mercoledì 7 agosto 2013

Treia - 20 e 21 agosto 2013 - Celebrazioni per la luna piena al Circolo vegetariano VV.TT.


Luna piena a Treia


La prima luna piena da noi celebrata a  Treia fu quella del luglio 2010, con tanto di passeggiata erboristica con Sonia Baldoni. Quest'anno pure faremo la passeggiata ma sarà il giorno della luna piena del  21 agosto 2013. 


Ovviamente  per convenienza ed anche perché è consuetudine festeggiare la vigilia oltre che il giorno della luna piena, l’incontro inizia la sera del 20 agosto. A Treia, nella  casa di Caterina, c’è una grande sala semi-interrata adatta per il raccoglimento, quindi si terrà lì una meditazione collettiva ed un canto di mantra.   La sessione sarà preceduta da  una passeggiata assieme a Sonia Baldoni per conoscere i luoghi e per scoprire i sentierini nel verde che circondano Treia, riconoscendo erbe spontanee e quant’altro. 

Il 21 agosto mattina, alle 10.30, si parte per l'escursione alla Grotta di Santa Sperandia ove faremo anche un picnic vegetariano e dopo un meritato riposino pomeridiano verso sera andremo a trovare Lucilla Pavoni nel suo podere di Ugliano, a San Severino Marche, dove ci aspetta una merenda estiva all'aperto ed un bel discorso da fare sulla programmazione della prossima celebrazione del 31 ottobre 2013: la Vigilia di Ognissanti (o Samhain).  

La partecipazione di amici e simpatizzanti è consigliata, restiamo perciò in attesa di vostra conferma: circolo.vegetariano@libero.it

La manifestazione ha ottenuto il Patrocinio Morale del Comune di Treia

Paolo D'Arpini




Donna Saggia
Ho conosciuto una donna saggia
e lei mi ha detto
che il fiume mi avrebbe plasmato
E il vento selvaggio mi avrebbe piacevolmente raffreddato
Che il coyote Lui mi avrebbe ingannato
Il padre sole mi avrebbe riscaldato
la Madre Terra m’avrebbe vestito
Nonna Luna mi avrebbe fatto piacere salutare
E onorare le vecchie tradizioni che lei mi avrebbe insegnato
una donna saggia, lei mi ha detto
di camminare sempre con leggerezza
di calpestare la Terra sempre delicatamente
con amore e con passo prezioso
E prendere da lei con parsimonia
Ha detto, condividi con gli altri
quello che hai imparato da me
Siate fermi e respirate, sempre pazientemente
Per la tela che la vita
ha tessuto
è necessario scegliere
il proprio percorso
E, infine, la Saggia mi ha detto
di ascoltare il saggio
che abita dentro di me
di camminare il mio percorso in equilibrio
è Anche di essere libero
vivi
invece di usare le parole
Così sia “…

martedì 6 agosto 2013

Mutazioni climatiche in corso... In aumento le concentrazioni di anidride carbonica

Dipinto di Franco Farina
Il clima della terra varia nelle stagioni, nel corso dei decenni e dei secoli in risposta alle variabili naturali ed umane. Studiare i cambiamenti climatici è di vitale importanza per il benessere umano.
Secondo il report del WMO (wordl meteorological organization), la naturale variabilità del clima è determinata nel tempo da cicli e trends che si manifestano nell’orbita terrestre e dipendono dalle radiazioni solari in arrivo, dalla composizione chimica dell’atmosfera, dalle circolazioni oceaniche, dalla biosfera e da molto altro.

Il cambiamento climatico può essere stimato solo a lungo termine, mentre le variazioni del clima nel medio periodo possono essere dovute a fattori naturali.
I rapidi cambiamenti riscontrati dalla metà del secolo scorso sono stati prodotti all’emissioni di gas serra nell’atmosfera. Altre attività umane hanno condizionato il clima, tra queste gli inquinanti e gli aerosols, ma anche i cambiamenti avvenuti sulla superficie terrestre quali l’urbanizzazione e la deforestazione.
A breve termine la variabilità naturale del clima viene spesso influenzata dalla pressione atmosferica e dalla circolazione oceanica.
Le concentrazioni atmosferiche di anidride carbonica, metano, protossido di azoto e altri gas serra, tutti dovuti alle attività umane, sono in costante aumento; secondo il bollettino WMO sui gas serra, la concentrazione atmosferica globale di biossido di carbonio in media è cresciuta, nel 2010, a 389 ppm1, il metano a 1 808.0 ppb1, il protossido di azoto a 323.2 ppb.
Questo cambiamento nella composizione atmosferica sta causando l’innalzamento globale della temperatura, che esercita una notevole influenza sul ciclo idrologico e conduce ad altre variazioni nel clima e nei modelli meteorologici.
Le emissioni di clorofluorocarburi e di altre sostanze chimiche hanno alterato l’atmosfera danneggiando la stratosfera dove risiede lo strato di ozono che filtra le radiazioni ultraviolette nocive. Fortunatamente con il protocollo di Montreal che ha bandito le sostanze dannose per l’ozono quest’ultimo dovrebbe ricostituirsi in pochi decenni. Si ritiene che il buco dell’ozono sia in grado di influenzare le modalità di oscillazione dell’anulare sud ed il clima regionale.

Le emissioni di gas come gli ossidi di azoto ed il biossido di zolfo e l’aerosol, come la polvere ed il nerofumo) interagiscono sul clima aumentando, per esempio, le ondate di calore che hanno un’impatto sulla salute umana.


