

Sabbie mobili. Viviamo con la paura di sprofondare e siamo già con l’acqua alla gola, quindi tutto ciò che facciamo peggiora soltanto la situazione.


Clorofilliana ...anche i doppi legami carbossilici se osserviamo bene differiscono, siamo fatti di ossigeno idrogeno e carbonio… siamo figli delle stelle… i vulcaniani hanno invece il rame al centro della configurazione, per questo hanno il sangue verde. l’essere umano respira ciò che le piante producono e viceversa fa la pianta con noi… bach non era mica scemo! scivoliamo tra le realtà navigando nel flusso della vita. come teste parlanti su un pianeta suonante raccontiamo storie del cosmo celeste e dintorni. il fumo delle erbe officinali in lenta combustione crea un legame profondo tra la natura e il divino tra il corpo e lo spirito. la via dell’incenso funge da collegamento tra la terra e il cielo, da ponte spirituale come una preghiera che si eleva verso il divino. i principi attivi delle piante rilassano la mente e danno benessere psicofisico. una volta nella piazza c’erano solo gli uomini oggi ci sono anche le donne. [la piazza fiore perduto delle mille gioventù] il tempo qui scorre lento, penso con desiderio alle pietre calde e bianche di luce bella e profumata dei paesi del meridione. prima ero sempre indeciso… adesso non lo so!
mai sempre qualche volta raramente di solito spesso adesso ora dopo un po' più tardi ho incontrato aurea l’acqua che balla sulla via dell’arcobaleno la citta del sollievo e dell’asino d’oro. tanti teatranti e racconti scordati nel paese della musica l’albero che suona il senti senti senti sento senti senso. un cucchiaio di elicriso mezzo litro di acqua un po' di zucchero qualche goccia di limone elisir della felicità. accadueom l’arcabalena si è arenata sulla spiaggia della montagna sacra dove fiordi stava raccontando della sua esperienza con la terra paglia, verso l’imbrunire non si sa che succede nel senso che il programma è sempre relativo. fuori orario. un ape si poggia su un bottone di rosa lo succhia e se ne va… è un dono incontrare qualcuno a cui piacciamo come siamo nel cuore e nell’anima. notizie da ca’ de il mondo tutti giù per terra euforia della musica nell’ebrezza dell’asino. seduzione leggerezza nel respiro del tempo danza delle stagioni canto di passi nel silenzio della strada le celtiche casupole di ogni giorno i sogni la luce la vita accrocco di libri usati musica e teatro.
nell’orto dell’infinito al sabato del villaggio arrivano con la tramontana le luccicanti promesse delle stelle marine. nel silenzio ascolto i suoni della natura, lento godo del sole e del vento sulla pelle, coloro pensieri che si disciolgono nel nero inchiostro dell’anima, raccolgo terre generose e colorate come racconti ritrovati che suonano fino a farci fiorire, anche le briciole hanno un sapore. c’erano due anziane donne due vecchiarelle che giravano campagne casali borghi e villaggi, la prima chiedeva farina, la seconda legna. arrivo il lungo e freddo inverno la prima perì la seconda sopravvisse tra gli stenti. se avessero condiviso socialità farina legna accoglienza calore e dolcezza avrebbero trascorso l’inverno al caldo tra il profumo caldo del pane e il calore profondo della legna.
Ferdinando Renzetti a Guastameroli di Frisa nel tenimento di Lanciano della contea di Chieti Abruzzo Citra
Qui si innesta la seconda novità: la nuova Nuclear Posture Review USA, in approvazione con parti segretate entro fine 2026 (non sarà pubblica, come NSC-68 nel 1950). La sua logica, trapelata dal Bulletin of Atomic Scientist, è "damage limitation": dobbiamo poter distruggere le armi nemiche "before they are launched". Tradotto: il primo uso nucleare diventa scelta di efficienza militare, non extrema ratio politica. Se per neutralizzare Kaliningrad è più efficiente usare una B61-13 a bassa resa che perdere uno stormo di F-35, la dottrina lo consente come opzione al "lowest level of damage possible".
Siamo nel loop perfetto della guerra per incidente: guerra ombra -> errore di valutazione sulla gravità -> ritorsione NATO "limitata" su Kaliningrad -> lettura russa come attacco esistenziale -> minaccia nucleare tattica russa -> primo uso efficiente NATO teorizzato dalla NPR.
