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martedì 18 settembre 2012

Bioregionalismo - Salviamo l'agricoltura contadina dalle rapaci mani delle multinazionali del cibo

Nutrire con amore - Collage di Vincenzo Toccaceli
 
 
La Ue e con lei le lobbies dell'agribusiness contro l'agricoltura contadina.

Non se ne può più, ogni mese, quasi  ogni settimana, ogni giorno? Hanno cominciato condannando l'associazione francese e internazionale Kokopelli nella vertenza che l'aveva vista contrapposta lla ditta sementiera Baumaux, la corte costituzionale ha deciso che non è possibile la commercializzazione delle sementi non iscritte nel catalogo ufficiale delle varietà.
 
Poi hanno continuato con l'imposizione ai governi del mais Ogm, quindi, il governo Monti, in Italia ha dato addosso all'agricoltura a km zero... cos'altro aspettiamo? Che ci vietino di fare l'orto e che sia obbligatorio mangiare l'insalata del supermercato?
 
Leggo tante prese di posizione, di informazione nei siti "alternativi" ce n'è anche troppa, si susseguono le parole e i buoni propositi, a me pare che una riflessione seria, approfondita , foriera quindi di una risposta il più possibile forte e condivisa non sia ll'orizzonte.
 
Sui temi della sovranità alimentare, dei beni davvero comuni che sono quelli inalienabili come l'acqua, il cibo non è possibile limitarsi a mettere un "mi piace" su Fbook.
 
Davvero occorre che tutta una pluralità di soggetti si mobiliti.
Primo: a Bruxelles esiste una rete di lobbisti che lavora incessantemente solamente per questo: fare gli interessi delle grosse corporation e ostacolare, impedire in ogni modo qualunque rinascita, qualunque risorgimento di un mondo contadino autonomo, libero, centrato su propri valori e su proprie pratiche di sostenibilità e il più distante possibile dal mercato globalizzato, fuori dalla mercificazione plastificata e , invece, molto prossimo a pratiche di baratto, di autoaiuto e condivisione di cose e di saperi.
 
E' ovvio che se ci scambiamo le sementi e che queste siano buone sementi riproducibili, esenti da qualunque brevetto, tutto ciò alle corporation non può che nuocere.
 
Ora siamo una nicchia ma chi può dirlo? La crisi spinge tanta nuova gente all'orto, se non altro per risparmiare e, sappiamo benissimo, che per gli strateghi del mercato anche uno spostamento del virgola qualcosa, nei grandi numeri, significa perdita elevate per chi comanda il vapore dell'agribusiness, oggi.
 
Si dicono liberisti in tutto, vogliono privatizzare scuola, sanità, pensioni e... vogliono guardare nel mio orto?
 
Sono dei falsi liberisti e dei pessimi liberali, i governi asserviti a queste lobbyes, incluso il nostro, cianciano di "preservazione e difesa della biodiversità": chiacchiere, nei fatti sono solamente chiacchiere che nascondono, ed i fatti lo dimostrano, la loro totale soggiacenza ad interessi altri, molto forti.
 
Facile obiettare che si può continuare a far finta di niente, che si può continuare a riprodurre la propria semente come si è sempre fatto e che difficilmente si vedranno i marescialli bussare all'uscio del nostro orto. Questo è un ragionamento miope, se coltivi mais lo devi sapere che i pollini Ogm volano e possono contaminarti il tuo granoturco a 2 km di distanza  e, attestato nella Valle del Rodano, anche a 4.
 
Come fai a difenderti dall'inquinamento dei campi Ogm dei tuoi vicini?
 
Non puoi certo alzare reti di 10 metri e non tutti hanno la fortuna che io di vivere in una valle dove il mais non lo coltivano che in pochi e non hanno interesse all'Ogm solamente perchè su superfici troppo limitate e dunque non redditizie.
 
