lunedì 6 maggio 2013

Agenzia Europea per l'Ambiente: "L'Italia si prepari all'innalzamento del livello marino..."



L'Agenzia Europea per l'Ambiente (EEA) ha sollecitato i Paesi europei rivieraschi a costruire delle barriere mobili, così come quelle costruite sul Tamigi, per prevenire possibili inondazioni derivanti dall'innalzamento del livello del mare. Responsabile di questo disastro annunciato è il cambiamento climatico, l'innalzamento delle temperature e lo scioglimento dei ghiacci artici, fenomeni che oltre a maree più alte ed estese potranno anche provocare tempeste di intensità distruttiva ancora relativamente poco frequenti sul vecchio continente.

Gli effetti del cambiamento climatico, avverte ancora l'Agenzia, saranno tali da costringere gli agricoltori a cambiare le tipologie di colture, dalle vigne ai cereali, prevedendo impianti di desalinizzazione delle acque (in caso di inondazioni marine) e agendo anche sulla progettazione degli edifici, delle infrastrutture e delle reti di trasporto, dell'energia e delle comunicazioni. 

Gli avvisi sono consultabili in una relazione dell'Agenzia pubblicata in rete e che si chiama 'Adaptation Europe'; la ricerca ha rilevato che la metà dei 32 Paesi che fanno parte della EEA non ha ancora predisposto piani di emergenza in risposta agli effetti del riscaldamento globale.

Tra i Paesi a rischio di inondazione c'è l'Italia, con Venezia in primo piano dove è ormai vicino al completamento il sistema MOSE, le paratoie mobili che in caso di innalzamento del livello del mare si alzeranno mantenendo la città all'asciutto. La fine dei lavori è prevista per il 2016, in ritardo di due anni, le prime 4 paratoie mobili, su un totale di 78, verranno istallate nel mese di maggio, così come ebbe modo di dichiarare il presidente del Magistrato alle acque di Venezia, Ciriaco D'Alessio il 23 aprile 2013. 

Il governo del sistema verrà affidato ad un Centro di controllo istituito presso l'Arsenale di Venezia che in base alla meteorologia, ai venti e ai dati raccolti dai mareografi (strumenti che misurano l'altezza delle onde) disporranno per il sollevamento delle barriere. Il MOSE è costato finora 5 miliardi di euro su un budget totale previsto di 5 miliardi e 450 milioni.

(Notizia ADNkronos) 

domenica 5 maggio 2013

California: "La foresta brucia!"


SONO ORMAI DIVERSI ANNI CHE ASSISTIAMO IMPOTENTI ALLA DISTRUZIONE DELLE ULTIME FORESTE DELLA CALIFORNIA A CAUSA DI SICCITA' E SUCCESSIVI INCENDI.




Ci si chiede se ancora esiste un albero in piedi in California dopo il ripetersi anno dopo anno di incendi. La cosa che sconvolge è che quest'anno gli incendi di foresta sono partiti con 4 mesi d'anticipo. Solitamente ciò avveniva, dopo una calda e arida estate, verso agosto e settembre. Ci si chiede cosa stia accadendo. Come mai in primavera scoppiano gli incendi? La risposta ci viene dai climatologi americani che sottolineano l'eccezionale siccità partita da diversi mesi e il caldo innaturale di aprile e maggio che sta interessando tutti gli Stati meridionali USA, mentre gli Stati USA al confine con il Canada sono ancora sotto il gelo.          
                       
Le fiamme hanno già incenerito gli ultimi boschi di diverse contee della California e stanno raggiungendo i quartieri periferici di Los Angeles. Tutto questo vuol dire un'ulteriore acceleramento dell'effetto serra, perché questi incendi distruggono gli alberi, laboratori verdi, che producono ossigeno e nel contempo assorbono CO2.  Oggi, 5 maggio, al laboratorio internazionale delle Hawaii per il rilevamento della percentuale di CO2 nell'atmosfera del pianeta veniva registrato il record del secolo: 400 ppm. E a pensare che solo 30 anni fa si era appena al di sopra di 350 ppm di CO2 nell'atmosfera terrestre. Una tale differenza avveniva nel lontano passato in migliaia di anni, ora invece sono bastati meno di 100 anni....

