggerimento: così il vino rosso se limitato nel consumo può fare crescere il colesterolo buono (HDL); le carote ed i pomodori apportano antiossidanti, le verdure vitamine e fibra, mirtilli e fragole fitonutrienti, fagioli e lenticchie vitamine B e minerali. 


É importante quanto nel IV secolo a.C. diceva Ippocrate, noto per il giuramento del medico, circa la funzione del cibo come medicina. Sull’articolo della scuola spagnola Vigo, questo importante principio viene ricordato ed esaltato dai medici autori a tutta la comunità medica internazionale.


Luigi Campanella - A.K. Informa N. 36





Riorganizzazione dell'associazione igienista italiana.


L'associazione igienista Italiana, come  saprete, è rimasta senza il suo fondatore e presidente Michele Manca. In seguito ad un banale incidente (una brutta caduta) finì in ospedale dove poi è deceduto. 
Al temine della cerimonia funebre che si è svolta al cimitero di Genova, una parte delle persone presenti, invitate dal vicepresidente Silvano Fassone , e da Claudia Mechis  si sono fermate a parlare con il proposito di non far morire l'associazione igienista e continuare l'opera di divulgazione iniziata da Michele Manca. L'igienismo non deve morire. 

Io aderisco sicuramente a questa cosa. Io studio e divulgo l'igienismo dal quando nel 1986 mi sono capitati in mano i primi opuscoli di Michele Manca. Da allora non ho mai interrotto la collaborazione con Michele.

Qualcuno mi ha chiesto se voglio fare il presidente. Anche Michele Manca, l'ultima volta che lo vidi, in ospedale e parlai con lui, di fronte a sua moglie Giuseppina e a sua figlia Cristina, disse che avrebbe voluto me come presidente. La cosa mi ha fatto molto piacere, ma ritengo che un presidente di una associazione, come per il vicepresidente, il segretario, il tesoriere, i consiglieri ecc vadano eletti per votazione dei membri iscritti alla associazione stessa.
In tutti i casi sono a disposizione per fare la mia parte per divulgare l'igienismo anche in ambito associativo, come ho sempre fatto. 
Considererò anche di rivestire incarichi all'interno dell'organizzazione, ma solo se l'associazione stessa non sia agglomerata a qualche confessione religiosa. Non vi devono essere discriminazioni di sorta secondo me. L'igienismo è di tutti, religiosi, gnostici, atei, laici, cattolici, musulmani ecc..

Dobbiamo quindi contarci. Ognuno di noi dovrebbe chiedersi se vuole partecipare a rilanciare l'associazione igienista e contribuire a diffondere la scienza della salute e quindi anche la volontà e desiderio di Michele.

Appena il vicepresidente della associazione, Silvano, avrà la lista degli iscritti potremo pensare anche di fare un appello a tutti loro io credo. I tempi sono maturi e ci aspetta tanto lavoro da fare per cui non farei passare troppo tempo anche perché contiamo di organizzare una assemblea plenaria non appena troveremo le condizioni adatte per realizzarla. Chi vuole si faccia avanti.

Daniele Bricchi


venerdì 25 settembre 2020

Agricoltura Bioregionale Contadina - Excursus sui primi passi

 


Breve storia della Campagna Per l'Agricoltura Bioregionale Contadina

  • Il 17 gennaio 2009 fu avviata la “Campagna popolare per il riconoscimento dei contadini e per liberare il loro lavoro dalla burocrazia” (comunicato stampa 2009), tra i rappresentanti delle prime organizzazioni promotrici e contitolari dell’iniziativa:  Associazione Antica Terra Gentile (Lessinia),  Associazione nazionale Civiltà Contadina,  Associazione Consorzio della Quarantina (Liguria),  Rete Corrispondenze Informazioni Rurali,  Rete Bioregionale Italiana.  Primi sostenitori furono il collettivo Critical Wine di Genova e la rete Ruralpina.
  • Il gruppo delle associazioni promotrici ha avviato una petizione con raccolta firme dal 2009 che ha portato a un aumento dei promotori e sostenitori dell’iniziativa e si sono avuti i primi contatti col ministero  dell’agricoltura.
  • Nel 2010  è stato elaborato un primo testo che trasformava in proposta di leggei contenuti della petizione.
  • Cambio di ministri e di governi hanno interrotto gli sviluppi della nostra iniziativa in ambito ministeriale e si sono cercate strade alternative che hanno portato nel 2013 alla stesura delle nuove Linee Guida (vedi Comunicato e Linee Guida), presentate in Parlamento il 10 ottobre 2013.
  • Nel 2014 la FAO proclama l’anno internazionale dell’agricoltura familiare e contadina. A fine gennaio, l’editrice AAM Terranuova  ha poi avviato un’ulteriore petizione on line per raccogliere firme a sostegno della campagna contadina. Nei mesi seguenti del 2014 vengono svolti vari eventi sul territorio nazionale grazie a un comitato di associazioni che si è appositamene costituito e che, oltre a quelle aderenti alla presente campagn,a ha visto la partecipazione di altre associazioni e di ONG che operano in vari paesi. Alcuni parlamentari di vari schieramenti politici ci contattano manifestando interesse per l’agricoltura contadina.
  • Nel 2015 vengono presentate 3 proposte di legge che riguardano in toto o in parte il tema della nostra campagna contadina. In ottobre, inizia l’esame in Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati della proposta di legge sull’agricoltura contadina depositata dall’On. Zaccagnini (SEL), prima proposta depositata. Considerata la presenza di altre proposte di legge già depositate e un’altra in arrivo, è stato deciso di rinviare l’esame e di discutere eseminando insieme tutte e 4 le proposte di legge che verranno quindi accorpate. Leggi qui le 4 proposte di legge.

