martedì 13 agosto 2013

Burocrazia e clima - OMS, effetto serra e come far finta di rintuzzare l'inevitabile...

Un nuovo strumento, a cura dell'OMS, di analisi economica a supporto dei decisori politici, e non solo, per stimare i costi e i benefici delle misure di adattamento attuate dagli stati

Negli ultimi anni, gli studiosi hanno dimostrato in modo inequivocabile che il clima si sta riscaldando e che questo cambiamento ha già avuto effetti sulla salute umana sia direttamente (aumento della temperatura, delle precipitazioni, del livello del mare, di eventi estremi più frequenti, etc.) che indirettamente (per es. cambiando la qualità dell’aria, dell’acqua e del cibo e la quantità per effetto di desertificazione, alluvioni, etc.)
Affrontare alla radice le cause del cambiamento climatico (CC) investendo in ambienti salubri, nel rafforzamento dei sistemi sanitari e nello sviluppo sostenibile potrebbe ridurre il peso di questi effetti e promuovere la salute della popolazione.
La Risoluzione WHA62.19, adottata durante la Sessantunesima assemblea mondiale della sanità (2008) esortava gli Stati membri a preparare strategie di adattamento, cioè attuare tutte quelle iniziative e misure per ridurre la vulnerabilità dei sistemi naturali e umani contro gli effetti tangibili, o previsti, causati dal cambiamento climatico .

Attraverso la sottoscrizione del “Commitment to Act” e della “Parma Declaration on Environment and Health” durante la quinta
Ministerial Conference on Environment and Health, tenutasi a Parma nel 2010, i Ministri dei 53 paesi partecipanti facenti parte della Regione Europea dell’OMS, si sono impegnati a proteggere la salute e il benessere dei cittadini, le risorse naturali e gli ecosistemi e a promuovere il pari trattamento sanitario, la sicurezza della salute e gli ambienti salubri.
Per supportare gli Stati membri nella pianificazione delle strategie per l’adattamento ai CC, l'Ufficio Regionale per l'Europa dell’OMS ha appena pubblicato il report “Climate change and health: a tool to estimate health and adaptation costs” che si configura come un vero e proprio strumento di analisi economica volto a:
  • stimare i costi dei danni alla salute causati dai cambiamenti climatici a livello nazionale e sub-nazionale
  • stimare i costi per finanziare le misure di adattamento necessarie per ridurre al minimo, o prevenire, i danni alla salute a livello nazionale e sub-nazionale,
  • confrontare i costi dei danni alla salute “scongiurati” con il costo delle misure per l’adattamento per giungere a valutazioni economiche (es. costi –efficacia) e orientare le scelte sugli investimenti da fare.


Lo strumento presentato è costituito da un manuale, che descrive le fasi, gli input necessari e i metodi, i dati e le analisi per la compilazione schede tecniche e da un foglio di calcolo di Excel che si compone di cinque fogli di lavoro - tre per l’immissione dei dati e due per i risultati che comprendono formule integrate per facilitare i calcoli.

Il foglio di calcolo può essere richiesto direttamente presso l'Ufficio regionale per l'Europa via e-mail (
climatechange@ecehbonn.euro.who.int).

Lo strumento è stato sviluppato conducendo un'ampia revisione della letteratura esistente, con la consulenza e revisione di esperti ed è stato testato nella ex Repubblica iugoslava di Macedonia.

Sono invitati da usarlo, oltre ai decisori politici a cui è rivolto in prima istanza, anche i cittadini e gli stakeholders, in combinazione con gli altri strumenti messi a disposizione dall’OMS, e a fornire un feedback che sarà utilizzato per rivedere le versioni successive.

L’OMS offre sia una formazione in presenza che a distanza su come utilizzare e implementare lo strumento; chi fosse interessato può rivolgersi via mail all’indirizzo:
climatechange@ecehbonn.euro.who.int

lunedì 12 agosto 2013

Energia dalle acque reflue? Esperimento con le alghe in Spagna....

