giovedì 22 marzo 2018

Il DLgs "ammazza foreste" è stato approvato... Diciamo a Mattarella di non firmarlo


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Il DLgs  "ammazza foreste" è stato approvato, il 16 marzo 2018,  ma non tutto è perduto  perché ancora Mattarella deve firmarlo.
Consiglio di   andare sul sito ufficiale del Quirinale 
 https://servizi.quirinale.it/webmail/, compilare i vari campi e scrivere direttamente al Presidente.

Puoi anche riportare tutte le incongruenze giuridiche evidenziate dal Prof. Paolo Maddalena, Vice Presidente Emerito Corte Costituzionale:
 
Presidente Mattarella ,
non approvi il testo unico sulle foreste  per le seguenti ragioni:

1) È stato emesso in carenza di potere poiché trattasi di un provvedimento di straordinaria amministrazione, che non può essere adottato dopo lo scioglimento delle camere che hanno conferito la delega;

2) Tale decreto, che considera le foreste sotto l'aspetto economico e non sotto l'aspetto ambientale, è contro la tutela costituzionale dell'ambiente e dell'ecosistema (art. 9 e 117 Cost.);

3) Contiene articoli volti alla distruzione del bosco, come quello che non considera tale il bosco recentemente ricostituitosi a seguito dell'abbandono dell'attività agricola (Art 12), oppure il rimboschimento realizzato nel recente passato, anche con fondi europei, (art. 5). Tali boschi dunque possono essere abbattuti;

4) Contiene norme di dettaglio che ledono la competenza delle regioni in materia di agricoltura e foreste".
Ho fiducia nella Sua saggezza, La imploro, non firmi il Decreto!

Patrizia Gentilini

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mercoledì 21 marzo 2018

Bioregionalismo agricolo, a Savignano sul Panaro, con scambio di semi autoctoni


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Il gruppo locale Emilia di Civiltà contadina O.d.V.
AGRI.BIO Emilia Romagna - AIAB Emilia Romagna
VI INVITANO:

Sabato 24 marzo 2018 a un sesto di giornata di
scambio di semi  bioregionali, presso il cortile della Casa della cultura (Ex scuola materna)
A Mulino frazione di Savignano sul Panaro (MO) - via A.Costa 112 Dalle ore 11 alle ore 15,00

Se avete sementi di ortive, cereali, leguminose, aromatiche , officinali, fiori, marze di fruttiferi, piantine ..... portatele per scambiarle.

Saranno presenti anche:
LUCA PETRUCCI, "facilitatore sinergico" fondatore degli orti urbani a Castelfranco Emilia con i suoi semi e L’ASSOCIAZIONE ADIPA con molte varietà di semi
Alle 13 ci sarà un buffet bio vegetariano a cura della chef di cucina naturale Daniela Enrico.
L’evento si svolgerà all’interno del mercatino biologico settimanale “BioMarchè di Savignano”promosso da AIAB Emilia Romagna.

Il luogo è anche raggiungibile in treno tramite la linea suburbana Bologna-Vignola Tper, con autobus linea 671 Tper (Bologna -Vignola) e con alcuni bus della linea 760 Seta (Modena - Castelfranco Emilia -Vignola).

In auto: da Modena prendere la Vignolese, una volta a Vignola direz.Bologna,passare Savignano e dopo 2 km si raggiunge la località Mulino.
Da Bologna, prendere la Bazzanese. Dopo Bazzano proseguire in direzione Savignano fino a incontrare la località Mulino.

La casa della cultura si trova in via Andrea Costa che è quasi di fronte alla stazione ferroviaria di Mulino.

INFO e prenotazioni: Piero Negroni 
 347.5632650 negroni.piero@gmail.com

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martedì 20 marzo 2018

Bioregionalismo - Treia, 23 e 24 giugno 2018: "Collettivo Bioregionale Ecologista nella cooperativa biodinamica La Talea"


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L’ecologia profonda è il riconoscimento dell’inscindibilità della vita ed il bioregionalismo non è altro che la descrizione dei vari processi vitali e delle forme visibili della vita e della materia nella consapevolezza di tale inscindibilità. Nell’individuazione di un ambito “bioregionale” non si tiene conto esclusivamente del vivente bensì dell’insieme inorganico, morfologico, geografico, geologico del territorio prescelto, ivi compresi -ovviamente- gli elementi botanici e zoologici che vi prosperano. Senza trascurare gli aspetti sociologici e culturali  della  società che ivi risiede.   Insomma si esamina l’omogeneità dell’area esaminata definita “bioregione” e lì si traccia una leggera linea di demarcazione (non divisione) per individuarne i “confini”. Va da sé che questi confini sono semplicemente teorici, poiché l’organismo bioregionale della Terra è in verità un tutt’uno indivisibile.

