E’ in corso ormai da parecchi anni una “rivisitazione” della storia secondo canoni interpretativi che potremmo definire "bioregionali" con particolare riferimento all’Italia.
Oltre alla presunta origine “italiana” di re Artù (che semmai sarebbe “romana” in senso lato), che non costituisce certo una novità, essendoci stati già alcuni film che propongono tale versione, personalmente ho già letto diverse teorie sull’origine italiana del primo Gran Maestro dell’Ordine dei Templari Hugues de Payns (Ugo de’ Pagani), sull’origine peninsulare dei primi insediamenti imperiali di Carlo Magno che avrebbe praticamente fondato la sua principale corte e capitale imperiale e gestito il potere in Italia -alcuni ricercatori dicono nelle Marche- e non sul suolo francese o tedesco, ecc.
Una sequela di personaggi, autori ed opere, primazie, precursori, vicende ormai entrate a pieno titolo nell’immaginario collettivo, che non visto ad elencare, che la tradizione e la storiografia ha collocato altrove, secondo questi studiosi “alternativi”, troverebbero giustificati motivi per essere collocati sul suolo patrio.
E’ vero che l’Italia è all’origine d’innumerevoli vicende storiche e culturali che hanno influenzato la storia universale, ma sarebbe bene non esagerare ed attenersi alle sole fonti storiche e documentarie, distinguendo tra storia e congetture, per quanto affascinanti ed apparentemente legittimate. Già nel corso dell’’800 abbiamo assistito ad un fenomeno simile dovuto alle mode, all’emotività, all’entusiasmo contagioso, ecc., che ha rivisitato interamente il medioevo alterandolo gravemente nel modo di approcciarlo, inventando una moltitudine di miti e leggende, così come negli ultimi decenni abbiamo assistito ad una riproposizione della storia dei templari che ha poco a che fare con la storiografia e che è ormai divenuto un fenomeno di massa con risvolti “consumistici”.
Proseguendo su questa china e con i mezzi che la tecnologia pone a disposizione, rischiamo di condizionare ed appassionare la popolazione ad una versione “altra” delle vicende storiche, più vicina alla fantastoria che non psicostoria. Per giungere alla conoscenza delle nostre effettive radici e del nostro passato il principio di precauzione andrebbe sempre applicato, altrimenti si corre il rischio di passare da un addomesticamento ad un altro.
Claudio Martinotti Doria - Rete Bioregionale Italiana

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