Il decennio che va dal 2001 al 2010 è stato il più caldo da quando si è iniziato a misurare le variazioni metereologiche intorno al 1850.
La temperatura media globale dell’aria sopra la superficie terrestre nel decennio indicato si stima essere di 14.47° C +/- 0.1 ° C. 0.47 ° C +/- 0.1 ° C sopra la media registrata nel periodo 1961-1990 e 0.21° c +/- 0.1° C sopra la media stimata nel periodo dal 1991 al 2000. La temperatura dell’ultimo decennio appare 0.88 C più alta rispetto alla temperatura registrata nella prima decade nel secolo scorso. Un pronunciato incremento della temperatura si è registrato nelle ultime quattro decadi dal 1971 al 2010. La temperatura globale è aumentata ad un tasso medio stimato di 0,17 ° C per decennio, mentre la tendenza per l'intero periodo 1880-2010 è stato solo 0,062 ° C per decennio.
Nel periodo che va dal 1991 al 2010 si è avuto l’incremento maggiore, in media pari a 0,21 ° C, mentre nel periodo dal 1981 al 2000 l’aumento medio registrato è stato pari a 0,14 ° C. Nove anni dell’ultimo decennio sono stati tra i dieci più caldi mai registrati. L’anno più caldo è stato il 2010 seguito dal 2005.

Il decennio 2001-2010 è stato anche il più caldo mai registrato sia per le temperature terrestri ma anche per quelle marine, che hanno raggiunto valori record nel 2003.
Mentre la temperatura media annuale è un importante indicatore del clima, le temperature giornaliere possono variare molto nel corso di un anno a causa della variabilità naturale del clima. L’influenza umana ha probabilmente aumentato le temperature sia massime che minime sia notturne che diurne. E’ anche molto probabile che il cambiamento climatico indotto dall’uomo abbia aumentato il rischio di ondate di calore.

Nel corso del decennio 2001 -2010 molti paesi e regioni hanno subito ondate di calore. Alcuni degli episodi più gravi si sono manifestati in India nel 2002 – 2003 con oltre 1000 persone che hanno perso la vita, lo stesso dicasi per gli episodi manifestatisi nell’estate del 2003 in Europa con oltre 66 000 morti e nella federazione russa nel luglio agosto 2010 con più di 55 000 morti.
Nonostante la media di calore alta registrata nell’ultimo decennio, le ondate di freddo hanno continuato a causare intenso stress in molti paesi. Il freddo e la neve hanno determinato più di 450 morti. L’inverno 2009 -2010 è stato estremamente freddo nella Federazione russa, nel nord America e in diverse parti dell’Asia.

L’aumento della temperatura determina anche una maggiore umidità, che influenza l’intensità delle precipitazioni estreme. I record di precipitazioni estreme si sono registrati nelle ultime due decadi dal 1991 al 2010, in particolare la decade dal 2001-2010 è stata la decade più piovosa dal 1901, fatta eccezione per il 1950. Inoltre il 2010 è stato l'anno più piovoso mai registrato a livello globale. Le inondazioni sono state tra gli eventi estremi più frequentemente sperimentati nel corso del decennio. Al tempo stesso non mancano gli episodi di siccità, nel decennio dal 2001 al 2010 si sono manifestati diversi episodi di siccità in molte parti del mondo, in particolare in Australia nel 2002, nell’Africa orientale (2004-2005) e nel 2010 nel bacino amazzonico.

Il periodo dal 2001 al 2010 si è mostrato anche il più attivo per quanto riguarda i cicloni tropicali nel bacino nord atlantico, si sono infatti registrate 15 tempeste all’anno a fronte delle 12 del periodo precedente. L’anno più memorabile da questo punto di vista è stato il 2005 con 27 tempeste di cui 15 classificate come uragani e sette come uragani importanti. L’uragano Katrina è stato il più devastante del decennio.
Il record di caldo del decennio 2001-2010 è stata accompagnata dallo scioglimento dei ghiacci, che, oltre ad essere un segno del riscaldamento del clima, crea problemi alla riserve di acqua, alle vie di trasporto, alle infrastrutture, agli ecosistemi marini e molto di più.

Lo stato dei ghiacciai nel 20 esimo secolo è stato ben documentato. Fino al 1960 i ghiacciai coprivano 14-16 milioni di km2 nel periodo invernale e 7-9 milioni di km2 nel periodo estivo.

Dagli anni ’60 in poi si è manifestano un rapido declino. I cinque anni con l’estensione di ghiaccio più basso sono stati il 2005-2007-2008-2009 e 2010. Se questa tendenza continuerà lo scioglimento dei ghiacciai contribuirà all’innalzamento del livello del mare nel 21° secolo più di qualsiasi altro fattore. Il tasso osservato di incremento è stato di circa 3mm, circa il doppio rispetto a quello registrato nel corso del 20° secolo, che era pari a 1,6 mm/anno.
Fonte Notizie:  ARPAT

lunedì 5 agosto 2013

2050 - Pronti alla fase del "non ritorno"..?



Collage di Vincenzo Toccaceli


L'allarme giunge dal NOAA, il più prestigioso centro di studio del clima del pianeta. Se il trend di aumento della CO2 in atmosfera resta questo, nel 2050 potremmo superare i 470 ppm di concentrazione in atmosfera. 

