domenica 16 febbraio 2014

Inquinamento urbano - Alberi: i migliori a filtrare i fumi puzzolenti sono aceri, frassini e betulle, che puliscono l'aria



Alberi in città

A dare una mano a ripulire dallo smog l'aria delle nostre città sono alcuni alberi, considerati dagli esperti come i ''migliori filtri'' anti inquinamento. ''Le piante nelle città esercitano non solo un indubbio beneficio estetico e sociale, ma, interagendo con l'atmosfera, svolgono anche un importante ruolo nel contrastare l'inquinamento atmosferico, termico e chimico'' sostiene Rita Baraldi, della Sezione di Bologna dell'Istituto di Biometeorologia (IBIMET) del Cnr di Firenze, impegnata in studi sul miglioramento della qualità dell'aria che respiriamo.

E nella top ten degli alberi anti-smog, ai primi posti la scienziata del Cnr mette ''alcuni aceri, frassini, pini e betulle''. ''E' stato accertato, infatti, che queste piante - spiega la ricercatrice - hanno un'ampia superficie fogliare, possono arginare l'inquinamento fungendo da filtro per polveri e gas e rilasciano nell'aria una quantità relativamente bassa di sostanze volatili''.

''Gli alberi, attraverso la traspirazione delle foglie, - sottolinea il Cnr - riducono la temperatura dell'aria che li circonda e perciò costituiscono un'importante isola termica, capace di abbassare la temperatura e dare refrigerio alle zone vicine, rallentando nello stesso tempo la formazione di ozono, uno dei più dannosi gas nella bassa atmosfera''.

''Gli alberi - spiega ancora - costituiscono anche un importante filtro, in quanto sono in grado di rimuovere dall'atmosfera, attraverso l'assorbimento da parte delle foglie, le particelle ultrafini, tanto dannose per le vie respiratorie dell'uomo al punto da indurre, proprio in questi ultimi tempi, le  amministrazioni comunali di alcune grandi città a limitare il traffico cittadino''.

Per gli esperti, inoltre, ''una benefica funzione delle piante cittadine e' quella che svolgono durante il giorno, assorbendo l'anidride carbonica e contribuendo a contenere le conseguenze dell'effetto serra, dovuto principalmente all'aumento di tale gas nell'atmosfera''.

Ed un'altra ''non secondaria azione'' delle piante in città e' legata alla loro capacità di ''emettere sostanze volatili'', come quelle che possono essere percepite entrando in una pineta o annusando piante aromatiche, che rilasciano tali sostanze per attrarre gli insetti impollinatori o per difendersi da quelli patogeni. ''Questi composti volatili in un ambiente urbanizzato però - dice il Cnr - reagiscono rapidamente con i comuni agenti inquinanti antropogenici prodotti dalla combustione di carburante fossile, contribuendo alla formazione di gas tossici''.

''Poiché il tipo e la quantità delle sostanze volatili emesse dalle piante dipende dalle specie, - conclude il Cnr - e' importante un'attenta scelta delle piante nei progetti di pianificazione del verde urbano, nel rispetto anche della biodiversità''.


CNR - Sezione Ambiente e Territorio

sabato 15 febbraio 2014

Emergenza OGM - Commissione Europea vorrebbe approvare la coltivazione del TC1507 (Mais Geneticamente Modificato)



Emergenza OGM ed emergenza democrazia: La commissione europea vorrebbe approvare il mais TC1507, nonostante il parere nettamente contrario sia del parlamento UE che del Consiglio UE.  
Sull'approvazione del Mais 1507 della Pioneer  da parte della UE girano su internet e sui giornali un sacco di menzogne.  Per esempio che il Consiglio UE abbia approvato il Mais 1507, mentre è vero esattamente il contrario. Il Consiglio dei ministri degli affari generali si è espresso in maniera nettamente contraria (19 contrari, 5 favorevoli, 4 astenuti), come già aveva fatto poco tempo fa anche il Parlamento UE.  Oppure che la Commissione UE non possa che votare favorevolmente al mais OGM o che addirittura abbia già votato in questo modo.

E' vero che la decisione, secondo la normativa attuale passa ora alla Commisisone in quanto in Consiglio non si è raggiunta la maggioranza qualificata del 74%.  Si sarebbe raggiunta sul totale dei votanti (19/24 votanti non astenuti= 79%) ma gli astenuti vanno a favore della minoranza!!  e la maggioranza qualificata si conta come 19/28=68%


Ora si tratta di far capire alla Commissione che non può decidere contro la netta maggioranza del Parlamento e del Consiglio e della volontà delle popolazioni europee.