È la "normal accident" descritta da Charles Perrow: in sistemi complessi e strettamente accoppiati, la catastrofe non è anomalia ma prodotto dell'architettura.
Dentro lo stesso paradigma della deterrenza, però, esistono due versioni opposte.
La versione aggressiva e massimalista è quella attuale USA/NATO: deterrenza estesa, flessibile, integrata convenzionale-nucleare, Theory of Victory che promette vittoria rapida, NPR che banalizza il primo uso, missili Dark Eagle che arrivano a Mosca in 6 minuti. È deterrenza che cerca la superiorità a ogni gradino della scala per costringere l'avversario a non sfidarti mai. Ma così facendo deve rendere credibile che si userebbero davvero le armi a ogni gradino. E per essere credibile devi abbassare la soglia.
La versione minima e sufficiente è l'opposto: la forza tranquilla cinese. Poche armi, invulnerabili, in second strike, senza opzioni tattiche, senza bisogno di colpire per primo, con dottrina dichiarata di No First Use. Non si cerca di vincere la guerra nucleare, si cerca di rendere impossibile che inizi, perché si è consapevoli che finirebbe con l'essere sconfitti tutti. È la deterrenza che avevano in mente anche i padri del Trattato di Non Proliferazione: dissuasione come attesa, non come prontezza.
E qui anche come disarmisti dobbiamo convincerci di una verità scomoda ma essenziale. Non possiamo chiedere alle élite che oggi governano il mondo, cresciute nel paradigma della superiorità, un salto immediato al paradigma alternativo della sicurezza comune basata su cooperazione e disarmo previsto dall'articolo 1 del TPNW. Sarebbe velleitario.
Possiamo però chiedere un passo intermedio, realistico e giuridicamente solido, dentro la stessa grammatica della deterrenza: passare dalla versione aggressiva alla versione minima attraverso il No First Use universale.
La Cina, lo abbiamo accennato, è l'unica P5 che ha già il No First Use. Se i 98 Stati del TPNW, alla Conferenza di Revisione del 30 novembre - 4 dicembre a New York, proponessero a Pechino di farsi promotrice di un trattato P5 sul No First Use, forse sbloccheremmo una situazione che oggi appare in uno stallo irrisolvibile. Non sarebbe disarmo immediato, sarebbe disinnesco dell'errore. Se tutti si impegnano a non usare per primi, anche se Kaliningrad viene isolata per errore di valutazione favorito da una logica aggressiva, non sarebbe possibile trasformare un blocco in scusa nucleare. Si toglie la legittimità dottrinale al primo uso efficiente.
Non lo fossi spiegato bene ? Eppure mi sembrasse abbastanza chiaro il Ragio nanento...
Ferdinando Renzetti dixit il 10.10.2026

Il Comitato per la Protezione dei Boschi dei Colli Albani convoca una manifestazione aperta a tutti/e coloro vogliano far sentire la propria voce a difesa del territorio dei Castelli Romani, messo in svendita sotto tutti i punti di vista: disboscamento, prosciugamento delle falde idriche, crisi dei laghi, cementificazione, progetti di turistificazione impattanti e inceneritore.
L'Ente Parco Regionale dei Castelli Romani in questi anni ha, a nostro avviso, timbrato l'intimbrabile, vidimato qualsiasi scelleratezza, prescritto ai beneficiari delle richieste ad esso inoltrate attenuazioni degli interventi mai verificate. Gli esiti di questi atti li vediamo ogni giorno.
Inoltre, continua a negarci atti e dati che dovrebbero essere di pubblico dominio, come quelli che riguardano gli studi sugli impatti ambientali del "taglio ceduo", perseverando nel concedere nulla osta: il 95% dei boschi viene considerato tagliabile, ma si tratta di un patrimonio ambientale, faunistico, paesaggistico, storico, culturale e a basso impatto turistico che andrebbe conservato.
Al lago di Nemi, dove c'è stata una colata di cemento quasi in riva per un progetto di "Sport Lineare" finanziato dalla Città Metropolitana tramite fondi PNRR, ci era stato detto dal massimo responsabile dei Guardiaparco che c'era un'indagine in corso e che avremmo saputo gli esiti.
