lunedì 19 dicembre 2016

Ecologia sociale e sistema familiare matristico - La famiglia allargata


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Il ripristino della "famiglia allargata", già in auge nel periodo matristico,  è una delle soluzioni possibili al deterioramento sociale e della unione matrimoniale corrente (gay o etero che sia) che tanti danni sta procurando alla società. I primi danni sono avvenuti attraverso lo scollamento familiare che, con il deteriorarsi del sistema patriarcale, sta trascinando la società umana in un imbarbarimento di rapporti inter-familiari. In questa società consumista i due genitori perlopiù lavorano entrambi all'esterno della casa, per motivi economici o di "emancipazione" femminile, come si dice oggi.... Il risultato è che la prole -se non è completamente assente perché da fastidio al menage- viene abbandonata a se stessa, in istituti od in mano a baby sitters o davanti al televisore a rimbambirsi. Gli anziani, che una volta svolgevano all'interno della famiglia un importante ruolo di mantenimento della cultura e di assistenza ai giovani, sono anch'essi emarginati e ridotti all'ospizio o se tenuti in casa sono comunque visti come mera fonte di guadagno, per via delle pensioni, e non possono esercitare il ruolo che la natura sin dai tempi più antichi aveva loro concesso, quello di trasmettitori della saggezza popolare. 


Altro problema grave della famiglia attuale, monogama (ma per modo di dire), è che la spinta verso la virtualizzazione dei rapporti, sancita dal proliferare in tv, al cinema, sui giornali e su internet di modelli dissacratori e pornografici, ha portato anche ad un ampliamento dell'esercizio di prostituzione (maschile e femminile) in tutte le sue sfaccettature, sia virtuali che sessuali. Insomma i rapporti umani sono talmente deteriorati che l'unica via di salvezza sembra proprio il ritorno alla famiglia promiscua che contraddistingueva l'antica civiltà matristica, cioè prima dell'avvento del patriarcato e delle religioni monoteiste. 


Proprio in questi giorni ho terminato di leggere un interessante libro scritto dall'amico Carlo Consiglio, naturista e vegetariano, emerito professore di zoologia alla Sapienza di Roma e presidente della LAC. Il titolo è "L'Amore con più partner", con prefazione di Luigi De Marchi, psicologo sociale e politologo di fama internazionale. Mi sono trovato perfettamente d'accordo con quanto espresso nel testo ed ammetto che parecchie delle conclusioni alle quali è giunto l'amico Carlo le ho riconosciute come mie e rientranti nel filone dell'ecologia sociale e dell'ecologia profonda di cui mi occupo da anni. Infatti togliendo l'esclusiva al modello monogamo della famiglia si possono facilmente creare soluzione sociali più in accordo con i tempi in cui viviamo. 

Paolo D'Arpini 

Rete Bioregionale Italiana

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2 commenti:

  1. Commento di Monica Morace: "No no nessuna famiglia promiscua ! La promiscuità è l'esatto contrario dell'amore, se c'è vero amore non c'è promiscuità...Scusami ma questa volta non sono d'accordo, la promiscuità è contraria al vero amore e lontana anni luce dalla vera spiritualità."


    Mia rispostima: "Certo nella promiscuità amorosa si crea confusione ma non è detto che avvenga in una famiglia allargata in cui le posizioni possono essere chiare, vedi ad esempio il bellissimo film L'albero di Antonia – vedi http://www.circolovegetarianocalcata.it/2016/01/08/no-al-matrimonio-in-qualsiasi-combinazione-e-si-al-libero-amore/ - Non inneggio alla promiscuità sessuale on senso stretto, ma alla capacità di convivenza ed al senso della comune appartenenza ad un nucleo familiare allargato. Forse se tu avessi visto il film che ti ho segnalato potresti comprendere meglio. Comunque non voglio convincere nessuno, cerco solo di trovare soluzioni allo scollamento sociale in corso. Il tempo della famiglia composta da due soli elementi sembra tramontato ma non abbiamo ancora trovato alternative percorribili. Bisogna cercarle, con sincerità onestà e soprattutto libertà dalle convenzioni. Anche un ashram può essere un esempio di "famiglia allargata" ma non dovrebbe essere un ashram che faccia riferimento ad una specifica religione o setta altrimenti si crea una chiusura mentale nei confronti del mondo esterno. Una comunità dovrebbe avere una apertura osmotica verso il resto della società, pur cercando di mantenere le proprie specifiche peculiarità. Il discorso -a parole- è molto difficile da sviluppare. Pazienza" (Paolo D'Arpini)

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    1. Non solo a parole. Le dinamiche che interferiscono in questo modello di vita sono tantissime e molto grandi, vuoi per il tipo di educazione impostaci vuoi per la natura umana con tutte le sue difficili sfaccettature. Personalmente la mia esperienza in una comunità per tanti anni ha presntato aspetti positivi come negativi, ma se devo fare un bilancio non lo rifarei mau, anche prescindendo dagli aspetti religiosi che la caratterizzavano. Meglio la coppia se trovi la personabgiusta

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