domenica 3 dicembre 2017

L'ecocatastrofe globale che ci aspetta - Gli scenari futuri possibili per colpa dell'effetto serra sul clima del pianeta


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Non per terrorizzarvi più di tanto, ma solo per informarvi su quello che realmente, a causa del riscaldamento globale del pianeta, stiamo rischiando A Bonn Accademia Kronos ha partecipato ad alcuni incontri non ufficiali legati alla COP 23 che, associazioni internazionali come la nostra, hanno tenuto in concomitanza dei lavori dei “Grandi” del pianeta. Tra questi molto interessante è stato l’incontro con scienziati “non allineati” che hanno tracciato un quadro allarmante sul nostro futuro. 

Queste le previsioni: 

- Continueranno a fondersi i ghiacci del Polo Nord in maniera inarrestabile, stessa cosa, ma in maniera meno vistosa anche i ghiacci dell’Antartide. 

- Spariranno entro 20 anni gran parte dei ghiacciai delle più importanti catene montuose della Terra, in particolare sulle Alpi e sulle Ande. 

- I livelli dei mari saliranno incontrastati e zone costiere, atolli e piccole isole del Pacifico verranno sommersi.

- Gli oceani sempre più caldi produrranno tempeste tropicali e uragani sempre più violenti e devastanti. 

- La primavera giungerà sempre più in anticipo. 

- Concentrati in pochi giorni e settimane nell’anno precipitazioni meteoriche il più delle volte catastrofiche. 

- Sempre più ondate di calore e lunghe siccità. 

- Incendi devastanti per tutte le foreste del pianeta. 

- Crollo della produzione agricola. 

- Aumento delle popolazioni di insetti parassiti anche a latitudini più settentrionali. 

- Sconvolgimento di tutti gli ecosistemi terrestri. 

- Diffusione incontrollata delle malattie tropicali. 

Questa la visione catastrofica presentata dagli scienziati a Bonn se non si bloccherà l’aumento dei gas serra in atmosfera. Ma la cosa non finisce qui! Per molti studiosi c‘è il rischio che si innesti una fase irreversibile, ovvero un meccanismo planetario negativo che possa autoalimentarsi anche se, per miracolo, non dovessimo più produrre gas serra. 

Infatti pochi parlano della fase di disgelo dei terreni freddi della Siberia e dell’Alaska, come la tundra, che vedono il permafrost in rapido scioglimento (strato ghiacciato per diversi metri sotto il suolo causato dall’ultima era glaciale), il quale immette nell’atmosfera quantità impressionanti di metano (CH4), un gas serra 22 volte più aggressivo della CO2. Ciò accelererebbe la fase di aumento globale della temperatura media della Terra non solo verso i tanto temuti 2 gradi in più, ma addirittura oltre i 3 o i 4 gradi in più. 

A quel punto per l’umanità sarebbe un disastro definitivo perché si verificherebbe la tanto temuta ecocatastrofe globale. 

Alfonso Navarra 

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ak@accademiakronos.it

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