A quel punto catastrofi climatiche in sequenza e fenomeni estremi meteo metterebbero a rischio di sopravvivenza molti popoli della Terra. Nei primi anni del 1970 la concentrazione della CO2 nell'atmosfera era di 327 ppm, in poco più di 40 anni siamo passati agli attuali 403 ppm. "Una corsa folle verso l'ecocatastrofe climatica", affermano gli scienziati del NOAA, "i cui effetti negativi potremmo cominciare ad avvertire già da adesso".

Si pensi che da 260 ppm della CO2 nel periodo della Roma Imperiale per giungere ai 320 ppm della fine del 1960 ci sono voluti 2000 anni. Un periodo questo in cui piante ed animali sono riusciti ad adattarsi. Ma da 320 a 470 ppm in meno di un secolo sarà matematicamente impossibile consentire al mondo animale e vegetale del pianeta di adattarsi.


Non è solo la grande crisi finanziaria del pianeta che dovrebbe preoccuparci, alla quale prima o poi si potranno trovare delle soluzioni, ma quella climatica la quale, raggiunta la cosiddetta fase "del non ritorno", sarà impossibile porvi rimedio. 

Gabriele La Malfa

domenica 4 agosto 2013

Veneto, Abruzzo, Molise, Marche e Puglia contro le trivellazioni in mare per l'estrazione di combustibili fossili




Sono al momento cinque i Consigli regionali che, per difendersi da possibili estrazioni nei loro mari, hanno approvato una proposta di legge alle Camere per vietare ricerche di petrolio e gas. Le regioni in questione sono: Veneto, Abruzzo, Molise, Marche e Puglia.
Un anno fa, più o meno in questo periodo, vi spiegavamo il nuovo piano energetico del Governo Monti e di come fosse solo una scusa per favorire combustibili fossili e trivellare ancora di più la nostra penisola. 365 giorni sono passati ma l'emergenza ancora non sembra scemare. Sono già 5, infatti, i Consigli regionali che, per difendersi da possibili estrazioni nei loro mari, hanno approvato una proposta di legge alle Camere (come stabilito dall'articolo 121 della Costituzione) per vietare ricerche di petrolio e gas in mare. 
Le regioni in questione sono: Veneto, Abruzzo, Molise, Marche e Puglia. 
La proposizione vieta la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi in Adriatico, da applicare "ai procedimenti di autorizzazione avviati e non conclusi, fatti salvi, fino all'esaurimento dei relativi giacimenti, i permessi, le autorizzazioni e le concessioni in essere, nei limiti stabiliti dai provvedimenti stessi". Introna ha poi inviato una lettera al Ministro dell'Ambiente Orlando e ai Presidenti dei Consigli interessati (Eros Brega, per la Conferenza dei Presidenti dei Consigli, Nazario Pagano per l'Abruzzo, Vincenzo Niro per il Molise, Vittoriano Solazzi per le Marche e Clodovaldo Ruffato per il Veneto) per sottolineare l'esigenza di una moratoria dello sfruttamento di greggio e gas, vista come unica difesa dell'ecosistema costiero e delle economie turistiche delle coste. 
Introna nella nota ha informato il Ministro anche delle iniziative intraprese da tempo dalle Regioni: "la battaglia che non da oggi le Regioni adriatiche stanno conducendo contro la ricerca di petrolio e gas nella piattaforma continentale marina antistante le nostre coste", chiedendo poi un incontro, utile "a stabilire le giuste sinergie tra Ministero e Regioni per un efficace iter parlamentare della proposta di legge che i cinque Consigli regionali hanno trasmesso alle Camere".
(stralcio di un articolo di Paea Consiglia)

sabato 3 agosto 2013

Intelligenza selettiva e test etico-psico attitudinali per i politici e candidati amministratori

Premessa
Come per svolgere servizi pubblici, sia a livello impiegatizio che dirigenziale,  è necessario partecipare a concorsi e fornire prove concrete della propria capacità lavorativa altrettanto dovrebbe avvenire per le persone che si candidano al governo ed alla amministrazione del bene comunitario, ecco di seguito una proposta di legge in tal senso…. (Paolo D’Arpini)