Notiziario Accademia Kronos

sabato 4 maggio 2013

Un racconto bioregionale di Caterina Regazzi: "Gallinelle d'acqua alla cova e strada sul Panaro che smotta"




Una giornata come tante altre…. Con una sorpresa in più.

Io e Paolo, quando siamo insieme a Spilamberto, amiamo passeggiare lungo il Panaro, vicino a casa. Comprai questa casa  8 anni fa, non tanto per la grandezza delle stanze e il loro numero o per le rifiniture. Tre furono le caratteristiche che me la fecero scegliere, ancora sulla carta: la presenza di un piccolissimo giardino (ma ora che è partito ed io ho poco tempo anche troppo impegnativo) dove poter piantare fiori, ortaggi e altro e dove poter far scorrazzare gli animali, l’esposizione che è sud- sud ovest (avrei preferito sud- est, ma era già presa), ma soprattutto per la vicinanza del Percorso Natura, lungo il fiume Panaro. 

Da casa mia si raggiunge tranquillamente a piedi, percorrendo una cavedagna in mezzo a campi che di anno in anno possono essere coltivati a grano, raramente colza e raramente mais. Si costeggia poi un fossato ed infine si arriva contro il fiume.

In fondo a questi primi campi c’è una “pozza”, noi la chiamiamo familiarmente così, ma è bella grande e non abbiamo ancora capito, cioè nessuno ci ha ancora spiegato perché è stata scavata, forse da lì si è estratta tempo fa della ghiaia, oppure è stata scavata per raccogliere acqua per irrigare.

Durante l’arco dell’anno e a seconda delle condizioni del tempo la pozza è più o meno piena. L’anno scorso con la siccità che c’era stata si era miseramente prosciugata per un lungo periodo, tanto che si vedevano alcuni pesci guizzare morenti e nessun uccello ci veniva più a soggiornare.

Ieri siamo andati a fare questa passeggiata per la prima volta dopo essere tornati assieme a Spilamberto da Treia.

Le piogge e le nevicate di questo inverno così lungo hanno avuto il loro bell'effetto: non avevamo mai visto la zona così rigogliosa e piena di fiori. Il grano era cresciuto notevolmente dall'ultima volta che ci ero passata e sta spigando... l'unica nota negativa, la completa assenza di papaveri, che starebbero così bene in mezzo al grano e denoterebbero l'assenza di trattamenti diserbanti.

La pozza è ricca di acqua ed infatti abbiamo visto galleggiare sul pelo un discreto numero di germani, maschi e femmine. Erano buffissimi: prima stavano tutti fermi e tutti rivolti nella stessa direzione, poi, insieme , si sono voltati e si sono diretti a fare un giretto, in tondo, come delle pecorelle. In mezzo alla pozza poi abbiamo notato un mucchietto di frasche con in mezzo, immobile, una gallinella d'acqua. Si vedeva appena, era un po' distante e mezza coperta dalle frasche. Sulla destra, abbastanza lontana ce n'era un'altra, che si stava dirigendo verso la prima, che evidentemente, stava covando! 

Quella che covava si è alzata ed è "scesa" dal nido e si è messa a nuotare. Quella che era lontana si è avvicinata al nido ed ha preso il posto della prima, cioè le ha dato il cambio! Quella che si era allontanata dal nido ha poi raggiunto altre due consorelle (o, meglio, "confratelli") e si sono messi a litigare... stavano in piedi sul pelo dell'acqua sbattendo le ali, fronteggiandosi e starnazzando. 

Insomma, probabilmente questo, dei due, era il maschio che scacciava eventuali malintenzionati dalla sua compagna e dal nido. Siamo rimasti per un bel po' incantati ad osservare la scenetta.

Abbiamo poi proseguito lungo il percorso notando che le pareti del sentiero sono state notevolmente danneggiate dalle piene invernali e che ormai sta per essere interessato dai crolli il percorso stesso... speriamo che la provincia, che è responsabile dei corsi d'acqua, sia a conoscenza di questo stato e che abbiano previsto di prendere qualche provvedimento! 

