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lunedì 23 gennaio 2023

Dall'uomo naturale all'uomo macchina... - Ecco perché l'ecologia profonda non piace al Sistema

 


Il nostro corpo e l'ambiente in cui tutti noi viviamo non è più naturale.  L'habitat umano oltre alla sua povertà in forme viventi (diverse dalla nostra) e alla sua abbondanza di macchine e congegni sempre più complessi,  comprende per ognuno di noi una sorta di guscio o, se vogliamo ricordare l'etimologia della parola “ecologia”, una strana ed angusta “casa”, che ci isola forse da alcuni pericoli, dalle aggressioni di bestie feroci o da alcune malattie, ma anche deforma il nostro rapporto con il mondo naturale, sollecitati come siamo da suggestioni instillate dal Sistema, dall'uso compulsivo di utensili, come ad esempio gli spazzolini elettrici, il forno a microonde, il microchip "salvavita", ecc. fino ai prodotti igienici industriali, come i detersivi sintetici al posto del sapone, o all'enorme schiera dei cibi conservati e artificiali. 

Viviamo in mezzo ad un tiro al nersaglio pubblicitario subendo sollecitazioni che ci perseguitano passo passo della nostra esistenza, dagli annunci pubblicitari su giornali, radio, tv e internet, senza dimenticare le frequenti telefonate reclamistiche, i cartelloni stradali, gli advertisements su ogni mezzo di trasporto pubblico e privato, sino alla pubblicità subliminale di cui non siamo coscientemente consapevoli.

Le suggestioni al consumo, un certo tipo di consumo, e le  spinte ad aderire ad un certo pensiero, ci distaccano sempre più dalle cose vere, pulite. Le leggi della natura, che spingono ogni essere vivente a soddisfare i bisogni naturali, vengono sostituite da desideri che ci allonanano dalla necessità di soddisfare tali bisogni deviando la nostra attenzione verso bisogni virtuali, utili solo al funzionamento della macchina produttiva, del controllo sociale e del restringimento ulteriore della nostra partecipazione alla vera “casa comune”. Sempre più immersi in una sorta di “caverna platonica”, in cui il “Sistema”, ovvero chi controlla il sistema, irreggimenta il consorzio umano in una massa omogeneizzata, l'individuo in consumatore, il poeta in cantore, il giusto in poliziotto o soldato, l'uomo comune in transgenico, lo spiritualista in religioso, lo sportivo in tifoso, ecc.

Ricordo che tantissimi anni fa, quando ero ancora un ragazzo di belle speranze, lessi in una rivista che si chiamava “La civiltà delle macchine” un articolo di Dino Buzzati in cui si descriveva l'illusione instillata nelle mente dei cittadini di distinguersi gli uni dagli altri, in una parvenza di libertà nella società omologata, attraverso le categorie dei “bulobulisti e zigzaghisti”, una distinzione che qualificava il tipo di droga nella trasgressione praticata. Ma senza voler ricorrere alle premonizioni di Buzzati basterà guardare come gli umani si accontentano di fare gli hooligans, tifando per la Roma o per la Lazio, per un'etichetta o per l'altra, ecc. 

Il nostro mondo ristretto ci fa diversi da come potremmo essere “secondo natura”....

Paolo D'Arpini







Portavoce della Rete Bioregionale Italiana  bioregionalismo.treia@gmail.com

lunedì 21 novembre 2011

Politica, economia e spiritualità laica non possono essere scisse.... allorché si desidera la vera “crescita”, quella personale e sociale!

Consentiamo un futuro alle nuove generazioni (Paolo D'Arpini con nipotino Massimo) 


"Gioia nella libertà dai preconcetti e dalle ideologie" (Saul Arpino)

“I falsi buoni sono i ladri della virtù” (Lin Yutang)



Delegare la gestione della propria esistenza ad un “governo” o ad una “chiesa” equivale ad abbandonare le proprie responsabilità basandosi sul fatto che vi sono persone altre da noi stessi che veramente sanno come fare a mandare avanti le cose.

Questo ovviamente vale in ogni campo dell'esistenza umana.. ma per il momento lasciamo da parte l'aspetto “religioso” di questo atteggiamento “rinunciatario” e di delega all'altrui.. e rivolgiamo la nostra attenzione all'aspetto politico.

Un partito politico, e di conseguenza un governo, viene apparentemente fondato per il bene del popolo.. ma in realtà diviene una corporazione che serve solo a se stessa.

Una amministrazione tiene le cose sotto il suo controllo e prolifera leggi di una sempre crescente complessità ed incomprensibilità. In effetti ostacola il lavoro produttivo domandando tanti rendiconti sicché il registrare quanto è stato fatto diventa più importante di quel che è stato realmente fatto. In questo modo, incrementando la burocrazia ed i cavilli, si può andare sempre più in là nell'astrazione... tuttavia nella crescente angoscia riguardante la sovrappopolazione, la massificazione culturale, la mistificazione negli interessi economici occulti, l'inquinamento e lo squilibrio ecologico, i disastri potenziali dell'incremento tecnologico militaresco, etc. soltanto di rado siamo in grado di riconoscere che i nostri governi sono diventati auto-distruttori delle istituzioni umanitarie.