Ritengo quanto mai necessario entrare nell’ordine di idee che i politici che intendono ricoprire cariche pubbliche di un certo rilievo siano sottoposti preventivamente a test psico-attitudinali per verificare se il loro corredo morale e mentale sia compatibile a ricoprire l’incarico.
Non si comprende perché per fare politica (che è ciò che maggiormente coinvolge in modo determinante l’esistenza dei cittadini) non è richiesta alcuna verifica delle capacità razionali e soprattutto della sfera morale dell’individuo mentre tali capacità vengono richieste per l’accesso ad altre categorie di lavoro.
Da un’indagine effettuata qualche anno fa dall’università di Perugina, riguardante le motivazioni di coloro che intendevano dedicarsi alla politica, è emerso che il 95% di costoro si pone come obiettivo l’arricchimento personale e solo il 5% è mosso da spirito di servizio alla collettività. Perciò è necessario, a mio avviso, istituire un sistema di seria valutazione per verificare, per tempo, le vere motivazioni degli aspiranti politici. I cittadini hanno il diritto di essere governati da quel 5%.
PROPOSTA DI LEGGE
per l’istituzione di Commissioni di Valutazione
etico-psico-attitudinali per i candidati a ricoprire cariche politiche.
L’art. 5 dello statuto dei lavoratori prevede il divieto di accertamenti sanitari da parte del datore di lavoro sulla idoneità e sulla infermità per malattia o infortunio del lavoratore dipendente. Da li parte tutta una normativa, invece, relativa alle visite mediche. Il datore di lavoro ha la facoltà di far controllare l’idoneità fisica del lavoratore alle mansioni da svolgere da parte di enti pubblici e istituti di diritto pubblico ma non da medici privati di fiducia (cass. pen. 27 gennaio 1999, n. 1133) . in caso di inidoneità fisica, il datore di lavoro può rifiutarsi di assumere il lavoratore (cass. 5 novembre 1987, n. 8120). Inoltre la visita medica preassuntiva è obbligatoria per gli apprendisti, per i minori e per una serie di lavorazioni che comportano rischi specifici. Sulla base di questi scarni elementi, che dovrebbero essere approfonditi con la normativa relativa alla privacy, si potrebbe sviluppare un discorso analogico: noi siamo i datori di lavoro e dobbiamo appurare se quello che dobbiamo assumere, ha le attitudini per questo tipo di attività. (Avv. Vittorio Marinelli)
Preambolo
L’umanità per migliorare la sua condizione e superare la millenaria fase di ingiustizie, guerre e delitti, per realizzare finalmente un mondo di pace, di libertà, di diritto, non ha bisogno tanto di scienziati, letterati, politici, economisti, matematici, quanto di uomini che siano principalmente onesti, giusti e sensibili alle necessità dell’altro, capaci di cooperare fraternamente e di condividere le necessità del prossimo. Se un uomo politico non è un ottimo professionista può non essere un elemento negativo, ma se è egoista e dominato da interesse di parte è certamente un elemento negativo la società.
Non vi è delitto o ingiustizia che non sia collegabile alla coscienza degli uomini; non v’è raggiro, inganno, sete di potere, sfruttamento che non sia correlato alla sfera morale degli individui, come non v’è contrasto che non potrebbe essere risolto se l’uomo fosse più giusto e sensibile. I crimini commessi dall’uomo, incominciando da Caino, che hanno reso questo mondo un luogo di discordie e di contrasti, i problemi che affliggono da sempre l’umanità e che impediscono di realizzare l’armonia sociale, non sarebbero stati commessi se l’uomo fosse stato semplicemente più buono e più giusto.
Se tutti i tiranni della storia avessero avuto una coscienza più giusta e sensibile come avrebbero potuto macchiarsi dei loro crimini? La stessa schiavitù umana sarebbe stata bandita. Se i soldati di tutti gli eserciti avessero maggiore sensibilità d’animo e capacità di condividere la sofferenza dell’altro come potrebbero nuocere al loro simile? Il male supremo della guerra sarebbe eliminato. Se coloro che detengono il potere politico ed economico a livello mondiale fossero ricchi di valori morali come potrebbero sopportare l’idea che qualcuno stia soffrendo la fame, la miseria, le malattie? Coloro che violentano, stuprano, calunniano, fanno del male, come potrebbero oltraggiare il prossimo se il loro cuore e la loro coscienza fosse in grado di condividere la sofferenza del prossimo?
Il popolo ha sempre subito la buona o la cattiva sorte di chi dominava il gruppo o di chi governava sia che il soggetto fosse animato da giusti propositi oppure crudele e tiranno. La difficoltà è sempre stata, ed è quella, di avere al comando qualcuno che oltre ad essere in grado di far rispettare le regole garantisse nello stesso tempo giustizia e benessere per il popolo perché il potente, come il capo branco, tende istintivamente ed egoisticamente a fare i suoi interessi quando non è animato da uno spirito di giustizia e di democrazia.
Oggi i ministeri non funzionano come dovrebbero, la burocrazia è paralizzante, la scuola è sterilmente nozionistica, sui trasporti pubblici si viaggia spesso in modo disumano, le code agli sportelli sono esasperanti, l’aria delle città è irrespirabile, i cibi sono avvelenati, le medicine di sintesi spesso fanno ammalare più persone di quante non ne curino, spesso l’apparato medico è inefficiente (e non solo) e poi ci sono le pensioni da fame, l’incendio dei boschi, l’inquinamento e la distruzione dell’ambiente, i ladri di appartamento, la mafia, la prostituzione, la pedofilia ecc. Ma dietro ad ognuna di queste “disfunzioni” vi è l’uomo con il suo intelletto e la sua coscienza attraverso cui si esprime: ogni effetto del suo operato è conseguenza diretta del suo stato evolutivo morale ed intellettuale.
Un mondo migliore è possibile solo se migliore sarà il cuore e la coscienza di coloro che lo compongono. Se nel mondo vi è ingiustizia, disonestà, violenza, guerre, disoccupazione, ignoranza, malattie ecc. la causa non sta nei meccanismi naturali o sociali che governano l’uomo ma nell’uomo che li fa e li gestisce. Se l’uomo sfrutta ignobilmente i suoi simili, se a volte si rivela un essere spregevole anche nei confronti degli animali e della natura, se è egoista ed insensibile verso la sofferenza altrui, se è capace di azioni abominevoli nei confronti dei più deboli, la causa non sta solo nei meccanismi neurologici del suo cervello che possono inclinarlo a vivere come una animale predatore ma sta soprattutto nella mancanza di sensibilità della sua coscienza che lo rende incapace di condividere la condizione dell’altro.
La soluzione di ogni problema sociale non sta nel sistema ma nell’uomo che lo fa e lo gestisce: qualunque sistema sarebbe ottimale se a gestirlo fossero uomini giusti e sensibili, per contro nessun sistema è in grado di garantire pace e benessere se a gestirlo sono uomini disonesti, ingiusti e rapaci.