Cercherò di informarmi e di fare presente a qualcuno che c'è anche una situazione di pericolo in quel tratto e sarebbe un bel danno per la percorribilità del sentiero se il terreno dovesse crollare ulteriormente!

Per oggi è prevista un'altra passeggiata, in compagnia di Monica. Vedremo come va la cova, speriamo che la nutria che Viola ha visto sempre ieri aggirarsi nella pozza non abbia fatto man bassa delle uova!

Caterina Regazzi
Referente Uomo-Animali
Rete Bioregionale Italiana


venerdì 3 maggio 2013

The New Fano-Teramo 380,000 Volt High-tension Line Project



The New Fano-Teramo 380,000 Volt High-tension Line Project
The extremely high-tension (380 kilovolts) overhead transmission line between Fano and Teramo, proposed by TERNA SpA, including the installation of two large sub-stations in the Province of Macerata, is in fact a redoubling of the existing line connecting Fano to Ancona (in the Candia area) and points farther south, but will follow a different route.
We’re talking about steel-lattice towers between 35 and 50 meters tall (as tall as 70 meters in a few places) with 20-meter wide supporting arms for the high-tension cables.
The hypothesis for this project goes back as far as 2002, followed in June of 2005 by a preliminary agreement among the Marche Region, Provinces, towns (comuni), the Comunità montane of Le Marche and the TERNA company, followed on June 25, 2007 by resolution n. 689 of the Marche Region defining the preferred overland “corridor” for the high-tension lines. Since 2008 there have been numerous meetings and task forces (tavoli tecnici) involving communal administrations, provinces and TERNA (25 plenary meetings and 43 task forces as of late 2011).
Given the intense activity of the involved administrations and the total absence of information provided to citizens potentially affected by the project, numerous citizens’ committees have been formed in every province of the Marche Region and have undertaken a grassroots campaign to inform and raise awareness among the population and local administrations through numerous public meetings.
So far a large number of comuni affected by the proposed high-tension lines have formally expressed critical and/or negative opinions regarding this project. In addition, the second Commissione Consiliare of the Province of Ancona, following a hearing with mayors and the local committee, presented an “order of the day”, approved by the Provincial Council (Consiglio provinciale) on 5/4/2012, acknowledging the following considerations and requests.
1) THE REAL NECESSITY OF THE PROJECT HAS NOT BEEN ADEQUATELY SHOWN
The motives in support of this project, as put forth in documents presented to the local administrations by the TERNA company are:
-forecasts of a notable increase in the consumption of electric energy in the region;
-a large shortfall in the production of electric energy in Le Marche;
-the resulting risk of black-outs.
In reality:
- the consumption of electric energy in the Marche Region was greatly diminished in the 2007-2011 period. In fact, it shrank by approximately 4% during this period, falling from 7,763 GWh in 2007 (year of maximum consumption) to 7,467 GWh in 2011, reaching levels last seen in 2004 (7,432 GWh); (source: TERNA 2011 stistical data – Marche Region consumption)
For 2012, though specific final results for Le Marche have not yet been published, aggregate consumption in the central regions (Marche, Abruzzo, Molise, Lazio and Umbria) has dropped by 3.5% with respect to 2011.
Such data shows the 2.5% annual energy-consumption growth rate once prognosticated by TERNA was/is unrealistic;
- in recent years the Marche Region has seen rapid development of renewable energy sources: in particular photovoltaic plants capable of generating 789 MW have been activated, as shown by GSE data (as of 23 February 2012), nearly double the power objective for 2015 set forth in the Regional Energy and Environment Plan. In 2011 electric energy produced by photovoltaic plants was 658 GWh, equal to over 8% of annual consumption in Le Marche, and in 2012, though there is not yet official data, it is reasonable to expect another significant increase. This important contribution of photovoltaic electric energy, combined with the substantial drop in consumption already described, contrasts with data regarding the electricity deficit in the Marche Region, which – paradoxically, based on data provided by TERNA – shows a consistent increase (from 47% in 2010 to nearly 55% in 2011). This suggests that behind this data there are motivations other than the inability (non idoneità) of the Region to produce enough energy locally to meet its needs.