Ci vuole una levata di scudi collettiva, occorre una riflessione comune per una risposta forte che sia : primo, disobbedienza civile , chiara e manifesta, noi non ci stiamo e dichiariamo pubblicamente, tramite i giornali locali, noi in Vallassina l'abbiamo fatto sul nostro quotidiano più letto, che continueremo a coltivare le antiche varietà e ce ne infischieremo di ciò che dice la Ue. Nell'ambito delle associazioni di cui facciamo parte, la Rete Semi Rurali, Civiltà Contadina ne fa parte, la Rete Bioregionale, in tutti i forum e le occasioni possibili, anche rimbeccando e rinfacciando il politico della nostra zona in parlamento: tu cosa fai per contrastare queste schifezze?
 
Cosa fanno gli eletti a tutti i livelli per salvaguardare la biodiversità locale che è poi, sommandole, la biodiversità italiana ed europea?
In Francia si continua con il movimento dei liberi falciatori di Ogm, ero a Valence a fine agosto ed erano in prima pagnia sul Dauphinè Libèrè, in azione contro mais Ogm nella zona del Rodano. Qui si dorme? La contaminazione da Ogm è inquinamento, ciò che provoca è noto e sono noti anche gli studi indipendenti, oltre che quelli commissionati dalle stesse corporation e che valgono per buone per i politici dell'Unione Europea.
 
Lobbisti, multinazionali, governanti a destra e sinistra assortiti, questi fanno bene il loro sporco lavoro, vicendevolmente alimentando il loro business, siamo noi, galassia ecologista, libertaria, persone e reti non eterodirette, siamo noi che leviamo o non leviamo neanche flebile una risposta.
 
Direi che è il casi di alzare la voce e che in Italia abbiamo un patrimonio troppo grande, immenso di biodiversità, di piccola agricoltura locale ancora debordante di buoni sapori, di buone pratiche da difendere e salvaguardare con le unghie con i denti. Non aspettiamo il nostro Josè Bovè, siamo tutti Josè Bovè! Per chi  lo avesse dimenticato era  il contadino francese che entrandovi dentro con un trattore  devastò un Mc Donalds e poi, con la sua Confèdèration Paysanne ha dato l'avvio alla distruzione dei campi coltivati ad Ogm, attualmente è deputato europeo per Europe Ecologie.

Teodoro Margarita, salvatore di semi. 
Rete Bioregionale Italiana 

giovedì 29 marzo 2012

“No agli OGM e sì al ritorno dell’agricoltura contadina” - Se ne parlerà a Treia durante la Festa dei Precursori dal 5 al 13 maggio 2012

Il governo dei tecnici, a voce del ministro Clini, è tornato a  proporre (sollecitato evidentemente dalle lobbyes trans-nazionali),  l'introduzione delle coltivazioni OGM in Italia.  

Questo  mentre si fanno più evidenti i danni legati all'uso di OGM, per l'irrorazione di sostanze chimiche aggiunte e per l'impazzimento genetico naturale.

Il problema degli OGM è anche economico... Infatti trattandosi di sementi brevettate il loro acquisto deve avvenire tramite i produttori che ne detengono il copy right: Syngenta e Monsanto. Due multinazionali che sono viste come responsabili  di fallimenti e suicidi di migliaia di  piccoli contadini in varie parti del mondo. Gli OGM, infatti, non sono soltanto costosi ed inquinanti, sono pure anti etici e fonte di scollamento sociale, oltre  che di perdita delle antiche varietà arboree locali.
  
Come dicevamo  gli  OGM non escludono l'uso dei veleni, per combattere le "malerbe", e  mentre le piantine geneticamente modificate sono immuni  a tali veleni le "malerbe" vengono seccate.  Ma il fatto che gli OGM siano immuni non significa che non assorbono parte delle componenti chimiche,  durante la loro crescita e maturazione, inoltre gli antipassitari ed i concimi di sintesi  vanno a finire nell’aria e nelle falde acquifere, rovinandole irrimediabilmente.

(Andrebbero  comunque  riconsiderate  le proprietà ed i possibili usi officinali ed alimentari delle cosidette "malerbe"... e di questo in particolare ne parleremo durante l'ecursione erboristica del 5 maggio 2012 a Treia)

Altro motivo di  contrarietà agli Ogm è la globalizzazione della produzione ed incremento dell'agricoltura intensiva, che impone una concorrenza feroce e tecniche agronomiche  che siano in grado di ridurre sempre più i costi di lavorazione. Anche in Italia  vi è già la corsa ad una agricoltura  monocolturale, che ha impedito la tipica rotazione agraria ed ha favorito l’insorgenza di malerbe infestanti e di parassiti resistenti. Da qui l’aumento nell'uso di veleni.