Fonte: https://www.agricolturacontadina.org/breve-storia-della-campagna/

Treia, 26 e 27 settembre 2020 - Celebrazione dell'equinozio d'autunno e buoni consigli...

 


“La vita senza onore è una vita vana” – Questo è il motto del Cane nume tutelare,  assieme alla Bilancia,  dell’equinozio autunnale e lo afferma pendolando fra  speranza e  disperazione  chiedendosi “dov’è la soluzione?”  -  E la speranza di per se stessa non è la risposta essendo troppo proiettata nel futuro e così anche la disperazione che, pur  ponendoci pesantemente nel contingente, è troppo legata alla memoria del passato. Sicuramente occorre trovare una sintesi e la Bilancia-Cane fa di tutto per trovare la soluzione, un misto di spinta emotiva accompagnata da sana ragionevolezza.

E per cercare una risposta sensata a questi dubbi  ci incontriamo,  sabato 26  e domenica 27 settembre 2020 a Treia.  La causa "scatenante" di questo incontro è la celebrazione dell'equinozio autunnale  nonché il festeggiamento per l'anniversario della nascita di Caterina Regazzi,  mia compagna di vita.

 Invito  e sintesi del programma 

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Con il patrocinio morale del Comune di Treia ed a cura di Auser Treia, il 26 settembre 2020, alle ore 16.30 a Treia, presso Sala ex Ipsia, in Via Cavour 29 al Centro Storico,  si terrà la presentazione del libro "Compagni di viaggio. La ricerca spirituale laica inizia e finisce nel Sé" di Paolo D'Arpini. Lettrice Caterina Regazzi e presentatrice Simonetta Borgiani.   Saranno eseguite musiche spirituali  a cura del solista anglo-indiano Upahar  Anand con Venu  e la partecipazione del gruppo bhajan Scintille di Luce. Al termine della presentazione, verso le ore 19.30 (in altro luogo) verrà offerto un "prasad"  a cui segue una sessione di canti devozionali. Info: 333.6023090


Domenica 27 settembre 2020, alle ore 10.30,   appuntamento nella sede cittadina dell'Auser,  in Via lanzi 20, al centro storico di Treia, e partenza per una passeggiata conoscitiva delle bellezze storiche della città (accompagnati dalla ProLoco)  e successiva escursione sotto le mura per raccolta immondizie e ricerca erbe selvatiche (in adesione a Puliamo il Mondo di Legambiente - Venire muniti di guanti di gomma e sacchetti, etc.).  
Più tardi alle ore 17.30, appuntamento presso TAM  in loc. Moje di Treja, dove all'aperto si terrà la presentazione del libro "Il Pane e le Rose" di Michele Meomartino, a cui seguono  esecuzioni musicali  campagnole con recitazione di poesie a cura del gruppo TAM. (Per info logistiche: 348.7255715) 


La manifestazione si svolge nel rispetto delle correnti norme sanitarie. Venire muniti di mascherina e gel personale. Prenotazioni: 0733/216293


Di seguito alcuni  consigli per affrontare l'autunno

Il momento. La rugiada notturna da leggera e bianca comincia a diventare pesante e fredda, in questa atmosfera il Dio Anubi pesa le anime, su un piatto della bilancia è posta la piuma di Maat, il principio dell’ordine e della verità, sull’altro è posta l’anima del defunto. Deve essere leggera come la piume per entrare nell’isola dei beati, altrimenti è costretta a tornare sulla terra reincarnandosi in un altro essere vivente per completare il suo ciclo purificatorio. Questa simbologia che viene dall’antico Egitto ci  mostra chiaramente lo spirito che dovrebbe animarci in questa stagione: la ricerca indefessa della verità!

Muoversi con la luna. Questi della Bilancia sono giorni del fiore con forza discendente, questo è un momento neutrale, in giardino i lavori non riescono particolarmente bene ma nemmeno particolarmente male. In luna calante si possono comunque  seminare fiori ed erbe medicinali.

La cura del mese. Sbucciature. Applicare immediatamente un impacco di argilla che disinfetta ed aiuta la fuoriuscita di granuli favorendo la cicatrizzazione.

Un piatto facile facile. Dopo esserci medicati con l’argilla per consolarci prepariamo un piatto di carotine al burro. Tagliare le carotine fine fine e ponetele in casseruola con una foglia di salvia, una noce di burro ed un po’ di brodino vegetale o vino bianco, a cottura quasi ultimata aggiungere uno spicchio d’aglio ed a fine cottura aggiungere prezzemolo tritato  e del gomasio.

Tradizioni. Secondo gli Atzechi dal  30 settembre al 19 ottobre ricorre il  mese della Montagna, che è il luogo in cui dimorano gli dei, lì essi catturavano le nubi per inviare l’acqua sulla terra e decidevano il destino degli uomini. Chi nasce in questo periodo sa mescolare amicizia, diplomazia, prudenza ed intrigo.

