Treia, 4 ottobre 2026. Festeggiamo San Francesco, ottavo centenario della sua morte o rinascita, per chi è credente, e siamo qui per un momento di condivisione e di presentazione di un libro scritto da un grande amico di Treia, ovvero Paolo D'Arpini.
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Ma come spesso la vita mi ha insegnato, niente accade per caso, o forse è sempre possibile trasformare il caso in destino. E quale destino può esserci in un momento di accavallamento degli eventi? Beh, anzitutto quello dell'incontro. Caterina è passata stamattina nella struttura della Residenza Protetta a trovarci, mi ha detto "ma sai che avremmo potuto anche farla qua in giardino la presentazione del libro?" E io le ho risposto "ma sai che hai avuto un'ottima idea e sarebbe stato davvero bello?". E abbiamo iniziato a pensare che sarebbe davvero interessante provare a realizzare delle attività con e nella Residenza Protetta, cercando di mettere in circolo quel senso di comunità che immagino sia anche un piccolo filo conduttore dei racconti, o del racconto, di questo libro che sicuramente leggerò il prima possibile.
Fare del caso un destino, dicevamo. Ma quale caso? Quale destino? Io credo che siano punti di vista interessanti da cui interrogare un oggetto vivo come un libro, come questo libro "Dal Treja a Treia".
Penso poi al sottotitolo: Viaggio fra bioregionalismo, ecologia profonda e spiritualità laica. Già il termine "viaggio" esercita su di me, da sempre, un fascino incredibile. Credo fortemente che nella misura in cui ci pensiamo e ci sentiamo "viandanti", mendicanti d'amore e di condivisione, riusciamo ad interpretare il senso più alto e più profondo del nostro essere umani. E in quest'ottica San Francesco è indubbiamente un esempio incredibile.
Ecologia profonda, spiritualità laica… temi fondamentali, importantissimi. L'ecologia, ad esempio, penso davvero possa essere la leva su cui far forza per sollevare lo spirito dei nostri ragazzi, e risvegliare in loro un senso del sacro che attualmente sembra smarrito o, nella migliore delle ipotesi, confuso. Stiamo lavorando a un'idea di spazio di aggregazione per i giovani qui in Centro Storico, e il tema ecologico-ambientale potrebbe esserne il cuore. Per ora è solo un'idea, ma mi fa piacere accennarla qui, in questa giornata, sperando sia di buon augurio.
Io credo che ecologia e spiritualità laica siano fortemente connesse tra di loro, forse anche per sensibilità personale sono portata a pensare questo. Mi viene in mente il mondo dei kami giapponesi, ad esempio, e tutta la simbologia dello scintoismo: il divino è attorno a noi, in una foglia, in un albero, una piccola pozza d'acqua, in una lucciola che illumina la notte.
E a proposito di luce e di notte, stamattina ho letto queste parole di San Francesco: "Un raggio di sole è sufficiente per scacciare via molte ombre". Ecco, io credo che momenti come questo, come quello nella nostra Residenza Protetta, siano tanti raggi di sole che contribuiscono, nel loro piccolo, a dissipare un po' delle ombre lunghe che avvolgono questi tempi difficili.
Grazie dunque ad Andrea e all'Auser per l'invito e per l'impegno che profondono quotidianamente nel territorio con la loro associazione, e a Paolo per averci scelti nel lontano 2010, ci auguriamo, con spirito di ascolto e di servizio, di essere sempre all'altezza di questa scelta e di quella di chi, come lui, vorrà far parte della nostra comunità.
Camilla Palmieri


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