Già 12 Stati hanno preso una prima iniziativa in questo senso e bisogna andare avanti su questa linea E NON PENSARE CHE E' INEVITABILE E OBBLIGATA LA DECISIONE FAVOREVOLE DELLA COMMISSIONE: SI TRATTA DI UNA MENZOGNA CHE CI VOGLIONO FAR ENTRARE IN TESTA COME VERITA'. 

Perché adagiarsi a pensare i pensieri degli avversari e non avere pensieri autonomi? 

Non esiste motivo valido al mondo per cui si debba decidere secondo il volere di una ristretta minoranza e non secondo quello della stragrande maggioranza. 
Per cui è da pretendere la non approvazione del mais 1507.

Come?

Scrivendo a tutti i  membri della Commissione Europea e invitando a farlo anche a parlamentari dell' Unione Europea, politici, associazioni, ecc.ecc.

Uniti possiamo vincere ma dovete crederci tutti!!!


....................

Di seguito trovate gli indirizzi dei membri della Commissione Europea e il testo:

CAB-TAJANI-WEBPAGE@ec.europa.eu

Carlo.Corazza@ec.europa.eu 

Paolo.SARACA-VOLPINI@ec.europa.eu 

Sara.TIRONI@ec.europa.eu 

Michael.MANN@eeas.europa.eu 

mina.andreeva@ec.europa.eu 

Natasha.Bertaud@ec.europa.eu 

CAB-SEFCOVIC@ec.europa.eu 

Antonio.Gravili@ec.europa.eu 

janez.potocnik@ec.europa.eu 

CAB-PIEBALGS-ARCHIVES@ec.europa.eu 

heleen.averink@ec.europa.eu 

laila.bernere@ec.europa.eu 

Michel.Barnier@ec.europa.eu 

chantal.hughes@ec.europa.eu 

Karel.DE-GUCHT@ec.europa.eu 

John.Clancy@ec.europa.eu 

Helene.Banner@ec.europa.eu 

CAB-GEOGHEGAN-QUINN-CONTACT@ec.europa.eu 

michael.jennings@ec.europa.eu 

CAB-LEWANDOWSKI-WEBPAGE@ec.europa.eu 

agnieszka.drzewoska@ec.europa.eu 

Amparo.Roca.Zamora@ec.europa.eu 

Androulla.PAPADOPOULOU@ec.europa.eu 

Natalia.MANAS-SENTIS@ec.europa.eu 

johannes.hahn@ec.europa.eu 

cab-hahn-contact@ec.europa.eu 

Anca.PADURARU@ec.europa.eu 

CAB-ANDOR-CONTACT@ec.europa.eu 

Nicolas.GIBERT-MORIN@ec.europa.eu 

dacian.ciolos@ec.europa.eu 

roger.waite@ec.europa.eu 

fanny.dabertrand@ec.europa.eu 

frederic.vincent@ec.europa.eu 

Neelie.Kroes@ec.europa.eu 


................

Testo della lettera: 

Dear EU Commissioners,

Facts on the EU approval for the use of Pioneer 1507 maize are very clear.

On January 16 2014, the EU Parliament voted against approval of the above mentioned maize variety with 385 votes, whereas 201 were in favour and 30 abstained.

On Ferbuary 11 2014, the EU Council expressed an even more clear and sharp voice against the approval of this Pioneer 1507: 19 out of 28 States, including Italy, have voted against it,while those in favour were only 5 countries out of 28 and 4 abstained. In terms of weighted votes, the result is similar: 209 Votes out of 352 opposed to the approval while only 78 out of 352 were favourable. 

It couldn't be clearer that the only decision the EU Commission should take is TO NOT APPROVE PIONEER MAIZE 1507 

A hugely detrimental drift between the EU Commission on the one hand and the Parliament and the Council on the other, which would immediately raise the question of having to lift Commissioners form their present tasks.

Approval of maize 1507 would also overrule the Spirit of EU law that in seeking qualified majorities, always aims to achieve the highest consensus.
For this very same reason the EU Commission may not take decisions in accordance with the will of a small minority.

The undersigned organizations call on the Commissioners NOT TO APPROVE the cultivation of Maize 1507 in EU28. 

