martedì 13 agosto 2019

Ricerca storica-antropologica sull’origine dell’attuale crisi ambientale e climatica


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In tutto questo sfacelo ambientale e climatico in cui noi, poveri mortali, assistiamo impotenti, ci si chiede se questo modello di società, reo di quanto sta accadendo, era ed è l’unica strada percorribile dall’umanità o se invece esistono altri percorsi capaci di scongiurare questa profonda crisi ambientale. Personaggi di alto valore intellettuale, filosofi e storici, di ieri e di oggi ci dicono che esistono alternative a questa società consumistica e aggressiva nei confronti dell’ambiente. Già a partire della nostra era industriale qualche intellettuale proponeva forme di società e di sviluppo alternativo, vedi il socialismo e poi il comunismo, che, comunque, alla fine hanno dimostrato anche loro profondi limiti. Tra tutte le altre formule sociali proposte in alternativa, primeggia comunque la filosofia di Erich Fromm: “Essere o Avere”. Oggi abbiamo capito che la nostra è solo la società dell’avere e, quindi, della sistematica e continua distruzione della nostra stessa casa: l’ambiente. E’ possibile a questo punto invertire la marcia? Molti pensano di NO. 

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I grandi cambiamenti tanto necessari per invertire la marcia verso il baratro, ormai si possono fare solo a parole, attraverso conferenze o trattati, ma nulla più. La nostra società si è talmente “incartata” che è quasi impossibile portarla su una strada diversa. Dobbiamo purtroppo prendere atto che questa macchina di distruzione del clima e dell’ambiente è come un grande volano, una volta attivato non si ferma più. Dopo 50 anni di studi, spedizioni all’estero e varie esperienze, nel tentativo di capire il perché di questa situazione ambientale e climatica critica, oggi abbiamo capito che dobbiamo rassegnarci a quello che verrà. L’ultimo rapporto dell’IPCC, presentato a Ginevra alcuni giorni fa, avvalora questa tesi. Forse le cose dovevano andare così, forse era scritto nel destino di questa umanità, (per i Veda la nostra è la quinta umanità, dopo ci sarà la sesta e poi la settima) per cui non ci rimane che rassegnarci al triste futuro che ci si para davanti. 

Tuttavia una soddisfazione vogliamo prendercela: capire quando e dove è scoccata la scintilla che ha determinato questa situazione. Vediamo allora di cercare nell’archivio del tempo per capire. 5 Molti storici danno per scontato che l’inizio di questa situazione è iniziata nell’era industriale, a partire dall’invenzione della propulsione a vapore per arrivare all’era dei combustibili fossili. Altri si avventurano ancora indietro nel tempo facendo iniziare la crisi ambientale e climatica addirittura all’impero romano. Noi invece andiamo ancora più indietro nel tempo, all’origine delle prime civiltà dell’uomo, all’incirca intorno al 6/5.000 a.C. 

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Sono pochissimi in effetti che si avventurano nel lontano passato per comprendere la situazione ambientale dei giorni nostri, eppure tutto questo ha radici lontane. Ci si dice che la grande rivoluzione culturale dell’uomo iniziò in Europa, una rivoluzione che nei millenni ha gettato le basi della società che stiamo vivendo. ( Molti però pensano che l’origine delle grandi civiltà sia iniziata ancora prima e in particolare in Mesopotamia, ma di questo ne parleremo in futuro). In questo breve articolo pertanto ci occuperemo delle civiltà del Mediterraneo e del nord Europa. Stiamo parlando delle civiltà Matriarcali Mediterranee dove era la donna e non l’uomo a gestire le società di allora. Esempi luminosi sono i ritrovamenti neolitici delle statuette della Dea madre in alcune caverne europee, mentre più significativi sono i resti archeologici di Çatal Hüyük in Turchia e dei templi dedicati alla dea madre a Malta (circa 10.000). 