Chiclana de la Frontera,  cosi si chiama la città situata sulla costa sud-occidentale della Spagna, prima al mondo ad aver avviato sul proprio territorio un impianto di produzione di biofuel algali a partire dai propri liquami.
Il progetto, che usufruisce di un finanziamento attraverso il “7 ° Programma Quadro della Commissione Europea” (7 ° PQ). Il 7 ° Programma Quadro della Commissione Europea sostiene progetti legati all'energia, in linea con gli obiettivi della direttiva europea 2009/28/CE. La direttiva europea impone che il 20% di energia deve essere prodotta da combustibili rinnovabili entro il 2020, come parte della riduzione di anidride carbonica (CO2), con un ulteriore requisito che il 10% di biocarburanti devono essere legate ad attività al trasporto.
Il progetto che è stato chiamato “All-gas”, per richiamare la parola spagnola algas, ovvero alghe, utilizza un nuovo processo rivoluzionario per produrre bioenergia sostenibile e punta ad una rapida crescita delle alghe a basso costo che sarà coltivata negli impianti di trattamento delle acque reflue, cercando di superare le questioni controverse legate alla prima generazione di biocarburanti. Le alghe hanno molti vantaggi rispetto alla prima generazione di colture di biocarburanti, come l'olio di palma, canna da zucchero e colza che sono state e sono oggetto di controversie, come l’occupazione di grandi superfici di terreno, utilizzo di molta acqua e sottoprodotti come i fertilizzanti.
Inoltre la nuova tecnologia permetterà di abbassare i costi legati allo smaltimento dei fanghi di depurazione e di utilizzo di energia elettrica necessaria per il processo di trattamento acque reflue standard riducendo le relative emissioni di CO2. Le alghe consentono rendimenti più elevati, la crescita è molto rapida, occupano meno terreni e non fanno la concorrenza alla produzione di alimenti prodotti dalla terra.

L’impianto utilizza solo acqua di scarico proveniente da strutture ricettive, case, uffici e luce del sole. Le acque vengono usate per formare stagni artificiali per poi coltivare le alghe.
L’impianto attualmente è in fase di test e sta operando all’interno di uno spazio di circa 200 metri quadrati, il primo raccolto ha l’obiettivo di fare il pieno alla prima auto entro dicembre 2013. La piena operatività sarà raggiunta nel 2015, quando pienamente operativa, la struttura sarà in grado di far crescere e trasformare quasi 3 tonnellate di alghe in un anno, abbastanza da ottenere carburante per alimentare 200 auto private o 10 camion.


(Fonte: Accademia Kronos)

domenica 11 agosto 2013

Secondo i geografi l'Italia andrebbe divisa in 35 o 40 Regioni, escluso il Monferrato...


Intendo brevemente intervenire a proposito dell'intenzione manifestata a livello politico dal Ministero per gli Affari Regionali che ha incaricato la Società Geografica Italiana di elaborare la divisione delle attuali regioni secondo criteri apparentemente più accettabili ma che nella realtà dei fatti, dalle prime indiscrezioni trapelate, lasciano alquanto a desiderare.


Eccovi nel link  (http://www.societageografica.it/images/stories/Pubblicazioni/NUOVA_EDIZIONE_e-book_Il_riordino_territoriale_dello_Stato.pdf) lo studio da cui gli studiosi e burocrati partono per riformare le giurisdizioni regionali, in tutto il testo il Monferrato non è mai citato. In proposito allego anche il link dell'intervento del prof Roberto Maestri (http://www.giornal.it/pagine/articolo/articolo.asp?id=38001), che io approvo in toto e che quindi non ripeto e non estrapolo nulla ma invito a leggere interamente. Mi permetto di fare altre considerazioni e valutazioni integrative.

Questi studi sono probabilmente il frutto di incarichi ricevuti ufficiosamente (fossero stati ufficiali i media ne avrebbero parlato prima), forse con l'intento discreto e riservato di pervenire a risultato ultimato evitando polemiche, ed il cui esito dipende dal personale disponibile, dalla provenienza dello stesso, da interessi precostituiti, con il solito ricorso a linguaggi criptici ed avulsi, affinché solo gli addetti ai lavori possano mettere becco ecc..