La tecnica degli Ogm non farebbe altro che confermare e consolidare questo tipo di agricoltura intensiva, che punta tutto alle rese ettaro, ma ci ha tolto i sapori e gli odori tipici dei nostri prodotti agricoli.

Le vacche degli allevamenti industriali  sono nutrite con foraggi OGM  ed il latte non sa più di niente, così pure  i formaggi a pasta molle. Purtroppo la tecnica degli Ogm non serve solo ad ottenere un'ipotetica maggior resistenza, ma anche per avere patate con più amido, frutta di maggiore dimensione,  ecc. Modificando la struttura interna delle piante si creano anche nuove sostanze che certamente non sono benefiche per l'organismo umano. 

Noi chiediamo una politica che sostenga il mondo della piccola agricoltura e lo metta in condizione di sopravvivere dignitosamente alle sfide della grande distribuzione e della globalizzazione, permettendogli di dare il meglio di sé con pratiche agronomiche tradizionali. Per questo motivo va salvaguardato il prezzo dei prodotti agricoli italiani e va emessa una legge che dia trasparenza al mercato, mettendo in condizione il consumatore di riconoscere il prodotto bioregionale, la filiera di produzione e le qualità organolettiche.

Vanno semplificate le norme burocratiche relative alla trasformazione in casa di alcuni prodotti agricoli, e va ripensata l'imposizione dell'IMU (e di altre gabelle) sui fabbricati d'uso rurale. Infine andrebbe disincentivato l'allevamento industriale, causa di enorme inquinamento e spreco energetico, ed  incentivato il ritorno al piccolo allevamento ed alla piccola agricoltura, con ripristino dei sistemi di tratturazione e lavorazione dei campi con forza animale, in modo di riproporre un ciclo naturale (concime, pulizia dei fondi, etc.).

È urgente tornare alle sane pratiche agricole della rotazione agraria, dove il contenimento delle malerbe e dei parassiti veniva fatto ruotando sullo stesso terreno varie colture, e nel contempo si salvaguardava la struttura e la sostanza organica del terreno, immettendo letame naturale e favorendo le migliaia di esseri viventi che popolano il sottosuolo e trasformano la sostanza organica in humus. L’uso massiccio di concimi chimici, di veleni, ed ora dei prospettati Ogm, ci ha portato e vieppiù ci porterà verso una precoce desertificazione dei nostri terreni e alla scomparsa dei sapori.

Paolo D'Arpini
Rete Bioregionale Italiana


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Di questo e simili argomenti se ne parlerà durante la Festa dei Precursori, che si tiene a Treia dal 5 al 13 maggio 2012. Programma: http://paolodarpini.blogspot.it/2012/03/treia-macerata-festa-dei-precursori.html

domenica 8 gennaio 2012

Aprilia - Presentazione dell'Incontro Collettivo Ecologista del 22, 23, 24 giugno 2012 , per un solstizio estivo di rinascita vitale e spirituale....

Madre Terra


Abbiamo sentito nelle nostre budella il richiamo di Madre Terra, stremata per le brutture a cui viene sottoposta da noi umani...

In questa atmosfera grigia in cui si respira a fatica, con l'acqua impura, le risorse alimentari piene di veleni, le montagne, le valli, le foreste, i campi e le città cosparse da una sottile polvere di morte, con l'impossibilità di dialogare pacificamente fra esseri umani e con le altre specie viventi.... non abbiamo saputo resistere al pianto della Madre ed abbiamo perciò pensato di compiere, nei limiti del nostro possibile, un gesto di pacificazione, un tentativo di inversione di marcia, insomma di prendere coscienza che così continuando la civiltà e la nostra stessa esistenza non sarà più possibile.

