sabato 9 agosto 2014

Fra stridii di uccelli e gracidar di rane.... Resoconto della passeggiata notturna sul Panaro - 8 agosto 2014


Spilamberto - Panaro e luna quasi piena 

Ed anche quest'anno il rito del picnic sul Panaro è stato portato a termine! Venerdì 8 agosto 2014 avevamo dato appuntamento a quanti volessero unirsi a noi per questa esperienza che, per chi non l'ha mai fatta, è una sorpresa e per chi l'ha già fatta, è un ritrovarsi in sensazioni ed emozioni già vissute, ma sempre diverse. 

La presenza della luna quasi piena o piena è fondamentale e la luna sarà piena oggi 10 agosto, per cui venerdì era già molto luminosa; a tratti, lungo il percorso, fuori dagli alberi, sembrava un faro acceso nel cielo. Ci ha illuminato il percorso, al ritorno, consentendoci di camminare anche in fretta, perché ormai stanchi, sognavamo quasi il nostro giaciglio (almeno io).

Poi ognuno la vive secondo la sua sensibilità e, se ne ha, le sue aspettative: la cosa migliore, secondo me, è non averne affatto e farsi affascinare e cogliere dal momento presente.

Ma andiamo per ordine: ci hanno raggiunto prima Carla e Maurizio e poi Roberto e Monica, 
ci siamo incamminati con i nostri zaini carichi di cibarie e di quello che ognuno riteneva potesse essere utile: giacche e coperte per i freddolosi, chitarra per i cantanti, macchine fotografiche per chi ama immortalare ricordi e trasmetterli a chi non c'era... 



Il tragitto fino al punto prescelto e predisposto non è stato lungo, ma ci abbiamo impiegato un bel po' di tempo, fermandoci a parlare, a guardare e cercare di riconoscere una pianta, a guardare un gambero di fiume ormai morto ma ancora quasi integro: nessuno degli altri ne aveva mai visto uno. 



Arrivati alla scarpata sassosa ma breve, siamo scesi a colonizzare la porzione di greto che avevamo già predisposto giorni addietro  predisponendo un cerchio di sassi per il fuoco e qualche arbusto al suo interno e alcuni sedili, sempre di pietra, intorno. Abbiamo preparato il buffet, su un grosso pezzo di cemento (?) lì abbandonato, dopo averlo avvicinato e messo in piano con non poca fatica di Roberto e Paolo, su cui abbiamo disposto i cibi, perfetti per l'occasione neanche ci fossimo messi d'accordo: una torta salata rustica, lenticchie insaporite con spezie orientali e farro freddo con verdure crude, frutta di stagione, un'ottima cenetta.

Anche Maurizio, dopo aver mangiato la frutta che doveva essere la sua unica cena e dopo aver realizzato che nel pomeriggio aveva duramente lavorato, si è concesso un piattino di quei cibi. 


Prima di cenare Paolo ha detto alcune parole sugli elementi in cui eravamo immersi: Terra, che stavamo calpestando,  Aria che ci circondava, Etere rappresentante lo spirito che ci univa, Fuoco ...che sarebbe stato acceso di lì a poco..... mancava l'Acqua? No, l'acqua del fiume era lì a pochi passi da noi,  così ha convinto anche i più restii a fare un piccolo rito. Maurizio, che temeva di immergere le mani nell'acqua  per paura dell'inquinamento, bagnava un piccolo bastone nel fiume toccandoci poi, a turno, la testa. 



Ma chissà come mai l'acqua del Panaro ai più fa così una brutta impressione? Mi voglio accertare della qualità dell'acqua in questo tratto di fiume.

Dopo aver mangiato abbiamo acceso il fuoco coi legni raccolti continuando a rinfocolarlo. Intanto qualcuno parlava, qualcuno stava in silenzio ad osservarlo (il fuoco ammalia, incanta), Paolo ha preso la chitarra ed ha cominciato ad intonare Om Namah Shivaya prima, poi Nityananda Mahan, infine Om Namo Bhagavate Nityanandaya ed io ho cantato con lui. Paolo non lo ha detto ma aveva scelto l'8 agosto per questa passeggiata perché  è  l'anniversario del mahasamadi di Nityananda, il suo nonno spirituale.




Io avevo la luna alle spalle per cui vedevo tutto illuminato e chiaro, ma infine ho voluto godere un po' anche della visione diretta dei raggi lunari e del meraviglioso riflesso della luna sull'acqua. Sopra al fiume e sotto la luna una fila di alberi maestosi e ogni tanto qualche grosso uccello che passava sopra le nostre teste, all'imbrunire anche i soliti, magnifici, aironi. 

Al suono della chitarra o al silenzio facevano da accompagnamento gli stridii  ed gracidare delle rane.

Il ritorno, dopo aver radunato le nostre cose, è stato veloce e sicuro, come dicevo, alla luce dell'astro lunare. Arrivati infine davanti al cancelletto di casa tutti avevano fretta di tornare alle proprie dimore, per la stanchezza.

Stare nella Natura è sempre meraviglioso ed appagante....

Caterina Regazzi




.................

Commento aggiunto: 

Ad integrazione del bellissimo resoconto di Caterina, che segue, vorrei solo dire che mentre stavamo al fiume sotto la splendida luna quasi piena, osservando il cielo per scoprirvi qualche stella cadente, non ho potuto fare a meno di ricordare che anticamente la tradizionale pioggia di stelle era dedicata al Dio Priapo, di cui si diceva che le stelle cadenti fossero gocce di sperma piovute dal cielo per fecondare le zolle.... In seguito i soliti cristianucci cambiarono le carte in tavola affermando che invece si trattava delle lacrime di San Lorenzo torturato dai pagani... 
Ne hanno di fantasia questi cristianucci...  

Paolo D'Arpini


 

....................................


Nota integrativa - Qui di seguito la storia dei festeggiamenti di metà agosto in chiave sincretica: http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2011/07/treia-dall8-al-15-agosto-visione-pagana.html












Nessun commento:

Posta un commento