Tutto tranne studi veramente esaustivi, approfonditi e prolungati e soprattutto condivisi con gli studiosi locali, che ne sanno certamente di più. Non mi risulta ci sia stato il benché minimo coinvolgimento di storici locali, alcuni anche di fama internazionale e di grande reputazione, mi riferisco ovviamente al Monferrato. E non tacciatemi di "campanilismo", perché nella mia vita ho sempre cercato di limitarlo, proponendo un Monferrato Storico, di ampie vedute ed estensione ma con una sola identità storico turistico culturale.
Non si può dividere il Piemonte in tre aree regionali escludendo il Monferrato, è un'aberrazione storica e culturale. Lo studio attuale infatti prevede queste nuove formazioni territoriali regionali: le attuali province di Asti, Cuneo e Alessandria (ribattezzata "Le Langhe"); l'attuale provincia di Torino; la terza comprende Novara, Vercelli e Valle D' Aosta.

Chiamare Langhe l'area meridionale piemontese è esclusivamente un'operazione di marketing che non ha alcun fondamento storico, culturale e sociale. Le Langhe per secoli hanno fatto parte del Marchesato e poi Ducato di Monferrato, che per coloro che non lo sapessero è uno stato preunitario durato oltre sette secoli e con la contea e poi ducato dei Savoia è stata a lungo la seconda potenza regionale.

Anche in Lomellina in alcuni borghi e città, ancora nell'ottocento (quando il ducato di Monferrato era stato assorbito dai Savoia) i viaggiatori che transitavano scrivevano nei loro diari che erano stati in visita in Monferrato. Perché il Monferrato si estendeva dal cuneese al pavese, dal savonese al vercellese e canavese. Ma le sapevano queste cose i geografi e burocrati che hanno steso la proposta di chiamare Langhe la nuova regione del sud Piemonte?

Il compianto Raoul Molinari, cui credo le Langhe debbano riconoscergli qualche merito di valorizzazione turistica, nei diversi colloqui avuti con il sottoscritto, dimostrava di averne consapevolezza, al punto che gli ultimi anni della sua vita li aveva dedicati a promuovere il Monferrato, anche con opere editoriali di pregio, definendolo appunto UNA REGIONE MANCATA. Con la sua intelligenza vivace ed intuitiva aveva capito le enormi potenzialità di questo territorio, ben superiori a quelle di qualsiasi altro in Piemonte, per la sua storia secolare e prestigiosa e la bellezza paesaggistica. Semplicemente non era stato adeguatamente valorizzato dalle sue istituzioni, che procedono tuttora in ordine sparso ed era penalizzato dal campanilismo delle sue genti. Questa debolezza ovviamente offre il fianco agli avversari, che possono esser insidiosi, perché spesso si trovano in posizioni decisionali dove determinano le scelte politiche ed economiche. Come in questo caso.

Non si può rimanere indifferenti di fronte al rischio che ci scippino la storia e ci impongano politiche di marketing a casa nostra chiamando la regione dove viviamo con un nome improprio e con tutte le ripercussioni che si possono prevedere e che non saranno solo nominali ed effimere. Ne abbiamo già sopportate troppe. Grazie



Claudio Martinotti Doria da Ozzano, Cinque Terre del Monferrato
http://www.cavalieredimonferrato.it

sabato 10 agosto 2013

Civitanova Marche e Porto Sant'Elpidio, stabilimenti chiusi "causa merda"


Apprendiamo dai giornali locali che che un altro impianto a biogas ha sversato nel Chienti, tramite il Lete morto, determinando la chiusura degli stabilimenti balneari in Civitanova e Porto Sant'Elpidio.

Gravissimi quindi i danni già registrati. Presumibilmente più gravi quello derivante dall'inquinamento delle acque.

Recentemente i nostri comitati avevano denunciato le gravi situazioni di inquinamento del basso bacino del Chienti, di cui il biogas è solo l'ultimo fattore di causalita'.