Da parecchi anni compiamo un rito incontrandoci nell'occasione del Solstizio Estivo per scambiare le nostre esperienze bioregionali e per tentare nuovi approcci di vita. Stavolta però dobbiamo compiere uno sforzo ulteriore, non possiamo limitarci al piccolo gruppo di “bioregionalisti” e non possiamo limitarci a scambiare quattro chiacchiere in piacevole compagnia. In un primo momento avevamo pensato di indire una assemblea formativa di una “rete delle reti” denominata “Stati generali per l'Ecologia profonda, la biospiritualità ed il riabitare gentile della Terra”, poi qualcuno ha obiettato che la parola “stati generali” evocava qualcosa di “politicizzato e di stantio” perciò abbiamo risolto di modificare il titolo in “Incontro Collettivo Ecologista”..  Comunque il nome dell'evento ha poca importanza, quel che conta è che durante l'incontro si possano manifestare reali prospettive di un cambiamento (ormai inevitabile), sia nelle nostre vite che negli ambiti in cui siamo connessi. L'incontro dovrebbe avere una valenza che supera i confini della penisola, per abbracciare l'intera Europa ed il mondo, ma d'altronde possiamo farci portatori di una crescita solo per noi stessi e pertanto il coordinamento avviene fra ecologisti italiani, provenienti da varie bioregioni e città. Negli altri paesi ognuno farà la parte che gli compete.....

Tanto per cominciare diciamo che l'incontro si terrà in provincia di Latina, ad Aprilia, in modo che il sito sia facilmente raggiungibile dal nord e dal sud. Non sono previste spese di permanenza poiché saremo ospiti nel podere del Vetiver di Benito Castorina che rinuncia ad ogni prebenda (pur che -chi lo desidera- potrà lasciare un contributo volontario per le spese di gestione generale).

Aprilia si trova a soli sette kilometri dal mare ed è facilmente raggiungibile con mezzi pubblici da Roma. Le sistemazioni al coperto sono sufficienti per due o tre dozzine di partecipanti, invece all'aperto o sotto alcune tettoie c'è posto per molte altre persone, che potranno arrangiarsi con campers, tende, amache, sacchi a pelo, etc.  La preferenza per i posti al coperto, nei limiti del possibile, verrà data ad anziani, donne e bambini.

Ognuno è invitato a portare con sé stoviglie e canovacci e cibo cotto e crudo, possibilmente biologico e vegetariano, la cucina e la vesseille sono in comune come pure la pulizia del posto. In modo da fare un esperienza conviviale di vita comunitaria alla pari.

Durante il pomeriggio del 22 giugno 2012 si potrà giungere per familiarizzarsi e sistemarsi e magari andare al mare per un bagno corroborante. Il 23 giugno si tengono due sessioni per trasmettere proposte ed esperienze, comprese le presentazione di progetti, di libri, etc. e magari la sera si farà un po' di festa con musica e canti. Ed anche il 24 giugno qualcosa di simile... ma non vogliamo ora prefigurare tutto quel che succederà, l'importante è sapere che ognuno dei partecipanti potrà dire la sua, a rotazione e con tempi accessibili a tutti.

Inoltre per facilitare la condivisione dei temi chiediamo sin d'ora alle persone che intendono partecipare di inviare un loro scritto/intervento (alquanto sintetico) che troverà spazio nel nuovo numero annuale dei Quaderni di Vita Bioregionale (quest'anno curato da Daniela Spurio), che verrà presentato contestualmente all'incontro e successivamente divulgato anche su internet a mezzo PDF. Gli argomenti che si prevede di trattare sono: ecologia profonda, bioregionalismo, biospiritualità, agricoltura contadina, cure naturali, alimentazione naturale, economia sostenibile, lavoro ecologico, produzione energetica pulita, rapporto uomo natura animali, e simili....

Preghiamo poi tutti gli aderenti di farsi loro stessi portavoce e divulgatori dell'evento.....

Paolo D'Arpini


Per info. generali ed invio interventi per i Quaderni scrivere a circolo.vegetariano@libero.it

Per info. logistiche e sul luogo dell'incontro telefonare al: 338.4603719


Altri articoli sull'Incontro Collettivo Ecologista 2012:

mercoledì 14 dicembre 2011

Agricoltura contadina – Proposte e discorso critico sulla situazione dei contadini in Italia




Ai Referenti delle Associazioni co-promotrici della Campagna popolare per l'agricoltura contadina
4 dicembre 2011

Anche quest'anno è importante avere un momento di incontro collettivo per confrontarci e definire insieme azioni comuni, invitiamo tutti quindi ad incontrarci


DOMENICA 18 DICEMBRE con orario 14,30 - 18,30
presso l' Agriturismo di Mezzano - via di Mezzano 36 - Strada in Chianti (FI) www.firenzechianti.it - abbiamo proposto questo luogo e data cogliendo l'occasione di svolgerla subito dopo la conclusione dell'incontro annuale della Rete semi rurali , in cui sono presenti già una parte delle Associazioni (così come era avvenuto anche due anni fa).