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 La Dea Madre rinvenuta in un tempio di Çatal Hüyük e a fianco la ricostruzione della città Tempio alla Dea Madre a Malta a forma di utero Venere Paleolitica dormiente – Malta Secondo i più accreditati antropologi, in particolare lo scienziato Johann Jakob Bachofen, il matriarcato fu l'organizzazione originale dell'umanità, e solo più tardi venne sostituita dal patriarcato. I primi esempi di società matriarcali si fanno risalire all’inizio del neolitico, circa 15000 anni fa. La donna, quale generatrice della vita, era ritenuta una figura importante e, pertanto, riconosciuta come capo supremo. In quello 6 stesso periodo si era scoperta l’agricoltura e l’addomesticamento degli animali per cui si erano formati i primi insediamenti umani stabili. Il matriarcato pertanto incarnava una società tranquilla e pacifica dedita all’agricoltura e all’addomesticamento degli animali. In quello stesso periodo a nord del Mediterraneo nel bacino del Volga, nella Russia europea e nel Mar Nero era presente una popolazione patriarcale, la civiltà dei Kurgan, in cui il dominatore assoluto non era più la donna ma l’uomo. Un popolo che per quei tempi potremmo definire guerriero, dedito quasi esclusivamente alla caccia e alla pastorizia, sostenuto alimentarmente oltre che dalla carne animale dai frutti della natura, quindi ancora in parte frugivoro e raccoglitore. 

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Ad un certo punto, all’incirca 13000 anni fa, l’emisfero nord della Terra subì un fortissimo raffreddamento climatico (Younger Dryas) e molte terre si coprirono di ghiaccio, il tutto durò circa 1300 anni (*). Questa nuova, se pur breve, era glaciale obbligò popolazioni situate più a nord rispetto al Mediterraneo ad emigrare, nella ricerca di terre libere dal ghiaccio ( vedi illustrazione). Inevitabilmente la civiltà patriarcale e violenta dei Kurgan venne in contatto con quella pacifica del Matriarcato, gioco forza in pochi secoli la cultura matriarcale fu spazzata via. E’ al suo posto nacquero gli Achei, gli Etruschi, i Fenici, ecc. ecc. “Un regalo”, si fa per dire, venuto dallo spazio che ha modificato profondamente il clima terrestre permettendo a tribù guerriere e assassine di azzerare civiltà pacifiche che se fossero sopravvissuta fino a noi forse l’uomo non avrebbe commesso efferati genocidi e, alla fine, sganciato 2 bombe atomiche su popolazioni inermi. Da quel momento la cultura dell’ESSERE (in parte rimasta in alcune aree geografiche dell’Oriente) lasciò il posto alla cultura dell’AVERE, di cui ancora oggi ci nutriamo. 

Ecco quindi, secondo noi, da dove è partita la cultura dell’avere che ha generato le società che oggi governano il pianeta e che minacciano tutti gli equilibri della natura e del clima terrestre. Circa 12800 anni fa, il pianeta Terra ha attraversato un breve periodo di freddo non correlato con nessuna era glaciale. Oggi si sa che tale periodo fu causato da un asteroide o una cometa che si sgretolò nell’alta atmosfera producendo sulla terra una pioggia di frammenti che, soprattutto nel centro America causò l’estinzione di tutta la fauna presente e la fine della civiltà Clovis (noto come la teoria dell'impatto cosmico del Dryas recente).

Filippo Mariani - A.K. Informa N. 33

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1 commento:

  1. Commento di Ferdinando Renzetti, inviato via Messanger: "Bello l'articolo sulla psicostoria di Filippo Mariani anche se edulcorato e un po' romanzato e poi sempre con questa cavolo di meteorite e ci si scorda spesso la cosa più semplice che purtroppo a scuola non so perché non ci insegnano mai: la precessione degli equinozi. basterebbe conoscerla un po per capire i movimenti della terra e i cambiamenti del clima e tanto altro..."

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