Pensieri edificanti. “L’uomo viene al mondo tenero ed arrendevole. Morendo diventa duro e rigido. Le piante verdi sono morbide e piene di succo vitale. Morendo sono asciutte e disseccate. Per questo rigidità e durezza sono discepoli della morte. Morbidezza ed arrendevolezza sono discepoli della vita” (Lao Tze).
“Andare con ansia di ricerca, con spirito umile, a imparare da quella grande fonte di sapienza che è il popolo” (Ernesto Che Guevara)

Paolo D'Arpini  (nella foto a Treia con Caterina Regazzi)











giovedì 24 settembre 2020

Agricoltura Bioregionale Contadina. Petizione alla Regione Marche

 


Il diritto a nutrirsi con cibi sani ed eticamente sostenibili è da annoverare tra i diritti fondamentali dell’uomo.

Le attuali  emergenze di natura ambientale, sanitaria, sociale ed economica, rendono necessario il superamento di quelle logiche che guardano all'agricoltura come mero strumento  di “produzione di merci”. Per queste ragioni la RETE GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) MARCHE, con l'adesione della Rete Bioregionale Italiana, sostiene una Agricoltura Bioregionale Contadina rispettosa dell'ambiente, delle comunità locali, del lavoro giusto e del diritto di avere un cibo sano.

Vi invitiamo a leggere il documento “Terra Bene Comune: un’agricoltura su piccola scala” e a sottoscrivere questo appello rivolto alla Regione Marche. L'obiettivo è raccogliere un numero importante di firme da inviare alla Regione Marche affinché  approvi una legge per riconoscere e tutelare la Piccola Agricoltura Bioregionale  Contadina.


TERRA BENE COMUNE: UN’AGRICOLTURA SU PICCOLA SCALA

Consapevoli che

- l’agricoltura, settore primario e sostanziale per la vita di tutti, non può essere considerata come mera produzione di “merci” perché l’atto del nutrirsi bene è la base della nostra salute,

- la terra è un “bene comune” da custodire e preservare per la sopravvivenza delle generazioni future,

Noi, con forza, vogliamo,

- prenderci cura del nostro ambiente, sostenendo un’agricoltura su piccola scala, un’agricoltura “residente”, resiliente e che presidi e salvaguardi il nostro territorio;

- un’agricoltura che “risparmi” e tuteli le riserve idriche e naturali;

- un’agricoltura diversificata che mantenga la biodiversità e preservi la bellezza del paesaggio;

- un’agricoltura consapevole dei cambiamenti climatici in atto, in grado di sviluppare misure di mitigazione e di adattamento;

- un’agricoltura che non utilizzi pesticidi chimici di sintesi, che segua i principi dell’agricoltura biologica e, più in generale, dell’agroecologia;

- un’agricoltura familiare, comunitaria che crei legami e socialità, tramandi tradizioni e saperi;

- allevamenti sostenibili che tengano conto anche del benessere animale;

- un cibo sano di cui si conosce e “frequenta” il luogo di produzione e che porti con sé, quale valore aggiunto, un solido rapporto di fiducia tra l’agricoltore e le persone a cui è destinato;

- un’agricoltura che prediliga la vendita diretta e in ambito locale;

- produzioni che restituiscano dignità all’agricoltura anche tramite un prezzo equo che tenga conto della qualità delle lavorazioni, del lavoro e dei diritti dell’agricoltore;

- un'agricoltura normativamente semplificata, particolarmente adattabile alla montagna e alle zone svantaggiate, che crei opportunità di lavoro e “benvivere” locale.

Ad un’agricoltura su piccola scala deve corrispondere una burocrazia di piccola scala, perciò la sburocratizzazione e le semplificazioni normative diventano una necessità per la produzione, trasformazione e vendita dei prodotti.

Per questo chiediamo l’adozione di una legge specifica.

Art. 44 – Costituzione Italiana

"Al fine di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali, la legge impone obblighi e vincoli alla proprietà terriera privata fissa limiti alla sua estensione secondo le regioni e le zone agrarie, promuove ed impone la bonifica delle terre, la trasformazione del latifondo e la ricostituzione delle unità produttive; aiuta la piccola e la media proprietà. La legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane."

Per informazioni: retegasmarche@gmail.com  

  Firma e invita i tuoi amici a farlo:    https://www.change.org/p/presidente-regione-marche-terra-bene-comune-una-firma-per-un-cibo-sano-e-un-agricoltura-contadina

Video collegato: https://www.youtube.com/watch?v=jsT5Zp0tPq0 

Articoli collegati: https://www.google.com/search?q=agricoltura+contadina+rete+bioregionale&source=lmns&bih=657&biw=1366&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwibtZeYqYHsAhVO4aQKHdcoB6sQ_AUoAHoECAEQAA



lunedì 21 settembre 2020

Alto Adige. PRODUTTORI DI FITOFARMACI CHIMICI FANNO CAUSA AGLI ECOLOGISTI


Il 15 settembre 2020 è iniziato a Bolzano il processo contro Karl Bär, referente per la politica agricola e commerciale dell'associazione tedesca Umweltinstitut München che da decenni si batte contro l'uso indiscriminato dei pesticidi in agricoltura. 

