"Auto elettrica? La continua crescita industriale e tecnologica, che sia spacciata per ecologica o meno inquinante, nasconde una fregatura di fondo..." (Paolo D'Arpini)
"Siamo sicuri che l'auto elettrica sia una soluzione, e il problema non sia invece il modello socioeconomico e faccia parte della coercizione e atomizzazione sociale del programma Smart Cities? Crediamo davvero nella "sincerità ecologista" del Green Deal UE/scandinavo e della AI di Musk e Palantir che li sottendono?
Serve differenziare, altro che elettrico al 90%: l'inquinamento, se davvero è la prima causa di un opinabile cambiamento climatico, non viene certo dall'auto privata - casomai dalla sua produzione, specie proprio quella elettrica (più lo sfruttamento bieco di risorse non rinnovabili e di braccia affamate). Serve togliere il trasporto merci su gomma, andare al cabotaggio, alla ferrovia, all'interscambio, e di certo la mietitrebbia non la puoi fare elettrica. E considerare altre opzioni complementari.
In Cina lo sanno e stanno provvedendo, il sistema energetico è misto e in evoluzione continua.
E se "neutralità tecnologica" dice tutto o niente, se declinata come descritto sopra mi sta benissimo".
Jure Eler
Un discorso sul quale riflettere...
Critica al modello industriale centralizzato: Negli interventi espressi in varie occasioni ho ripetutamente criticato le forme di produzione energetica non sostenibili e ad alto impatto (come le centrali atomiche e i combustibili fossili), inserendole nel quadro di una società ossessionata dal profitto e dall'accumulo.
Decrescita e riduzione dei consumi: La vera "energia alternativa" parte dal cambiamento degli stili di vita individuali. Più che concentrarsi sulla produzione di nuova energia, dovremmo sostenere la necessità di abbattere i consumi superflui e l'inquinamento domestico, ripensando radicalmente le nostre abitudini quotidiane.
Paolo D'Arpini
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