Torniamo a chiedere alle autorita' competenti, magistratura e Sindaci, nonché agli Enti strumentali (arpam, Asur, organi di indagine),  di fare il loro dovere a tutela dei cittadini, della loro salute e dei loro beni.

SEMPRE PIU' OPPORTUNA E GIUSTA  APPARE LA DECISIONE CHE ABBIAMO ASSUNTO DI COSTITUIRCI PARTE CIVILE NEI PROCEDIMENTI IN CORSO PRESSO I TRIBUNALI MARCHIGIANI.

Informeremo sempre più la cittadinanza per costruire insieme una forza decisiva per aiutare magistratura ed organi inquirenti a fare piena luce sui fatti.

Petriolo-Corridonia-Santa Maria Apparente- Alta Fiastrella- CLP-Comitatinrete


(Comunicazione a cura di Barbara Archeri)



Fonte notizie:

http://www.cronachemaceratesi.it/2013/08/07/marea-nera-alla-foce-del-chienti-allarme-inquinamento-a-civitanova/363984/?utm_source=CM+24h+-+Cronache+Maceratesi+Newsletter&utm_campaign=4f6f9f4770-Newsletter+CM&utm_medium=email&utm_term=0_cf1f7616bc-4f6f9f4770-[LIST_EMAIL_ID]&gooal=eyJjaWQiOiI0ZjZmOWY0NzcwIiwidGFnIjoiUlNTX0VNQUlMX0NBTVBBSUdOIiwidWlkIjoiNGJiMTg1NWVlNTI0ODk2YzJkM2NjMmZjMiJ9|Yi5hcmNoZXJpQGFsaWNlLml0


http://www.cronachemaceratesi.it/2013/08/08/liquami-nel-chienti-denunciata-azienda/364301/?utm_source=CM+24h+-+Cronache+Maceratesi+Newsletter&utm_campaign=641898916e-Newsletter+CM&utm_medium=email&utm_term=0_cf1f7616bc-641898916e-[LIST_EMAIL_ID]&gooal=eyJjaWQiOiI2NDE4OTg5MTZlIiwidGFnIjoiUlNTX0VNQUlMX0NBTVBBSUdOIiwidWlkIjoiNGJiMTg1NWVlNTI0ODk2YzJkM2NjMmZjMiJ9|Yi5hcmNoZXJpQGFsaWNlLml0


giovedì 8 agosto 2013

Spelonga di Arquata del Tronto - La festa all'albero è fatta.. pace all'anima sua

  

Non è un refuso, è che la festa all’albero gliel’hanno fatta veramente, il 4 agosto 2013, a Spelonga di Arquata del Tronto: per ricordare gli spelongani che in epoca recentissima (1571…) battagliarono a Lepanto [dove contro quella brava gente della Lega Santa quel diavolone di Müezzinzdade Alì Pascià ci lasciò il turbante e, ciò che più conta, la testa che ci stava sotto) segano “un abete rosso lungo circa 30 metri scelto fra i più belli e robusti del bosco” (!) destinato a “stendardo dei festeggiamenti”.


      Come non rallegrarsene? C’è chi si prende cura dell’ambiente e del comune benessere liberandoci dall'ingombrante presenza di alberi cresciutelli: circa 30 metri ‘sto gigante, pensa un po', a guardare in su ti sloghi una vertebra cervicale.

      Eh sì, alberi carissimi, è ora che abbassiate la cresta, chi credete di essere: solo perché “tra i più belli e robusti del bosco”, magari anche un po’ secolari, pensate di poter occupare impunemente il bosco e di essere intoccabili? No, carini, c’è chi vi sistema a dovere, e quale occasione migliore di una “Festa Bella” per farvi la festa? E con tanto di padrini e patrocinatori, orgogliosi di contribuire all’equilibrio ambientale: che come sanno anche i pupi passa per l’indispensabile taglio di alberi, nei boschi, in città, ovunque si voglia (oltre che per l’altrettanto indispensabile caccia che ci libera da tanti animalacci fastidiosi). E sono padrini paccuti: c’è la Provincia di Ascoli Piceno, c’è la Regione, il Comune di Arquata, financo il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Potete scommetterci che c’è la benedizione di Verdi, Forestale, Segambiente, e di chissà quanti personaggioni ancora. 