- that TERNA itself no longer attributes a high priority to the project can be easily deduced from TERNA’s document “2012 Development Plan” in which its realization is defined by the term “year to be determined”, as opposed to the term “long term” in the 2011 development plan or the date “2015” specified in the 2010 plan.
The high tension line, then, though officially motivated by TERNA as a way to “increase coverage of the 380 kV grid, improve the safety and continuity of the electrical supply in the Marche Region and optimize management of the grid itself”, rather than respond to the real needs of the Marche Region appears merely to be a structure for the transport and exchange of electric energy to/from the North and South of Italy and to/from foreign countries.
Similarly, the TERNA press statement of 23/06/2011 makes explicit their objective to “turn Italy into a true ‘energy hub’ of the Mediterranean for the transmission of electric energy, the ideal platform – also given its geographic position – to connect north Africa and the southern shore of the Mediterranean basin with central and northern Europe.”
It is also appropriate to underline how this project conflicts with the Regional Energy and Environment Plan put forth by the Marche Region in 2005.
The plan emphasizes energy savings, the use of renewable sources, and the realization of small cogeneration plants as the foundation of regional energy policy. In particular it states (PEAR, chapter 1, paragraph 4.2) that: “distributed generation and cogeneration, with a preference for small to medium sized plants located in areas according to parameters like those used – successfully – for the determination of industrial zones, aims at having less need to transport electrical energy, with reduced energy loss from the transportation and distribution grid, as well as less need to strengthen or increase the high tension grid.”
It should be remembered that extremely high-tension lines such as the one under consideration (380,000 V) are intended for the transmission of electric energy (comparable to electricity super highways), while for local use (industrial, commercial, private, etc.) lower tension lines(less than 132,000 V) are needed for distribution.
2) IT HAS NOT BEEN SHOWN THAT THE AERIAL SOLUTION IS THE BEST AMONG SEVERAL MACRO-ALTERNATIVES, as provided for by Italian and European rules.
European law recognized by Italy requires that for each phase and level (strategic, structural and realized) of the project there be examination and consideration of several alternative plans or programs, not just one option. TERNA’s proposal of 3 minor feasibility variations in the route of the proposed overhead high-tension line is not the same as an alternative plan for the project with regard to the use of the best technologies, understood to be those that have the least impact, are the least invasive in terms of environment and public health, and pollute the least.
3) THE PROJECT – AS PROPOSED – WILL HAVE A DEVASTATING EFFECT ON THE COUNTRYSIDE, DISFIGURING IT IRREPARABLY, WITH MAJOR EFFECTS ON THE ECONOMIC AND SOCIAL FABRIC OF THE AREAS INVOLVED.
The project calls for the high-tension line to pass through the hilly submontane hinterland of the Marche Region from one end to the other. These are territories that have seen progressive repopulation in recent years, and the renewal of a large part of the land patrimony. These are substantially undamaged lands, particularly adapted for high quality agriculture and animal husbandry, enriched by gastronomic and touristic offerings.
In fact, Le Marche is the fastest growing region in Italy in terms of rural/wine/gastronomic tourism, and has growing exports of typical/local foods.
The realization of the TERNA project, with its ruinous impact on the landscape, would also do serious harm to activities related to the above-cited sectors, to tourism and all activities based on land use/development.
All of this is totally antithetical to the policy – long supported in the region – of promoting tourism in the hills of Le Marche, and to statements made by regional President Spacca during an interview dedicated to the high-tension line question on July 22, 2011: “we have made the landscape the principal asset of Le Marche of the future.”
The high-tension line would be certain to have a negative impact on the attractive capacity – and related repopulation – of rural areas that in recent years have undergone redevelopment resulting in increased revenues for local government.
