Il libro, che offre spunti e a volte chiede attenzione, narra lo sfascio delle ideologie della destra e della sinistra, passa dalla genesi del populismo, scorre i limiti del materialismo e quelli di un'umanità ridotta a economia, non tralascia l'egemonia occulta dei poteri finanziari, critica la scienza meccanicistica, osserva l'avvento del sincretismo tra tradizioni sapienziali e nuova scienza, propone una modalità spirituale per sfruttare la crisi totalizzante: identifica la prospettiva attraverso la quale l'uomo del prossimo paradigma vivrà il mondo. Sul fondo del barile, tra le macerie che tengono in piedi pericolanti facciate del passato, c'è la nuce dell'uomo circolare. Sul fondo del barile ha tre lettori: chi trova conforto alle proprie posizioni. Chi è in cerca del significato di apertura. Chi cerca come svincolarsi dalle proprie chiusure.
"Sul fondo del barile – Crisi sociale e recupero del sé" É dedicato alla possibilità energetica che molti di noi non sentono neppure più, in quanto sepolta sotto le macerie di idee materialiste, mortificata dal credo nel denaro e nella tecnologia, stuprata da una concezione dell’uomo ridotto a economia, profanata da una politica mai capace di valorizzare ciò che il razionalismo non è in grado di riconoscere come realtà.
L’amore come espressione del muoversi attraverso il sentire e il sé quale centro, in sostituzione dell’io mondano, sono i fili che legano le pagine del libro di Lorenzo Merlo.
Commento di Caterina Regazzi:
“...ma il bene e il male sono sempre presenti contemporaneamente in una società.... ma in una società ideale come sarebbe? Esisterà mai una società ideale?”
Mia rispostina: “Il bene ed il male sono l'alternarsi di ciò che ci piace e ciò che non ci piace. Il bene ed il male assoluto non esistono. Anche il più cattivo degli uomini che compie azioni nefande lo fa per amore di sé... Infatti più l'amore di sé è ristretto alla propria persona, al proprio corpo, e più è male per gli altri. Se aumenta e cresce il senso dell'appartenenza e dell'identità, ampliandolo poco a poco alla propria famiglia, alla comunità, alla patria, alla terra, al mondo intero ed a tutto l'esistente allora infine prevale il bene comune. Ma questo è un processo personale altalenante che continua a manifestarsi, perché sempre nuove creature vengono in essere...“ (Paolo D'Arpini)
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