Considerato che l’essere umano è tanto più rispettoso delle regole sociali quanto più è sviluppato il suo senso di solidarietà e di giustizia; che è tanto più incline alla fraterna collaborazione quanto più è profonda la sensibilità del suo animo, la capacità di condividere la condizione dell’altro; che ogni ingiustizia ed ogni delitto nasce dall’incapacità emotiva di condividere la condizione della vittima; che ciò che ha consentito e consente l’attuazione di una società civile e democratica risiede nei valori morali dei singoli individui, nella coscienza giusta e compassionevole verso i sofferenti, gli ultimi, gli indigenti, gli emarginati, degli oppressi, i diversi; che la sensibilità dell’animo umano e la ricchezza dei valori morali sono la massima garanzia per il corretto ed onesto comportamento dell’uomo.
Considerato che la democrazia, la giustizia sociale, la fiducia verso le istituzioni ed il benessere sociale si sviluppano maggiormente dove i governanti e gli amministratori sociali hanno dimostrato e dimostrano di essere in possesso di quei requisiti di onestà, imparzialità, di umanità e senso di giustizia, oltre che per le loro personali capacità amministrative, e che la condotta di coloro che gestiscono la cosa pubblica influenza notevolmente il comportamento dei singoli cittadini.
Considerato che qualunque reato, qualunque ingiustizia o violenza, dal più piccolo furto all’oltraggio; qualunque crimine, dall’omicidio alla strage più orrenda di cui si può macchiare l’essere umano, scaturisce dall’incapacità della sua coscienza di condividere la sofferenza della sua vittima.
Considerato che è la coscienza degli uomini a fare la storia la qual coscienza si esprime a seconda del grado di sensibilità civile, morale e spirituale dell’individuo e che se la coscienza degli uomini fosse più sensibile, più giusta, più onesta, più rispettosa dell’altro nessuno si esprimerebbe in modo negativo, lesivo, distruttivo nei confronti del prossimo.
Considerato che a nulla serve cambiare i sistemi, i meccanismi politici, economici, culturali se prima non cambia la coscienza di coloro che li gestiscono e che nessuna formula, nessuna dottrina, nessun ideale potrà mai risolvere i problemi fondamentali dell’uomo se prima non cambia il cuore della gente.
Considerato che per superare la lunga fase storica della disarmonia umana, delle ingiustizie personali e sociali, delle violenze fisiche, morali e pisicologiche, delle guerre, per fare in modo che ogni componente la società si esprima sempre in modo positivo, armonico e costruttivo, occorre una sola cosa, semplice quanto difficile da realizzare: rendere migliore la coscienza soprattutto degli uomini che governano il popolo. L’ostacolo da superare, grande quanto l’oceano, è rappresentato dai meccanismi consolidati del potere, programmati per conservare questo stato di cose che consente e giustifica l’ esistenza di tutti quegli organismi preposti alla tutela del diritto e della legalità.
Considerato che il cittadino “modello”, colui che idealmente sarebbe il componente di una società migliore dell’attuale, è colui che (in virtù di un suo bagaglio morale e culturale dovuto alla sua stessa volontà o a fattori genetici), mette in atto quel giusto comportamento etico-sociale che consentirebbe la realizzazione di una società armonica, di rispetto per l’altro, di collaborazione, di progresso.
Considerato che se l’individuo si esprime in modo antitetico rispetto alle norme del buon comportamento, se si macchia di reati o crimini la colpa non è da attribuire soltanto al soggetto, a causa del suo libero arbitrio, o a fattori genetici, ma anche agli organi di formazione dello Stato. Lo Stato ha il preciso dovere, al pari dei genitori, di educare i componenti la sua “famiglia” a quelle regole civili e morali che pretende poi siano messe in atto dai cittadini, altrimenti non ha il diritto di pretendere che i cittadini siano in possesso di valori morali che egli non ha trasmesso; non può chiamare l’individuo a rispondere di ciò che non possiede a causa di carenze genetiche o inadempienze da parti di chi aveva il dovere di infondere certi valori.
Considerato tutto questo, riteniamo che ciò che occorre è rendere migliore la coscienza umana per rendere migliori i sistemi, la società, il mondo; spingere le forze politiche a considerare la formazione della coscienza morale dei cittadini come il primo ed imprescindibile dovere dello Stato nei confronti dei suoi cittadini. Lo Stato, attraverso i suoi rappresentanti politici deve poter infondere, specialmente nelle nuove generazioni, la fiducia verso le istituzioni, il senso del dovere, della giustizia, dell’onestà, il rispetto delle cose comuni, il valore della sacralità della vita e delle differenze formali e sostanziali che la compongono, il ripudio di ogni violenza, di ogni sfruttamento, di ogni predominio.
PER QUANTO SUDDETTO PROPONIAMO
siano istituiti su tutto il territorio nazionale, nelle sedi di Regioni, Province e Comuni, Organismi di Valutazione delle capacità etico-pscico-attitudinali dei candidati nella sfera politica.
Nomina delle commissioni esaminatrici Tali commissioni, nominate e patrocinate dal Presidente della Repubblica, composte da psicologi, filosofi, sociologi, antropologi, personale del CNR e in collaborazione con le Università e l’Istat, saranno convocate al momento opportuno, in numero di 2 per ogni specializzazione, per esaminare i candidati alla politica.
Componenti della Commissione esaminatrice. I componenti di tali commissioni dovranno essere super partes, scelti tra esperti nei campi summenzionati e riconosciuti pubblicamente quali persone di indubbia moralità, saggezza, giustizia, umanità, altruismo e che si siano distinti nei rispettivi campi per la loro imparziale condotta.
Nomina del Presidente la Commissione. Sarà nominato un presidente scelto dalla stessa commissione in seduta plenaria. L’incarico ai componenti la commissione dovrà essere comunicato il giorno precedente l’esame dei candidati. Al momento dell’esame il presidente avrà la facoltà di interscambiare alcuni o tutti i componenti la stessa commissione.
Parametri di valutazione dei candidati. L’analisi sarà improntata a valutare il pensiero razionale, le qualità morali, la sfera emozionale, il senso sociale, le capacità organizzative e amministrative del candidato. Soprattutto sarà necessario verificare se il candidato sia animato da spirito di servizio per la comunità, di senso di giustizia, di onestà, di coerenza, di altruismo, di lealtà, disponibilità e soprattutto della mancanza di interessi di parte. Ai fini della valutazione sarà tenuto conto dei precedenti comportamentali come l’appartenenza ad organismi di volontariato, l’adesione a organizzazioni umanitarie, l’impegno nelle cause per il bene comune.
Sondaggi. Per mezzo di personale appartenenti alle associazioni proponenti saranno effettuati dei sondaggi su un campione trasversale di politici (presi fra tutto l’arco parlamentare). A ciascun deputato o senatore sarà chiesto di sottoporsi al test-studio per evidenziare le qualità morali e soprattutto le motivazioni che spingono i singoli componenti ad interessarsi di politica.
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Risultati dei test. I risultati, in rispetto della legge sulla privacy, dovranno essere scientificamente validi ed inoppugnabili, e potranno essere divulgati sia tramite i mezzi di informazione sia dalle associazioni che li hanno effettuati. I risultati dei soggetti che autorizzeranno la pubblicazione potranno essere esposti all’interno dei seggi elettorali.
Franco Libero Manco