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Il motivo all'origine della causa è una campagna sulla diffusione di queste sostanze nei meleti dell'Alto Adige, a seguito dell'inchiesta dello scrittore e cineasta austriaco Alexander Schiebel, autore del libro "Das Wunder von Mals" (Il miracolo di Malles), anch'egli sotto accusa in un procedimento analogo. “Senza entrare nel merito del procedimento legale in corso - affermano le associazioni di Cambia la Terra - occorre sottolineare come questa vicenda abbia portato di nuovo alla cronaca il tema dell’uso massiccio dei pesticidi e il conflitto con le comunità locali”. La campagna Cambia la Terra, promossa da FederBio con Isde-Medici per l’ambiente, Legambiente, Lipu e WWF, nasce proprio per informare e far crescere la consapevolezza sull’impatto dell’agricoltura industriale basata sulla chimica di sintesi. Allo stesso tempo la campagna intende promuovere un diverso approccio all’agricoltura verso l’agroecologia di cui biologico e biodinamico sono l’espressione più diffusa. 
*
Difendendo il diritto dei cittadini e di tutti gli agricoltori che usano solo prodotti di origine naturale a tutelarsi rispetto all'utilizzo di fitofarmaci di sintesi chimica, dannosi per l'ambiente e per la salute, così come il diritto di tutti a fare informazione su ciò che essi comportano. “Esprimiamo la nostra vicinanza a Karl Bär e a tutte le persone coinvolte in questa vicenda - continuano le associazioni di Cambia la Terra - . Auspichiamo che la questione pesticidi non sia trattata nelle aule di giustizia ma nell’ambito di una ampia, seria e partecipata riflessione in Provincia di Bolzano e in generale nel nostro Paese. 
*
Ci auguriamo che vi sia una riflessione sulle conseguenze che il loro uso indiscriminato può causare alla biodiversità e alla salute dei cittadini, come dimostrato dalla stragrande maggioranza degli studi. Il nostro auspicio è che i querelanti possano ritirare prima possibile le accuse, per confrontarsi in modo più sereno e costruttivo con chi si oppone all’uso dei pesticidi, nei luoghi più appropriati come le istituzioni, locali e nazionali, e in incontri pubblici che coinvolgano cittadini e agricoltori. Uno scontro frontale di questa natura può solo danneggiare l’intero sistema agroalimentare della Provincia di Bolzano, compreso il settore bio che rappresenta un’eccellenza. Rischia di vanificare l’impegno e gli sforzi messi in atto dalle organizzazioni locali per promuovere un biologico di qualità, grazie all’applicazione di rigorose linee guida che prevedono standard aggiuntivi rispetto alle normative vigenti come, ad esempio, sta facendo Bioland Südtirol. È ora che l’agricoltura italiana, europea e mondiale facciano la loro parte nelle sfide del XXI secolo, per 11 fermare la perdita di biodiversità e nella lotta al cambiamento climatico. E una delle strade è proprio la drastica riduzione dell’uso di fitofarmaci, come richiesto anche delle strategie europee Farm to Fork e Biodiversità”. 
*
Cambia la Terra Silverback – Greening the communication  


Cambia la Terra - No ai pesticidi, Sì al biologico - è una campagna di informazione e di sensibilizzazione che viene promossa – apertamente – da chi non fa uso di pesticidi e fertilizzanti di sintesi sui campi, da chi produce e vende prodotti puliti e vede un altro futuro per il Paese. 

(Fonte: A.K. Informa N. 35)

Alto Adige. Inquinatori fanno causa agli ecologisti (che si oppongono ai veleni agricoli)