      Inutile che cerchiate di piantar casini, insieme magari a qualche esagitato ambientalista: qua hanno tutto in regola e tutto autorizzato, altro che, siete voi che ingombrate i boschi, sporcate le città, fate troppa ombra, e poi vi lamentate se vi segano. Questi sì che sanno come spazzar via in un amen tutto ‘sto verde superfluo: sega e accetta, e vai col liscio. Le istituzioni applaudono, la stampa riporta fedele e giubila.

       Ve lo dico io: questi hanno preso lezioni a San Benedetto, dal premiato Club della Sega e Motosega i cui membri - tutta l’Amministrazione comunale, Verdi in testa, soci onorari i Comitati di quartiere - vanno alla grande, segano come matti specialmente in città e danno lezioni a tutti, qua intorno, a Grottammare, a Cupra, ecc. E come imparano bene, gli allievi, superano perfino i maestri. Contro gli alberi tolleranza zero. Alberi avvisati…
      
Non ringraziatemi. Dovere.


*“La manifestazione si svolge durante tutto il mese di agosto; all’inizio dell’estate un gruppo di esperti boscaioli spelongani si reca nel Bosco del Farneto, sui Monti della Laga per scegliere e poi tagliare un grosso albero, della lunghezza di 25/30 m. che diventerà l’albero maestro della nave. Dopo il taglio, l’albero viene ripulito di tutti i suoi rami, squadrato alla base e preparato per il suo trasporto”. [http://www.spelonga.it/la-festa-bella/]

                                             Sara Di Giuseppe           
                                                   faxivostri.wordpress.com                                             

mercoledì 7 agosto 2013

Treia - 20 e 21 agosto 2013 - Celebrazioni per la luna piena al Circolo vegetariano VV.TT.


Luna piena a Treia


La prima luna piena da noi celebrata a  Treia fu quella del luglio 2010, con tanto di passeggiata erboristica con Sonia Baldoni. Quest'anno pure faremo la passeggiata ma sarà il giorno della luna piena del  21 agosto 2013. 


Ovviamente  per convenienza ed anche perché è consuetudine festeggiare la vigilia oltre che il giorno della luna piena, l’incontro inizia la sera del 20 agosto. A Treia, nella  casa di Caterina, c’è una grande sala semi-interrata adatta per il raccoglimento, quindi si terrà lì una meditazione collettiva ed un canto di mantra.   La sessione sarà preceduta da  una passeggiata assieme a Sonia Baldoni per conoscere i luoghi e per scoprire i sentierini nel verde che circondano Treia, riconoscendo erbe spontanee e quant’altro. 

Il 21 agosto mattina, alle 10.30, si parte per l'escursione alla Grotta di Santa Sperandia ove faremo anche un picnic vegetariano e dopo un meritato riposino pomeridiano verso sera andremo a trovare Lucilla Pavoni nel suo podere di Ugliano, a San Severino Marche, dove ci aspetta una merenda estiva all'aperto ed un bel discorso da fare sulla programmazione della prossima celebrazione del 31 ottobre 2013: la Vigilia di Ognissanti (o Samhain).  

La partecipazione di amici e simpatizzanti è consigliata, restiamo perciò in attesa di vostra conferma: circolo.vegetariano@libero.it

La manifestazione ha ottenuto il Patrocinio Morale del Comune di Treia

Paolo D'Arpini




Donna Saggia
Ho conosciuto una donna saggia
e lei mi ha detto
che il fiume mi avrebbe plasmato
E il vento selvaggio mi avrebbe piacevolmente raffreddato
Che il coyote Lui mi avrebbe ingannato
Il padre sole mi avrebbe riscaldato
la Madre Terra m’avrebbe vestito
Nonna Luna mi avrebbe fatto piacere salutare
E onorare le vecchie tradizioni che lei mi avrebbe insegnato
una donna saggia, lei mi ha detto
di camminare sempre con leggerezza
di calpestare la Terra sempre delicatamente
con amore e con passo prezioso
E prendere da lei con parsimonia
Ha detto, condividi con gli altri
quello che hai imparato da me
Siate fermi e respirate, sempre pazientemente
Per la tela che la vita
ha tessuto
è necessario scegliere
il proprio percorso
E, infine, la Saggia mi ha detto
di ascoltare il saggio
che abita dentro di me
di camminare il mio percorso in equilibrio
è Anche di essere libero
vivi
invece di usare le parole
Così sia “…

martedì 6 agosto 2013

Mutazioni climatiche in corso... In aumento le concentrazioni di anidride carbonica