I temi in discussione saranno:
- RESOCONTO AZIONI 2011
- iniziative e struttura organizzativa


-INIZIATIVE PER IL 2012
. sviluppo dei contatti istituzionali (Ministero,Parlamento e Regioni) e lavoro giuridico
. proposta d'azione nata nell'incontro di Genuino Clandestino a Bologna ottobre
. connessioni con le iniziative sull'Accesso alla terra
. altri temi che si vorranno proporre dalle Associazioni


Penso sia chiaro a tutti quanto sia fondamentale, per agire in modo collettivo e condiviso, partecipare a questo incontro, pur sapendo gli impegni in cui ognuno di noi è coinvolto. Chiediamo a tutti i Referenti delle Associazioni di DARE CONFERMA della partecipazione e segnalare eventuali altri punti da discutere.
Per il Coordinamento nazionale
Roberto Schellino


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Commento di Emilio: 13 dicembre 2011


Salve, spiace constatare che anche questo coordinamento, voglia rincorrere le velleitarie parole d'ordine del cosidetto Movimento Genuino Clandestino. I contadinicritici e non solo, chiunque vive di agricoltura lotta ogni giorno, per non scomparire, per non essere ridotto ad un clandestino, ad un fuorilegge, da plotoni di funzionari delle ASL, Repressione Frodi, Nas, ecc... I contadini (critici e non) certamente non credono di dover rivendicare la clandestinità, nè per sè, nè per le proprie produzioni. Rispetto alla genuinità chiedono che gli venga riconosciuta, ma in un ambito di norme certe e condivise. Per quanto riguarda, l'altro tema "forte", l'accesso alla terra, chiedo a chi vive in campagna e di agricoltura; è questa l'emergenza primaria? Il tema più sentito tra i contadini? La lotta per la sopravvivenza, le azioni per contrastare la chiusura, la moria di migliaia di piccole e medie aziende agricole è la vera emergenza! Queste parole d'ordine, vuote di contenuti, dopo essere state riesumate da qualche scaffale polveroso, dove riposavano dagli anni '70, rimbalsano da tre anni tra i promotori ed hanno preso solo ora vigore e senso, a seguito del Decreto governativo relativo alla alienazione di terreni demaniali, pubblici. Si definiscono "movimento di resistenza contadina" ma i contadini li cacciano, come è successo recentemente all'interno dell'ass. Terraterra, dove il portavoce, Tonino Lepore, afferma “scardiniamo l'apologia del contadino, che è limitante”. L'assenza di iniziativa, di mobilitazione del Movimento Contadino, non può divenire l'alibi per dare credito a iniziative estemporanee, senza futuro, di un movimento che, nella migliore delle ipotesi è di "distrazione contadina".
Emilio x i Contadinicritici


…………………….


Replica di Roberto: 13 dicembre 2011


In questo momento non ho titolo per parlare a nome di tutti, ma come uno dei coordinatori nazionali mi sento di risponderti in questo modo: -come Contadini Critici avete liberamente aderito alla Campagna per l'agricoltura contadina, però devo constatare che , fino ad oggi, a parte episodiche comunicazioni mail come questa, non avete mai dato alcun reale contributo concreto, anche solo propositivo, a questa iniziativa. Quindi spetta a voi capire se vi interessa continuare questa esperienza, con coscienza e dimostrandolo con azioni concrete - allora per me avrà un senso rispondere nel merito alle vostre contestazioni. Ma finchè state alla finestra a pontificare e non vi sporcate le mani nel confronto con le differenze, allora credo non potrà esservi di fatto alcuna collaborazione. Ma, ripeto, questo è il mio parere personale.
Roberto S.