Il 15 settembre 2020 è iniziato a Bolzano il processo contro Karl Bär, referente per la politica agricolae commerciale dell'associazione tedesca Umweltinstitut München che da decenni si batte contro l'usoindiscriminato dei pesticidi in agricoltura.  * Il motivo all'origine della causa è una campagnasulla diffusione di queste sostanze nei meleti dell'Alto Adige, a seguito dell'inchiesta dello scrittore ecineasta austriaco Alexander Schiebel, autore del libro "Das Wunder von Mals" (Il miracolo di Malles),anch'egli sotto accusa in un procedimento analogo.“Senza entrare nel merito del procedimento legale in corso - affermano le associazioni di Cambia la Terra- occorre sottolineare come questa vicenda abbia portato di nuovo alla cronaca il tema dell’usomassiccio dei pesticidi e il conflitto con le comunità locali”.La campagna Cambia la Terra, promossa da FederBio con Isde-Medici per l’ambiente, Legambiente, Lipu eWWF, nasce proprio per informare e far crescere la consapevolezza sull’impatto dell’agricolturaindustriale basata sulla chimica di sintesi.Allo stesso tempo la campagna intende promuovere un diverso approccio all’agricoltura versol’agroecologia di cui biologico e biodinamico sono l’espressione più diffusa.  * Difendendo il diritto deicittadini e di tutti gli agricoltori che usano solo prodotti di origine naturale a tutelarsi rispetto all'utilizzodi fitofarmaci di sintesi chimica, dannosi per l'ambiente e per la salute, così come il diritto di tuttia fare informazione su ciò che essi comportano.“Esprimiamo la nostra vicinanza a Karl Bär e a tutte le persone coinvolte in questa vicenda - continuanole associazioni di Cambia la Terra - . Auspichiamo che la questione pesticidi non sia trattata nelle aule digiustizia ma nell’ambito di una ampia, seria e partecipata riflessione in Provincia di Bolzano e in generalenel nostro Paese.  * Ci auguriamo che vi sia una riflessione sulle conseguenze che il loro uso indiscriminato può causare allabiodiversità e alla salute dei cittadini, come dimostrato dalla stragrande maggioranza degli studi.Il nostro auspicio è che i querelanti possano ritirare prima possibile le accuse, per confrontarsi in modopiù sereno e costruttivo con chi si oppone all’uso dei pesticidi, nei luoghi più appropriati come leistituzioni, locali e nazionali, e in incontri pubblici che coinvolgano cittadini e agricoltori.Uno scontro frontale di questa natura può solo danneggiare l’intero sistema agroalimentare dellaProvincia di Bolzano, compreso il settore bio che rappresenta un’eccellenza.Rischia di vanificare l’impegno e gli sforzi messi in atto dalle organizzazioni locali per promuovere unbiologico di qualità, grazie all’applicazione di rigorose linee guida che prevedono standardaggiuntivi rispetto alle normative vigenti come, ad esempio, sta facendo Bioland Südtirol.È ora che l’agricoltura italiana, europea e mondiale facciano la loro parte nelle sfide del XXI secolo, per 11fermare la perdita di biodiversità e nella lotta al cambiamento climatico. E una delle strade è proprio la drastica riduzione dell’uso di fitofarmaci, come richiesto anche dellestrategie europee Farm to Fork e Biodiversità”.  * Cambia la Terra Silverback *– Greening the communication   * Cambia la Terra - No ai pesticidi, Sì al biologico - è una campagna di informazione e di sensibilizzazioneche viene promossa – apertamente – da chi non fa uso di pesticidi e fertilizzanti di sintesi sui campi,da chi produce e vende prodotti puliti e vede un altro futuro per il Paese. * (Fonte: A.K. Informa N. 35)

giovedì 17 settembre 2020

Appello della Rete Bioregionale Italiana al Governo per trasformare l'Italia in un'Oasi della Biodiversità, OGM Free

Campagna attorno Treia
 
 
"La fine del mondo inizia con la fine della biodiversità..." (Saul Arpino) 
 
 
Le mutazioni genetiche artificiali sono irreversibili ed incontrollabili, una volta che sono state immesse nuove varietà geneticamente modificate tutte le altre piante consimili sono destinate ad imbastardirsi con conseguente “vizio” riproduttivo ed incapacità di offrire una sicura difesa alle malattie, contrariamente a quanto dichiarato dai produttori,  e di rispondere in modo adeguato alle variazioni climatiche o ambientali. Gli  OGM sono una bomba ad orologeria che ha già iniziato a scandire il tempo… avvertendoci che il momento della “esplosione” è quasi giunto…
 
Infatti in natura le mutazione genetiche avvengono spontaneamente e quelle che risultano favorevoli alla sopravvivenza ed allo sviluppo delle specie si mantengono mentre quelle sfavorevoli sono destinate a scomparire. Al contrario le mutazioni genetiche provocate artificialmente dall’uomo sono funzionali a imprimere nelle specie caratteristiche che sono favorevoli agli interessi dell’uomo e non delle specie in se stesse o dell’ambiente che le ospita.
 
La contaminazione del Polline da OGM e, soprattutto, il Trasferimento Genico Orizzontale di parti del DNA transgenico, da una specie all’altra, rappresentano una minaccia per la salute, l’ambiente, le tradizioni agricole dei popoli.   
 
Infatti  i mali provocati dagli OGM non sorgono solo nelle inevitabili mutazioni e contaminazioni delle specie vegetali.. La globalizzazione nel settore agricolo impone una concorrenza così feroce e tecniche agronomiche e produttive che siano in grado di ridurre sempre più i costi di produzione. Anche in Italia quindi vi è la corsa ad una agricoltura intensiva e monocolturale, che ha impedito la tipica rotazione agraria ed ha favorito l’insorgenza di malerbe infestanti e parassiti resistenti. Da qui l’uso di veleni. La tecnica degli OGM non fa altro che confermare e consolidare questo tipo di agricoltura intensiva monocolturale, che punta tutto alle rese ettaro, ma ci  toglie i sapori e gli odori tipici dei nostri prodotti agricoli.
 
Forse, forse è ancora possibile bloccare il processo  di imbastardimento e cancellazione della vita a noi conosciuta…. però occorre far presto, prima che sia troppo tardi, occorre disinnescare la bomba, interrompendo l’immissione di nuove specie OGM nell’ambiente.  Occorre impedire la diffusione di tali coltivazioni in Italia...  
 
L'Italia può ancora fare qualcosa magari avvalendosi delle peculiarità del suo ambiente mediterraneo e montano, proponendosi come un paese  conservatore di antiche sementi e della biodiversità bioregionale. E questo vuole essere un invito al Governo in carica per dichiarare la nostra penisola un' "Oasi OGM Free". Una sorta di riserva mondiale della natura. Un tempio della Natura.  
 
Paolo D’Arpini
Rete Bioregionale Italiana
 
 
A favore dei nuovi nati....

mercoledì 16 settembre 2020

Panspermia. L'origine della vita è universale?