I governi -come affermava Alan W. Watts- restano impantanati nel tentativo di soddisfare una sempre crescente alienazione dalla vita pratica e dalle esigenze primarie dell'uomo, soffocati e paralizzati, come sono, sotto montagne di complicazioni di bilanci e di scartoffie.

La considerazione successiva, per non dover ripetere gli errori del passato, è che né l'individuo né la società possono tirarsi fuori dalla situazione attuale in modo autonomo e facendo uso della forza. Pur che ancora oggi assistiamo ad uno svolgimento in tal senso della spinta al cambiamento sociale... Sino a quando faremo uso della forza, sia fisica che morale o religiosa, nel tentativo di migliorare noi stessi ed il mondo.. andremo in verità sprecando energia che potrebbe essere altrimenti usata per cose che realmente possono essere fatte..

Occorre cambiare il nostro approccio di vita e la considerazione della nostra partecipazione all'insieme delle cose. Nell'ecologia profonda e nella spiritualità laica c'è l'indicazione verso il recupero della fiducia in se stessi e negli altri. La nuova visione, il nuovo metodo, non può essere aggressivo e nemmeno passivo, non è un atteggiamento sentimentale. Occorre riconoscere che in alcuni casi l'uso della violenza può essere necessario.. ma sarà una violenza mite, educativa.. somigliante alla severità della madre che intende educare il figlio e non reprimerlo.

Ecologia profonda e spiritualità laica, attuate nel campo della politica e dell'amministrazione della cosa pubblica, conducono non alla soddisfazione di cieche rivalse popolari, non all'attuazione di una “giustizia livellatrice”, bensì a favore della “generosità umana”. Che non è semplice benevolenza e perdono, come si potrebbe supporre, ma il mantenimento dell'onestà e delle qualità “umane” nella loro pienezza. Come diceva Ezra Pound: “L'onestà è la ricchezza di una nazione”.

L'equilibrata severità e correttezza, che potremmo definire in termini matristici “intelligenza minervina”, richiede una grande capacità discriminativa e la strada verso di essa è difficile da raggiungere, abituati come siamo a delegare alla giustizia esterna (governativa e religiosa) ogni funzione emendatrice.

Perciò se un uomo integro cerca di raggiungere la maturazione spirituale e politica dovrà necessariamente riscattarsi da ogni modello coercitivo attualmente presente nella società... Non possiamo però chiamare questo processo “anarchia” in quanto si presuppone un indirizzo definito rivolto al “bene comune”. Non più misurando le cose attraverso il modello della giustizia “dei codicilli” ma portando l'umano al suo massimo livello di responsabilità. In cui le azioni non sono conseguenti a corsi precostituiti o tabù, le contingenze e la saggezza ed onestà acquisita indicano al momento quale sia la cosa giusta da fare....

In altre parole un essere umano consapevole di appartenere ad un contesto vitale e spirituale inscindibile non ha bisogno di incarnare modelli prefissati di “rettitudine”, non è un “buonista”, e nemmeno un presuntuoso, un pedante, ma riconosce che possono avvenire alcuni errori nel perseguimento della genuina natura umana. Gli errori -se non ripetuti- sono il sale della vita. Sono l'indicazione del retto percorso da seguire.

Infatti che si maschera da ligio osservante delle leggi è un ipocrita ed un falso uomo pubblico (sia in senso politico che religioso), invero è completamente privo di “umorismo”, non sa ridere di se stesso e degli altri ed allo stesso modo, e non lascia che la sua natura umana possa completarsi e giungere a maturazione. Egli, meschinello, si ferma alla “forma” e di conseguenza è condannato a trasgredire anche quella (forse in segreto) restando inconsciamente legato alle proprie ombre. Un legalista sarà semplicemente un ficcanaso ed un acquisitore di “meriti presunti”, sulla base della sua adesione ad una fede politica o religiosa. Chi basa la giustizia sulla rigorosa sottomissione a regolamentazioni lineari non sarà mai in grado di percepire la verità dietro le forme. Questi ipotetici buoni governanti, così seri e riguardosi dei loro giusti principi (o peggio ancora dei loro sordidi interessi) giustificano ogni iniquità con la forza dalle ragioni politiche o religiose. Poveretti, non saranno mai in grado di godere di un sano “spirito” libero e laico, assai meno nocivo della loro sudditanza all'ideologia (o peggio ancora all'interesse).

Ed una una delle peggiori ideologie, in questo momento storico, è quella relativa al concetto di “utile” e di “guadagno”, che persino supera ogni altra convinzione politica e religiosa.. ed è in nome dell'utile e del guadagno che la società umana va sprofondando verso la perdita dell'anima e della capacità d'intendere e di volere. Questa ideologia, chiamiamola pure “bancaria”, così amata dai ragionieri della vita, rischia di forzare sempre più l'uomo in direzione della rinuncia ad ogni umanità e capacità discriminante. E con la perdita dell'intelligenza subentra anche la perdita della capacità di sopravvivenza della specie umana.

Paolo D'Arpini


Circolo Vegetariano VV.TT.
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