Best regards,

Firma


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Lettera inizialmente sottoscritta da: 

Marco Tiberti - Association of European Consumers   (Italy)
Gianni Cavinato - President of the Association ACU 
(Italy)
Franco Trinca - President Association NOGM 
(Italy)
Carlo Cardarelli - President Association ACU Marche 
(Italy)
Loris Asoli - President Association REES Marche  
(Italy)
 

con l'adesione di: 
Paolo D'Arpini - Rete Bioregionale Italiana


...................................

Testo della lettera soprastante tradotta in italiano:
Egregi Commissari dell'Unione Europea,

sull'approvazione del Mais OGM 1507 della Pioneer i fatti sono estremamente chiari.

In data 16 Gennaio il Parlamento UE ha votato in modo nettamente contrario all'approvazione del Mais suddetto con 385 voti, mentre in 201 hanno votato in modo favorevole e 30 si sono astenuti.

In data 11 Febbraio il Consiglio UE si è espresso in modo ancora più chiaro e netto contro l'approvazione di questo Mais: 19 stati su 28, fra cui l'Italia, hanno espresso volontà contraria, mentre i favorevoli sono stati soltanto 5 stati su 28 e 4 si sono espressi per l'astensione.  In termini di voti ponderati il risultato è analogo: 209 voti su 352 sono contrari all'approvazione, mentre solo 78 su 352 sono favorevoli

Risulta del tutto evidente quale è l'unica decisione che la Commissione è tenuta a prendere: NON APPROVARE IL MAIS 1507.

In caso contrario si verificherebbe un scollamento gravissimo fra la Commissione da una parte e il Parlamento e il Consiglio dall'altra, che porrebbe immediatamente il problema di sollevare dal loro incarico i commissari attuali.

Approvare il Mais 1507 sarebbe anche fatto in modo totalmente contrario allo spirito della legge comunitaria che, nel cercare la maggioranza qualificata, intende puntare a raggiungere il più ampio consenso.  Anche per questo motivo la Commissione non può in ogni caso decidere secondo il volere di una ristretta minoranza.

Le Associazioni sottoscriventi invitano i Commissari UE a non approvare la coltivazione in Europa del Mais 1507.

Cordiali saluti

venerdì 14 febbraio 2014

Febbraio 2014 - Pensieri dall'orto di Teodoro Margarita



Cranno - L'orto di Teodoro Margarita


Pensieri dall'orto
Questi miei pensieri, queste riflessioni e questo plauso che, vedo, vanno riscuotendo, io spero, risveglino l'amore per l'osservazione. Ogni momento che viviamo, ogni singolo istante, è niente se non è in relazione, intimamente connesso con quanto ci circonda. Può essere una singola grossa pietra di un muretto a secco sul quale crescono decine di muschi e licheni diversi. Può essere una lotta tra formiche, mentre si aspetta un bus, attorno ad una minuscola mollica. Può essere un tramonto cangiante, colori che tramutano e nubi in dissolvimento, mentre, piano, il sole ci saluta. Può essere una singola stellina, figlia del cielo, in un cielo pieno di nuvole. Oppure, tornare indietro, mentre la neve comincia a diventare acqua e prendere un ombrello, notare i cerchi, sempre più larghi, per terra. E' la nostra vita. Abbiamo questi occhi e sono le nostre antenne, eppure, una buona vista è nulla se quanto essa ci mostra, non passa per il nostro cuore. Siamo noi, siamo noi che da dentro, guardiamo, osserviamo, apprezziamo o disprezziamo le cose che ci appaiono malvagie. Questi pensieri, di febbraio, per voi che mi seguite. Affinché oltre agli occhi, vi si spalanchino tutti gli altri sensi. Non sento neanche necessità di raccogliere tutto quanto scritto. Forse, un giorno, lo farò. Ora mi basti, confidarvi, alla buona, in una sera d'inverno, al tepore della stufa, questi miei, anche vostri? Pensieri.