Potremmo per analogia definire le bioregioni gli organi dell’organismo Terra. 
Ogni anno, in occasione del solstizio estivo, bioregionalisti ed ecologisti si incontrano per scambiarsi le esperienze su questi temi e le riunioni avvengono in contesti naturali,  sono incontri  di condivisione in spirito conviviale. Solitamente vi partecipano diversi membri della grande famiglia ecologista,  nuovi e vecchi agricoltori, abitanti di ecovillaggi e di comuni agricole o spirituali, etc.

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Con l'intento di rilanciare la campagna per l'Agricoltura Contadina, La Rete Bioregionale Italiana, in collaborazione con il Circolo di Promozione sociale Auser Treia e coop. La Talea, organizzano a Treia (in provincia di Macerata) il Collettivo Bioregionale Ecologista dal 23 al 24 giugno 2018.

Il sabato 23 giugno pomeriggio si prevede una permanenza nel centro storico di Treia, per conoscere il luogo e familiarizzarsi con la natura, anche attraverso una passeggiata erboristica lungo le mura. Verso le ore 18 si potrà effettuare una visita all'antica Torre d'avvistamento, nel borghetto abbandonato di Pitino, che si conclude con una pizzata in un vicino agriturismo.

La mattina di domenica 24 giugno, ospiti della cooperativa biodinamica La Talea di Santa Maria in Selva (frazione di Treia), che ha ampi spazi, con stanze e cucina e una grande struttura per incontri, si terrà un laboratorio culinario didattico, con le verdure coltivate in cooperativa, a cui segue una degustazione di quanto cucinato, e nel pomeriggio un incontro di condivisione esperenziale sull'agricoltura contadina bioregionale, con vari interventi ed anche una esposizione di prodotti locali dei piccoli produttori contadini. La proiezione di un documentario in sintonia e l'accompagnamento di musiche e poesie paesane allieterà la giornata.


Intervengono ecologisti e bioregionalisti, esponenti della Campagna per l'Agricoltura Contadina, erboristi, contadini semplici, dietisti e rappresentanti del mondo olistico.


Paolo D'Arpini
Rete Bioregionale Italiana
Info: bioregionalismo.treia@gmail.com




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Coop. Biodinamica La Talea - Santa  Maria in Selva - Treia (Mc)

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Questa  la proposta sull'agricoltura contadina  da noi precedentemente presentata alla Regione Marche
Testo introduttivo. Inviato al Presidente della Regione Marche ed all'assessore all'Agricoltura
“Appello per l’agricoltura contadina”
Considerando che non si può fare a meno della biodiversità, ovvero i sistemi naturali che sostengono la sopravvivenza di noi tutti. Osserviamo che anche qui nelle Marche avanza la desertificazione (non soltanto siccità bensì perdita dell’humus in seguito al dilavamento dei terreni di superficie), la deforestazione, l’utilizzo improprio dei terreni per produzione elettrica, l’impoverimento dei suoli dovuti a monoculture, la modifica dell’ambiente e, in generale, la dispersione del patrimonio biologico delle specie animali e vegetali, tutti aspetti che determinano una perdita economica considerevole nell´economia regionale.
Sorge quindi la necessità di agevolare ed incentivare la lavorazione biologica ed estensiva dei piccoli appezzamenti, con sistemi naturali, quella che è stata definità da sempre “economia spicciola della realtà contadina”. L’agricoltura contadina é l’unica che può garantire il mantenimento della biodiversità nell’habitat e la produzione di cibo bioregionale idoneo alla dieta integrata degli abitanti della Regione Marche.
Purtroppo le pesanti norme burocratiche poste sull’agricoltura facilitano di fatto i grossi coltivatori ed allevatori, gli unici che possono soddisfare le spesso inique sanzioni e richieste di ottemperamento tecnico. Sempre più difficile é mantenersi vivi per quei piccoli produttori che, oltre al soddisfacimento delle proprie necessità familiari, dispongono di un leggero “surplus” da poter immettere in commercio. E non solo i contadini sono penalizzati ma pure i piccoli allevatori ed i raccoglitori di erbe spontanee.
A livello nazionale (dal 20 gennaio 2009) è partita ufficialmente una nuova campagna con 6000 firme raccolte per rendere possibile la rinascita della figura del contadino e della contadina. La decisione di promuovere questa campagna è stata presa collegialmente da varie associazioni, fra cui la Rete Bioregionale Italiana, con l’adesione del Circolo Vegetariano VV.TT., ed ora chiediamo che alla Regione Marche venga studiata una specifica Legge REGIONALE per facilitare lo sviluppo dell’agricoltura contadina e  per l’eventuale trasposizione a livello regionale delle norme previste a livello nazionale.
Il testo della Proposta di Legge Nazionale è qui al Link:   http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/2011/05/24/bioregionalismo_e_proposta_di.html
Resto quindi in attesa di un Suo gradito cenno di riscontro e mi farà piacere visitarLa, all’occasione propizia, unitamente alla Dr.ssa Caterina Regazzi ed al Prof. Benito Castorina che sono i referenti tematici rispettivamente per: zootecnia e agricoltura biologica, della Rete Bioregionale Italiana.
Distinti saluti, Paolo D’Arpini
Referente della Rete Bioregionale Italiana
Via Mazzini, 27 – Treia (Macerata)
Tel. 0733/216293
Email: 
 bioregionalismo.treia@gmail.com