………………..


Commento ulteriore di Emilio: 14 dicembre 2011


Non ho voglia ne tempo per polemizzare, quindi, la mia risposta:
Dal 2000 al 2010 hanno chiuso i battenti il 32,2 per cento delle aziende agricole italiane. Lo dicono i dati provvisori del 6° Censimento dell’Istat (http://censimentoagricoltura.istat.it/) pubblicati pochi mesi fa. Queste le cifre: alla data del 24 ottobre 2010 in Italia risultano attive 1.630.420 aziende agricole e zootecniche di cui 209.996 con allevamento di bestiame destinato alla vendita: il 32,3 per cento in meno, appunto, dell’anno 2000. E’ il risultato di un processo pluriennale di concentrazione dei terreni agricoli come effetto delle politiche comunitarie e, anche, dell’andamento del mercato. Comunque, se l'adesione a Genuino Clandestino, è già un fatto acquisito, vi chiedo di togliere l'adesione dei Contadinicritici alla Campagna. Vi auguro un buon proseguimento...
Emilio x i Contadinicritici


……………..


Intervento di Caterina Regazzi: 14 dicembre 2011


Se posso intervenire in poche parole direi che il giusto sta nel mezzo e che bisogna considerare vari fattori: economici (purtroppo sono quelli che condizionano di più il tutto), ma anche sociali, politici, pratici e anche spirituali?


L'agricoltura perché é in crisi?


Perché i prodotti dell'agricoltura, nei paesi in cui vige il benessere materiale, hanno perso sempre più valore a scapito di altri beni, sempre materiali, che ne hanno acquistato uno sempre maggiore e penso prima di tutto, a quelli tecnologici, beni che richiedono un consumo di altri beni (territorio, energia) sempre maggiori.
Da qui la diminuzione dei campi lasciati incolti, tenuti come pascoli, coltivati a cereali od orticole e frutta.


Del resto, la frutta e i pomodori, tanto per fare esempi eclatanti, ogni anno vengono distrutti o lasciati marcire sulle piante perché, per questo benedetto (maledetto) mercato il gioco non vale la candela, la raccolta e il trasporto non vengono ripagati dal ricavato.


Vengono invece impiegati terrreni ex agricoli, per impiantare pannelli fotovoltaici o coltivare colza.


Lasciamo perdere il discorso degli allevamenti intensivi.
Quando é iniziata la meccanizzazione del lavoro ed ora l'informatizzazione sarebbe diminuita la necessità di lavorare fisicamente (ed anche temporalmente) invece più o meno si lavora come prima e quindi é necessario produrre beni per far lavorare persone e quindi altre persone devono essere incentivate ad acquistare questi beni, poi c'é la globalizzazione, scarpe prodotte nel terzo mondo che costano meno di quelle prodotte in Italia e quindi altra sottrazione di lavoro per noi.. insomma é un casino.


Comunque ritorniamo al discorso iniziale: i prodotti agricoli, tranne qualche prodotto particolare costano sempre meno in proporzione, da cui l'abbandono del mestiere del contadino tradizionale.


Di contro si sta sviluppando una nuova figura di "contadino alternativo" che ha con la terra un rapporto di amicizia, di amore e complice il fatto di un desiderio di ritornare ad una vita in sintonia con la natura, vorrebbero vivere in semplicità, dei frutti del loro lavoro, svolto con cura, ma in quantità modeste, senza dover affrontare la moltitudine di balzelli burocratici e pseudo sanitari, quando questi produttori produrrebbero come si faceva in casa una volta o poco più e con la stessa cura che utilizzerebbero per produrre per sé.


Secondo me c'é lo spazio per l'uno e per l'altro e ce ne sarà sempre più, in questo momento di crisi e nella eventuale ulteriore crisi futura dovuta all'impoverimento delle riserve di combustibili fossili e di altre fonti energetiche non rinnovabili.
Il cibo diventerà un bene, ritornerà anzi, un bene IMPORTANTE, al quale dare il giusto valore, anche in funzione di un recupero di uno stato di benessere inteso proprio come salute del genere umano che per troppo tempo si é "accontentato" di cibarsi di prodotti ottenuti da terreni impoveriti e contaminati da prodotti tossici, da liquami, con un'aria e piogge piene di gas di scarico, di fumi di fabbriche e di riscaldamenti domestici, da animali allevati in condizioni stressanti, al limite della sopravvivenza, che non sopravvivono se non riempiti di antibiotici.