Luna di fiori
Oggi, ho messo a dimora tre piantine di rose, una, canina. Ho seminato i papaveri e tanti altri fiori misti che avevo preso al Merian Garden a Basilea. Nella stufa ho i ciocchi d'alloro e di robinia che ho potato.
Su Terra Nuova, il sito, è comparso il mio resoconto "Storia di una carota, di un finocchio e di una bietola da coste", chi ha organizzato l'evento al quale era dedicato, si è detto felice. Null'altro. Me la sento dentro, questa forza, questa determinazione calda, è il momento giusto. Quando provi felicità nello scrivere, nel coltivare, nell'arrestare un poco il tuo fare e contemplare il sole, una nuvola, una primula gialla o viola che, come te, ne gode il tepore, io mi dico, allora, che giunge, sta per arrivare, lo sento, il momento per amare. Sta per ritornare, mi correggo, io, di amare, questa sola, breve vita, non ho mai smesso. Luna di fiori, è oggi, tempo di piantagione nel calendario biodinamico. Luna di fiori sarà il volto gentile che verrà a farmi visita. Occhi belli, "Luna di fiori", vieni! Le mie lucertoline, oggi, ti aspettavano, son guizzate via, non ti hanno ancora vista...


Il tempo.
E se vi dicessi che questo tempo, queste piogge continue ed insistenti, questo grigio brumoso alternato a rade ma lucenti occhiate di sole, anche ieri ho spaccato legna a maniche corte, questo nevischio serotino che si tramuta in pioviggine e viceversa, queste giornate che stanno estenuando, nè inverno, nè autunno e nemmeno primavera, una loro grande utilità, ce l'hanno? Io non lo so, non posso saperlo, ma per quanti hanno a cuore gli orti, tutta quest'acqua non è sprecata. L'assenza di un gelo persistente, intenso, mi ha permesso di mettere a dimora essenze preziose che di solito mi arrischio a moltiplicare soltanto all'inizio della primavera, oppure, più sovente, in autunno. Metto in vaso una quantità di talee che, passato l'inverno, in aprile sistemo nelle aiuole. Quest'anno ho messo in terra, tra dicembre e gennaio assenzio, elicriso, rosmarino, diverse varietà di origano, maggiorana, fragole, tante, menta glaciale... e, direttamente a dimora,senza passare per i vasi. Me la sentivo che quest'inverno non sarebbe stato gelido. Le giovani marze delle aromatiche necessitano d'umidità e d'ombra. Stanno avendo l'una e l'altra. Il terrazzamento a sud ovest che ho appena realizzato, coperto, essendo più in basso, dal vento delle Grigne, proprio per il suo consistere, praticamente, in una parete quasi a strapiombo, è magnifico per assicurare calore alle pianticelle. Ogni qualvolta il tempo me lo consente, vado a controllare. Meglio di così non potrebbe andare.Tutto sta radicando. Ho seminato anche i piselli. Sento che quelle balze scoscese lì, mi daranno soddisfazione. L'ho indovinata, insomma. Ed allora, non mi lamento troppo per questi mesi uggiosi. Certo, la neve è un portento in quanto a trasformatrice e miglioratrice della qualità dei terreni. Vien giù l'acqua. Le erbe bevono e sono felici, mettono nel tepore che permane al livello del suolo, radici. Io, gioisco con loro.
La canzone che associo al mio stato d'animo è "Il gigante e la bambina" quando dice "Il gigante è un giardiniere , la bambina è come un fiore... ed allora io sfioro le mie creaturine verdi e ,se necessario, rincalzo un pochettino, le tenere radici.


Agli amici delle erbe, il mio affetto di febbraio.


Teodoro Margarita

giovedì 13 febbraio 2014

Ancona la prima città in Italia ad attivarsi sui piani SNA (strategia nazionale adattamento)


Ancona, la città dove sorge e tramonta il sole

L'IPCC ( Intergovernmental Panel on Climate Change ) nel 1994 aveva informato i governi e gli scienziati del pianeta sul rischio di un clima fuori controllo. 

Allora aveva posto tre momenti o fasi per cercare di bloccare l'eccessivo riscaldamento del pianeta. Il primo era l'informazione sul problema del Global Warming da diffondere ai cittadini, iniziando dalle scuole; il secondo la limitazione delle emissioni di gas serra nell'atmosfera; il terzo, "estrema ratio", era quello di prepararsi, ormai sconfitti, ai fenomeni catastrofici indotti dai cambiamenti climatici, adottando sistemi di difesa appropriati.