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lunedì 19 marzo 2018

Fluire con la vita... nel palcoscenico della Coscienza



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Fluire con la vita non significa essere indifferenti a quello che ci accade, ma apprezzare in pieno la gioia che il momento ci offre e accettare anche il dolore, consapevoli che nessuno dei due durerà per sempre. Fluire con la vita implica vivere accettando i cambiamenti e quindi comporta totale accettazione del volere di una forza superiore al nostro personale e limitato libero arbitrio, che si dibatte tra mille preferenze. Fluire come l’acqua di un fiume in piena vuol dire lasciarsi andare, accettando senza resistenze il disegno divino, senza mai permettere alla mente di restare coinvolta nel passato o nelle proiezioni di speranze che vorremmo vedere concretizzate nel futuro.

Questo saggio atteggiamento verso la vita consente anche di non rendere l’amore un business, una transazione commerciale in cui si cerca solo di esaminare i nostri vantaggi o quanto una determinata relazione possa ridurre le nostre insicurezze o le paure della solitudine.

Imparando a fluire con la vita, anche l’amore diviene un movimento spontaneo, senza la ricerca spasmodica di attrarre l’attenzione degli altri per sentirsi sicuri o per ricavarne dei profitti.

Attraverso una profonda analisi introspettiva, sorge la totale accettazione che eventi e azioni sono la manifestazione dell’Energia Divina e che non è mai esistita un’entità individuale chiamata Paolo o Anna e tanto meno un’azione individuale. Realizzando questo, si getta la maschera e si rimane nudi come un neonato, ma del neonato si acquisisce anche l’impersonale spontaneità e il relativo non coinvolgimento.

La causa di questo è data dalle relazioni basate sullo spiccato senso di libero arbitrio e individualità, quindi, analizzare a fondo il reale significato dell’immanenza dell’Energia Divina − e che non esiste altro che questa Energia Universale a permeare ogni atomo − è l’unico passo da compiere consapevolmente, ma anche il più laborioso, dato che i condizionamenti della società odierna si basano proprio sull’illusione di questo ‘io’ personale e individualista, ovvero l’ego o la personalità individuale.

La totale accettazione che ogni azione è un avvenimento divino, e non qualcosa compiuto da qualcuno, è alla base della rinascita della pace. Affinché la pace che permea l’universo possa essere riscoperta, ognuno di noi ha il dovere verso se stesso di dedicarsi del tempo, per approfondire cosa ci aspettiamo dalla vita che possa appagarci veramente, dopo aver soddisfatto i bisogni basilari di cibo, vestiti e riparo. Cosa mi rende diverso dal gatto di casa? Questa domanda e la ricerca delle risposte concatenate che scatena significano volersi veramente bene.

La mente oscilla come un’altalena tra le memorie passate e le aspettative future, escludendo il momento più importante, il presente.

