lunedì 11 aprile 2022

Inquinamento acustico e lotta ai rumori molesti...

 


La direttiva 2002/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 25.06.2002 relativo alla determinazione ed alla gestione del rumore ambientale indica ai paesi dell’Unione Europea di redarre le mappe acustiche per individuare le azioni di mitigazione più adeguate da eseguire secondo le fonti di emissione del rumore.

Tale direttiva mira a stabilire un approccio comune volto ad evitare, prevenire e/o ridurre in via prioritaria gli effetti nocivi, compreso il fastidio dell’esposizione al rumore. La direttiva viene applicata al rumore ambientale, al quale, in particolare, gli esseri umani sono esposti in centri abitati, parchi pubblici o altri luoghi tranquilli in centri abitati, zone tranquille in aperta campagna, vicino a scuole, intorno a ospedali e altri edifici e aree sensibili al rumore.

La Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) interpreta il diritto dell'UE per garantire che sia applicato allo stesso modo in tutti gli Stati membri e dirime le controversie giuridiche tra governi nazionali e istituzioni dell'UE. L’ottava sezione della Corte nell’ambito della causa C-687/20 con sentenza del 31 marzo 2022 ha ritenuto che la Repubblica portoghese sia venuta meno agli obblighi di cui all’art. 7, paragrafo 2, primo comma della direttiva 2002/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 giugno 2002 sulla valutazione e gestione del rumore ambientale (GU 2002, L 189, pag.12).
La Corte ritiene che il Portogallo non abbia elaborato i piani di azione relativi agli agglomerati di Amadora e Porto, a 236 strade principali e 55 assi ferroviari principali, non comunicando alla Commissione le informazioni fornite dalle mappe acustiche strategiche relative alle strade ed ai tratti ferroviari degli agglomerati urbani di Amadora e Porto.

Il Portogallo avrebbe dovuto determinare l’esposizione al rumore nell’ambiente mediante mappatura acustica, secondo modalità di valutazione comuni a tutti gli Stati membri per assicurare al pubblico l’informazione sul rumore ambientale ed i suoi effetti. Il Portogallo, sulla base dei risultati della mappatura acustica, avrebbe dovuto redigere i piani di azione al fine di prevenire e ridurre, il rumore nell’ambiente, in particolare quando i livelli di esposizione possono comportare effetti nocivi per la salute umana e per preservare la qualità dell’ambiente sonoro quando è soddisfacente.
L’art. 7 della direttiva 2002/49, intitolato “Mappatura acustica strategica” dispone al paragrafo 2, primo comma che gli Stati membri adottino le misure necessarie affinché, entro il 30 giungo 2012 e successivamente ogni 5 anni, siano elaborate mappe acustiche strategiche che mostrano la situazione durante l’anno precedente e, se del caso, approvate dalle autorità competenti, per tutti gli agglomerati, per tutte le strade principali e per tutte le grandi ferrovie poste sul territorio.
L’art. 8 di tale direttiva intitolato “Piani d’azione” dispone agli Stati membri di far elaborare alle autorità competenti piani di azione al fine di rispondere alle priorità che possono derivare dal superamento di qualsiasi valore limite pertinente o dall’applicazione di altri criteri scelti dagli Stati membri per gli agglomerati, per le grandi strade, e per le grandi ferrovie ubicate sul loro territorio.
La direttiva prevede anche un percorso partecipativo dove lo Stato membro assicura che il pubblico sia consultato sulle proposte dei piani di azione, che gli siano offerte, in tempo utile, effettive opportunità di partecipare all’elaborazione e al riesame dei piani d’azione, che i risultati di tale partecipazione, siano presi in considerazione e che il pubblico sia informato delle decisioni prese.

La sentenza della Corte di giustizia europea è importante perché specifica ai paesi dell’Unione che i piani di azione devono essere redatti sempre nelle modalità indicate dalla direttiva sopra citata ed indipendentemente dai limiti acustici vigenti. La motivazione alla base del dispositivo della sentenza è evitare che l’inquinamento acustico aumenti, peggiorando ulteriormente la vivibilità delle aree individuate.
L'Italia è attualmente sotto lo stato di infrazione per non aver fatto i piani di azione e nel 2022 dovranno essere presentate le mappe acustiche delle infrastrutture di trasporto e degli agglomerati. Seguiranno i piani di azione ai sensi della direttiva 49/2002/CE.

(Fonte: Arpat)




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