Il primo step è stato abbondantemente completato: televisione, cinema e pubblicazioni in vent'anni sono riusciti a sensibilizzare l'umanità sui cambiamenti climatici in ogni latitudine della Terra. Si può dire che questa prima fase sia stata positiva. Purtroppo sulla mitigazione climatica e, quindi, sulla riduzione dei gas serra in atmosfera abbiamo fallito su tutti i fronti, iniziando dal protocollo di Kyoto, fino a giungere al disinteresse degli stessi USA e delle nazioni emergenti. Alla fine non è rimasto che preparaci all'inevitabile. 

E' nata così in Europa la SNA, ossia la Strategia Nazionale Adattamento. Ogni Paese europeo sta predisposto piani di difesa e prevenzione alle calamità naturali prodotte dal clima fuori controllo. 

In Italia l'unico comune che si è attivato sui piani di SNA al momento risulta essere Ancona (Regione Marche).

Gli scienziati ci dicono che tra meno di quarant'anni la temperatura media terrestre aumenterà di 2 se non  3 gradi. 

Quello che sta accadendo sotto i nostri occhi è dovuto ad un solo grado di aumento della temperature terrestre avvenuto in questi ultimi 30 anni. Immaginate cosa potrà accadere a tutto il clima del pianeta quando tra qualche anno avremo superato i 2 gradi in più di temperatura.


Non è più tempo di pensare a politiche di emergenza sperando che fenomeni estremi meteo, come quello accaduto recentemente in Sardegna, rappresentino solo un episodio del passato che non si verificheranno più. Bisogna essere realistici e agire di conseguenza. Purtroppo la carta dei rischi su cui noi oggi possiamo lavorare per la prevenzione, risale a quando la temperatura della Terra era inferiore di un grado e, quindi, non erano previsti fenomeni come "le bombe d'acqua", venti ad oltre 190 kmh, prolungate siccità, andirivieni di ghiaccio e acqua in poche ore sulle nostre montagne che finiscono per sgretolare le rocce, innalzamento dei mari, ecc.  

(Fonte: A.K.)

mercoledì 12 febbraio 2014

Maltempo d'inverno e afa d'estate... è cambiato qualcosa?



Maltempo d'inverno, afa d'estate. E se le alluvioni di questi giorni stanno dominando le cronache italiane, anche il caldo killer è destinato a far parlare molto di sé. Pare infatti che il numero di morti causate ogni anno dalla canicola sia destinato ad aumentare di ben il 257% entro la metà del secolo, come conseguenza dei cambiamenti climatici e della crescita della popolazione. E' quanto evidenzia una ricerca pubblicata online sul 'Journal of Epidemiology e Community Health' e che si riferisce in particolare a Inghilterra e Galles, zona nelle quali gli anziani 'over 75' sono indicati come i soggetti più a rischio.

l team di esperti della London School of Hygiene and Tropical Medicine e di Public Health England hanno studiato le fluttuazioni dei modelli meteorologici e dei tassi di mortalità degli anni 1993-2006 per caratterizzare l'associazione tra temperatura e mortalità, per regioni e per fasce di età. Hanno poi applicato i risultati alle stime sull'aumento della popolazione e delle condizioni climatiche previste per il futuro. Hanno così potuto ottenere il numero di morti che saranno causate dalla temperatura per gli anni 2020, 2050 e 2080. I calcoli sono basati sulle previsioni del British Atmospheric Data Centre e dell'Office of National Statistics.

Secondo gli esperti, il numero di giorni di tempo afoso è destinato ad aumentare vertiginosamente, triplicando entro la metà degli anni 2080, mentre si prevede che il numero di giorni freddi scenderà, ma a un ritmo meno drammatico. I risultati hanno indicato un aumento significativo del rischio di decessi associati con la temperatura in tutte le regioni del Regno Unito.

Ebbene, le morti legate al caldo aumenteranno del 257% entro il 2050, da una base annuale di 2000, mentre quelle relative al freddo si ridurranno del 2% a seguito di inverni più miti, da una stima attuale di circa 41.000. Ma rimarranno comunque significative: il bilancio delle vittime delle temperature fredde rimarranno superiori rispetto a quelle causate dal caldo, ma gli autori avvertono che la protezione dal caldo diventerà sempre più necessaria e di vitale importanza per le persone molto anziane. Gli studiosi sottolineano anche che l'aumento del costo del carburante renderà più difficile adattarsi alle condizioni sempre più estreme del clima, e viceversa il maggiore ricorso a sistemi di raffreddamento potrebbe finire per aumentare i consumi energetici e peggiorare così i cambiamenti delle temperature. Opzioni migliori e più sostenibili potrebbero invece includere la valorizzazione dell'ombreggiatura, l'isolamento termico e la scelta di materiali ad hoc in fase di progettazione degli spazi urbani.