La mente crea il tempo e vive di aspettative e memorie. La mente è un continuo flusso di pensieri e oscilla tra ricordi, proiezioni, rancori, competizioni, speranze e giudizi; la pace prevale invece solo quando la mente tace, ma soprattutto quando smette di cercare e valutare sia i difetti degli altri sia le nostre mancanze. Sono sempre più rare le persone che pensano che tutto sia perfetto ed evitano di emettere giudizi perché consci che ogni attimo è un avvenimento sognato dalla mente divina e che nessuno degli attori di questa grande e infinita soap opera ha la possibilità di commettere errori − se non quando il Regista lo suggerisce − con lo scopo di rendere la trama della commedia più interessante. La mente vuole essere in controllo, ma essendo impossibile, questo è unicamente causa di eterne frustrazioni.

Non saper fluire con la vita, cercando d’essere sempre in controllo degli eventi e delle conseguenze d’ogni decisione, significa andare contro la natura  stessa dell’universo e quindi crea solo stress e depressioni. Un futuro incerto che va a sommarsi alle recriminazioni di un passato che non esiste più; i sensi di colpa e l’atavico timore di cadere nel ‘peccato’ rendono l’uomo teso e infelice, mentre ogni cosa accade solo se deve accadere.

Il vero fluire con la vita comporta una parola ostica alla maggioranza− abbandono − ovvero l’accettazione totale che a muovere ogni pedina e gli eventi della vita è solo un grande disegno a incastro, proiettato e sovrimposto su Se stessa dalla Mente Cosmica, che si manifesta attraverso ognuno di noi, come in un intricatissimo puzzle in cui non esiste niente di personale o individuale.

Il film è già stato girato. Il ‘ciak’ che ha dato inizio a questa lunghissima e intricatissima soap opera prodotta dalla Mente Cosmica è scattato milioni d’anni fa. Reagire al ruolo affidato a noi attori crea solo inutili tensioni. Sintonizzarci con il suggeritore delle battute è l’unica alternativa che abbiamo. Questo equivale ad agire senza reagire.

Si arriva a sorridere della nostra folle illusione e a vivere serenamente senza alcun bisogno di psicoanalisti solo quando si comprende a fondo il gioco del grande ipnotista: la Coscienza.  A quel punto non vedremo più uscire fazzoletti multicolori, colombe e conigli dal cappello a cilindro perché avremo compreso ogni trucco...

La vita è un gioco che abbiamo sognato quando eravamo consapevoli d’essere Energia Primaria e, scartando i veli dell’ipnosi, possiamo continuare a giocare non come poveri esseri umani che devono ascendere all’infinito ma piuttosto come Dio mascherato da essere umano, che ha scelto di calarsi sul palcoscenico del pianeta terra.


(Fonte: Centro Nirvana)

domenica 18 marzo 2018

Incontro bioregionale CIR - Pastoraio, dal 15 al 21 maggio 2018


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Umanità splendente! Ritorna il CIR! Siete tutti invitati a partecipare !

Presentazione del nostro progetto per l'incontro del CIR dal 15 al 21  maggio 2018:

Pastoraio è uno dei villaggi della comunità della valle degli elfi è un borgo piccolo situato in una Conca larga della montagna con 4 case in pietra, laboratorio, dispense virgola legnaie stalle Orti una fontana e animali. È raggiungibile solo a piedi. 
Nell'estate dell'anno scorso nacque il progetto di ripopolare questo villaggio, già abitato dagli Elfi da più di 30 anni, apportando alcuni aspetti nuovi: 
Uno degli intenti chiari e forti è instaurare e mantenere una comunicazione profonda, ovvero l'impegno di parlare di sé stessi, esplorando sensazioni, emozioni, schemi mentali ecc.
Elaborare processi interiori ed essere così capaci di comunicare con serenità ed empatia..per questo creiamo momenti nel cerchio dove, oltre a coordinare decidere i lavori, apprezziamo diamo feedback e sosteniamo la crescita esplorandò le emozioni. 
Questo implica lavoro su Noi stessi. Essendo un posto aperto accogliamo le persone che arrivano e dopo qualche giorno spieghiamo il nostro progetto e il codice di accoglienza stabilito, per dare la possibilità a chi si avvicina di conoscere e sperimentarsi.
Oltre a questo abbiamo cercato dei momenti di lavoro su noi stessi in gruppo invitando persone dall'esterno o partecipando, quando essi si svolgono in altre parti della Valle o fuori, con l'intento di accompagnarci nel percorso delle nostre vite e darci sostegno nei momenti di difficoltà e nei nostri cambiamenti.
Un altro intento è dare spazio alle attività artistiche per rendere bello, accogliente e ispirate il posto che abitiamo e dare spazio all'espressione dell'artista che è in noi!
Abbiamo capre, conigli, galline, cani e gatti, un grande orto, alberi da frutta, coltiviamo ortaggi in terrazze e vogliamo piantare nuovi alberi da frutta.
Un altro grande impegno è mantenere e ricreare la struttura abitativa: abbiamo cambiato finestre, ricostruito parte di case (da finire), portato nuove stufe, un nuovo impianto solare...cerchiamo di rendere più accoglienti e pulite le stanze...
Offriamo l'esperienza unica di una vita molto vicino alla natura, di mettersi alla prova e di riscoprire le cose semplici della vita. 
Il nucleo cuore è composto da poche persone, ma tante persone sono passate dando sostegno, aiuto pratico al nostro progetto condividendo l'entusiasmo e la fatica.