Dipinto di Franco Farina
Il clima della terra varia nelle stagioni, nel corso dei decenni e dei secoli in risposta alle variabili naturali ed umane. Studiare i cambiamenti climatici è di vitale importanza per il benessere umano.
Secondo il report del WMO (wordl meteorological organization), la naturale variabilità del clima è determinata nel tempo da cicli e trends che si manifestano nell’orbita terrestre e dipendono dalle radiazioni solari in arrivo, dalla composizione chimica dell’atmosfera, dalle circolazioni oceaniche, dalla biosfera e da molto altro.

Il cambiamento climatico può essere stimato solo a lungo termine, mentre le variazioni del clima nel medio periodo possono essere dovute a fattori naturali.
I rapidi cambiamenti riscontrati dalla metà del secolo scorso sono stati prodotti all’emissioni di gas serra nell’atmosfera. Altre attività umane hanno condizionato il clima, tra queste gli inquinanti e gli aerosols, ma anche i cambiamenti avvenuti sulla superficie terrestre quali l’urbanizzazione e la deforestazione.
A breve termine la variabilità naturale del clima viene spesso influenzata dalla pressione atmosferica e dalla circolazione oceanica.
Le concentrazioni atmosferiche di anidride carbonica, metano, protossido di azoto e altri gas serra, tutti dovuti alle attività umane, sono in costante aumento; secondo il bollettino WMO sui gas serra, la concentrazione atmosferica globale di biossido di carbonio in media è cresciuta, nel 2010, a 389 ppm1, il metano a 1 808.0 ppb1, il protossido di azoto a 323.2 ppb.
Questo cambiamento nella composizione atmosferica sta causando l’innalzamento globale della temperatura, che esercita una notevole influenza sul ciclo idrologico e conduce ad altre variazioni nel clima e nei modelli meteorologici.
Le emissioni di clorofluorocarburi e di altre sostanze chimiche hanno alterato l’atmosfera danneggiando la stratosfera dove risiede lo strato di ozono che filtra le radiazioni ultraviolette nocive. Fortunatamente con il protocollo di Montreal che ha bandito le sostanze dannose per l’ozono quest’ultimo dovrebbe ricostituirsi in pochi decenni. Si ritiene che il buco dell’ozono sia in grado di influenzare le modalità di oscillazione dell’anulare sud ed il clima regionale.

Le emissioni di gas come gli ossidi di azoto ed il biossido di zolfo e l’aerosol, come la polvere ed il nerofumo) interagiscono sul clima aumentando, per esempio, le ondate di calore che hanno un’impatto sulla salute umana.


Il decennio che va dal 2001 al 2010 è stato il più caldo da quando si è iniziato a misurare le variazioni metereologiche intorno al 1850.
La temperatura media globale dell’aria sopra la superficie terrestre nel decennio indicato si stima essere di 14.47° C +/- 0.1 ° C. 0.47 ° C +/- 0.1 ° C sopra la media registrata nel periodo 1961-1990 e 0.21° c +/- 0.1° C sopra la media stimata nel periodo dal 1991 al 2000. La temperatura dell’ultimo decennio appare 0.88 C più alta rispetto alla temperatura registrata nella prima decade nel secolo scorso. Un pronunciato incremento della temperatura si è registrato nelle ultime quattro decadi dal 1971 al 2010. La temperatura globale è aumentata ad un tasso medio stimato di 0,17 ° C per decennio, mentre la tendenza per l'intero periodo 1880-2010 è stato solo 0,062 ° C per decennio.
Nel periodo che va dal 1991 al 2010 si è avuto l’incremento maggiore, in media pari a 0,21 ° C, mentre nel periodo dal 1981 al 2000 l’aumento medio registrato è stato pari a 0,14 ° C. Nove anni dell’ultimo decennio sono stati tra i dieci più caldi mai registrati. L’anno più caldo è stato il 2010 seguito dal 2005.