(Fonte: Adnkronos Salute)

martedì 11 febbraio 2014

Treia. Riempire le buche e finirla lì con l'obbrobrio paesaggistico dell'attracco meccanizzato. ...


Treia. Campagna vista fra le colonne 
(per evitare la vista dei pannelli fotovoltaici a terra)  

C'è una frase bellissima nella poesia di Holderlin dedicata al mare: "il tempo non disegna rughe sulla tua fronte azzurra.."

Il senso è che, malgrado i cambiamenti delle coste, lo sprofondare di isole ed il distaccarsi di continenti, la bellezza del mare, in quanto espanso, è rimasta integra, sempre giovane... La stessa cosa potrebbe dirsi della terra, anch'essa subisce erosioni e smottamenti, innalzamenti e cadute... ciò che in alto sale poi in basso scende... in questa danza è disegnata tutta la magia dell'orografia terrestre, 

l'ambiente naturale è bello perché tale.
Di solito sono degli incidenti, dei terremoti guerre o simili che
distruggono una parte della nostra storia... ma che dire quando ciò avviene volontariamente nel tentativo maldestro di "modernizzare o migliorare l'ambiente urbano"?

C'è un proverbio che dice "il meglio è nemico del bene..." e lo trovo estremamente vero e saggio. Forse Luigi Santalucia, ex sindaco di Treia, che ha iniziato i lavori dell'attracco meccanizzato prima di dimettersi, dovrebbe conoscerlo, o forse no!?  Distruggere un sentiero urbano nel verde che
è una parte della visione memorizzata di Treia, per  rendere
accessibile un costruendo "ascensore con montacarichi"  a chi gioverebbe....? Non lo so. Spese mastodontiche solo per poter arrivare vicino all'ascensore in macchina? Per accorciare un percorso di 50 metri?  E per quali turisti? 


E poi l'ascensore (previsto fra i parcheggi Valchiusa ed il centro storico) funzionerebbe sempre? Ci sarebbe sempre elettricità e non servirebbe comunque una costante e continua manutenzione? Non sarebbe magari più elevato il rischio di incidenti?

Treia non merita questi progetti devastanti, anche se dopo
l'impestamento da fotovoltaico a terra, che ha deturpato il paesaggio, ci si può aspettare di tutto. 

Ma ancora qualcosa si potrebbe fare, a Treia, visto che i lavori sono stati interrotti -per impossibilità di utilizzare i fondi bloccati dal patto di stabilità-  e (tra l'altro) non si tratta di finanziamenti "gratuiti", bensì di un prestito (della cassa depositi e prestiti) ... che va ripagato da parte del comune, ovvero dei cittadini... Però saremmo ancora in tempo a fermare la cosa.. basterebbe ritirare il progetto e
riempire le buche che sono state finora scavate e finirla lì...

Spero che la futura amministrazione comunale di Treia rifletta su questa cosa.


Paolo D'Arpini - bioregionalismo.treia@gmail.com
Rete Bioregionale Italiana

lunedì 10 febbraio 2014

"Ci ho un presentimento..." - Quando gli uomini "sentivano" le cose prima che avvenissero



Le doti sensitive che avevamo all'inizio, quando da ominidi siamo passati all'uomo Sapiens, circa 100.000 anni fa, oggi le abbiamo perse. Qualche retaggio di queste facoltà sono rimaste forse nelle ultime tribù selvagge dell'Indonesia e dell'Amazzonia, ma anche qui con il tempo, a causa della globalizzazione, tra non molto scompariranno. Negli animali invece sono rimaste inalterate. 

Gli animali percepiscono segnali premonitori, come l'arrivo di tempeste e di terremoti, rumori e odori lontani, nonché lo stato di salute dei propri simili e, nei casi degli animali domestici, anche lo stato di umore e di salute dell'uomo. Tutto questo che una volta era patrimonio dei nostri avi, oggi è stato sostituito dalla scienza, dalla tecnologia, dal progresso. Oggi tuttavia in alcune persone si possono riaccendere capacità ancestrali sopite. E' il caso della previsione dei terremoti. Questo si è potuto constatare nel periodo delle continue scosse sismiche che per oltre due anni hanno interessato le alte e medie regioni adriatiche, in particolare le Marche. In quel periodo "movimentato" erano diverse le persone che avvertivano, qualche minuto che si verificasse, l'arrivo di una scossa tellurica. 