Se torniamo ad un'alimentazione naturale, basata principalmente sui prodotti della terra, avremmo tutti da mangiare e senza bisogno di ricorrere a tante sostanze di sintesi.


In questo mondo il mestiere del contadino, potrebbe diventare quello più importante e ben pagato o comunque tale da dare a tanti piccoli operatori da che vivere più che dignitosamente, senza bisogno da parte delle ausl di fare tanti controlli.


Caterina Regazzi, referente per agricoltura e zootecnia della Rete Bioregionale Italiana


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Vedi proposte ed articoli sul tema:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=agricoltura+contadina



martedì 11 ottobre 2011

30 ottobre 2011 - Mecciano, frazione di Camerino (Macerata): Mercatino autunnale dell'Autoproduzione contadina




Tutti invitati all'incontro autunnale, Mercatino dell'Autoproduzione e dell'usato del 30 ottobre 2011, dalle h. 9 del mattino sino alla sera. Si svolge da Carla e Francesco in quel di Mecciano che è una frazione di Camerino (Macerata).

Info logistiche per il luogo dell'incontro: 0737/644388 – Cell. 328.1355289

Il precedente incontro estivo è stato arricchito da due bellissimi concerti, quello di sabato, con Gianluca ed il suo gruppo (Veroniutopia), che ha cantato le sue potenti canzoni, e quello domenicale con la mistica e sognante chitarra di Federico.

Ora viene l'autunno, la stagione della raccolta dei frutti che l'estate ha maturato, un buon momento per scambiarsi i doni della terra e prepararsi per l'inverno. Portate come sempre le vostre auto-produzioni, sia agricole che artigianali, senza tralasciare il riciclo dell'usato che può essere molto utile come merce di scambio.

Sono benvenute anche le vostre buone pietanze da condividere con il grande pranzo conviviale.

Venite equipaggiati di tavolini per esporre i vostri prodotti perché non possiamo garantire che ce ne siano di disponibili. E' richiesto un piccolo contributo per coprire le spese di spedizione degli inviti.

Per la buona riuscita del mercatino invitate amici e conoscenti, anche se non hanno prodotti da esporre. Particolarmente gradita è la presenza di artisti, musicisti, attori, saltimbanchi, poeti, etc. che vogliano trasmettere la loro arte.

Il successivo incontro previsto, quello invernale, sarà per la fine di gennaio, se avete un posto adatto ad ospitarlo in una situazione rurale (almeno cento mq. coperti) con buoni spazi di parcheggio comunicatelo al sottoscritto.


Felice Rosario Colaci – Cell. 338.8685427
Seminasogni – Loc. Palombara - San Severino Marche (Mc)

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Offerta speciale per neo contadini – Giovanni regala galline buone per la riproduzione. Info. 339.1031521

giovedì 8 settembre 2011

Proposta per la valorizzazione dell'agricoltura contadina nella Regione Marche



Quella che segue è la lettera inviata all'assessore per l'agricoltura della Regione Marche in merito alla valorizzazione dell'agricoltura contadina, di cui siamo in attesa di risposta.


All’Assessore Per l’Agricoltura
On. Paolo Petrini
Regione Marche


Addì, 29 maggio 2011
Oggetto: Proposta per l’Agricoltura Contadina

Gentile Assessore, On. Paolo Petrini,
l’epoca d’Internet aiuta a superare le difficoltà di contatto e facilita l’approccio con le Istituzioni. Questa possibilità che viene offerta ai cittadini di essere più vicini ai loro Amministratori mi spinge a raggiungerLa così, a mezzo Email, per prospettarLe un’iniziativa che potrebbe interessare codesto Assessorato.

Innanzi tutto mi presento, il mio nome é Paolo D’Arpini e da alcuni mesi ho traferito la mia residenza in Provincia di Macerata, a Treia. Sono il presidente dell’Associazione Circolo Vegetariano VV.TT. che qui in Treia ha stabilito la nuova sede (in Via Sacchette, 15/a), inoltre sono il referente alle Pubbliche Relazioni della Rete Bioregionale Italiana (presso la stessa sede).