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LAVORI DA FARE:
Invitiamo dal 15 al 21 maggio il Cir a Pastoraio perché vogliamo costruire insieme:
- una sauna 
- restaurare la doccia 
- creare un posto adatto per lavare i vestiti 
- mettere un nuovo soffitto 
- creare una possibilità di riscaldamento nella stanza degli ospiti 
- mettere un trave nel soffitto della cucina invernale 
- creare un rivestimento del muro della stanza comune sopra la cucina invernale in argilla e paglia
- fare dei lavori nell'orto
- trasportare dei materiali fino al villaggio (che serviranno in parte per fare i lavori)
- fare dei lavori preparativi per accogliere la ricerca della visione che si svolgerà alla fine di maggio (tra cui un compost toilette )

L'INTENTO dell'incontro del CIR è rafforzare la Rete Bioregionale Toscana, unendo le realtà più  vicine creando un tessuto di sostegno reciproco...offrire un'esperienza di lavoro in gruppo in un ambiente vivo e armonico, fare conoscere questa esperienza particolare, conoscere sé stessi e nuove persone, avere uno scambio su visioni di vita, esperienze personali, divertirsi: fare musica e fuoco alla sera, mangiare insieme, scambiare saperi e semi, vivere la festa-lavoro... i bimbi sono Benvenuti

COSA PORTARE:
- Tenda (in casa abbiamo 20 posti, precedenza a mamme e bambini), materassino e sacco a pelo
- piatto, posate e bicchiere che gestirete per tutto l'incontro
- semi da scambiare 
- Entusiasmo, curiosità, disponibilità e gioia!
- strumenti musicali 
- vestiti pesanti (anche se sarà primavera in montagna potrebbe fare più freschino)
- torcia
- cibo da condividere, soprattutto cibo fresco, verdure frutta
-attrezzi: forbici da giardiniere e falcetto
-proposte di scambi lavori, materiali, cibo e idee..per intessere la rete


COSA LASCIARE A CASA: 
- Saponi, shampoo, detersivi chimici per non rischiare di inquinare la natura e le falde acquifere
- Carta igienica (c'è il compostoilet, e la possibilita di scavare una buca. Ci si lava con la bottiglia d'acqua,  ma per chi proprio non riesce a farne a meno della carta igenica siete pregati di buttarla negli appositi contenitori)
- Alcool e sostanze varie
- Pigrizia e Stress
- Plastica (se la portate poi ve la riportate con voi al ritorno)
- Cani (se ognuno porta il suo cane la situazione diventa ingestibile. ..fate il possibile per affidarlo a qualcuno prima di venire e se non potete farne a meno gestitelo al meglio, legatelo è seppellite i loro escrementi! ...ci sono già 3 cani che vivono sul posto)

I soldi per pagare il cibo che viene precedentemente comprato si raccolgono con il cappello magico: ad offerta libera e dignitosa!

Alla mattina di ogni giorno faremo un cerchio per conoscerci e connetterci tra noi...attraverso il gioco e il nostro sentire...e per coordinare i lavori.
Avremo moSenti di incontro per annodare i fili della nostra Rete umana...e annaffiare il semino di una nuova EcoNoMia...Ecoumanità 
Siamo tanti uniti e pronti per sentieri più profondi
Viva la Tribù ma chi ci ferma più!
È un invito a sperimentare l'intento... con il cuore aperto e affidarsi al fluire...