Il decennio 2001-2010 è stato anche il più caldo mai registrato sia per le temperature terrestri ma anche per quelle marine, che hanno raggiunto valori record nel 2003.
Mentre la temperatura media annuale è un importante indicatore del clima, le temperature giornaliere possono variare molto nel corso di un anno a causa della variabilità naturale del clima. L’influenza umana ha probabilmente aumentato le temperature sia massime che minime sia notturne che diurne. E’ anche molto probabile che il cambiamento climatico indotto dall’uomo abbia aumentato il rischio di ondate di calore.

Nel corso del decennio 2001 -2010 molti paesi e regioni hanno subito ondate di calore. Alcuni degli episodi più gravi si sono manifestati in India nel 2002 – 2003 con oltre 1000 persone che hanno perso la vita, lo stesso dicasi per gli episodi manifestatisi nell’estate del 2003 in Europa con oltre 66 000 morti e nella federazione russa nel luglio agosto 2010 con più di 55 000 morti.
Nonostante la media di calore alta registrata nell’ultimo decennio, le ondate di freddo hanno continuato a causare intenso stress in molti paesi. Il freddo e la neve hanno determinato più di 450 morti. L’inverno 2009 -2010 è stato estremamente freddo nella Federazione russa, nel nord America e in diverse parti dell’Asia.

L’aumento della temperatura determina anche una maggiore umidità, che influenza l’intensità delle precipitazioni estreme. I record di precipitazioni estreme si sono registrati nelle ultime due decadi dal 1991 al 2010, in particolare la decade dal 2001-2010 è stata la decade più piovosa dal 1901, fatta eccezione per il 1950. Inoltre il 2010 è stato l'anno più piovoso mai registrato a livello globale. Le inondazioni sono state tra gli eventi estremi più frequentemente sperimentati nel corso del decennio. Al tempo stesso non mancano gli episodi di siccità, nel decennio dal 2001 al 2010 si sono manifestati diversi episodi di siccità in molte parti del mondo, in particolare in Australia nel 2002, nell’Africa orientale (2004-2005) e nel 2010 nel bacino amazzonico.

Il periodo dal 2001 al 2010 si è mostrato anche il più attivo per quanto riguarda i cicloni tropicali nel bacino nord atlantico, si sono infatti registrate 15 tempeste all’anno a fronte delle 12 del periodo precedente. L’anno più memorabile da questo punto di vista è stato il 2005 con 27 tempeste di cui 15 classificate come uragani e sette come uragani importanti. L’uragano Katrina è stato il più devastante del decennio.
Il record di caldo del decennio 2001-2010 è stata accompagnata dallo scioglimento dei ghiacci, che, oltre ad essere un segno del riscaldamento del clima, crea problemi alla riserve di acqua, alle vie di trasporto, alle infrastrutture, agli ecosistemi marini e molto di più.

Lo stato dei ghiacciai nel 20 esimo secolo è stato ben documentato. Fino al 1960 i ghiacciai coprivano 14-16 milioni di km2 nel periodo invernale e 7-9 milioni di km2 nel periodo estivo.

Dagli anni ’60 in poi si è manifestano un rapido declino. I cinque anni con l’estensione di ghiaccio più basso sono stati il 2005-2007-2008-2009 e 2010. Se questa tendenza continuerà lo scioglimento dei ghiacciai contribuirà all’innalzamento del livello del mare nel 21° secolo più di qualsiasi altro fattore. Il tasso osservato di incremento è stato di circa 3mm, circa il doppio rispetto a quello registrato nel corso del 20° secolo, che era pari a 1,6 mm/anno.
Fonte Notizie:  ARPAT