La teoria della panspermia sposta il problema dell'origine della vita, ma  non lo spiega

Tutto iniziò alcuni anni fa quando la NASA inviò in orbita alcuni campioni di licheni (1). Si pensava allora che i raggi cosmici li avrebbero distrutti, ma non fu così: resistettero per oltre due settimane. Allora si pensò di ripetere l'esperimento e, undici anni fa, partì verso lo spazio uno shuttle con a bordo una serie di campioni di funghi criptoendolitici antartici e alcuni licheni. Furono posizionati in una piattaforma studiata per l'esposizione nello spazio. Dopo alcuni mesi di esposizione al vuoto siderale, tornati sulla Terra furono presi in consegna dallo scienziato Silvano Onofri dell'Università della Tuscia. Alla fine, dopo una serie di studi e di analisi specifiche, a 5 anni dall'esperimento, il risultato fu che i campioni di funghi e licheni esposti alle insidie dello spazio avevano resistito e, tornati sulla Terra, avevano ripreso il loro ritmo vitale. Quindi così si è voluto dimostrare che "il seme della vita" può venire dallo spazio, trasmesso da comete o meteoriti. 

Questo esperimento con l'ESA, la NASA e l'Università della Tuscia fu presentato da Accademia Kronos in un convegno pubblico a Viterbo. Alcune esperienze precedenti avevano permesso di verificare come alcuni esseri viventi (unicellulari) riescano a vivere in ambienti fino a pochi anni fa considerati assolutamente ostili alla vita. - "Molto spesso - ha dichiarato il prof. Silvano Onofri, - si pensa che gli esseri viventi più resistenti alle condizioni estreme siano i batteri, in realtà alcuni funghi hanno dimostrato di avere un maggior grado di resistenza". 

A questo punto l'antica teoria che la vita sulla Terra sia arrivata dallo spazio e non sia nata per caso e per volontà di qualche divinità solo su questo pianeta, ormai sembra appurata (Panspermia-cosmica). La panspermia è una teoria scientifica che suggerisce che i semi della vita (in senso ovviamente figurato) siano sparsi per l'Universo, e che la vita sulla Terra sia iniziata con l'arrivo di questi semi, i quali, trovando condizioni favorevoli, abbiano dato il via alla vita come noi oggi la conosciamo. È implicito pensare che ciò possa accadere anche su molti altri pianeti. Per estensione, semi si potrebbero considerare anche semplici molecole organiche. La teoria ha le sue origini nelle idee di Anassagora, un filosofo greco, e si è rivitalizzata a partire dall'Ottocento con Lord Kelvin, con il fisico Hermann von Helmholtz e, nei primi decenni del Novecento, con il chimico e premio Nobel svedese Svante Arrhenius, mentre nell'ultimo quarto del XX secolo il testimone è passato agli astronomi Fred Hoyle e Chandra Wickramasinghe. 

Nel primo decennio del XXI secolo la teoria ha ricevuto alcune conferme sperimentali nel ritrovamento, da parte della sonda Stardust, di tracce di ammine e lunghe catene carboniose nei materiali raccolti dalla cometa Wild 2. 12 Grazie ai grandi telescopi orbitanti intorno alla Terra abbiamo appurato che ogni stella, non solo della nostra galassia, ma delle altre miliardi di galassie e di ammassi stellari è un sole con una coorte di pianeti. 

Secondo i parametri biologici che conosciamo in ogni sistema solare esiste una fascia della vita (non troppo vicina e non troppo lontana dal Sole), ebbene una stella su cinque dovrebbe avere uno o due pianeti all'interno di questa fascia “abitabile”. Altro elemento necessario allo sviluppo della vita, oltre ad un'atmosfera respirabile, è l'acqua. Molti fino a poco fa pensavano che anche questo elemento fosse una rarità apparsa solo sul nostro pianeta, invece l'acqua è presente ovunque. Si pensi che nella nebulosa di Orione, ogni giorno si crea tanta di quell'acqua equivalente a formare mille oceani terrestri. 

Finalmente l'Homo Sapiens dovrà ridimensionarsi e non pensare più d'essere l'unica creatura intelligente dell'universo. Questa realtà non sarà certamente gradita a qualche religione monoteista che asserisce che un dio, partendo dal nostro pianeta, abbia creato tutti gli universi oggi in parte conosciuti. Per fortuna da qualche anno nei vertici religiosi del nostro Cattolicesimo ci si comincia a discostare dal concetto “tolemaico” dell’universo e invece ad aprirsi alle nuove realtà e scoperte scientifiche. Sta di fatto che 4 anni fa, nell’ambito di un simposio internazionale di astrofisica, alcuni religiosi cattolici affermarono “che il buon Dio può aver creato la vita su altri pianeti, i quali potrebbero per loro fortuna non essere stati contaminati dal peccato originale e, pertanto, non aver conosciuto un “Cristo”. 

I musulmani e gli ebrei invece restano radicati ancora ad un Dio tutto e solo per loro, un Dio terrestre. Per fortuna l'Universo è anche espressione di vita, sia essa a base carbonio che a base silicio, e questa vita potrebbe anche essere intelligente. Pensate che colpo sarebbe per questi assertori del loro unico Dio, scoprire che esistono altri dei nello spazio. Sarebbe forse la fine di queste religioni o il loro forte ridimensionamento. E' forse, per grazia “di Dio”, la fine delle guerre di religione.  

