sabato 14 giugno 2014

Uova, quanto ci costano... e quanto costano alle galline?




In vista dell'incontro  collettivo ecologista 2014, in cui si parlerà di alimentazione ed  anche di agricoltura e animali, ed essendo auspicabile, anche se non obbligatorio, un mio intervento,  mi sono apprestata ad effettuare un sopralluogo nell'unico allevamento di galline ovaiole del nostro territorio.

Già in precedenza mi ero documentata sulla normativa sul benessere delle galline ovaiole, almeno la più recente, andando anche ad informarmi (benedetto internet, come al solito), capitandoci per caso, sul sito della LAV (Lega Anti Vivisezione).

Premetto che ritengo di essere un'amante degli animali e della natura in genere, ma non un'animalista sfegatata.

Da Wikipedia, alla voce Animalismo: «Verrà il giorno in cui il resto degli esseri animali potrà acquisire quei diritti che non gli sono mai stati negati se non dalla mano della tirannia. I francesi hanno già scoperto che il colore nero della pelle non è un motivo per cui un essere umano debba essere abbandonato senza riparazione ai capricci di un torturatore. Si potrà un giorno giungere a riconoscere che il numero delle gambe, la villosità della pelle, o la terminazione dell'osso sacro sono motivi egualmente insufficienti per abbandonare un essere sensibile allo stesso fato. Che altro dovrebbe tracciare la linea invalicabile? La facoltà di ragionare o forse quella del linguaggio? Ma un cavallo o un cane adulti sono senza paragone animali più razionali, e più comunicativi, di un bambino di un giorno, o di una settimana, o persino di un mese. Ma anche ammesso che fosse altrimenti, cosa importerebbe? La domanda non è Possono ragionare?, né Possono parlare?, ma Possono soffrire? »  (Jeremy Bentham)

Non sono stata mai molto amante di questa organizzazione che mi pareva si interessasse tanto degli animali e per niente degli esseri umani. Dato però che una cosa non esclude l'altra ed ognuno dovrebbe (?) seguire la sua natura e quindi le sue propensioni, ho cercato di non farmi condizionare dai miei preconcetti, anzi, di lasciarli nel cassetto. 

Molte persone dicono: "Chi non ama gli animali non ama neanche le persone", questo a volte può anche essere vero, ma può essere vero anche il contrario "Chi ama gli animali lo fa perché non ama le persone o meglio, non si sente amato dalle persone" e così via.

Secondo me bisognerebbe considerare tutti gli esseri viventi alla stessa stregua, gli animali non sono migliori degli esseri umani e gli esseri umani non sono migliori degli altri animali.

Ogni essere ha il suo posto nel gioco della vita (e della morte, che fa parte della vita).

Poi ognuno è libero di pensarla come vuole.

Il sito della LAV è veramente bellissimo, pieno di rimandi ad altre pagine ed ogni argomento è molto approfondito e spiegato in maniera chiara ed esauriente. Ovviamente è solo un punto di vista, per quanto difficile da confutare, se non con un "Ma le cose sono sempre andate così!" o, meglio "Ormai sono così da tanto tempo!"

Non so di preciso da quanto tempo sono sorti gli allevamenti di galline ovaiole in batteria, ho guardato un po' sempre su Internet e per gli allevamenti intensivi in genere si parla del secondo dopoguerra, ma io credo che il tutto almeno qui in Italia e specialmente in certe regioni, sia ancora più recente.

Per molte persone poi l'allevamento intensivo in genere e quindi la possibilità di reperire facilmente sul mercato prodotti di origine animale A BASSO COSTO è un fattore indice di progresso. Ne siamo sicuri?

E' giusto che per comprare un paio di jeans siamo disposti a spendere più di 100 euro e per comprare una confezione di 6 uova 2 euro ci sembrano troppi?

Le uova prodotte nell'allevamento da me visitato vengono inviate all'industria, tranne una piccola parte che viene venduta presso l'azienda stessa ai privati. Cosa vuol dire? Queste uova vengono sgusciate, vengono separati il tuorlo dall'albume, e poi, entrambe le parti vengono pastorizzate per essere impiegate prevalentemente nei pastifici e nell'industria dolciaria.

Queste uova vengono vendute a peso e sapete quanto percepisce l'allevatore? In un chilo di uova ci sono circa 15 uova. Quanto costano secondo voi, dal produttore 15 uova? 0,70 euro cioè ogni uovo costa 0,05 euro che se non sbaglio fa poco meno delle vecchie 100 lire.

Mi piacerebbe sapere quanto la grande distribuzione, per non far nomi, paga le uova da vendere fresche (o extra fresche) al produttore.

E noi, in ultima analisi, questo benedetto uovo non potremmo pagarlo anche 50 centesimi, considerando che due uova sono un secondo più che sufficiente?

I titolari dell'allevamento  sono due coniugi di età avanzata (oltre la pensione da un bel po') che non hanno ancora deciso cosa fare quando il primo gennaio 2012 le gabbie tradizionali saranno vietate per legge. Rinnovare l'impianto ha dei costi esorbitanti e mancando una figliolanza che segua l'attività........ Ho chiesto loro gli inconvenienti di modificare l'impianto secondo le normative, dal punto di vista pratico, a parte quello economico: uova rotte, uova sporche, maggior impegno per la raccolta (quindi maggiore manodopera e più scarti). Ho chiesto anche: "Ma se un uovo, invece che a quei prezzi, vi venisse pagato anche solo il doppio, potrebbe valerne la pena?"

Ai posteri l'ardua sentenza, vedremo, se  i prezzi delle uova saliranno, se ci sarà la crisi delle uova. Sicuramente l'industria, che, col libero mercato, si può approvvigionare  all'estero di prodotti pastorizzati si rivolgerà altrove. Sarà una perdita ulteriore di posti di lavoro (ma tanto ormai in agricoltura nessuno ci vuole più lavorare e noi siamo qui  per contrastare questa tendenza cercando di riscoprirne gli aspetti positivi)

 Caterina Regazzi

Treia -  Caterina con le sue due galline









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