lunedì 26 giugno 2017

Rete Bioregionale Italiana - Resoconto dell'Incontro Collettivo Ecologista, del 24 e 25 giugno 2017, a Montecorone di Zocca


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La sera della domenica 25 giugno 2017, scendendo giù per le curve della strada che ci riportava a Spilamberto,  da Ca' Lamari di Montecorone, alla fine dell'incontro collettivo  ecologista di quest'anno, mi sentivo leggera, ma piena. Leggera, senza preoccupazioni, senza pesi, senza orpelli e piena di sensazioni piacevoli, di emozioni di gratitudine, di immagini di bellezza, di luce interiore.

Sono state due giornate un po' diverse dalle solite, dai più sono state dette  meno parole, pochi discorsi strutturati, meno proposte concrete (e forse qualcuno se ne sarà dispiaciuto), ma più condivisione vera, quella in cui ognuno mette un pezzetto di sé in pubblico (chi più chi meno) senza il desiderio di fare "bella figura", ma sperando di raggiungere i cuori e le coscienze.

Si, è vero, Massimo Angelini ha presentato il suo libro, "Ecologia della parola", ma l'ha fatto in modo così emozionante ed emozionato, pur nella sua erudizione, che emergeva comunque, che sembrava sbucciare, oltre alle parole da lui esaminate (aratro, cultura, sapere, grazie...) anche un po' le nostre corazze, lasciandoci inermi, indifesi, ma più veri.

Simon Smeraldo ha presentato nella seconda giornata, il suo libro, "Gli incantatori di serpenti", una serie di racconti simbolici con i Tarocchi al centro delle diverse situazioni, davanti ad un piccolo ma attentissimo gruppo di amici, e lui ha toccato le nostre coscienze, mostrandoci come per cambiare il mondo sarebbe abbastanza scoprire se stessi ed esserlo.

Due punti di vista diversi (ma sarà giusta la parola?) ma convergenti nel percorso di vita che ognuno di noi, a suo modo, con i suoi tempi e i suoi modi, sta compiendo. Strumenti che ci facilitano il cammino e che ci accompagneranno nei tempi a venire.

Tante altre cose sarebbero da raccontare e da dire. Ci provo.
Il pomeriggio del sabato 24 è stato caratterizzato da un gran movimento di persone. Iniziando col piccolo gruppetto che eravamo, durante la prima condivisione in cui ognuno a modo suo si è presentato, per lasciare poi spazio a Massimo, al suo libro e alle sue parole, nel frattempo  continuava ad arrivare gente. I più, secondo me, rimanevano stupiti dal silenzio religioso e dalle espressioni attonite ed emozionate di noi che ascoltavamo mentre ognuno a turno parlava. Poi il gruppo si è sciolto e ognuno con quello che aveva percepito dentro si è accinto a consumare il pasto serale, composto da ciò che ognuno aveva portato. Finale con canti sacri e mantra attorno al fuoco, guidati da Paolo prima e  da Giuseppe poi. 

La mattina della  seconda giornata, il 25 giugno, dopo una sosta nel Borgo antico di Montecorone nella piazzetta della Chiesa, dentro alla quale un gruppetto di cantori intonava musiche piene di letizia, ci siamo spostati nel cortile,  davanti  alla casa di Silvana e Sergio, meravigliosi ospiti.  Lì Paolo, sollecitato da me, all'inizio della prima condivisione ha parlato di Bioregionalismo, Ecologia Profonda e Spiritualità Laica. Al termine del secondo giro di condivisione, Massimo ci ha di nuovo incantati parlando  del significato della parola "bellezza".

Poi ritorno a Ca' Lamari, distribuzione dell'acqua di San Giovanni, preparata la sera prima con i fiori e le erbe aromatiche raccolti intorno alla casa di Pietro. Intanto "Barone", aveva predisposto il buffet con ogni ben di Dio preparato da lui ma soprattutto da Monica, che si è confermata cuoca brava e fantasiosa.

Io e Paolo, sentendoci ormai a casa nostra, e questo è uno dei lati positivi della casa di Pietro, che bisogna riconoscergli, abbiamo trovato un paio di giacigli idonei nella Casa di Mezzo, uno al piano terra e l'altro al piano superiore. Lui ha solo riposato, io, invece mi sono proprio addormentata.

Un'altro regalo è stato quello che ci ha fatto Maria Bignami che, sollecitata da Paolo, ha messo in atto uno dei suoi "giochi esperienziali", in cui con la fantasia ognuno di noi ha descritto situazioni avventurose e inviato messaggi, in questo caso si  trattava del messaggio per salvare il mondo, lasciato in uno scrigno antico in una grotta,  da un grande saggio del passato. 

Subito dopo Simon Smeraldo ci ha parlato del suo libro "Gli incantatori di serpenti".  L'autore ci ha "incantati" con le esemplificazioni sugli archetipi e con la magia evocata da un mondo invisibile: "Non sono io che ho scritto... l'ispirazione è venuta da sé...", ha detto Simone con modestia. 

Insomma, due giornate tutto sommato tranquille ma emozionanti e apportatrici di tante idee e di buone propensioni nei confronti della vita, del vivere la comunità, del vivere la natura. Grazie a tutti i partecipanti!

Caterina Regazzi

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Rete Bioregionale Italiana


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