venerdì 2 agosto 2013

“Pagani” perseguitati, ieri ed oggi… Riflessioni di Paolo D’Arpini, davanti al cappuccino bollente

Paolo D'Arpini alle prese con il cappuccino bollente

Quel che è male diventa bene e quel che è bene diventa male. Così fece dire il savio Goethe a Mefisto quando improvvisamente apparsogli davanti fu interrogato dal dottor Faust “Chi sei tu?” e lui rispose “Sono l’emanazione di quella forza che sempre persegue il male ma solo produce il bene”.
Stamattina, 2 agosto 2013, si vede che mi sentivo in vena filosofica davanti al cappuccino ben caldo al bar dell’Arpia di Spilamberto. Trattasi di un soprannome da me affibbiato alla proprietaria perché malgrado le mie ripetute sollecitazioni di servirmi un cappuccino bollente senza schiuma continuava a guardarmi storto e me lo faceva tiepido e schiumoso… Però di tanto in tanto, Caterina ed io, continuiamo a frequentare il locale, anche perché c’è un “book crossing” al quale poter attingere trovandovi interessanti libri. Uno di questi libri ancora lo conservo ed è un compendio di tutte le malefatte religiose compiute da ebrei, musulmani e soprattutto cristiani contro “gli infedeli”, ovvero i cosiddetti “pagani” (quello che i preti non ammetteranno mai, e nemmeno il papa nelle sue reiterate scuse a questi ed a quei perseguitati ha mai chiesto scusa ai pagani 
Stavolta però il cappuccino era bello caldo e senza schiuma ed avevamo trovato posto persino ad un tavolino all’aperto di solito sotto occupazione permanente di sfaccendati che vi fanno salottino. Ed osservavo con Caterina che in fondo a non aver più insistito nel chiedere il cappuccino bollente ci ho guadagnato poiché adesso -evidentemente non più irritati dalla mia insistenza- me lo servono come dio comanda. Insomma le cose girano….
Chissà che non giri a mio favore anche l’interrogatorio in procura che mi attende il 20 agosto a Macerata. Sì perché sono stato denunciato dal un prete cattolico, un tal nitoglia, per aver offeso il suo buon nome di cristiano e la sua religione, una storia riferita ad alcuni anni addietro… Comunque meditando così sulle umane vicende e sulle “persecuzioni” religiose contro i pagani del presente ecco che poco prima di allontanarci dal bar mi è caduto l’occhio su un titolone in prima pagina del Resto del Carlino di Modena: “Pagano con carte false…”
Immediatamente ho pensato “ecco ce l’hanno ancora con i pagani sans papier magari sarà un africano animista che è accusato di chissà quali nefandezze… la persecuzione religiosa contro i diversi non finisce mai…”
Ma la veloce riflessione è stata subito smontata e confutata dal resto del titolo “..e scappano”. Come “scappano”? Chi, cosa? Leggendo con più attenzione ho capito finalmente l’arcano, si trattava di lesa maestà bancaria, l’offesa era contro la nuova religione del denaro…
Insomma “Pagano con carte false e scappano”, ovvero alcuni imbroglioni sono andati a far spesa ed hanno pagato con carte di credito fasulle… Ah, che tempi.. “o tempora o mores”, quanto tocca inventarsene per sopravvivere e quante religioni ci sono a contendersi il “primato”?… Noi pagani siamo ormai nell’angoletto…. 
Pazienza, ci consoleremo con la Festa dell’Acqua Cotta del 8 agosto sul fiume Panaro a Spilamberto….