Filippo Mariani -  (AK Informa N. 34)   

Riciclaggio della memoria: Panspermia? - Bioni: all'origine della vita....  secondo Wilhelm Reich

1) I licheni sono organismi simbionti derivanti dall'associazione di due individui: un organismo autotrofo, un cianobatterio o un'alga (per lo più una clorofita) e un fungo, in genere un ascomicete o un basidiomicete. I due simbionti convivono traendo reciproco vantaggio. 



martedì 15 settembre 2020

“No” alla speculazione edilizia nei Centri storici

E’ in atto da qualche tempo un rinnovato attacco alla integrità delle nostre città storiche che a migliaia rappresentano un patrimonio storico-artistico di valore unico al mondo risalente agli Etruschi, ai Greci, ai Romani, ai Celti, e ad altri popoli come i Longobardi. Patrimonio costruito per millenni con l’impiego ininterrotto degli stessi materiali, legno, pietra, arenaria, marmo, laterizi crudi e cotti, fino al primo ‘900.
Fino ad una “rottura” anche ideologica avvenuta quando si sventrano i centri storici e li si ricostruisce con cemento, vetrocemento, ecc. si raddrizzano le strade, si creano vere autostrade urbane.
Liberamente fino al “no”, nel 1951, di tanti intellettuali ad un colossale sventramento, pensato negli anni del regime, da piazza del Popolo a piazza di Spagna e alla costituzione nel 1955 di Italia Nostra. Dopo ci sono state altre “mani sulla città”, con danni assai gravi e però con forti opposizioni e senza effetti distruttivi definitivi. Tuttavia l’idea del “moderno” dentro le città storiche sembra non tramontare mai.
Perché fermarsi ?”, si è chiesto infatti il ministro Dario Franceschini intervenendo sul “Fatto” del 15 agosto, ”Perché non integrare con arte e architettura contemporanee, frutto della creatività di grandi maestri e di giovani talenti italiani? Perché non accettare che un lavoro di grande qualità possa colmare ad esempio un vuoto di un nostro centro storico? (…) Perché essere contro tutto ciò che innova e usa?
Dove non ci sono vincoli – è la sua tesi – il Ministero, le Soprintendenze devono poter autorizzare inserti contemporanei importanti. Magari di archistar, ovviamente.
Un brutto film già visto e una tesi, a nostro avviso, quanto mai pericolosa, dal momento che riteniamo da decenni che l’integrità. salvaguardata con tanta fatica delle nostre città storiche, sia invece il loro elemento distintivo, positivo naturalmente, in tutta Europa e nel mondo.
Per contro le nostre migliaia di centri storici sono vincolati molto episodicamente (tranne Urbino entro le mura roveresche), la stessa Venezia è in queste condizioni. La stessa Roma, sito Unesco, è vincolata a macchia di leopardo. Tant’è che la Regione Lazio ha “invaso” Roma e i Villini della Città di Nathan con sue norme che ne “gonfiano” e alterano misure e cubature e il MiBACT si è meritoriamente opposto estendendo i vincoli statali. Insisterà su tale linea di tutela dopo la presa di posizione “concettuale”, strategica del ministro appena citata? Oppure cederà?
Gentrification 2014: il centro storico ai più ricchi - Linkiesta.it
Dal 1960 esiste e opera la Carta di Gubbio, aggiornata nel 1980 e seguenti, firmata da Antonio Cederna, Manieri Elia, Samonà, Bottoni e da numerosi Comuni italiani, la quale fissa princìpi rigorosi di conservazione. Ripresi e sviluppati poi dagli interventi attivi realizzati nella città storica di Bologna, col piano di Pier Luigi Cervellati, sindaco Guido Fanti, e in altre città negli anni ’80, con una forte eco positiva, anche internazionale. Una legge nazionale di tutela dei centri storici è stata poi tentata da Walter Veltroni ministro, ma non è andata in porto. Ora il disegno di legge organico elaborato da Vezio De Lucia per la Bianchi Bandinelli – scritto con il contributo decisivo dello stesso Cervellati – è alla Camera (Stefano Fassina e altri) e al Senato (Michela Montevecchi e altri 5 Stelle). 
Nonostante tutto, nonostante il loro svuotamento demografico, i frequenti sfregi dovuti agli abusi e il tentativo di trasformarli in una sorta di Disneyland per il turismo di massa, i nostri centri storici hanno mantenuto i caratteri ormai perduti in giro per l’Europa. Mentre da noi hanno fatto e fanno la fortuna del turismo culturale se esso non diventa, come sta purtroppo diventando, “turismo di occupazione” tanto veloce quanto onnivoro.
Per questo chiediamo con grande energia che i fondamenti della Carta di Gubbio e delle nostro migliori esperienze di recupero, restauro e riuso edilizio a fini residenziali, per ogni ceto sociale, – come il modello Bologna -vengano ripresi e attuati con una legge nazionale. Essa deve tuttavia impegnare le Regioni a non snaturare coi Piani Casa il patrimonio faticosamente salvato dalle “mani sulla città” del fascismo, del dopoguerra, del “boom” edilizio ed ora dalla saldatura in una sola figura fra proprietario-costruttore-venditore che sta divorando, inarrestabile, suoli e paesaggi del Bel Paese e ora cerca nuovi spazi speculativi nei centri storici.
Salviamo il Paesaggio - redazione@salviamoilpaesaggio.it
www.salviamoilpaesaggio.it