Lo scorso anno, il 30 e 31 ottobre 2010, si è tenuto un convegno nazionale della Rete Bioregionale Italiana in quel di San Severino Marche (Macerata), durante l’incontro è stata discussa la proposta di Legge avanzata in parlamento per favorire l’Agricoltura Contadina (Il Testo segue in Link). 

Testo introduttivo.
“Appello per l’agricoltura contadina”
Considerando che non si può fare a meno della biodiversità, ovvero i sistemi naturali che sostengono la sopravvivenza di noi tutti. Osserviamo che anche qui nelle Marche avanza la desertificazione (non soltanto siccità bensì perdita dell’humus in seguito al dilavamento dei terreni di superficie), la deforestazione, l’utilizzo improprio dei terreni per produzione elettrica, l’impoverimento dei suoli dovuti a monoculture, la modifica dell’ambiente e, in generale, la dispersione del patrimonio biologico delle specie animali e vegetali, tutti aspetti che dederminano una perdita economica considerevole nell´economia regionale.

Sorge quindi la necessità di agevolare ed incentivare la lavorazione biologica ed estensiva dei piccoli appezzamenti, con sistemi naturali, quella che è stata definità da sempre “economia spicciola della realtà contadina”. L’agricoltura contadina é l’unica che può garantire il mantenimento della biodiversità nell’habitat e la produzione di cibo bioregionale idoneo alla dieta integrata degli abitanti della Regione Marche.

Purtroppo le pesanti norme burocratiche poste sull’agricoltura facilitano di fatto i grossi coltivatori ed allevatori, gli unici che possono soddisfare le spesso inique sanzioni e richieste di ottemperamento tecnico. Sempre più difficile é mantenersi vivi per quei piccoli produttori che, oltre al soddisfacimento delle proprie necessità familiari, dispongono di un leggero “surplus” da poter immettere in commercio. E non solo i contadini sono penalizzati ma pure i piccoli allevatori ed i raccoglitori di erbe spontanee.

A livello nazionale (dal 20 gennaio 2009) è partita ufficialmente una nuova campagna con 6000 firme raccolte per rendere possibile la rinascita della figura del contadino e della contadina. La decisione di promuovere questa campagna è stata presa collegialmente da varie associazioni, fra cui la Rete Bioregionale Italiana, con l’adesione del Circolo Vegetariano VV.TT., ed ora chiediamo che alla Regione Marche venga studiata una specifica Legge REGIONALE per facilitare lo sviluppo dell’agricoltura contadina.
Il testo della Proposta di Legge Nazionale è qui al Link: http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/2011/05/24/bioregionalismo_e_proposta_di.html  
Mi chiedevo ora se Ella, avendo analizzato quanto qui espresso, non volesse prospettare ai suoi colleghi di Giunta ed al Presidente On. Gianmario Spacca (la cui Segreteria riceve copia di questa lettera), l’ipotesi di una regolamentazione o Legge Regionale sul tema proposto.

Faccio presente che su questo argomento è stata da noi organizzata il 7 maggio 2011, con il Patrocinio del Comune e della Proloco di Treia, una specifica tavola rotonda dal titolo: “Cure naturali, alimentazione bioregionale, agricoltura biologica, arte e spiritualità della natura”, nell’ambito delle celebrazioni del 27° anniversario del Circolo Vegetariano V.TT. (Festa dei Precursori).

Resto quindi in attesa di un Suo gradito cenno di riscontro e mi farà piacere visitarLa, all’occasione propizia, unitamente alla Dr.ssa Caterina Regazzi ed al Prof. Benito Castorina che sono i referenti tematici rispettivamente per: zootecnia e agricoltura biologica, della Rete Bioregionale Italiana.

Distinti saluti, Paolo D’Arpini

Via Mazzini, 27 – Treia (Macerata)
Tel. 0733/216293

Email: circolovegetariano@gmail.com
Sito web: http://www.circolovegetarianocalcata.it/alimentazione-ed-ecologia/

Carta degli intenti R.B.I.: http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/?r=28856