Paolo D’Arpini

giovedì 1 agosto 2013

Alimentazione naturale e bioregionale - "Se ci si attiene alla propria natura non è necessario aderire ad una ideologia"

Una idea morale utopica, come quella vegana ed antispecista, ha un grande appeal attrattivo su molti animalisti. Come tutte le idee aldilà della portata attuativa nella società corrente rischia però di diventare un'altra forma di "ismo", una filosofia religiosa che cerca attraverso i suoi adepti di elevare la coscienza con il solo risultato di contribuire a ulteriormente dividere la società umana in "credenti" e "infedeli".
Il vegetarismo e l'etica nel possibile
Insomma la filosofia vegana manca di capacità attuativa e come tutte le filosofie e religioni resta un ideale alla portata di pochi "eletti" disgiunti dal contesto.
Ritengo personalmente che per andare verso una consapevolezza della comune appartenenza e della pari dignità e complementarietà della vita, insomma delle reciproche relazioni fra specie, sia importante che vengano riconosciute le differenze per poter allo stesso tempo riconoscere l'eticità naturale senza forzare la natura.

L'astrazione del pensiero trasformato in "morale" non aiuta la manifestazione di una spontanea "compassione" che si manifesta in un interspecismo maturo.

Tutti gli esseri viventi attingono e si originano dalla comune matrice che differenziandosi ha assunto le innumerevoli forme, ognuna complementare e relata alle altre, ognuna con alcuni aspetti evolutivi utili al mantenimento della vita ed alla ulteriore propagazione e fioritura di nuove specie.
L'uomo non è l'ultima parola in natura e questo deve essere sempre presente nella considerazione di chi si pone il "problema" del bene collettivo.

La vita si nutre della vita, su questo non ci sono dubbi, d'altra parte vediamo che esiste un  certo equilibrio   anche nel modo in cui questo costante e collettivo alimentarsi avviene. I microorganismi svolgono funzioni essenziali come  base alimentare degli organismi più complessi e contribuiscono al riciclaggio della materia morta.

Le piante procurano ossigeno e forniscono cibo agli animali ed allo stesso tempo ricevono humus e sostanze organiche utili in cambio. Gli animali  aiutano la propagazione delle piante, e qui non mi riferisco semplicemente agli insetti che facilitano l'impollinazione, bensì a tutte le specie di erbivori che sfogliando le piante senza ucciderle fan sì che esse affondino vieppiù le radici nella terra.

Le piante producono frutti appetibili  ed i semi  vengono diffusi in altri spazi dagli animali. L'eccesso di erbivori viene calmierato con la presenza di predatori e fra erbivori e predatori c'è una armonia di co-presenza. Essi aumentano e decrescono sulla base delle necessità finali delle piante nell'ambiente.   

Tutti sanno che i leoni quando aggrediscono un branco di antilopi, ricevono dalle antilopi stesse un "tributo" in forma dell'animale più malandato del gruppo, una specie di "offerta/sacrificio" che tra l'altro ha la funzione di mantenere sano il branco. Insomma la natura pur nella sua apparente crudeltà è saggia e materna. Si occupa di tutti gli aspetti e nulla trascura per i suoi figli. Al contrario ove manca l'interscambio, come ad esempio nelle nostre periferie urbane in cui sono aumentati indiscriminatamente alcune specie avicole e terricole per la mancanza di idonei "calmieratori".

Anche l'uomo per migliaia di anni ha rispettato questa "etica naturale" contribuendo a mantenere la vita sul pianeta in equilibrio. 

Solitamente l'uomo, come tutti gli animali frugivori, non ha bisogno di alimentarsi direttamente delle carni di altri animali. Vedasi le scimmie antropomorfe nostre cugine che fanno un uso insignificante di carne, assumendo solo piccole quantità di insetti o piccoli animaletti della foresta a mo' di integrazione alimentare, quando necessario. Altrettanto fanno i cinghiali e gli orsi. Però, ad esempio, gli orsi che si sono spostati al polo nord ovviamente hanno modificato la loro dieta sino a renderla totalmente carnivora e così è avvenuto per l'uomo che nella sua lenta occupazione del pianeta  e spostandosi sempre più dall'habitat tropicale originario ha dovuto pian piano modificare in parte o totalmente le sue abitudini alimentari, per necessità di sopravvivenza.

La scoperta dell'agricoltura molto ha comunque contribuito per riportare l'uomo alla sua dieta originaria.  Fermo restando che a seconda della latitudine la dieta varia in base al reperimento di risorse alimentari, vediamo che oggigiorno le capacità produttive, senza voler ricorrere alla chimica od agli OGM,  garantirebbero all'uomo nutrimento sufficiente non solo  i 6 miliardi di individui che siamo ma per almeno 10 volte tanti.... E qui veniamo al punto dolente... L'uomo avendo perso un contatto diretto con la natura ha utilizzato le sue capacità  tecniche e la sua capacità di sottomettere (e sottomettersi) per assoggettare la sua stessa specie ed anche le altre ad un dominio utilizzativo e speculativo che non tiene conto della pari dignità di tutti gli esseri viventi.