4) ARE THE RIGHTS OF INVOLVED CITIZENS’ BEING SAFEGUARDED ?
INFORMATION – NEGOTIATION
The decisional process followed thus far has been characterized by a total absence of public information for and negotiation with citizens (both of which are called for by European and Italian law). This applies both to the approval of the 25/06/2007 resolution with which the Marche Region agreed to accept the proposed “corridor” for the 380 kV Fano–Teramo high-tension line, as well as to subsequent technical task-forces (including representatives of TERNA SpA and regional, provincial and communal administrations) aimed at determining the feasibility strip (fascia di fattibilità).
THE RIGHT TO GOOD HEALTH
The eventual completion of the high tension line could cause health risks for people living near it, especially for children and other people already ill.
It should be remembered that in 2001 the International Agency for Research on Cancer (I.A.R.C.), under the aegis of the World Health Organization (W.H.O.), classified electromagnetic fields as “possible cancer-causing agents” for human beings.
The I.A.R.C. further states that “while for most children exposed at home to extremely low-frequency radiation, at levels below 0.4 microteslas there is little evidence of increased risk of leukemia, for exposures above 0.4 microteslas the data from a substantial number of well carried-out studies show a consistent, statistically significant increase in the risk of childhood leukemia.
Under Italian law (DPCM 8.7.2003) the level considered to be a “quality objective” is 3 microteslas, nearly 8 times higher.
The phenomenon known as electrosensibility and it’s consequent pathologies (including migraine headaches, sleep disorders, cataracts, and sterility, particularly in men) is indisputable, and while it is generally more a question of discomfort than of serious illness, it nevertheless can require medical attention, palliatives and other intervention, can be worse for certain individuals and can become a costly social and public health problem.
The technical task forces did not take into consideration the application of the “precautionary principal”, nor did they think it necessary to do a Health Impact Evaluation.
As noted, the precautionary principal, as applied by the EU, states that in the face of scientific uncertainty and the need for time to carry out epidemiological studies, it is indispensable to exercise caution in order to safeguard the health of citizens. So long as scientific doubt remains, the most restrictive measures with respect to possible risk must be imposed so as to be sure of minimizing real risk.
PROPERTY RIGHTS
The eventual realization of the proposed high-tension line will cause a notable drop in the value of property (houses, land) and of entrepreneurial activities (agriturism and tourist accommodation generally) located near it, and will result in heavy economic and property damage.
In the above-mentioned task forces there has been much talk of “compensation” for the various “administrations”, an admission that the territory would, in fact, be damaged by the proposed project, but payment of compensation for property damage to the citizens directly involved has never been taken into consideration, nor is the TERNA project accompanied by a financial plan providing for adequate compensation to property owners.
In this way, the inalienable right to property is being violated.
IN LIGHT OF THE ABOVE CONSIDERATIONS, THE COMMITTEES ASK OF ALL INVOLVED DECISION-MAKERS:
- that they procede to a reconsideration and complete revision of the new FANO-TERAMO high-tension line project, verifying the real necessity for the project and carrying out a preventive evaluation of all alternatives to its eventual realization;
- that they respect the necessary procedures and the rights of involved citizens, and thus request that TERNA S.p.A.:
1) evaluate the project’s Health Impact and acquire the opinion of AZUR Marche;
2) evaluate possible damage to third parties and present a plan for their compensation for such damage;
3) avoid any and all alteration of the countryside.
4) involve local citizens, associations, committees etc., as they are the people directly impacted by the eventual realization of the high-tension line, as set forth by the procedures of V.A.S (S.E.A. – strategic environmental assessment)
- and that – in order to safeguard the citizenry – they not publically express favorable opinions of the realization of the high-tension line so long as the above-mentioned evaluations have not been completed.

