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mercoledì 8 agosto 2018

"Comunità intenzionali, ecovillaggi e cohousing" di Manuel Olivares - Recensione della nuova edizione

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Comunità intenzionali, ecovillaggi e cohousing

di Manuel Olivares

Quindici anni di studi — in biblioteca e sul campo — sul vivere insieme. Il quarto di una fortunata serie di testi sull’universo comunitario, ogni giorno più multiforme. Un excursus che, dalle prime comunità essene, giunge alle contemporanee esperienze di cohousing tentando di non trascurare nessuno: esponenti radicali della riforma protestante, socialisti utopisti, anarchici, hippies, kibbutzniks, ecologisti più o meno profondi, bioregionalisti,  new-agers, cristiani eterodossi, musulmani pacifisti e altro ancora...

Una mappatura ragionata — su scala italiana, europea e mondiale — di gruppi di persone che abbiano deciso di condividere, in vario modo, princìpi, ambienti, beni di vario genere e denaro, di comunità sperimentali — spesso ecologiste — dove si sondino le suggestive sfide di uno spazio vitale comune.

 
Sull'autore: 
Manuel Olivares, sociologo di formazione, vive e lavora tra Londra e l’Asia.
Esordisce nel mondo editoriale, nel 2002, con il saggio Vegetariani come, dove, perché (Malatempora Ed). Negli anni successivi pubblicherà: Comuni, comunità ed ecovillaggi in Italia (2003) e Comuni, comunità, ecovillaggi in Italia, in Europa, nel mondo (2007).
Nel 2010 fonda l’editrice Viverealtrimenti, per esordire con Un giardino dell’Eden, il suo primo testo di fiction e Comuni, comunità, ecovillaggi.
Seguiranno altre pubblicazioni, in italiano e in inglese, l’ultima e di successo è: Gesù in India?, sui possibili anni indiani di Gesù.


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lunedì 7 novembre 2011

Bioregionalismo ed Ecovillaggi in Italia... Articolo di Francesca Guidotti di Terra Nuova

Bioregionalismo attivo. Sono in continua evoluzione e diffusione gli Ecovillaggi in Italia. Eccovi gli ultimi venti nuovi progetti....


Lungo tutto lo Stivale stanno germogliando tanti piccoli semi comunitari di età, formazione ed estrazione sociale diversa, che desiderano mettere radici, condividere l’avventura e restituire al mondo la loro esperienza. Per farlo, basta solo scegliere quello più adatto alle proprie esigenze o nella zona preferita.

Incredibile ma vero: anche la nostra cara vecchia Italia, con un carattere non spiccatamente propenso alle novità, culla fra le sue braccia un piccolo popolo variegato di ecovillaggi. No, non stiamo parlando di villaggi turistici a sfondo ambientalista, ma di proprietà suddivise in piccoli nuclei abitativi, in cui gruppi di persone decidono intenzionalmente di condividere la propria vita. L’ecovillaggio, nipote delle Comuni, cugino del cohousing e figlio dell’era della comunicazione e della tecnologia, è un luogo in cui le relazioni sono considerate una fonte di ricchezza di cui avere costantemente cura, e in cui si recupera un rapporto diretto con la natura. Lungo lo Stivale, più di venti ecovillaggi, composti da una media di quindici persone, risparmiano e minimizzano il loro impatto ambientale grazie alla condivisione e ad una serie di buone pratiche. Stiamo parlando di una famiglia intergenerazionale e internazionale collegata ai grandi cambiamenti globali. Un laboratorio di vita che richiede partecipazione, che si traduce in un cambiamento concreto per se stessi e per la Terra. Ogni estate, la Rete Italiana Villaggi Ecologici (Rive) si riunisce quattro giorni per scambiare esperienze, conoscenze, e fare proposte. Quest’anno sono stati presentati ben venti nuovi progetti. Andiamo a conoscerli.

 Francesca Guidotti (Terra Nuova)

Per informazioni dettagliate sul resoconto del raduno e le specifiche dei progetti, è possibile consultare il sito:
www.mappaecovillaggi.it