martedì 28 aprile 2026

La gioia del fare: "Tra Terra e Cielo"

 


"La gioia sta nel fare, non nel possedere" (Gandhi)

Il Primo Maggio è, da sempre, il giorno del lavoro. Ma forse, prima ancora, è il giorno del fare. Fare con le mani, con il corpo, con il tempo. Fare insieme.

Oggi la parola "lavoro" si allontana spesso dall'esperienza concreta. Diventa qualcosa di separato, da cui si esce appena possibile, per "andare in vacanza". Come se il fare e il vivere fossero due territori distinti.

Noi, da sempre, proviamo a stare in mezzo.

Nei viaggi di Vie dei Canti e nelle esperienze di Tra Terra e Cielo non si viene per consumare qualcosa di già pronto. Si viene per partecipare.

Per essere parte.

Si cucina insieme.

Si cammina insieme.

Si condivide il tempo, lo spazio, a volte anche la fatica.

Non è lavoro nel senso abituale. Ma è un fare che ha valore. Un fare che mette in relazione, che rende presenti. In un mondo che tende a trasformare tutto in prodotto, a partire dal tempo libero, scegliere di partecipare e di dare un contributo è già una piccola rivoluzione.

Significa non delegare ad altri la propria esperienza.

Forse è anche questo, oggi, il senso più profondo del Primo Maggio: ricordarci che ciò che facciamo, quando è condiviso e consapevole, ha un valore che va oltre la funzione.

Diventa esperienza. Diventa relazione. Diventa cammino.

Buona festa dei lavoratori e delle lavoratrici.




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