C.I.R. Info:  cir.informa@gmail.com

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sabato 17 marzo 2018

Bioregionalismo - Politiche territoriali e progetto bioregionale


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Il progetto della Bioregione 
Accennata la complessità multidimensionale del tema, si può pensare di realizzare una matrice sistemica con le azioni del progetto della Bioregione particolareggiate e reinterpretate secondo un contesto attuale e culturalmente a noi vicino. Tale matrice rielabora un modello descrittivo esistente per lo studio dei processi di trasformazione del paesaggio agrario (Marino, Cavallo, 2009 e Barbera, Biasi, Marino, 2012), riprendendone alcune categorie interpretative, aggiungendone di nuove e declinandole secondo le componenti del “sistema paesaggio”: sistema ambientale, sistema economico, sistema socioculturale e sistema insediativo. Il prodotto ottenuto è una matrice volutamente non definitiva che non tende all’esaustività, ma che si pone l’obiettivo di chiarire concettualmente le singole azioni e, soprattutto, di definire le relazioni tra le parti delle numerose declinazioni progettuali della Bioregione.


Le categorie scelte per descrivere il progetto della Bioregione sono le seguenti: 
− Connessione, per descriverne la configurazione spaziale;
− Diversità e multifunzionalità, per delinearne la qualità dei sistemi in termini di caratteri e funzioni; 
− Complessità, che in questo caso va a individuare la sovrapposizione dei sistemi;
− Sostenibilità, che qui racconta le modalità di gestione delle risorse locali; 
− Resilienza, che inserisce la dimensione temporale e adattiva nel contesto della Bioregione, per descriverne la prospettiva intenzionale sul lungo termine e la sua capacità intrinseca di ragionare per scenari e possibilità. 


Nel corso delle tre annualità progettuali, la ricerca del team Politiche Territoriali si è sviluppata con due fasi differenti. Una prima e consistente parte (responsabile Prof. R. Bonisolli) ha riguardato l’analisi comparata delle banche dati esistenti e la strutturazione di atlanti cartografici dei principali strumenti di pianificazione a scala regionale e provinciale (sia di tipo descrittivo normativo, che strutturali), andandone ad individuare limiti e contraddizioni. 

La seconda parte (responsabile Prof. A. Longo) ha portato alla realizzazione di un “quaderno di lettura del progetto”, il quale si prefiggeva principalmente tre obiettivi:
(i) Ricostruire una definizione multidimensionale del bioregionalismo, attraverso lo studio dello stato dell’arte sul tema come quadro di riferimento teorico in cui si collocano le singole azioni di progetto; 
(ii) Proporre una ricucitura tra settori e competenze differenti, grazie alla rilettura complessiva del progetto con un approccio sistemico e territoriale;
(iii) Individuare i riscontri spaziali dell’applicazione del bioregionalismo all’area metropolitana di Milano, collocando il progetto all’interno di un quadro dimensionale collaudato, di esperienze di cura e gestione del territorio che sperimentano già da tempo l’incontro tra urbanistica e saperi durevoli e che mettono in atto un approccio integrato agli spazi aperti della città.


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(Fonte: http://www.bioregione.eu/)


venerdì 16 marzo 2018

Agroecologia e comunità bioregionali ecosolidali


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Nel nostro manifesto ci definiamo una comunità in lotta e tra i nostri scopi ci diamo quelli di sostenere e diffondere:

- la creazione di comunità bioregionali;
- percorsi pratici di accesso alla terra come scelte di vite basate su principi agroecologici e strumenti di azione politica;
- scelte e pratiche cittadine di resistenza per creare alleanze tra città e campagna riconvertendo l'uso degli spazi e delle risorse sulla base dei principi dell'auto-organizzazione, della solidarietà, della cooperazione e della cura del territorio;
- di sostenere le comunità locali in lotta contro la distruzione del loro ambiente di vita.

Il nostro, poi, è un movimento fatto di reti, non centralizzato e a forte carattere territoriale. Questa è la nostra forza e, sopratutto, rispecchia ciò che siamo: contadin*, allevator* e raccoglitor* che fanno della terra non solo il loro sostentamento ma che, attraverso pratiche quotidiane portano avanti un'alternativa concreta ad un sistema politico ed economico mortifero (ed è in questo senso che facciamo esistere un'azione politica).