L'uomo ha diviso la società umana in "schiavi" produttori di ricchezza (per l'uso di pochi "padroni") e le specie animali in  "oggetti di mercato" da sfruttare ignominiosamente come merce.  I grandi  finanzieri ed i produttori del denaro, staccati dal contesto umano, galleggiano razzisticamente  sul resto dell'umanità e fingono di fornire ai loro sottoposti un benessere privo di valore, in forma di cibo sanguinolento e crudele  e malsano proveniente dagli allevamenti intensivi e dai macelli.

Questo meccanismo è non solo la causa della distruzione del pianeta, per il consumo di tutte le risorse e per l'avvelenamento degli elementi naturali, ma è anche causa della perdita totale dell'anima originaria, della naturale e rispettosa correlazione fra esseri viventi e habitat....
Mi rendo conto di aver toccato un argomento che a questo punto con l'etica propugnata dai cosiddetti animalisti viaggia in una sorta di parallelismo antagonista....

E' vero che le abitudini alimentari vanno modificate in funzione di un ritornò alla naturalità.. ed è anche vero che non si può separare l'uomo dagli altri animali. Il mutuo aiuto è necessario per la reciproca sopravvivenza e per la comune crescita karmica. Gli spazi naturali vanno recuperati senza forzature e la specie umana non deve necessariamente saltare da "dominante" a "in estinzione". 

Riscoprire il significato della fatica, del reciproco aiuto, della simbiosi mutualistica senza prevaricazioni... insomma  vivere in una Pace Interspecista è la chiave della nostra e "loro" sopravvivenza. 

Bisogna stancarsi del "vizio" in cui siamo costretti a vivere ed iniziare a recuperare la capacità di procurarci il nostro cibo senza dover ricorrere al mercato e senza doversi vendere  ai "padroni del mondo". La rivolta è necessaria, lo sforzo è necessario....

Mi rendo conto di non poter esaurire l'argomento con un singolo scritto... intanto ho buttato lì alcune riflessioni.

Ah, una buona notizia mi è giunta oggi: La Corte Costituzionale della Polonia ha stabilito  che la macellazione senza stordimento preventivo è una procedura incompatibile con i diritti degli animali.... Infatti si è espressa contro il ripristino della crudele macellazione rituale kosher (ebraismo) e halal (islamismo)... 
A volte la crescita è fatta di piccoli passi...

Note: la foto di apertura del post si intitola "Animali" ed è di Gustavo Piccinini.
di Paolo D'Arpini, presidente del Circolo Vegetariano VV.TT.

Fonte: http://www.aamterranuova.it/Blog/Riconoscersi-in-cio-che-e/Il-vegetarismo-e-l-etica-nel-possibile


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Commento di Marco Bracci:

“...non voglio dire che i vegani sono gli eletti, ma sicuramente sono più vicini ad esserlo di chi continua a uccidere gli animali (o meglio a far uccidere, perché farlo con le proprie mani è schifoso) e a mangiarne la carne. La capacità attuativa ce l’hanno solo le idee che fanno presa sulla massa, che appunto è una massa, fatta di pecoroni che vanno a destra e a manca secondo il vento che spira e che esce dalle bocche di chi sa farla trottolare Il vegano ha, se non altro, usato il suo cervello e ha fatto delle scelte, spesso scomode, il che non è da poco in una società uniformata all’idea dominante e che guarda con paura, rabbia, invidia ..... chi osa uscire dal seminato... Comunque essere vegetariani o vegani o fruttariani ... NON è un’ideologia, ma un modo di mettere in pratica i propri sentimenti di fratellanza e unità con la Creazione e l’Universo. Anche se ammetto che c’è e c’è sempre stato chi uccide per combattere chi dice che uccidere un nemico è bene. Io non condanno nessuno, anche se uso parole forti, lascio ognuno pensare e agire come vuole, ma (e mi scuso se insisto) molto spesso le elucubrazioni servono solo a non farci decidere a fare quello che, in fondo in fondo nel nostro subconscio, riteniamo sia giusto fare e che dovremmo farlo. D’altra parte, il mondo, se ha avuto qualche miglioramento, non è per le masse, ma per quei pochi che hanno avuto idee, magari scomode, che però hanno portato avanti e difeso con sforzi sovrumani e spesso con la vita....”


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Mia rispostina: “Il senso del mio scritto è semplice: se ci si attiene alla propria natura non c'è bisogno di aderire ad una ideologia e di operare scelte... quel che volevo significare è anche da te espresso.. Anche se il linguaggio, il modo di esprimersi, è diverso.. il fondo del discorso magari è lo stesso. La Coscienza trova menti idonee a sviluppare concetti ed  assume quella forma. Ma non è un una "conquista", è semplicemente una espressione della Coscienza, uno dei suoi infiniti modi espressivi.

Non c'è merito né demerito nell'individuo in se stesso che è semplicemente "forma" (involucro).... Sono vegetariano dal 1973, non ho mai pensato di volerlo essere, né ho trovato ragioni nel continuare ad esserlo. Come io stesso lo sono diventato per semplice spinta interiore trovo che chiunque altro potrebbe fare altrettanto.. E se non succede non dipende dalla sua o dalla mia volontà. Per questo ti dicevo che "se ognuno seguisse la propria natura (ovvero sentisse la Voce Interiore della Coscienza) non occorrerebbe aderire ad alcuna ideologia...". Poiché aderendo ad una ideologia si assume come propria una parvenza di "verità" che è parziale e morta,  è solo una condizione per soddisfare la propria egoità, un senso dell'etica costruito su meccanismi prestabiliti.” (Paolo D'Arpini)