Translated from Italian by David Herrick


Economia ecologica.. in un corso all'università della Tuscia con stage in Germania ed in Costa Rica




Accademia Kronos, l'Università della Tuscia, il comune tedesco di  Wildpoldsried e il ministero della cultura del Costa Rica, con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente italiano, hanno organizzato quest'importante  iniziativa formativa per una economia ecologica 

Al momento si parte con un corso di 4 mesi ( 72 ore frontali e 48 di esperienze esterne ) con due incontri settimanali pomeridiani all'interno dell'università della Tuscia, con uno stage estivo in Baviera nella città più ecologica d'Europa e poi, per i migliori del corso, con un'escursione presso la riserva naturale Karin in Costa Rica. 

Il corso prevede di affrontare problemi sull'ambiente, sull'energia, sull'agricoltura, sul lavoro innovativo, dando agli allievi informazioni utili per affrontare le sfide di un futuro diverso da come l'abbiamo vissuto fino ad oggi.

Personaggi di grande fama nazionale ed internazionale rappresentano il corpo docenti, tra questi i professori universitari: Anna Maria Fausto, Roberto Minervini, Maurizio Petruccioli, Dario Sonetti e  Riccardo Valentini. Nino Galloni, noto economista,   gestirà la prima parte del corso. Lo scienziato e climatologo dell'ENEA Vincenzo Ferrara metterà al corrente gli allievi sul reale stato di salute del nostro pianeta. I giornalisti Marco Gisotti e Carlo Sacchettoni della Rai tratterranno  sui nuovi orizzonti del lavoro e su come sarà il modo di comunicare e fare giornalismo all'interno della green economy. Il geologo Giorgio Onofri darà informazioni su come  intervenire nella bonifica di siti inquinati e come stabilizzare i terreni franosi attraverso l'ingegneria naturalistica. Alcune lezioni saranno incentrate su nuove metodiche per meglio conoscere e parlare la lingua inglese.

Per motivi organizzativi il corso è a numero chiuso, per quest'anno non più di 32 allievi. Numero che negli anni tenderà ad aumentare.  Sono previsti crediti formativi per gli universitari mentre per chi riuscirà a concluderlo si aprono nuove prospettive nel mondo del lavoro.

L'inizio del corso è previsto il 30 di maggio presso un'aula della facoltà di biologia della Tuscia. Il 23 maggio è previsto un incontro tra gli allievi per mettere a punto il calendario e gli orari del corso. 

Le lezioni andranno avanti per tutto giugno. A luglio è prevista la sospensione estiva, ma con lo stage a Wildpoldsried, per riprendere ad ottobre e concludersi a novembre.

Non sono previste modalità selettive per essere accettati al corso, verranno presi in considerazione tutti quelli che si iscriveranno fino a raggiungere il numero di 32 elementi. Gli altri saranno messi in una lista d'attesa per il corso che inizierà il prossimo anno. Per informazioni è necessario telefonare alla segreteria di Accademia Kronos al n. 0761.93080 oppure inviare un e mail a: ak@accademiakronos.it


Gabriele La Malfa

giovedì 2 maggio 2013

Glifosate (Roundup), disseccante pericolosissimo secondo una ennesima e recente ricerca... vietarlo subito è d'uopo!



Glifosate (Roundup), disseccante pericolosissimo secondo una ennesima e recente ricerca, ed altamente inquinante nelle falde acquifere e nel cibo... 
...usandolo gli agricoltori percepiscono addirittura i Pagamenti Agroambientali europei !!

Appello  per gli immediati divieti, ai sensi degli art. 9, 32, 41, 44 della Costituzione della Repubblica italiana


All'attenzione degli organismi pubblici competenti in materia

dopo il Rapporto ISPRA 2013 su acqua e pesticidi, che ha trovato come prioritario inquinante in falda  il diserbante sistemico glifosate e si uoi metaboliti, un altro autorevole studio scientifico afferma la pericolosità del glifosate su numerose malattie e conclude... "Il Glifosate persiste nel cibo (sono ammessi infatti limiti di tolleranza, ndr) e, contrariamente a quanto si pensa sulla sua innocuità, potrebbe essere l'agente chimico biologicamente più distruttivo presente nell'ambiente".

Un secondo testo riguarda l'articolo di rewiew scientifica sui danni del Pesticidi sulla Salute Umana, della Dr.ssa Patrizia Gentilini

 E' necessario pertanto il Divieto immediato dei disseccanti chimici da qualsiasi uso ! 
Così come è necessario vietare tutti i Pesticidi chimici per i cui usi sono disponibili alternative biologiche regolarmente registrate al commercio e, pertanto, sottoposte alle relative prove di accertata efficacia, senza "controindicazioni".