Nella nostra visione, che ha forti radici nell'antiautoritarismo e nell'autodeterminazione, è dalla moltiplicazione e diffusione delle esperienze pratiche e, quindi, territoriali, che emerge quello che si può definire un movimento che, nella condivisione di certi valori e nella riproduzione di certe pratiche, assume un respiro più ampio (possiamo dire, provvisoriamente, nazionale, anche se il termine nelle sue declinazioni storiche e politiche forse non ci appartiene).

Possiamo dire che con il lavoro degli ultimi otto anni questa condizione si è, in parte, realizzata. I nodi si sono moltiplicati, il nostro discorso si è affinato e arricchito, la sensazione di appartenenza va radicandosi in ognun* di noi, certi temi e certe pratiche si sono diffuse pur mantenendo la libertà di declinarle in ogni luogo in modo diverso, rispetto alle esigenze a al contesto delle singole realtà territoriali.

Ma sentiamo anche, da qualche anno, che arrivat* a questo punto abbiamo bisogno un altro passo in avanti che facciamo fatica a concretizzare.
Certo, nei momenti dell'urgenza abbiamo vissuto fondanti e meravigliose esperienze di mutualismo che ci danno la consapevolezza di poter contare le/gli un* sulle/gli altr* ma in molt* sentiamo l'esigenza di agire prima dell’emergenza, costruendo qualcosa di più: un'infrastruttura in grado di organizzare, sostenere e difendere le forme di vite agroecologiche che creano territori resistenti. 

Un'organizzazione strutturata in modo da non prescindere dai nostri valori fondanti: la territorialità, l'autodeterminazione, l'antiautoritarismo.

Come nodo fiorentino crediamo che il fatto che questo nazionale si svolga a Mondeggi ci dia l'occasione di confrontarci su questa questione, forti di un contesto fecondo: da un lato, infatti, c'è la chiara volontà politica da parte delle/gli occupant* di creare le condizioni perché nascano mille Fattorie senza Padroni, rifuggendo dall'idolatria della singola situazione; dall'altro come nodo territoriale siamo consapevoli dell'importanza di quest’esperienza che è una messa in pratica di una serie di principi di cui GC si vuole promotore e difensore.
Muovendoci dalla convinzione che queste due constatazioni non siano affatto in antitesi crediamo che la partecipazione di tutta la rete nazionale alla cura e alla difesa di questa esperienza possa essere un'importante banco di prova per concretizzare i progetti sospesi e iniziare a costruire le infrastrutture proprie di un movimento.

Se riusciamo a costruire sostegno e supporto anche al di la del momento critico di un eventuale sgombero questo stesso fatto sarà stimolo e rilancio sia per la rete; sia (soprattutto) per tutt* quell* che desiderano e sognano di intraprendere un percorso simile perché dimostrerebbe a tutt* di avere alle spalle un sostegno forte in grado di creare e difendere i nostri spazi, rendendo la prospettiva di riappropriarci della terra, delle modalità produttive e di mettere in atto una scelta di vita agroecologica svincolata dall’economia neoliberista più di una speranza: un'alternativa percorribile.

Come ben detto dal Collettivo di agricoltori contro le norme a seguito dell'uccisione da parte della gendarmeria francese dell'allevatore Jerome Laronze, da cui il nostro nodo prende il nome: «sono necessari atti di resistenza collettivi [...] perché solo un movimento collettivo ci permetterà di fermare la macchina che ci riduce in frantumi».

È questa, dunque, la questione che vorremmo porre a questo nazionale:

Vogliamo tentare, nel corso del prossimo anno, di elaborare e mettere in campo le pratiche per iniziare a costruire un'infrastruttura che abbia come scopo l'organizzazione, il sostegno e la difesa delle forme di vita agroecologiche approfittando anche dell'opportunità di avere un'esperienza come Mondeggi come banco di prova? Se si, quali risorse può mettere a disposizione ogni realtà territoriale? Quali le priorità in questo senso?

Per concludere, abbiamo pensato di creare un momento che ci dia la possibilità di unire al pensiero l'opera e l'azione, pur trovandoci costretti a sacrificare parte del prezioso tempo alle consuete attività del nazionale. Per questo la scelta di ravvivare il tardo pomeriggio e la serata del sabato con un corteo per le strade di Firenze a difesa di Mondeggi Fattoria senza Padroni, contro la svendita del beni comuni, per l'autodeterminazione dei territori attraverso esperienze di vite agroecologiche.

Comunità di resistenza contadina Jerome Laronze
Genuino Clandestino - 
Genuinoclandestino@autistici.org

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