PRIMI FIRMATARI:
Desideria Pasolini dall’Onda fondatrice di Italia Nostra
Rita Paris, archeologa, Ass. R. Bianchi Bandinelli
Ebe Giacometti, restauratrice, Italia Nostra, presidente nazionale
Vittorio Emiliani, Comitato per la Bellezza, presidente
Adriano La Regina, archeologo, Lincei, già Sopr. Archeologia Roma
Francesco Scoppola, architetto restauratore, già direttore gen. MiBAC e sopr. Regionale Marche
Jadra Bentini, già Soprintendente BSA Province Bo-Fe-Fo-Ra-Rn
Pier Luigi Cervellati, urbanista, autore Piano Bologna Centro Storico
Vezio De Lucia, urbanista, autore legge Centri Storici alle Camere
Paolo Berdini, urbanista, saggista
Michele Achilli, urbanista, ex-parlamentare, saggista
Gaia Pallottino, responsabile coordinamento Comitati Residenti
Centro Storico Roma
Maria Pia Guermandi, archeologa, Emergenza Cultura
Luigi Manconi, sociologo, presidente “A buon diritto” Onlus
Andrea Costa, presidente Comitato Roma Capitale 1870
Carlo Troilo, saggista, Comitato Roma Nuovo Secolo
Forum nazionale Salviamo il Paesaggio
Maria Immacolata Macioti, docente di Sociologia, La Sapienza
Mirella Di Giovine, architetto, paesaggista
Sonia Marino,
Mirella Belvisi, direttivo sez. di Roma di Italia Nostra
Cristina Lattanzi, cons. nazionale Italia Nostra e assessore Tutela e ambiente Eur
Paolo Gelsomini, presidente Ass. Progetto Celio
Anna Cometti, Ass. Progetto Celio
Paolo Salonia, cons. Icomos e Ass. Vivere Ponte Milvio
Ginanima Greco, Ass. Progetto urbano San Lorenzo
Massimo Marnetto, pres. Ass. Motus
Fabio Alberti
Anna Maria Ceci
Marina Fresa
Marcello Paolozza
Fulco Pignatti
Annamaria Bianchi, ambientalista
Marina Foschi, architetto, già pres. Italia Nostra Emilia-Romagna
Luciana Prati, già dir. Raccolte Civiche Forlì, Italia Nostra
Roma Salviamo il Paesaggio
Stefania Ganz, architetto
Riccardo Picciafuoco, architetto
Gennaro Ferrillo, Altro Modo Flegreo APS e Comitato SiP Pozzuoli (NA)
Pino Coscetta, giornalista scrittore
Giorgio Amadio
Piero Filotico
Maria Spina
Associazione Gentes Quartiere Giuliano Dalmata Olimpia Mastroianni
Danilo Ruggiero
Giancarlo Storto
Wanda De Angelis
Maria Pia Rosati
Dina Nascetti, Comitato Vivere Trastevere
Filippo Lancellotti, Associazione Roma è la mia città
Flaminia Borghese Associazione Piazza Navona e dintorni
Luca Ronchi del Comitato residenti Rione Monti
Paolo D'Arpini Rete Bioregionale Italiana
Compagni di viaggio” e l'incontro con Uppaluri Gopala Krishnamurti a Roma |  Circolo Vegetariano VV.TT. Treia

lunedì 14 settembre 2020

Il pedone ha diritto alla legittima difesa della sua Vita

Siamo alla vigilia della Settimana Europea della Mobilità senza auto (dal 16 al 22 settembre).
La Mobilità in Italia: perdura il tempo delle “Tre carte” (e/o del gattopardismo) e il massacro delle persone,
Una novità del Codice della strada si chiama “Strada Scolastica” (e a Torino: siamo alla “pista scolastica”?)
I Comuni, per le strade in prossimità delle Scuole, devono “consentire la sosta, il movimento e le manovre connesse” alle Scuole e “stabilire limitazioni alla circolazione almeno negli orari di attività didattica e di ingresso e uscita degli alunni”. (30 km/h; Zone a traffico limitato; ecc.)
La “Strada Scolastica”, secondo l’ADP – Associazione Diritti dei Pedoni di Roma e Lazio, deve essere quella struttura stradale che:
- riconosce e rispetta l’umana dignità al “Pedibus” (alla nuova generazione);
- attiva la dignitosa collaborazione Scuola – Famiglia, con la partecipazione degli Enti Locali;
- partecipa alla realizzazione della “convivenza civile”;
- è il veicolo che deve attraversare lo spazio del pedone;
- produce la Libertà dalla paura e rispetta il diritto alla eguaglianza della “Strada, bene comune”.
La “Strada Scolastica” – secondo l’ADP – collega le abitazioni della popolazione scolastica all’ “Area Scolastica” di appartenenza e viceversa, permettendo al “Pedibus” e al pedone di percorrerla senza scendere mai dal marciapiede normale e/o ortogonale.
Vito De Russis