Si attivino in tal senso a partire dai disseccanti (Glifosate, Glufosinate ammonio, ecc):
 i Sindaci, tutori della salute dei propri cittadini (e i cittadini con le necessarie diffide ai Sindaci)... 
...con i divieti d'uso agricolo nei territori comunali e lungo le strade, spazi pubbliei e privati, ecc... 

- le Regioni, eliminando la possibilità di impiego agricolo del Glifosate, dai disciplinari a partire dall'Agricoltura Integrata e da ogni impiego agricolo, vista la responsabilità delle regioni in materia e l'obbligo dell'Agricoltura Integrata in tutti gli ambiti, in base al recente D. Lgsl n. 150 del 14 agosto 2012, sull'Uso sostenibile degli Agrofarmaci (Pesticidi)...

Regioni che oggi, purtroppo, erogano addirittura enormi risorse dei fondi agroambientali europei per l'agricoltura integrata, palesemente falsificata... laddove nei disciplinari che la regolano è possibile impiegare il disseccante Glifosate, prima della semina dei cereali e per disseccare le file delle coltivazioni arboree (viti, ulivi frutteti...), percependo contributi che in realtà sono destinati alla sostituzione dei prodotti chimici di sintesi in agricoltura.
Il disseccante chimico, oltre che pericolosissimo per la salute, come dimostrano le ricerche allegate, è agronomicamente assolutamente inutile e dannoso per la fertilità del terreno in quanto:
-  l'erba si deve interrare con la preparazione del terreno prima della semina, con semplici attrezzi meccanici, come si è sempre fatto nella storia dell'Agricultura... incrementando in tal modo l'humus dei terreni e fissando il Carbonio atmosferico (protocollo di Kyoto)
- il disseccante distrugge l'erba che protegge dall'erosione delle piogge, esponendo i territori a drammatiche alluvioni, e i terreni stessi all'erosione, con notevole perdita di fertilità e danni ambientali (tutelati dall'Art. 44 e 9 della Costituzione Italiana), con possibile minaccia per la sovranità alimentare nazionale
- I disseccanti espongono i terreni allo sviluppo di patologie delle coltivazioni per lo squilibrio microbico conseguente nei terreni, come confermano le ricerche americane
Inoltre, i disseccanti provocano enormi danni paesaggistici per la colorazione arancio delle zone irrorate.

- il Ministero della Sanità (e i collegati Ambiente e Agricoltura), deve prendere atto di tali risultanze scientifiche e revocare dal commercio per ogni uso qualsiasi disseccante chimico di sintesi, oltre a tutti i pesticidi per i quali siano disponibili alternative registrate in commercio.
L'uso degli Agrofarmaci di sintesi dev'essere prescritto, e solo in caso di assoluta necessità, esclusivamente da tecnici abilitati, esperti fitoiatri, per  eventuale insufficienza delle tecniche alternative disponibili, che devono essere impiegate, in ogni caso, in forma obbligatoria e prioritaria, in quanto il loro maggior costo è sostenuto proprio dai pagamenti agroambientali europei... attivi ormai da 20 anni !!! (pagamento di servizio alla collettività)

Soldi coi quali l'Italia ha, al contrario di altri paesi europei, incrementato la vendita di pesticidi chimici di sintesi, negli ultimi 20 anni... una truffa, "malamente legalizzata", dalle proporzioni e conseguenze enormi, sulla salute e l'ambiente e sull'economia agricola e naionale, più volte censurata dalla Corte dei Conti UE.

Gli agricoltori sono le prime vittime dell'uso di tali sostanze, correlate a numerosissime patologie degenerative.

saluti cari

Prof. Giuseppe Altieri, Agroecologo
Studio AGERNOVA - Servizi Avanzati per l'Agroecologia e la Ricerca

mercoledì 1 maggio 2013

L'aviaria ritorna... chi sono i responsabili?




Sembrava una minaccia di pandemia superata, un rischio per l'umanità scampato dopo le preoccupazioni dell'OMS all'indomani della comparsa nel 1997 del virus H5N1, meglio conosciuto come virus dell'influenza aviaria. 