Questi nuovi sensitivi non sapevano spiegare il fenomeno - " E' come una capacità di preveggenza che avevo dentro di me, ma che non conoscevo, né immaginavo poter avere" - Questa fu una delle tante affermazioni che, soprattutto le donne marchigiane, dichiararono ai mass media di allora.

Quindi con la comparsa di fenomeni naturali che poi perdurano nel tempo ad alcune persone si accendono antichi circuiti interni di "preveggenza" che le stesse persone non sapevano possedere.

Queste facoltà latenti nell'uomo, sono invece normali nel mondo animale. In Cina, ad esempio, da millenni si analizzano i comportamenti animali per comprendere se è in arrivo qualche terremoto. Negli anni '70 migliaia di abitanti di una città interna della Cina si salvarono da un violento terremoto perché alcune ore prima del sisma gli animali cominciarono a comportarsi in modo innaturale: i cani presero ad ululare, i galli a cantare incessantemente, gli uccelli ad abbandonare la città e i pesci rossi a saltare fuori dei corsi d'acqua. Ciò allertò la gente che così, allontanandosi dalla città verso la campagna, si salvò. 

Infatti dopo qualche ora una violenta scossa di terremoto di magnitudo 7 della scala Richter, polverizzò la città. Ma gli animali non hanno solo preveggenze da catastrofi naturali, avvertono anche negli uomini stati di salute a rischio. Tutti ricorderanno il comportamento di un gatto in un ospedale USA che il giorno prima della morte di un paziente saltava sul suo letto e sostava per lungo tempo ai piedi del malato destinato dopo poche ore a morire.

Sono molti gli esempi di questa preveggenza animale ad eventi calamitosi. Per alcuni studiosi tutto ciò è attribuibile all'innata sensibilità dell'animale a percepire gas emessi dalla terra come il radon o a particolari fluttuazioni elettromagnetiche in atmosfera che precedono temporali o terremoti e negli esseri viventi, animali e uomini, alla percezione di odori particolari che il nostro olfatto non percepisce più.

Per alcuni studiosi tutto il mondo animale interagisce con linee d'energia che pervadono il pianeta e che sono chiamate linee ley. Secondo questi ricercatori la Terra è circondata da una fitta rete di linee verticali ed orizzontali, un po' come sul nostro mappamondo vediamo le linee di latitudine e di longitudine, ma molto più fitte, intorno ai 2 metri e mezzo tra una linea e l'altra. Quando linee orizzontali e verticali si congiungono creano zone energeticamente perturbate, conosciute come i nodi di Hartmann.

Da questi nodi si formerebbe un'energia ascensionale che andrebbe ad interagire con la superficie esterna del pianeta. Gli animali sentono questa energia e reagiscono di conseguenza, ad esempio il cane ha un’istintiva antipatia per le zone perturbate, mentre il gatto ama le vibrazioni dei raggi tellurici della rete, in particolare in nodi di Hartmann e sceglie i luoghi a maggiore sollecitazione. Le api producono una quantità tripla di miele se sono su un nodo di Hartmann, le termiti e le formiche, invece, cercano le zone di più intensa irradiazione per costruirvi le loro dimore. 

I nodi di Hartmann, in cui con molta cautela la scienza ufficiale ( geobiologia ) ha iniziato ad interessarsi da qualche anno, secondo una antichissima credenza rappresenterebbero la congiunzione delle linee di energia verticali con quelle orizzontali e viceversa. Linee di energia che ricoprono tutta la nostra Terra come una gigantesca griglia sotterranea, quando s'incrociano formano un nodo il quale trasmette alla superficie parte dell'energia che in esse fluisce, finendo per interessare direttamente cose, animali e uomini. Secondo i ricercatori, dove si incontrano più linee si da formare potenti nodi radianti, si possono sviluppare le geopatologie ( dove si possono generare patologie anche gravi a causa dello stazionamento prolungato a questi flussi energetici tellurici).