Ma è stata l'ennesima presa in giro, nulla si è più saputo e ad oggi non risulta nessun nulla osta del Parco in Conferenza dei Servizi per lo "scempio" avvenuto vicino al Museo delle Navi, con costi astronomici pagati dalla collettività.
Sulla questione delle acque dei due laghi e delle falde idriche in generale, il Direttore ha deciso di non perseguire la via nel sostenere la dichiarazione di "disastro ambientale" (o un altro simile provvedimento): decine di migliaia di appartamenti per la speculazione edilizia e ingenti prelievi di ACEA direttamente dai bacini lacustri , le reti-colabrodo sono le cause principali di tutto ciò.
Anzi, si viene a sapere senza che lo stesso Parco ha dato un nulla osta per il progetto di potenziamento della condotta del pozzo Sforza-Cesarini che preleva direttamente dal lago Albano a patto però che ACEA, ottenga la concessione.
Tradotto: per decenni ACEA ha prelevato milioni di metri cubi di acqua (circa 20 cm di livello ogni anno) ma non aveva e non ha pagato nessuna concessione. Roba da non credere.
Il Parco avrebbe dovuto negare alla luce di tutto ciò qualsiasi parere favorevole, senza dare l'ennesima prescrizione che probabilmente finirà nel nulla, coi lavori già iniziati.
Il Parco dovrebbe fissare un limite ambientale al livello idrometrico delle acque dei due laghi, già sotto di quasi 8 metri rispetti agli anni '80. Così come fece l'Ente Parco di Bracciano.
Il Parco dovrebbe eseguire studi e pubblicarli , in riferimento al catastrofico taglio ceduo effettuato anche in aree ultraprotette e che noi chiamiamo disboscamento.
Invece continua ad approvare le richieste di taglio di fine turno, tipo quella che ha distrutto la via Francigena in più punti, l'Ippovia costata oltre 200.000 euro di soldi pubblici, la zona di via Rocca Priora lo scorso anno e tutto il versante velletrano dell'Artemisio.
I sentieri questa estate si sono trasformati in vie desertificate a causa della mancata copertura degli alberi e sembrava di camminare su delle dune arse dal sole in cerca di qualche oasi.
Invitiamo veramente tutte e tutti a partecipare, anche per chiedere all'Ente Parco di esprimesri fermamente contro il progetto di inceneritore che vede la stessa ACEA tra i protagonisti negativi.
Se le alte sfere dell'Ente non vogliono tutelare il Parco, come previsto dallo Statuto fondativo, possono trovare altre poltrone su cui sedersi comodamente, meglio per tutti se quelle di casa loro.
Non possiamo fermarci, non vogliamo mollare di un centimetro, specie ora che sta per ricominciare l'ennesima stagione silvana che porterà tra i boschi decine e decine di ruspe, trattori, benne, TIR e cingolati a completare il lavoro delle motoseghe su centinaia di migliaia di alberi: ogni anno ne spariscono circa 200.000 solo qui ai Castelli!
Fino a quando tutto ciò non avrà fine, saremo nelle piazze, nelle assemblee e nelle lotte che da sempre caratterizzano questo "nostro" territorio, contro chi per le proprie speculazioni economiche è disposto a devastarlo senza farsi troppi problemi.
Per una moratoria dei tagli boschivi
Per l'aumento dei vincoli e delle tutele con il passaggio a Parco Nazionale
Per impedire che il Parco continui a dare nulla osta a progetti impattanti
Per la dichiarazione di "disastro ambientale" inerente la questione idrica dei due laghi
Per avere risposte e dati finora negati.
Per farci sentire, per cambiare lo stato di cose presenti prima che sia davvero troppo tardi, ci vediamo sabato 10 ottobre alle 10.00 ai Campi d'Annibale a Rocca di Papa, piazza G. Di Vittorio, da cui ci muoveremo una mezz'ora dopo verso l'Ente Parco, determinati e forti delle nostre ragioni contro chi proviene da una storia politica di negazionismo della crisi climatica.