Questo è un virus ad alta patogenicità, veicolato dagli uccelli e trasmesso attraverso le loro deiezioni a tutto il mondo animale che può infettare l'uomo. In Italia questo letale agente patogeno, in una variabile meno aggressiva, si è trasferito ad alcuni umani tra il 2004 e l'anno successivo. A quel punto virologi e epidemiologi hanno allertato tutte le nazioni del pianeta sul rischio di una disastrosa pandemia planetaria. Per fortuna la situazione dopo un po' è tornata sotto i livelli di guardia. 

Fino a quando alcune settimane fa questo microscopico killer è tornato a far parlare di sé. L'H5N1 si è modificato diventando H7N9 un virus più aggressivo e letale del precedente. E'apparso prima in molti Paesi del Sudest Asiatico confinanti con la Cina ed ora sta dilagando in quest'ultima nazione. Conosciamo già la reticenza delle autorità cinesi a dare informazioni sanitarie sui loro cittadini, quello che oggi possiamo apprendere dai sanitari cinesi è che per ogni 5 ricoveri di malati di influenza aviaria, uno non supera la crisi e muore. 

Oltre questo non ci è dato di sapere quanti individui sono stati colpiti dall'influenza. Uno dei maggiori esperti dell'OMS che sta studiando l'evoluzione di questo evento patogeno è  il prof. Keiji Fucuda il quale ha dichiarato alla stampa: < questo virus  è uno dei più letali che medici e autorità sanitarie abbiano mai affrontato>.  Per lo scienziato dell'OMS questa minaccia se dovesse allargarsi e trasformarsi in una pandemia, potrebbe essere catastrofica per l'umanità al pari della famosa "spagnola" del 1918 che solo in Europa fece decine di milioni di morti.

Esistono già procedure emanate nel 2005 dall'Organo Mondiale di Sanità per contenere questa minaccia, tra queste: abbattimento totale di uccelli e galline da allevamento con sospetto di malattie da virus aviario, sospensione drastica in tutti i Paesi del mondo della caccia agli uccelli, vaccinazioni di massa.

Per alcuni scienziati la recrudescenza di questo virus è un pò sospetta e questo ci riporta a novembre del 2011 quando i ricercatori olandesi dell'Erasmus Medical Centre di Rotterdam  hanno prodotto una variante estremamente contagiosa del virus dell'influenza aviaria H5N1 in grado di trasmettersi facilmente a milioni di persone, scatenando, così, una possibile pandemia. 

All'annuncio di questo risultato, ci fu un'alzata violenta protesta da parte di molti scienziati della Terra, perché nel pubblicare i risultati del riuscito sperimento della variante del virus aviario, si erano date indicazioni su come arrivarci. 

-Un'occasione "appetitosa" per  terroristi e teorici dell'ALT alla sovrappopolazione umana, una vera è propria arma di distruzione di massa!- , avevano esclamato molti studiosi e scienziati anche italiani. Questa variante prodotta dai ricercatori dei Paesi Bassi, secondo molti studiosi contrari a questo esperimento,  è un virus patogeno altamente contagioso che potrebbe scatenare una pandemia in grado di uccidere la metà della popolazione mondiale. Infatti la sua capacità di diffusione si è dimostrata "molto efficace" in esperimenti sugli animali e in particolare sui furetti, che hanno un sistema respiratorio molto simile a quello umano.

Per i ricercatori dei Paesi Bassi nessun problema, anzi! Per questi è stata un'iniziativa utile all'umanità perché così è possibile valutare in tempo le migliori difese mediche e sanitarie per combattere questo agente patogeno, qualora "un giorno" avesse deciso di modificarsi e diventare più aggressivo e contagioso. Nessun rischio per l'umanità, sempre secondo gli olandesi, tutto si è sviluppato nel massimo rigore di sicurezza e all'interno dei laboratori, pertanto nessun rischio di fuga esterna. 

Ora però il virus H5N1 si è trasformato il H7N9, diventando molto più aggressivo e contagioso del precedente..... una coincidenza? 

Gabriele La Malfa