L'arch. Limardo, uno dei massimi esponenti italiani nell’ambito della sicurezza ambientale, ha notato, grazie ad una particolare sonda collegata a un contatore Geiger, che su questi nodi le radiazioni possono aumentare anche del 60-70%. Lo studioso afferma che da questi nodi fuoriescono radiazioni gamma-ionizzanti. I raggi gamma sono più potenti dei raggi X e riescono a superare anche le lastre di piombo. Limardo afferma che è questo un problema di radioattività, che è in grado di modificare lo spin elettromagnetico cellulare della zona colpita.
Tornando al mondo animale, tra quelli che gradiscono maggiormente i luoghi patogeni ci sono i gatti, la api, le formiche, la civette e i serpenti. Stanno invece in luoghi privi di queste energie pericolose per l’uomo: cicogne, rondini e cani. 

Sia in Turchia che nei Paesi nordici si dice che le cicogne decidono di nidificare nelle zone dove non sono presenti i nodi di Hartmann. Soprattutto in Danimarca e in Olanda la gente dice che se una cicogna sceglie un cammino per nidificare vuol dire che quella casa è sana. Le geopatie quindi possono manifestarsi a causa dello stazionamento continuato sulle zone di incrocio di questa rete, dove si hanno i nodi di Hartmann, o nodi radianti. 

Questa visione ha iniziato a diffondersi grazie ad Hartmann, il ricercatore da cui la rete prende il nome, successivamente alla pubblicazione di Krankheit als Standortproblem nel 1951 e ha poi riscosso moltissimo successo fra i ricercatori indipendenti e i circuiti culturali alternativi. La medicina ufficiale spesso bolla le teorie di Hartmann come “credenza popolare”  a causa del fatto che si sono diffuse proprio in quegli ambienti fatti di persone che non digeriscono l’allopatia e gli interessi farmaceutici.
Nella realtà dei fatti, dall’epoca in cui sono state gettate le basi della geobiologia (la branca del sapere che studia questi nodi), sono stati fatti passi da gigante, esistono evidenze scientifiche che dimostrano che lo stazionamento su alcuni punti piuttosto che su altri modifica il terreno biochimico, e quella “forma di energia negativa” che era stata solo intuita da Hartmann può essere isolata e misurata con adeguate strumentazioni scientifiche. I cinesi conoscevano ancora prima di Cristo questa griglia d'energia che copre la Terra e sapevano che in alcuni punti le energie telluriche potevano essere negative o positive, tant'è che avevano inventato la geomanzia (feng shui), l'arte di armonizzare le costruzioni con l'energia della Terra, cioè costruire ponti, mura, case e templi in zone con energia positiva.
Ma come conoscere le zone dove le radiazioni provenienti dal sottosuolo possono essere nocive? Oltre a strumenti come il galvanometro, che misura le correnti elettriche anche deboli e il geomagnetometro, che registra il magnetismo di origine terrestre, anche l’osservazione del comportamento di animali e vegetali fornisce alcuni indizi.
Le piante, ad esempio, si mostrano molto sensibili alle zone geopatogene, nelle quali hanno difficoltà di attecchimento e di crescita e subiscono più facilmente le malattie; una zona negativa è resa particolarmente evidente dalle siepi che, nella parte interessata, perdono vigore e ingialliscono. Alcune piante gradiscono i luoghi geopatogeni: ortica, acero, frassino, nocciolo, vischio …(non a caso le forcelle rabdomantiche erano di frassino o nocciolo). Invece faggio, ciliegio, betulla, melo e pesco se crescono in luoghi patogeni producono tumori del legno. Nei luoghi patogeni salice e quercia muoiono. Il vischio che cresce specialmente sulle querce, e’ un parassita utile alla quercia perché si nutre di energia elettromagnetica e alleggerisce la quercia del carico di energia negativa che la ucciderebbe. Allo stesso modo il vischio e’ un disattivatore delle zone geopatogene per l’uomo.

Un sistema più "casareccio" per individuare nella propria casa zone geopatogene è quello di prendere una radiolina a batterie, sintonizzarsi su una frequenza già di per sé un pò disturbata e con il volume quasi al massimo ispezionare i pavimenti e i letti. Se alla interferenza di fondo improvvisamente si aggiunge un'altra interferenza o se si nota un considerevole aumento fastidioso del fruscio, li ci sono energie elettromagnetiche forti che emergono dai nodi radianti o nodi di Hartmann. In quel caso in quella zona è necessario spostare letti, scrivanie, divani e tavoli dove si sosta per molto tempo. 

Fonte OrdinataMente con integrazioni di Filippo Mariani