Come siamo stati in piazza ad Albano nel partecipato corteo contro l'inceneritore di sabato scorso, domani (martedì 29 settembre) contesteremo ACEA e le altre multinazionali riunite nel Forum che si svolgerà all'EUR (manifestazione ore 16.00 dalla Metro B – EUR Fermi) mentre sabato 3 ottobre ancora nelle strade di Roma, dalle 10.00 a piazza della Repubblica, nuovo corteo contro l'ecomostro di S.Palomba.
Andiamo "a domicilio" a far presente che le scelte politiche e aziendali sullo sfruttamento dei Castelli Romani non sono per nulla gradite.
Comitato per la Protezione dei Boschi dei Colli Albani.
ITALIA NOSTRA CASTELLI ROMANI aderisce e sostiene la MANIFESTAZIONE e CORTEO previsto per SABATO 10 ottobre prossimo, ore 10:00, a Rocca di Papa, con partenza dai Campi di Annibale. La manifestazione è promossa dal Comitato Protezione Boschi dei Colli Albani a cui partecipiamo attivamente.
Vi aspettiamo numerosi.
Enrico Del Vescovo, info 3331135131.
Lo scorso gennaio, il governo italiano ha dato il via libera ambientale alla realizzazione del CCS Pianura Padana. Cento chilometri di gasdotti per trasportare CO2 che sono solo l’antipasto di un progetto più grande, promosso da Eni e Snam, che vedrà tra Ferrara e Ravenna lo snodo principale di un “hub mediterraneo” per la cattura, il trasporto e lo stoccaggio di CO2 denominato Callisto.
In queste infrastrutture saranno convogliate fino a 4 milioni di tonnellate di CO2 all’anno nella Fase 2 del progetto, e fino a 16 in quelle successive, prodotti dalle industrie inquinanti della Pianura Padana e addirittura dalla Francia, per poi immetterli nei giacimenti esausti nell’alto Adriatico, al largo di Ravenna.
Ma oltre agli interrogativi sull’opportunità o meno di sostenere l’opera con fondi pubblici e sulla sua reale efficacia, va tenuta in considerazione la storia di progetti simili, segnata da incidenti e rischi per la salute delle persone e degli ecosistemi. Come nel caso del “carbonodotto” di quasi 1500 chilometri che attraversa Louisiana, Texas e Mississippi controllato da ExxonMobil.
Snam, promotrice del CCS Pianura Padana, afferma che la probabilità di rottura di un gasdotto di questo tipo è minima, eppure nel caso di questo gasdotto negli Usa è già successo due volte: a Satartia a febbraio 2020 e a Sulphur nell’aprile 2024.
Cosa ha provocato queste rotture? Cosa è successo quando la CO2 si è dispersa nel territorio? Qual è stato l’impatto sulla salute delle persone e dell’ambiente? Quali erano i protocolli di intervento per le persone esposte al rilascio in seguito all’incidente e quali erano i protocolli per i soccorritori?
Martedì 13 ottobre 2026 alle h. 17.00 ne parliamo con:
Modera: Alex Giuzio
In collaborazione con RealZeroEurope.
REGISTRATI AL WEBINAR QUI
Dopo due nettissime sconfitte ai Referendum popolari del 1987 e 2011, dopo i disastri di Cernobyl e Fukushima,
la lobby del nucleare “civile” e militare ci riprova,
indicando addirittura P. Marghera come sito nucleare “sostenibile” (?!) assieme a fabbriche di armi “sofisticate” come la Leonardo.
Propongono “piccoli reattori” che non esistono al mondo,
Le loro centrali sono costosissime, pericolose e arrivano dopo 15 anni.
In 40 anni, dal 1987, non sono ancora riusciti a trovare
dove smaltire le scorie delle prime 4 centrali chiuse
al mondo la capacità fotovoltaica è già 5 volte quella nucleare.
INFORMIAMOCI PER FERMARE I PAZZI
prima che sia troppo tardi.
PARTECIPIAMO
questo Sabato 10 ottobre, alle ore 17
al Centro CittAperta
Via Col Moschin 20 Mestre
(300 m. dalla stazione FS, tra via Sernaglia e via Felisati)
All’INCONTRO INFORMATIVO con il prof. GIANNI TAMINO
già docente di Biologia all’Università di Padova
esperto in problemi energetici.
Introduce Michele Boato
Presidente Ecoistituto del Veneto Alex Langer
ABC–Ambiente Bene Comune e Fondazione ICU–Istituto Consumatori e Utenti